Oggi “Il Foglio” pubblica altre due lettere sulla mia denuncia per istigazione all’odio razziale di un redattore di Radio Padania. La prima è di Riccardo Calimani, noto scrittore, presidente del Museo Nazionale dell’Ebraismo e della Shoah istituito di recente con sede a Ferrara. La seconda è di Riccardo Pacifici, presidente della Comunità Ebraica di Roma.
Caro direttore,
ho letto con stupore la pagina dedicata al caso Lerner Siegel perché il sarcasmo di cui è stato oggetto Gad è francamente fuori misura.Il tema, fondamentale e molto serio, che agita questo dibattito è il seguente:la libertà di pensiero è lecita fino al punto da essere aggressiva nei confronti di soggetti deboli ed esposti a possibili violenze? A me pare evidente che la risposta non possa essere che negativa. Sono un fautore di ogni libertà di critica e di pensiero, ma non al punto che altri individui vengano danneggiati con la violenza da idee discriminanti. Su questa tema sarcasmi e ironia sono fuori luogo perché nel nostro paese si assiste ogni giorno in forme, più o meno, subdole ad un progressivo e triste deterioramento dei rapporti sociali ed è allora evidente che occorre fare molta attenzione e che ogni forma di vigilanza è auspicabile.
Naaturalmente si può discutere di tutto e il dibattito è benvenuto, ma l’articolo dedicato a Lerner si sforzava di denigrarlo sottilmente senza prestare minimamente attenzione alle sue preoccupazioni che credo ben legittime, ben motivate e in ogni caso che meritano una riflessione pacata e non polemica.
Credo che Ferrara, di cui apprezzo intelligenza e originalità questa volta farebbe bene a farci un modesto pensierino. Posso capire il gusto polemico che spinge due amici al confronto, ma non posso capire che si dimentichi e perdere di vista il tema cruciale che agita le coscienze di tutti noi.
Non possiamo dimenticare che i rom sono tra coloro che certo soffrono le vicende della crisi economica con particolare intensità e spesso non hanno voce per esprimersi come forse vorrebbero
cordialmente
Riccardo Calimani
Caro Direttore,
proprio perché stimo da sempre il tuo lavoro che non riesco a trattenermi
dalla necessità d’intervenire per come hai “liquidato” la scorsa settimana
la denuncia di Gad Lerner contro l’abuso di un linguaggio che potrebbe
essere letto come “istigazione all’odio razziale”, in particolare da parte
di chi ha la responsabilità di gestire radio, tv, giornali. Con Gad Lerner
mi dividono tante cose, sia all’interno del dibattito nelle nostre Comunità
che nello stile con cui esprime vicende di politica nazionale. Se posso
essere ancora più esplicito: siamo proprio in antitesi. Ma qui non e’ in
gioco la libertà d’opinione ne la necessità d’intervenire in difesa di un
amico. Quando un giornalista aggredisce verbalmente “l’ebreo” colpevole di
difendere i Rom e li accomuna nell’insulto blaterando di “usurai” e “ladri”,
non si può essere indulgenti ne indifferenti. Tanto meno vale come
attenuante che il giornalista esprima un diffuso pregiudizio popolare. Anzi
questa è un aggravante!!!!
La Comunità Ebraica sente uno speciale dovere di vigilanza contro ogni
manifestazione o sentimento di razzismo e xenofobia. Sopratutto quando
si colpiscono altre minoranze. Tale vigilanza, se necessario, si esercita
anche in Tribunale e non comporta affatto l’obbligo di adeguarsi al
pensiero unico di “don Colmegna, Tettamanzi, Manconi, Fazio e Lerner”, come
temi, ma solo il rispetto della legge e della nostra Memoria.
Con immutata stima e affetto ti invio il mio cordiale shalom,
Riccardo Pacifici





2 giugno, 2009 alle 1:59 pm
anche se oggi non fa poi così caldo , mi auguro che nessuno di voi pensi di installare nessun forno crematorio ne qui , ne in palestina.
dopo che i sionisti ottennero il proprio stato , ebbero bisogno di una legittimazione pubblica , un atto di forza della propria nazione. fu così che rapirono eichmann in argentina e fecero il loro processo storico , che doveva in qualche modo mettere la pietra per la fondazione.
di tutto questo processo la questione più importante è che tra le accuse l’unica rilevante per i giudice era "crimini contro il popolo ebraico" , attenzione non crimini contro l’umanità.
tra i sionisti , è ancora forte l’idea che il disegno divino sia stato compiuto , e che il sacrificio degli ebrei era frutto del volere di un intero popolo , erano gli ebrei che si volevano sacrificare , di sicuro rimane che i sionisti ed i capirabbinici non volevano sacrificarsi anche perchè all’indomani della guerra , comunque essa finisse il nuovo stato di israele aveva bisogno di una guida.
altri sionisti ritengono colpevoli quei maledetti ebrei che durante il primo novecento non accettarono di trasferirsi in palestina a colonizzare la terra promessa (ai sionisti) in fattorie a ridosso delle autorità palestinesi (sotto il protettorato inglese).
credo che se i nazisti hanno commesso crimini contro l’umanità , le altre nazioni crimini di guerra , in un inferno senza scampo , i sionisti da par loro hanno commesso crimini contro dio(e ancora non hanno smesso).
2 giugno, 2009 alle 12:19 pm
@ Gad
X quanto riguarda il sig. Calimani.
ha messo a fuoco il problema, in un modo disarmante ( e anche con un gran bel modo di esprimersi….).
E ha ragione a dire che hanno tentato di buttarla sul ridicolo, mentre il rischio che ci si rifaccia a certi appelli è reale e pericoloso.
Ha ragione ed è importante sottolinearlo.
E’ molto bello anche che il sig. Pacifici dica questo ed è chiaro che si tratti di una reale posizione della comunità ebraica.
Però, queste due lettere fanno sorgere un dubbio.
Se da una parte, la comunità ebraica condivide la tua azione e ha deciso di sostenerla…potrebbe essere che la stessa si senta coivolta anche perchè a muoverla sei stato tu, esponente un bel pò in vista? E dunque si senta coinvolta anche negli eventuali esiti e sviluppi, nel timore che non siano necessariamente tutti positivi?
Come dice il sig.Pacifici "essa ha uno speciale dovere di vigilanza" e questo è nobile e generoso, ma anche "ovvio", in quanto vittima degli stessi crimini anche in tempi storici recentissimi e in parte anche a causa del sottovalutare tale pericolo all’epoca.
Che la Comunità ebraica ti stia vicino e condivida, non ho dubbi.
Il mio dubbio è che non si senta però, coinvolta suo malgrado, in previsione di una eventuale strumentalizzazione dell’esito da parte della lega, ipotesi non remota.
Non sarebbe meglio evitare paralleli con l’episodio ebraico e puntare tutto sul fatto in sè, che già palesemente è grave ed esplicito?
1 giugno, 2009 alle 5:56 pm
Imparo in fretta Onny
1 giugno, 2009 alle 5:51 pm
#61 ecco, diglielo, Henriette.
1 giugno, 2009 alle 5:42 pm
GiampaoloSartori 60-???????? non fa poi così caldo,oggi!!!!!
1 giugno, 2009 alle 3:12 pm
mancando le parole scritte sul foglio , non si può avere una visione completa.
detto ciò. è evidente che ancora una volta il silenzio ebraico rispetto all’opera del sionismo israelita , artefice de l’odierna segregazione raziale , e delle pratiche genocide in palestina , non ultime il migliaio di vittime civili ed innoccenti prodotte nella shoah di gaza , rispetto alla quale israele rifiuta le convenzioni che puniscono i crimini di guerra ed i crimini contro l’umanità.
ed è questa , la questione che la comunità ebraica deve affrontare. la questione di lerner e della denuncia su dei commenti xenofobi , non esclude per nulla una visione razzista e genocida.
ancor peggio può sembrare una farsa portata avanti dalla comunità ebraica.
purtroppo la memoria , se non passa , muta. alcuni elementi storici credo farebbero capire l’impronta del presente , e quali sono le ideologie che si perpetrano.
prima e durante la seconda guerra , il movimento sionista aveva una intesa con il partito nazista per il raggiungimento del mutuo obiettivo di una germania ripulita ed un nuovo stato ebraico in palestina. le prime leggi razziali non scovolsero per nulla i sionisti ed i capi rabbinici perchè di fatto ufficiliazzavano la pratica che un ebreo poteva sposare solo un ebreo , e rendevano più forte l’identità ebraica. tra i campi di concentramento ne esistevano almeno due , dove gli ebrei erano trattati in maniera privileggiata , questi qui erano capirabbinici , sionisti , e uomini estremamente illustri , alcuni di loro avevano speciali permessi per girare la germania e visitare anche gli altri campi , e qualora volessero pure di andare nelle fattorie israeliane in palestina;
in diversi campi e nei ghetti , esisteva una polizia ebraica , e le camere a gas per lo più furono costruite ed azionate dagli stessi ebrei.
la seconda guerra fu una lotta tra nazioni e supernazioni , tutti contro tutti , dove alla fine , come premio ai sionisti è stata data una nazione.
1 giugno, 2009 alle 2:19 pm
57 Giancarlo Non ho mai preteso che tutti la pensino come me; credo, comunque, che molti concordino con quanto ho scritto.
1 giugno, 2009 alle 11:39 am
Buon giorno a tutti.
Come va ragazzi?
1 giugno, 2009 alle 11:18 am
Nessuno: molti pensano che tu ti sbagli.
giancarlo
1 giugno, 2009 alle 11:16 am
38 Giulio Il nostro Paese – anch’io sono italiano al 100%, ma non vedo che cosa questo importi – è deturpato e oltraggiato, molto più che dai Rom, dagli italianissimi membri del nostro governo, con la loro palese incapacità, i loro condoni, i loro comportamenti decisamente immorali…
31 maggio, 2009 alle 11:00 pm
Al volo.
Ringrazio Giancarlo Antinori per le sue parole gentili e a Francesco dico soltanto che, forse più di lui, detesto l’appiattimento e le omologazioni.
Proprio per questo, e l’ho detto più volte su questo blog, considero l’immigrazione, oltre che un fenomeno epocale, una vera opportunità a cui bisogna prepararsi per coglierla al meglio.
Attualmente io vedo nel nostro Paese non tanto diversità, quanto una grande paura delle diversità, anche comprensibile di fronte a un fenomeno così nuovo.
Per affrontare queste paure temo che le griglie ideologiche siano del tutto inadeguate, sia in un senso che in un altro. E ancora meno adeguati mi sembrano le accensioni di allarmi irresponsabili e di focherelli razzisti. Gli incendi ci mettono poco a divampare.
31 maggio, 2009 alle 9:40 pm
A Valeria. Io non la vedo tanta discriminazione, vedo "diversità" eppoi non è mai esistito(per fortuna) un paese senza discriminazione o diversità altrimenti saremmo tutti appiattiti ai precetti del vangelo e del comunismo, cioè: essre tutti uguali. Sarebbe una cosa tristissima e una noia mortale.
31 maggio, 2009 alle 8:35 pm
Valeria 52.
Valeria purtroppo bisogna prendere atto della realta’. InItalia siamo ancora guelfi e ghibellini. Anzi , quella era roba seria, Oggi e’ tra Milan e Juve o Coppi e Bartali.
Un caro saluto, scrivi molto bene e ti leggo sempre con interesse, anche se non commento per evitare di allungare le catene.
31 maggio, 2009 alle 8:24 pm
Be’, caro Francesco (51), mi spiace ma non intendo espatriare. Preferisco lavorare per il miglioramento del mio paese, piuttosto che fuggire dalle sue disgrazie. Questo, per me, si chiama amore.
Solo per inciso: per quali alchimie mentali si arriva a pensare che le critiche ad alcuni, anche se sostanziali, aspetti di un Paese equivalgono a lodi indiscriminate per un altro Paese, criticabile sotto altri (e per molti versi simili) aspetti, è cosa che a me rimane del tutto incomprensibile.
La stessa cosa vale per i giornali. Le critiche al Foglio, a Libero e al Giornale non valgono come una dichiarazione di fiducia illimitata per Repubblica o per il Corriere.
Non so perché in un Paese in cui c’è tanta discriminazione a livello sociale, si faccia tanto fatica ad operare delle discriminazioni logiche o soltanto argomentative.
Ma forse le due cose sono correlate.
31 maggio, 2009 alle 7:47 pm
X Valeria (49)
Scusa Valeria, ma leggi ancora quell’" autorevole" giornale La republica?
Se ti sembra tanto degradato il nostro paese,perchè non vai a vivere in Arabia Saudita dove le donne si vestono come vogliono.(come vogliono i mullha intendo: