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…e in Libano vince Obama

lunedì, 8 giugno 2009

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…e in Libano vince Obama

Solo un flash di esultanza per il risultato elettorale che ridimensiona in Libano le pretese degli Hezbollah. Continueranno a far parte di un governo di unità nazionale, ma continueranno a farlo da una posizione di minoranza. Il paese dei cedri non si trasformerà in una succursale dell’Iran e della Siria, ma potrà essere al contrario un tramite prezioso per avviare negoziati veri con queste potenze regionali. Hezbollah ammette responsabilmente la sconfitta perchè non ha interesse a alimentare un clima di guerra civile. La coalizione “14 marzo” guidata da Saad Hariri manterrà la guida del governo. Posso dirlo in sintesi? A Beirut ha vinto la linea espressa da Obama nel suo recente, bellissimo discorso del Cairo.

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Articolo di:

Gad - che ha scritto 2637 post su Gad Lerner.

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Commenti per questo articolo

  1. 1
    maestrina dalla penna rossa scrive:

    Sono contenta anch’io. Dopo il discorso di Obama, un altro piccolo passo verso la pace in medioriente.

  2. 2
    onyric scrive:

    Io direi piuttosto che vince Prodi, che ha saputo trovare il modo di stabilizzare una situazione pesantemente a rischio. I risultati di oggi, ma sopratutto la relativa concordia con cui sono stati accettatti, è il risultato dell’azione di allora.

    Alla faccia di Turigliatto.

  3. 3
    Snepretz scrive:

    Io sono contento del risultato. In Italia c’è chi dice che la meravigliosa scomparsa della sinistra possa essere il prodromo di effetti speciali. Speriamo che a nessuno in Libano venga voglia di sparacchiare qualcosa in direzione Israele per stuzzicare e quindi rinforzare gli sfigati. Ma per il momento bene così.

  4. 4
    arial scrive:

    personalmente credo che questa vittoria non modificherà il quadro interno: . Si punterà a una forma di governo di unità nazionale con l’inserimento di qualche ministro hezbollah (come ora)per evitare una guerra civile

    Le ripercussioni avranno effetto sull’Iran: perde un alleato sciita e si trova un governo sunnita, credo che alla Siria questa vittoria stia bene.. e tocca all’occidente favorirne il distacco dall’iran , anche Hamas dovrebbe trarne vantaggio, stessa analisi siriana, : favorisce il distacco dell’ala Gazese da quella siriana-iraniana ( forti contrasti tra le due fazioni)

    In quanto a Israele dovrà accettare (ma non vedo altre scelte) il Piano sunnita: israelarabia è all’interno di questa dinamica e il vuoto politico diplomatico gioca a favore solo degli estremisti i entrambe le parti

  5. 5
    Saad scrive:

    In Libano ha vinto il petrol-dollaro dei sauditi. Fino a qualche giorno delle elezioni tutti i sondaggi davano l’opposizione in vantaggio!!!.
    Da libanese sono molto deluso :( (, avevamo comnicato ad assaporare un assaggio di cambiamento. La maggioranza attuale ed in generale la linea (della denastia) Hariri non ci ha portato altro che corruzione, clientalismo, debito pubblico, situazione socio-economica disastrosa…

  6. 6
    arial scrive:

    Secondo te quali vantaggi avrebb apportato la vittoria dell’opposizione( non sono polemica? Senza dubbio l’Arabia saudita ,onnipresente per rafforzare il suo primato sunnita, c’entra. Non a caso è in disaccordo con l’iraq sciita

  7. 7
    Gad scrive:

    Risposta a Saad (5): amico mio, lo so che c’è molta corruzione nel fronte degli Hariri, ma mi sono abituato a considerare prezioso l’equilibrio delle forze in cui è garantita la pace. Vi contribuisce anche la visione unitaria del Libano per cui Nasrallah rifugge dalla forza per imporre al Libano cristiano e sunnita la sua visione del mondo. Si è salvata così la pluralità libanese, sacra a tutti dopo quindici anni di guerra civile. E grazie al contributo dell’Unifil e dei soldati italiani, si è salvata anche la pace con Israele

  8. 8
    marco scamardella scrive:

    devo ammettere che non ci credevo nella tenuta dell’Unifil e nella cessazione di attentati e attacchi .

    La frontiera sembra sicura e la gente non muore più .

    Il partito di Dio dovrà evitare di fare danni anche in futuro visto che non può pretendere l’impossibile dopo la sconfitta

    sono molto contento di essermi sbagliato .

  9. 9
    Saad scrive:

    Gent. Lerner, non voglio fare l’avvocato di nessuno. Sono un laico e dico solo quello che penso. Non mi resulta che Hezbollah o Nasrallah hanno mai posto in pericolo la pluralità cultural/religiosa del Libano, tant’è che il maggior alleato di Hezbollah è Aoun che si è dimostrato anche dopo queste elezioni il rappresentate maggioritario della comunità cristiana. Noi libanesi siamo convinti, dopo 15 anni di guerra civile, che nessuno poi annietare l’altro. Questo sul fronte interno, per quanto riguarda la pace con Israele, è un diritto della resistenza (riconosciuto dal governo uscente) di esistere fino alla liberazione di tutti territori libanesi ancora occupati inclusi le fattorie di Shebaa e le alture di Kafarshouba. Dopo di che, siamo i primi a chiedere alla resistenza di deporre le armi. Lo sforso degli italiani in Libano è preziosissimo, l’Italia per noi è un paese amico e gli italiani sono ben visti (lo dico con spizzigo di orgolio da Italo-Libanese). Ma con tutta la buona volontà, tutto questo non basta se Israele non decide di lasciare i territori libanesi ancora occupati.

  10. 10
    marco scamardella scrive:

    Ma con tutta la buona volontà, tutto questo non basta se Israele non decide di lasciare i territori libanesi ancora occupati

    che ne penserebbe se noi muovessimo guerra per l’Istra , per la valle Roya Tenda , o gli austriaci per il sud Tirolo ?

    Godetevi la pace e lasciate perdere due fattorie e un pò di terra (fra l’altro rivendicata anche dalla Siria )

  11. 11
    Henriette scrive:

    Caro GAD,è vicina la Pace?Il mio cuore spera tanto

  12. 12
    Giancarlo.Antinori scrive:

    Saad , io capisco il tuo sfogo, pero’ devi considerare che la strada per arrivare e’ lunga, e puo’ essere fatta solo grazie alla testa delle persone piu’ illuminate e nelle condizioni date "al contorno". Lascia per un momento da parte il tuo giudizio "interno" e valuta se un diverso risultato elettorale avrebbe aiutato o meno Obama nel suo sforzo di riposizionare il mondo occidentale come "honest broker".
    So bene che gli Hezbollah non sono quei diavoli di terroristi che sono stati dipinti , ma finora questa e’ l’ immagine che il pubblico ha avuto in Occidente, (anche se purtroppo fra di loro ci sono pure frange molto massimaliste ). Un loro successo avrebbe causato uno stallo, dando voce e corpo alle preoccupazioni di Israele – che ora invece anche dal lato libanese non avra’ molte scusanti per non procedere nel processo di pace. Che guarda caso e’ sponsorizzato da quei massimalisti dei wahabiti sauditi – le torte si fanno con gli ingredienti e gli chef che si hanno…Dunque guarda al risultato con occhi pragmatici.

  13. 13
    arial scrive:

    1 io considero il Libano un laboratorio molto interessante proprio perchè organizzazioni considerate terroriste da israele e usa sono al governo

    2 la posizione dell’Europa è diversa: la Francia ha invitato gli hezbollah alla conferenza di Parigi ed è particolarmente interessata al mantenimento di uno status quo in questa regione

    3 Importante è anche il rapporto che si è instaurato tra il governo siriano e libanese culminato con l’apertura dell’ambasciata

    4 Israele dovrà darsi una calmata: troppi interessi sono in gioco e certi propositi meglio che li dimentichi..non è ariahttp://www.haaretz.com/hasen/spages/1087471.html

  14. 14
    cs scrive:

    Meno male !

  15. 15
    Marco82 scrive:

    Ciao a tutti,
    è il mio primo post qui e sono già in disaccordo con Gad :)
    il parallelo tra Hariri e Obama sfiora il ridicolo e può essere ricondotto al vecchio vizio Orientalista di riconosce il meglio per i paesi Arabi in ciò che più parodia ‘noi’ occidentali: ecco, ad Hariri basta vestire eleganti abiti di taglio inglese come Obama ( perchè tra i due il paragone non può andare oltre l’estetica, sono agli antipodi ) e parla di valori come un Berlusconi un pò più timido, e tutta la corruzione, l’incosistenza del progetto politico che guarda solo alle classi più abbienti, l’oligarchica paranoia saudita rispetto alla minaccia sciita, passano in secondo piano se non scompaiono. Ma certo! Hariri ci somiglia! è proprio uno di noi…moderato e soprattutto moderabile!

    PS:
    che metà e più del popolo libanesi la pensi così non cambia la dinamica di fondo: sono loro tra gli orientali i più Orientalisti i primi a sminuire la propria arabicità. Ho sentito dire da più Sunniti e Cristiani che loro non sarebbero arabi ma fenici…sé come no…

  16. 16
    giancarlo scrive:

    Marco82, complimente per il bell’intarsio e l’inserimento di un commento dispregiativo su Berlusconi anche in una discussione sulle elezioni in Libano.
    Io ammetto le mie difficoltà a seguire tutte le capriole medio-orientali ed ammettoanche un pregiudizio che mi porta a dire che tra sciti e sunniti uno sarà meno peggio dell’altro, ma solo con i cristiani al potere si è visto un libano fiorente.
    Comunque, la politica è l’arte del compromesso e penso sia difficile conciliare i razzi di Hezbollah finanziati da teheran e siriani con la parola compromesso.
    La misisone militare italiana, supportata anche da Berlusconi allora all’opposizione, non ha mai avuto vera libertà di movimento e credo che il suo apporto alla causa della pace sia risibile.
    Credo che i fili di quel teatro di burattini continuino ad essere manovrati da fuori e che evidentemente da fuori si sarà ritenuto che , per il mmomento e fino a prossimo omicidio di stato, va bene così.giancarlo

  17. 17
    david scrive:

    Adesso sono diventati tutti fautori del risultato elettorale Prodi,Unifil,adesso sono diventati bravi anche gli hezbollah,tu caro Lerner non sei neanche italiano e giosci per i soldati italiani e meno molto meno per i soldati dello stato EBRAICO, quelli che dovresti esaltare essendo tu loro corelligionario e mi appari strano perchè caro mio fai finta di non sapere che israele tutto e specialmente i soldati israeliani hanno sostenuto da sempre le persone che oggi sono al governo e non i tuoi amici sostenitori e pacifisti a senso unico fotografati a braccetto dei capi terroristi di hezbollah

  18. 18
    Gad scrive:

    Risposta a Marco82 (15) e di nuovo a Saad (9): ma quando mai ho paragonato Hariri a Obama? Non scherziamo! In ogni caso ho scritto un commento più approfondito per “Repubblica” di domani. Lo pubblicherò e ne riparliamo insieme…

  19. 19
    kadima scrive:

    Obama?…… ringraziare Obama….. non gli affiderei neanche un topo morto.kadima

  20. 20
    Giancarlo.Antinori scrive:

    A Marco 82 – 15. Marco il potere e’ sporco per definizione e la dove non ci sono alternative di lavoro la corruzione , ovvero "se vuoi questo devi fare questo altro per me" diventa la prassi. E cosi’ in tutto il Medio Oriente , purtroppo sta diventando cosi’ anche in Italia. Quindi devi turarti il naso ed avere un progetto in mente . Ed anche se fai la rivoluzione alla francese, tante teste mozze, molto sangue,finalmente persone incorruttibili, ma solo per pochi mesi, poi si ricomincia.Meglio avere un progetto in testa e mandarlo avanti con le persone e le cose esistenti. Gli hezbollah sono mediamente piu’ puri,si preoccupano dei piu’ poveri, danno assistenza organizzata, sono sicuramente migliori dal punto di vista etico, ma stai sicuro che se prendono il potere loro pochi giorni dopo comincia la loro corruzione, ma nel frattempo tutte le persone in Occidente – vedi il mio amico e collega Giancarlo – e relativi governi + Israele si sono spaventati per il "diverso" ed il processo per una possibile pace si e’ fermato.
    Meglio andare avanti. A proposito, di arabi ne ho conosciuti moltissimi, bene, almeno per me quelli libanesi sono proprio arabi fenici, molto diversi dagli arabi del golfo, dagli iracheni, dai giordani dagli egiziani ..proprio fenici.

  21. 21
    onyric scrive:

    #17
    .
    mi lascia infinitamente perplesso il concetto:

    che israele tutto e specialmente i soldati israeliani hanno sostenuto

    che vuol dire?

    che il sostegno è militare?
    che in israele i soldati sono un gruppo politico con proprie posizioni?
    che esiste una casta militare autonoma dalla politica?

  22. 22
    Giancarlo.Antinori scrive:

    David 17
    caro David vorrei solo dirti che ho tremato per Israele per molti anni. E l’ ho sostenuto fino allo Yom Kippur. Fino ad Oslo. Ma ora tocca ad Israele avere il coraggio di cercare la pace. Fermi gli insediamenti, e provi a discutere le condizioni di una possibile pace con tutti e 22 gli stati arabi – come proposto ufficialmente dal Re Abdallah due volte , nel 2003 alla Conferenza panislamica e ancora nel 2007.
    Ma se di fronte alla possibilita’ di un trattato di pace con tutti gli stati arabi in Israele prevale lo Yesha Council, o Ivette Liebrman , uno che dieci anni stava in Moldavia ed ora pretende di dire lui cosa fare in Palestina, beh , pensateci molto, molto bene.
    Non e’ solo la forza a poter dare pace ad un Israele sicuro nelle sue frontiere. Chi vuole passo passo fare Eretz Israel buttando fuori quelli che in Palestina ci stanno da generazioni vi consegneranno un paese semnpre meno democratico, sempre piu’ poliziesco,perennemente senza respiro per la risposta dei poveri, il terrorismo degli shahid. Ci vuole visione e coraggio. il fanatismo non e’ solo arabo, Rabin l’ ha ucciso qualcun altro.

  23. 23
    Giancarlo.Antinori scrive:

    Kadima 19 – io ti capisco, e se vivessi in Israele la penserei forse come te, vivere sempre sotto la minaccia di un kamikaze… forse darei anche io il voto alla estrema destra.Pero’ attenzione, chi guida una nazione dovrebbe avere anche l’ occhio lungo, e guardare al futuro al di la’ del contingente.
    Dall’ esterno noi stiamo su comode poltrone a pontificare su quello che dovrebbe fare Israele ??? Si e’ vero, ma proprio per questo siamo anche i piu’ lucidi, e possiamo vedere meglio dove portano le diverse strade .
    Fatta una pace dolorosa con gli stati arabi, molte linee di finanziamento si fermeranno, molti motivi di odio si attutiranno nel tempo, Israele potra’ ricominciare ad essere fattore trainante per tutta l’ area, e sottrarre cosi’ argomenti a chi oggi sostiene l’ estremismo. La gente normale nelle strade vuole pace.
    E’ un sogno anche questo, come Eretz Israel, ma tra i due sogni, questo se si avverra diventa sostenibile, a differenza dell’ altro.

  24. 24
    alex scrive:

    22Antinori.Francamente tutto questo entusiasmo per il piano saudita non lo possiedo.Può essere una base per dei negoziati,ma deve essere migliorato per poter produrre qualcosa.(e di molto pure)Così com’è non va proprio.

  25. 25
    alex scrive:

    20Antinori,di fenicio è rimasto ben poco nella zona.Ci son passati così tanti popoli che difficilmente si potrebbe ipotizzare una cosa del genere.Inoltre non è che i libanesi si siano distinti in maniera particolare per la conservazione dei reperti storici.Forse solo i cedri hanno una continuità con quel lontano passato.Forse…

  26. 26
    arial scrive:

    X Antinori

    perfettamente d’accordo, ora c’è il Piano saudita e ancora si pensa all’opzione giordana e intanto la situazione nei Territori diventa ogni giorno più insostenibile, per non parlare di Gaza..e non c’è giorno che i settler non facciano sentire la loro voce sempre più violenta estremista contro tutti e contro l’esercito. Che cosa aspettiamo? un golpe? una nuova catena di violenza? Il vuoto politico viene colnmato dagli opposti estremismi Non ci sono più alibi ora

    X onyric: la mia risposta alle tue domande è sì: nel senso che c’èil pericolo di una tecnocrazia militare e questo non lo dico io

    http://www.haaretz.com/hasen/spages/1090366.html

  27. 27
    arial scrive:

    X alex: è un punto di partenza, che cosa non ti convince?

  28. 28
    alex scrive:

    Arial.Molto:in primis i profughi, non è possibile prevedere un loro ritorno(d’altronde anche alcuni ebrei sono stati cacciati dalle loro case che si trovavano in territorio arabo al momento dell’inizio del conflitto,si pensi ad Aleppo che in passato ospitava una consistente comunità ebraica,oggi totalmente scomparsa,e che quindi potrebbero reclamare anche loro una sorta di indennizzo per quanto perduto),bensì una loro integrazione nei territori che attualmente ospitano i campi profughi.Secondo :ritiro dai territori e normalizzazione delle relazioni devono andare di pari passo,non procedere secondo una logica di prima e dopo(cioè prima ritiro e dopo normalizzazione) come vogliono i sauditi.In sostanza Israele deve vedere in contemporanea i benefici del ritiro.Terzo:bisogna chiarirsi su cosa si intende per normali relazioni,se sono le strette di mano di governanti è meglio lasciare perdere.In Egitto e Giordania appena si può si invita al boicotaggio di Israele nonostante i paesi siano in pace.Ecco queste non sono proprio normali relazioni.Bisognerebbe procdere per un uso congiunto di infrastrutture,progettazione di sistemi di irrigazione capaci di coinvolgere le parti interessate al progetto,ecc..Insomma attuare bilanciamenti di interessi secondo le dure regole della Realpolitik.(ciò include, per alcuni dei protagonisti regionali, lasciar perdere fattorie e praterie varie che sarebbero anche siriane)Dal canto suo Israele dovrebbe ignogare i gruppi di interesse che non gradiscono competizione su impianti energetici,porti marittimi,ecc..Se non si sviluppa un reale progetto di cooperazione regionale ,Israele non sa che farsene "dell’abbraccio di milioni di musulmani",e soprattutto bisognerebbe anche esortare i governanti sauditi ad attuare ora tutte le loro belle intenzioni,rimandele al "dopo (ipotetico)ritiro"è un gioco vecchio.

  29. 29
    arial scrive:

    1 il problema dei profughi verrebbe risolto in questo senso: sistemazione dignitora sei profughi nei campi già esistenti nei paesi arabi o eventuale sistemazione nel futuro stato palestinese

    2 I Paesi sunniti sono realmente interessati perchè non possono regalare agli sciiti il logo palestinese: a loro non gliene frega niente, ma al popolo arabo sì. Il conflitto israeliano-palestinese ormai non è più locale e le minoranze sciite nelle roccaforti sunnite stanno alzando la testa

    3 Senza la tacita approvazione dei Paesi arabi israele difficilmente avrebbe avuto l’Okey per la seconda guerra libanese e l’assedio di gaza. L’egitto è interessato alla soluzione di Gaza, dopo aver approvato l’operazione Piombo fuso, per evitare il rafforzarsi dei Fratelli musulmani

    4
    L’occupazione è anche un affare economico e fonte di gudagno per israele come analizza lucidamente Amira Hass, ma una normalizzazione con i paesi arabi è necessaria per ragioni geopolitiche: ormai ha perso il ruolo della vittima e non può essere più destabilizzata una zona che interessa anche alla Cina e all’India ,oltre agli usa

    5 I coloni sono 500.000 e le città intorno a Gerusalemme di fatto impediscono la continuità territoriale. Sono gli insediamenti e l’estremismo religioso il vero ostacolo Sono allibita nel leggere che è stata votata in Parlamento,da una minoranza consistente, l’opzione giordana come patria palestinese e nel leggere questo articolo

    http://www.haaretz.com/hasen/spages/1091163.html

  30. 30
    Giancarlo.Antinori scrive:

    Alex 25- Nel definire ancora fenici i libanesi mi riferivo alla vitalita’ imprenditoriale che ho trovato in tutta la diaspora libanese successiva agli scontri confessionali che hanno martoriato il Libano. Moltissimi si sono spostati in tutto il Medio oriente per continuare le loro attivita’. Non solo la parte cristiana, ma anche la parte araba sunnita e drusa. Meno la parte sciita, piu’ povera . Non mi riferisco alla archeologia o ai cedri delle zone druse.
    Hai ragione comunque nel dire che il Libano, ma anche la Siria e molto in parte la Giordania sono un meraviglioso crocevia di razze, popoli culture e religioni diversissime tra loro. Puoi trovare ancora tracce di cultura o facce/abbigliamento mongolo e circasso…
    PS – Un salutone micio, ti stanno migliorando le cose o sei ancora nella laga ?

  31. 31
    Giancarlo.Antinori scrive:

    Arial 29. Sono buone le risposte che hai dato ai punti sollevati da Alex sul piano Abdallah. Aggiungerei che il problema forse principale e’ il controllo delle sorgenti d’ acqua e la sua distribuzione successiva. Ma anche questo si supera in uno stato di pace raggiunta con i dissalatori, o impianti a RO come nel Golfo e una centrale di potenza sul Mar morto alimentata dal mediterraneo o dal Mar rosso…ma ci vuole la pace.

    Il problema ora e’ che la maggioranza al governo, non solo lo Shas, non ne vuol sapere di fermare gli insediamenti. Questa volta Israele rischia di apparire di fronte al mondo la parte che non vuole la pace, ma continuare in pace a prendere altra terra. Non e’ pero’ piu’ sostenibile, specie ora che i neocons sono stati battuti in America.
    E’ il tempo delle scelte coraggiose.

  32. 32
    alex scrive:

    30Antinori.Tardi,ma arrivo.Diciamo che la vitalità imprenditoriale (naturalmente parliamo di gente dalla psicologia stabile,da escludere bibbia e/o corano dipendenti)fa parte proprio della zona,pure Tel Aviv(vero motore del paese,moltooooooooooooo meglio di Gerusalemme,anche per la maggior presenza di cervelli standard) ne è un esempio(ma anche Haifa).
    ps:che dirti? si continua ad andare avanti:

    http://byfiles.storage.live.com/y1p9kEe4O0-PGMMjMMUl4TwgEs3uRSk1DkkyNKCwa7CvGoPAHZoNhlG9jlfTQMrAWR99R2aRms-20Y
    ;)


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