Riporto dal sito www.pietroichino.it questo dialogo immaginario di Pietro Ichino che affronta con fantasia e saggezza il tema dell’immigrazione dall’Africa.
Dialogo tra Gianni Ercadolli, alto funzionario del ministero degli Interni, e Amina Nitolibar, figlia di una somala e di un indiano, osservatrice dell’Unione Africana in visita a Lampedusa (premio per il lettore che scoprirà per primo i due personaggi che si nascondono sotto questi due nomi)
Ercadolli – Che differenza fa lei tra respingere l’immigrazione clandestina con un battello della Guardia costiera fuori delle acque territoriali, come da qualche giorno facciamo noi, e respingerla con un muro orlato dal filo spinato, come fanno tutti i Paesi di questo mondo sui confini terrestri caldi, senza che l’ONU abbia niente da ridire?
Nitolibar – Sul piano sostanziale, nessuna: su questo punto le do ragione. Ma il modo migliore per evitare i barconi irregolari resta quello di mettere un bel traghetto regolare dalla Libia a Lampedusa, a prezzo politico. E uno anche dalla Tunisia.
E. – Un traghetto??
N. – Vista la sua posizione geografica, potreste fare di Lampedusa una enclave extra-territoriale, magari mettendoci un bel Casinò per attirare i ricchi libici e tunisini. Il terminal del traghetto in Africa potrebbe diventare luogo di accertamento, accreditamento e prima accoglienza per chi ha diritto a entrare in Italia come profugo o rifugiato. Ma sul traghetto possono salire tutti, in modo che non abbiano motivo di affidarsi agli scafisti.
E. – E il controllo passaporti?
N. – Si passa il controllo passaporti soltanto per andare da Lampedusa alla Sicilia o ad altre destinazioni in area Shengen.
E. – In questo modo che cosa risolveremmo? Avremmo Lampedusa brulicante di immigrati irregolari e i barconi strapieni di africani si sposterebbero sul tratto di mare fra Lampedusa e la Sicilia.
N. – No, perché quelli che vogliono entrare in Italia irregolarmente non avranno più alcun interesse a venire a Lampedusa.
E. – Quello sarà comunque il primo passo, che il traghetto renderà facilissimo.
N. – Ma non potranno fare il passo ulteriore. Da Lampedusa alla Sicilia ci sono 205 chilometri di mare, quasi il doppio della distanza tra Lampedusa e la costa africana: 113 chilometri. E comunque mancherebbero i mezzi di trasporto.
E. – Cosa vuol dire?
N. – Che a Lampedusa non ci sarà nessuno a vendere barconi “usa e getta” ai disperati. E se anche ci fosse qualcuno interessato a farlo, sarebbe facilissimo impedirlo, o comunque impedire la partenza dei barconi. D’altra parte, la traversata diretta dall’Africa alla Sicilia è enormemente più difficile.
E. – Ci saranno sempre quelli che la tenteranno.
N. – Ma saranno una piccola parte di quelli che oggi tentano l’approdo a Lampedusa.
E. – Comunque non risolveremmo molto: quelli che arrivano coi barconi costituiscono soltanto un settimo del flusso di immigrazione irregolare in Italia.
N. – Ma quello è praticamente l’unico canale dell’immigrazione irregolare diretta dall’Africa. Gli altri flussi attraversano le frontiere terrestri: lì i problemi di controllo sono diversi e coinvolgono anche il comportamento dei Paesi vostri confinanti.
E. – Non credo che i seimila abitanti italiani di Lampedusa saranno molto d’accordo con questa sua idea.
N. – Perché no? Avranno anche loro un grosso beneficio: extraterritorialità significherà esenzione dalle imposte nazionali per i residenti.
E. – Lei non fa i conti con quello che accadrebbe nella prima fase: nel tempo necessario perché in Africa i disperati si accorgano che Lampedusa non è più la porta d’accesso all’Italia, essi continueranno ad arrivare come oggi, al ritmo di centinaia ogni settimana. Anzi: più di oggi, perché avranno a disposizione il traghetto.
N. – Almeno ci arriveranno in condizioni civili e in piena sicurezza. Oggi ne muoiono in mare a decine, se non centinaia. E consideri che metà di quelli che arrivano hanno diritto di entrare, come profughi o come rifugiati: quelli, sì, devono essere trasportati gratis sul continente.
E. – E gli altri? Le leggi vanno applicate: se non hanno diritto di entrare non li si deve lasciar entrare.
N. – A quelli dei quali avete bisogno, e sono tanti, potreste dare sperimentalmente un permesso per ricerca del posto di lavoro, anche sottoponendone i movimenti a stretto controllo, o chiedendo la garanzia di un tutor: i modi per farlo sono molti. E converrebbe soprattutto a voi. Via via che l’esperimento si rivela positivo, potreste estenderlo mettendo a punto le procedure. Agli altri, invece, se davvero non ritenete che possano lavorare in Italia, continuerete a dare da coprirsi, da dormire e da mangiare; ma non dovete essere schizofrenici.
E. – Schizofrenici?
N. – Sì. Oppure, se preferisce, ipocritamente pietosi e allo stesso tempo irrazionalmente spietati.
E. – Che cosa intende dire?
N. – Prima fate loro rischiare la vita sui barconi per arrivare a Lampedusa; poi, quando ci arrivano, siete voi stessi a trasferirli comodamente nella vostra terra col ponte aereo. Una volta arrivati, li recludete per mesi in condizioni disumane, poi li liberate con la pantomima del provvedimento di “espulsione”. In realtà, liberandoli senza riconoscere loro il diritto di esistere, li condannate consapevolmente a vivere come sotto-uomini, schiavi, privi di qualsiasi diritto. Se proprio non li volete, dovreste proporre loro un buon lavoro in Africa: vi costerebbe molto meno.
E. – Un buon lavoro in Africa? Chi lo paga, chi lo organizza?
N. – Occorrono molti gemellaggi tra Nord e Sud del mondo: tra città e città, tra ospedali e ospedali, tra scuole e scuole, anche tra famiglie e famiglie: per istituire una miriade di canali di aiuto economico e culturale, di trasferimento di buone pratiche. Se finalmente attivassimo questi gemellaggi in modo capillare, non sarebbe così difficile creare occasioni di lavoro interessanti in Africa, nei Paesi d’origine degli immigrati clandestini, con costi molto contenuti per i “gemelli” europei.
E. – In molti casi in Africa è la situazione locale, a impedire qualsiasi cooperazione. Sovente lo stesso establishment non ne vuol sapere. Pensi a Somalia ed Eritrea, oppure al Darfour.
N. – Ma in molti altri casi si può, eccome. E gli irregolari possono diventare una fonte preziosa di informazione sulle situazioni di emergenza. Quelli che arrivano da voi sono in genere i migliori del loro Paese di origine: i più colti, i più intraprendenti, i più capaci di guardare lontano. Potreste farne dei veri e propri “ufficiali di collegamento” tra voi e le realtà locali del sud del mondo; e impegnarli a lavorare per il riscatto di quelle realtà.
E. – E quelli di cui non si riesce neppure a capire la vera provenienza? Guardi che sono la maggior parte dei clandestini senza diritto di asilo.
N. – Con chi mente dovete essere rigorosi. La vostra deve essere un’offerta di aiuto reale, ma sulla base di un dialogo leale. A chi non si fa identificare correttamente, non si deve offrire niente; men che meno il passaggio gratis sulla tratta più lunga e difficile, quella da Lampedusa al continente.
E. – In sostanza lei propone che erigiamo un muro fra Lampedusa e il resto d’Italia.
N. – Ripeto: voi con loro alternate compassione e spietatezza, ma sempre in modo irrazionale. Che senso ha aumentare da due a sei mesi il periodo di detenzione degli irregolari nei vostri “Centri di identificazione”, che sono già oggi strapieni, senza triplicare la loro capacità? Dove pensate di ammassare i due terzi in più degli irregolari che con la nuova legge volete mantenere in detenzione?
E. – In qualche modo dobbiamo pure intensificare il filtro contro l’immigrazione irregolare. Non è politicamente pensabile che né l’Italia né l’Europa spalanchino le porte all’invasione.
N. – Proprio per questo l’Europa deve ingaggiarli perché lavorino nelle loro terre di origine. Consideri questo dato: anche senza tenere conto degli irregolari che tenete rinchiusi nei C.I.E., nelle vostre carceri circa un terzo dei 62.000 detenuti sono immigrati africani irregolari. In carcere, ciascuno di questi vi costa 200 euro al giorno. Non sarebbe meglio, con la stessa spesa che sostenete per un solo carcerato extracomunitario, dare a trenta di loro 200 euro al mese – uno stipendio di lusso, nell’Africa sub sahariana! per farli lavorare al loro Paese in un programma di sviluppo?
E. – Certo, ma se questi in Italia delinquono, dobbiamo pur metterli in prigione.
N. – Finora, da Lampedusa siete stati voi a portarli sul continente e subito dopo a porli in una condizione che è inevitabilmente a forte rischio di delinquenza. La vostra generosità – se ne avete davvero – dovrebbe essere spesa nell’assistenza di cui questi disperati hanno bisogno a casa loro. E invece lì non state neppure mantenendo i modesti impegni che avete preso.
E. – Quali impegni?
N. – Quello di destinare ai Paesi in via di sviluppo lo 0,7 per cento del vostro prodotto nazionale lordo. Di fatto, dall’anno scorso avete azzerato questo impegno: siete rimasti allo 0,02 per cento! E invece dovreste portarlo almeno all’uno per cento.
E. – Sarebbe comunque una goccia nell’oceano. Loro sono troppi: non ce la faremo mai.
N. – Non è vero. Gli africani sono 930 milioni; però i più poveri, quelli dei Paesi che alimentano l’immigrazione clandestina, sono circa la metà. Tra Europa e America settentrionale, siete molti di più voi. E ciascuno di voi guadagna cento volte quel che guadagnano loro.
E. – Occorrerebbe che noi “nord-occidentali” diventassimo da un giorno all’altro tutti altruisti.
N. – No: basterebbe, da parte vostra, un po’ di egoismo lungimirante. Lo sviluppo di quei Paesi, la riduzione delle enormi disuguaglianze che vi dividono dai loro abitanti, è il solo modo realistico per ridurre e controllare il fenomeno epocale della migrazione dal Sud al Nord del mondo. Operare efficacemente per quello sviluppo non è, da parte vostra, un atto di altruismo, ma una scelta sempre più indispensabile per il vostro stesso benessere futuro.
E. – È difficile, in questo momento di recessione e di aumento del debito pubblico, chiedere altri soldi ai contribuenti per lo sviluppo dell’Africa.
N. – Allora rassegnatevi all’invasione. Alternative non ce ne sono. Il nostro mondo è uno solo ed è sempre meno possibile dividerlo in compartimenti stagni.
Pietro Ichino
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3 giugno, 2009 alle 11:47 pm
Franceschini e Di Pietro, fateci un favore a tutti, sparatevi in fronte.
Grandi elettori PDL. La libertà di essere criminali
3 giugno, 2009 alle 11:45 pm
Scusate, ma voi di sinistra che tanto amate gli stranieri che delinquono, e li difendete al punto di proporre cose insensate, come ad esempio quella di invitare i pirati somali ad occupare le navi italiane per poi venire in Italia, si, voi comunisti, dico, perchè non uscite di casa, vi fate un bel giro per le piazze della vostra città e magari parlate con qualche delinquente straniero, uno spacciatore, uno stupratore, chi volete voi, insomma, per poi invitarlo a casa vostra? Poi li vestite, li sfamate, li mantenete a vita con i vostri soldi e non con quelli degli altri. Vi garantisco che dopo qualche giorno vi passa la voglia di chiamare a gran voce gli stranieri e scappate pure voi dall’Italia, che grazie alla sinistra è diventata il cesso del mondo. Franceschini e Di Pietro, fateci un favore a tutti, sparatevi in fronte.
26 maggio, 2009 alle 9:56 am
Fermo restando che tra gli africani neri ci sono persone che meritano ogni rispetto, stima ed aiuto, c’è da rilevare che in questo bolg. il nostro GAD sta tralasciando colpevolment di parlare del fatto di cronaca del tentativo di stupro di una bambina napoletana di 11 anni da parte di africani neri.
Si è sempre colpevolmente taciuto sul fatto che in Africa oltre a pofvertà e malattie ci sono, purtroppo, anche una enormità di pedofili., Alcuni dei queli pensano di curarsi avendo rapporti con bambini o bambine e altri riducono gli stessi a schiavi di guerra e di sesso.
Nessuno a mai messo in guardia la nostra infanzia da questi pericolo e il risultato sono0 stai gli stupri consensuali (ossia donne italiane, spesso minorenni o molto minorenni) che invogliate dal buonismo si sono sollazzate con dette person e.
Ripeto, fermo restando che la gran parte degli africani merita rispetto e stima e ogni possibile aiuto.
L’omissione di GAD assume connotazioni quasi di complicità.
25 maggio, 2009 alle 10:02 pm
Le serie riflessioni del Card. Bagnasco, una timida ma sostanziale presa di distanze dalla politica anti-immigrati di Maroni.
Permane una certa prudenza nei toni, ma la luna di miele è finta. Un’altra grana per il Sultano, quello del Family Day e delle feste
. Nell’ultimo periodo si è parlato molto di immigrazione. In primo luogo a causa del disegno di legge sulla sicurezza che la Camera dei deputati ha approvato in prima lettura, dopo alcune significative correzioni che peraltro non hanno superato tutti i punti di ambiguità. In secondo luogo a causa della concomitante ripresa degli attraversamenti del Mediterraneo che sono tra le modalità – non la più ricorrente ma certo una delle più pericolose – di ingresso irregolare nel nostro Paese. Ad essi le nostre Autorità hanno infine risposto con la controversa prassi dei respingimenti, già sperimentata in altre stagioni come pure in altri Paesi. Se la sovrapposizione con la campagna elettorale non ha sempre assicurato l’obiettività necessaria ad un utile confronto, non può sfuggire il criterio fondamentale con cui valutare questi episodi, al di là delle contingenze legate allo spirito polemico o alla stagione politica. Ossia il valore incomprimibile di ogni vita umana, la sua dignità, i suoi diritti inalienabili. Accanto a questo valore dirimente, ce ne sono altri, come la legalità, l’affrancamento dai trafficanti, la salvaguardia del diritto di asilo, la sicurezza dei cittadini, la libertà per tutti di vivere dignitosamente nel proprio Paese, ma anche la libertà di emigrare per migliorare le proprie condizioni da contemperare naturalmente con le possibilità d’accoglienza dei singoli Paesi, o magari solo per arricchirsi culturalmente. Motivo per cui il singolo provvedimento finisce con l’essere fatalmente inadeguato se non lo si può collocare in una strategia più ampia e articolata che una nazione come l’Italia deve darsi a fronte di un fenomeno epocale come la migrazione di intere popolazioni. La geografia infatti ha connesso un elemento – per così dire – vocazionale, un’indole che connota il Paese in rapporto alla sua collocazione storico-ambientale.
Almeno due ci sembrano allora le domande a questo riguardo decisive: che cosa facciamo per contribuire a che i figli dei Paesi poveri non si vedano costretti ad affrontare qualunque rischio pur di darsi una speranza di vita? La via della cooperazione internazionale deve diventare un caposaldo trasversale della politica italiana ed anche europea, una scelta oculatamente perseguita e dunque anche impegnativa sul fronte delle risorse. Non c’è chi non veda, infatti, che solo migliorando le condizioni economiche e sociali dei Paesi di origine dei nostri immigrati si può togliere al fenomeno migratorio la propria carica dirompente. Ed è un motivo in più questo perché l’Italia si attivi molto nella riformulazione di quei più giusti meccanismi di governo dell’economia mondiale di cui prima parlavamo. L’altra domanda: cosa facciamo per assicurare un’effettiva integrazione agli immigrati che giungono nelle nostre città? Conta ovviamente il posto di lavoro e una dimora minimamente dignitosa, ma tutto ciò – anche quando è assicurato – non basta. Bisogna evitare infatti il formarsi di enclave etniche, perché così non solo si scongiurano micro-conflitti diffusi sul territorio, ma si modifica la percezione che non di rado i connazionali hanno circa la presenza di stranieri. Il territorio in senso antropologico è salvaguardato quando c’è, insieme ad un fondamentale rispetto, un coinvolgimento orizzontale che provoca l’incontro tra famiglie di provenienza diversa, un’osmosi delle loro esperienze, e uno scambio di forme culturali nel rispetto delle leggi da parte di tutti. Guai a sottovalutare i segnali di allarme che qua e là si sono registrati nel nostro Paese. L’immigrazione è una realtà magmatica: se non la si governa, si finisce per subirla. E la risposta non può essere solamente di ordine pubblico, anche se è necessario mettere in chiaro diritti e doveri, senza prevedere sconti in nome di un malinteso multiculturalismo che in realtà è solo una giustapposizione tra etnie che non dialogano. Bisogna che scattino invece i meccanismi di una convivenza che, a partire dall’identità secolare del nostro popolo, si costruisce non in base a moduli autoreferenziali e oppositivi, ma, con passo aperto e dinamico, diventa capace di incontrare altre identità, di contagiarsi positivamente secondo modelli interculturali, pur senza cedere ad una logica relativistica e priva di riferimenti marcati. È tempo cioè – come ci capitò già di dire – che si approntino e si perseguano dei veri e propri «patti di cittadinanza» per i quali un’evenienza epocale come l’immigrazione cessa di essere una casualità e diventa occasione per un’«identità arricchita», in grado di accreditare anche dei riferimenti condivisi. Va da sé che le parrocchie assumono, in questo disegno, un ruolo propulsivo che, senza rincorrere proselitismi ma anche senza rinunciare a proporre il Vangelo a tutti, sa farsi collante di vivacità e concreta integrazione nei diversi territori. Su questo fronte, per la verità, le parrocchie e i vari gruppi già si muovono, al di là del clamore e con generoso, quotidiano impegno.
24 maggio, 2009 alle 10:44 am
Per 225
Se la storia con la piccola Noemi pare risalga all’epoca del
partito "socialista" di craxi e de michelis? Noemi non avrebbe
avuto neppure 10 anni! Il servizio divulgato da Anno Zero è molto
chiaro: Noemi avrebbe conosciuto papi Silvio all’epoca del partito socialista.
http://www.youtube.com/watch?v=L1f-DfEFp7Q&feature=PlayList&p=A88EA265B23AA28A&playnext=1&playnext_from=PL&index=12
24 maggio, 2009 alle 10:37 am
pare che l’entourage del berlusca sia disperato: filtrano indiscrezioni di feste di berlusconi con 10 donne a palazzo grazioli
il porno psicopapi non molla la gnocca giovane, è proprio drograto
24 maggio, 2009 alle 10:28 am
Sei un damerino e parli solo del mondo dorato che conosci, pensando che anche gli altri lo frequentino.
La realtà è diversa, fighetto cavo (come dicono i tuoi amichetti).
E’ sporca, brutta, cattiva e miserabile.
E dato che ci siamo, dimmi come mai che la realtà con la migliore integrazione razziale d’Italia è Treviso, roccaforte leghista.
Te lo dico io, perchè lì ci si confronta con la realtà, mica con le masturbazioni mentali come le vostre, poche chiacchiere e molti fatti, solidali da un lato e seri dall’altro.
Ma i fatti hanno un brutto difetto, richiedono lavoro e fatica, roba che voi temete come la peste.
24 maggio, 2009 alle 10:10 am
Per 222
Il mondo dorato è quello del tuo adorato papy, magari ti sei
fatto anche tu donare un collier d’oro dal tuo adorato papy….
http://www.youtube.com/watch?v=4vKy3WP81uM
24 maggio, 2009 alle 9:47 am
A Poldisinistra – 221
Beati voi damerini che non siete costretti a vedere rifiuti nè a vivere come schiavi.
Uscite dal vostro mondo dorato e venite a trovarci, potreste scoprire qualcosa che non vi aspettate!
24 maggio, 2009 alle 8:45 am
Per 220
Qui non ci sono rifiuti nè schiavi, torna nella foresta
del tuo padrone!Dopo il banchetto con Moemi e le ninfe
forse di lascia qualche coscia, ma non ti illudere, sarà
di pollo….
http://www.youtube.com/watch?v=kUV-ok0Er_0
23 maggio, 2009 alle 11:38 pm
A Poldisinistra – 219
Magari potessi, purtroppo invece mi è toccato quel mondo di rifiuti e di schiavi di cui tu e il tuo Lerner parlate con tanta civiltà, acume, erudizione e gusto nei salottini politicamente corretti e ovattati.
23 maggio, 2009 alle 10:50 pm
Per 218
Che valanga di insulti, hai frequentato anche tu
Villa Certosa e l’università della X dimensione
di papy, Cenerentola ed i folletti da giardino?
23 maggio, 2009 alle 10:24 pm
A Poldisinistra -217
Sei uno servo delle cricche mercantili, massoniche e cattoliche che deportano le masse diseredate del sud del mondo per creare il mercato libero delle merci e degli schiavi.
Sei un manetungolo dei mandandanti come Lerner che mandano al massacro il popolo per tenere caldo il loro fondoschiena.
23 maggio, 2009 alle 9:17 pm
Per 216
Rivive la guerra goto bizantina deve essere molto emozionante
spece se poi si sconfigge il drago ed i servi del drago malvagio.
http://www.youtube.com/watch?v=nnxRfqHHc5w
23 maggio, 2009 alle 9:05 pm
Anche se accettassimo di ricevere "solo" chi ne ha diritto, ossia chi chiede asilo politico, ci ritroveremmo invasi da milioni e milioni di persone che ci porterebbero all’invasioni, alla rovina e allo scontro con distruttivi effetti per noi e anche per i nuovi venuti che dovrebbero vedersela non solo con gli "italiani" di vecchia data ma con le altre etnie che si vedrebbero minacciate e si trasormerebbe ancora una volta la "nostra" penisoola in un campo di battaglia e in un lucubre cimitero come all’eopoca della guerra goto-bizantina.
Siamo nei guai e lo saremo ancor di pi9ù in avvenire e non risolveremo i nostri problemi con facili ricette.
23 maggio, 2009 alle 8:56 pm
Siete i soliti sognatori illusi. Qualsiasi cifra sarà mandata in Africa come aiuti economici sarà sempre insufficiente e preda dell’ingordigia della ingorda calsse governante.
Svegliatevi!!!Purtroppo per fare qualcosa di utile dovrebbero tornare in Africa gli Europei in prima persona e governare, con il consenso della gente e senza armi.
Loro possono "emigrare" e chiedere asilo poitico qui da noi ma noi non possiamo trasferirci per nussun motivo da loro.
Mia sorella è stata in "ferie" per 6 mesi a PANAMà MA OGNI TRE MESI DOVEVA ESPATRIARE E TORNARE CON UN NUOVO VISTO TURISTICO altrimenti c’era l’espulsione forzata.
Smettetele dio dire fesserie. Gli africani non cercano solo lavoro ma anche sanità gratis e il tirarsi fuori dglii odii dei loro "fratelli" africani e magari di fare uil grande balzo sposando una europea che è del tutto evidente che hanno un debolo per loro e i’impressionante aumento dei matrimoni misti sta a tesimoniarlo.
L’unica soluzione è il ritorno pacifico degli europei in Africa e, in special modo degli italiani in Eritra e Somalia ove ci sono popoli che ci sono fratelli.
Dio ci salvi dagli eccessi buonisti e dalla stupidità razzista che ha colpito ancora oggi con una scama aggressione a dei cingalesi qui a Roma a villa Gordiani (vicinissimo da dove abito io).
23 maggio, 2009 alle 6:55 pm
Per 213
di pietro è di estrema destra, un collaborazionista del regime di prodi
insabbiatore della Commissione parlamentare di inchiesta sul feroce
assassinio di Carlo Giuliani e sui dissidenti del regime berlusconi
sequestrati ed orrendamente torturati a Genova nel luglio 2001.
Vorrei ricordarti inoltre la complicità del soggetto nelle giunte
del malgoverno bassolino e iervolino, i democristiani riciclati
nell’idv e piccolo particolare, le intercettazioni al figlio sugli
appalti nelle caserme.
dipietro=ichino
http://www.youtube.com/watch?v=NmpE-WzlhW8
NON RENDERTI COMPLICE DELLA CASTA! UNISCITI ALLA RESISTENZA!
23 maggio, 2009 alle 6:49 pm
Brava Tempesta hai usato un espressione azzeccata: mi sotoporro’ al voto come a un supplizio! purtroppo c’è solo Di Pietro che puo’ raccogliere voti a sinistra e contare qualcosa.
23 maggio, 2009 alle 6:37 pm
Precarizziamo ichino e mandiamolo a fare un lavoro pesante in un altro paese, in Africa preferibilmente così subita sulla sua pelle la violenza della legge biagi e tutte le altre nefandezze forse farà
autocritica.
Naturalmente gli appartamenti svenduti alla casta devono essere
espropriati per pubblica utilità a vantaggio delle famiglie
sfruttate, massacrate dalla casta.
Togliere l’acqua ai nemici del popolo! Disertare le elezioni!
http://www.youtube.com/watch?v=0ZCCMijF7Q4
23 maggio, 2009 alle 6:11 pm
Io ho una proposta ancora più intelligente di quella di Ichino. Ad esempio i pirati somali che attaccano le navi italiane in transito potrebbero ad esempio precipitarsi incirca un migliaio all’assalto di una di esse. Dopodichè, una volta sulla nave italiana si ritroverebbero in suolo italiano. In videoconferenza la cosa viene seguita direttamente da Roma: i somali quindi chiedono asilo politico e l’ammiraglio di bordo può disbrigare le pratiche direttamente e quindi portare i somali in italia.
23 maggio, 2009 alle 6:05 pm
Mi dispiace per voi.
Nella fotografia Falcone e Borsellino se la intendono,
Cioè loro sanno e conoscono.
Non possono fare altro.
Lo Stato non esiste non aiuta,
La famiglia buona si contrappone a quella cattiva: loro hanno fatto una scelta.
Sono la mosca bianca.
Che vuoi dire di più!
23 maggio, 2009 alle 4:52 pm
Concordo con la prima parte del tuo intervento. berlusconi ed i suoi complici vinceranno le elezioni europee ma quello che è veramente importante,è l’annientamento politico della falsa sinistra, dell’ideologia degli ichino, merloni, colaninno e dei falsi comunisti miliardari e già collaborazionisti di bush e prodi.
Prima di costruire un movimento marxista bisogna distruggere ogni
credibilità della triplice e di chi ha massacrato milioni di proletari
con le politiche di guerre, lager, legge biagi e Cpt lager.
Senza l’annientamento totale politico della falsa sinistra l’italietta zerbina del IV Reich, del pretame tibetano e dell’ex nazista ratzingher,
non verrà mai liberata e non sarà mai comunista.
NESSUNA COMPLICITA’ CON I NEMICI DEL POPOLO!
http://www.youtube.com/watch?v=bJoPav0TsG0
23 maggio, 2009 alle 4:47 pm
Per 207
Concordo con la prima parte del tuo intervento. berlusconi ed i suoi complici vinceranno le elezioni europee ma quello che è veramente importante è annientare politicamente ichino, merloni, colaninno
ed i falsi comunisti miliardari collaborazionisti di bush e prodi.
Prima di costruire un movimento marxista bisogna distruggere ogni
credibilità alla triplice e a chi ha massacrato milioni di proletari
con la stessa politica di guerre, lager, legge biagi e Cpt lager.
Senza l’annientamento totale politico della falsa sinistra l’italietta zerbina del IV Reich, del pretame tibetano e dell’ex nazista non sarà
mai liberata e non sarò mai comunista.
NESSUNA COMPLICITA’ CON I NEMICI DEL POPOLO!
http://www.youtube.com/watch?v=bJoPav0TsG0
23 maggio, 2009 alle 4:22 pm
@ 200 Linda
quando il panorama politico fa tanto schifo come il nostro in questo momento, un’ astensione totale farebbe capire che il popolo italiano non si sente rappresentato da nessuno di loro. A quel punto, rimanere sulle poltrone sarebbe trasformare la nostra democrazia in una dittatura palese e dichiarata. Mantenere il potere con la forza è una delle due caratteristiche principali di una tirannide.
Secondo me, in futuro non ci saranno dubbi sul fatto che storicamente in questo momento si viva sotto un regime. Ma regime e dittatura non sono la stessa cosa e la democrazia è destinata per propri difetti a scivolare in situazioni simili.
Questo non vuol necessariamente dire che perderemo l’equilibrio che il nostro paese ha raggiunto. Rimarrà una democrazia occidentale con tutti i suoi difetti e i suoi pregi.
Sono tutti corrotti, brutti maialoni attorno ad una ricca mangiatoia che non molleranno facilmente. la politica di Berlusconi fa comodo a tutti, la sinistra potrebbe anche voler vincere le elezioni, ma non farà nulla per cambiare questo stato di cose.
Quindi, votare gli uni o gli altri significa comunque votare lo stesso regime, al di là di quanto vada blaterando Franceschini.
Non succederà mai che tutti si astengano, soprattutto i sostenitori della destra e un astensionismo parziale è insensato, è rinunciare spontaneamente alla democrazia e ad un diritto di partecipazione alla vita pubblica che è costato lotte e sacrifici. Votare è un onore e un privilegio.
Se anche i due schieramenti, mantengono lo stesso sistema corrotto e ne difendono gli interessi sia in Italia che in Europa, hanno comunque un modo diverso di raggiungere gli stessi obbiettivi. Si ha da scegliere solo, quale metodo si preferisce (in questo caso…un pò di che morte morire…). Io voterò a csx alle europee, ma non solo perchè sono di csx io, ma anche perchè, secondo me, l’Europa preferisce avere a che fare con la sx, piuttosto che con Berlusconi e questo per noi potrebbe essere un piccolo (piccolissimo) vantaggio. Anche se non so quanta fiducia abbia in questo momento la sx italiana agli occhi dell’estero.
Di sicuro è in grado di intrattenere un dialogo più coerente.
E poi, non sosterrò mai lo schieramento di un Berlusconi. E’ una questione di principio, per me.
Vai a votare e scegli quale supplizio preferisci…le sparate della destra o i discorsi noiosi della sinistra. In entrambi i casi, in europa rimarranno a bocca aperta, o per lo stupore o per la noia…
23 maggio, 2009 alle 2:24 pm
non per questo li voglio morti, capito! tanto poi vi siete ritrovati la moglie di D’Antona in parlamento piena di cajal agli occhi…gnucchi!
23 maggio, 2009 alle 2:11 pm
Il mio primo nome è di uno zio alpino disperso in Russia, dopo che lo avevano mandato da tutte le parti, togliendoli la forza e la voglia di vivere.
Il mio secondo nome è di un altro zio fuochista, mitragliato mentre saltava dal treno per lasciare l’unico riparo della locomotiva al macchinista anziano.
Mio padre è scampato all’affondamento della nave su cui avrebbe dovuto imbarcarsi, perchè la notte prima della partenza gli è scoppiata una peritonite.
Il mio nonno materno ha bevuto l’acqua del Piave rossa di sangue e quello paterno ha lasciato quattro orfani nella miseria nera, senza che gli dessero nè una carta nè una medaglia, perchè morire di fame in un campo di concentramento austriaco era la prova del tradimento e del disonore.
Adesso tutto questo patire se lo bevono le cricche dei massoni come Lerner e dei cattolici modernisti come Tettamanzi che importano masse di diseredati per creare il libero mercato delle merci e degli schiavi.
Viva l’Itaggllia!
O no?
23 maggio, 2009 alle 2:05 pm
Treu l’inventore del Co cO Co sotto il governo doi cenrto sinistra lo si scorda sempre .
Biagi ha ceracto di evidenziare e ergolare l’anomalia Co Co Co e voleva introdurre protezioni anche per loro e condizioni uguali per tutti
23 maggio, 2009 alle 2:02 pm
Per 159
Sono stati marco biagi pietro ichino con la loro stramaledetta
ideologia a costringerti a lavorare come una schiava per pochi
euro mentre loro hanno preso compensi faraonici.
23 maggio, 2009 alle 2:02 pm
ci perde il posto e tutto il suo personale futuro di apparatnik .
non infierite
23 maggio, 2009 alle 2:00 pm
Ciao Kirk