Ringrazio Gian Antonio Stella che oggi ha pubblicato questo articolo sul “Corriere della Sera”.
“Sono lieto di dire che ci costituiremo parte civile contro questa persona», aveva detto Roberto Maroni a un convegno rilanciato in tv davanti a centinaia di migliaia di telespettatori. Non poteva sopportare, lui, come ministro degli Interni e come leghista, che un conduttore di «Radio Padania Libera» si sfogasse con parole razziste e antisemite contro quel «nasone» di Gad Lerner. Quindi si impegnava ufficialmente: al processo intentato contro Leo Siegel, «voce» dell’emittente del Carroccio, lui sarebbe stato al fianco del direttore de «L’Infedele».
È da tempo che Maroni batte e ribatte sullo stesso tema: «Sono anni che dicono che siamo razzisti. All’inizio mi dava fastidio. Ora non ci bado più. Lo vedo come uno stereotipo che non ha effetto nell’opinione pubblica che sa bene che non lo siamo». E le sparate di Bossi sui neri chiamati «bingo bongo»? «L’ha detto un secolo fa!». E i barriti di Borghezio contro i «marocchini di merda»? «Posizioni isolate dalle quali ci dissociamo». L’ultima volta l’ha detto tre giorni fa a Vicenza, ribadendo che la Lega vuole sì essere «essere padrona a casa propria» ma «non è razzista e xenofoba».
La decisione di costituirsi parte civile al fianco di Gad Lerner e contro il conduttore di «Radio Padania Libera» per quegli sfoghi razzisti (il testo è non solo agli atti del processo ma anche sul sito internet del giornalista) sarebbe stato insomma un gesto di svolta. La prova provata che il ministro degli Interni usa il pugno duro non solo coi clandestini che vengono da fuori ma anche con gli xenofobi intestini. Un gesto importante soprattutto in questi giorni in cui la linea durissima sul fronte dell’immigrazione, compresi coloro che avrebbero diritto all’asilo politico, rischia di essere come minimo «fraintesa».
Macché. L’ultimo giorno utile per la costituzione è scaduto ieri. E come sia finita lo ha raccontato lo stesso Lerner in una lettera al presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Renzo Gattegna: «Mi duole segnalarti che oggi — nella prima udienza del processo cominciato davanti al giudice monocratico dell’ottava sezione penale di Milano— né il Viminale né l’onorevole Maroni hanno presentato richiesta di costituzione come parte civile. E ciò nonostante mi fossi premurato di ricordare per tempo al suo staff che si trattava dell’ultima scadenza utile per mantenere quella promessa ». Titolo della lettera messa online: «La promessa del marinaio Maroni».
Per carità, il ministro dirà che chi di dovere gli aveva spiegato che non era possibile tecnicamente. Può darsi. Ma ci poteva almeno provare. Poteva farsi dire di no dal giudice. A volte anche un gesto può avere un significato profondo. Un piccolo gesto, nei giorni giusti. E non è arrivato.
Gian Antonio Stella
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18 maggio, 2009 alle 10:50 pm
Un messaggio a Tabacci, e vero non siamo inglesi, siamo italiani:per fregare un po di piu’.
18 maggio, 2009 alle 10:46 pm
VISTO CHE GAD LERNER ALL’INIZIO DELLA TRASMISSIONE,PARLAVA DELLA DISTANZA CHE LA GENTE SENTE E PERCEPISCE VERSO DI SE DA PARTE DELLA SINISTRA, DIREI: INCOMINCIATE A DIMINUIRE GLI STIPENDI E I PRIVILEGI
DELLA POLITICA, DEI PARLAMENTARI.NESSUNO DA OGNI PARTE POLITICA IN PARLAMENTO, HA MAI AFFRONTATO QUESTA QUESTIONE CHE E’ DIVENTATA ORMAI INSOSTENIBILE PER IL PAESE.
18 maggio, 2009 alle 10:31 pm
Buonasera intanto, vorrei aggiungere due cose per l’onorevole FRANCESCHINI
1 QUESTIONE: IL PD SI LAMENTA DEL POTERE MEDIATICO CHE POSSIEDE
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, MA NON SONO STATI PROPRIO LORO CHE NELLE LEGISLATURE CHE LI HANNO VISTI PROTAGONISTI NON HANNO POSTO E SISTEMATO LA QUESTIONE DEL CONFLITTO DI INTERESSI E QUINDI RESO PIU FORTE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO?.
2 QUESTIONE IL PD PER RISOLLEVARE LE SUE SORTI E LE SORTI DEL PAESE DOVREBBE FARE UN’ OPERA DI PULIZIA GENERALE, DELLA SUA CLASSE DIRIGENTE
CHE APPARE POCO TRASPARENTE D’ALEMA, FASSINO, BASSOLINO E ANCHE ALTRI CHE PUR PERDENDO LE ELEZIONI CHE LI HANNO VISTI PROTAGONISTI SONO ANCORA LI A PRESENZIARE FACCIO UN ESEMPIO LA FINOCCHIARO.
18 maggio, 2009 alle 12:15 pm
Sono con voi.
15 maggio, 2009 alle 9:11 am
si è vero , ma il discorso era partito dal notare che la Libia è stata presidente della commissione dei diritti umani , si è detto che era rotazione , non è vero è elettivo ed è un ruolo operativo .
Alo contraio la Presidenza consiglio di sicurezza che è effettivcamente a rotazione non ha operatività èpartivcolare se non l’onorifico e limitato compito di dare la paroila secondo richiesta e senza potrela toglere ai mebri del cosnsiglio nelle riunioni e registrare la richiesta non sindacabile se appoggiata dai mebri permanenti di convocazione ,
Quindi ho sbagliato , ma il mio far notare la poosizione dell Libia in merito ad una carica politica elettiva delicata non andrebbe confusa con una carica formale senza nessun poter di indirizzo data a rotazione .
In questo ho ragione
15 maggio, 2009 alle 6:49 am
caro Giancarlo so che non voglio e devo convincerti, non è mia intenzione. Parto dal presupposto, che il dialogo modifica gli interlocutori anche quando si accaniscono e reiterano con’ ulteriore forza le proprie idee…insomma l’identità, anche quella individuale, non è presente, prima di iniziare a parlare ma si forma a partire dal dialogo, anche se questo appare di mera opposizione. In fondo anche l’opposizione ci cambia ed è una forma di relazione. Lungi da me voler convincere…eppoi in te non ho trovato l’acerrimo avversario…assolutamente…ci sono sfumature…anche se non credo alla retorica della criminalità (che pure esiste) che serve per far sembrare l’azione di governo legittima, mentre viola le norme di diritto internazionale sui respingimenti che da individuali, come dovrebbero essere, si sono trasformati in collettivi (deportazioni, assolutamente inaccettabili), senza considerare che l’azione finale voluta da questo Governo non è permettere l’esercizio del diritto d’asilo, bensì principalmente ed esclusivamente l’allontanamento di altri esseri umani perché non consoni alla idea di Nazione del Presidente del Consiglio (o azione funzionale alle prossime elezioni) o alla idea comunitaria dei leghisti. Insomma c’è qualcosa di più…che deve esseere preso molto sul serio. Come avrai visto ho criticato anche quegli innumerevoli giornalisti e saggisti che dicono che tra decenni in Italia ci sarà il 20 25% della popolazione starniera cumulando le varie percentuali nel tempo senza considerare che, appunto, nel frattempo, molti stranieri saranno, per fortuna, a tutti gli effetti nostri concittadini e non dovranno essere conteggiati tra gli "extracomunitari". Ma l’idea di nazione, come comunità omogenea, anche dal punto di vista del "colore della pelle" è dura a morire e dovremmo iniziare a prendere in seria considerazione, anche in Italia, come negli Usa degli anni sessanta, la disobbedienza civile di Rosa Parks…perché gli atteggiamenti a la Salvini sono duri a morire e vantano una tradizione (teorizzazione della assoluta diversità dei gruppi umani) di circa 500 anni…con questo ti saluto, ho detto queste cose per sfogarmi e non per convincerti dato che sostanzialmente, al di là delle sfumature, la pensiamo allo stesso modo…con simpatia. A risentirci. Ciao. DAVID.
15 maggio, 2009 alle 12:56 am
"Altri sistemi- ponte esistono, e sono "meno peggio".
Preciso meglio, possono essere trovati o rafforzati dallo stesso governo nello stesso momento in cui si mandano indietro i gommoni.
15 maggio, 2009 alle 12:51 am
Caro davide, rispondo al tuo 98 solo per dirti che non hai bisogno di convincermi. Sono 35 anni che lavoro in Africa, Medio oriente fino a Pakistan e paesi ex Urss. La disperazione io l’ ho vista e vissuta con i miei occhi, come dicevo in altro post , spesso vergognandomi di essere occidentale e dei vestiti che portavo.
Non mi parlare dell’ Iraq e di Falluja, perche’ quel paese , l’ Iraq, lo conosco benissimo, ho amici la’ e mi vergogno di quello che abbiamo fatto fin dai tempi della prima guerra del Golfo. La storia raccontata da chi vince e’ diversa, molto diversa da chi l’ ha subita , ed anche da chi l’ ha vissuta avendo uomini sia in Iraq che in Kuwait che in tutti gli altri paesi del Golfo. L’ occidente ha fatto uno sbaglio tragico e che pagheremo per generazioni a combattere i partiti laici baath in Siria ed Iraq e ad appoggiarsi ai wahabiti.
Detto questo, e solo per spiegarti perche’ non hai bisogno di convincermi a essere meno eurocentrico, l’unica differenza vera tra me e te (per quanto ho letto dai tuoi post) sono il comportamento da tenere verso la criminalita’ dei barconi. Problema "piccolo" rispetto all’ enorme problema della disperazione e delle migrazioni, ma comunque tragico , e non tollerabile. Li devono fermare . Quella via deve apparire inutile. E’ triste per i primi, ma e’ l’ unica maniera. Altri sistemi- ponte esistono, e sono "meno peggio" . Purtroppo una soluzione vera non esiste. Un caro saluto
15 maggio, 2009 alle 12:14 am
95Marco.sì il consiglio di sicurezza ha un presidente,viene eletto a turno tra i membri seguendo l’ordine alfabetico.
14 maggio, 2009 alle 11:48 pm
è ambiguo come molta parte della costituzione , comunque è identico a Giappone e Germania , scritto sotto detattura deglki Usa inca zzattissimi
14 maggio, 2009 alle 10:44 pm
Sempre per Marco Scamardella- Cmq la seconda parte dell’articolo, quella della cessione di sovranità, non può che essere letta in aderenza con la prima parte, quella che recita che la guerra deve essere mezzo di difesa e non di offesa…infatti la seconda parte è stata invocata per la parziale cessione di sovranità dello stato a favore di organizzazioni sovranazionali quali a suo tempo la Cee, l’Euroatom e la Ceca… ma non si può trarre da questa seconda parte un favor o una legittimazione per guerre preventive né per la cessione di sovranità a organismi quali la Nato. La dichiarazione di guerra che l’Italia può fare, ai sensi dell’art. 78 Cost. " Le camere deliberano lo stato di guerra e conferiscono al Governo i poteri necessari" deve essere fatta, come vedi, dal Parlamento italiano che in casi del genere non ha ceduto alcuna sovranità a chicchessia né tanto meno alla Nato… se qualcuno interpreta diversamente il coordinato disposto artt. 11 e 78 Cost. sono affari suoi, né va della coerenza logica e della ratio legis. In ogni caso anche su questo punto negli ultimi anni ci si è scordati della vigenza degli articoli citati. Ma scordarsi non è sinonimo di non essere più in vigore…nel nostro ordinamento non esiste, come fonte abrogatrice, la desuetudine. Ciao Marco.