Mi dispiace per i tifosi di Oriana Fallaci e per tutti i propugnatori nostrani dell’”armiamoci e partite”. Ma il presidente degli Stati Uniti aveva il dovere di provarci e con il discorso pronunciato oggi al Cairo ha preso definitivamente le distanze dai teorici del conflitto di civiltà. Proprio perchè mi sta specialmente a cuore la sicurezza dello Stato d’Israele sento di dovergli un doppio ringraziamento. Coltivare l’estraneità ai propri vicini, illudersi di sottometterli con la forza militare, tecnologica, finanziaria, sono esercizi di vano rinvio quando invece c’è un ordine mondiale da ricontrattare. Nè si può impostare il negoziato globale partendo dal presupposto che l’islam sia una cultura di per sè antagonista, riducendolo alle sue espressioni terroristiche.
Griderà magari allo scandalo chi oggi vede interessarsi al discorso di Obama lo stesso movimento di Hamas. Ma chi cerca davvero il compromesso sa bene da tempo che anche i guerrieri nemici vi debbono essere infine coinvolti. Esile è il filo della speranza, ma era doveroso provarci.
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12 maggio, 2010 alle 6:12 pm
"Se volete rimanere schiavi dei banchieri e pagare il costo della vostra stessa schiavitù, continuate a lasciargli creare la moneta e controllare il credito della nazione." [Sir Josiah Stamp, vecchio governatore della banca d'Inghilterra]
"Chiunque controlli l’ammontare del denaro circolante in un paese e’ il padrone assoluto della sua industria e del suo commercio. E quando capisci che l’intero sistema e’ facilmente controllato, in un modo o nell’altro, da una ristrettissima elite, non avrai bisogno che qualcuno ti spieghi come nascono i periodi di inflazione e deflazione". [James Garfield, 20mo Presidente Usa]
Facendo leva sul riflesso condizionato causato dall’abitudine secolare di dare sempre un corrispettivo per avere denaro, le banche centrali hanno emesso la moneta col corrispettivo del debito, cioè “prestandola”. In tal modo i grandi usurai non si sono solo limitati ad espropriare i popoli dei valori monetari, ma li hanno indebitati di altrettanto, caricando, sin dall’origine, il costo del denaro del 200%.
La riserva aveva un significato quando la banconota era convertibile in oro a richiesta del portatore. È diventata ormai una ridicola sceneggiata, per mascherare la truffa dell’emissione con cui la banca centrale consegue un arricchimento parassitario pari alla differenza – duplicata dall’equivalente prestito – tra costo tipografico e valore nominale della moneta. (G. Auriti)
8 maggio, 2010 alle 11:19 am
ULTERIORI PROVE DEL SIGNORAGGIO BANCARIO IMPERANTE
“… i governi dell’eurozona devono liberarsi dalla convinzione secondo la quale, all’origine dell’attuale crisi di debiti pubblici c’è la dissipatezza dei governi. Non è così. All’origine di questa crisi c’è la pregressa dissipatezza di vasti segmenti del settore privato e , soprattutto, del settore finanziario… un processo di austerità di bilancio che minaccia i settori privati dell’eurozona” (pag.28, la Repubblica, 6/5/10) da queste chiare parole di Paul De Grauwe Professore di economia all’Università Cattolica di Lovanio del Belgio, emerge chiaramente senza ombra di dubbio l’evidenza che il debito pubblico e l’interesse conseguente cui sono soggetti gli stati nazionali non è casusato dai loro stessi bisogni di bilancio bensì da esigenze di emissione di banconote da immettere in circolo a favore del settore privato in particolare di quello finanziario: ammissione lampante dell’esistente sistema del “Signoraggio Bancario” di cui siamo tutti implicitamente schiavi, non tanto per particolare nostra tendenza allo sperpero pubblico, bensì per elementari e intrinseche necessità di carta moneta circolante nella nostra economia per esigenze di normale mercato, di cui le moderne economie finanziarie hanno sempre più bisogno, anche per l’aumentato volume di scambi nel mondo sempre più globalizzato e anche a causa della sempre più aumentata velocità degli stessi grazie alle nuove tecnologie informatiche.
10 giugno, 2009 alle 2:15 am
Sempre in tema di rapporti tra la fede, lo spirito e la politica
http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/genova/2009/06/09/AMeMYheC-complici_farinella_berlusconismo.shtml
i Vescovi italiani, nella prolusione e nella conferenza stampa della 59/ma Assemblea Generale della Cei che si è svolta a fine maggio, avrebbero trattato con troppa «delicatezza la questione morale che investe il nostro Paese a causa dei comportamenti del presidente del Consiglio». «Lei e il segretario della Cei – scrive don Farinella rivolgendosi al card. Bagnasco – avete stemperato le parole fino a diluirle in brodino bevibile anche dalle novizie di un convento. Eppure le accuse sono gravi e le fonti certe». «Né lei né i vescovi – prosegue il testo – avete detto una parola inequivocabile su un uomo, capo del governo, che ha portato il nostro popolo al livello più basso del degrado morale, valorizzando gli istinti di seduzione, di forza/furbizia e di egoismo individuale».
Per don Farinella, tra i motivi del silenzio dei vescovi la promessa dei finanziamenti alle scuole private. Però, continua il sacerdote genovese nella lettera aperta indirizzata al card. Bagnasco, «molti cominciano a lasciare la Chiesa e a devolvere l’8 per mille ad altre confessioni religiose». Come conseguenza, ha scritto ancora don Farinella, «il popolo credente e diversamente credente si divide in due categorie: i disorientati e i rassegnati». «I primi – ha spiegato – non capiscono perché non avete lesinato bacchettate all’integerrimo e cattolico praticante, prof. Romano Prodi, mentre assolvete ogni immoralità di Berlusconi». I secondi «stanno ancora peggio perché concludono che se i vescovi non condannano Berlusconi e il berlusconismo, significa che non è grave e passano sopra all’accusa di pedofilia, stili di vita sessuale con harem incorporato, metodo di governo fondato sulla falsità, sulla bugia e sull’odio dell’avversario pur di vincere a tutti i costi».
9 giugno, 2009 alle 8:59 pm
x David Del Pistoia
grazie per i consigli letterari e scusa se rispondo solo adesso al tuo garbato commento.
Preciso che la "semplificazione" sui rapporti tra USA e mondo arabo e musulmano (all’interno del quale sono presenti notevoli differenze) era per riassumere un dato di fatto: l’odio per gli USA, presente in passato solo nelle frange arabe e musulmane più estremiste, negli ultimi anni si è esteso anche a settori non estremisti delle società di quei Paesi. Era importante, è importante vincere questa diffidenza e Obama, secondo me, ha iniziato a percorrere il lungo e faticoso cammino verso la pace.
Ciao.
7 giugno, 2009 alle 8:49 am
Qualsiasi tentativo di districare il ginepraio mediorientale è benvenuto e va incoraggiato, a patto che tenda non solo alla pace (intesa come non-guerra o … pace "eterna"), ma necessariamente anche alla giustizia, che non può esserne disgiunta, pena un eterno "ritorno daccapo". Ci sono sempre le incognite: israele, una società in ostaggio della casta politico-militare, i regimi pseudo dittatoriali, al potere solo con i soldi esterni (compresi i nostri), movimenti estremisti poco governabili, che ingrassano sul malcontento verso i governi e l’ipocrisia occidentale. Per evitare che l’odio continui a vincere, è necessaria una serena ammissione di responsabilità e, soprattutto, sostenere la gente comune, accettando che possa scegliere liberamente anche con il voto (ricordiamo la Palestina). Oggi primo banco di prova: le elezioni in Libano, probabilmente con vittoria dell’opposizione (non solo Hezbollah, ma anche Arancioni di Aoun, Armeni, Franje..); la reazione occidentale al verdetto sarà significativa per capire se i tempi stanno cambiando. Benvenuto Barack Hussein Obama!
6 giugno, 2009 alle 7:32 pm
Griderà magari allo scandalo chi oggi vede interessarsi al discorso di Obama lo stesso movimento di Hamas
E pensare, caro Gad, che D’Alema poteva essere nella storia: se solo anzichè andare a braccetto con Hezbollah per le vie di Beirut, ci fosse andato con Hamas e se solo fosse stato un pò più abbronzato e un pò più americano e se solo avesse avuto il timbro di voce di Obama e sopratutto avesse pensato di tagliarsi quei baffetti anacronistici e che fanno tanto Risorgimento. Pensa tu, caro Gad, che un’Obama lo avevamo in casa! Come è bislacca, a volte, la storia! E guarda che c’ho le foto per poterlo affermare, non dico cose campate a vanvera. Tutto letto, firmato e sottoscritto nella mia 24 mm.
6 giugno, 2009 alle 6:55 pm
Mi sarei aspettato,su questo blog,qualche analisi un pò più seria,al di là delle legittime opinioni.Ma noto sempre lo stesso ritornello: Berlusconi. E’ pazzesco,siete davvero malati di berlusconismo,è una patologia,la vostra. Non sapete volare più alto,anche criticando,senza rendervi meno ridicoli? Un pò più d’onestà intellettuale,di cultura politica,meno odio,non vi farebbe male.Se volete continuare così,fate pure…Cero che siete davvero oltre la frutta.
6 giugno, 2009 alle 6:46 pm
Lerner,"ringrazi doppiamente" Obama per Israele,quando però l’Iran si doterà della bomba nucleare, se ne pentirà amaramente.Ma si rende conto delle castronerie che dice,al di delle opinioni? Chi vuole lo scontro di civiltà, l’occidente? Chi sono i terroristi,gli ebrei e i cristiani,che tagliano le teste?
6 giugno, 2009 alle 4:59 pm
Obama al Cairo è stato un grande: a mio avviso un leader islamico di tale spessore, e per di più che è andato alla conquista della casa bianca, l’islam non lo ha mai avuto. Se questo uomo ha veramente acceso la speranza nei cuori dell’islam, di certo l’ha spenta nel mio. Un discorso così fa acqua da tutte le parti. Ma comunque io ad Obama dò il massimo credito: perchè se fallisce (e fallirà), avremo la prova provata che alcun meticciato è plausibile e possibile con l’islam. Ed a quel punto anche la coerenza imporrà a Lerner di doversi arrendere. Perchè se non ce la fa Obama (e non ce la farà), chi mai potrebbe farcela?
6 giugno, 2009 alle 12:20 am
un’analisi ben fatta
http://www.ilmanifesto.it/archivi/commento/anno/2009/mese/06/articolo/887/
grazie Obama, finalmente un costruttore di pace! Liberaci anche da Berlusconi e dalla Lega!
5 giugno, 2009 alle 8:05 pm
raccontaci anche quando i tuoi amici tedeschi , pochi decenni prima , emigrarono in Polonia, e Russia a portare regali di natale. E per dispetto il tuo avo "benito benito" andò Albania e Grecia, e poi Russia per portare gli spaghetti anche a loro. In fondo non sono passati molti anni. Poco più di 60. Nemmeno una vita .Suvvia oggi abbiamo i loro nipoti al potere
5 giugno, 2009 alle 5:08 pm
Ci vorrebbe un pò di più coraggio nel fare le analisi. Oggi come oggi Obama (e dico Obama, non america), è egli stesso un "laboratorio" per la risoluzione del conflitto di civiltà. Obama è l’avanposto di questa operazione: bene. Ed allora tu gad non puoi venire a dirci dapprima che Obama ha preso definitivamente le distanze dai "teorici" e poi chiudere l’intervento prefigurando che è "esile" la speranza. Qui devi essere chiaro. Perchè se la speranza è esile, allora nel mondo non esistono solo dei teorici del conflitto di civiltà, ma il conflitto è in atto nei fatti. E se comunque poi dici che è esile la speranza, allora avremo la dimostrazione inteplanetaria del fallimento non solo di Obama, ma della teoria del meticciato. Perchè se non ce la fa lui, non ce la può fare proprio nessun altro. Quindi attendo Obama al verdetto.: che sarà una sentenza passata in giudicato.
5 giugno, 2009 alle 4:55 pm
Miti 149
5 giugno, 2009 alle 4:55 pm
veramente qui qualcuno si permetteva di scrivere Mussolini persona in gamba ed io mi becco l’insulto del nullismo di sinistra fasciorosso di essere fascista .
Il comnismo lo abbiamo vissuto tutti a partire dal 48 sino al 89 e ancora dopo con il terrorismo e le schifezze di contorno .
Magari qualcuno negli anni 70 aveva amici o girava con difficoltà nell’est invaso ed in catene . Se vuoi ti racconto la frontiera ferroviaria con la Cecosloivacchia il ponte con le torce sotto e i pastori tedeschi per controlare che nessuno scappasse ad ovest ( a proposito di meoria storica )
5 giugno, 2009 alle 4:19 pm
Obama forse non ce la farà a trasformare tutto il detto in fatto. Non c’è dubbio però , che abbia dato il là ad una nuova idea di rapporti politici , soprattutto con quelle nazioni o popoli dell’area medio orientale. Questo gli va riconosciuto , e va ammirato per il coraggio .
Ora la palla è passata agli altri , Israele compresa . Vedremo e speriamo