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La speranza di Beirut

martedì, 9 giugno 2009

Rassegna Stampa

La speranza di Beirut

Questo articolo è uscito su “Repubblica”.
In Libano ha vinto Obama. Senza il suo impegno diretto, culminato nel bellissimo discorso all’islam pronunciato giovedì scorso al Cairo, difficilmente nel paese dei cedri l’elettorato si sarebbe pronunciato così nettamente su posizioni filo-occidentali, ridimensionando il peso politico di Hezbollah e del loro alleato cristiano Michel Aoun.
Il piccolo paese arabo che contiene al suo interno le contraddizioni più esplosive del Medio Oriente –la comunità sciita legata all’Iran, le aspirazioni egemoniche siriane, la rabbia dei campi palestinesi, un boom economico che enfatizza le disuguaglianze socio-culturali- offre così un’apertura di credito alla nuova politica americana. E lo fa in un insolito clima di correttezza istituzionale, con gli sconfitti che accettano il responso delle urne mentre i vincitori, saggiamente, gli riaprono le porte di un governo di unità nazionale.
Da abili levantini, i politici libanesi hanno intuito come nella fase che si apre le debolezze strutturali del loro mosaico etnico-religioso potrebbero tramutarsi in motivi di forza. Beirut diviene la sede naturale, anzi, il laboratorio del negoziato mediorientale in cui Obama ha deciso di coinvolgere l’Iran e la Siria, purchè non ne derivi una minaccia alla sicurezza d’Israele. Qui Teheran e Damasco sono già di casa.
Il voto conferma che la società libanese è molto più evoluta e aperta di qualsiasi altro paese arabo. I quindici anni della sanguinosa guerra civile (1975-90) hanno eretto un tabù rispettato finora da entrambi gli schieramenti. Perfino l’enigmatico, abilissimo capo sciita Nasrallah, non a caso disponibile al passo indietro, ha sempre predicato sotto forma di fatwa religiosa l’inviolabilità della natura plurale della nazione. Gli basta d’imporre la shar’ia nelle zone abitate dalla sua gente; ma soprattutto di conservare mano libera sulla sua temibile milizia, al di fuori di ogni controllo dello Stato libanese. Un modo per avvertire Israele: se vuoi la pace sul tuo confine settentrionale, dovrai fare i conti con Teheran.
La coalizione “14 marzo” che esce vittoriosa dalle urne, a sua volta, non è un esempio specchiato di politica democratica. Vi convivono gli interessi finanziari sauditi di Saad Hariri con ciò che resta dei signori della guerra maroniti e drusi. La sapienza con cui il governatore della Banca centrale ha saputo attrarre capitali in controtendenza con la crisi mondiale, e la rispettabilità del generale Michel Sleiman, divenuto presidente della Repubblica, hanno contribuito a rinnovare le speranze di una nazione abituata a risorgere continuamente dalle macerie.
Ma i veri protagonisti morali della vittoria di ieri, non c’è dubbio, restano i giovani cosmopoliti che reagirono coraggiosamente all’attentato contro Rafik Hariri nel 2005. I loro leader hanno pagato con la vita tale rivolta contro l’oscurantismo e la prepotenza siriana.
Questa nuova generazione oggi trova finalmente alla Casa Bianca un interlocutore capace di trasformare in offensiva diplomatica la sua energia intellettuale. E lo ricambiano con il primo concreto successo politico di tale offensiva. Anche se gli esiti finali rimangono più che mai incerti.
Temeraria è infatti la scommessa di Obama: conquistare la fiducia dell’intellighenzia araba e avviare il negoziato con i nemici storici d’Israele, evitando però che ne consegua irrimediabile diffidenza di una Gerusalemme rimasta incredula delle sue virtù persuasive.
Sapremo nei giorni prossimi se Netanyahu –che ha preannunciato un importante discorso programmatico- si metterà di traverso al tentativo Usa o gli concederà (malvolentieri) credito. Il voto libanese dovrebbe convincerlo che la radicalizzazione del Medio Oriente non è un destino inevitabile.
Da tre anni, contro le aspettative dei profeti di sventura, sul confine israelo-libanese tacciono le armi. Non è un miracolo. E’ il frutto del lavoro silenzioso ma abile, troppo spesso ingiustamente denigrato, del contingente Unifil dell’Onu guidato dal nostro generale Claudio Graziano. Bisognerà pur ricordarlo anche a Roma: quella spedizione di pace fu fortemente voluta dal nostro governo nell’estate di guerra 2006, convincendo partner europei scettici e riottosi. A Beirut lo sanno bene, e ce ne sono grati.

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Articolo di:

Gad - che ha scritto 2637 post su Gad Lerner.

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Commenti per questo articolo

  1. 1
    marco scamardella scrive:

    Gad , ti senti anche libanese ? , ami anche quella bellissima terra ed il suo nobile popolo ?

    Speriamo , vedo un barlume di ottimismo

  2. 2
    Marco82 scrive:

    Bell’articolo. Vorrei analizzare più analiticamente il voto libanese. Partiamo con un po di dietrologia e da un articolo del NYT intitolato ‘Foreing Money Seeks to Buy Lebanese Votes’ in cui si descrivevano gli sforzi sauditi di comprare letteralmente i voti a favore del Future Movement. Sembrerebbe che migliaia di libanesi sunniti siamo finalmente dopo anni rientrati a casa per votare con voli transoceanici e alloggi in alberghi di prima gategoria pagati dai petroldollari sauditi. C’è chi tra la comunità sciita rimprovera ad Hezbollah di non essere intervenuta anche armi in mano per fermare questa situazione. Più in generale gli si rimprovera un campagna elettorale sotto tono. Il minor impegno elettorale si deve ad una sorta di accordo fatto con il generale Aoun: voi portate i voti sciiti, pensate al sud insomma, noi pensiamo al ‘voto cristiano’, e tanto basterà. Il problema per l’opposizione è stato che il partito di Aoun non ha sfondato nella comunità cristiana rendendo localmente determinante per la vittoria il voto della minoranza sunnita e scitta nei colleggi elettorali a maggioranza cristiana. L’elezione si è decisa in zone cristiane come Zaleh West Beeka e Metn ( forse sono scritti male )ove la comunità cristiana si è spaccata votando il movimento di Aoun e le Forze Libanesi (partito cristiano ) e dove la minaranza sunnita ha votato in massa mentre quella sciita è rimasta a casa forse poco motivata dal disimpegno di Hezbollah nelle zone cristiane. Ciò non è avvenuto a Byblos (jbeil) o nel distretto di kisserwan dove il voto di massa della minoranza scitta ha dato la vittoria all’opposizione.

    Io speravo che Hezbollah vincesse perchè è solo attraverso un maggiore impegno governativo che si può dare più spazio all’ala politica dell’organizzazione. E’ vero che con quella militare non c’è una netta separazione ma Hezbollah ha dimostrato in questi anni grande pragmatismo politico. Quello che è preoccupante di questo voto è il peso che il movimento razzista e fascista ( ricordate le falangi ?) delle Forzi Libanesi acquisirà nel nuovo governo che va a braccetto con l’ineguaglianza sociale che storicamente scaturisce dalle politiche del partito di Hariri padre ( un uomo la cui storia è incredibilmente simile a quella di Berlusconi, il paragone c’è tutto ) e figlio. Insomma più alberghi a cinque stelle più appartamenti buoni soltanto per le tasche saudite che catastroficamente tengono alto il prezzo di tutti gli immobili, spiagge cementificate da resort di lusso per occidentali. Un libano anni ’60 che a noi occidentali piace tanto ma sotto cui covava la miseria e il rancore sociale debitamente distribuiti settariamente. Ecco le guerre civili si prevengono promovuendo la giustizia sociale ( perchè dirci che nascono da millenarie divisioni religiose ci assolve ma non è interamente vero ) e allora con la merchant bank Hariri al potere stiamo freschi… Poi possiamo essere più contenti perchè abbiamo la certezza che senza mah e bah il futuro governo libanese seguirà la politica americana…speriamo sia giusta.

    per Gad:
    nel sud del libano non c’è la Shari’ah mi dispiace che diffondi notizie non vere su un giornale nazionale. Andandoci più volte ho visto cartelloni con pubblicità di lingerie in bella vista, fast food e donne senza velo. E’ possibile acquistare e bere alcol senza problemi insomma nel sud valgono le leggi che ci sono in tutto il Libano. Poi che siano più conservatori o che privatamente decidano di seguire la legge del corano nei limiti del privato non significa che sia imposta. IL sud non è uno stato nello stato.

  3. 3
    Gad scrive:

    Risposta a Marco82: e se Hezbollah sotto sotto avesse voluto perderle, queste elezioni, come qualcuno mi suggeriva ieri da Beirut? Oggi si trova nella posizione ideale per esercitare un tramite fra Washington e Teheran. Quanto alla Shar’ia nel Sud Libano e nella Beka’a, diciamo che è morbida, alla libanese. Ma una donna senza velo ormai lì è una mosca bianca, le pubblicità sono molto diverse che a Beirut, e bersi un buon arak è possibile solo negli alberghi per turisti.

  4. 4
    Saad scrive:

    Ottimo articolo, Ma sulla questione Hezbollah non si è per niente obbiettivi.
    Per cominciare, analizzando i dati del voto, emerge che la maggioranza attuale è solo parlamentare e non è una maggioranza popolare. L’opposizione ha ottenuto quasi 300.000 voti in più rispetto alla maggioranza.

    Le informazioni su Hezbollah dell’ottimo Gad si sono fermato al periodo in cui si facevano gli attacchi alle ambasciate americane e francesi, Il che mi stupisce!!! È innegabile che l’autore abbia una profonda conoscenza della realtà libanese ma mi permetta di dire che è di parte.

    Qui mi allaccio all’inserto dell’ottimo Marco82 che appoggio pienamente e aggiungo: io sono nato nella periferia sud di Beirut e abito in Bekaa, ma non mi riconosco assolutamente nel quadro che ha dipinto l’autore su quelle zone. Sono cose che succedevano negli anni 80 che sono stati superati grazie alla capacità organizzativa e la leadership stata capace di trasformare Hezbollah in un’organizzazione anche politica che ha un suo peso popolare non indifferente. Tornando ai numeri, si scopre che il 90% dei Shiiti, 20% dei Sunniti ed oltre il 55% dei cristiani ha votato la coalizione dove è presente Hezbollah.
    Quindi se vogliamo essere obbietti nel analizzare la situazione politica in Libano va considerato quanto sopra citato.

  5. 5
    Gad scrive:

    Caro Saad, non ho mai partecipato alle semplificazioni di certa stampa italiana sugli Hezbollah, di cui ho incontrato alcuni esponenti nei miei viaggi libanesi. So bene che non sono liquidabili come movimento terroristico e che il loro personale politico è mediamente più onesto rispetto agli avversari. Demonizzarli è sciocco, visto che poi ci si deve trattare, oltre al fatto che siedono nel governo. Ma evitiamo per favore di tracciarne una descrizione idilliaca, come se non si trattasse di un movimento integralista che esalta il culto dei martiri e ha una visione oscurantista della società. Comunque i miei viaggi nella Beka’a e nel Libano del Sud non sono avvenuti negli anni Ottanta ma a più riprese dal 2007 a oggi. Detto ciò, vi rinrazio per il vostro contributo, molto interessante. E mi resta la convinzione che a Nasrallah non sia dispiaciuto poi tanto perdere le elezioni…

  6. 6
    Anna Sikos scrive:

    Ma su…
    I Hezbollah prima erano dei assasini ma ultimamente sono dei santi!
    Caro Saad, lei deve imparare di criticare il suo Paese quando e neccessario, altrimenti fa male a tutte le persone oneste che vivono li e vorrebbero che la situazione polita -sociale cambiasse.
    A S.

  7. 7
    Marco82 scrive:

    Dell’articolo di Gad, che mi è piaciuto, non condivido l’uso dei termini IMPORRE e GLI BASTA. Il primo implica l’uso di una violenza fisica che non mi risulta. Invece si è vero che Hezbollah cura un modello educativo-propagandistico alla cui adozione coincide un vantaggio sociale. Ma niente forza, niente polizia religiosa per intenderci. IL secondo termine invece renderebbe implicito nel progetto politico di Hezbollah l’imposizione della shari’ah, che tuttavia devono accontentarsi di applicare solo in una parte del paese ( GLI BASTA ). Non è così come lo stesso Lerner spiega nel suo articolo. Magari è un eccesso di analisi, cmq sia l’articolo, ripeto, mi è piaciuto.

    Riguardo la visione oscurantista della società non so se è riferita alla Shari’ah in sé che è implicita nei valori propugnati dall’Islam. Evito di argomentare per farmi tirare insulti a destra e manca :) cmq sia voglio mettere in evidenza certe aporie del progressismo: il novello ritorno della prostituzione, anche minorile, e dell’alcol nelle strade di Baghdad è stato salutato da molti commentatori come l’inizio di una nuova era di libertà in Iraq. E’ l’Occidente, stupido! Che culo gli iraqeni.

    Sarei molto contento se Hezbollah e gli USA cominciassero a parlare al di là del fattore Iran che è sopravvalutato. So che per gli USA è molto difficile perchè investeno ( leggittimamente ) ancora molte emizioni sulla morte di centinaia di marines ( ogni anno si commemora in tutti gli edifici pubblici la strage con un minuto di silezio ). Hezbollah parimente al di là delle questioni internazionali teme che la politica USA in Libano possa emarginare, come è accaduto prima della guerra civile, la comunità più grande del Libano. Cominciare a parlare è sempre un buon inizio.

  8. 8
    Saad scrive:

    Ad Anna,
    sinceramente non ho capito cosa vuoi dire. Se si tratta di criticare la corruzione nel mio paese, allore ti dico che nel mio piccolo, l’ho sempre fatto. Lo faccio anche nei confronta della classe politica che si è appena confermata.
    Per quanto riguarda i Hezbollah, quale alternativa proponi? li facciamo saltare in aria? Quali risultati hanno ottenuto Olmert, Livni e Barak nell’attoco del 2006 contro il Libano? +morti, +danni, +oddio +++…
    Bisogna imparare a rispettare la volontà dei popoli. Come accettiamo che in Israele ci sia un governa di estrema destra che contiene elementi, a dir poco discutibili, allora perchè non farlo per quanto concerne il Libano?.
    L’unica alternativa è il dialogo, il Presidente Obama ha già messo il treno sul binario giusto, speriamo che ci siano tanti passeggeri a bordo e che ai discorsi seguino i fatti.

  9. 9
    puntaspilli scrive:

    I risultati delle votazioni in Libano hanno visto un certo successo della linea che può definirsi filo occidentale rispetto a quella che fa capo alla Siria e all’Iran. Ma la situazione in Libano non cambia sostanzialmente: ogni gruppo etnico religioso mantiene la sua autonomia e, soprattutto, le sue milizie armate mentre il governo ha un potere più simbolico che reale. Un problema cruciale del Libano è quello dei profughi palestinesi che sono circa 400.000 e che costituiscono circa il 10 per cento della popolazione. Naturalmente non ha partecipato alle elezioni e rimane sempre al margine della vita civile ed economica del paese e anche per questo costituisce un potenziale destabilizzante come recentemente si è evidenziato: tra maggio e settembre del 2007, il campo di Nahr al-Bared è stato teatro di un violento conflitto tra il radicale Fatah al-Islam (vicino ad Al Qaeda) e l’esercito libanese che vi operò una sanguinosa repressione, con l’approvazione implicita di tutte le fazioni libanesi. Tuttavia, Nahr al-Bared era un’eccezione alla regola: tutti i grandi campi profughi rientrano nell’ambito delle sfere di influenza di Fatah, Hamas e altri gruppi minori, pure essi in contrasto spesso armati. La presenza di armati palestinesi sul suolo libanese è una potenziale fonte di instabilità ma, d’altra parte, nel paese tutti i gruppi sono armati. Di tutti i profughi palestinesi nel mondo arabo, coloro che hanno preso rifugio in Libano hanno sofferto di più e vivono nelle peggiori condizioni, in povertà assoluta, del tutto dipendenti dagli aiuti internazionali. Infatti i palestinesi rifugiati in Siria o in Giordania, pur non godendo della pienezza della cittadinanza, tuttavia hanno accesso al mercato del lavoro, al sistema educativo e sanitario mentre quelli del Libano non possono praticamente uscire dai loro campi strettamente sorvegliati e sono esclusi drasticamente da tutto; sono vietate loro anche l’esercizio di 70 professioni(recentemente ridotte a 20) fra cui medico avvocato, ingegnere ed è perfino proibito loro di leggere, in pubblico, i giornali. I maggiori sostenitori della causa palestinese sono attualmente gli sciiti (hezbollah), ma i rifugiati palestinesi, però, per la quasi totalità, sono sunniti. Quindi il loro inserimento nella complicata compagine libanese altererebbe gli equilibri a sfavore degli sciiti: nel paese non vi è stato alcun censimento ufficiale dal 1932 che potrebbe determinare il numero di cristiani e musulmani delle varie confessioni per non alterare quel delicato equilibrio. Gli sciiti quindi si oppongono a ogni inserimento, ufficialmente con la motivazione che esso indebolirebbe la lotta di liberazione della Palestina. D’altra parte l’OLP ha sempre rifiutato la integrazione dei Palestinesi nei paesi arabi perché, in questo modo, in pratica non avrebbe più senso la lotta di liberazione. Tuttavia, il futuro dei profughi palestinesi in Libano sarà tra i primi punti all’ordine del giorno del nuovo parlamento del Libano. Il Sabra Shatila Fondation, con l’appoggio di organizzazioni dei diritti umani e di parlamentari libanesi presenterà un progetto di legge in Parlamento che intende "cancellare, in una votazione, decenni di illegale e immorale trattamento di oltre il 10 per cento della popolazione del Libano". Il testo recita: ".. tutti i profughi palestinesi in Libano devono immediatamente acquisire, ricevere e godere della piena fiducia e di credito di tutti i diritti civili libanesi ad eccezione della cittadinanza o naturalizzazione." L’alternativa non può che significare che i campi profughi del Libano saranno sempre un focolaio di ulteriore frustrazione per i loro abitanti, e potrebbe rivelarsi un terreno fertile per l’estremismo futuro. Ma il problema ci richiama quello più vasto di una accordo generale per risolvere la questione palestinese.

  10. 10
    A.S. scrive:

    A Saad.
    "Rispettare la volonta’ dei popoli…"
    Dipende di chi parla: se i "popoli" sono dei terroristi,- allora dobbiamo combatterli e non rispettarli. Il "dialogo" e molto importante. Ma solo con le democrazie. E se non sbaglio in medio-oriente e l’unica democrazia
    e Israele. Ma non si potrebbe non nominare una volta Israele? Cosa c’entra con l’elezioni in Libanon? Se non si offende, io preferisco i corrotti ai assasini. Lei no?

  11. 11
    alex scrive:

    Marco82,ci manca solo che affermi che gli Hezbollah vivono in un mulino bianco e hai fatto un bel quadretto!E’ vero ciò che sostieni sui petrodollari sauditi e il loro finanziamento al partito Hariri,ma dimentichi un piccolo particolare:anche l’Iran finanzia i suoi con i petrodollari.Le case nel sud del libano,dopo il conflitto con Israele,sono state ricostruite con i soldi iraniani,disgraziatamente però la popolazione sempre povera rimane(gli sciiti hanno un livello di vita più basso del resto della popolazione),la distribuzione del soldo procede dall’alto verso il basso in modo da poter manipolare consenso e distribuire regalie varie,non pensano nemmeno neanche di mettere la popolazione del sud in grado di sviluppare da sola una propria impenditorialità(ovvero indipendentemente dal fatto di essere amico,parente,cugino,di chi è in alto).Inoltre è anche curioso,come ben ha evidenziato l’ultimo conflitto,che le case del sud dellla gente comune non dispongano di rifugi e non mi risulta che il Libano abbia buoni rapporti con i suoi vicini.Per non parlare del giro di denaro(e corruzione)relativo al traffico d’armi.Santi in Libano non ne vedo.Pr quanto riguarda la shari’ah non è certo la sua applicazione a evitare prostituzione,droga,ecc,anzi..ti basti come esempio l’Iran dove prostituzione,droga,aids sono mali di dimensioni gigantesche.L’unica differenza tra dove viene applicata la shari’ah e dove no è che nel primo caso c’è solo più ipocrisia ammettere l’esistenza di certi problemi.

  12. 12
    alex scrive:

    corr.non ci pensano neanche.

  13. 13
    Tempesta2008 scrive:

    @ Alex

    Che tenerezza questo micino piccolo piccolo, con la sua vocina che parla di politica!!!!!!!

  14. 14
    alex scrive:

    Cara Tempy,i micini osservano tutto perchè riesono a sfruttare la loro capacità di infiltrarsi ovunque:

    http://ima.dada.net/image/medium/1676624.jpg
    :D

  15. 15
    Tempesta2008 scrive:

    @ Alex

    la loro capacità di infiltrarsi ovunque:

    Lo so….siete tremendi…

    http://www.specialgratis.it/sfondi_a/animali/gatti/gatti002.jpg

    Ciao micino, buona serata, un salutone!

  16. 16
    alex scrive:

    La mia serata si preannuncia piuttosto breve,sono piuttosto stanco…Uff!!vorrei un pò di relax:

    http://www.gattochic.it/website/images/stories/gattochic/articoli/2008giugno/gatto_in_vacanza.jpg
    ciao!!!!

  17. 17
    Tempesta2008 scrive:

    @ alex

    Ti becco al volo…..

    Mi piace il mare, ma amo anche le serate importanti…

    http://imagecache2.allposters.com/images/pic/NIM/PL115~La-regina-dei-gatti-Posters.jpg

    Salutoni, micio!!!!

  18. 18
    alex scrive:

    Ultima annotazione,prima della nanna.In realtà l’articolo di Gad inizia così:"In Libano ha vinto Obama.Senza l’impegno diretto del suo vice,culminato nel bellissimo discorso di venerdi 22 maggio in cui annunciava senza mezzi termini che “Washington valuterà gli aiuti americani al Libano sulla base delle politiche del nuovo governo che si formerà dopo le elezioni parlamentari del 7 giugno”,difficilmente,ecc"…continua fino alla fine.In sostanza,con tutti i difetti(e ne ha parecchi) che può avere il fronte del 14 marzo,tutti sanno(inclusi Hezbollah)che senza i soldi sauditi e gli aiuti americani difficilmente l’economia libanese avrebbe avuto davanti a sè un futuro florido e radioso.il contraccolpo sarebbe stato duro e inevitabilmente si sarebbero riaccese vecchie ruggini e conflitti sociali.Quindi la vittoria di Hezbollah &company non avrebbe affato portato felicità,gioia e giubilo.

  19. 19
    alex scrive:

    8Ssaad.Ultimissima.Guarda che non c’è nessuna assicurazione che un paese confinante con il Messico e il Canada non stia pensando di fare terminare con qualche anticipo il mandato dell’attuale governo israeliano(a mio avviso,facendo cosa buona e giusta).Dice:"e la volontà dei popoli?"Beh,magari la prox volta avrà più fortuna!mi evaporizzo,ciao!

  20. 20
    felino scrive:

    Grazie per l’articolo e le risposte interessanti di alcuni lettori, su un argomento che per il nostro provincialismo forse conosciamo in pochi. E invece dovremmo, se calza il paragone tracciato da Marco82 fra Hariri e il principe di casa nostra. Una richiesta: i commentatori che sembrano più informati potrebbero magare citare anche qualche fonte o inserire qualche link di approfondimento.

    Mi permetto di abusare dello spazio, visto il dialogo fra i due felini sopra: si cercano commentatori felini per cuorefelino.

  21. 21
    Marco82 scrive:

    ieri sera avevo appena finito di litigare con un mio amico libanese supporter di Hariri e ho deciso di guardare la televisione per rilassarmi un pò. Ho acceso e sul tg1 c’era Hariri che parlava italiano…un incubo :)

    cmq pare che il suo discorso post vittoria sia stato molto apprezzato se lo trovo in inglese lo posto

  22. 22
    Piperno scrive:

    …Gad ma pensi che Obama sia il messia?

  23. 23
    Gad scrive:

    Risposta a Piperno: no, spiritosone.

  24. 24
    Giancarlo.Antinori scrive:

    A MARCO 82 ED A SAAD, come detto a proposito dell ‘articolo precedente mi trovate piu’ o meno d’ accordo sul giudizio da dare ad Hezbollah e sulla migliore etica personale rispetto ai vincitori delle elezioni.
    Ribadisco pero’ un concetto: se si vuole sperare di avere pace vera in Libano ed in Medio Oriente occorre dare una prospettiva di pace in Palestina. Il convitato di pietra sia a queste elezioni che sul processo di pace e’ Israele. Dunque la domanda da farsi e’ "il risultato elettorale la facilita ?" al di la’ del giudizio etico dei partecipanti. Tenete conto che "grazie" ai media la percezione della maggioranza delle persone e dei governi occidentali sugli Hezbollah – a parte i pochissimi che hanno viaggiato o lavorato in M.O. – e’ quella di un partito "dei terroristi" ; Allora contentiamoci del risultato se e’ quello che serve a procedere nella direzione giusta.
    Il governo piu’ sionista che c’e’ mai stato in Israele e’ anche l’ unico che puo’ fare e negoziare una pace. E’ arrivato Obama a cambiare la poltica estera neocon. In Libano ha vinto un partito percepito come filooccidentale (grazie anche ai soldi dei mutawa sauditi?, ben vengano anche quelli -per una volta).
    C’e’ un barlume di speranza oggi in M.O.

  25. 25
    Giancarlo.Antinori scrive:

    Per AS 10 – "Se non si offende, io preferisco i corrotti agli assassini. Lei no?" AS e’ chiaro che non ci possiamo convincere a vicenda sulla nostra diversa visione delle cose. Quindi ti dico anche io meglio i corrotti che gli assassini.
    E ti faccio la domanda successiva. Bene , per un futuro di nazione industriale, democratica ed occidentale di Israele , e’ pensabile mantenere uno stato di guerra strisciante per sempre ? , E’ pensabile di vivere in una villetta in campagna circondati solo da assassini? O in un condominio continuando a prendersi cantine, soffitte e limitando l’ acqua o rendendo difficile il passaggio per mandare a scuola i figli degli altri perche ‘ alcuni fra quelli ogni tanto si ribellano ? LI ammazziamo tutti , e poi ammazziamo anche tutti i vicini ? E se i rappresentanti di tutti i vicini di casa dicono "bene vediamo se possiamo fare la pace ", non conviene andare a vedere , e cercare cosa costa quella pace ? Eretz Israel o un po’ di speranza per le generazioni future ?

  26. 26
    A.S. scrive:

    per25 G.Antinori

    No, non e pensabile!! Penso davvero! Ma penso anche se l’Europa non si sveglia e non prende la sua RESPONSABILITA’ non arrivera’ mai la pace!Questa guerra non e una guerra dei palestinesi e dei ebrei… Penso che la guerra in Libanon e stata sbagliata, che dare in dietro Gaza era un errore,-senza trattative. E penso, che Israele deve essere RICONOSCIUTA legalmente. Credo nei 2 popoli 2 stati, come credo che fra i 2 stati servono confini che garantiscono la sicurezza. Perche senza sicurezza meglio se gli israeliani prendono le valige e se ne vanno..Altronde loro sono abituati ..Anche l’amico Ghedafi pensa cosi!

  27. 27
    gino savi scrive:

    Bell’articolo, Lerner, e molto istruttivo su di un paese del quale malgrado la vicinanza conosciamo molto poco.Come molto poco conosciamo della galassia araba che ci sta di fronte nel Mediterraneo anche se questo non ci impedisce di discettarne allegramente e sommariamente a cominciare dalle pagine di questo blog.Nei miei numerosissimi viaggi in quasi tutti i paesi del M.O., Libano per il momento escluso, e del maghreb una cosa credo di averla capita e cioè che il mondo arabo, a differenza di come pensiamo in occidente, non è un unicum bensì una galassia appunto molto complessa e variegata con differenze storico-culturali e comportamentali notevolissime, molto più delle differenze che troviamo tra gli Europei pur così diversi tra di loro.Dici bene quindi che il Libano bene si presterebbe a essere laboratorio di sperimentazione e analisi politiche e sociali che, malgrado le differenze, non sarebbe stolto se perfino noi italiani guardassimo con attenzione.Io personalmente più ho conosciuto, per come posso naturalmente,le varie realtà arabe più ho affinato la mia attenzione e il mio interesse per quel mondo che, non posso negarlo, esercita un fascino, certamente critico, ma sincero.E non stupirti se uno dei motivi è, stranamente per un occidentale laicissimo per giunta, la loro religiosità, la loro fede veramente popolare e sincera che mai ho trovato intollerante verso gli altri.Parlo naturalmente della gente comune quella che non fa notizia e non pone bombe.Ho letto pure con piacere l’apprezzamento alle nostre truppe lì al confine che fanno un lavoro preziosissimo e silenzioso e bene fai a sottolineare come è sottovalutato in casa nostra.Per un democratico antimilitarista come mi piace considerarmi, è quella l’idea che ho di un esercito oggi, è quella la funzione che apprezzo per i militari di un paese che per forza di cose è l’Italia nel Mediterraneo.

  28. 28
    adele scrive:

    Da abili levantini, i politici libanesi hanno intuito come nella fase che si apre le debolezze strutturali del loro mosaico etnico-religioso potrebbero tramutarsi in motivi di forza.(..)
    Perfino l’enigmatico, abilissimo capo sciita Nasrallah, non a caso disponibile al passo indietro, ha sempre predicato sotto forma di fatwa religiosa l’inviolabilità della natura plurale della nazione

    Leggendo queste righe, non posso che cogliere una certa verità, ma anche una certa incoerenza di fondo.
    I libanesi, oggi, sembrano più vicini alla Svizzera e alla Germania che non le stirpi italiche.
    Secondo Gad, sembra ,che abbiano, finalmente, compreso che le debolezze possono essere motivi di forza in realtà. E Gad non può che elogiare un’evoluzione di questa portata storica gravida di speranze per la pace e la governabilità di quel Paese.Giusto, non fa una grinza, Gad ha ragione.

    Ma gli abili italici hanno intuito o no che un sistema tanto è buono e positivo quanto riesca a realizzarsi nella logica della rappresentanza di tutte le sue parti, in maniera proporzionale ad ogni forza? L’Italia liberal democratica e laica ha intuito come trasformare il suo mosaico regionale-socio-culturale in motivo di forza?

    Perfino l’enigmatico, abilissimo capo sciita Fini, non a caso disponibile al passo indietro di 60 anni, , ha sempre predicato sotto forma di fatwa ideologica l’inviolabilità della natura monolitica della nazione. E’ così abile che, non a caso, si muove da tempo a passi felpati. Come un astuta Pantera nera sembra essersi defilata dal gioco, nel pieno rispetto del suo ruolo istituzionale . Ma stranamente sul Referendum , oggi si espone. Ci sarà una ragione , ci sarà un Fine? Gad, tu , te lo sei posto questo interrogativo? Io sì, ed semplice capire qual è , ma non altrettanto semplice mi riesce capire cosa spinge il PD ad assecondare quel laico disegno autocratico

  29. 29
    Daniele Coppin scrive:

    x Giancarlo Antinori

    "per un futuro di nazione industriale, democratica ed occidentale di Israele , e’ pensabile mantenere uno stato di guerra strisciante per sempre ? , E’ pensabile di vivere in una villetta in campagna circondati solo da assassini?"
    No, non è pensabile, ma è ciò a cui gli Israeliani sono costretti da chi si ostina a non riconoscere il loro diritto ad esistere, da chi gli lancia i razzi da un territorio non più occupato, da chi grida al genocidio anche quando i dati demografici dimostrano il contrario.

    "O in un condominio continuando a prendersi cantine, soffitte e limitando l’ acqua o rendendo difficile il passaggio per mandare a scuola i figli degli altri perche ‘ alcuni fra quelli ogni tanto si ribellano ?"
    A parte la semplificazione, che come tutte le semplificazioni non è esente da imprecisioni e luoghi comuni, tipo quello sull’acqua (è vero il contrario in quanto sono stati i Paesi confinanti che, in passato, tentarono di sottrarre l’acqua ad Israele deviando il corso dei fiumi), la risposta è sì! Se alcuni fra quelli "ogni tanto si ribellano" (leggi "ogni tanto si fanno saltare in aria in una pizzeria, un autobus, un supermercato", oppure "lanciano razzi a casaccio su centri abitati") si controllano tutti quelli che attraversano certi territori, anche se ciò crea dei disagi: meglio i disagi che i morti, credo. O, forse sei di avviso diverso?

  30. 30
    Giancarlo.Antinori scrive:

    Daniele Coppin 29- Potrei risponderti che anche Stern e Irgun hanno usato il terrorismo per farsi lo stato di Israele , non devo ricordarti l’ assassinio di Bernadotte o le bombe all’ Hotel David, o Deir Yassin, e che ora lo fanno i palestinesi . Ma non andiamo da nessuna parte se guardiamo al passato o alla prima pietra (tra l’ altro nostra europea, dato che forse il sionismo non sarebbe nato se non avesse avuto alle spalle secoli di pogrom e di umiliazioni per gli ebrei in Europa….ogni pestilenza dagli all’ ebreo). Daniele qui l’ interrogativo e’ se lo status quo e – peggio – l’ espansione degli insediamenti in Cisgiordania e’ una opzione valida per dare un futuro stabile nel lungo periodo in Israele o meno. Se rispondi di si, ed usi solo la forza nei rapporti con i palestinesi , non devi lamentarti se anche altri fra loro usano la forza. Se rispondi di no bisogna cominciare a parlarsi , a cominciare dai paesi arabi confinanti , che ormai hanno tutto l’ interesse a finirla …e chissa’ se non ci si riesce. Solo una dx che rassicura puo’ fare la pace .

  31. 31
    plr scrive:

    Pur non condividendolo in toto, do atto a Gad Lerner di essere uno dei pochi giornalisti italiani a dedicare un po’ del suo spazio al Libano ed a riconoscere che la realtà del Paese dei Cedri è molto diversa dalla lavagna divisa in buoni e cattivi che ci descrive la maggior parte dei commentatori italiani. Qualcuno malignamente, altri con speranza, citano l’effetto Obama, che, forse non a caso, ha parlato al Cairo poco prima delle elezioni (ma speriamo che si apra veramente una nuova era); forse anche i "viaggi pagati" hanno avuto la loro parte, ma sicuramente Barack con le sue uscite ha mitigato l’effetto "paura" nei confronti di Israele, che giocava a favore di Hez. Questo dovrebbe far riflettere l’"occidente" sugli errori costanti verso il Medio Oriente, ma dovrebbe instillare almeno un piccolo dubbio nei confinanti del sud che la loro politica delle cannoniere e dei soprusi non paga.
    E comunque non bisogna meravigliarsi se Hez. ha riconosciuto istantaneamente il risultato elettorale, si tratta di un vero e proprio partito, di ispirazione religiosa, ma uso da anni al confronto politico ed all’impegno sociale (siamo abituati a vederli "surclassare" gli avversari nei confronti televisivi, parlando non di Corano, ma di problemi libanesi e mediorientali); la questione dei fondi dall’Iran e della milizia andrebbe posta più correttamente: in Libano quanti partiti hanno la loro milizia o ricevono finanziamenti poco chiari? Parliamo del PSL di Jumblatt? del mini esercito personale della famiglia Hariri? delle forze libanesi di Geagea? dei falangisti di Kataeb? Nei villaggi di provincia non è difficile incontrare chi vanta di avere in cantina armi a disposizione di questo o quell’altro partito e, purtroppo, poco tempo fa si è rischiato grosso, ma poi la Gente Libanese mostrava ai politici che andavano a Doha per l’accordo cartelli con scritto "mettetevi d’accordo o non tornate più!".

  32. 32
    Marco82 scrive:

    e le due signore fermate in aereoporto con passaporto libanese americano ed israeliano, tornate apposta per votare? auuauaua che elezioni fasulle

  33. 33
    Gad scrive:

    A Marco82: è statisticamente assurdo pensare che dei viaggi pagati possano aver spostato gli equilibri elettorali. E comunque se votano i libanesi all’estero, titolari di più passaporti, che male c’è? Il mio sogno sarebbe per l’appunto avere il passaporto libanese e il passaporto israeliano, oltre a quello italiano…

  34. 34
    Giancarlo.Antinori scrive:

    Gad, facciamo insieme un sogno ad occhi aperti: il giorno che tu potrai avere un passaporto libanese, israeliano ed italiano , quel giorno sia anche possibile ad un giordano o egiziano o siriano di fare un progetto industriale insieme ad un israeliano da sviluppare in Israele come in Giordania o in Siria o in Egitto.
    Il sogno di un giorno in cui Israele – un chiodo piantato decenni fa dall’ occidente nel cuore di una comunita’ che non lo voleva – sara’ fiorito e percepito invece come il motore dello sviluppo in tutta la mezzaluna cosi’ che gli ebrei che hanno scelto di vivere in Palestina anziche’ a New York o Roma potranno dormire sereni ed orgogliosi del loro ruolo in quella terra martoriata.
    Oggi e’ un sogno impensabile, antistorico per l’ odio reciproco ed il sangue che scorre tra popolazioni, etnie culture e religioni diverse in cui fin qui ha prevalso l’ appartenenza ed il fanatismo. Eppure la direzione di marcia per un futuro sostenibile per tutti e’ quella e solo quella.

  35. 35
    Saad scrive:

    Gad, mi sembri il portavoce della qualizione del "14 marzo" in Italia! si è mobilitato il mondo per dare mano alla qualizione del "14 marzo" per vincere le elezioni. Tant’è che Joe Biden, il vice di Obama, ha dichiarato a Beirut qualche giorno prima delle elezioni che in caso di vittoria dell’opposizione, gli USA diminuirebbero gli aiuti al Libano!!!!

    A proposito di sogni di Gad, curiosando nel sito del Minitero degli Interni libanese, ho notato che diversi migliaia di aventi diritto al voto sono ebrei nelle circoscrizioni di Beirut. Ho notato, inoltre, che l’unica persona di cognome Lerner sarebbe una donna anziana di nome Evita Lerner. Sarebbe bello che questa comunità torni, un giorno, ad esercitare il suo proprio diritto ed affermare la sua presenza nel mosaico libanese.

  36. 36
    Marco82 scrive:

    bè se hai passaporto israeliano in libano non puoi andarci…magari è una legge ingiusta ma è la legge…un altro aspetto di queste elezioni sono le cittadinanze date in brevissimo tempo a sunniti nelle città cristiane a ridosso del voto…non per fare il pignolo, il risultato è stato quello che è stato ed è bene che inizino a lavorare insieme, però sospendere la morale per festeggiare il risultato proprio no… ( tra l’altro nasce il sospetto che gli usa regalassero passaporti per far rientrare i traditori da israele in libano, gli usa sono sempre i primi a promuovere la democrazia…)

  37. 37
    ernest scrive:

    Avvertimento di Gheddafi all’amico Berlusconi…

    Roma potrebbe tornare grande come ai tempi dell’Impero romano – afferma Gheddafi – ma anche Cartagine potrebbe tornare ad occupare quasi Roma”. Il colonnello non ha dubbi, ”i deboli debbono essere sempre considerati perche’ un giorno possono diventare forti. Ed oggi la Libia e’ forte”.

  38. 38
    eduardo scrive:

    Quando si parla di Hizullah bisogna sapere che:
    è una organizzazione che è nata dopo l’invasione Israeliana del Libano tra 1982 e 1985, gli Israeliano sono andati li con la scusa di controllare gli attentati palestinesi ma in realtà sono andati per occupare il sud del Libano e sottrarre le sue risorse d’acqua, come ha fatto con la Cisgiordania e come ha fatto con le alture del Gulan. Solo che in Libano è andata male grazie a Hizullah.
    Da allora hanno cercato di organizzare la società libanese e combattere la corruzione dell’amministrazione governativa. Gli Occidentali e gli Israeliani hanno cercato in tutti i modi di dividere i libano in modo etnico gli unici che controllano l’integrità del Libano sono gli Hizollah e per questo non vanno bene

  39. 39
    Gad scrive:

    A Saad (35): grazie di questo tuo pensiero sul ritorno degli ebrei in Libano. Sarebbe bello e importante, speriamo possa accadere. Nel frattempo io vengo in Libano più spesso possibile, ne sono innamorato. Vi incontro anche i pochi ebrei residui. So che altri ebrei come me non hanno più paura a visitare il paese. Resta l’anacronismo di quel divieto: non può entrare in Libano chi abbia il visto israeliano sul passaporto. Mentre non vale il contrario.

  40. 40
    Saad scrive:

    Gad (39), che valga il contrario o meno cambia poco, sono due paesi in guerra. Posso riportare la testimonianza di una amica italiana che andava in Libano a trovare il suo ragazzo. Per entrare in Israele per un viaggio in terra santa doveva attendere 6 ore all’aeroporto tra un ufficio e l’altro, un interrogatorio e l’altro, tante storie per il fatto che abbia avuto un visto d’ingresso in Libano.

  41. 41
    Gad scrive:

    Però poi in Israele ci entrava. Nel caso inverso, a Beirut, l’avrebbero reimbarcata sull’aereo e spedita a casa.

  42. 42
    alex scrive:

    38Eduardo."Da allora hanno cercato di organizzare la società libanese e combattere la corruzione dell’amministrazione governativa. Gli Occidentali e gli Israeliani hanno cercato in tutti i modi di dividere i libano in modo etnico gli unici che controllano l’integrità del Libano sono gli Hizollah e per questo non vanno bene."
    Mai lette tante sciocchezze in solo 5 righe.Scusami ma sei totalmente fuori dalla realtà:in primis i libanesi riescono a dividersi e a litigare tra di loro perfettamente da soli,stati esterni(non solo l’occidente ovviamente)possono sfruttare ed allargare queste divisioni per il loro gioco,ma queste nascono all’interno della società non da fuori.noltre gli hezbollah non sono i controllori dell’integrità del Libano,ma rappresentano una specifica comunità(anche se la più numerosa)non certo tutto il paese.Quindi non integrano proprio nulla.

  43. 43
    alex scrive:

    Corr.in sole 5 righe.Gad il correttote è in CIG?

  44. 44
    Giancarlo.Antinori scrive:

    Alex il tuo post 42 si capiva benissimo (anche con "solo") e concordo quasi tutto con il tuo post. Sarebbe stato perfetto se avessi pero’ anche riconosciuto (mi sembra che bazzichi anche tu quelle parti del mondo), che tuttavia gli hezbollah sono si una parte e di parte , anche importante, hanno si anche loro un esercito (ma in quella parte del mondo scagli la prima pietra …) ma non sono i terroristi dipinti dalla stampa occidentale ( ah quanto diffama la lega antidefamation..)

  45. 45
    alex scrive:

    44Antinori.Il tutto bianco o il tutto nero non esise mai.In Hezbollah esistono sia persone pragmatiche sia cervelli definitivamente compromessi.Non l’ho specificato perchè mi pare scontato.Il problema è la propaganda religiosa e ideologica di cui fanno abbondantemente uso(anche i meno esaltati la usano,infatti se non hai l’occhio attento fai un pò fatica a distinguere),essenziale per la loro sopravvivenza in primis come milizia,ma da cui è poi difficile districarsi se si vogliono seguire gli interessi del paese.Metti,ad esempio,che l’interesse nazionale ed economico della nazionale richieda un giorno un’alleanza strategica con Israele(tipo comune difesa causa invasione aliena)per realizzarsi.A quel punto che si fa?cosa racconti alla tua gente a cui hai insegnato SOLO un’unica visione delle cose?come fai a smorzare l’odio alimentato ogni giorno?cosa dici?oooooops ci siamo sbagliati?E’ tremendamente più complicato risolvere le questioni quando le si impregnano di ideologia varia.Paradossalmente, se si condera solo il lato pratico, è più facile che Israele faccia la "pace" con la Siria che con l’Iran.Eppure con l’Iran sarebbe più semplice dato che non ci sono dispute terrritoriali tra i due paesi,(a differenza della siria).eppure è più complicato perchè si è rivestita la questione di troppa ideologia e la gente comune farebbe non poca fatica a capire"il ribaltone".
    Ps:ti ho risposto(tardi,molto tardi,forse troppo tardi) anche nell’altro post sul libano.Ma non so che fine gli abbia fatto fare Gad.

  46. 46
    Giancarlo.Antinori scrive:

    Alex a me basta che non ci sia il cattivo solo da una parte . Tutto qua .Un caro saluto.

  47. 47
    Marco82 scrive:

    http://www.newsweek.com/id/201430

    l’arabia saudita, secondo l’autore dell’articolo, avrebbe investito nell’elezioni in Libano ( 4 milioni di abitanti circa ) più di quanto Obamba ha speso per la sua campagna in USA ( 303 milioni di abitanti circa ). Ossia più di 715 (!) milioni di dollari…

  48. 48
    Maria Serban scrive:

    Quindi si deve stare con l’occidentalismo… La nuova religione!
    E per completare questo articolo simpaticamente ottimista:

    Just before the voting, the Obama administration allowed Jeffrey Feltman, Deputy Secretary of State for Near East Affairs, in clear violation of Lebanon voting laws, which required no campaigning after midnight on Friday, to blitz the media through carefully timed interviews with pro-Majority An-Nahar and al-Hayat newspapers, with his personal calls for the Lebanese to have enough intelligence to vote as Feltman saw fit. Many Lebanese resented the additional interference in which Feltman announced: "The election’s outcome will naturally affect the world’s stance towards the new Lebanese government and the manner in which the United States and Congress deal with Lebanon. I believe the Lebanese are smart enough to understand that there will be an effect.”

    Feltman attacked the head of the Free Patriotic Movement MP General Michel Aoun, lecturing Lebanese voters: "one of your politicians is proposing that Christians shouldn’t depend on the United States. I hope the Lebanese had accurately listened to the president’s [Barack Obama] speech that specifically pointed to the widest Christian religious minority in Lebanon, the Maronites. The president spoke about the need for respecting all peoples in the region including minorities…I hope the Lebanese would ask themselves: do we want to be on the side of the international community and close to the stances that president Obama made? I hope they would say, yes."

    http://www.counterpunch.org/lamb06082009.html

  49. 49
    Pierpaolo Savio scrive:

    Scusa Gad non riuscendo a collegarmi in altro modo uso questo blog, sto aiutando Iad Boustani a cercare degli sponsor per la sua iniziativa a Beirut, ha lavorato presso la Bemo Bank e adesso con il suo team vuole costituire una società indipendente, è professionalmente molto capace, ha studiato e pubblicato in Francia. Nel caso ti va di dargli una mano ti posso mandare della documentazione. Conscio di bussare alla porta emotiva, ti ribadisco che ritengo la sua inizativa economicamente valida. Per la mia e-mail mi sono iscritto al tuo blog.
    Un saluto

  50. 50
    paul bassil scrive:

    caro Gad!!sono nato a Beirut anche io! una volta hai detto che preferivi Gerusalem a beirut ma ti piaceva la cucina libanese… sono rimasto male a sentire una persona nata in una citta come beirut a dare una risposta cosi.. allora tutti i cristiani e musulmani del mondo devono preferire Gerusalem a la loro citta natale,essendo una citta simbolo del cristiani e musulmani..


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