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“Il corpo delle donne”, ecco il video

mercoledì, 6 maggio 2009

l'Infedele

“Il corpo delle donne”, ecco il video

Commentando il successo di ascolti dell’Infedele di lunedì’ 4 maggio, c’e’ chi lo ha spiegato con la presenza in studio di personaggi legati ad altri generi televisivi, come Alba Parietti e Cesare Lanza. Pur con la dovuta gratitudine a questi ospiti -il cui contributo e’ stato discutibile ma proprio per questo prezioso- la penso diversamente. In altre occasioni la presenza all’Infedele di ospiti “pop”, con tutto il rispetto, non ne ha modificato sostanzialmente gli ascolti. Qui la differenza la faceva il tema proposto attraverso il video di Lorella Zanardo e Marco Malfi Chindemi: la visione umiliante e offensiva della donna nella cultura di massa del nostro paese. Mi impressiona come altri discettino del divorzio Lario-Berlusconi eludendo questo argomento centrale: ieri a “Porta a Porta” cinque uomini -senza l’ombra di una presenza femminile- hanno umiliato il giornalismo parlottando d’altro. Per questo vi invito a visitare il sito www.ilcorpodelledonne.com (il video è attualmente in sidebar destra) da cui riprendo, per una visione finalmente integrale, il documento che ha impressionato il pubblico dell’Infedele.

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Gad - che ha scritto 2633 post su Gad Lerner.

Commenti per questo articolo

[13] 12 11 10 9 8 7 6 5 4 31 » Mostra tutti i commenti

  1. 639
    sito annunci gratis scrive:

    sono pienamente d’accordo con voi

  2. 638
    Imbasciani Stefano scrive:

    Sig.Lerner,con i 5,6 milioni di Euro dati a Quarqualini si potevono aggiornare per 5 o 6 anni le pensioni al costo della vita ?!?!?!

  3. 637
    Francesca scrive:

    Signor Lerner, se ho conosciuto il blog e il documentario di Lorella Zanardo lo devo a lei, grazie! Pochissimi ne parlano!

  4. 636
    gianna scrive:

    http://www.youtube.com/watch?v=zTR0QHlTzVo

    a proposito del corpo delle donne ,ecco un punto di vista inusuale !

  5. 635
    concetto scrive:

    penso che si sottovaluti o ignori totalemente il ruolo delle mamme italiane. spesso i comportamenti poco rispettosi riservati alle donne cominciano tra le mura domestiche e le prime donne a porsi come schiave dei figli sono proprio le madri anche quelle che fuori di casa hanno ruoli e funzioni di responsabilità di fronte al loro figlio maschio si arrendono e contribuiscono a mio parere in modo determinante al malcostume sociale di cui stiamo parlando.

  6. 634
    Borse Balenciaga scrive:

    Perché sempre prendere corpo di una donna che, e penso che questa sia una vergogna!

  7. 633
    Davide Manuz scrive:

    Dobbiamo liberare l’italia dalla politica della menzogna e del fango e questo è un primo passo…ma per portare i conti in pareggio, cioè per pagare i debiti di questa classe politica dissennata ci vorranno lacrime e sangue e tasse pagate da tutti !! Chi oggi sta festeggiando avrà la forza morale di sostenere anche una politica di risanamento che lo toccherà pesantamente nel suo tenore di vita ? Davide

  8. 632
    carla scrive:

    Boh! dopo avere letto con attenzione tutti i commenti del servizo presentato.
    Ho concluso che, molte volte è
    evidentemente é , il corpo delle donne il unico colpevole di quello che accade nel mondo e specialmente nel nostro paese,perche é dello corpo della donna che vengno nel mondo certe persone.senza scherzo è filosofia pura .

  9. 631
    Giovanna scrive:

    Copio di seguito quanto scritto da Lorella Zanardo sul suo blog, dove si racconta dell’aggressione di ieri. A seguire un commento acido e volgare dell’ufficio stampa di striscia. Se ancora non lo abbiamo fatto, è ora di iniziare una campagna per dire che nessun* guardi più la trasmissione che da mesi lotta con tutti i mezzi contro il lavoro di lorella e di quante sono impegnate a difesa della nostra dignità.

    La serata è stata bella, c’era nell’aria la possibilità di togliere i muri di incomprensioni che spesso si erigono tra donne. Ho parlato con Carla, ho parlato con Pinuccia, Marina mi ha introdotta, Luisa mi ha consigliata. E’ la Libreria delle Donne, stasera 10 maggio. Io ero stanca per due anni passati sul territorio, ma lì mi sono sentita bene.

    Poi esco, tolgo la catena alla bici, sono le 11 di sera, in giro non c’è nessuno.

    Le porte dell’auto parcheggiata davanti a me si spalancano di colpo, alzo la testa e 3 persone e una luce fortissima mi vengono incontro.

    E’ la troupe di Strisica la Notizia.

    Chiedo alla ragazza che mi investe con una serie di domande come si chiama, lei esita, poi veloce mi risponde “Elena”, ha 26 anni, dice che è contenta di avere fatto la velina, che nessuno l’ha obbigata e che io la offendo con il nostro documentario, dice così o qualcosa di simile.

    Io sono sulla bici, e mi invade una tristezza infinita: Striscia usa quella violenza che io condanno: prima il plagio del documentario, ora questo agguato notturno, da ore mi aspettavano fuori dalla porta della Libreria.

    Dico ad Elena ciò che chi mi segue sa bene, e che sa anche lei presumibilmente, e gli autori: il nostro documentario è una critica all’uso del corpo delle donne nelle immagini tv, non alle donne che fanno tv. Di Striscia passano poche immagini nel nostro video. La reazione di Striscia è spropositata: noi con un doc fatto in casa e loro con i milioni di euro a disposizione e 7 milioni di persone tutte le sere.

    Elena non mi lascia parlare, so che si usa così in tv. La guardo, voglio entrare in relazione ma lei non può, si vede che usa il metodo televisivo, parla veloce, accusa e non da tempo per la replica.

    Nemmeno per un attimo provo fastidio verso di lei, per i mandanti sì, per la loro codardia. perchè non sono venuti loro? Uomini senza coraggio, così come si usa ora.

    Io non mi occuperò di questa diatriba miserabile, ho altro da fare.

    Però credo che chi mi legge potrebbe reagire. Se 3 milioni e mezzo hanno visto il documentario Il Corpo delle Donne e se continuate a chiederci di proiettarlo e se a migliaia dite che vi è servito, ora è il momento di dire voi cosa pensate. Anche quelle giornalista, quei gruppi di donne che il video lo hanno visto, che lo hanno lodato, appprezzato ma che spesso tacciono.

    La protervia di questi autori corrisponde al clima di prevaricazione e di impunità che si respira oggi.

    E comunque sì, ha ragione mio figlio tredicenne. siamo stati veramente efficaci, con zero euro investiti, a dare così fastidio a quei milionari di Striscia,Mediaset.

    Questo sotto è il commento di striscia!!

    11 maggio 2011 alle 11:43

    Velina contro “gattamorta”
    Ieri la Velina di Montecristo, particolarmente loquace, ha rinfacciato a una Zanardo (nel suo solito cliché di madamina “stanca e indifesa”) le menzogne che impunemente continua a propalare su giornali e nelle scuole.
    La giusta battaglia in difesa delle donne non si combatte certo con le bugie e le mistificazioni o attacando una libera trasmissione di satira.
    Ufficio stampa Striscia la Notizia

  10. 630
    Giovanna scrive:

    mi pare giusto e pertiennte riportare q

  11. 629
    aaavatar scrive:

    non sapevo dove postare questa mail che ho ricevuto oggi…

    La scrittrice albanese Elvira Dones ha scritto questa lettera aperta al premier Silvio Berlusconi in merito alla battuta del Cavaliere sulle “belle ragazze albanesi”. In visita a Tirana, durante l’incontro con Berisha, il premier ha attaccato gli scafisti e ha chiesto più vigilanza all’Albania. Poi ha aggiunto: “Faremo eccezioni solo per chi porta belle ragazze”.

    Oggetto: Lettera aperta della scrittrice albanese Elvira Dones

    NATA FEMMINA
    “Egregio Signor Presidente del Consiglio, le scrivo su un giornale che lei non legge, eppure qualche parola gliela devo, perché venerdì il suo disinvolto senso dello humor ha toccato persone a me molto care: “le belle ragazze albanesi”. Mentre il premier del mio paese d’origine, Sali Berisha, confermava l’impegno del suo esecutivo nella lotta agli scafisti, lei ha puntualizzato che “per chi porta belle ragazze possiamo fare un’eccezione. ”
    Io quelle “belle ragazze” le ho incontrate, ne ho incontrate a decine, di notte e di giorno, di nascosto dai loro magnaccia, le ho seguite da Garbagnate Milanese fino in Sicilia. Mi hanno raccontato sprazzi delle loro vite violate, strozzate, devastate.
    A “Stella” i suoi padroni avevano inciso sullo stomaco una parola: puttana. Era una bella ragazza con un difetto: rapita in Albania e trasportata in Italia, si rifiutava di andare sul marciapiede. Dopo un mese di stupri collettivi ad opera di magnaccia albanesi e soci italiani, le toccò piegarsi. Conobbe i marciapiedi del Piemonte, del Lazio, della Liguria, e chissà quanti altri. E’ solo allora – tre anni più tardi – che le incisero la sua professione sulla pancia: così, per gioco o per sfizio.
    Ai tempi era una bella ragazza, sì. Oggi è solo un rifiuto della società, non si innamorerà mai più, non diventerà mai madre e nonna. Quel puttana sulla pancia le ha cancellato ogni barlume di speranza e di fiducia nell’uomo, il massacro dei clienti e dei protettori le ha distrutto l’utero.
    Sulle “belle ragazze” scrissi un romanzo, pubblicato in Italia con il titolo Sole bruciato. Anni più tardi girai un documentario per la tivù svizzera: andai in cerca di un’altra bella ragazza, si chiamava Brunilda, suo padre mi aveva pregato in lacrime di indagare su di lei. Era un padre come tanti altri padri albanesi ai quali erano
    scomparse le figlie, rapite, mutilate, appese a testa in giù in macellerie dismesse se osavano ribellarsi. Era un padre come lei, Presidente, solo meno fortunato. E ancora oggi il padre di Brunilda non accetta che sua figlia sia morta per sempre, affogata in mare o giustiziata in qualche angolo di periferia. Lui continua a sperare, sogna il miracolo.
    E’ una storia lunga, Presidente.. . Ma se sapessi di poter contare sulla sua attenzione, le invierei una copia del mio libro, o le spedirei il documentario, o farei volentieri due chiacchiere con lei. Ma l’avviso, signor Presidente: alle battute rispondo, non le ingoio. In nome di ogni Stella, Bianca, Brunilda e delle loro famiglie queste poche righe gliele dovevo. In questi vent’anni di difficile transizione l’Albania s’è inflitta molte sofferenze e molte ferite con le sue stesse mani, ma nel popolo albanese cresce anche la voglia di poter finalmente camminare a spalle dritte e testa alta. L’Albania non ha più pazienza né comprensione per le umiliazioni gratuite.
    Credo che se lei la smettesse di considerare i drammi umani come materiale per battutacce da bar a tarda ora, non avrebbe che da guadagnarci. Questa “battuta” mi sembra sia passata sottotono in questi giorni in cui infuriano varie polemiche , ma si lega profondamente al pensiero e alle azioni di uomini come Berlusconi e company, pensieri e azioni in cui il rispetto per le donne é messo sotto i piedi ogni giorno, azioni che non sono meno criminali di quelli che sfruttano le ragazze albanesi, sono solo camuffate sotto gesti galanti o regali costosi mi vergogno profondamente e chiedo scusa anch’io a tutte le donne albanesi.
    Merid Elvira Dones

  12. 628
    Sara Mago scrive:

    Salve,

    sono l’autrice del Blog Società Usa e Getta. Ho scritto un post critico sul documentario “Il corpo delle donne” che ritengo essere negativo ed involutivo per le donne.
    Mi piacerebbe avere la vostra visione. Ecco il link: http://societausaegetta.blogspot.com/2011/04/il-corpo-delle-donne-rivendicazione-o_15.html

    Grazie mille in anticipo :-)

  13. 627
    adriano scrive:

    Senza dubbio penso che il signor Lenner, sia un campione di ipocrisia e di disinformazione del tipo comunista leninista, ma ormai i mas media hanno raggiunto un tale accanimento contro Berlusconi che si sono ubriacati d’odio
    Il sostenere che i tribunali italiani siano il massimo di giustizia è pura follia,
    basta avere a che fare con questi tribunali che si capisce con che apparato di distruzione della persona abbiamo a che fare.
    I santificatori e i sostenitori di questa giustizia sono altro i sostenitori dell’ideologia comunista che fu la piu repressiva e la piu orrenda che questo mondo abbia mai visto.

  14. 626
    Donna scrive:

    La moralità sul corpo delle donne nei media è solo ipocrisia. Non c’è un programma televisivo o un giornale che non lo sfrutti. Striscia le avrà anche rivestite, ma in realtà che senso hanno o avevano le veline nel contesto di striscia se non far vedere il corpo delle donne?

  15. 625
    agata scrive:

    striscia la notizia ha fatto sua la battaglia delle veline ma avete notato come nel frattempo le hanno rivestite e che non sono piu’ nude come prima e che le riprese sono diverse? e non dimentichiamo la michelle appena la scorsa edozione che ne diceva di tutto (anche se ironicamente) come mai sono cosi’ cambiati? non e’ che hanno la coda di paglia?

  16. 624
    Elisa scrive:

    Ciao ragazzi, vi presento Elisa D’ospina una modella internazionale di taglie comode che seguo da un po’ di tempo e anche bloggerista. Si batte da anni per non stereotipazione delle donne e sulla ricerca personale di felicità… Vi lascio il suo blog: http://elisadospina.blogspot.com/2011/03/la-modadel-corpo-delle-donne.html

  17. 623
    Valerija scrive:

    A proposito di donne italiane ne ho scritto un articolo. Magari non vi piacerà, ma è quello che vedo e quello che penso. Non so cosa ci vuole perché qualcosa cambi, ma deve arrivare da voi donne, che sempre volete essere “politically correct” e invece dietro di voi vedo solo la porta dell’inferno spalancata!
    Mio articolo non è un offesa, perché è come vi ho viste e il dispiacere mio di aver visto quello che ho visto…. ah dimenticavo: leggetelo sul mio blog ZAMPA!

  18. 622
    Elena scrive:

    A proposito del corpo delle donne, ho letto oggi (domenica 26 feb. 2011) un articolo comparso nell’inserto domenicale di Repubblica, “Curve manipolate”, che mi ha lasciato davvero l’amaro in bocca.
    Nell’articolo, l’autrice (G. Soncini), col tono saccente di chi pensa di saperla più lunga degli altri, ci prende per la manina spiegandoci perché, a dispetto delle modelle col pancione o delle modelle oversize fatte sfilare a più non posso negli ultimi tempi, in realtà l’obbligo della magrezza non solo non è mai tramontato davvero per noi donne, ma non può che essere l’unico canone di bellezza ammissibile ora e sempre, perché come sintetizza mirabilmente nel finale, ad esempio anche l’attrice Jennifer Hudson, dimagrita “ha l’aria serena di chi non fatica più a essere carina. non sembra più un Ferrero Rocher per una ragione che sanno tutte da Rossella O’Hara in giù: quando sei così esile stai bene anche vestita di tende”.

    L’assioma, presupposto del teorema svolto nel pezzo, è quindi che la magrezza sia l’unica condizione possibile affinché un vestito cada bene, e l’agghiacciante sottointeso è che una donna non possa essere mai percepibile se non come stampella per abiti, accessori e scarpe.
    Un manichino, insomma, che se rifiuta l’idea di conformarsi al canone imperante, se proprio è fortunata le danno del Ferrero Rocher, oppure della “peach melba ordinata all’autogrill”, come è capitato alla Hendricks ai Golden Glob, vista da Talley, braccio destro del Diavolo che veste Prada…

    Che poi ogni tempo abbia il suo canone estetico, e che gli stilisti non abbiano tutte le colpe del mondo, che non siano gli unici colpevoli dell’epidemia di disturbi alimentari del nostro tempo (che ha cause sicuramente più profonde, familiari e psichiche) sarà anche vero.

    Ma quando leggo un pezzo simile scritto da una donna per altre donne, con l’allegra noncuranza di chi non ha veramente capito l’effetto dirompente che tali parole potrebbero avere su personalità più giovani e fragili della sua, capisco che la nostra liberazione dai cliché che ci hanno imposto è ben lontana. E che tanto dovremo faticare per capire che un tacco 12 sarà anche bello, ma è una tortura che non ci infliggiamo per noi stesse e che agli uomini sicuramente non è richiesta.

  19. 621
    valentina scrive:

    Caro Gad, come ascoltatrice, desidero chiederti la gentilezza di non fare una mezza conferenza stampa per introdurre le opinioni dei tuoi ospiti, poi di regolare il volume, perchè il volume della tua voce è molto alto e quello degli ospiti è decoroso, per cui devo continuamente agire sul telecomando giu’ e su’ (tasto volume); poi non interferire. Sono anche contenta che esista la 7, che su Berlusconi, trova ‘pane per i suoi denti’. Ma avete notato quante persone hanno il cognome che inizia con BER?
    Berlusconi
    Bersani
    Bertinotti
    Bertolaso
    Bernini
    Bertone (cardinale) ecc. ecc. a me piace sorridere. grazie

  20. 620
    simona scrive:

    Non mi riesce di capire come si possa pensare che noi, elettori italiani, non abbiamo il diritto, non possiamo, non dobbiamo giudicare il comportamento privato del nostro presidente del consiglio che ci rappresenta in Italia e nel mondo in quanto “privato”. Che si dimetta, poi potrà adottare tutte le pratiche sessuali che più gli garbano, ma , appunto, da privato.

  21. 619
    Luise scrive:

    vi riporto quanto chiesto alle “lucciole” (http://www.lucciole.org/) di Pordenone:
    carissime,
    scusate, mi vergogno per la dimenticanza, ma quando stamani a radio3/ “tutta la città ne parla” ho sentito l’intervento di nn so chi (tipa giovane), mi sono ricordata “après la musique” [della serie: meglio tardi che mai...] di voi e del vs importantissimo operato.
    come mai nessuno vi ha cercato x presa di posizione più che autorevole in merito alle note pizzette del sig. B.? (opp. mi sbaglio e sono io ad essermi persa qc.?)
    cmq sia, mi piacerebbe sapere quale sia/ potrebbe essere la posizione delle operatrici del settore.
    grazie e saluti,
    Luise dalla provincia senese (che fa tutt’altro mestiere ma forse proprio per questo vi stima e apprezza)

  22. 618
    Gad scrive:

    Cari Compagni/gne,stentati dal sonno:..
    tornando a noi,allora cosa la affligge,essere con Berlusconi e subire,o essere alle tavole ed ai Bunga Bunga di Berlusconi.
    In entrambi i casi io mi sento allineato con un senso universale giustilialista di persone che all’evidenza dei fatti,non vogliono accettare di punire immediatamente il colpevole,ma allungano il Brodo fra loro,e non mi dica che nemmeno lei si e’ stancato di sentire sempre la solita solfa ai tg,scritti sui giuornali,ovunque,e quindi anche noi vedendo questo sch ifo e la giustizia che non fa’ null,ala chiesa,il Papa,allora dico io come tanti,pure Marco Paolini,diciamo ad alta VOCE L’Italia e delinquenza,ed i delinquenti su chi si devono fare?,su noi deboli onesti operai,che abbiamo creduto nella Costituzione,nella giustizia anche divina,ma che viviamo nel concreto in mezzo a loro ed alla loro baldanza di esseri arroganti,e malavitosi.
    ed allora si unisca con me come tanti andiamo a Roma,Milano,nelle piazze portiamo il nostro dolore all’unica potenza dello stato Italiano e cioe’ a Giorgio Napolitano,che la finisca di leggere il solito ritornello e ci dia Giustizia all’Italia come a lui stesso ed ai suoi predecessori,e cioe’ DIMISSIONI SUBITO di Berlusconi,via linciate e trattate da PUT Tane tutte le Ministre con evidenti segni di avidita’,comemacchine,borse,seni rifatti,labbra rifatte,tatuaggi,piercing.
    ecco come riconoscere l’Italia,acqua e sapone,e non come capo di bestiame tarchiato da un simbolo del capobranco vecchio por co malato ma con giovani e padri abbienti alla malavita dietro che tifano per lui.
    il giornalista navigato dalla RAI alla LA 7,adesso andiamo a mangiare,a dopo diffidate non c’e’ nessun impostore sempre io posto,solo da altro computer quindi posts in bianco e senza foto
    Al servizio dell’informazione libera di ogni cittadino di tali valori e principi intatti e moralita’,degne di vivere nel clima di un tiranno al potere quale Berlusconi e’

    Firmato

    Gad lerner

  23. 617
    Franco scrive:

    l’abitazione del premier (dichiarata ufficio presidenziale) e palazzo Grazioli, sono stati frequentati da giovincelle, di alcune non si conosce l’età, ne il nome, ne la nazione e neppure le loro parentele, io come cittadino italiano, sono esterrefatto da tanta incoscenza, i segreti di stato potrebbero finire alla mercè di giovani ragazze, tra cui qualcuna magari anche minorenne; se quanto ho letto fosse vero, come fà il popolo a fidarsi di certi comportamenti?

  24. 616
    valentina67 scrive:

    Gentilissimo Gad Lerner,
    mi rivolgo a lei, perchè ultimamente è una delle poche persone in cui io riesca ancora a credere…Ho seguito ieri la replica di Ausmerzen e ringrazio lei e Paolini (una persona seria…), perchè adesso non siamo più in pochissimi a conoscere questa atroce e vergognosa vicenda! Davvero grazie: sono andata a documentarmi ed è stato davvero impegnativo leggere quanto accaduto: la fatica di esercitare la Memoria, di cui parlava ieri Paolini…Sono un’insegnante laureata di una scuola elementare di Roma e non le racconto il disagio di trovarsi a svolgere questo “lavoro” (parola che suona strana, quando si ha a che fare con i piccoli)in un Paese dove il governo non fa che tagliare fondi all’istruzione e alla ricerca. Ma è un discorso lungo e complicato, che aprirò in un prossimo blog. Mi premeva invece riagganciarmi alle parole di Alessandra: intanto devo nuovamente ringraziare lei, Gad Lerner, per essere stato il primo ad affrontare in TV la questione de “IL CORPO DELLE DONNE”. Le esprimo tutta la mia solidarietà e tutta la mia stima per l’intervento deplorevole e vergognoso che ha dovuto subire, in diretta, da parte del nostro onnipresente presedente del consiglio. Non ce la faccio più a seguire le vicende di un miserabile uomo che, occupando una carica istituzionale tanto importante, anteponga le sue squallide vicende personali ai reali problemi del Paese e del mondo, diffondendo un’idea di donna umiliante e degradata! E non solo: secondo lui non c’è nulla di male che un uomo ricco e potente, che lavora dal mattino alla sera, si diverta e si svaghi come meglio creda a casa sua in compagnia di belle ragazze!!! Ma stiamo scherzando!!!??? Il Presidente del Consiglio non è un uomo qualunque: è un’istituzione!!! C’è un’etica per chi occupa ruoli istituzionali, che forse il nostro presidente dimentica o meglio non ha mai avuto, a quanto pare!!!In uno dei suoi ultimi odiosi videointerventi lamentava che un paese che si permetta di indagare sul proprio Presedente del Consiglio non è un paese democratico…Vorrei ricordargli che i politici dovrebbero, in teoria, fare gli interessi dei cittadini e del paese, non i propri e utilizzare al meglio i soldi dei contribuenti onesti, che pagano le tasse!!! E poi vorrei lanciare un appello a tutte le donne che lottano per portare avanti i loro impegnativi progetti, come Alessandra e migliaia di altre donne le quali, a tette e culi, antepongono l’intelligenza e la determinazione, nonostante l’assenza completa di politiche sociali che le aiutino a sostenere il triplo lavoro di madri, casalinghe e lavoratrici: ANDIAMO IN PIAZZA COME A MILANO E RENDIAMOCI VISIBILI A QUELL’UOMO VERGOGNOSO CHE CI INSULTA IN CONTINUAZIONE, FACENDO PASSARE UN’IDEA DI DONNA TANTO DEGRADATA E CHE INSINUA NELLA COSCIENZA DEI NOSTRI BAMBINI E DEI NOSTRI GIOVANI, OPINIONI TANTO ABERRANTI SUL RAPPORTO TRA UOMINI E DONNE. Chiedo aiuto anche agli uomini illuminati di questo nostro Paese: appoggiate le vostre mogli e le vostre compagne! C’è un altro modello di donna che non ha alcuna visibilità nel nostro Paese (vedi autority contro l’uso indiscriminato del corpo delle donne di BONINO, CAMUSSO E MARCEGAGLIA)…Non ci sono solo donne belle e “strafigissime”, (come dicono scherzosamente i miei alunnI, le quali usano mezzi apparentemente facili per conquistarsi il potere di una visibilità, che per altro non dura in eterno!!! Ci sono donne che faticano tutti i giorni per realizzarsi e dar vita a progettualità serie e impegnative, pur non essendo visibili! Diciamo basta a certe campagne pubblicitarie che ci danno modelli falsati di uomini, donne e famiglie…Bastaaaaaaaaaa! Fermiamo questa maledetta pseudocultura da quattro soldi, diffusa dal potere del nostro presidente del consiglio. Alziamo la qualità dei programmi televisivi, affinchè educhino la gente a quanto di altro c’è nel mondo!!! Sono stanca di aprire i giornali e sguazzare in vicende di bassa pornografia…voglio svegliarmi da questo incubo! Mi aiuti lei, gentilissimo Gad Lerner, con la qualità dei suoi programmi, a tornare a sperare nel mio Paese! Grazie.

  25. 615
    vittorio scrive:

    Constatando la mancanza di rispetto nei confronti di TUTTI-compresi i suoi
    fidati collaboratori-il dileggio che esprime nei confronti delle ISTITUZIONI,propongo una dimostrazione CONTRO,da tenersi dinanzi ed intorno alla villona di Arcore.
    Penso gli nuocerebbe più che la perdita di 20 deputati dalle fila del PDL.
    Ovviamente,bisognerebbe essere in TANTI,disponendo di quelle pochissime
    reti T V,che NON gli appartengono.

    Vivissimi complimenti al conduttore;con l’augurio che a presto le Reti
    siano”occupate”da tanti Gad;Michele;Gabanelli;Augias,per il piacere di
    ascoltarvi in 15 milioni a puntata.

  26. 614
    gianpira scrive:

    Ben detto Alessandra,
    siamo in tanti a pensarla come te, ma purtroppo non abbiamo TV e Giornali dove far passare questi messaggi. Quando sento dire che “loro” si occupano dei “problemi reali del paese” ma c’è sempre qualcuno che gli impesce di farlo, e che noi italiani siamo un popolo intelligente e che capisce dove stà la verità… bene mi sento anche preso in giro, anzi scusa, per il c…, cosa che onestamente non sopporto!
    Mi chiedo dove vivono questi! Sono diventati tutti così falsi e bugiardi da credere anche loro alle balle che ci raccontano e ci vogliono fare bere, purtroppo devo dire con successo.
    Comunque anche io come te, quando sento il bisogno di scrivere queste cose, più come sfogo che come speranza che possano avere un effetto, mi sento sempliciotto e banale. Ma daltr’onde sono convinto che le soluzioni a molti problemi siano più semplici di quanto ci vogliano fare credere e le complicazioni servano solo a creare tutto quel torbido dove gli incapaci e la malafede possono sguazzare a piacimento.
    16 anni fa è “entrato in campo” per cambiare l’Italia; io ci avevo anche creduto e sperato; adesso raccogliamo i risultati di questo cambiamento. E’ arrivato il tempo dei bilanci?! Speriamo!
    Sono anche io un Architetto/Imprenditore e ti capisco, ma sono anche un padre con due bimbe e questo mi preoccupa ancora di più.
    Comunque se posso consigliarti una lettura, che ci da uno spaccato della nostra cara Italia ti suggerisco “Io ti Fotto” di Marco Morello e Carlo Tecce. Non voglio scoraggiarti ma almeno capisci quanto ci sia da fare per cambiare questa Italia, oltre al nostro Egr. Presidente del Consiglio. Forse dovremmo cominciare a far si che la Ns. generazione faccia sentire la sua voce senza troppe distinzioni tra Dx e Sx, ma tra brava gente che vive con i piedi per terra e i furbi parassiti “professionisti del fottere”. Se non per noi, almeno per i nostri figli e le future generazioni.
    Ciao

  27. 613
    anonimo scrive:

    infedele è proprio il nomignolo che ti meriti ed è inappropriato meriteresti molto di più al tuo paese.

  28. 612
    Alessandra Salimbene scrive:

    Lettera aperta di una giovane imprenditrice, donna e madre al nostro Presidente del Consiglio

    Egregio Presidente del Consiglio,

    non so se questo è l’inizio corretto per una lettera a un capo di governo, ma sono sicura che non si offenderà perchè so che lei è un uomo di sostanza e non di forma.

    Questa sera davanti al telegiornale (quello di Sky, l’unico ancora su cui lei non ha messo le mani) ho deciso che dovevo

    fare qualcosa anche io, che non potevo continuare a lamentarmi perchè ancora non c’è stata la rivoluzione e non avevo ancora fatto niente.

    Ed eccomi qui, ad usare le risorse con cui vivo e lavoro da una decina di anni: la rete, la scrittura, la mia intelligenza e la mia creatività.

    Forse lei che è così magnanimo vorrà aiutare anche me, magari non perchè porto la quinta di reggiseno, ma perchè ho qualcosa da dire.

    Ho trentacinque anni, sono imprenditore (come lei) da 15 anni circa. Ho iniziato a lavorare da sola, su un computer Packard Bell regalatomi dai miei genitori per l’università. Ho iniziato facendo piccoli siti internet, poi una cosa tira l’altra, mi sono occupata di comunicazione (come lei), di editoria (come lei), di formazione. La mia azienda (che si è trasformata, negli anni) ha dato lavoro anche a 15-20 persone, in alcuni periodi. Per molti anni ho pagato stipendi senza pagarmelo io, perchè credevo nella mia impresa. Ogni anno ho dovuto lottare contro le tasse (perchè non ho mai fatto del nero), contro le banche (che rubano ai poveri per dare ai ricchi, come lei) e, soprattutto, contro l’ignoranza e la grettezza del nostro paese.

    Quando l’anno scorso non ce l’abbiamo più fatta, per la crisi, ho dovuto lasciare a casa alcune persone. Ne avrei salvate almeno un paio, se l’Italia non fosse un paese dove un’azienda in perdita paga delle tasse sui propri costi. L’IRAP, se la ricorda? Quella che lei doveva eliminare. Ma sta ancora qui.

    Paghiamo, licenziamo, paghiamo per i licenziamenti (perchè non siete stati capaci di creare degli ammortizzatori sociali che rendano davvero possibile l’elasticità per le aziende), lavoriamo. Credo che il denaro vada investito in imprese che creano qualcosa, non nella finanza che crea denaro senza creare ricchezza.

    Ci sarebbero altre cose da dire come imprenditore, ma ci tengo a parlare di altri aspetti dell’esistenza di una donna che vive in un paese dominato, da decenni, da un uomo magnanimo come lei.

    Ha presente la riforma della giustizia? Quella che lei non fa e non farà, perchè l’unica riforma che vuole fare è quella che le permetta di rimanere nell’impunità totale per i reati che sa di aver commesso (se non pensasse di averli commessi, non si preoccuperebbe delle cause, ormai l’hanno capito anche i bambini).

    Il mio compagno è un uomo separato. Ha intentato la causa di divorzio a novembre del 2007, tribunale di Velletri. E ancora non se ne vede la fine: tra un’udienza e l’altra passano mesi, se non anni. E il mio compagno è uno di quei padri fuori casa che devono pagare mutui, alimenti, spese che piovono dal cielo.

    Lo sa che l’unico processo breve di cui hanno bisogno gli italiani è quello che serve a risolvere queste situazioni?

    Lo sa che all’Italia servono delle leggi che si adattino alle nuove realtà? Ai nuovi padri, alle nuove famiglie (allargate, lo dovrebbe sapere lei come funziona…), ai nuovi figli.

    Lo sa che anche la forma di tutela sproporzionata nelle cause di divorzio è una forma di discriminazione nei confronti delle donne? Che sono considerate così inutili da non essere in grado di badare a se stesse quando non hanno più un marito? Lo sa che così facendo si insegna a generazioni di ragazze che approfittare sempre e comunque “dei diritti” è il modo giusto per vivere?

    Da ultimo, ci tengo a dirle due cose come persona e come donna. Si immagina quanto sia terribile? Accorgersi di quanto il nostro paese stia andando indietro, che ormai tutto è stato sdoganato: dove tutto è farsa, tutto è commedia, tutte le donne sono bocca-tette-culo, dove la più alta carica del governo si può permettere di dire e fare cose che i peggiori soggetti della cara e vecchia repubblica non avrebbero detto neanche nel segreto della propria casa? Non c’è più etica, non c’è più rispetto, non vi è nulla di sacro. Non vi è nulla di prezioso. Non vi è discorso serio.

    Purtroppo rileggo quello che ho scritto e mi ritrovo sempliciotta e banale. Dovrei scrivere un trattato per esprimere tutto ciò che ho in mente e nel cuore. Quando ero ragazzina (figlia di immigrati, nata in Piemonte) mio nonno mi diceva “Tu sei piemontese” e io rispondevo con orgoglio “No, io sono italiana”. Era un orgoglio per me esserlo. Non lo è più. Ora è una vergogna. ORA LEI CHE LEI HA TIRATO FUORI IL PEGGIO DEGLI ITALIANI.

    Chiudo raccontandole un aneddoto, che credo che oggi valga più di mille parole. Nel 1992 io frequentavo il liceo Scientifico, classe IV° C. Ci furono le elezioni e io ero una fervente sostenitrice della sinistra, come ben potrà comprendere. Per mesi nessuno dei miei compagni aveva espresso un’opinione contraria, aveva fatto un discorso, aveva intavolato un confronto. La mattina in cui si seppe che lei aveva vinto io arrivai in classe, e i miei compagni tutti tranne una, Elisa, spostarono i banchi dal lato destro della classe e ci lasciarono sole a sinistra, isolate. Tutti, compresa la mia migliore amica, compresa la mia compagna di banco.

    Vede: la gravità della situazione italiana si è vista, nella gravità di questo comportamento, dal primo giorno delle sue elezioni. Ne’ Elisa ne’ io avremmo mai fatto niente del genere nei confronti dei nostri compagni se avessero “perso”. Per noi non era una gara, era la nostra vita, era l’entusiasmo per il nostro futuro.

    Ha rubato l’Italia, ha rubato la speranza, ha rubato il futuro, ha rubato la coscienza e l’etica di questo paese, ha rubato la gioventù di Noemi (l’ha vista com’è ridotta dopo un anno?), di Ruby e chissà di quante altre schiave bambine che andavano aiutate “a uscire dal giro” e non premiate per quel comportamento.

    Cosa vuole ancora rubarci?

    Alessandra Salimbene

    nata ad Asti il 3/6/1975

    donna, imprenditrice, aspirante moglie, madre.

  29. 611
    LIBERALVOX scrive:

    “Meglio puttaniere che frocio”. Siamo in campagna elettorale!

    Silvio Berlusconi, con una battuta sui gay, riesce ancora una volta a spostare l’attenzione della politica, dal “caso Ruby” a veri o presunti attacchi omofobi. La frase, lo sappiamo, ha fatto il giro del mondo e stavolta pochi lo hanno giustificato al cento per cento. Fa eccezione Daniela Santanché che, facendo il verso ad Alessandra Mussolini ed il controcanto al più becero dei ‘compagni’ (‘meglio un figlio frocio che fascio’), ha detto: “Sono certa che tutti i genitori italiani sperano di avere figli eterosessuali. Non trovo che ci sia nulla di sconcertante nel ragionamento del Premier. Premesso che i figli si accettano come sono con identico affetto, e che stimo molti omosessuali, è evidente che la speranza di una madre è quella un giorno di diventare nonna ed evitare ai propri figli le difficoltà di vita insite in una condizione omosessuale. Il resto è soltanto una ipocrita adesione a una visione della vita politicamente corretta”. Forse se in Italia ci fossero le unioni civili – che mancano anche per le coppie etero, beninteso – le “difficoltà di vita” di cui parla Santanché sarebbero attenuate. E mentre l’opposizione accusa Berlusconi di volgarità e sessismo, c’è chi è più malizioso e non crede affatto che la frase sia una gaffe, ma un appello agli elettori. È una frase che ha una presa popolare e il messaggio è molto semplice: meglio puttaniere che frocio! Ed è un messaggio rivolto a tanti italiani, uomini e donne. Non dimentichiamo che i fan della sessualità selvatica, e selvaggia, di Berlusconi, sono gli uomini che vorrebbero avere i suoi soldi e le sue donne, ma anche le donne stesse. Non tutte, ovviamente, ma tante. Che dicono ‘con i tempi che corrono almeno a questo piacciono le donne’. La battuta di Berlusconi aveva un obiettivo preciso. Forse quello di mettere in difficoltà Vendola? E quindi, per Berlusconi è lui – e non Bersani – l’avversario alle prossime elezioni?

  30. 610
    viviani scrive:

    NON E’ LA PRIMA VOLTA CHE SI PARLA A SPROPOSITO DI OFFESE AL CORPO. SECONDO LA COMUNE INTELLIGHENZIA, LA VITTIMA SAREBBE LA SOLA DONNA COL SUO NUDO. NON E’ COSI’!!! IL VERO CORPO OFFESO, UMILIATO, VILIPESO E DERISO E’ IL CORPO MASCHILE. E MI RIFERISCO AL CORPO DEGLI OPERAI CHE MUOIONO O RESTANO MENOMATI A SEGUITO DI INCIDENTI SUL LAVORO. TUTTAVIA, L’UOMO CHE MUORE SUL LAVORO CONTA MENO DELLA DONNA NUDA. UNA PREFERENZA DI TAL GENERE è INDICE D’UNA GRAVE ARRETRATEZZA CULTURALE. MI RIFERISCO ALLA ZANARDO CHE SI CHIEDE: “GLI UOMINI NON SI VERGOGNANO SE LE DONNE NON FANNO CARRIERA?” ALLO STESSO MODO, MI CHIEDO: “LA ZANARDO NON SI VERGOGNA DI SCANDALIZZARSI PER LE DONNE NUDE E DU RESTARE INDIFFERENTE DI FRONTE AGLI UOMINI MORTI?” CONSIGLIO AI LETTORI DI GUARDARE IL BLOG DI ANVIVIAN SULLA VIOLENZA DELLE DONNE (NON SULLE DONNE, MA PROPRIO LA VIOLENZA FEMMINILE). GLI UOMINI HANNO SUBITO E SUBISCONO MOLTE VIOLENZE CHE LE DONNE NON SUBISCONO. NON POSSIAMO FAR FINTA DI NIENTE COME ABBIAMO SEMPRE FATTO! ZANARDO DICEVA CHE LE DONNE DIRIGENTI SONO PROVA DI CIVILTA’. AGGIUNGO CHE SARA’ GIUSTO CHEDERE PIU’ DONNE DIRIGENTI QUANDO CI SARANNO MOLTE PIU’ DONNE MURATRICI E MECCANICO!!! LE QUOTE ROSA HANNO UN SENSO SE VENGONO RIGOROSAMENTE APPLICATE IN TUTTI I LAVORI DAL PRIMO ALL’ULTIMO (E NON SOLO PER I DIRIGENTI). CONTINUARE A INSISTERE A SEBSO UNICO SOLO SULLE DONNE DIRIGENTI E’ PROVA D’OPPORTUNISMO E DI MALAFEDE. ALLA ZANARDO NON INTERESSA LA PARITA’, MA SOLO IL GUADAGNO PERSONALE!!! ADESSO BASTA!!!

  31. 609
    donato pascucci scrive:

    Al fine di smentire, una volta per tutte, la storiella della persecuzione del sig. Silvio BERLUSCONI, non sarebbe possibile rintracciare e pubblicare l’intervista rilasciata ad Enzo BIAGI, nella quale chiariva i motivi per i quali aveva deciso di entrare in politica?
    Donato Pascucci
    NAPOLI

  32. 608
    gloria gaetano scrive:

    Legge 180. Trent’anni di civiltà di gloria gaetano
    pubblicata da Gloria Gaetano il giorno martedì 5 gennaio 2010 alle ore 18.23
    La legge 180, venuta dopo quella sul divorzio e prima della 194, è il prodotto e l’eredità di un’epoca. La perfetta rappresentazione. Non per nulla oggi ci sono segnali di un ripensamento di queste leggi è un gesto politico che tende a cancellare la cultura che queste leggi rappresentano. Secondo Sarkozy ‘Il 68 ha sostituito il dovere con il diritto’, spostando il tasto sull’egoismo’. Quale maggiore senso del dovere di quello che immagina di poter sovvertire i concetti stessi di sanità e malattia, normalità e mostruosità? Ci fu un grande spirito di dedizione perché un gruppo di psichiatri pensasse di far accettare come persone i ‘casi’ che si presentavano, per vedere l’uomo e non il folle, per curarlo invece di cancellarlo, relegarlo o medicarlo e bombardarlo di elettricità. La legge venne approvata nel 78. Era l’anno del delitto Moro, della legge sull’aborto, del delitto Impastato. Terrorismo, mafie e battaglie civili. L’Italia era un paese che riusciva,nonostante tutto, a guardare oltre.
    Chiudere fuori l’inferno. Oppure rinchiudendolo dentro; ma comunque questa situazione necessita di una porta, per separare se stessi dai dannati. Eppure c’è un altrove che sta oltre la soglia, un altrove in cui s’incontra anche un altro, proprio quello che ,nell’inferno di Sartre (l’enfer c’est les autres), ci obliga allo sguardo impietoso dell’altro che osserviamo e che ci osserva, che sarà contaminato dalle nostre emozioni e convinzioni, ridotto alla fotografia di una realtà molto molto soggettiva.
    Disrtruggendo il pregiudizio manicomiale, il nostro paese rinunciò al controllo sociale favorendo il principio della volontà e della dignità della persona, della sua psiche, che malata o sana, ha un suo stato,che, in quanto stato, può essere transitorio.
    Il 13 maggio 1978 si scrisse il finale di una favola triste e dolorosa, piena di mostri e di streghe, di incantesimi e di prigioni. Come ogni favola si conclude con la vittoria del bene, della libertà e dell’amore.
    Il cittadino, malato di cancro o di depressione, è e resta un cittadino, una persona, un individuo che come tale merita di essere trattato.
    Perché rinchiudere la porta? Dai ghetti per gli appestati ai conventi, alle case della misericordia per gli straccioni e i miserabili della terra, ai manicomi e quindi agli ospedali psichiatrici, l’unico comun denominatore è l’esigenza di allontanare dal restere del mondo l’individuo, che con la sua sola presenza, provochi alla comunità ‘perbene ribrezzo, fastidio, forse contagio.
    I manicomi erano istituzioni utili all’ordine costituito, il potere aveva necessità di un luogo sicuro in cui rinchiudere non soltanto il ‘reo’, ma anche che ,nel suo modo di esistere , costituiva per se stessa un rischio e una vergogna.
    Ma la legge, questa legge, come uno scudo può proteggere tutti dagli errori che una scienza, con ancora tante domande aperte e troppe incertezze , potrebbe produrre. Nel 1978 la 180 cominciò a svolgere questo ruolo chiudendo per sempre le porte dei manicomi.
    Non apriremo quella porta mai più. Siamo tutti fuori da 30 anni, ed è ancora qui, in questa dimensione e con gli str, in uno spazio nuovo: è nel territorio che medici e infermieri dovranno scegliere un nuovo ruolo, non più contenitivo e controllante ma operativo e propositivo, terapeutico, la società non potrà più pensare di risolvere con un muro la diversità non accettata. Per le persone cosiddette ‘malate’ c’è il percorso della de istituzionalizzazione, il senso del tempo personale e sociale, riprendendo in mano la propria vita, la propria identità personale e sociale, per sperimentare la scelta del sonno e del divertimento, dell’impegno e dello svago, dell’igiene personale e della creatività e tutto questo assumerà forma fuori dalle mura.
    E’ per questo che gli operatori medici e sociali, insieme con le famiglie dovranno inventarsi ‘progetti di vita’, percorsi di inserimento, un diverso modo di avvicinare la persona con difficoltà, di proporgli spazi e modi, regole e divertimenti, impegni e tempi di libere attività. Tutto dovrà essere presentato come gradevole e accettabile, diverso da quella vita che li ha feriti e spaventati. La sfida è lanciata. I medici, che in questo caso devono curare diversamente, sono impegnati in un percorso terapeutico più propositivo e alla fine gratificante. Perché nelle persone con disagio psichico, anche nel loro delirio, c’è tanta fantasia, creatività e amore che vanno solo incanalati bene.

    Tutti fuori: medici, pazienti, familiari,infermieri, volontari, assistenti,educatori, ‘normali’, diversi, politici, amministratori. Siamo tutti fuori, fuori come balconi protesi verso la strada a seguire il corso degli eventi, a sopportare le intemperie dei corsi e ricorsi storici. Siamo qui, dopo 30 anni, a parlare di malattia mentale, disagio psichico, follia, siamo una promessa o forse un’utopia per il mondo intero. Da questa posizione privilegiata possiamo solo guardare al nostro futuro, vivere è un processo temporale irreversibile, tornare indietro è impossibile, progettare un ritorno al passato è contro la storia.
    Ci resta il futuro e il futuro è adesso. Il disagio psichico è una posizione scomoda, per sua natura ambigua e indefinita, come lo sono i colori dell’alba e del tramonto che si confondono e ci confondono. E ci emozionano. lasciandoci a volte senza fiato per la gioia o per il dolore: un giorno che nasce o un giorno che muore, normalità o diversità, salute o malattia.
    E’ difficile, ma è possibile. Ci vuole ricerca, passione, attenzione, studio, disponibilità e un pizzico di creatività.
    Non è una prova degna di individui civili, evoluti, e capaci? Ne vale la pena. dopodinoiwodpress

    E’ passato tempo e dopo di me mia figlia resterà sola.
    Lei che ha bisogno di affetto e di ‘mormalità’, ma che non stabilisce relazioni. Non ha nessuno
    Il degrado della situazione è evidente. Occorre formazione del personale psichiatrico altri DSm, progetti come quello della Città del sole di Perugia della scritrice Clara Sereni, occorre stare sempre in contatto con Peppe dell’acqua, basagliano doc, direttore del DSM di Trieste, di Gisella Trincas, cè tanta gente che è molto preparata e competente.
    Il dott Aldo Mariano del csm di Capua.
    Tanti libri scritti. Fictiona alla Rai
    Tutto finito?
    Chiederò a Iacona . Se è in grado

  33. 607
    Marcello Nieri scrive:

    A proposito di linguaggio,sto seguendo l’infedele,faccio notare quanto deleterio per la nostra democrazia sia stato l’accettare il vocabolo premier anziché Primo Ministro.La parola premier evoca poteri e primati indiscussi ed indiscutibili,specialmente se abbinato a volontà popolare. L’espressione Primo Minostro inquadra invece in un contesto costituzionale che tratteggia poteri ed anche limiti

  34. 606
    Silvio Pellico ai Piombi scrive:

    Dare alle banche la possibilità di creare la moneta è come darsi in schiavitù e pagarsela pure (Sir Josiah Stamp, governatore della banca d’inghilterra)
    Il banco trae beneficio dall’interesse su tutta la moneta che crea dal nulla (William Paterson, fondatore Bank of England, 1694)
    "Lo schiavismo sarà probabilmente abolito dalle forze in guerra e la proprietà di schiavi verrà totalmente abrogata.Io e i miei amici europei siamo favorevoli a questo: che la schiavitù si limiti al possesso del lavoro e che si trasferisca nell’interesse sul lavoratore, nel frattempo il progetto europeo guidato dall’Inghilterra consisterà nel controllare il lavoro attraverso il controllo sui salari. Il vasto debito che i capitalisti vedranno costituirsi su di esso dalle guerre, deve essere usato come mezzo per controllare il volume del denaro. Per portare a termine questo obiettivo bisogna usare le obbligazioni ipotecarie come punto di partenza fondamentale del sistema bancario…." The Hazard Circular, rivista della Banca d’Inghilterra, anno 1862
    "Fin dalla nascita le grandi banche agghindate di denominazioni nazionali non sono state che società di speculatori privati che si affiancavano ai governi e, grazie ai privilegi ottenuti, erano in grado di anticipar loro denaro. Quindi l’accumularsi del debito pubblico non ha misura più infallibile del progressivo salire delle azioni di queste banche, il cui pieno sviluppo risale alla fondazione della Banca d’Inghilterra (1694)…." Karl Marx, Capitale, Libro I.

    Io credo che le istituzioni bancarie siano più pericolose per le nostre libertà di quanto non lo siano gli eserciti permanenti… Se il popolo americano permetterà mai alle banche private di controllare l’emissione del denaro, dapprima attraverso l’inflazione e poi con la deflazione, le banche e le compagnie che nasceranno intorno… [alle banche] …priveranno il popolo dei suoi beni finché i loro figli si ritroveranno senza neanche una casa sul continente che i loro padri hanno conquistato (Thomas Jefferson, terzo presidente degli Stati Uniti d’America)
    Siamo tutti sotto Usura
    Lo Stato, il Popolo e le Aziende soffrono per l’impoverimento pianificato dalle Banche Centrali con la complicità delle Istituzioni.
    La finta “crisi” serve ad aumentare il loro controllo sull’economia e sulla politica.
    NO al Signoraggio
    LEGGI L’APPELLO e firmalo come ho fatto già anch’io sul sito :
    http://www.movimentozero.org/

  35. 605
    gianfranco orsini scrive:

    Caro Gad,
    nell’ultima parte della trasmissione di ieri sera hai parlato di questa tua amica che a 39 anni è docente alla Sorbona. Ti voglio dire che mia figlia a 29 anni (ora ne ha 44) ha avuto la cattedra di Hindi e letteratura Hindi all’Università di Cambridge. Da due anni è capo dipartimento alla SOAS (School of Oriental and African Studios) all’Università di Londra. Se vai sul blog: francesca Orsini chair vedi in dettaglio il suo curriculum. Quando era ricercatrice a Cambridge ha avuto un grant equivalente a 1 miliardo di lire (di cui il 40% a lei personalmente) per una ricerca sull’amore nella poesia dei paesi orientali!
    Così funziona l’Università in Inghilterra.
    Ti chiedo scusa per qualche mia intemperanza durante la trasmissione.
    Grazie per l’spitalità e a presto
    Gianfranco Orsini

  36. 604
    antoine scrive:

    Ho visto "in onda" 02.10.10 e mi ha stupito come una eminente scienziata come la Margherita ritenga che gli italiani siano mediaticamente indotti a preferire l’attuale premier…
    Purtroppo il motivo è molto più preoccupante e di fanciullesca comprensione: Una grande parte dei nostri connazionali evade il fisco, cerca in ogni modo di imbrogliare il prossimo, idolatra chi fa soldi senza badare a come li fa, e se li fa rubando lo ritiene "un furbo" .
    Perciò, quale miglior rappresentante scegliere per garantire questo loro modo di agire ? Chi più di lui è in grado di fare leggi per proteggere chi alla vera Legge contravviene ?
    Per tale motivo più il premier ne combinerà, maggiormente riscuoterà consensi… Perderebbe il suo prestigio il giorno in cui qualcuno dimostrasse che è una persona onesta !
    Questo scrivo con l’amaro in bocca, ma non può esserci altra spiegazione.
    Alla faccia della Magistratura denigrata: troppi per questo l’applaudono.

  37. 603
    Bypass-World scrive:

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  39. 601
    Gabriella Sacchetti scrive:

    caro Gad, peccato! L’infedele di ieri 27 settembre non provocava riflessioni come altre, ma disgusto. Consiglierei di essere più fedele alla splendida sigla del Magnificat di Bach che con i suoi squilli invita le coscienze a risvegliarsi!

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8 feb - 22:25: Quando accetti di chiamare un decreto "svuotacarceri", parola falsa e malata, vuol dire che con la testa sei già perso ...

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