Il malumore e la diffidenza sono divenuti espliciti dopo l’invito del presidente Obama a sospendere le costruzioni dei coloni israeliani nei territori palestinesi occupati. Tanto più che il richiamo è partito dalla Casa Bianca nel corso della visita di Abu Mazen , presidente dell’Anp.
Capisco che un governo di destra fondato sulla retorica dell’intransigenza, come quello di Netanyahu e Liebermann, votati dagli israeliani perchè facciano i duri visto che non pare credibile una pace ravvicinata, è chiamato dalla sua stessa natura a rifiutare il monito di Obama. Però, c’è un però. Stavolta non si tratta solo di una schermaglia diplomatica dopo di che l’America continuerà a sostenere Israele nonostante la disobbedienza. Per due buoni motivi.
Primo. Perchè la politica mediorientale di Obama è sostanzialmente diversa da quella dei suoi predecessori. Ha deciso di provare sul serio una trattativa a tutto campo con l’Iran e la Siria. E potrebbe sanzionare dei governanti israeliani ostili e schiavi del proprio estremismo ideologico fino ad aprire una crisi senza precedenti nelle relazioni tra Gerusalemme e Washington.
Secondo. Perchè l’opinione pubblica americana in tempo di crisi potrebbe rivelarsi mutevole assai nei confronti di un’Israele restio a concedere diritti statuali ai suoi vicini.
Insomma, il governo di destra israeliano potrebbe cadere precocemente se Netanyahu commetterà l’errore di sottovalutare che Obama fa sul serio.
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12 maggio, 2010 alle 6:13 pm
"Se volete rimanere schiavi dei banchieri e pagare il costo della vostra stessa schiavitù, continuate a lasciargli creare la moneta e controllare il credito della nazione." [Sir Josiah Stamp, vecchio governatore della banca d'Inghilterra]
"Chiunque controlli l’ammontare del denaro circolante in un paese e’ il padrone assoluto della sua industria e del suo commercio. E quando capisci che l’intero sistema e’ facilmente controllato, in un modo o nell’altro, da una ristrettissima elite, non avrai bisogno che qualcuno ti spieghi come nascono i periodi di inflazione e deflazione". [James Garfield, 20mo Presidente Usa]
Facendo leva sul riflesso condizionato causato dall’abitudine secolare di dare sempre un corrispettivo per avere denaro, le banche centrali hanno emesso la moneta col corrispettivo del debito, cioè “prestandola”. In tal modo i grandi usurai non si sono solo limitati ad espropriare i popoli dei valori monetari, ma li hanno indebitati di altrettanto, caricando, sin dall’origine, il costo del denaro del 200%.
La riserva aveva un significato quando la banconota era convertibile in oro a richiesta del portatore. È diventata ormai una ridicola sceneggiata, per mascherare la truffa dell’emissione con cui la banca centrale consegue un arricchimento parassitario pari alla differenza – duplicata dall’equivalente prestito – tra costo tipografico e valore nominale della moneta. (G. Auriti)
8 maggio, 2010 alle 11:19 am
ULTERIORI PROVE DEL SIGNORAGGIO BANCARIO IMPERANTE
“… i governi dell’eurozona devono liberarsi dalla convinzione secondo la quale, all’origine dell’attuale crisi di debiti pubblici c’è la dissipatezza dei governi. Non è così. All’origine di questa crisi c’è la pregressa dissipatezza di vasti segmenti del settore privato e , soprattutto, del settore finanziario… un processo di austerità di bilancio che minaccia i settori privati dell’eurozona” (pag.28, la Repubblica, 6/5/10) da queste chiare parole di Paul De Grauwe Professore di economia all’Università Cattolica di Lovanio del Belgio, emerge chiaramente senza ombra di dubbio l’evidenza che il debito pubblico e l’interesse conseguente cui sono soggetti gli stati nazionali non è casusato dai loro stessi bisogni di bilancio bensì da esigenze di emissione di banconote da immettere in circolo a favore del settore privato in particolare di quello finanziario: ammissione lampante dell’esistente sistema del “Signoraggio Bancario” di cui siamo tutti implicitamente schiavi, non tanto per particolare nostra tendenza allo sperpero pubblico, bensì per elementari e intrinseche necessità di carta moneta circolante nella nostra economia per esigenze di normale mercato, di cui le moderne economie finanziarie hanno sempre più bisogno, anche per l’aumentato volume di scambi nel mondo sempre più globalizzato e anche a causa della sempre più aumentata velocità degli stessi grazie alle nuove tecnologie informatiche.
14 marzo, 2010 alle 10:31 pm
Ma vogliamo incominciare a VERGOGNARCI di appoggiare il governo Israeliano?
Da 60 anni tengono in schiavitù un intero popolo facendone costantemente quello che vogliono – l’Onu aveva assegnata a Israele metà Palestina e se la sono presa tutta – parlano ogni tanto di processo di pace e intanto colonizzano l’unica terra che potrebbe diventare il futuro stato palestinese (Cisgiordania)- A fronte di tre morti in un anno per i razzi palestinesi hanno massacrato 1500 persone con i bombardamenti su Gaza (peraltro sempre assediata, senza neppure l’ombra di una possibile ricostruzione dopo più di un anno)
Qualche anno fa il governo israeliano continuava a ripetere che Arafat doveva fare di più per evitare attentati terroristici ; ora che da tempo non ci sono in Cisgiordania più attentati non è cambiato nulla – continuano a fare colonie (Non possono avere altro nome- vedi dizionario) e non ci pensano neppure a dare una terra ai Palestinesi.
Purtroppo sembra proprio vero che le vittime (lager) diventano i peggiori aguzzini.
Ma vi è proprio arrivato da Dio l’assenso per occupare tutta la Palestina ? Alla faccia dell’integralismo islamico !
9 marzo, 2010 alle 10:57 am
defnire netaniau intransigente vuol dire non averlo mai ascoltato, da un giornalista mi aspettavo delle opinioni basate sui fatti piu’ che su discorsi da propaganda.
ps
a nessuno interessava in israele una rottura con gli usa, e gli americani lo sanno, per questo oggi vediamo che nulla di quello che certa gente auspicava e’ successo.
gli americani sono ancora con noi.
6 gennaio, 2010 alle 5:20 pm
6 gennaio, 2010 alle 4:42 pm
ma per cortesia, smettiamola con questo sventolare minacce al ebraismo. oggi il popolo ebraico è più forte che mai, più armato che mai, più alleato che mai, considerando che la federal reserve, ossia la banca centrale americana, e sottolineo centrale ossia privata che immette moneta dal nulla è controllata da lobby di potere che hanno tutti gl interessi che Israele continui produrre una politica incisiva negli avanposti mediorientali. quindi non cerchiamo di continuare a produrre terrorismo mediatico, in quanto oggi si parla di un ribaltamento di diritti umani e di abusi o megli di alcuni agnelli che son diventati lupi…
8 luglio, 2009 alle 7:48 pm
B"H
Che Gad Lerner sia un esponente della sinistra, non mi fa paura. Quello che mi fa paura è l’ebreo che si sveste completamente dal suo ebraismo e nonostante ciò riesce ancora a passare per ebreo e spacciare la sua opinione di sinistra come se fosse una opinione ebraica. Parliamoci chiaro: Lerner è completamente fuori dall’ebraismo e il suo linguaggio è la prova. "Coloni" è un termine peggiorativo oltre che falso. "Territori palestinesi occupati" non ha nulla a che vedere ne con la storia ne con la legalità. Insomma, sembra che siamo di fronte di un’altro articolo disinformato e disinformante, un’altro pezzo di propaganda anti-ebraica disastrosa. Il Presidente Hussein Obama non deve decidere dove possono e dove non possono vivere gli ebrei. Specialmente se si tratta della loro Terra d’Israele biblica.
17 giugno, 2009 alle 10:32 pm
Quando, appena eletto nel 1977, Begin fece il duro nei confronti di Carter, un presidente Usa che pure voleva arrivare a una ‘soluzione globale’, ad alcuni commentatori (Itzhak Rabin, per esempio) sembrò che in questo modo il governo israeliano stesse senza volerlo svincolando gli americani dall’impegno precedentemente preso con Israele di concordare la linea politica a cui attenersi nei confronti degli arabi. Il pungo duro mostrato da Begin, insomma, liberò gli americani dall’impegno di coordinarsi con Israele prima di prendere iniziative nei confronti degli Stati arabi riguardo al conflitto.
Allora non si arrivò a una pace globale, ma solo al trattato (pace separata) tra Israele ed Egitto e il conflitto continuò come sappiamo.
Mi chiedo se è vero, come in sostanza scrive Gad, che la politica dell’estremismo e dell’intransigenza non paga. Obama è certo molto più brillante (nonchè carismatico) di Carter, ma questo basterà?
2 giugno, 2009 alle 7:53 pm
Salve Giancarlo.Antinori. razie della tua risposta, informativa. Puntualmente, mi hai fatto un aggancio risalendo ad altro fatto precedente. Ammetto senza vergogna che sono a corto di argomenti fattuali riguardo le motivazioni che spinsero gli arabi a fare ciò che fecero con Lawrence d’Arabia (mosso dal mio pregiudizio, che ammetto, mi verrebbe da dire… forse per danaro dato ad alcuni loro leader, ma davvero non ne so nulla). Mi prenderò in biblioteca il testo che mi suggerisci.
Certo Versailles frustrò molti popoli, ivi incluso il nostro. Io penso che la vittoria di Vittorio Veneto fu davvero il giro di boa che permise alla prima g.m. di finire come finì, il riconoscimento fu nullo. L’Italia, per loro interesse di cassa, è sempre stata trattata male dai nostri "fratelli" nord europei (anche oggi è palese), poi, secondo me, sono peggio loro e stanno peggio loro (è tutta invidia).
Hai comunque perfettamente ragione, Vittorio Emanuele, che odiava il germanico, non si sarebbe mai alleato con loro se non fosse stato platealmente umiliato e rigettato dagli anglo francesi. La nascita del fascismo è in parte dovuta a questo, in parte già alla faziosa violenze delle sinistre: le leghe contatide affamavano i contadini ebraccianti cattolici o che comunque non prendevano la tessera del PCI… anche qui non è cambiato molto.
Io, comunque, ribadisco, non grido "viva il duce".
In compenso noto che quel perfido di Gad, indirettamente usa il termine per Berlusconi. Trovo la cosa inaccettabile.
giancarlo
2 giugno, 2009 alle 7:35 pm
Caro Giancarlo, ci fermiamo qui dato che certo non cambieremo di visione (*). Solo una cosa "andando indietro" troverai che il famoso Lawrence d’ Arabia aveva fatto quello che ha fatto durante la prima guerra mondiale solo grazie alle popolazioni arabe che si erano gia’ ribellate ai turchi e volevano l’ indipendenza . Molto prima degli ebrei . Furono "fregati" alla Conferenza di pace di Versailles. Se ti capita compra il libro di Mac Millan " Paris 1919 . non lo dico per questo, ma te lo suggerisco anche perche’ – ahime’ ci trovi una descrizione di noi italiani visti da americani, francesi ed inglesi come poco piu’ che accattoni – nonostante i nostri seicentomila morti.
Viva il Duce – direi con te – ed il prestigio da riconquistare. Se c’e’ stato il fascismo in Italia e’ anche per la cecita’ e l’ egoismo inglese e francese, sia allora che nel decennio seguente. Poi fu roppo tardi…
(*)Cmq sull’ argomento ci divide non la storia , ma l’ exit strategy..
1 giugno, 2009 alle 9:38 am
Giancarlo.Antinori, ti auguro una buona e proficua giornata di lavoro.
Quanto tu ricordi mi preoccupa, certo. Nè sono dgiuno di cosa irgun ed hagana abbiano fatto negli anni precedenti la risoluzione ONU che definiva la nascita di DUE STATI INDIPENDENTI e di dimensioni analoghe.
Deto quanto sopra, potrei (con arrogante superbia) sostenere che con ciò ho detto tutto e "I rest my case".
Aggiungo invece che nella storia risalire al fatto precedente è cosa utie e necessaria, ma spesso ti porta a dover risalire ad altro fatto ancor precedente. Quanto dirò ora, quindi, potrà certo essere ribattuto. Resta però fattuale: i palestinesi non avevano mai neppure immaginato di avere uno stato loro. Erano stati da sempre sotto il dominio di qualcun altro, ultimi gli ottomani e poi gli inglesi. Quindi, per assurdo, si potrebbe dire che gli ebrei, lottando per un loro stato, avevano ottenuto, come vantaggio collaterale, uno stato per i palestinesi.
Costoro, supportati con consiglio ed armi dai loro amici correligionari, decisero hce non stava loro bene.. il resto lo sappiamo.
Poi, se volessi fare il parac. potrei anche dirti che gli ebrei in quella terra c’erano gia da molti secoli, quando, verso l’XI secolo a.C. arrivaroni i Philistin , gli antenati dei palestinesi.
Le derive mi preoccupano ed il mondo come è strutturato oggi sembra terreno ideale per fomentare estremismi, ma mentre sono fiducioso che nella aperta, variegata e democratica socità israeliana siano già ben radicati gli anticorpi per qualunque deriva, non mi sempra che si possa essere altrettanto fiduciosi per l’altra parte.
giancarlo
i