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Com’è diverso il pellegrinaggio di Benedetto

martedì, 12 maggio 2009

Rassegna Stampa, l'Ebraismo

Com’è diverso il pellegrinaggio di Benedetto

Questo articolo è uscito su “Repubblica”.
Ora che Benedetto XVI ha dissipato a Yad Vashem ogni possibile equivoco sull’interpretazione della Shoah, sarebbe ingeneroso sottoporre il suo viaggio in Israele a un confronto col pellegrinaggio giubilare compiutovi nove anni or sono dal predecessore Giovanni Paolo II. Tanto più che l’impressione postuma che di quell’evento straordinario conserviamo, ha rimosso dalla nostra memoria i sentimenti di diffidenza e scetticismo con cui l’opinione pubblica israeliana accolse lo stesso Karol Wojtyla nel marzo del 2000, salvo poi esserne conquistata.
Capire gli ebrei, di più, apprendere l’amore per Israele pure quando Israele sembra incurante di essere amato: per riuscirvi il papa polacco si fece promotore di un duplice riconoscimento. Salutò il presidente del giovane Stato come “rappresentante della memoria del popolo ebraico nei secoli e nei millenni”, onorando così il ritorno alla Terra Promessa degli esiliati. E poi si fece egli stesso “giudeo fra i giudei” deponendo il suo mea culpa nella fessura del Muro del Pianto, cioè rivolgendosi al Signore col linguaggio spirituale degli ebrei. Con il cuore e l’umiltà del credente, come sapeva fare lui, saltò l’ostacolo della teologia. Difficile pretendere che il papa teologo, votato a conciliare fede e ragione nella dottrina, replichi l’empito del papa mistico.
Lo sforzo intrapreso da Joseph Ratzinger anzichè sentimentale è teorico, dunque per certi versi più arduo. Per questo egli ha usato il freno oltre che l’acceleratore, faticando e oscillando nella difficoltà di formulare una definizione del dialogo interreligioso compatibile con la tradizione cattolica. Mettendo “la fede tra parentesi”, e dunque autolimitandolo, come gli chiedono i propugnatori di una visione identitaria del cristianesimo? Oppure riconoscendolo come sforzo comune tendente all’”Unica Luce”, come si è corretto pochi mesi dopo? Insistendo sulla necessità di un’”illuminazione” degli ebrei –come recita di nuovo la sua preghiera latina del Venerdì Santo- oppure accettando come provvidenziale il mistero della persistenza ebraica, non solo sopravvissuta a millenni di persecuzioni ma rifiorita nella terra di Gesù proprio quando la storia vi ha quasi cancellato la presenza dei suoi seguaci?
Sospinto da un pessimismo accresciutosi nelle tensioni mondiali del dopo 11 settembre, Benedetto XVI ha coltivato la separazione prima dell’unione. Ciò ha provocato non pochi incidenti di percorso, fino a minacciare in taluni momenti la stessa prosecuzione del dialogo ebraico-cristiano che pure egli riconosce essenziale al recupero di un autentico spirito evangelico. Così anche a Yad Vashem, in un discorso veemente contro il razzismo e il negazionismo della Shoah, egli ha preferito ignorare i riferimenti autocritici, coraggiosamente introdotti dal predecessore, sulle responsabilità della Chiesa nell’incubazione dello sterminio novecentesco di cui si macchiarono tanti battezzati.
A complicare una situazione già politicamente deteriorata –non s’intravedono oggi soluzioni ravvicinate del conflitto mediorientale- vi è la consapevolezza di non poter escludere l’islam dalla prosecuzione di questo dialogo. Né in Terra Santa, né sul resto di un orbe terrestre predestinato ormai alla convivenza delle religioni nei medesimi territori.
L’incontro spirituale fra i monoteismi di matrice abramitica è presupposto ineludibile alla pace mondiale. Esso implica il riconoscersi nella fede per l’Unico Dio senza metterla “ tra parentesi”. E senza pretendere che l’islam resti tagliato fuori dal dialogo, quasi che la sua genesi successiva alla comune radice biblica lo condanni al rango di deviazione satanica.
Le vie della fede sono misteriose e tali restano anche quando intersecano dolorosamente la storia delle religioni. Ciò impone al teologo Ratzinger di porsi domande temerarie, oltrepassando i confini della tradizione. Su questo cammino impervio lo conduce il pellegrinaggio a Gerusalemme.

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Gad - che ha scritto 2637 post su Gad Lerner.

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Commenti per questo articolo

[2] 1 » Mostra tutti i commenti

  1. 97
    Massimo il Genovese scrive:

    Caro Gad Lerner,
    a breve,il 27 gennaio, ci sarà la ricorrenza deI Giorno della Memoria;a far riemergere gli incubi del passato,da quel lontano 27 gennaio del 1945 quando le truppe sovietiche dell’armata rossa entrarono nel triste e famoso campo di concentramento di Auschwitz,ci ha pensato però una famosa casa editrice italiana.
    Non avrei mai immaginato che dalle televisioni nazionali italiane, private e dello Stato, si potessero trasmettere degli spot ove si pubblicizza le riproduzione di miniature militari come ,un Fuciliere Waffen SS, da acquistare presso le edicole.
    Confondere i militari, soldati ed ufficiali, del Terzo Reich con il corpo della Waffen-SS, nazisti della peggiore specie ritenuti responsabili di abominevoli crimini,questo mi è sembrato veramente troppo !
    Forse questa azienda non sa ancora chi siano le SS ed il corpo della Waffen-SS ?
    Grave e riprovevole ancor di più aver fatto la campagna pubblicitaria proprio durante il periodo di Natale che rappresenta universalmente la festa della pace, dell’amore e della fratellanza.
    Trovo ripugnante e di pessimo gusto aver pensato di dover riprodurre e mettere in vendita non soldati ma nazisti che hanno contribuito alla peggiore tragedia umana: la Shoah !
    Domando :possibile che non si possa fare qualcosa per far smettere ,in nome del profitto,queste vendite ?

    Massimo il Genovese

  2. 96
    Ermete Trismegisto scrive:

    "Se volete rimanere schiavi dei banchieri e pagare il costo della vostra stessa schiavitù, continuate a lasciargli creare la moneta e controllare il credito della nazione." [Sir Josiah Stamp, vecchio governatore della banca d'Inghilterra]
    "Chiunque controlli l’ammontare del denaro circolante in un paese e’ il padrone assoluto della sua industria e del suo commercio. E quando capisci che l’intero sistema e’ facilmente controllato, in un modo o nell’altro, da una ristrettissima elite, non avrai bisogno che qualcuno ti spieghi come nascono i periodi di inflazione e deflazione". [James Garfield, 20mo Presidente Usa]
    Facendo leva sul riflesso condizionato causato dall’abitudine secolare di dare sempre un corrispettivo per avere denaro, le banche centrali hanno emesso la moneta col corrispettivo del debito, cioè “prestandola”. In tal modo i grandi usurai non si sono solo limitati ad espropriare i popoli dei valori monetari, ma li hanno indebitati di altrettanto, caricando, sin dall’origine, il costo del denaro del 200%.
    La riserva aveva un significato quando la banconota era convertibile in oro a richiesta del portatore. È diventata ormai una ridicola sceneggiata, per mascherare la truffa dell’emissione con cui la banca centrale consegue un arricchimento parassitario pari alla differenza – duplicata dall’equivalente prestito – tra costo tipografico e valore nominale della moneta. (G. Auriti)

  3. 95
    anticipati antipodi scrive:

    ULTERIORI PROVE DEL SIGNORAGGIO BANCARIO IMPERANTE
    “… i governi dell’eurozona devono liberarsi dalla convinzione secondo la quale, all’origine dell’attuale crisi di debiti pubblici c’è la dissipatezza dei governi. Non è così. All’origine di questa crisi c’è la pregressa dissipatezza di vasti segmenti del settore privato e , soprattutto, del settore finanziario… un processo di austerità di bilancio che minaccia i settori privati dell’eurozona” (pag.28, la Repubblica, 6/5/10) da queste chiare parole di Paul De Grauwe Professore di economia all’Università Cattolica di Lovanio del Belgio, emerge chiaramente senza ombra di dubbio l’evidenza che il debito pubblico e l’interesse conseguente cui sono soggetti gli stati nazionali non è casusato dai loro stessi bisogni di bilancio bensì da esigenze di emissione di banconote da immettere in circolo a favore del settore privato in particolare di quello finanziario: ammissione lampante dell’esistente sistema del “Signoraggio Bancario” di cui siamo tutti implicitamente schiavi, non tanto per particolare nostra tendenza allo sperpero pubblico, bensì per elementari e intrinseche necessità di carta moneta circolante nella nostra economia per esigenze di normale mercato, di cui le moderne economie finanziarie hanno sempre più bisogno, anche per l’aumentato volume di scambi nel mondo sempre più globalizzato e anche a causa della sempre più aumentata velocità degli stessi grazie alle nuove tecnologie informatiche.

  4. 94
    adelino scrive:

    Carissimo Gad spero tanto che gli Ebrei finalmente riconoscano Gesù e non come 2000 anni fà che si strapparono le vesti.
    Ricorda che quell’immane tragedia dell’olocausto, quando sul calvario Gesù disse alle donne, non piangete per mè, ma piangete per voi e per i vostri figli che verranno, tutto quello che è stato scritto nelle sacre Scritture è avvenuto, ma ce n’è ancora…

  5. 93
    mario scrive:

    Veltroni voleva fare Obama ed è stato un fallimento per lui e tutta la sinistra.Franceschini vorrà fare franceschiello,ma otterrà lo stesso risultato del suo predecessore.ma chi credono di rappresentare?Non per essere razzista,ma finchè fanno gli interessi degli extra comunitari e non degli italiani dubito che ritroveranno i consensi

  6. 92
    pierluigi castagnetti scrive:

    Dott Lerner,
    michiedo come dei gornalisti famomosi tipo Porro siano ipocriti al punto di negare la realtà. Mi vieneil sospettoche sianodei prezzolati.
    Magari io sono di parte ma sono un cittadinoqualunque pensionato dignitosamente tanto che potrei fregarmene e lasciae perdere. Ma sono troppo amante della libertà e della giustizia. Spero propio che gli Italiani si ribellino a questa situazione di " non sò come definirla" forse Lei trova la parola giusta.

  7. 91
    pierluigi castagnetti scrive:

    Per favore dite alla signora Rodotà di smettere di fare la saputella Radicalschik il popoplo del nord è rimbambito dalla lega perhè è ignorante e la lega è stata la prima a capirlo. Tuttipensano che al Nord la gente sia evoluta invece siamo arretrati senza cultura l’unica cultura che abbiamo è quella dei "solcht" soldi per chi non caisce. E la destra qualunquista è arrivata per prima. Berlusconi e Bossi sono la stessa IDEA uno con i soldi l’altro con l’astuzia della volpe. VORREI RICORDARE A TUTTE E DUE LA FAVOLA DELLA VOLPE E L’UVA . ITALIANI SVEGLIAMOCI.

  8. 90
    Christian Luongo scrive:

    Per Angie 87
    Cara Angie,
    Grazie per avermi raccontato la tua storia.
    Hai un modo così leggiadro ed elegante di scrivere che, forse l’ho già detto ma ripeterlo non fa male, ogni volta ne resto profondamente affascinato. Mi piace molto sottolineare quanto hai detto :

    E’ difficilissimo! Fino ai 25 /28 anni mi pareva di essere scissa in tante piccole tessere di un puzzol che non si riescono a rimettere assieme. Fatica. Molto fatica.

    le molteplici identità antitetiche che stridevano fra loro in rapporto antitetico, quasi centrifugo…

    Poi non so, forse smussi gli angoli, fai un grande e faticoso lavoro su te stessa. Parti dall’idea che gli altri non li cambi, ma tu puoi cambiare, incontri persone in cui ti riconosci…ma soprattutto ad essere in un’individuo in mezzo alla gente e in mezzo ad altri indivuidi come te. Impari ad accertarti ed accettare gli altri

    che si sintetizzano nella nuova Angie che risorge da tutte queste laceranti conflagrazioni
    Una parola su Pier Paolo Pasolini…
    Hai parlato di rivoluzione copernicana… credo che non avresti potuto indicare un termine più idoneo per descrivere l’impatto che Pasolini ha avuto nella cultura italiana. E credo, altresì, che la sua opera è stata, volutamente, messa in penombra proprio perchè da, uomo libero, non era incastonabile in uno schema ideologico ben preciso.
    Pasolini è stato uno degli intellettuali, forse l’intellettuale, del 900. E, quando i tempi saranno definitivamente maturi per un esame scevro da pregiudizi, sarà riscoperto e valorizzato per tutto quello che ha dato alla cultura del nostro paese.
    Un piccolo aneddoto personale… non so tu ma io mi sono accostato a Pasolini grazie a… Totò (incredibile ma vero…)
    Un abbraccio e spero di risentirti presto qui sul blog

  9. 89
    marco scamardella scrive:

    Qualche volta questi sacerdoti, che predicano la lettura delle Sacre Scritture come fondametale per il fedele,

    prOprio originale come pensiero di pastore cattolico non mi sembra .

    bERLUSCONI
    La sua informazione è errata il suo matrimonion non è stato annullato .

  10. 88
    The accidental Australian » Pope on the minefield. scrive:

    [...] In the blog of a famous Italian journalist Gad Lerner (who is Jewish, born in Lebanon and migrated to Italy as a young child) he mentions how John Paul II actions were much more attuned to the sentiments of Israelis (the blog is in Italian). Pope John Paul II greeted the Israeli president as the ‘representative of the Jewish memory of the Jewish people throughout the centuries’………Then he placed a ‘mea culpa’ prayer in the wall of the Wailing Wall, thus praying using the spiritual language of the Jewish people. With this humility he overcame the barrier of theology. It is difficult to demand that the current Pope, voted to reunite faith and doctrine could emulate the deeds of a more mystic Pope. [...]

  11. 87
    Angie scrive:

    Christian Luongo e Marco Scarmadella, grazie per le parole che avete scritto. Io sono così perchè ho avuto la fortuna di incontare uomini e donne che mi hanno aperto il cuore e quel poco di cervello che ho. Non sono persone di fede cristiana/cattolica, anzi devo dire che la casa mia e prima ancora dei miei genitori è sempre stata molto aperta al mondo. Ho anche un lavoro che mi porta a viaggiare, incontrare un sacco di gente.
    Io mi sono dovuta confrontare fin da piccola con ossimoro dell’identità culturale (Caro Christian mi piace proprio questa tua definizione) non è stata facile. Sono cresciuta in una famiglia da poco borghese, i nonni erano contadini,marinai, ferroveri, uno è stato anche deportato in un campo di concentramento. Sono crescitua con genitori molto "belli", ho frequentato una scuola elementare privata particolarissima, laicissima, poi alle superiori sono andata in un liceo privato di preti… 5 anni traumatici. Le scuole private me le sono potute guadagnare a qualche borsa di studio.
    Molti compagni di scuola erano borghesi svitati, ma ricchi e le amiche del cuore era ragazze della nuova borghesia del piccolo terziario. Loro frequentavano le scuole di formazione al lavoro, io il liceo. E infatti, l’università ha segnato il definitivo distacco.
    Non ce l’ho piu’ fatta a conciliare tante anime, che derivano da tanti ambienti che frequenti, senza puzza sotto al naso.
    Io ho frequentanto la Parrocchia, sono cattolica e ai miei tempi non si svuggiva.
    Dopo 5 anni, alla fine della adolescenza o tarda adolescenzaverso i 20 anni l’esito è stato disastroso! Sono entrata in conflitto con tutti. Specie con i perbenisti cattolici che fanno gli educatori, che fanno i catechisti, che hanno trasformato la chiesa e le parrocchie però in un agenzie di viaggio, di incontri feste, balli canti… perche’ questa è una strategia per attrarre le persone! Lo dichiaravano anche apertamente. Aiuto! Agenzie per passare il tempo. Io non avevo bisogno di passare il tempo. Potevo fare mille cose, avevo mille interessi!
    Sono entrata in conflitto con quella chiesa formati da buonissimi cristiani per benisti, che spesso fanno combutta fra di loro, predicano la carità… ma la carità piu’ importante se la fanno tra loro. Poi tutti gli scandali , soprattutto la Chiesa ricca, che fa i suoi interessi e sono interessi finia se stessi, altro che per aiutare il prossimo….ma ne potremo citare miglioni di quelli che cristo chiamava Scandali.
    Io avevo esperienze di laici che avevano fatto cose grandi per la società italiana e non solo italiani . Impegnati con cuore anima, con grande amore. Sottolineo anche ho conosciuto i vari movimenti cattolici, tantissimi, tutti molto attivi nella mia città!
    E’ durata molto poco la mia sopportazione. E tramite gli studi di storia e filosofia ho approfondito la conoscienza dei cristiani riformati mi sono un fatto un percorso SUPERFICIALE sul Concilio Vaticano secondo. Ho scoperto delle straordinarie affinità tra le prime dottrine dei Riformati e dei cattoli de secoli successivi.
    Cavoli, ma parla del Concilio vaticano Secondo con un cattolico. sa solo che ad un certo punto il prete non ha più girato lespalle hai fedeli e tutti in chiesa hanno smesso di parlare il latino… che nascondono un pensiero diversissimo dalla ciò che era arrivato prima.

    E ho scoperto piano piano figure che una certa parte dei cattolici, le sbandierano troppo facilmente senza andare all’osso del mondo che questi maestri propongo! Un altra parte di Cristiani/cattolici invece li considera dei pericolosi comnunisti! Cito solo Don Milano e padre Dossetti. Ce ne sono altri. Solitamente molto poco considerati e conosciuti.
    In questo mi ha aiutato silenziosamente mia mamma, che dopo un breve passaggio in un assurdo movimento,Rinnovamento dello SPirito, che sarebbe da studiare, perche’ raccoglie forse i cattolici più poveri (soprattutto culturalmente, perche’ coinvolti ci sono anche facoltosi signori) ha comiciato a frequentare una comunità che riprende la regola dossettiana. Dei catto-comunisti, che pero’ dal punto di vista del lavoro nel sociale, sono ammirevoli e poi ebbene sì fanno politica con il loro umile e silenzioso lavoro. Qualche volta questi sacerdoti, che predicano la lettura delle Sacre Scritture come fondametale per il fedele, parlano di politica anche dall’altare, in maniera abbastanza aperta… Sono pure politicamente scorretti!!!
    Ma si occupano anche della morale dei propri fedeli, perche’ per esempio se uno non paga le tasse, commette un reato… e il sacerdote non puo’ far finta di niente. Ma non sono bacchettoni credetemni.
    In più io sono finita a fare un lavoro bellissimo, nel mondo della cultura; ma sono in mezzo a atei, mangia preti, lavoro anche con persone di religioni diverse, gente che segue le filosofie orientali… e chi piu’ ne ha piu’ ne metta. Vivo gomito a gomito con chi la Chiesa la disprezza.
    Non sono molto legata a grandi bigotti. Mi fanno paura quelli di cui abbiamo parlato nelle conversazioni,quelli che difendono la Chiesa senza se e senza ma. Ancor meno a quelli che sono grandi moralizzatori cattolici, ma sono anche pieni di vizi… perche’ le leggi i dogmi ci sono ma devono valere per gli altri.
    Una cosa che mi fa incazzare è ad esempio la sacra rota, si sa benissimo che è una cazzata, pero’ serve. Serve hai ricchi per avere ricucita l’imene della verginità.
    Anni fa c’era, ma c’è ancora, un prete nella mia città che era un postulatore ovvere l’avvocato divorzista. Si sono rivolti a lui persone vicine alla mie famiglia, parlo di almeno 15 anni fa, venivano richiesti 5.000 euro.
    Io non conosco un poveretto che ha l’annullamento della sacra rota…
    L’unica a cui non l’hanno dato e’ quella di Monaco, Carolina(?).
    Poi in questi giorni leggendo di nuovo le storie di Berlusconi ho scoperto che anche lui, ha aspettato l’annullamento della sacra rota per sposare Veronica. Mi sarebbe piaciuto sapere perche’ glielo hanno concesso. L’avranno fatto passare per uno con il pallino del sesso!

    Tutto questo per dire che in me ho raccolto di tutto, ho sempre frequentato molto ambienti di sinistra a cui non rinuncerei mai. Vivo in un MONDO NON SOLO MULTIETNCO, ma SOPRATTUTTO MULTICULTuRALE.
    E’ difficilissimo! Fino ai 25 /28 anni mi pareva di essere scissa in tante piccole tessere di un puzzol che non si riescono a rimettere assieme. Fatica. Molto fatica.
    Odio, amore. Periodi di allontamento rigetto. Poi non so, forse smussi gli angoli, fai un grande e faticoso lavoro su te stessa. Parti dall’idea che gli altri non li cambi, ma tu puoi cambiare, incontri persone in cui ti riconosci…ma soprattuttoad essere in un’individuo in mezzo alla gente e in mezzo ad altri indivuidi come te. Impari ad accertarti ed accettare gli altri. Spesso senti discorsi che ti fanno incazzare, ma anche ti portanoa riflettere.
    Io i sono resa conto che i dogmi nel nostro mondo non servono, i valori sì. E ho scoperto che i valori li puoi condividere anche cono persone che hanno storie diverse dalle tue, fedi diversi, culture diverse. Io dogmi no!
    Devo dire che l’incontro con un autore (solo attraverso le opere putroppo) è stata per me una rivoluzione copernicana: Pasolini.
    Ci tenevo a raccontarvi cosi’ sommariamente la mia esperienza, visto che soprattutto Marco Sccaramella i chiedeva come facevo etc etc
    Ciao ci risentiamo qui,
    io vado e vengo
    Angie

  12. 86
    marco scamardella scrive:

    e il pACCHETTO PER I MUSSULòMANI A QUANDO ?

  13. 85
    otaner41 scrive:

    CHIEDO COME CITTADINO DELLA REPUBBLICA ITALIANA ALLA CHIESA CATTOLICA ROMANA DI ABBANDONARE,TOGLIERE LA PAROLA "CRISTIANESIMO"CIOE DA CRISTO,DA TUTTE LE LITURGIE OVE SI INCONTRA LA FIGURA DI YEHOSHUA BEN YOSEF,E CHIEDO ALLA RELIGIONE EBRAICA DI FARE PROPRIO E ACCETTARE E DI RIPRISTINARE YEHOSHUA BEN YOSEF COME IL MESSIA CHE IL POPOLO EBRAICO ASPETTA E QUINDI INIZIA UN NUOVO MONDO,DOVE IL GIUSTO STA NEL GIUSTO E POPOLI NELLA SUA TERRA CON LE SUE RELIGIONI,DUE POPOLI CON DUE STATI.

  14. 84
    marco scamardella scrive:

    Attenzione pero’ a non scivolare nella repulsione automatica di qualunque altra cultura e civilta’

    mica vero quata frammentazione di parti però così dense ed interessanti fà si che glki italianoi mediamente abbiano un’atteggiamento curioso e rispettoso verso le altre civiltà lingue e culture e usanze , siamo abituati a muoverci in un cointesto differenziato e degno di ammirazione e rispetto per le mille culture .

    E’ una caratteristica che gli starnieri percepiscono e che trovano estermamente piacevoile e ricca di rispetto e di simpatia .

    Questo accde anche negli Usa dove per principiio ti cheidono di dove sei e da dove vieni . In Francia o in Inghilterra da una lato ghanno identità e nazione evoluti dall’altro sono spesso più presuntuoisi arrognati e incapaci di mettersi al livello dell’interlocutore come da noi .
    Naturalmente si generalizza………

  15. 83
    Giancarlo.Antinori scrive:

    Marco 81 e precedenti.
    " E te beata Fiorenza …"
    E’ una visione dell’ Italia che condivido, e fatta dalla storia . Il paese dei mille campanili. La nostra forza , la nostra maledizione.
    Attenzione pero’ a non scivolare nella repulsione automatica di qualunque altra cultura e civilta’…siamo molto eurocentrici, non sappiamo neanche quante altre visioni del mondo e della vita ci siano al mondo e non lo capiamo. Ed i conflitti nascono dalle piccole patrie .

  16. 82
    Christian Luongo scrive:

    Per Marco Scamardella

    Un’autorevolezza nazionale del governo centrale e della identità nazionale data dalla serietà ed efficacia di un federalismo moderno alla americana tedesca non da miti e sentimenti indotti artificialmente .

    Sarebbe bellissimo

  17. 81
    marco scamardella scrive:

    Christian

    E, riallacciandomi a quanto da lei scritto

    noti che in un post precedente ho parlato di 8000 comuni e la loro incredibile storia secolare , non mettiamoci a costruire un’debtita daà Stao nazione inessitenti , valorizziamo le differenze locali culturali produttive paesaggistiche architettoniche perchè no culinarie e dialettali , sono idemntità popolari e ancora miracolosamente in vita non arroiganti non pretnziose , non nazionaliste , disponibili e compremnsibili .

    Ha mai sentito un ‘extracomuniatrio esprimersi in un nostro dialetto ? è un brivido di allegro stupore e bellezza .

    Un Stao federale che valorizzi il livello regionale e comunale .

    Uno Strao asciutto moderno efficente che si occupi di poltica estre difesa energia e livelli minimi di salute istruzione .

    Un’autorevolezza nazionale del governo centrale e della identità nazionale data dalla serietà ed efficacia di un federaòlismo moderno alla americana tedesca non da miti e sentimenti indoti artificialmente .

  18. 80
    marco scamardella scrive:

    come può permettere

    ci ha resi liberi e responsabili .

    pericoloso ma interessante , diversamente saremmo dei robot inutili e infelici sempre

  19. 79
    pasquale 49 scrive:

    Snepretz ok grazie trovo interessante ciò che scrive anonima

  20. 78
    anonima scrive:

    è da molto che sostengo che TUTTE le religgioni non dovrebbero esistere nella nostra chiesa ad esempio; (ED IO HO DEI MOTIVICONCRETI PER AFFERMARE CIO’) succedono le cose più becere PASQUALE 49 sono d’accordissimo con te e mi stupisco come l’ho capito io che posseggo solo la licenza media inferiore e non lo capiscono persone acculturate che al di la non esiste niente .
    Faccio un esempio: se come si dice LUI ci ha voluti a sua immaggine e somiglianza non dovrebbero esistere :OMICIDI,TORTURE AD ANIMALI INDIFESI,STUPRI,VIOLENZA A MINORI ETC ETC dal momento che siamo tutti suoi figli come può permettere che fra fratelli avvenga ciò?

  21. 77
    Snepretz scrive:

    Certo Pasquale49, ci mancherebbe.

  22. 76
    pasquale 49 scrive:

    Snepretz 63 spero tu abbia capito che è nel senzo buono!!!!!!!!!!!!!

  23. 75
    Christian Luongo scrive:

    Per Marco Scamardella 73

    Caro Msrco,
    sebbene mi si sia, a più riprese, rinfacciato di essere qualunquista e disfattista, e di gioire per le disgrazie che colpiscono la nostra penisola, io amo il mio paese. E lo amo molto di più di tant’altri sedicenti italiani. Il mio atteggiamento potrebbe paragonarsi a quello di un innamorato deluso che prende coscienza che la sua amata non è quella che si era figurato… per dirgliene una, pur potendo usufruire dell’esenzione di leva obbligatoria, io ho fatto il servizio militare. E se l’ho fatto, scelta di cui non mi pento, l’ho fatto proprio per questo motivo. Io, purtroppo, credo che siamo sempre all’empasse cavouriana… fatta l’Italia dobbiamo fare gli italiani. Ci ha provato il regno sabaudo – e la dislocazione dei militari del nord al sud e quelli del sud al nord rientrava proprio in questa ottica ; ci ha provato il fascismo ; nel dopoguerra fu la televisione a cementificare il tessuto sociale italico con trasmissioni che han fatto la storia del servizio pubblico (non è mai troppo tardi ad esempio)… il linguaggio televisivo, proprio per la sua capillarità, è riuscito ad unificare, almeno linguisticamente, questo paese come mai prima d’allora. Ma il sentimento d’identità nazionale, quello, proprio non lo abbiamo. E questo, a mio avviso, risiede proprio nella specificità della nostra storia recente. Noi non abbiamo avuto una rivoluzione francese ; le nostre guerre d’indipendenza sono state abilmente edulcorate da una storiografia postuma, direi posticcia, che ha cercato, senza successo, di mitizzare un risorgimento che non ha mai toccato la coscienza dei popoli. Non ci fu mai un sentimento genuinamente nazionale ; l’unificazione della penisola fu concordata, a tavolino da Francia ed Inghilterra, per depotenziare la predominanza mittleuropea austrica e quella peninsulare borbonica che si servirono di un piccolo stato per porre a compimento questo disegno strategico. Le dirò di più…
    (Qui mi attirerò gli strali di molti utenti ma vabbè… fa niente)
    La resistenza è stata anch’essa posticciamente edulcorata proprio ai fini di cui sopra ; ci dimentichiamo troppo spesso che senza l’ausilio delle forze angloamericane qui starebbero ancora i tedeschi in assetto di guerra ; dal nazifascsmo non furono i partigiani a liberarci, furono gli americani… altro che guerra di riscatto nazionale.
    E, riallacciandomi a quanto da lei scritto, se manca, a noi italiani, un senso di appartenenza genuinamente nazionale non riusciremo mai ad integrare lo straniero e a farlo sentire italiano perchè è proprio a noi che manca la italianità
    La saluto e la seguo sul blog

  24. 74
    Snepretz scrive:

    70-Caro Unter, io me la sono risolta così: Dio non esiste, tranne quando mi si rompe in due un dente un’ora prima di partire per Stoccarda, dove poi mi si sono spaccati gli occhiali, costringendomi a guidare al ritorno con gli occhiali da sole alle due di notte. Insomma chi può negare il concetto di esistenza intermittente? Esempio classico: le mie facoltà mentali.

  25. 73
    marco scamardella scrive:

    si potrebbe dire che rendersi conto di avre perso qualvcosa è la prima condizione per riprenderselo .

    io la vedo così , l’Italia è qualcosa di partcoalrissimo stupefacente e inimitabile , l’Italia è delo mondo , tocca algli Italiani valorizzarlka , reimpararla amrla ae afrla amare , tocca agli stranieri che decidono di vivere qui mantemnere le loro nobili origini ma inseriursi nelle tradizioni e cfulture locali e nazionali e diventare e sentirsi italini . A noi iniseme a loro riscoprire con stipore la forza e la bellezza artistica paesaggistica culturale sociale religiosa laica della nostra terra .

    Cosa doniamo agli altri in cosa gli integriamo se ci siamo annullati in una ignoirante decadenza da vuota e anonima perfiferia ?

    Non solo qusta diffusione e valorazzizaione di consapevolezza e di cultura e tradizione identitaria specifica è motore di sviluppo e di benessre per tutti i residenti.

    I dati economici parlano chiaro specie se approfonditi e scorporati da lementi quali off shore e rendite post coloniali , senza mali ritardi e corruzione il nostro paese che non ha materie prime e non è garnde potrebbe tarnquillamente essere a pari di Giappone e Germania e superare Francia e Gran Bretagna

  26. 72
    Christian Luongo scrive:

    Per Marco Scamardella 71

    Forse c’entra anche la storia e la tradizione .
    Il lsacito dei nostri padri e l’amore e le opere che ci hanno lasciato , un dover morale e culturale di contiunuare il cammino e rispettare l’immensità già fatta senza disperderla senza annullarla

    Perchè rovinare tutto ciò e banalizzarlo piuttosto che amarlo capirlo e farlo evolvere modernamente ma orgogliosamente ?

    Concordo come, credo concorderebbe anche Angie.
    La problematica risiede nel fatto che, troppe volte, questa identità culturale viene brandita come arma impropria per ghettizzare e non per integrare. E quest’uso strumentale dell’identità viene svolto essenzialmente da persone che, come sottolinea Angie…

    Hanno paura di perderla perche’ di fatto non ce l’hanno

    Cosa ne pensa ?
    P.S. Sto per uscire… devo accompagnare il pupo a scuola… nel caso ci risentiamo su questo o sull’altro post
    Christian Luongo

  27. 71
    marco scamardella scrive:

    Angie 67

    Hanno bisogno di rispecchiarsi in partiti, uomini e idee che li facciano sentire comunità e non io isolati

    Forse c’entra anche la storia e la tradizione .

    Il lsacito dei nostri padri e l’amore e le opere che ci hanno lasciato , un dover morale e culturale di vcontiunuare il cammino e rispettare l’immensità già fatta senza disperderla senza annullarla .

    Del resto saimo in Italia , la chiesa Cattrolica ha duemila anni e si guardi intorno in ogni dove , non èun meraviglioso tesoro ognuno dei nostri 8000 comuni ? non è la sintesi di stoirie culkture popoli irripetibile e nobile ?

    Perchè rovinare tutto ciò e bnalizzarlo piuttosto che amarlo capirlo e farlo evolvere modernamente ma orgogliosamente ?

  28. 70
    unter alles scrive:

    #56

    -
    C’e’ la questione di essere minoranza. Mi sembra tu non abbia questa esperienza, almeno non quanto ce l’ho io. Sono di madre ebrea e padre cattolico. Non sono circonciso ne’ battezzato. Ho frequentato scuole italiane di Stato, con esonero dall’ora di religione. Quando sono fra i miei amici, quasi tutti cattolici per tradizione, io sono l’ebreo. Quando sono fra i miei parenti ebrei, sono un gentile. Sono sempre minoranza.

    L’esperienza della minoranza ha accresciuto nel tempo il mio interesse per la religione, la filsofia e la storia. La narrazione religiosa mi affascina e mi intrattiene, per il suo valore letterario, spirituale, storico. Nel coltivare questo interesse ho capito, proprio come te, che non potro’ mai credere ne’ praticare. Proprio come dici tu: il mio cervello non e’ educato a credere e non mi imporro’ mai di farlo.

    Coltivare questo interesse mi ha portato a conoscere cose molto lontane da me e ad accettarle come un dato di fatto: c’e’ chi crede, e nello spazio pubblico ci devo interagire. Se necessario devo combatterne l’invadenza confessionale.

    In questa lotta, dalla mia posizione di liberta’ spirituale, a volte mi trovo pero’ a esercitare una violenza da fondamentalista. A volte non ho bisogno nemmeno di essere in pubblico. Nel privato del mio appartamento martello un chiodo alla parete ma me lo infilo in un dito. Inzio a bestemmiare. Dopo la decima bestemmia, esausto sul divano, mi domando: "Ma perche’ bestemmio? Io nemmeno credo in Dio. Perche’ l’unico modo che ho per sfogare la mia rabbia e’ insultare il nulla?" L’unica risposta utile a questa domanda l’ho trovato per ora nei testi sacri. Apro il libro di Giobbe o la Passione secondo Matteo, e mi sembra di intuire… "Ah, e’ cosi’ funziona! Colpisco il totem, a ripetizione: non e’ Dio che voglio insultare, ma gli uomini, tutti, me compreso, compreso il vicino di casa: che mi senta bestemmiare! Il mio dito vale bene qualche taboo! E’ cosi’ che funziona — mi dico — chissa’ contro chi bestemmia un gorilla quando gli cade i testa un casco di banane? E chissa’ quanto piu’ violento potrei doventare se il mio vicino, solo per fare una battuta, mi dicesse di non scaldarmi tanto: ‘E sta tranquillo, per Dio! I chiodi martellati nelle mani fanno miracoli.’"

    Che la Verita’ sia locale perche’ le menzogne non siano universali!

  29. 69
    Giancarlo.Antinori scrive:

    Angie 67
    Il suo scambio con Christian e’ stato molto interessante. Lei e’ due volte fortunata prima perche’ ha fede, poi perche’ vive la sua fede in maniera intellettualmente libera ed aperta (il suo 49). Di fronte a persone come lei mi domando sempre come possiate sentirvi cattolici, dopo la montagna di dogmi, "affettazioni" come le ha chiamate, o teologie umane e concili piu’ o meno guidati dallo Spirito santo ..non pensa che il "buon dio" , ammesso che ci sia, sappia decidere da solo la sorte dell’ anima in base a come ognuno si e’ comportato ?
    Perche’ credere a Cristo o solo nel messaggio di Cristo deve significare anche per lei credere nella Chiesa , una santa cattolica ed apostolica ?
    Pensieri della notte. Mi scusi .

  30. 68
    Christian Luongo scrive:

    Per Angie 67

    Mi pare che questo ossimoro identità/cultura, racchiuda in sè la cultura occidentale che nel corso della storia ha rivendicato l’emancipazione dell’io, in un orizzonte culturale di cui l’individuo non può trascendere, un orizzonte complesso, più complesso di una somma di singoli io

    .
    Stento a trovare le parole… sono rimasto affascinato !
    Altro che sarcasmo, altro che voli pindarici Angie.

    Vogliamo chiedere a questi signori che rivendicano la loro identità culturale, cosa sia l’identità culturale? Hanno paura di perderla perche’ di fatto non ce l’hanno. Hanno bisogno di rispecchiarsi in partiti, uomini e idee che li facciano sentire comunità e non io isolati.
    Non che per questo siano persone che vivano sole, anzi sono sociali e socievoli, ma l’io è comunque involuto.

    Il suo post è splendido. E, mi creda, se le dico che questa sera sento di aver appreso veramente qualche cosa di nuovo.
    La ringrazio tantissimo e spero di aver modo di scambiare ancora qualche opinione con lei
    Christian Luongo

  31. 67
    Angie scrive:

    Per Christian Luongo #57

    grazie della sua risposta molto pacata intelligente.

    Lei ha ragione nel rilevare che l’identità culturale possa essere definita, anche, un ossimoro. Pero’ potrà anche convenire con me che a volte gli ossimori riescono a rendere meglio la complicanza della realtà.

    Mi pare che questo ossimoro identità/cultura, racchiuda in sè la cultura occidentale che nel corso della storia ha rivendicato l’emancipazione dell’io, in un orizzonte culturale di cui l’individuo non può trascendere, un orizzonte complesso, più complesso di una somma di singoli io.
    Per ricorre alla vecchia scuola hegeliana di cui ho lontani ricordi, tesi-antitesi-sintesi…
    Tornando pero’ alla cultura cristiana e soprattutto cattolica, la pienezza dell’io avviene nella comunione con Dio e con gli uomini, i fratelli. La Chiesa per il cattolico è mediazione, la chiesa è l’insieme ecumenico dei credenti…poi evidentemente ci sono le super affetazioni, alcune regole che nel corso dei secoli i Papi e le gerarchie hanno precisato, sotto la spinta dello Spirito santo (???? a volte si a volte evidentemente no!!!!).

    Se ci pensa è proprio qui una delle differenze tra Cristiani riformati e Cristiani Cattolici.
    Per i Cristiani Riformati la Salvezza e quindi la pienezza dell’Io può avvenire anche attraverso un percorso individuale, senza mediazione, per la Chiesa cattolica,no!
    O almeno non era possibile fino al Concilio Vaticano II, che deve essere stato un tornado, una rivoluzione, talmente forte, che appena si è potuto si è rimesso in discussione!!

    Forse dopo aver letto questa mail sarà ancora piu’ sarcastico nei miei confronti! Mi sono lanciata in voli pindarici?

    Per quanto riguarda la sua seconda osservazione concordo pienamente con lei


    Alle volte mi sorge il sospetto che l’idea di identità culturale venga propugnata come una sorta di paravento dietro il quale, perniciosa, alligna una malcelata xenofobia. La rivendicazione ossessiva del proprio modo di essere contrapposto all’altro ma non in una dimensione paritaria e dialettica bensì rivendicato in un’ottica predominante e antitetica.

    Vogliamo chiedere a questi signori che rivendicano la loro identità culturale, cosa sia l’identità culturale? Hanno paura di perderla perche’ di fatto non ce l’hanno. Hanno bisogno di rispecchiarsi in partiti, uomini e idee che li facciano sentire comunità e non io isolati.
    Non che per questo siano persone che vivano sole, anzi sono sociali e socievoli, ma l’io è comunque involuto.
    Freud, secondo me, al giorno d’oggi si divertirebbe o forse sarebbe sconvolto. Chissà

    Angie

  32. 66
    Giusy scrive:

    Attendiamo opinione di Muin sulla visita del Papa a Betlemme e nel campo profughi di Aida..

  33. 65
    Giusy scrive:

    A proposito, alcune immagini del muro mi hanno emotivamente riportato al " giardino dei limoni " che tanto ci è piaciuto lo scorso inverno..
    Tutti i suggerimenti letterari e cinematografici sono ben accetti anche in vista di un mio prossimo viaggio in Terra Santa..

  34. 64
    Giusy scrive:

    Mi è piaciuto il papa Ratzinger di Betlemme! Contro i muri e per la pace.

  35. 63
    Snepretz scrive:

    Pasquale49: Snep va benissimo, è confidenziale e non ci si deve fare un round di lotta greco-romana con la tastiera. Ciao!

  36. 62
    pasquale 49 scrive:

    SNEPRETZ 59 (MISERIA CHE NOME DIFFICILE TI SEI TROVATO)
    sono felicissimo che c’è qualcuno sul blog che la pensa come me mi sento sollevato

  37. 61
    pasquale 49 scrive:

    IL vostro pontefice(dico vostro perchè io non sono un credente ancor meno credo nolla chiesa ) vi esorta sempre ad essere più buoni e di dare; il tutto sfoderando un anello al dito da sfamare mezzo dar four(non so se si scrive così) per non parlare degl’abiti nonchè dei suoi spostamenti in aereo privato.
    Ora navigando in internet ho trovato ciò: e con un copia e incolla volevo porre alla vostra attenzione quest’articoletto esatto,avete capito il perchè della domanda…vorrei avere cifre… far vedere e far capire alla gente come vanno a finire i soldi dell’ 8 per mille e donazioni..
    si la chiesa è fatta di uomini che usano scarpe fatte a mano di canguro rosso o di capretto (fonte la repubblica) e vestiti di raffinato tessuto con inserti in oro…. e poi ci chiedono di adottare un bambino a distanza… quanti ne potrebbero adottare se mettessero abiti normali invece di spendere cifre (immagino folli) per questi abiti? per non parlare di anelli,catene,etc..

    3 mesi fa
    ho alcune cifre non sugli abiti ma sui bilanci santa sede
    il 2006 si è chiuso con esercizio a 21 milioni,849 mila euro in positvo
    poi c’è la IOR (la banca del vaticano) qui cifre non ne ho ma penso abbiano dei buoni responsabili che si occupano di azioni,bond etc
    l’APSA è l’organo che presiede la gestione degli immobili(più di 90.000) della santa sede….patrimonio valutabile sui 30 miliardi di euro
    a proposito su questi 90.000 immobili non hanno mai pagato l’ ICI …..

    3 mesi fa
    è ovvio che l’8 per mille non vada a finire in abiti
    ma intanto cominciamo a far indossare scarpe normali e non di sartoria con pelli pregiate (ho letto su repubblica di canguro rosso o capretto)
    e vestiti con tessuti di minor pregio… altro che prada..

    3 mesi fa
    cifre bilancio santa sede relative anno 2006
    prese da "la casta dei casti" a cura dell?ARES malatempora editoreil tutto alla Vostra attenzione

  38. 60
    Giancarlo.Antinori scrive:

    Snep 59
    Ciao Snerp e grazie per il tuo " E’ un po’ come se in una partita che so a poker ad un certo punto uno butta giù una carta e urlacchia gioioso "scopa!".

    Mi hai fatto ridere , sorridere e ridere di nuovo. Di questi tempi …vale sempre la pena leggerti.
    Comunque avendo deciso alla fine di rispondergli, Unter si fara’ vivo, non ama lasciare l’ ultima parola agli altri, e comunque gli scambi con lui meritano. Si vede come ragionano altri spicchi di cervello .

  39. 59
    Snepretz scrive:

    50-Antinori (ciao). Non è che io non voglia parlare con taluni, semplicemente in taluni casi (ma non è il caso di Unter) mi manca proprio il terreno sul quale confrontarmi. E’ un po’ come se in una partita che so a poker ad un certo punto uno butta giù una carta e urlacchia gioioso "scopa!". Cosa devo fare? Resto basito, faccio spallucce e vado oltre. Sulla materia religiosa sono invece IO ad essere inadeguato, molti mi raccontano un sacco di cose interessanti (mi PIACE pensare ad una vita postumo, non è che ci tenga proprio a considerarmi un fertilizzante prossimo venturo e basta), ma non riesco a dotarmi di un qualche tipo di fede. Per cui ho deciso di rinviare l’argomento a quando, con l’approssimarsi della morte, cercherò un qualche appiglio per convincermi che più che ad un arresto del sistema si tratti di un riavvio.

  40. 58
    Giancarlo.Antinori scrive:

    Ciao Alex -53 . Certo Alex nella storia sarebbero stati meno dannosi piu’ club delle bocce e meno club rivelati.. Non concordo con Onfray, io rispetto la religiosita’, e’ un bisogno "alto" dell’ uomo. Rispetto molto anche meta’ della chiesa , quella di S. Francesco, di Don Bosco, di Madre Teresa, quella che ceerca di fare per gli ultimi della terra, come anche l’ altra meta’ delle chiese monoteiste, i sufi piu’ che i wahab , insomma quelle che cercano di alleviare il dolore del mondo.

    Non accetto la parte delle religioni che divenute chiese pretendono di far valere la loro verita’ , unica , e di imporre agli altri la visione del loro club, e magari se ne fanno forza per giustificare prevaricazioni sugli altri (E’ quello che contestavo in altro blog ad Unter ) .

    Per Tinerfe 1975 – Tuo 54 .
    Tinerfe, ti invidio ed invidio la serenita’ e la forza interiore che ti viene donata dalla tua religiosita’ . Un abbraccio – se lo accetti- anche da parte mia , io, come diceva Ricciardetto "Quaesivi et not invenii"

  41. 57
    Christian Luongo scrive:

    Per Angie 49
    Ho letto con molta attenzione quanto da lei postato.
    Le sue parole trasudano garbo, sensibilità ed acume. Molto articolata e variegata la sua disamina sul concetto di identità culturale specie quando afferma che…

    La identità culturale per un cattolico e’ aderire liberamente pienamente alla teologia cristologica, al Vangelo. Il che non significa arroccarsi su posizioni che hanno bisogno di essere DIFESE politicamente, e teologicamente. Secondo me l’identità culturale cattolica così come qualsiasi altra identità culturale deve rendere aperte le persone e i gruppi.
    Il cattolica non ha bisogno di rivendicare che sulla Costituzione Europea ci sia un articolo che dice che l’Europa affonda le sue radici nel Cristianesimo… Non è li la sua forza. Non e’ quella la battaglia

    Mi permetto soltanto di aggiungere due mie osservazione sulla quale, appena può, gradirei una sua considerazione.
    La prima verte proprio sull’idea di identità culturale che è, a mio avviso, un ossimoro.
    La parola identità, riecheggia il prefisso mono e rimanda al concetto di uno, unico etc. L’identità è l’io ed è, ontologicamente, in rapporto antitetico con il non-io ; e questa parola stride maledettamente con culturale che, essendo una emanazione della parola cultura e, quindi, sapere e quant’altro, non può che essere, intrinsecamente un’idea universale ed ecumenica. La conoscenza travalica etnie, religioni, popoli, nazioni… travalica il tempo e lo spazio. Attraverso la conoscenza ed il sapere ci accostiamo al diverso, lo comprendiamo, lo metabolizziamo e ne facciamo parte integrante di noi stessi.
    La seconda osservazione che mi preme fare è l’utilizzo strumentale che di questo concetto se ne fa con ostentazione ed eccessiva disinvoltura.
    Alle volte mi sorge il sospetto che l’idea di identità culturale venga propugnata come una sorta di paravento dietro il quale, perniciosa, alligna una malcelata xenofobia. La rivendicazione ossessiva del proprio modo di essere contrapposto all’altro ma non in una dimensione paritaria e dialettica bensì rivendicato in un’ottica predominante e antitetica.
    Cosa ne pensa ?

    La ringrazio e la saluto cordialmente
    Christian Luongo

  42. 56
    Snepretz scrive:

    51-Unter, il fatto è che nel tempo ho già detto parecchio, vediamo se riesco a fare un riassunto.
    Intanto, è vero che ogni religione, un po’ come ogni compagnia telefonica, incentiva o almeno tollera la conversione verso la propria. Quindi, il giorno in cui dovessi manifestare carenze metafisiche, non avrò grossa difficoltà a scegliere a catalogo una variante dall’arianesimo allo zen (si va beh, lasciamela passare). Però ammetterai che statisticamente il grosso del corpo dei fedeli di qualsivoglia variante è tale a seconda del luogo d’origine. Dato che io non ho potuto prefissare la mia destinazione, immagino che se sono nato qui (e battezzato) adesso io sono cattolico. Bene, prendo atto. Ora, essere membro di una comunità del genere implica diversi livelli di tolleranza verso le altre a seconda di quanta parte della scuola di pensiero si sovrappone coincidendo a quella dell’altra comunità. Invece no. Anzi, sembra quasi che l’essere quasi simili sia causa di conflitto anzichè di comunione. Il che mi fa pensare ad un’impronta più commerciale che ideale, un po’ come dire che la cocacola fa la guerra alla pepsi perchè grossomodo è la stessa cosa ma non alla grappa tanto non c’entra nulla. E io dovrei sostenere di avere ragione sulla base che sono nato laddove c’è il Vaticano. Se fossi nato a Teheran adesso magari starei educando i miei canonici 5 figli (non ricordo ma mi pare che ci sia un numero base di nuovi adepti da immettere sul mercato, forse anche nell’ebraismo, ma potrei sbagliare alla grandissima) all’idea che noi si ha ragione e gli altri sono infedeli ed hanno torto. E il mio cervello come fa ad adattarsi all’idea che la verità (o Verità, visto l’argomentone) sia un concetto a carattere locale? Non ce la fa, infatti. E allora gli altri come fanno? Ecco, sarei veramente felice di comprenderlo.

  43. 55
    Epoché scrive:

    E bravo il nostro Gad, che:
    1) ignora pervicacemente la lettera e lo spirito della fenomenologia di Husserl;
    2) pretende umiltà e considerazione dagli altri, ma non risparmia loro velenose frecciate ad ogni possibile occasione, a cominciare dal titolo ammiccante;
    3) è sempre e solo lui nel giusto e nella ragione, mentre gli altri sono tutti dei poveri insipienti, a meno che non gli assicurino piena concordanza.
    Sorry, io non mi adeguo, per me vale la bontà del cuore e la limpidezza degli intenti.

  44. 54
    tinerfe1975 scrive:

    Come si puo’ lodare Dio ponendosi al suo livello ?
    Come ci si puo’ permettere di dettare sentenze su temi divini senza peccare di presunzione?
    Tutto cio’ che dite e’ politica , non centra nulla con Dio.
    La shoah non puo’essere un termine di negoziato , come non lo e’ un popolo .
    I morti della shoah prima di tutto sono morti dell’umanita’ e come tali non possono essere recriminati politicamente . Assassino e’ chi uccide , ma e’ assassino anche chi sciacalla sulla memoria dei morti in ogni direzione.
    Troppo pensiero trasforma anche il giusto in sbagliata ossessione. Continuiamo a classificare le religioni al di sopra dell’ umanita’, quando invece e’ l’umanita’ ad essere divisa dalle religioni .
    Il bene e il male sono gli strumenti di equilibrio terreni , e il massimo comune divisore del credo e’ il bene .
    Se in noi esiste il dubbio che il buono e il cattivo siano di parte , poniamo a noi stessi il dubbio della malafede .
    Amando la giustizzia arricchiamoci di serenita’ e di buon senso.
    Godiamo della nosra fede qualunque essa sia , consci che tale dono e’ a servizio dell’umanita’ perche’ Dio ama l’uomo oltre ogni tempio.
    Mettiamo a frutto cio’ che ci e’ dato !! Poi alleviando le sfumature tutto sara’ piu’ chiaro.
    Torniamo bambini !! Arricchiamo il nostro sapere con la purezza e la semplicita’ del giusto. Ci riscopriremo tutti piu’ vicino di quanto potessimo mai immaginare.
    Prego affinche’ i miei figli , oggi piccoli , un giorno riconoscano un universale "noi" sotto la grazia di Dio.
    Un abbraccio .

  45. 53
    alex scrive:

    50Antinori.L’ora è tarda,il micio sta già ronfando in quello che all’origine doveva essere il MIO letto,ed anch’io tra poco mi recherò all’appuntamento con Morfeo,ma prima riporto quello che ho trovato nel blog di Leonardo Coen e che è,a mio avviso,una sintesi perfetta di ciò che anima le varie religioni:
    "Michel Onfray, autore del “Trattato di ateologia”, sostiene che i tre principali monoteismi, animati dalla stessa pulsione di morte, condividono identici disprezzi: l’odio per la ragione e l’intelligenza; l’odio della libertà; l’odio di tutti i libri in nome di uno solo; l’odio della vita; l’odio della sessualità, delle donne, del piacere; l’odio del femminile; l’odio del corpo, dei desideri, delle pulsioni”. In compenso, al loro posto, difendono la fede e la credenza, l’obbedienza e la sottomissione, il gusto della morte e la passione per l’adilà, l’angelo asessuato e la castità, la verginità, la fedeltà e la monogamìa, la sposa e la madre, l’anima e lo spirito: “Vale a dire: la crocifissione della vita e la celebrazione del nulla”.
    A questo punto non è meglio il caro ,vecchio club delle bocce?

  46. 52
    alex scrive:

    51Unter alles.Per carità unter alles!!!!facci un pò sorridere almeno in un blog..meglio un sorriso che un infinito numero di post sull’andazzo del "ho ragione io""taci tu,la ragione è dalla nostra parte""no dalla nostra".Anch’io scrivo seriamente molto di rado,ma chi te lo dice che una battuta non valga più di tante parole infiocchettate?

  47. 51
    unter alles scrive:

    #48

    -
    Mi hai replicato di nuovo.

    Per quanto riguarda la replica a #37, e’ li’ nella tua testa, gira intorno a quel neurone censore, tentando di sfuggirne il controllo. E io lo so — me lo hai scritto.

    Va bene cosi’, lascia la replica li’ a maturare.

    Se posso contribuire alla maturazione: fra tutti i lettori dell’accozzaglia che si muove in questo blog, tu mi sembri fra i migliori. Hai la battuta pronta: il tuo muro del pianto mi ha fatto ribaltare dalle risate.

    Il problema e’ quello che viene fra e dopo le battute, quando ti fai serio e dai corpo a pregiudizi improponibili, seppure con tono leggero.

    Se si passa dal faceto al serio, ci vuole piu’ apertura mentale: non si puo’ schiacciare tutto sulla dimensione comica e pretendere di avere ragione. Le battute in un contesto serio generano ambiguita’ e rivelano i limiti delle proprie idee.

    Questa ambiguita’ nasconde una violenza maggiore della violenza esplicita dei miei attacchi in #37.

    Sii serio nella tua replica, e lascia che i pregiudizi vengano fuori per quello che sono. Poi parlane a alex #39: ti vuole bene — almeno cosi’ sembra dalla sua difesa d’ufficio. Sapra’ darti torto con la dolcezza necessaria.

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