Com’è suo diritto, “Il Foglio” non ha ritenuto di pubblicare questa lettera indirizzatagli venerdì scorso da Betti Guetta, ricercatrice del Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea” di Milano. Sulla benevolenza mostrata dal giornale di Giuliano Ferrara per il conduttore razzista di Radio Padania, è invece uscita una risposta di Leone Soued, presidente della Comunità ebraica di Milano. La riporto di seguito.
Gentile direttore,
definire un’etnia “banda di ladri, mascalzoni, delinquenti, farabutti che ci intossicano dalla mattina alla sera” non è un’opinione, così come non lo è definire un ebreo “nasone” come facevano i nazisti. E non è un’opinione nemmeno l’augurarsi che qualcuno che frequenti la sinagoga vada a prendere per il collo (“ma veramente, non in senso figurato”) un ebreo che ha paragonato il dramma del popolo ebraico con quello dei rom. A me sembra che nelle parole usate da Leo Siegel verso Gad Lerner si possa configurare il reato di diffamazione. Ma questo sarà il giudice a stabilirlo. Opinioni mi sembrano invece quelle espresse da Marianna Rizzini nel suo articolo del 20 maggio e quelle da Lei ribadite nella sua risposta alla lettera dell’avvocato Daniela Dawan del 21 maggio. Opinioni che, come risulta dalle ultime ricerche sul pregiudizio antiebraico, appaiono pericolose. Sono opinioni leggermente venate di antisemitismo (gli ebrei sono ricchi, potenti, amici dei banchieri…), sono opinioni leggermente venate di odio razziale (visto che considerano l’antinomadismo violento di Siegel solo un’opinione a cui concedere cittadinanza). Dispiace, a me, ebrea e ricercatrice che da anni studia e si batte contro il pregiudizio razziale, leggerle sul Suo giornale.
Betti Guetta
Caro Direttore,
Le scrivo perché so quanto Lei sia vicino al mondo ebraico e di quanta stima e considerazione goda all’interno dello stesso. Mi sono, quindi, stupito e amareggiato leggendo l’articolo di Marianna Rizzini e le Sue successive risposte all’avv. Daniela Dawan e a Gad Lerner.
Non difendo nessuno ma mi preme invece dire che non possono essere liquidate così bonariamente e con tanta indulgenza affermazioni gravi come quelle espresse da Leo Siegel e dai suoi ascoltatori.
Una sensibilità addestrata da pregiudizi e persecuzioni ci permette di affermare che il razzismo è un’attitudine onnicomprensiva: si rivolge ai rom come agli ebrei. L’oggetto può mutare a seconda del periodo storico, del contesto, delle opportunità: ma l’attitudine non cambia, è tragicamente immanente.
E le affermazioni di Siegel e dei suoi ascoltatori sono per l’appunto opinioni razziste.
Cito solo un dato: un ascoltatore della trasmissione di Siegel era intervenuto affermando di preferire gli usurai (ebrei) agli schiavisti (rom). Non crede che ci sia da riflettere su questo singolare paragone? Non ritiene che espressioni di questa fatta non debbano trovare accoglienza in una trasmissione della Radio di un partito che vanta autorevoli esponenti politici alla guida del paese?
Nessuno finirà in carcere per questo, né alcuno auspica il carcere per questo. Basta solo che sia detto a chiare lettere (attraverso una sentenza) che il linguaggio che viola canoni di civiltà, per di più attraverso i media, non deve trovare spazio, acquiescenza e benevola tolleranza.
Leone Soued
Mi ripeto, gentile presidente. Non mi pare che Siegel e i suoi supporter di Radio Padania siano emuli di Rosenberg e Goebbels, li vedo (in base alle loro parole) come tribuni rozzi di paure etnocentrate, ossessi della sicurezza, insomma leghisti senza tanti scrupoli civili o culturali, dunque un fenomeno politico e sociale da sanare con l’intelligenza politica dei Penati e dei Chiamparino, non con gli atteggiamenti da don Rodrigo di quell’infamone del nostro amico Gad. Mi ripeto: quando berciò le sue cazzate socialmente diffuse sui rom “banda di ladri”, il Siegel non era portavoce di partiti di governo ma stava invece all’opposizione (settembre 2007), particolare che sfugge a lei incolpevolmente, ma era sfuggito a Lerner maliziosamente. Mi ripeto: querelare vuol dire chiedere la galera per qualcuno. Gad è troppo forte per picchiare Leo.
Giuliano Ferrara
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2 giugno, 2009 alle 1:00 pm
Caro Gad,
ti scrivo perché so che sei molto sensibile verso le minoranze e verso i Rom. Qualche giorno fa, a Napoli, durante un agguato di camorra, è stato ammazzato in un treno per sbaglio un Rom che chiedeva l’elemosina suonando la fisarmonica (il poverino non ha avuto neanche la "fortuna" di morire sul colpo, si è trascinato petr qualche metro e poi è morto). Sono indignata perché la cronaca ha dedicato a questo malcapitato solo poche parole, limitandosi a dare solo la notizia. Quando a Napoli morirono in circostanze analoghe Silvia Ruotolo (circa una decina di anni fa) e Annalisa Durante (qualche anno fa), la reazione è stata ben diversa. Forse l’atroce destino del cittadino straniero innocente non ha la stessa dignità e non merita la stessa attenzione di sdegno dedicata ai summenzionati casi? Ad Annalisa Durante è stata dedicata una scuola (con giusta ragione)! Qualche tempo fa morì in circostanze simili una bambina, Valentina Terracciano, il cui padre sembrava essere dedito ad attività di dubbia legalità e moralità: la reazione è stata ben diversa (e se non mi sbaglio il padre non ha cambiato vita)! E’ terribile sperimentare personalmente nella propria quotidinità come sono trattati i cittadini stranieri (e credo che in una città di m—a come Napoli, chiusa, retrograda, ignorante, certi atteggiamenti siano radicati a livello capillare), ma notare l’atteggiamento di fredda indifferenza della stampa, oltre a quello dell’opinione pubblica, è scandaloso. Ti prego: tu che sei così sensibile, oltre ad essere un grande giornalista, se puoi, cerca di richiamare l’attenzione su questo orrendo fatto di cronaca, perché penso che questo poveretto sia morto due volte. Grazie
1 giugno, 2009 alle 6:42 pm
Noto che, sebbene questa non fosse la sede giusta per dibatterne, lo ammetto, non una parola è stata detta sulla scelta della Carfagna di considerare nulla ogni problematica attinente alla questione GLBT, come avevo riferito nel messaggio n.85. In che brutto paese mi tocca vivere….
1 giugno, 2009 alle 3:48 am
ciao Gad, qualche settimana fa ti ho intravisto alla stazione di mestre (credo) che prendevi un treno per treviso (credo) ma forse era qualcuno che ti assomigliava. io e la mia ragazza volevamo abbracciarti: "è lui, un giornalista, uno dei tre o quattro che ci sono in Italia…". qui dal cuore del cancro leghista ti dico: tieni duro. si tratta di resistere un trentina d’anni , poi succedere come in francia, in olanda, in belgio: il sindaco di milano sarà un ex-rabbino israeliano convertito raeliano, e quello di treviso una imam marocchina lesbica. i leghisti verranno impiegati nei parchi a tema dedicati alle antiche civiltà celtiche. e tutto andrà meglio. trent’anni passano in fretta.
31 maggio, 2009 alle 4:50 pm
#92. Sì, bravo, tu hai capito tutto. Infatti tu lungi dall’essere un fatto sei un dato
31 maggio, 2009 alle 4:22 pm
Complimenti a pigiama di nylon, perfetta risposta in stile Ferrara: si ignorano i dati di fatto e ci si pasce della propria arroganza. Che Ferrara crei discepoli del suo relativismo assolutista (si può sostenere qualunque idea basta che sia io a sostenerla)è preoccupante.
30 maggio, 2009 alle 4:39 pm
#89 e 90. Evidentemente non ti ho letto. E se ti ho letto non ho fatto caso che fosse una lettera di Lerner e se anche mi sono accorto che era firmata Lerner evidentemente me ne sono dimenticato presto. Forse non è, come dice Groucho che stavo ancora dormendo: probabile che mi sia addormentato in corso d’opera. Grazie comunque per la precisazione. Le teorie non cambiano, sopratutto se supportate dalle prove
30 maggio, 2009 alle 7:20 am
pigiamadilino evidentemente dormiva ancora o ha letto solo il titolo.
30 maggio, 2009 alle 7:18 am
Mi spiace deludere Pigiama di lino (86-87) ma quando ho spedito la mia lettera al Foglio, settimana scorsa, me l’hanno messa in prima pagina. Anche se per litigarci. Temo debba revisionare le sue teorie psicanalitiche sul mio conto
29 maggio, 2009 alle 9:27 pm
Mi addolora che in una teorica battaglia morale contro il razzismo ci siano contenuti razzisti.
Non e’ forse razzista e spregevole il divertimento nel vedere l’elefante che si arrampica sugli specchi ? (Gad Lerner)
Le dieci domande "all’elefantino" poi…..sono meritevoli di lode ? .
Sul fetido ciccione poi valuto tutti gli interventi del signor Marco .
Credo che il razzismo fondato sull’ aspetto fisico sia addirittura piu’ ignobile del razzismo basato sulle diverse etnie.
Forse il fatto che Ferrara non appartenga ad una comunita’ di elefanti , comporta la sua vulnerabilita’ .
Se si vuole ragionare negli stessi termini , proporrei a Giuliano Ferrara di combattere il razzismo fisico di marco scamardella nelle sedi piu’ opportune .
29 maggio, 2009 alle 5:38 pm
#85. Anch’io esprimo la massima solidarietà aLerner perchè sono convinto, considerato il suo complesso di inferiorità rispetto a Ferrara, che ne soffra molto di non essere accolto. Per lui è senz’altro un duro colpo umano e professionale. Mandare una lettera e vedersi cestinati non è sicuramente bello: ma non è proprio questa la tanto propagandata "libertà" di informazione? Si ha o non si ha la "libertà" di informare come si vuole senza che siano gli altri a dettare la linea? Però gad devi un attimino anche rassegnarti: quella lettera al massimo massimo te la pubblicava solo Repubblica.
29 maggio, 2009 alle 5:34 pm
Pensa tu Gad: non riesci nemmeno a farti pubblicare dal Foglio. Ma lì vanno con metodi spicci: evidentemente adottano la tecnica del rispingimento al largo della redazione. Hai provato a chiedere a Ferrara l’asilo politico?
28 maggio, 2009 alle 11:46 pm
Massima solidarietà per Gad Lerner in questa squallida vicenda. Tuttavia, parlando di discriminazioni, ho appena aggiornato il mio blog con un intervento dal titolo "Mara Carfagna, ovvero l’arroganza al potere". E’ successo che la "brava" ministra ha cassato la pagina dal sito dedicata alla lotta all’omofobia (e non solo). Mi chiedo se Gad Lerner dedicherà a questa brutta faccenda un post od una puntata del suo programma televisivo.
28 maggio, 2009 alle 5:04 pm
Ma il foglio non aveva abortito? Quante copie vende due o tre?
28 maggio, 2009 alle 3:04 pm
@82.Ferrara non ha ritenuto di dover pubblicare quella lettera perchè si commenta da sola:ridicola e contro ogni logica.Proprio in base al principio di sovranità popolare il popolo deve essere padrone a casa propria,e decidere chi può starci e chi no.Il razzismo poi è un fenomeno naturale presente in ogni dove ed in ogni epoca,non si vede perchè dovremmo preoccuparcene solo noi…
28 maggio, 2009 alle 2:51 pm
Dieci domande all’Elefantino
Caro direttore, lei è un uomo di spirito pubblico e politico, senz’alcun dubbio, e il suo scambio di lettere con l’amico “rispettabile e venditore di sé stesso” ci ha confusi più di prima. La prego di perdonarmi l’intrusione, ma questo paese mi ha insegnato la libertà e la democrazia, diritti e doveri dei cittadini, l’onestà intellettuale, e per dirla a Tocqueville “il principio della sovranità popolare” con tutti i suoi mali. Ecco la moda del momento, dieci domande per capire meglio questo Belpaese.
1. Signore direttore, come si può combattere il razzismo senza denunciarlo?
2. Signore direttore, come si può combattere il razzismo senza denunciarlo?
3. Signore direttore, come si può combattere il razzismo senza denunciarlo?
4. Signore direttore, come si può combattere il razzismo senza denunciarlo?
5. Signore direttore, come si può combattere il razzismo senza denunciarlo?
6. Signore direttore, come si può combattere il razzismo senza denunciarlo?
7. Signore direttore, come si può combattere il razzismo senza denunciarlo?
8. Signore direttore, come si può combattere il razzismo senza denunciarlo?
9. Signore direttore, come si può combattere il razzismo senza denunciarlo?
10. Signore direttore, come si può combattere il razzismo senza denunciarlo?
Immagino che lei sia molto impegnato a bacchettare il potere corrotto. Quindi basta una risposta. Scelga lei una domanda a caso.
In fede.
28 maggio, 2009 alle 1:33 pm
ad essere precisi di due lettere di tenore uguale è stata pubblicta una nella rubrica invero piccola delle lettere ed è stata data risposta .
oggi altra lettera di mittente centro studi ebraico pubblicata e risposta Ferrara .
Davvero si può parlare di censura ?
come temevo il titolo del post di Gad scatena inutilmente i soliti meccacnismi automatici…………
piacerebbe in questo blog vedere pubblicata lettera dell’avvocato di Lerner in risposta all’articolo e replica di Ferrara .
Se si vuole avere completa documentazione sulla questione che è interessante e degna di un dibattito aperto e con fonti e notizie complete .
anzi consiglerei una rubrica sul blog con tutti i documenti , gli articoli , le lettere , le risposte in ordine cronologico.
28 maggio, 2009 alle 1:08 pm
Ciao a tutti,
ho letto con interesse le lettere qui pubblicate.
Personalemente ritengo che la mancata pubblicatazione della lettera da parte del quotidiano "il foglio" sia una forma di censura verso quella parte della comunità ebraica che non condivide determinati progetti.
Quando si parla di ciò che accade agli ebrei europei nella seconda guerra mondiale, tutti sono d’accordo a condannare l’olocausto.
Il problema nasce quando andando ad analizzare il perchè dell’olocausto, ci accogliamo che la logica sottostante al quell’avvenimento è la medesima di ciò che accade oggi verso non solo i rom, ma anche verso tutti gli immigrati e coloro che come i gay o le prostitute compiono scelte differenti dalla maggior parte delle persone.
Allora verso queste "categorie" di persone si preferisce considerarle un pò meno persone se non "pezzi " e, quindi, negare loro determinati diritti.
La giustificazione è sempre la solita; sono il nostro nemico, sono coloro che intaccano e mettono a repentaggio i nostri valori la nostra cultura.
Sabato scorso sul quotidiano la Stampa vi era un bellissimo articolo in merito al significato d’identità e di cultura, il giornalista ricordava che la nostra cultura è l’insieme di varie culture quali; l’araba, spagnola, francese, ebraica, mongola ecc.
Forse dovremmo ricordare che la cultura italica proprio per le varie dominazioni è ab origine una cultura multietinica e proprio per questo noi non siamo un’etnia,ma siamo un miscuglio di popoli.
In conclusione vorrei ringraziare quella parte di comunità ebraica che con i loro gesti concreti di solidarietà e di denuncia di determinati fenomeni di razzismo, costruiscono un futuro migliore partendo dalla propria memoria.
Agata
28 maggio, 2009 alle 11:57 am
Sono daccordo in generale sugli olocausti, però in tempi di elezioni si dovrebbe con coscienza parlare di più dei razzismi di casa nostra, la Lega nel Veneto ne è un esempio deteriore. Nulla ha fatto per mantenere nelle regione gli asset ed ora vuole propinare ai giovani il dialetto,con soldi pubblici e nelle scuole pubbliche,riducendo così le opportunità di lavoro. Intende inoltre isolare la regione, con tutto scelto in loco, contraddicendo al sua storia, fatta prima di emigranti ed ora di imprenditori globali di successo che ricercano lavoratori stranieri a basso costo, salvo che poi non volerli vedere nelle strade, perchè danno fastidio. La politica dovrebbe spiegare che ciò non va bene, anzichè coccolarli per catturarne il voto sporco. Ho già scritto:
I governanti vanno oltre il razzismo, dialetto veneto nelle scuole, giudici veneti, professori veneti, ecc. E’ questo il federalismo?
Dopo aver aver fatto emigrare, per lo più in Lombardia, le banche ed inoltre le società di servizi per l’utenza, ora il Veneto si vede escluso dalla Tav, ma l’ineffabile ministro Zaia parla di dialetto nelle scuole durante un comizio in veneto su un covone di fieno
28 maggio, 2009 alle 11:37 am
Lettera al Foglio (non pubblicata)
Caro Lerner
mi sembra che sarebbe ora di smettere di piangere gli avvenimenti di 70 anni fa e far finta di non vedere il razzismo violento,la sopraffazione e la criminalità dei sionisti di Israele contro il popolo palestinese soggiogato da un esercito divenuto forte con i soldi dell’occidente,dei nazisti e delle banche svizzere nonchè del popolo tedesco imperituro pagatore.Offendetevi qualche volta per quello che succede oggi e smettete di piagnucolare che nella storia olocausti ben piu’ importanti e crimonali del vostro,sono avvenuti e nessuno ne ha parlato e ne parla poichè è proibito disturbare il manovratore che deve razziare i popoli e ingrassare il capitalismo.
28 maggio, 2009 alle 11:25 am
Conosco poco Ferrara in quanto mi è capitato di leggere sporadicamente il Foglio e devo dire che non mi è mai piaciuto l’orientamento aprioristico degli articoli, poco consono, a mio avviso, ad un quotidiano che intenda dar spazio a dei commentatori politici.
Seguivo talvolta Ferrara in otto e mezzo e se da un lato apprezzavo la sua capacità di sintesi, soprattutto su temi di geopolitica, dall’altro mi sembrava più un commentatore che un intervistatore visto che i suoi, spesso, erano dei soliloqui, peraltro ciò è nello spirito del personaggio, alquanto narcisista ed ingombrante.
Ciò che gli critico è l’opportunismo, ed è perciò che si è lanciato in tante campagne volte crearsi una nicchia e a portare alla fine nuova linfa di consensi al suo mentore, B. Il suo tentativo di presentarsi come cattolico integralista e neocon in salsa italiana, dopo aver difeso Bush ed i neocon della prima ora, l’ho trovato stucchevole e fuori tempo visti i risultati drammatici delle loro risoluzioni. D’altronde il personaggio è fatto così e la sua storia lo dimostra con l’appoggio nel passato a movimenti dell’estremismo comunista che portano il peccato originale dell’attuale frantumazione della sx.
Dispiace tutto ciò perché se fosse più indipendente e propenso ad ascoltare e valutare obiettivamente l’opinione altrui e limitarsi a far trapelare il proprio pensiero in editoriali che traggono una sintesi dalle tante opinioni coagulate dai diversi articoli, potrebbe aumentare la tiratura e mantenere il Foglio con i soli suoi lettori, unico modo per fare del vero giornalismo.
Ma tant’è, integralismo e complesso del best in class sono i suoi tratti.
28 maggio, 2009 alle 11:12 am
74-GAD: sono perfettamente d’accordo. Come in molte vicende recenti, alla fine parleranno i fatti. Ti sei rivolto all’apparato giudiziario, giacchè hai fiducia nelle istituzioni, quindi l’unica verità che conta in questa fase è quella che sarà racchiusa nella motivazione della sentenza.
28 maggio, 2009 alle 10:59 am
non stimo il foglio e immagino che la cosa non riguardi nessuno se non me medesima, ma un giornale serio o un giornalista serio non significa che non ride mai, ma che ti passa delle notizie integre e non come era in uso nella prima repubblica, spogliate dei nomi dei fatti e dei riscontri a piacimento di chi si deve difendere e di chi deve non avere spazio, molti giornalisti di destra e di sinistra hanno lasciato la pelle per essere seri con la S maiuscola, non sto neppure a citarli perchè siete assai più informati di me e lo sapete benissimo, definire il foglio e ferrara serio mi da i brividi, per me è un foglietto.
28 maggio, 2009 alle 10:58 am
Inutile, Il Foglio non ammetterà mai il suo torto. Parleranno i fatti. La mia deposizione come parte lesa è già fissata lunedì 6 luglio prossimo di fronte all’ottava sezione penale del Tribunale di Milano
28 maggio, 2009 alle 10:44 am
hanno torto e puoi dimostrarlo con questi argomenti , fallo .
te lo dice uno che considera il Foglio un giornale interessante e serio , ( per quanto possa essere serio un giornale o un giornalista…..).
28 maggio, 2009 alle 10:23 am
Caro Marco Scamardella, la Lega era potente anche nel 2007 (peraltro è al governo di Milano e Lombardia -teatro dell’incitamento all’odio razziale- da circa vent’anni). E chiunque abbia seguito con spirito non prevenuto i miei resoconti sul blog a partire dal novembre 2007 conosce lo spirito con cui ho agito. Offrendo in pubblico una conciliazione previo riconoscimento dell’errore; rivendicando una sanzione legale che mi basterebbe di natura simbolica; lasciando intenzionalmente fuori dal processo la direzione di Radio Padania onde evitare qualsiasi dubbio sulla libertà d’espressione che deve essere garantita a tutti e dunque pure a quella emittente. Ho agito secondo le procedure legali ma nella massima trasparenza. Il Foglio, da me debitamente informato quando ha deciso di scriverne, ha preferito ignorare questi dati di fatto che contraddicono la sua tesi preconcetta.
28 maggio, 2009 alle 9:36 am
allora non ti capisco , lo sapevano loro ma non i lettori , io non lo sapevo , intelligenza ed efficacai della battaglia avrebbe comportato ribadirlo cogliendo l’occasione pubblica della risposta sul giornale , invece ti sei concentrato sulla potenza della lega prestando il fianco al fatto che all’epoca tu eri contiguo al potere e la lega all’opposizione .
però hai ragione la conduzione di un porcesso è un fatto delicato e per foirza di cose riservato ,non un gioco , semmai un gioco di guerra con le sue simulazioni ed i suoi scenari ,però se per volontà di qualcuno si parla con un certo mezzo di una cosa ,quale è il limite dell’approfondimento e del dibattito ?
quali sono i paletti ?
28 maggio, 2009 alle 9:25 am
Ringrazio Julio (62) per avere ricordato i termini della conciliazione che prima ancora dell’udienza preliminare offrii a Leo Siegel sia in pubblico sia tramite il suo legale. Naturalmente lo sapevano anche al Foglio, ma cosa volete che giene importasse?
28 maggio, 2009 alle 9:22 am
Cavoli che belle parole, che bella morale. I vizi capitali sono stati dimenticati?
28 maggio, 2009 alle 8:43 am
show must go on , è cultura anglosassone , noi siamo cattolici latini ,un’altro momdo che incomincio a rivalutare .
grazie a te Christian dei sereni scambi di opinioni.
28 maggio, 2009 alle 8:38 am
X Marco Scamardella 66
Buongiorno Marco,
piacere di leggerla.
Volevo salutarla, visto che sto uscendo, e dirle che ho molto apprezzato il suo atteggiamento, e di molti di noi, di fronte alla notizia drammatica che ci ha comunicato ieri mattina Linda, di lasciare che il post di Lerner diventasse una sorta di bacheca che attestasse il nostro cordoglio. E la cosa che più mi ha colpito è stato il fatto che questo atteggiamento è stato sentito immediatamente e spontaneamente da noi tutti senza, cioè, che ci fosse una esplicita richiesta di qualcheduno.
Purtroppo qualche nota stonata c’è stata ma voglio pensare sia dovuta al fatto che qualche utente si sia distratto e non abbia capito il dramma che si stava consumando in quelle ore.
Questa intensa commozioe che ha pervaso il blog di Lerner e questo atteggiamento responsabile degli utenti è stata, per me almeno, una piacevole sorpresa. Probabilmente la società civile è di gran lunga migliore di quella che, astrattamente, noi ci figuriamo.
Lo show deve andare avanti… per una volta lo show si è fermato.
E di questo ne sono conento. E desidero ringraziare lei e chi, come lei, ha contribuito a fermarlo.
28 maggio, 2009 alle 8:18 am
Gad
ho capito , del resto la richiesta di parte civile a l’assurda pretesa del tuo avvocato nelal lettera al Foglio che non sia un processo che oppone Lerner a Siegel ma la giustizia con la G maiuscola a Siegel ,come se tu nulla volessi avere a che fare con il subuomo e non fossi stato tu a qurelarlo dimostra una linea a cui ti devi attenere per obbligo di fiducia e correttezza nei confronti del tuo avvocato .
secondo me abagli e rischi di farti male e di far male non solo a Siegel , ma non ho le carte e le conoscenze a parte quanto hai messo in piazza o meglio in società .
28 maggio, 2009 alle 6:58 am
blogghisti segnalo il nostro amico nicola, sull’unità di oggi a pagina 13, si da spazio finalmente alle persone del mondo reale…..
28 maggio, 2009 alle 3:58 am
Caro Gad, ho letto le tre lettere e posso dire a gran voce che l’Italia di destra è razzista e xenofoba. Io ho tanti amici di religione ebraica e ti posso dire in tutta sincerità che sono le persone più miti che io conosca. Non sono banchieri, non strizzano l’occhio ai potenti, non rubano, non sono usurai ma sono semplici persone come lo sono io. Sono rimasto sconcertato dalla risposta di Giuliano Ferrarra, comunque non posso dire nulla. In democrazia può accadere di tutto. Comunque penso che questa destra che ci sta governando sia molto più pericolosa di quello che la gente pensa. Io giro spesso tra le piazze dei paesi della bassa veronese e ti posso dire che questi finti democratici di destra sono razzisti e se potessero rifarebbero quello che è successo in Europa nel secolo scorso. Sì caro Gad, lo dico col cuore in gola, a questi non glie ne frega niente dell’Ebreo, dello straniero del meridionale ecc. Ciao Giannitibe
28 maggio, 2009 alle 1:04 am
em>nessuno #52 Due persone anziane sono state falciate da un sessantottenne bianco: morti. «Forse l’uomo era distratto, forse nonni e nipotino gli sono spuntati davanti improvvisamente» (Corriere on line).Avrebbero scritto così se fosse stato un romeno? o un "negro"? Ora ci sarà la caccia a tutti i sessantottenni bianchi?
Nessuno, sai chi c’era bordo di quell’auto?
Un extra comunitario. Sappiate che a bordo di quell’auto c’era un san marinese. un abitante della repubblica di san marino, l’auto ha targa di san marino. i giornali romagnoli on line, riportano questa notizia stasera.
Forse era un san marinese che abitualmente vive e lavora a rimini; perche’ san Marino è un paradiso fiscale, ma meglio stare a Rimini, sulla costa piuttoste che nell’entroterra…
Forse l’investitore e’ semplicemente un italiano che è riuscito a prendere una bella residenza nella repubblica, ma vive e vegeta in Italia, alle nostre spalle, e tiene i suoi soldi in banca lassù sul monte e evita di pagare le tasse in Italia.
Report ha fotografato la situazione della repubblica bene, chi vive in Romagna lo sa bene!
San Marino ha trattati con l’Italia, ma non fa parte della Comunità Eurepe, sono extra communitari.
Sapete loro non paganano le tasse in Italia eppure percorrono le nostre strade, frequentano le nostre scuole " sposano" le nostre donne, spesso commettono i reati in italia, riciclano i proventi della mafia e il danaro dell’evasione a casa loro. Eppure pochi si sognerebbero di dire sporco sanmarinese! Sporco extracommunitario torna al tuo paese…
Concludo dicendo che dalle cronache locali emerge che il signore sanmarinese che ha travolto nonni e nipote, non se li è visti sbucare all’ultimo momento. Infatti una macchina della polizia si era ferma in una delle due corsie per lasciare passare i pedoni. Questo extracommunitario aveva troppa fretta, ha superato la macchina della polizia, ha tirato dritto e ha spezzato due vite e ha lasciato un bimbo in gravi condizioni sull’asfalto.
Pero’ vogliamo pensare che tutti i sanmarinesi siano dei pirati della strada? No.
Che molti sia un po’ troppo straffotenti pero sì!
Pane al pane vino al vino.
Molti San marinesi sono pidocchi rifatti, si diceva da noi, gente che si è arrichita in fretta, troppo n fretta… tanto in fretta da dover accantonare molti valori e una certa rettitudine. Vi ricorda qualcosa?
Ciao
28 maggio, 2009 alle 12:57 am
A Gad-60: non credo che nessuno pensi che sia un gioco di società e il tuo avvocato avrà le sue ragioni per condurre il processo come meglio crede. Ho recuperato intanto l’articolo che hai pubblicato su "Vanity Fair" e sul blog il 18 novembre 2008 e copio l’ultimo paragrafo:
"Io non mi illudo di far cambiare idea a Leo Siegel, né ho particolari pretese con cui rivalermi. Ma vorrei accompagnarlo in visita alla Casa della Carità di Milano affinché lui faccia conoscenza con le persone che ha offeso: rom, sinti e volontari di don Colmegna. A tal punto Siegel aveva surriscaldato il suo “Filo diretto” –leggere per credere- da propiziare telefonate di ascoltatori scatenati negli insulti e nelle minacce, fino a sentirsi autorizzati a invocare lo sterminio degli zingari.
La storia ci insegna che di solito dalle parole si passa ai fatti. Mi piacerebbe dunque che un tale linguaggio rientrasse nella sfera del proibito senza bisogno di azioni legali. Ma siccome in Italia sta purtroppo succedendo il contrario, cominciamo a verificare se è o non è reato propagandare via radio l’odio razziale."
Non c’era nell’articolo una proposta esplicita di conciliazione, che sarà stata rivolta a Siegel per altre vie. È chiaro però che queste non sono le parole con cui un "Rispettabile" estremista desidera umiliare un "Impresentabile" impaurito, ma la risposta di una persona che non ci sta all’idea di "convivere" con il razzismo e che fa ricorso alla legge per frenarlo.
27 maggio, 2009 alle 11:12 pm
@ 60 Gad
Ciò che leggi è solo frutto di premura, per la causa e per te.
Continueremo a seguirne gli sviluppi e ad impicciarci come la natura umana richiede. (poi io sono una donna, dunque "devo" impicciarmi, chiedere e dare consigli…il petulare è incluso nel pacchetto).
Un bacio e buona notte.
27 maggio, 2009 alle 10:55 pm
Se permettete questo è un processo, non un gioco di società. A tempo debito tutto sarà notificato nelle sedi opportune.
27 maggio, 2009 alle 10:55 pm
@ Julio
A presto, Julio! Spero di rileggerti presto, magari anche in orari non vampireschi…..
27 maggio, 2009 alle 10:50 pm
Cara Tempesta, grazie della segnalazione. Scriverò a Linda anche per la via che indichi. A presto (ho sempre sul mio stemma una leonessa non-rampante)
27 maggio, 2009 alle 10:42 pm
Aggiunta a 54: ho riletto lo scambio tra Gad e Marco e anche il 43 di Tempesta e da ciò si dedurrebbe che Gad non ha fatto pubblica la sua proposta di conciliazione. Se non ricordo male (adesso non ho tempo di andare sull’archivio del blog), quando è nata questa vicenda Gad ha scritto che una ritrattazione pubblica inequivocabile di Siegel sarebbe bastata per chiuderla. Tuttavia non ne sono sicuro. Resta per me chiarissimo, ad ogni modo, che anche se non fosse stato così il ministro Maroni e "Il Foglio" si sono comportati in un modo incivile. Buona serata a tutti.
27 maggio, 2009 alle 10:34 pm
@ 54 Julio
Sono contenta che tu ribadisca (così Gad legge)l’importanza di questo dettaglio a livello pubblico.
Riguardo a Linda, io sono riuscita a mandarle due righe tramite il suo blog. C’è un bottone "contatti" che permette di inviare un messaggio privato (prima però bisogna iscriversi a splinder, una sciocchezza). Ora, dei nostri mex non gliene importerà nulla. Più avanti però, quando li leggerà, saprà che le siamo stati vicino.
Ciao. Buon proseguimento.
27 maggio, 2009 alle 10:29 pm
Due persone anziane sono state falciate da un sessantottenne bianco: morti. «Forse l’uomo era distratto, forse nonni e nipotino gli sono spuntati davanti improvvisamente» (Corriere on line).Avrebbero scritto così se fosse stato un romeno? o un "negro"? Ora ci sarà la caccia a tutti i sessantottenni bianchi?
27 maggio, 2009 alle 10:27 pm
Ciao, cara Tempesta. Sono rimasto sconvolto con la morte del figlio di Linda, che ho appena letto. Tra questo e che devo andare non potrò scrivere molto, ma naturalmente hai ragione, è incredibile che Ferrara e compagnia bella non dicano nulla del tentativo di conciliazione di Gad rifiutato da Siegel (a conferma del fatto che gli estremisti siamo noi…). Un carissimo saluto
27 maggio, 2009 alle 10:16 pm
Buonanotte destriciattolo.
27 maggio, 2009 alle 10:15 pm
notte
a presto
27 maggio, 2009 alle 10:13 pm
Quei puntini mi convincono poco…
Comunque 5 euro è meglio di niente…2 ghiaccioli e autobus andata e ritorno…. (certo che Gad potrebbe darci di più…poi in nero…che schiavista..)