I giuristi concordano nel segnalare che -una volta introdotto il reato di “clandestinità” nel nostro ordinamento- i pubblici ufficiali saranno tenuti automaticamente a denunciarlo quando vi si imbattano nell’esercizio delle loro funzioni. Dunque è un falso palliativo l’aver espunto dal decreto sicurezza le norme sui pronto-soccorso e sulle scuole perchè medici, infermieri e presidi saranno (sarebbero) tenuti in ogni caso, a norma di legge, alla denuncia. Sostenere con ammiccante ipocrisia che tanto non lo faranno, da parte degli stessi che vogliono imporre con voto di fiducia il reato di “clandestinità”, è un bel modo per dire: vogliamo introdurre la norma discriminatoria -chiarire che certi diritti civili e sociali non sono uguali per tutti- in cambio vi promettiamo che non l’applicheremo davvero. Ulteriore possibile traduzione: vogliamo assoggettare gli stranieri irregolari, tenerli sotto ricatto, rendere ancora più impervia la loro regolarizzazione, farne dei paria, riservarci di poterli trattare come delinquenti a prescindere dal fatto che delinquano o meno.
Fa onore a Dario Franceschini avere chiamato le cose con il loro nome, come prima di lui fece “Famiglia Cristiana”: siamo sul piano inclinato che riconduce l’Italia verso la vergogna delle leggi razziali. Il fatto che la maggioranza dei cittadini non lo percepisca e sopporti con fastidio questa segnalazione, la rende ancora più preziosa. A futura memoria.
Non potranno non pensarci i parlamentari del centrodestra quando la settimana prossima saranno chiamati come un parco buoi disciplinato a votare la fiducia -altrimenti si sarebbero divisi- su una questione di civiltà.
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27 marzo, 2010 alle 12:16 pm
Irasco + export USA army & nuclear & Technology = Maple Pacific CorpoIRASCOn
http://piemonte.indymedia.org/cache/imagecache/local/attachments/feb2010/460_0___30_0_0_0_0_0_maple_pacific_corporation.jpg
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3 marzo, 2010 alle 2:38 pm
Grazie, redazione, per avermi avvertito di mantenere i toni nel limite della buona educazione ma a questo, contrariamente a tantissimi "intellettuali", ci sono già abituato, da oltre 55 anni.
Volevo solo dire queste 42 "parole" (corredate di 2 punti esclamativi, 2 punti, 2 virgole e 4 virgolette):
Si stava meglio quando TUTTI SI CREDEVA di stare peggio! Chi ha orecchio intenda! Sono inutili i "SE" e i "MA". Se alcuno non è d’accordo si tenga le sue opinioni che io mi tengo le mie, le quali, SARANNO SEMPRE QUESTE.
1 novembre, 2009 alle 11:57 am
News from the Indymedia portal at the link:
http://piemonte.indymedia.org/article/6178
“U.S. investigation in Genoa "Violated the embargo on Iran"
Thursday, October 29th, 2009 in Genoa, the financial police searched the offices of an Iranian-Italian company specialized in the import-export: it was the crucial step taken on an international letter rogatory in the United States. The suspicion is that, through a system of "triangulation" of trade between countries, unrelated to any "black list" have been violated restrictions imposed after the UN Security Council resolutions on particular types of industrial supplies to Iran. Not fully understood the terms of engagement with the Iranian company based in Genoa, where, however, were acquired documents to be sent to the USA.
Site Indymedia has discovered that years ago the Italian military secret service spied many Iranian society – all controlled by the Iranian government – with operational base in Genoa (IRASCO, NISCO, IRISA, TEEN TRANSPORT, ASCOTEC, IRITEC, IRAN AIR, etc etc). The site publishes some confidential SISMI’s documents where he reveals the names of some secret agents: Altana Pietro and Renato Raso.
10 agosto, 2009 alle 5:19 pm
ENI, "codice etico" e Servizi Segreti
Notizia tratta dal portale Indymedia al link:
http://piemonte.indymedia.org/article/5520
In una surreale seduta Straordinaria del Consiglio di Amministrazione dell’ENI (che trovate trascritta ed in originale) evocato il nome d’un fantomatico giornalista (Altana Pietro) e dei nostri Servizi Segreti Italiani
Stà scritto lì, nero su bianco, nel verbale del C.d.A. dell’E.N.I.:
"… l’11 giugno 2004 Abb denuncia alcuni manager dalla sua filiale milanese di occultamento di perdite di 70 milioni di euro e rassegna al PM Francesco Greco due nomi di propri dipendenti, tali Carlo Parmeggiani e Piarantonio Prior, che sarebbero coinvolti anche anche in una tangente al manager di Enipower Larenzino Marzocchi.Mi chiedo per quanti anni ancora sarebbe andata avanti tale forma e genere di crimine se non ci fosse stata nel marzo 2004 l’indagine del professionista della stampa Altana Pietro (fonte ritenuta vicina ai Servizi Segreti) che ha fatto indagini su Enichem, Enipower, ABB; se non ci fosse stata la denuncia al Magistrato da parte di Abb, mi chiedo come possa essere motivato una tale procrastinazione di delittuoso comportamento, per altro verso una pluralità di commissionari, senza che, in più anni e sistemi di controllo aziendali interni siano riusciti ad intercettare alcunché…".
30 luglio, 2009 alle 8:15 pm
Sopresa: Il SISMI spia i Fiscalisti (e non solo)
Si arriva a questa intrigante conclusione leggendo un articolo che titola:
"GENOVA – SPY STORY AL PESTO – ECCO COME COECLERICI SPA SPIAVA"
Notizia tratta dal portale Indymedia al link:
http://piemonte.indymedia.org/article/1347
Desecretati" dopo altre 8 anni documenti TOP SECRET.
Dagli scaffali impolverati (ed incustoditi) della Procura delle Repubblica di Genova torna alla luce un carteggio riservato (e alquanto sconcertante). Un Thriller senza pari, storie di intrighi e spionaggio internazionale all’ombra della Lanterna. Lui – ALTANA PIETRO – è uno scomodo "giornalista" economico genovese/torinese. Vien denunciato dalla società Armatrice COECLERICI SPA per spionaggio industriale e intercettazioni telefoniche abusive. Il quotidiano ligure pubblica la notizia: "SPIATA VIA FAX L’ALTA FINANZA, INTERCEPTOR RUBA I SEGRETI DI AZIENDE ED AVVOCATI" (IL LAVORO-REPUBBLICA 20/12/1994)
La Procura Genovese dovrà giocoforza disporre il suo proscioglimento. Si scoprirà che il "giornalista" è anche un agente del SISMI" (Servizio Segreto Militare).
http://piemonte.indymedia.org/article/3566
In questo link è pubblicata una lettera confidenziale inviata dall’agente del SISMI alle autorità di governo italiane a cui è allegata una memoria riservata dove compare il nome di diverse società oggetto di interesse da parte del SISMI, ed anche il nominativo di diversi noti professionisti, tra cui Victor Uckmar, Antonio Lovisolo …
Da quì in avanti il giallo si fà più fitto ed impenetrabile. Il cronista/spia si trasforma in Sherlock Holmes investigando sulla shipping company. Si alternano trame, cospirazioni e colpi di scena. Il novello detective scopre che la società armatoriale COECLERICI SPA è a capo di un’intelligence da far impallidire il Pentagono e far invidia ad Ekelon. Ma è solo la punta dell’iceberg….
Buona lettura
21 maggio, 2009 alle 1:59 am
Contro le ronde e contro la violenza legalizzata.
Volete che in Italia ci sia un rispetto del DIRITTO e della LEGALITA’?
Cominciamo con chi ci governa.
Pretendo legalità.
Pretendo presenzialismo in Parlamento.
Abbiamo paura che le nostre figlie – madri – mogli subiscano violenza?
Pretendiamo maggior rispetto della donna prima di tutto in tv: ormai sono loro che fanno la cultura nazionale, e la donna è bieco oggetto sessuale.
Per le strade ci dovrebbero essere persone che se vedono qualcuno in pericolo lo aiutano, questa proposta è una mera giustificazione per il nostro menefreghismo quotidiano
e sinceramente puzza troppo di olio di ricino
Ascoltate come la pensano i vecchi, quelli che le ronde 60 anni fa le hanno viste
Ascoltate i vecchi
13 maggio, 2009 alle 9:54 am
generalmente sono abbastanza conciso ma questa volta ne vale la pene leggete,leggete!!!!!!!!! Ora si comprende la grande ostinazione della Lega per regolarizzare le ronde.
Maroni, Bossi e Calderoli sono ancora indagati dalla procura di Verona per fatti risalenti al 97 quando Maroni, oggi ministro dell’Interno, in quel periodo reclutava volontari per la guardia nazionale padana. E’ evidente che regolarizzare le ronde significa legalizzare la guardia nazionale padana e quindi anche cancellare con un colpo di spugna quell’inchiesta. Maroni ha imposto al Parlamento una sorta di Lodo Alfano per sé e per i vertici della Lega.
Negli atti della procura di Verona è scritto che Bossi, secondo l’ex presidente della Camera Irene Pivetti, volesse fare delle camicie verdi l’esercito padano. Tanto che agli iscritti era richiesto il porto d’armi. Alla luce di questi fatti la fiducia imposta al Parlamento è ancora più grave ed irresponsabile perché le ronde non migliorano la sicurezza dei cittadini, ma sottraggono fondi alle forze di polizia.
La Lega non solo non fa nulla di concreto per tutelare la sicurezza dei cittadini, ma pensa a risolvere le proprie questioni giudiziarie con lo stesso metodo di Berlusconi.
13 maggio, 2009 alle 8:38 am
E’ propaganda elettorale riportata .
Parlano di poveracci ma raccolgono voti per poltrone , milioni pubblici di contributi , pensioni d’oro
13 maggio, 2009 alle 8:36 am
MIGRANTI, ti rendi conto di quanto hai scritto? Pensi che qualcuno abbia letto fino all’ultima riga? ha ragione Pasquale 49 io onestamente dopo un pò mi stanco capisco che il tempo è tuo e presumo ne hai tanto me se vuoi che la gente capisca ciò che scrivi sii piu corto
12 maggio, 2009 alle 8:03 pm
quanto hanno versato i firmatari ?
Quanti poveri del terzo mondo ospitano a casa loro ?
12 maggio, 2009 alle 6:26 pm
Di fronte alle politiche razziste che vediamo in atto non è sufficiente parlare per esprimere indignazione: bisogna dar voce e appoggiare chi lotta e si oppone a tutto questo. Allora bisogna tutti appoggiare oggi la campagna nazionale "da che parte stare". Noi migranti non chiediamo solidarietà, ma che lottiamo insieme perché questi sono attacchi ai diritti di tutti.
MILANO – 23 MAGGIO 2009
MANIFESTAZIONE NAZIONALE
CONTRO LA CRISI E CONTRO IL RAZZISMO!
Campagna Nazionale “Da che parte stare”
La crisi colpisce duro, la crisi colpisce tutti: donne e uomini, italiani e migranti. Eppure, per rispondere alla crisi, il governo produce e sancisce differenze. È razzismo istituzionale: la legge Bossi-Fini e il “pacchetto sicurezza” inseguono il sogno di una forza lavoro usa e getta, vogliono ridurre i migranti e le migranti alla perenne espellibilità. Tutti i lavoratori e le lavoratrici in cassa integrazione, sospesi dal lavoro e licenziati vedono ogni progetto di vita frantumarsi di fronte ai loro occhi. Tra i lavoratori, i precari con contratti a termine e senza garanzie sono messi alla porta per primi. Tra i lavoratori, i migranti vivono una doppia precarietà, sanno che il permesso di soggiorno non sarà rinnovato, la clandestinità è una minaccia più vicina, l’espulsione una possibilità sempre presente. Per questo è ora di scegliere DA CHE PARTE STARE.
Il razzismo istituzionale colpisce duro: il Governo Berlusconi, con la Lega Nord in prima fila e buona parte dei media, hanno dato il via ad una campagna di odio che si indirizza prevalentemente contro i “clandestini” ma criminalizza tutti i migranti giustificando il loro sfruttamento. La proposta di un “contributo” per il rinnovo dei permessi – che si aggiunge al furto dei contributi previdenziali e pensionistici che non possono essere ritirati – mostra che il salario dei migranti è considerato risorsa sempre disponibile. Si tratta di denaro che, con quello di tutti i lavoratori, pagherà nuovi Centri di identificazione ed espulsione. E mentre il razzismo istituzionale si legittima sul corpo delle donne facendo strada a ronde e linciaggi popolari, la violenza continua nelle case, i tagli alla scuola e al welfare pretendono di rinchiudere tutte le donne tra le mura domestiche, riservando alle migranti solo un posto da “badanti”. Per questo è ora di scegliere DA CHE PARTE STARE.
La crisi mostra spietatamente che lo sfruttamento non conosce differenze: tutti hanno mutui e affitti da pagare, l’incubo del giorno dopo. Il razzismo istituzionale impedisce però ai migranti di sperare persino nelle già povere “misure anticrisi”. Ammortizzatori sociali, piani edilizi, bonus bebè non li riguardano: devono solo pagare, e farlo in silenzio. L’abolizione del divieto di denunciare i migranti irregolari che si rivolgono alle strutture sanitarie è l’espressione più meschina di una strategia che vuole produrre una clandestinità politica oltre che legale. Impedire di certificare la nascita dei figli e delle figlie dei migranti senza documenti pone un’ipoteca sulle prossime generazioni. Per questo è ora di scegliere DA CHE PARTE STARE.
Contro i colpi duri della crisi e del razzismo istituzionale, la risposta deve essere altrettanto forte. È ora di scegliere DA CHE PARTE STARE, e tutti e tutte siamo chiamati in causa. Le organizzazioni autonome dei migranti, che in questi anni hanno tenuto alta la lotta contro la legge Bossi-Fini, le associazioni e i movimenti antirazzisti, i sindacati, tutti siamo tenuti a schierarci contro questa politica del razzismo. Fino a quando i migranti saranno esposti al ricatto, tutti saranno più ricattabili. È tempo di ritessere il filo della solidarietà, di avviare in ogni territorio una nuova grande azione concreta di lotta capace di opporsi a un attacco alle condizioni di vita che colpisce prima di tutto i migranti, ma non solo i migranti.
È ORA DI STARE DALLA PARTE DEI MIGRANTI E DELLE MIGRANTI. Per questo, facciamo appello a tutti i lavoratori, le lavoratrici, gli studenti e le studentesse, le associazioni e i sindacati, affinché siano parte di questa lotta. Con questo appello inizia il percorso per una mobilitazione che arrivi a una grande manifestazione nazionale il 23 maggio a Milano, una città del nord dove più evidenti sono le caratteristiche dell’offensiva del razzismo istituzionale e più marcati gli effetti della crisi. Affinché gli effetti della legge Bossi-Fini non amplifichino quelli della crisi, NOI CHIEDIAMO:
- che i permessi di soggiorno siano congelati in caso di licenziamento, cassa integrazione, mobilità, sospensione dal lavoro;
- che i migranti, così come tutti quei lavoratori che non usufruiscono di ammortizzatori, partecipino alla pari di ogni altro lavoratore a ogni misura di sostegno e vedano salvaguardati i contributi che hanno versato;
- che i migranti e tutti i lavoratori possano rinegoziare i loro mutui in caso di perdita del lavoro; il blocco degli sfratti per tutti i lavoratori e le lavoratrici nella stessa condizione, perché sappiamo che un migrante senza contratto di locazione è un lavoratore clandestino;
- il mantenimento del divieto di denuncia dei migranti senza documenti che si rivolgono alle strutture sanitarie e della possibilità di registrare la nascita dei loro figli;
- il ritiro della proposta di un permesso di soggiorno a punti e di qualunque tipo di “contributo” economico, sia esso di 80 o di 200 €, per le pratiche di rinnovo dei permessi.
- il blocco della costruzione di nuovi centri di identificazione ed espulsione, l’utilizzo dei fondi stanziati per iniziative a favore di tutti i lavoratori colpiti dalla crisi, la cancellazione di ogni norma che preveda l’allungamento dei tempi di detenzione, la chiusura dei CIE.
- la garanzia di accesso al diritto d’asilo e il blocco immediato dei respingimenti alla frontiera in attesa della promulgazione di una legge organica in materia.
PER ADESIONI: da.che.parte.stare@gmail.com
SITO INTERNET: http://www.dachepartestare.org
FACEBOOK: cerca tra gli eventi “Da che parte stare – Milano 23 Maggio 2009”
Coordinamento immigrati Brescia
Coordinamento migranti Bologna e provincia
Rete migranti Torino
MayDay Milano
Impronte – Rete per la libertà di movimento Roma
Rete 28 aprile
Associazione Città migrante – Reggio Emilia
Coordinamento migranti FIOM-CGIL – Parma
Coordinamento lavoratori immigrati CGIL – Reggio Emilia
Coordinamento immigrati CGIL – Brescia
Coordinamento migranti FIOM-CGIL – Bologna
Associazione diritti per tutti – Brescia
Sportello Illegale CSOA Gabrio – Torino
Cittadinanza globale – Verona
Coordinamento migranti Terza Italia – Senigallia
Coordinamento migranti basso mantovano
Sinistra critica – movimento per la sinistra anticapitalista
Laboratorio femminista Kebedech Seyoum
CSOA Casaloca – Milano
Coordinamento Nord sud del mondo
Associazione culturale "Carlo Giuliani" – San lazzaro – Ozzano (BO)
Comitato di solidarietà con profughi e migranti – Torino
Asociación Real Juvenil – Milano
Case di Plastica – Milano
Assocafé (Asociación Cultura Arte Fuerza al Exterior) – Milano
Associazione Antigone – Milano Città Aperta
Sinistra Critica – Milano
Rete Antirazzista Campana
Coordinamento Immigrati Bergamo
Lavoratori migranti FIOM – Bergamo
Rete Antirazzista Catanese
CUB
Coordinamento migranti Verona
Le radici e le ali ONLUS – Milano
Carta
Agenzia per la Pace –Valtellina,Valchiavenna e Alto Lario
Rete Milano Città Aperta
Ass.ne Todo Cambia – Milano
Coordinamento Nazionale Migranti FIOM
Sinistra critica Calabria
Sinistra critica Firenze
Il Coordinamento lavoratori della Scuola "3 ottobre"
Cobas Scuola – Cosenza
Associazione Arcobaleno insieme senza frontiere – Sondrio
Associazione I Rom per il futuro – Torino
SdL intercategoriale
Csa Magazzino 47 – Brescia
Sinistra critica – Mantova
Scuola Popolare Migranti – Cologno Monzese
Partito della rifondazione comunista Sinistra Europea
Partito della rifondazione comunista Lombardia
Partito della rifondazione comunista – Federazione di Milano
Associazione ALFABETI Onlus – quartiere S. Siro Milano
Rete italiana di solidarietà con il popolo kurdo – Milano
Comunità kurda – Milano
L’Alternativa – San Paolo d’Argon (Bg)
Rete nazionale sicurezza sul lavoro – Ravenna
Associazione culturale Umoja – Parma
CISDA FVG – sportello operativo Coordinamento Italiano Sostegno Donne
Afgane – Trieste
USI
AIT – Lavoratrici e lavoratori anarchici
Casa editrice agenzia X
Coordinamento donne contro il razzismo
Unione Migranti Sondrio
Coordinamento Rifugiati e Migranti di Amnesty
NAGA – Milano
Centro Interculturale Donne Native-Migranti Trama Di Terre – Imola
Associazione Interculturale Dawa – Modena
Cantiere – Milano
Comitato per non dimenticare Abba e per fermare il razzismo
Comitato in supporto dei rifugiati di Milano
Attac – Napoli
Associazione Ambulatorio Medico Popolare di Via dei Transiti 28 – Milano
Attac Italia
ADESIONI INDIVIDUALI
Roberto Vassallo – RSU FIOM – Almaviva finance – Milano
Antonello Tiddia – RSU Carbosulcis rete 28 aprile CGIL
Guerrino Donegà – Resp. Dipartimento Politiche Sociali e Immigrazione
CGIL – LECCO
Vincenza Perilli – Bologna
Silvio Messinetti (Avvocato)
Davide Colace – Cosenza
Sandra Cangemi (Giornalista) – Milano
Antonio Fusaro
Alessio Tenaglia
Maddalena Celano
Bruno Ambrosi
Chiara Dall’Asta
Alma Masè – Trieste
Simona Valmori
Issa Diallo – Verona
Thiam Mbaye NIANG – Venezia
Luciano Muhlbauer
Umberto Bardella
Stefano G.Ingala (Responsabile cittadini Immigrati PRC Biella)
12 maggio, 2009 alle 1:50 pm
ragazzi è scentificamente provato che le scritture lunge non vengono lette fino infondo
vi leggo volentieri ma dopo un pò mi stanco .
Potete essere più concisi?
non prendetevela
grazie