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Dal doppiopetto alla camicia verde

venerdì, 5 giugno 2009

Rassegna Stampa

Dal doppiopetto alla camicia verde

Questo articolo è uscito su “Repubblica”.
Conferendo in anticipo la guida del prossimo governo regionale veneto alla Lega, Berlusconi compie una scelta di portata strategica. Una (apparente) rinuncia, la sua, dettata nei tempi forse dall’istinto più che dal ragionamento, visto il danno che arreca al Pdl locale nello sprint di fine campagna elettorale. Eppure tale mossa era prevedibile. Bossi è stato per Berlusconi prima un maestro di politica che un alleato. Affermandosi nei territori del Nord come fondatore di una nazione artificiale, egli ha introdotto quel modello di leadership populista che Berlusconi ha saputo poi replicare su vasta scala con le sue armi mediatiche.
L’articolazione futura della destra italiana prevederà dunque il consolidamento di un partito di raccolta nelle regioni settentrionali. In quel partito hanno ritrovato legittimità pulsioni e culture radicate da secoli nei territori settentrionali, non ultima un’antica tradizione reazionaria le cui origini sono ben rintracciabili nell’Italia preunitaria.
L’istinto berlusconiano riconosce tali energie popolari, poco importa se venate di localismo e xenofobia. Mira dunque a incanalarle, allargando la fetta di torta destinata a Bossi, pur sapendo di rendere così croniche le differenze tra la destra italiana e gli altri partiti conservatori europei. Un banale calcolo di marketing elettorale gli preclude la netta separazione osservata da Sarkozy, Merkel, Cameron nei confronti delle loro destre populiste. Perché la sintonia che egli stesso ha instaurato con l’elettorato prevede siano assecondati i comportamenti antisistema. A suo modo, è un po’ leghista anche lui.
Se dunque nel 2010 avremo una Regione Veneto presieduta da Flavio Tosi o Luca Zaia, dopo che già alle elezioni politiche del 2008 la Lega vi aveva raggiunto il Pdl a quota 27%, non sarà solo perché così facendo Berlusconi spera di mantenere il controllo della “sua” Lombardia. L’autonomismo veneto affonda le sue radici in una sorta di Vandea cattolica mai davvero sconfitta né dall’illuminismo né dal Risorgimento, impregnata com’era di diffidenza della terraferma nei confronti del cosmopolitismo veneziano. E’ vero che senza la guida unificante di Bossi quel movimento sarebbe rimasto marginale. Ma neppure va dimenticato che mentre il leghismo lombardo incorreva nella sconfitta di Malpensa e nelle malversazioni del clientelismo varesotto, al contrario il leghismo veneto esprimeva modelli a loro modo vincenti: dall’autoritarismo trevigiano dello sceriffo Gentilini, all’ordinanza antisbandati del sindaco di Cittadella. Fino alla conquista di Verona, dove l’astro nascente Tosi è riuscito perfino a condizionare la Fondazione bancaria nella vicenda della ricapitalizzazione Unicredit. Da controllori del territorio, gli amministratori della Lega hanno intrapreso la scalata del potere, ma sempre presentandosi come oppositori del sistema fino al limite dell’estremismo nel culto di “sangue e suolo”. Ciò spiega perché non potesse esaudirsi l’auspicio di Massimo Cacciari, cioè l’alternativa di un partito territoriale di sinistra in una regione di quasi cinque milioni di abitanti: qui da sempre il localismo è per sua natura conservatore, intessuto di nostalgia e familismo. Per lo stesso motivo Berlusconi dopo quindici anni dà il benservito al presidente Giancarlo Galan e alla sua speranza impossibile di fondare una Forza Italia veneta.
Già provato dalle tensioni dell’autonomismo siciliano, con la crisi della giunta Lombardo, il Popolo della libertà cede ora il passo al Nord. Un partito costruito su misura per obbedire al suo fondatore, è destinato a subire nei territori il consolidamento di organizzazioni militanti e clientelari. Così la destra antisistema si candida a destinataria di una quota cospicua dell’eredità berlusconiana. Colui che dal predellino di San Babila si offriva al popolo come unificatore della destra italiana, con tutta la sua forza proprietaria, si è ritrovato a inseguire per un anno una Lega sapiente nell’erodergli consensi e tormentarlo. Come dimostrano le vicissitudini parlamentari del pacchetto sicurezza e le figuracce internazionali sulle politiche migratorie.
L’apprendista stregone già passato dal doppiopetto alla maglia girocollo rischia ora di essere trascinato a indossare la camicia verde. Perché la destra italiana sa inglobare ma non sa reprimere le spinte eversive di una società arrabbiata.

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Articolo di:

Gad - che ha scritto 2637 post su Gad Lerner.

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Commenti per questo articolo

[16] 15 14 13 12 11 10 9 8 7 61 » Mostra tutti i commenti

  1. 775
    GIUSEPPE scrive:

    Leggo tardi questo suo articolo, che definirei comunque profetico.
    Gentile Gad, sembra nasca un profeta per ogni generazione ( o meglio Messia) che sia Lei per qusta?
    Vede a noi Veneti va bene cosi’ e comunque anche qui c’è molto da impegnarsi lo stesso, forse di più, perchè le spinte al clientelismo e ad allontanarsi dallo spirito meritocratic, sono sempre fortissime.
    La lega nord nel Veneto rappresenta anche un indispensabile ricambio generazionale, mi creda occorre avere più fiducia dei Veneti, perchè sono cresciuti nei secoli sotto il motto "do the right thing", fè le robe ben, comporteve polito! se ricoda nel 1996 alle politiche l’elettorato si era diviso giusto in 3, perchè non era sicuro di nessuno e quindi ha distribuito equamente i voti. Ora è certo invece che la cosa migliore per il Veneto sia La Lega Nord e l’Asse ( brutto termine) con il PDL, che qui è molto scadente e localmente compromesso.
    Aspettando anche la Sinistra, chissà?
    Sani

  2. 774
    MAFIAT scrive:

    Margherita Agnelli: "L’Avvocato aveva un tesoro nascosto". Ahiahiai!!! formichina di un Gianni, si era imboscato tutti i soldi che gli italiani hanno dato alla Fiat per mantenerla in vita…
    P.S. Adesso chi lo dice a Gad?

  3. 773
    serena scrive:

    rif 772 tu dici che in cina non c’è mafia!!!!!!!!!!!!!11
    la mafia cinese e quella russa sono più forti dalla nostra

  4. 772
    Poldisinistra scrive:

    Per 771

    A Pasquà e smettila di scimmiottare i logori discorsi di napolitano.
    In Cina non ci sono ex stalinisti che ora fanno campagne d’odio anticomunista, nè ci sono dirigenti di partito che frequentano minorenni, che corrompono giudici e si fanno leggi ad personam.

    In Cina non c’è la mafia e la corruzione che esiste in Italia
    compresi i quartieri milanesi di Quarto Oggiaro, Baggio, Lorenteggio
    Barona, per non parlare dell’hinterland.

    Purtroppo è amaro constatare che solo l’abbattimento di decine di soldati italiani in Afghanistan potrebbe riaprire spazi di contestazione di massa al regime e spingere le masse ad una nuova Piazzale Loreto, meno cruenta ma con le stesse modalità, sciopero generale e controllo del territorio da parte delle masse popolari.

    La Rivoluzione proletaria dovrà sconfiggere non solo il regime ma la falsa opposizione un vero cancro del nostro paese, il cancro che ha permesso al populismo più becero, razzista di mettere radici.

    La sinistra marxista è largamente sottostimata; i due partitini, quello di Ferrando e Sinistra critica che rappresentano circa l’1% dell’elettorato, sono solo la punta di un iceberg di altre organizzazioni più piccole ma numerosissime e distribuite in ogni città d’Italia. A queste organizzazioni marxiste vanno aggiunti più di 200 centri sociali caratterizzati dalla forte radicalismo politico e le organizzazioni degli immigrati, una grossa risorsa per innescare finalmente la bomba del conflitto sociale radicale, di massa e fortemente ideologico.

  5. 771
    pasquale 49 scrive:

    ECCO IL BUON SILVIO COSA REGALA A CHI LO VOTA E NON
    L’ennesimo attacco alla democrazia è iniziato! Berlusconi e i suoi sferrano il colpo definitivo alla libertà della rete internet per metterla sotto controllo. Ieri nel voto finale al Senato che ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (disegno di legge 733), tra gli altri provvedimenti scellerati come l’obbligo di denuncia per i medici dei pazienti che sono immigrati clandestini e la schedatura dei senta tetto, con un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (UDC), è stato introdotto l‘articolo 50-bis, “Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet“. Il testo la prossima settimana approderà alla Camera. E nel testo approdato alla Camera l’articolo è diventato il nr. 60.

    Anche se il senatore Gianpiero D’Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo, questo la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della “Casta” che non vuole scollarsi dal potere.

    In pratica se un qualunque cittadino che magari scrive un blog dovesse invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarlo. Questo provvedimento può obbligare i provider a oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all’estero. Il Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l’interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L’attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni per l’istigazione a delinquere e per l’apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’odio fra le classi sociali. Immaginate come potrebbero essere ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta con questa legge?

    Si stanno dotando armi per bloccare in Italia Facebook, Youtube, il blog di Beppe Grillo e tutta l’informazione libera che viaggia in rete e che nel nostro Paese è ormai l’unica fonte informativa non censurata. Vi ricordo che il nostro è l’unico Paese al mondo, dove una media company, Mediaset, ha chiesto 500 milioni di risarcimento a YouTube. Vi rendete conto? Quindi il Governo interviene per l’ennesima volta, in una materia che vede un’impresa del presidente del Consiglio in conflitto giudiziario e d’interessi.

    Dopo la proposta di le gge Cassinelli e l’istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al “pacchetto sicurezza” di fatto rende esplicito il progetto del Governo di “normalizzare” il fenomeno che intorno ad internet sta facendo crescere un sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare.

    Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet? Chi non può farlo pensa bene di censurarlo e di far diventare l’Italia come la Cina e la

  6. 770
    la mosca tse-tse scrive:

    ypsilon

    ti dichiari dunque perdente? E’ per questo che non voti?

  7. 769
    ypsilon scrive:

    Io non vado a votare, però qui dove vivo, in veneto, c’è un fanatismo incredibile per la Lega, una volta si diceva che erano i comunisti a essere malati di politica,,ora sono i leghisti a esserlo.

  8. 768
    DimenticataInAutogrill scrive:

    per Cumino 722

    L’avevo già detto, Mission lo sa :-) fatti illuminare da lui :_) ma come si fanno le altre faccine qui? se me lo dici, ti dico dov’è l’autogrill. Primo indizio: in una regione rossa, dove oggi alle 16 c’era la fila per votare. Cose mai viste (io nel 1946 non c’ero ancora :-) ) Insegnami le faccine, oltre a questa :-) ti prego…

  9. 767
    la mosca tse-tse scrive:

    Il povero Berlusconi alla parata dei carabinieri trasmessa da Rai1, dove non ci sono veline: perchè fargli perdere tempo quando ha ben altro da fare? Povero papi!

  10. 766
    italiano scrive:

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    DOPO OLANDA L’EUROPA TREMA DI FRONTE AL VOTO DEI SUOI CITTADINI.
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    Dopo il voto olandese l’Europa trema di fronte al voto dei suoi cittadini. Mentre olandesi ed inglesi hanno già chiuso le loro urne ed irlandesi e cechi si apprestano ad aprirle, l’Unione a 27 si avvia verso un probabile “week-end di paura”.

    Gli ultimi sondaggi hanno confermato una possibile, anche se quasi impercettibile, inversione di tendenza rispetto all’astensionismo record del 2004 quando il 54% degli aventi diritto non si recò alle urne. Se un cittadino su due si recherà a votare a Bruxelles e Strasburgo si brinderà, ma resteranno comunque brindisi amari, frutto di una visione elitaria e tecnocratica di Europa, quella stessa convinzione che ha spinto Barroso ad affermare di non preoccuparsi qualora dovesse votare solo il 40% degli aventi diritto.

    Dunque non solo non ci si allarma per quel mix pericoloso di sfiducia, disinteresse e rigetto che attraversa tutti i 27 Paesi membri e che, ironia della sorte, pare l’unico elemento unificante dell’Unione del 2009. Ma non ci si sofferma nemmeno ad analizzare seriamente le ragioni di questo sentimento così diffuso, né ci si sforza di comprendere come le categorie del nuovo Euro-scetticismo e quelle dell’Antieuropeismo odierno siano mutate in maniera sostanziale rispetto all’antieuropeismo delle origini.

    Si finisce così per accomunare FPO austriaco e British National Party britannico, PVV di Wilders (che i primi exit poll danno al 15%, con quattro deputati eletti) e Front National francese.

    Eppure ci sono due ragioni immediatamente evidenti per spiegare l’attuale situazione, che peraltro è solo il riproporsi su vasta scala di una costante tendenza dal 1979 ad oggi. Le elezioni per il Parlamento europeo sono le uniche elezioni esistenti che non decidono né la formazione di un governo, né scelte politiche chiare ed evidenti.
    Come è possibile che, oramai da molte settimane, Partito popolare e Partito socialista (i due gruppi più consistenti) si siano già accordati per il rinnovo di Barroso alla guida della presidenza della Commissione (che peraltro solo difficilmente può essere assimilata ad un esecutivo nel senso classico del termine)? Per quanto riguarda poi le scelte politiche come è possibile motivare l’elettorato se non esiste una piattaforma programmatica coerente presentata dai principali soggetti politici europei? È così strano che disinteresse e sfiducia siano dominanti, quando l’espressione del suffragio finisce per tramutarsi in un semplice atto di “testimonianza politico-ideologica”, senza nessuna tangibile ricaduta né nella formazione dell’esecutivo né nella selezione delle principali scelte politiche da attuare?

    Per quale motivo nessuno ricorda che al referendum francese del 29 maggio 2005, quando le opzioni in campo erano piuttosto evidenti (anche se magari distorte da motivazioni propagandistiche), hanno partecipato quasi il 70% dei cittadini francesi?

    Proprio il tema delle principali forze politiche presenti nell’Europarlamento permette di affrontare questa vigilia elettorale anche da un altro angolo visuale. L’integrazione europea è stata storicamente supportata dall’incontro tra le tradizioni politiche democratico-cristiane (popolari) e socialiste, con un contributo non trascurabile, ma comunque non di primissimo piano, della corrente liberale. Ebbene se la tradizione del popolarismo europeo ha saputo rinnovarsi e trovare nuove declinazioni (basti pensare al neo-gollismo oggi asse portante del Ppe e anche al probabile ingresso del Pdl nella comune famiglia popolare, ma anche al quasi certo abbandono dei conservatori britannici), altrettanto non si può dire della famiglia socialista.

    La crisi economica e le critiche piovute nei confronti della cosiddetta illusione liberal-capitalista non sono state sfruttate dal socialismo europeo. Non a caso oggi socialisti francesi, laburisti inglesi e socialisti spagnoli arrancano e solo la socialdemocrazia tedesca, tra i principali Paesi dell’UE, sembra dare qualche segno di vitalità.
    Il socialismo europeo sembra aver smarrito le chiavi di lettura per comprendere l’attuale evoluzione politica, economica e sociale dell’Europa e del mondo globale.

    L’ultimo sondaggio condotto dai ricercatori della London School of Economics e del dipartimento di Political Science del Trinity College di Dublino (qui la simulazione) conferma la vittoria dei popolari (primo gruppo nonostante l’uscita dei conservatori britannici) che dovrebbero ottenere 262 seggi (sui 736 in palio), mentre i socialisti dovrebbero fermarsi a 217.

    A questo punto, di fronte ad uno scenario generale così fosco, non mancano i soliti richiami alle «cooperazioni rafforzate» (Venturini sulle colonne de «Il Corriere della Sera» utilizza l’affascinante, ma forse difficilmente realizzabile, formula del «fare l’Europa più piccola per farla più grande») o all’Europa a più velocità (ancora su «Il Corriere della Sera» l’ex Presidente della Repubblica Ciampi). Forse potrebbe però essere necessario rilanciare il dibattito su alcuni temi forti e mobilitanti, proprio perché di immediato impatto simbolico.

    Almeno tre di questi sono già sul campo e attendono solo di essere rilanciati.
    Il primo riguarda l’identità dell’Europa, il problema dei suoi confini e di conseguenza il dossier Turchia.

    Il secondo è in apparenza più sottile ma comunque decisivo: come mai ogni volta che la democrazia cerca di superare i confini nazionali subisce un’ondata di rigetto popolare, come dimostrano in forme differenti l’astensionismo alle europee e i numerosi «no» referendari in Francia, Olanda e Irlanda?

    terzo punto, per quale motivo non aprire un dibattito serio e sereno sul futuro istituzionale dell’Europa?

    Perché non scoprire le carte e prendere posizione apertamente o per un’Europa confederale, di volta in volta sospinta dall’impulso di uno o più dei principali Paesi leader, o per un’Europa federale, una versione aggiornata di quella delle origini, con un ruolo sempre maggiore per gli organi sovranazionali come la Commissione e l’Europarlamento?
    I cittadini europei, se correttamente sollecitati, potrebbero mostrarsi più ricettivi e lungimiranti delle loro élites politiche. D’altronde difficilmente, cambiando rotta, si potrà incorrere in insuccessi peggiori di quelli ottenuti negli ultimi anni.
    .

    (M. Marchi)

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    Dopo il voto olandese l’Europa trema di fronte al voto dei suoi cittadini.

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  11. 765
    ypsilon scrive:

    Non posso che condividere questo tuo affresco impeccabile della prevalente natura politica della società nord-italiana(a cui io appartengo) che, dobbiamo ricordarlo, è stata la inventrice del fascismo.
    Il fatto è che, a causa del declino del collante religioso che, con tutti i suoi difetti, conferiva un minimo di valori universali e morali a tale società, la situazione è diventata persino peggiore di quella degli anni ’20. Solo la incardinatura dell’italia nel sistema europeo e mondiale(ONU) e le mutate condizioni storiche e politiche sovranazionali, impediscono che la degenerazione di tali pulsioni in un regime reazionario e discriminatorio.
    Cioè, detto in parole povere, gli italiani oggi sono più cattivi e arrabbiati di quelli del primo dopoguerra, ma non possono permettersi di sfogare queste loro frustrazioni.

  12. 764
    Mission from Mars scrive:

    Personalmente ho convinto gente a votare PD, IDV e anche UDC fuori da qui nella vita reale, ormai siamo alla resistenza…

  13. 763
    Christian Luongo scrive:

    A bocce ferme, alcune considerazioni :
    Dal 1994 ad oggi son trascorsi tre lustri.
    Nel 1994 si impose, all’attenzione generale, prepotente ed incombente, l’anomalia Silvio Berlusconi imprenditore prestato alla politica detentore del 50 % dei mezzi televisivi. Si ebbe timore per la tenuta democratica delle istituzioni.
    Nel 2009 si impone, all’attenzione generale, prepotente ed incombente, l’anomalia Silvio Berlusconi imprenditore prestato alla politica detentore del 50 % dei mezzi televisivi. Si nutre il timore per la tenuta democratica delle istituzioni.

    Qualcosa non mi torna

    Dal 1994 ad oggi riporto l’elenco dei governi succedutisi alla guida del paese : Berlusconi, Ciampi (gov. tecnico), Prodi, Berlusconi, Prodi, Berlusconi.

    Strano. Un paese inebetito dalla televisione improvvisamente risorge dal suo torpore mediatico per poi ripiombarvicisi per poi riuscirne per poi ripiombarvicisi di nuovo.

    Berlusconi è entrato in politica per salvarsi dalla bancarotta incombente. Il suo primo esecutivo durò assai poco e cadde a seguito della famosa frase del compagno Bossi "Presidente… la Lega le toglie la fiducia !"
    Alla viglia delle elezioni del 2001, dopo cinque anni di centro-sinistra alla guida del paese, la sua situazione imprenditoriale e finanziaria era floridissima.

    Strano. Avevo capito che una volta al potere la sinistra avrebbe fatto pulizia di questo Peròn di plastica… mah !!!

    Berlusconi è l’uomo più potente del Paese. Da solo riesce a condizionare l’esito elettorale conferendogli un esito solo formalmente democratico ma di fatto espressione di una dittatura mediatica.

    Strano, però, che i suoi esecutivi siano stati tutti di coalizione in un sistema elettorale maggioritario, neanche proporzionale. Basterebbe che la Lega gli togliesse la fiducia di nuovo per farlo cadere come un castello di carte. Non mi sembra che Mussolini avesse avuto bisogno di qualche altro partito per perpetuare la propria dittatura… ehm… mi sfugge qualcosa ?

    L’attacco reiterato contro la magistratura mina la saldezza delle istituzioni. Gli innumerevoli procedimenti a suo carico conclusi spesso con assoluzioni per prescrizioni piuttosto che depenalizzazioni di reato nonchè la promulgazione di leggi ad personam fan di quest’uomo un pericolo per la democrazia.

    Strano che le leggi sulle rogatorie internazionali, sul falso in bilancio e quant’altro non siano state giudicate incostituzionali dalla omonima corte presieduta proprio da quei giudici eminenti professori di diritto costituzionale. E strano che l’Unione Europea non abbia provveduto a dichiararne la incompatibilità in sede di diritto comunitario. E strano che questa persona prima del 1994 era un pressocchè sconosciuto all’anagrafe giudiziaria

    Sono una persona di sinistra. Ma troppe cose non mi tornano.

  14. 762
    Christian Luongo scrive:

    X Cumino 734
    Caro Cumino,
    surreale è il termine forse più idoneo.
    A me verrebbe da scrivere deprimente. Ma il senso è, evidentemente, il medesimo.
    Epperò resta un gap enorme. Il nostro provincialismo culturale rischia di essere una zavorra perpetua. E, ovviamente, questa connotazione stereotipata rischia di procurarci danni anche sotto il profilo economico. Io non ho seguito le campagne elettorali degli altri paesi dell’Unione. Anzi a dire la verità non ho seguito, se non di striscio, neanche la nostra. Tu sai bene che, per scelta, ho dato via il televisore qualche anno orsono. Però le nostre sortite han fatto ridere mezzo mondo. Berlusconi, come premier e come rappresentante di tutti gli italiani, ha certamente le sue responsabilità perchè ha posto troppe volte il fianco. Ma il centrosinistra non è indenne da colpe in questa caduta di immagine.

  15. 761
    Christian Luongo scrive:

    X Angie 737
    Buongiorno Angie,
    piacere di leggerti.
    L’appello a cui fai riferimento è, senza meno, irritante per una persona politicamente, e leggittimamente intendiamoci, schierata. Ma può far presa su un ondivago che potrebbe essere spinto a votare il PDL proprio per questo motivo. Del resto sai bene che Berlusconi è un fervente credente dei sondaggi. Ha uno staff di marketing al suo servizio che, dati alla mano, gli suggerisce come muoversi. E lui si comporta di conseguenza. E poichè, sempre dati alla mano, è ben conscio che ci sarà una larga fetta di astensioni cerca di accaparrarsene quanto più può.
    Una considerazione : nota bene che quando viene colto alla sprovvista da domande non concordate spesso va letteralmente in crisi. Ora posso capire che non gliele possa fare Enrico Mentana piuttosto che Maurizio Costanzo. Ma un giornalista che si fregi di codesto titolo lo dovrebbe fare. E’ un suo punto debole… e che punto debole aggiungo io. E invece… niente ! Daniele Luttazzi, che non è un politico ma che è uomo di finissima intelligenza lo ha capito benissimo. E, infatti, lui conserva un vademecum delle domande che Bruno Vespa avrebbe dovuto rivolgere al premier in occasione delle elezioni del 2001. Alcune sono, paradossalmente, più attuali oggi di ieri, segno evidente che la politica ed i temi politici sono ancorati a dieci anni orsono. Eppure quelle famigerate domande le ho sentite rivolgere solo da Luttazzi in teatro. Nessun giornalista e nessun politico gliele ha mai rivolte, nessuno. Possibile che siano tutti miopi ? Possibile che l’unica persona arguta in questo paese sia Luttazzi ? Io non lo credo.
    Ciao

  16. 760
    Julio scrive:

    Tanto la Chiesa, caro Mission, si preoccupa di salvare le anime, per cui che cosa importa che ci sia una democrazia sana o un paese sempre più degradato se si guardano le cose in prospettiva, cioè con la vista posta nell’eternità? La cosa importante è "chiudere oggi stesso questo capitolo degradante dell’informazione" e tornare agli effusivi baciamani di Berlusconi nelle udienze vaticane. Non dimentichiamo, poi, che Berlusconi ha pure un’anima come qualsiasi minorenne.

  17. 759
    cumino scrive:

    Mission from Mars scrive
    Sei lì Mission?

  18. 758
    Mission from Mars scrive:

    Bè, sai l’ICI sugli immobili non destinati a culto, i finanziamenti alle scuole e università cattoliche intatti…insomma, se il soldo cade nella cassetta, l’anima di $ilvio andrà verso il cielo benedetta…

    Ipocriti, questi sono i vescovoni che continuano a sostenerlo, si vergognino stanno aiutando lo svuotamento della democrazia

  19. 757
    Julio scrive:

    Ragazzi, ecco la Chiesa Cattolica che continua a chiudere un occhio è l’altro pure, all’insegna del mantenimento dei buoni rapporti con Berlusconi. L’articolo, di cui riporto solo il finale ma che potete leggere per intero su "Avvenire", è un autentico distillato di ipocrisia.

    http://www.avvenire.it/Commenti/editoriale+cardia+pettegolezzi_200906030957076030000.htm
    Stampa e politica, stagione non esaltante
    La gente aspetta che i media cambino

    "In questa stagione di veleni e grossolanità pochi hanno conservato veramente l’innocenza. È bene dire con serenità e fermezza che non è possibile andare avanti così. Perché le vere vittime di quanto avvenuto siamo tutti noi, cittadini di ogni età e orientamento, inondati da un profluvio di fatti inesistenti, insinuazioni fasulle, volgarità a non finire, che sinceramente non meritiamo. Poiché la vicenda, come già rilevato su questo giornale, è iniziata con una ostentazione etica a favore della famiglia che stupiva (ma non convinceva), bisogna ricordare che tra le regole auree della vera moralità vi sono quelle di non calunniare, non guardare la pagliuzza nell’occhio altrui, e che può scagliare la prima pietra solo chi è senza peccato. Per questa ragione, la speranza degli italiani in questi giorni è una sola, per favore smettiamola subito, chiudiamo oggi stesso questo capitolo degradante dell’informazione che non onora nessuno, riprendiamo un cammino di civiltà (di questo si tratta, non d’altro) che salvaguardi valori etici e civili che riguardano tutti, senza eccezioni di sorta."
    Carlo Cardia

  20. 756
    Mission from Mars scrive:

    Semplicemente il gruppo allargato si può fare dopo le elezioni, mboh, non capisco

  21. 755
    cumino scrive:

    752Mission
    T’ho detto, per me è legittimo votare CONTRO Berlusconi. lascia perdere l’Europa perchè in confronto Totò faceva più bella figura, dopo 2 anni. Sì o no?

  22. 754
    cumino scrive:

    750ernesto
    Ecco non vi preoccupate, poi il Partito vi dirà tutto. Poi. Intanto votate.

  23. 753
    Mission from Mars scrive:

    cumino io voto la persona che parla in questo video, che spiega come funziona il cancro della politica italiana, destra e sinistra

    http://www.youtube.com/watch?v=WH8O0_f9mx4

  24. 752
    Mission from Mars scrive:

    Aridaje.

    Hanno fatto l’accordo in Cile due mesi fa e più, porcaccia la miseria.

    Non a caso, formando un gruppo socialdemocratico allargato a posizioni liberali e ambientaliste, ci sono maldipancia di persone come Parisi e Rutelli.

  25. 751
    cumino scrive:

    Uno dice io voto Diosacchè perchè voto CONTRO Berlusconi. Punto. Il resto non mi interessa una mazza. Benissimo. Onesto. Fine del discorso.

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