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  • 15 mar - 9:11: Sarà banale, ma quando un politico vuole spegnere Santoro, Floris, Dandini prima di tutto bisogna rivolgere loro solidarietà ...

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    La paura a Udine

    lunedì, 4 maggio 2009

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    La paura a Udine

    Giovedì 7 maggio alle ore 20 parteciperò a Udine al primo incontro del Festival “Vicino/Lontano, identità e differenze al tempo del conflitto”. Nella Chiesa di San Francesco, in Largo Ospedale Vecchio, discuterò sul tema: “Paura. Il male oscuro dell’occidente”, insieme a Didier Bigo e Joanna Bourke. Moderatore: Stefano Allievi.

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    Articolo di:

    Gad - che ha scritto 1108 post su Gad Lerner.


    Commenti per questo articolo

    1. 1
      Giusy scrive:

      Gli amici di Udine organizzano sempre belle cose e grazie a loro si ricordano e si conoscono i grandi difensori della libertà..penso alla giornalista Politkovkaja..Andrò anch’ io a Udine in questi giorni..Ne è sempre valsa la pena..

    2. 2
      Ada scrive:

      Mi dispiace, ma io non ho solo paura ma ho una gelosia profonda della mia città, del mio mondo dove eravamo tutti uguali: la mia scuola materna (che allora si chiamava asilo), tutte le mie scuole, il mio ospedale la mia stazione tutte le mie strade, violentate da tutti gli stranieri!!! Soffro proprio tanto e me ne dispiaccio. Mi sento violentata nel mio essere! Mi dispiace ma io ho questa patologia, per me la globalizazzione e’ un cancro. Ma ora anche il cancro in molti casi si cura…..Chissà nel futuro se anch’io guarirò ma per il momento sono molto malata di " insofferenza"!!

    3. 3
      viriato scrive:

      2 Ada

      Non sei malata d’insofferenza, la tua è semplice immaturità. I bambini considerano loro cose che non lo sono, ma non ti preoccupare i ricordi sono tuoi e quelli non te li può rubare nessuno.

    4. 4
      Giusy scrive:

      2
      Non vivo molto lontana da te e conosco la tua città..ho ben presente com’ erano le cittadine del nord est fino a trent’anni fa. Oasi di pace. Poi è cominciata l’ immigrazione. Mio papà, che era un conservatore mi disse : che vengano ma che si portino la famiglia così sarà tutto più facile..Poi crollò il muro di Berlino e i tempi furono più veloci per tutto…Quelli che ricordi tu sono immagini in bianco e nero..ora la realtà è più complessa e abbiamo bisogno di politici e istituzioni di serie A

    5. 5
      agostino scrive:

      la verita e’ che…la maggioranza degli italiani e’ cretina, non pensa con la propria testa. l’opinione degli italiani viene costrutita giornalmente dalla televisione.

    6. 6
      massimo biagioli scrive:

      Ma perchè la carlucci può interrompere impunemente chiunque?
      era necessario invitare tal signora?
      senza alcuna polemica, ma dispiace vedere che interrompe la poetessa libanese che è senza dubbio personaggio più intereessante, e che può ampliarei ns orizzonti conoscitivi…
      invece si devono sentire commenti tipo"il più processato e il più assolto"" bla bla. per altro maleducata oltre che di poco argume.
      complimenti comunque per la trasmissione, forse simoli "bucce di banana" sono necessarie al sistema di par conditio… oggi un pò di fascismo in ogni trasmissione è d’obbligo…spriamo bene!
      ciao e buon lavoro.

    7. 7
      Franco Vegliante scrive:

      Il signor Lanza offende innanzitutto la sua intelligenza continuando a ripetere, usando la spiacevole tecnica del disco rotto, che il filmato "Il corpo delle donne" mostra solo quello per il quale è stato pensato e cioè mostrare il cattivo gusto e l’offesa perenne che la Tv rivolge alle donne. Ma cosa dovrebbe mostrare? A suo dire, per par condicio, bisognerebbe far vedere tutte le 400 ore dalle quali il filmato è stato tratto! Non sembra neanche un uomo di televisione tanto il suo fervore fazioso lo porta a straparlare. Non si preoccupi comunque che le altre 400 ore, e di più,continuiamo nostro malgrado,a vederle ogni giorno.

    8. 8
      diletta lesa scrive:

      Il mondo non è fatto solo dalla televisione e dalla nutrita rappresentanza di donne che vi albergano.E’ lecito sperare che per miglioramento si possa intendere un percorso fatto di arricchimenti interpersonali e non di esasperate dimostrazioni di insignificanti particolari.Mi auguro questo non sia l’inizio di un processo involutivo….continuo ad essere fiduciosa perchè il pensiero è l’unica cosa che non può essere comprata…..

    9. 9
      miti scrive:

      Pubblica offesa, pubblica difesa.
      La signora Lario è stata offesa dal comportamento pubblico del marito per molti anni. Penso che abbia sopportato con grande dignità ma ne sia esausta da molto tempo. Sono certa che avrà tentato in ogni modo di pretendere dal marito il rispetto dovuto ed un comportamento pubblico non umiliante per lei ed i figli, invano! Le dichiarazioni odierne e del 2007 sembrano frutto della impossibilità di una comunicazione privata autentica con il premier, forse in grado di prestare più attenzione ai messaggi che gli pervengono attraverso i mezzi di comunicazione, che non quelli che gli arrivano nell’ambito di un colloquio familiare privato.
      Comunque la signora Lario ha un ruolo pubblico come moglie del premier, anche se ha scelto per lunghi anni di apparire pochissimo è giusto che abbia voluto spiegare al paese le ragioni della propria scelta oltre che difendere la propria dignità.
      Grande e bellissima Margherita, anche se il corpo è mio e lo trasformo come mi pare, cercando di evitare gli errori di alcune signore e i suggerimenti volgari della maggior parte della nostra televisione, ma il corpo è sempre stato testimonianza di cultura e territorio di sperimentazione di segni e modi comunicativi. un abbraccio mt

    10. 10
      margherita scrive:

      il craxismo mai morto: Claudio Martelli ci spiega la Costituzione..

    11. 11
      Ada scrive:

      Boh! Per Udine 10 commenti per Berlusconi e le donne 1280 commenti!! Molto interessante!!! Comunque tornando alla paura, può darsi che, nonostante, la mia età io sia ancora immatura perchè amo ciò che in fondo non è mio!!! Sono contenta che voi giovani siete molto più aperti e ben disposti verso il nuovo… ci mancherebbe!! Ma essere sempre pronti al nuovo ed ai cambiamenti continui, secondo me, non radicalizzate niente. Siete come d’autunno sugli alberi le foglie: sempre un po’ precari sia nel lavoro che nella vita, perchè siete costretti a guardarvi intorno e continuamente prendere atto di situazioni che vi spiazzano perchè è come se voi viveste in alto mare….anche se non vivete le nostre paure e le nostre gelosie delle nostre cose..

    12. 12
      lia scrive:

      mio mio mio
      cos’è mio?
      niente è mio poichè nulla ci appartiene, tranne noi stessi non abbiamo nulla
      …forse possediamo cose, quelle che generano la paura di perderle…
      i confini sono finti e creati dall’uomo, la Terra ci ospita ma in sostanza non è nostra, non la controlliamo, siamo vagabondi erranti del suolo, e perchè io posso vivere qui, a Gorizia, e chi invece nasce a duemila chilometri a sud non ne ha il diritto?
      perchè gli immigrati sono "gli altri"?
      forse perchè ci fa comodo trovare un capro espiatorio a cui imputare la causa delle nostre sofferenze, che invece risiede solo in noi stessi,
      poichè solo NOI siamo i padroni delle nostre azioni/reazioni/sensazioni.
      Ieri mio nipote (20 anni, nulla facente tranne la Playstation, nemmeno un diploma) ha detto che non cerca lavoro perchè tanto non lo trova perchè gli immigrati rubano il lvoro agli italiani.
      Mentre il mio santolo di cresima, panettiere, ha assunto un ecuadoreno
      perchè non ha trovato nessun italiano disposto a lavorare dalle 3 di notte alle 10 di mattina.
      Io solo non riesco a capire cosa abbiano di diverso gli immigrati di diverso da noi, perchè non meritano rispetto, lavoro, accoglienza?
      Solo perchè arrivano su carrette sgangherate via mare e non su lussuose berline muniti di passaporto? Vuol dire che basta un pezzo di carta con una fotina e un timbro per dare dignità a una persona?
      Gli immigrati non sono neri brutti e cattivi,
      è una parte di umanità ad essere brutta e cattiva,
      siano neri, bianchi, italiani, magrebini,
      che vivano per terra o per mare, Oriente o Occidente.
      E’ una parte di umanità ad essere umile dignitosa e buona,
      siano neri, bianchi, italiani, magrebini,
      che vivano per terra o per mare, Oriente o Occidente.
      Siamo innanzitutto persone, perdio!!!

    13. 13
      giulia scrive:

      Caro Gad,
      una così pregnante trasmissione sul corpo mercificato delle donne e sullo strapotere di berlusconi come quella che ci hai regalato lunedì sera sono certa che lascerà un segno nelle coscienze degli italiani (anche ballarò di ieri sera ha aggiunto un contributo prezioso)
      Una cosa però ti chiedo: perchè non si incomincia anche a smercificare trasmissioni belle come la tua diminuendo le interruzioni pubblicitarie. Mi pare che "L’infedele" sia interrotto 6 o 7 volte, o sbaglio? Queste continue interruzioni per la pubblicità sono brutte, seccano chi viene interrotto o gli si dà la parola, e seccano anche noi telespettatori stanchi dopo una giornata di lavoro, che perdiamo ogni sera almeno 30 minuti per gli spot.
      E poi è anche una questione di buon gusto, andiamo!Ho visto la faccia seccata di Margherita Hack che si è vista negata un paio di volte la parola per lo stacco e mi sono chiesta: uno come Gad che ha certamente un peso nella gestione dei programmi (così come Floris e Fazio) non ha un potere di veto del tipo: nella mia trasmissione max 3 spot televisivi o non se ne fa nulla? Se tu cominciassi, poi altri verrebbero, è solo questione di rendersi conto che la misura è colma e occorre fare un’inversione di tendenza, proprio come con berlusconi e la televisione spazzatura.
      Oppure se gli sponsor sono indispensabili per coprire le spese, allora conteniamole: 3 ospiti in meno a puntata (tra l’altro avere 5 o 6 persone con un buon spazio di parola, oltre agli interventi del conduttore, mi sembra meglio che invitare 9 o 10 ospiti e poi ad alcuni di loro dare uno spazio irrisorio di intervento.
      Grazie per l’attenzione,
      Giulia

    14. 14
      viriato scrive:

      11 Ada

      Ma essere sempre pronti al nuovo ed ai cambiamenti continui, secondo me, non radicalizzate niente. Siete come d’autunno sugli alberi le foglie: sempre un po’ precari sia nel lavoro che nella vita, perchè siete costretti a guardarvi intorno e continuamente prendere atto di situazioni che vi spiazzano perchè è come se voi viveste in alto mare….anche se non vivete le nostre paure e le nostre gelosie delle nostre cose..

      E chi ti dice che viviamo situazioni che ci spiazzano? Chi ti dice che non amiamo navigare in alto mare, invece di essere ancorati ad una baia?
      I processi storici insegnano che la vita è evoluzione e cambiamento continuo, è sempre stato così e sempre lo sarà.
      Ci si può rinchiudere in casa con le proprie paure e i propri rancori o partecipare alla vita e al cambiamento. O danzi o stai a guardare.
      Di certo chi si apre alla vita difficilmente potrà essere spiazzato o provare gelosia di luoghi che sono di tutti e di situazioni che fanno parte solo dei ricordi.

    15. 15
      Ada scrive:

      O danzi o stai a guardare!!! Giusto appunto!!
      A teatro c’è chi danza e chi sta guardare… C’è posto per tutti o no??
      Ma a me sembra che solo chi danza è il meglio mentre chi gode dello spettacolo viene tacciato di demenza "senile" oppure di non essere in grado di vivere queste nuove realtà!!! non è così!! Viviamo e guardiamo, ma se questo mondo è così stracolmo di sofferenza, un motivo ci sarà….

    16. 16
      Ada scrive:

      Ma sono contenta che siate tutti così tanto più disponibili e aperti!! Cercherò di imparare, d’altra parte, a questo serve il confronto!!
      Per ora, non ci riesco ancora!! Ma con il tempo….

    17. 17
      onyric scrive:

      prova

    18. 18
      onyric scrive:

      #16 Ada

      La linearità con cui esprimi i tuoi sentimenti merita riconoscenza, perchè è vero che ciascuno di noi è attraversato dal conflitto tra la necessità di certezze, sicurezze, e la voglia di novità, di leggerezza.

      Se tu ti identifichi con i tuoi luoghi è chiaro che provi sofferenza vedendoli mutare, invadere da estranei, perdere contatto con l’immagine conservata nella memoria.

      Immagino che sia stato un trauma, per molti, vedere, cinquant’anni fa, il proprio quartiere bombardato rinascere completamente diverso o anche solo vedere la campagna alla periferia della città trasformarsi in distretto industriale. Come anche il tema della ricostruzione dopo il terremoto dovrebbe fare i conti con questi sentimenti.

      Forse l’unico modo per affrontare il trauma è partecipare, e gestire, il cambiamento. Forse viverlo con ostilità e rassegnazione lo rende inaccettabile e, forse, rende ostili gli ‘altri’.

    19. 19
      Ada scrive:

      Grazie Oniric per le tue osservazioni; ma, il confronto, secondo me, è diverso perchè dopo la guerra i nostri genitori si sono rimboccati le maniche e la loro sofferenza si è tramutata piano piano in un cambiamento così piacevole perchè tutto era in crescendo, tanto lavoro per tutti i bambini belli come il sole, che nel frattempo studiavano in scuole serie e piano piano, mentre loro, faticavano i figli davano loro la soddisfazione, che, dopo aver studiato trovano lavoro in situazioni migliori delle loro.
      C’era questo clima sereno, i figli, parlo per me e per tutti i miei conoscenti (ti assicuro tanti, certo un po’ provinciali!!) lavoravano e miglioravano la loro la situazione e quindi era una soddisfazione tale che li ripagava di tanta sofferenza!!! Ora, noi non abbiamo sofferto come i nostri padri ma è altrettanto vero che la nostra sofferenza è ora a vedere che tutto cambia in peggio; certo non per colpa degli extracomunitari ma per il cambiamento che si evince in questa società e fin qui, pazienza!!! Credo che siamo figli delle situazioni, purtroppo!! E, siccome siamo figli delle situazioni (certo create dagli uomini!!), apriamo gli occhi e non guardiamo la vita con occhi di sinistra o di destra ma da uomini…


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