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L’Italia è un paese razzista?

venerdì, 26 giugno 2009

Rassegna Stampa

L’Italia è un paese razzista?

Questo articolo è uscito sul “Venerdì” di “Repubblica”.
Domanda: l’Italia è un paese razzista?
Risposta: sì.
Parte il coro di proteste: ma va là, sono generalizzazioni inaccettabili! I veri razzisti siete voi, privilegiati e snob, che ce l’avete con il popolo. Neanche ve lo immaginate cosa significhi vivere nel casermone di periferia con certi brutti ceffi, e magari il campo rom lì accanto alla fermata dell’autobus.
Se poi allo stadio parte il coro “non ci sono negri italiani”, subito arriva il commissario tecnico della Nazionale pronto a spiegare: suvvia, trattasi di quattro imbecilli, non confondiamo il razzismo con l’ignoranza che c’è sempre stata e sempre ci sarà.
La collezione dei “singoli” episodi, detti anche “casi isolati”, in cui una persona viene insultata, aggredita, discriminata per via della sua appartenenza etnico-religiosa o anche solo per il colore della sua pelle è ormai normalità quotidiana che difficilmente fa notizia. Quando è proprio inevitabile darne conto sui giornali, l’increscioso fatto di cronaca viene ascritto alla voce “esasperazione”: se la gente diventa razzista è perché non ce la fa più a sopportare. Reagisce all’ipocrisia di chi vorrebbe nascondere l’evidenza, cioè la propensione maggiore degli stranieri a commettere reati. Un sociologo come Luca Ricolfi scrive editoriali sul tasso di “pericolosità” degli immigrati confrontato con quello della popolazione italiana. Ma non è razzista, sia ben chiaro. Al contrario, è coraggioso perché sfida la censura del “Politically correct”.
Poi ci sono i pignoli. Ti spiegano che non bisogna parlare di razzismo ma semmai di xenofobia, cioè di ostilità allo straniero. Grazie della precisazione davvero essenziale. Ci mettiamo l’animo in pace perché il razzismo italiano contemporaneo non incorpora più –se non in settori marginali- le teorie del razzismo biologico otto-novecentesco secondo cui esisterebbero popoli superiori e popoli inferiori. Per intenderci, ora non si dice più che i negri sono selvaggi, gli ebrei subdoli e gli ariani invece nobili. Ci si mette a posto la coscienza precisando: apparteniamo tutti alla medesima razza umana; ma è meglio che quelli lì, anche per il loro bene, se ne stiano (tornino) a casa loro.
Vanno per la maggiore in tv e sui giornali i propagandisti della differenza. Amanti del parlare chiaro, loro sì vicini al popolo che incontrano al mercato e sulla metropolitana (mentre si sa che gli antirazzisti mandano il filippino a fare la spesa e viaggiano su limousines con l’autista). Se i romeni stuprano noi lo scriviamo, va bene? Se gli zingari rubano perché dovremmo nasconderlo? E se i musulmani ci odiano perché far finta di non vedere?
Così si alimenta e si legittima il circuito del nuovo razzismo italiano. Licenza di gridare il risentimento generalizzato contro intere comunità. Comprensione per chi trasferisce in gesti individuali o azioni organizzate tale ostilità. Lodi ai politici che promettono riforme in senso discriminatorio del diritto.
A questo punto viene il bello. Perché di fronte alle denunce e alle proteste di coloro che vengono irrisi come “buonisti” (anche la bontà in questo paese è diventata una parolaccia) si leva l’accusa: ma come, non vi rendete conto che parlando a sproposito di razzismo voi non fate altro che favorirne la diffusione? Placatevi. Minimizzate come noi. Lasciate perdere le sparate “paradossali” di sindaci, ministri, deputati europei –sotto elezioni anche del presidente del Consiglio schierato, udite, udite, contro la società multietnica- e pazienza se sono un po’ troppo “colorite”. Non cadete nella trappola, lasciate che i capipopolo diano voce alla “pancia” del popolo.
Perché? Perché altrimenti sarete voi (saremo noi) a far crescere il razzismo in questo paese che prima ne era immune. Un po’ come dire che se gli ebrei non si fossero allargati troppo, in Germania, quell’Hitler lì mica ce l’avrebbe fatta…
Il prossimo 6 luglio deporrò come parte lesa di fronte all’ottava sezione del Tribunale di Milano, dove è stato rinviato a giudizio per diffamazione aggravata da istigazione all’odio razziale un redattore di “Radio Padania Libera”. Un tale che minacciava me, “nasone”, di “venirmi a prendere in sinagoga per il collo, e non in senso figurato” perché colpevole di avere paragonato gli ebrei a “quella banda di ladri dei rom”.
Ebbene, sul “Foglio” mi hanno accusato di vigliaccheria perché dall’alto del mio potere ho querelato un povero megafono di malumori popolari. Già, perché io sarei il privilegiato, l’ammanicato, l’amico dei banchieri (mica male come replica del più classico stereotipo antisemita); e con il mio comportamento arrogante ho anch’io favorito l’ascesa al potere delle camicie verdi.
Non avevo bisogno di questa conferma per riconoscere il grado di assuefazione cui siamo pervenuti, con l’aggravante dell’inconsapevolezza.
L’Italia è un paese razzista? Sì.

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Articolo di:

Gad - che ha scritto 2637 post su Gad Lerner.

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Commenti per questo articolo

[13] 12 11 10 9 8 7 6 5 4 31 » Mostra tutti i commenti

  1. 644
    mimo marocchino scrive:

    QUESTO PAESE FA SCHIFO VIENE VOGLIA DI NON FARE PIù FIGLI GRAZIE.
    UN PAESE DEL TERZO MONDO è PIù CIVILIZZATO CHE DI NOI GRAZIE MILLE PER QUELLO CHE AVETE FATTO (NIETNTE)FORSE ERA MEGLIO… UN MANIPOLO DI STRONZI!!! SIETE UOMINI PROVATE VOI HA MANTERE UN FIGLIO CON 1000 EURO AL MESE E PAGARE ANCHE L AFFITTO BASTARDI….. basta legge cosa scritto tuo paesano italiano

  2. 643
    mimo marocchino scrive:

    ciao il paese pi rasasti nel europa e italia perché un volta perla con italiano l unica risposta andate a casa vostra seconda voi e cosi come tartare con persone umana on con immigrazioni dove la legge dove non simo rasiate etc ……………… ma anche italiani vano a lavorare in USA GERMANIA AUSTRALIA……. vergoni a italia ma non tutti italiani scusate italiani persone umani grazie vostro paesano cittadino marocchino .

  3. 642
    Marko scrive:

    Il problema dell’Italia e dell’intero ccidente è che per sopravvivere ha bisogno di un esercito di stranieri se non le sue economie crolerebbero come la caduta dell’Impero Romano d’Occidente nel V secolo.
    Dopo che abbiamo arruolato gli stranieri come schiavi all’epoca romana poi li schifiamo e ci danno fastidio in casa nostra.
    Non vedo l’ora che questa gente inizia ciedere il diritto alla cittadinanza o elegge un spartaco della situazione.

  4. 641
    Rassistisches Italien « CKblog scrive:

    [...] Il blog del Bastardo | Gad Lerner: «L’Italia è un paese razzista?» [...]

  5. 640
    Volodia scrive:

    Grande Gad, l’unico che ha il coraggio di dire certe, l’unico in Italia che parla di razzismo! Si, gli italiani sono razzisti, e lasciamo perdere i discorsi "in un paese civile e democratico etc. etc.", come anche i dicorsi "sei lontano dal popolo, elitario, salottiero, etc. etc."…se stare vicini al popolo vuol dire diventare razzisti e ragionare con la pancia, allora che il popolo se ne andasse a quel paese! Anche perchè bisogna prima definire un pò meglio questo concetto di "Popolo"! Cos’è il "popolo", cos’è la "gente"? Alla fine delle categorie astratte da tirare fuori di tanto in tanto quanto fanno comodo. I romeni stuprano: gli italiani no? I marocchini spacciano droga: gli italiani no? Chi ce l’ha portata la mafia negli Usa e in Canada (e altrove), i marziani? I veghiani del dottor Spock? Quanto a quelli che dicono che senza crociate l’Italia sarebbe un paese islamico: embè? Credete che il cristiano sia tanto meglio? La Santa Inquisizione e la caccia alle streghe che le ha fatte, l’Islam o la Chiesa Cattolica Apostolica Romana? Lo sterminio degli indios americani lo hanno fatto i conquistadores cattolici o gli almoravidi musulmani? e poi, se non altro, nel paradiso islamico si tromba con le urì, nel paradiso cattolico che fai dal mattino alla sera, ascolti gli angioletti che suonano l’arpa? Sai che palle!!!…Vai grande Gad, sono con te!

  6. 639
    Kataweb.it - Blog - Duccio Blog » Blog Archive » Siamo razzisti? si e lo sappiamo scrive:

    [...] Le nuove leggi approvate con il pacchetto sicurezza e già in vigore contengono norme incivili, indegne di un paese democratico, razziste, che inciteranno all’odio ed alla giustizia fai da te supportate non solo da un clima di involuzione culturale, ma anche dalle ronde stesse, approvate con il decreto. L’Italia si scopre razzista? Si, è la risposta che condivido che si è dato Gad Lerner in un bellissimo articolo apparso sul Venrdì di Repubblica e che trovato nel suo sito. [...]

  7. 638
    Christian Luongo scrive:

    X Serenella 637
    Ciao Serenella,
    scusa ma ti leggo solo ora con un giorno di ritardo.
    E’ molto importante sapere come venga fatta questa statistica su quali variabili e su quali raffronti storici.
    Dire che la vita media si sta allungando potrebbe essere, sotto il profilo statistico, una affermazione corrette ma, in concreto, fuorviante.

  8. 637
    serenella scrive:

    Christian 623
    " Ripeto : non conosco come queste statistiche vengano fatte."

    Il pediatra dei figli diversi anni fa faceva presente a proposito di statistiche su allungamento della nostra vita che il nostro paese è il primo in assoluto per zero mortalità infantile alla nascita, ne consegue già un allungamento notevole anche se le nascite non sono molte, pensa a quante vite ti accorcia un bimbo che muore a pochi giorni o a poche ore, attualmente siamo i primi a zero mortalità e ovviamente ne paghiamo il fio, ci rinfacciano una lunga vecchiaia che con i tumori da lavoro e inquinamento che vedo attorno a me non so in che paese abiti.
    Forse una categoria alla luce dei fatti è longeva : quella dei Nostri POLITICI :P

  9. 636
    serenella scrive:

    633 Ma quanti ne hanno alloggiati in vaticano?

  10. 635
    Giada scrive:

    [da newsletter Amnesty Italia]

    COMMENTO DELLA SEZIONE ITALIANA DI AMNESTY INTERNATIONAL
    SULL’APPROVAZIONE
    DEL ‘PACCHETTO SICUREZZA’

    Il Senato ha approvato oggi l’ultima consistente parte delle riforme
    legislative del ‘pacchetto sicurezza’, pianificate dal governo nel maggio 2008, durante il primo consiglio dei Ministri tenutosi dopo
    l’insediamento.

    Sin da quel momento, la Sezione Italiana di Amnesty International ha
    dichiarato la propria preoccupazione per l’impatto di tali proposte e
    dell’approccio che le ha accompagnate sui diritti umani di migranti e
    richiedenti asilo.

    Prevedere la natura penale dell’ingresso e della residenza irregolare
    in Italia rende obbligatoria la denuncia del migrante che si trovi in tale situazione da parte di ogni pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio che ne venga a conoscenza.

    L’organizzazione per i diritti umani torna oggi a sottolineare che i
    migranti, per timore di essere denunciati con conseguenze di rilievo
    penale, saranno percio’ indotti a sottrarsi al contatto con tutti
    gli uffici pubblici, in qualunque ambito, piombando cosi’ in
    un’allarmante situazione di mancato accesso ai servizi e di compromissione dei loro diritti umani.

    Questo stato di cose potra’ colpire i migranti irregolari e i loro
    familiari – siano essi migranti regolari o irregolari, o cittadini
    italiani – in diversi campi, tra cui l’accesso alle cure mediche e
    all’istruzione, la possibilita’ di registrare i bambini e le
    bambine alla nascita, di contrarre matrimonio, di denunciare alla polizia i reati subiti.

    A queste norme, osserva con preoccupazione la Sezione Italiana di
    Amnesty International, si affiancano quelle che prolungano sino a sei mesi i tempi massimi di detenzione dei migranti nei Centri di identificazione ed espulsione, le quali confermano l’utilizzo della detenzione dei migranti come unica risposta e non come ultima risorsa, senza alcuna previsione di misure alternative, come invece richiesto dagli standard internazionali sui diritti umani.

    FINE DEL COMUNICATO
    Roma, 2 luglio 2009

  11. 634
    italiano scrive:

    .
    .

    SICUREZZA) IL REATO CLANDESTINI ORA E’ LEGGE DELLO STATO.
    .

    Chi entra in Italia o vi soggiorna clandestinamente commette un reato. Per avere la cittadinanza si dovrà pagare una tassa da 200 euro. La permanenza nei centri di identificazione ed espulsione potrà arrivare fino a 6 mesi. Le ‘ronde’ diventano legali. Sono alcune delle misure del ddl sicurezza che il Senato, con il sì alla terza fiducia, ha convertito in legge.

    REATO DI CLANDESTINITA’ – L’immigrazione clandestina diventa reato. L’articolo 21 del testo introduce nell’ordinamento il reato di "ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato". I clandestini non rischiano l’arresto, ma si vedranno infliggere un’ammenda dai 5mila ai 10mila euro, con espulsione immediata. La norma rende obbligatorio denunciare i clandestini all’autorità giudiziaria tranne che per i medici e i presidi per i quali è stata prevista un’apposita deroga.

    NEI CIE FINO A 6 MESI – L’extracomunitario che arriva in Italia senza permesso di soggiorno può rimanere nei Cie (Centri di identificazione ed espulsione) fino a 180 giorni. Fino ad oggi il periodo era di due mesi.

    TASSA DI 200 EURO PER AVERE CITTADINANZA – Per avere la cittadinanza si dovranno pagare 200 euro. Per il permesso di soggiorno invece la tassa sarà fissata dai ministeri dell’ Interno e dell’Economia tra gli 80 e i 200 euro.

    QUERELLE SUI ‘BIMBI INVISIBILI’ – Giuristi e politici si sono divisi sulla possibilità per le madri clandestine di riconoscere i figli nati in Italia alla luce del fatto che la clandestinità diventa reato. Secondo la maggioranza non ci sarà alcun problema, visto che una norma della Bossi-Fini dà la possibilità alle puerpere irregolari di avere un permesso di soggiorno fino al compimento del sesto mese del bambino. Secondo l’opposizione, alcune associazioni e diversi giuristi, il fatto che la clandestinità diventi reato ostacola l’applicazione ‘tout court’ del permesso di soggiorno temporaneo se non altro perché per l’ufficiale all’anagrafe scatterebbe immediato l’obbligo di denuncia. In più, per avere diritto ad ogni tipo di prestazione pubblica (come l’iscrizione all’anagrafe) si prevede che occorrano il passaporto o il permesso di soggiorno. In assenza dei due documenti il riconoscimento della prole non sarebbe dunque possibile. I bambini potrebbero diventare così adottabili.

    CARCERE SE SI AFFITTA A CLANDESTINI – Si rischia il carcere fino a 3 anni se si dà in alloggio o si affitta anche una stanza a stranieri che risultino irregolari al momento della stipula o del rinnovo del contratto di locazione. Ma ci deve essere un ingiusto profitto.

    SI’ ALLE ‘RONDE’ – Associazioni di cittadini potranno pattugliare il territorio e segnalare alle forze dell’ordine situazioni di disagio sociale o di pericolo. Saranno iscritte in elenchi e dovranno essere formate prioritariamente da ex agenti.

    REGISTRO DEI ‘CLOCHARD’ – I senza fissa dimora saranno schedati in apposito registro istituito presso il Viminale.

    CARCERE FINO A TRE ANNI SE SI OLTRAGGIA PUBBLICO UFFICIALE – Chi insulta un pubblico ufficiale rischia fino a 3 anni di carcere. Ma se si risarciscono agente ed Ente a cui questo appartiene, il reato si estingue. Nessuna condanna se è il pubblico ufficiale ad aver commesso atti arbitrari.

    INTATTI POTERI PROCURATORE ANTIMAFIA – Li avevano limitati, ma ora si è tornati alla legge attuale. Pietro Grasso aveva chiesto che la norma del ddl cambiasse e così è stato. INASPRITO IL 41 BIS – Detenzione più lunga di altri 4 anni. Si prevedono carceri "ad hoc" per i boss preferibilmente sulle isole. Più difficile per loro comunicare anche con l’esterno.

    NASCE ALBO PER BUTTAFUORI E AMMINISTRATORI GIUDIZIARI – Anche i ‘gorilla’ che vigilano sulla ‘pace’ fuori da pub e discoteche dovranno avere particolari requisiti (li deciderà il Viminale) e avranno presto un loro albo. E un Albo ad hoc lo avranno anche gli amministratori giudiziari.

    OBBLIGO DENUNCIA ‘PIZZO’ PER COSTRUTTORI – Per partecipare alle gare d’appalto i costruttori dovranno denunciare ogni tentativo di estorsione ai propri danni. Basterà che un pentito, anche in un altro procedimento, sostenga che ci sia stata un’estorsione senza conseguente denuncia, che l’estromissione dalla gara dell’imprenditore è assicurata.

    .

    —————————————————-

    SICUREZZA) IL REATO CLANDESTINI ORA E’ LEGGE DELLO STATO.

    ———————————————————

    .

  12. 633
    ERNESTO scrive:

    http://www.corriere.it/politica/09_luglio_02/santa_sede_no_ddl_45cd6100-66f9-11de-9708-00144f02aabc.shtml

    è anche colpa di tutti quei cattolici che hanno votato Lega e Pdl…

  13. 632
    ernesto scrive:

    E la Lega xenofoba giosce adesso con questo pericolosissimo pacchetto sicurezza, approvato senza modifiche, senza ascoltare le riserve del mondo giuridico e degli operatori.

    Si vende sicurezza ad una società ignorante e impaurita, ma si producono norme che faranno saltare il sistema giudiziario e complicherà la vita dei cittadini italiani e degli stranieri. Colpirà i disperati che scappano alla ricerca di un futuro migliore e chi vive onestamente in Italia, anche se in una difficile condizione di irregolarità. Nulla farà ai criminali, anzi li aumentare statisticamente.

  14. 631
    killstranger scrive:

    l’italia razzista ? ancora troppo poco

  15. 630
    nicola scrive:

    629 Sono in sintonia con te, Cristian, ma non sperare che qualcuno le pensi stè cose, non perchè siano difficili, ma perchè la verità non è mai gradita in questo paese.

  16. 629
    Christian Luongo scrive:

    X Nicola 628
    Le mie analisi sono opinabili e discutibilissime.
    Ma non c’è bisogno che arrivino alle orecchie di chi dovrebbe ascoltarle perchè se le faccio io, che sono un idiota tremendo, le può fare chiunque…

  17. 628
    nicola scrive:

    627 Menomale!
    Pensa se dovevi fare un discorso serio ed articolato!
    Scherzi aparte, tu fai sempre delle analisi accurate!
    Peccato che non arrivano mai alle orecchie di chi prende decisioni!

  18. 627
    Christian Luongo scrive:

    X Nicola
    ogni tanto… e pensare che ho cercato di essere il più laconico possibile

  19. 626
    nicola scrive:

    Cristian, benedetto uomo, ma se fai un post lungo un km, come si fa a risponderti!
    Ti sei fatto prendere la mano eh! :)

  20. 625
    nicola scrive:

    Signori buona sera a tutti.

  21. 624
    Christian Luongo scrive:

    X Paola 622
    Scusami un ultimo piccolo inciso di natura storica.
    Non so se sai la mia passione per la storia antica, per quella romana in particolar modo. Ogni qualvolta mi trovo a corto di idee – spesso – prendo qualche vecchio testo polveroso lo apro, lo rileggo e prendo qualche spunto.
    In merito al problema delle delocalizzazioni anche l’Impero si trovò in questa situazione. Le imprese antiche tendevano a spostare le proprie ville (le unità produttive dell’epoca essenzialmente agricole e non solo… un pò come i nostri stabilimenti produttivi fai conto) in luoghi ove potessero attingere mano d’opera a costo più basso. A quel punto il Senato cominciò a porre una rigida regolamentazione in merito (tutto il contrario, insomma, di quel che si propone oggi) e rese estremamente vantaggioso continuare a produrre nella penisola. La soluzione, molto complessa ed articolata, fu quella di rendere fiscalmente molto vantaggioso produrre entro i confini italici. Ora mi rendo conto che un paragone è, ovviamente, improbabile. C’era un impero e qui, ora, un piccolo stato. Ma l’idea di rendere fiscalmente vantaggiosa la produzione in loco potrebbe essere una strada da percorrere. Anche se, ovviamente, ci si espone al rischio speculare di un minor gettito fiscale all’erario.
    Insomma una regolamentazione nuova, flessibile e dinamica. Deregolamentare ci espone a troppi rischi a mio avviso.
    Ciao

  22. 623
    Christian Luongo scrive:

    X Paola 622
    Cara Paola buongiorno,
    oramai questo topic sta diventando una sorta di spazio privato tra noi 3… va benissimo così.
    Allora…

    La CGIL & co. possono dire quello che vogliono ma il tasso di disoccupazione in dieci anni è passato da quasi il 12% a poco più del 5%.

    Qui ci sarebbe da scrivere un romanzo.
    Perchè il dato, in sè inoppugnabile, è inficiato dal metodo di rilevazione. Non a caso si parla, di converso, di tasso di occupazione. Ma la cosa che nè l’uno, nè l’altro ci dice è la tipologia di lavoro. E’ occupazione o sotto occupazione ? C’è un disegno di creare una immensa maestranza di sottoccupazione che, nel medio periodo, possa alleggerire le uscite dello Stato sotto il profilo contibutivo ? Tieni presente che, qui da noi, di interinali se ne vedono, e tanti ti aggiungo, anche al C.I.R.A. (Centro Italiano di Ricerca Aerospaziale) un ente pubblico, finanziato dai contribuenti, fiore all’occhiello della ricerca italiana dove alcuni ingegneri aeronautici svolgono la funzione di custodi ed altri si occupano della pulizia dello stabile. Questo perchè è molto più conveniente e remunerativo che affidare ad una impresa di pulizia la manutenzione degli edifici. Della serie… ma di cosa stiamo parlando ?

    il livello della retribuzione viene stabilito dal mercato

    Ossia dalla domanda e dall’offerta.
    Ma qui credo che siamo in presenza di uno stereotipo.
    Pensa che io contesto financo la legge della domanda e dell’offerta – vecchio caposaldo del classico liberismo – poichè, a mio giudizio, i presupposti teorici e la realtà socio economica da cui prendeva le mosse Adam Smith non erano quelli delle grandi corporazioni e delle grandi multinazionali. Oggi, più di ieri, troppo spesso è l’offerta che crea forzatamente una domanda. Nel caso del lavoro, poi, applicando la terminologia mercato del lavoro, si tende ad applicare, istintivamente, questa chiave di lettura come se il lavoro fosse una merce. Il lavoro è qualcosa di qualitativamente ed ontologicamente diverso da un prodotto. Ma al di là di queste disquisizioni prettamente teoriche il problema è che se le imprese perseguono un tipo di sviluppo fondato su un basso livello di specializzazione delle maestranze gioco forza faranno leva su un bacino potenziale di occupati vastissimo per cui potranno sempre dettare loro le regole d’ingaggio. Creano, quindi, un circolo vizioso, un mercato protetto, dove l’offerta resta artatamente vincolata ad un basso profilo professionale. E la domanda di coloro che hanno un profilo occupazionale più elevato langue nelle pastoie delle moltitudini di maestranze sotto o inoccupate. Alcuni se ne vanno all’estero, altri si adeguano, altri si buttano nella libera professione, altri, molti altri, si danno al lavoro nero. Stiamo perseguendo un modello di sviluppo made in China ? Io spero proprio di no. Ma le avvisaglie ci sono tutte. E sono molto preoccupanti.

    e qui torniamo a bomba: se si preferisce creare e mantenere posti di lavoro a bassa specializzazione in modo che possano essere svolti da manovalanza totalmente intercambiabile il livello della retribuzione rimarrà sempre infimo.

    Leggi sopra

    Non ti dice nulla il fatto che l’Italia vanti, si fa per dire, il livello medio dei salari al di sotto di tutte le medie (UE a 15, UE a 19, OCSE)? Bada bene, il fatto che il lavoro non precario goda di una retribuzione media leggermente più alta è solo il frutto delle solite resistenze sindacali che non consentono spostamenti di risorse da settori più protetti a settori meno protetti. E questo sarebbe, in un’economia a bassa crescita strutturale come quella italiana, l’unico sistema per indennizzare chi lavora in condizioni di minore protezione. Lo ha detto, ieri mi pare, Chiamparino al Lingotto e mi ha veramente stupito: quando mai un dirigente del PD si lascia andare a dichiarazioni così audaci?

    Chiamparino sta, finalmente, mettendo in nuce alcuni problemi concreti. Quanto alle responsabilità dei sindacati sullo sfacelo del lavoro e dei lavoratori qui sfondi una porta aperta. Un piccolo inciso. Quando ero più giovane mi chiedevo come mai, nel periodo immediatamente antecedente al ventennio, squadracce di camicie nere devastavano le sedi delle camere del lavoro malmenando i sindacalisti senza che le maestranze agricole ed operaie muovessero un dito. Ecco, forse oggi ho cominciato a darmi una risposta.

    Caro Christian e caro Heiner (617) qui dobbiamo metterci d’accordo sui termini e sul loro contenuto ma sono convinta che stiamo dicendo la stessa cosa: quando una persona finisce gli studi ed entra nel mondo del lavoro (diciamo intorno ai 25, eh?)

    Mah… forse dalle tue parti. Dalle mie a, 35 anni, molti, troppi, stanno ancora a casa da mamma e papà a studiare ed a specializzarsi in master e contro master… a meno che non siano occupati in un lavoro sommerso o sottoccupati a livello interinale.

    è giovane e il fatto che inizi con un contratto atipico non è scandaloso, anzi consente al sistema di evitare ingessamenti.

    Concordo

    Quello che è ignobile, veramente da galera secondo me, ma si sa, io sono sempre esagerata,

    Non sei da galera. Questo per me è un crimine di mercato. figurati.

    è che dopo 5, 10, 15, 20 anni quello stesso rapporto venga mantenuto surrettiziamente instabile, precario, a termine o trasformato forzosamente in partita IVA. Uno a 35 o 40 anni è giovane? Certo che lo è caro Heiner, l’asse della durata della vita si è notevolmente spostato negli ultimi tempi, te ne sarai sicuramente accorto.

    Alt. Un momento. Ragioniamo.
    Ma ne siamo proprio sicuri ?
    Che la vita media si stia allungando dico ? Come si fanno queste statistiche ? E qual’è il dato storico da cui prendono le mosse ?
    No perchè è importante capire le variabili funzionali che vengono prese in esame. Io non le conosco ma, presumo, possano essere estrapolate in modi differenti. Dall’anagrafe, ad esempio, o dal numero di pensioni effettivamente elargite dall’INPS. Ma poi questo numero deve essere rapportato al totale della popolazione. Qui il punto. Se una società lesina sul numero dei figli inevitabilmente aumenterà il numero degli anziani.
    Ma questo singifica che la società sta invecchiando non che la vita media si stia allungando.
    Ripeto : non conosco come queste statistiche vengano fatte.
    Ma io che di studi statistici ci ho campato fino a ieri so benissimo come possano essere artatamente distorti. In questa disciplina anche i numeri sono opinabili purtroppo.

    Non lo è più abbastanza da poter ricoprire il ruolo del ragazzino di bottega, se capisci cosa voglio dire, ma poichè a distanza di 15 anni fa più o meno quello che faceva all’inizio, viene naturale continuare a definirlo giovane precario. E’ la posizione in cui si trova che ne definisce i connotati ancor prima che l’età anagrafica. Heiner, Christian la situazione che si è venuta a creare è la prova provata che anche la migliore delle intenzioni (e vi garantisco che Tarantelli, Treu, Biagi, D’Antona erano animati dalle migliori intenzioni quando ci hanno messo mano) produce effetti nefasti e non previsti quando si opera in contesti dominati dai monopoli e dagli interessi corporativi

    .
    Qui si stanno gettando le basi per un mecanismo contributivo aberrante. Coloro che studiano, si specializzano, integrano la porpria laurea con master e quant’altro, si affacceranno al mondo del lavoro ad una età molto avanzata senza neanche avere la possibilità di riscattare gli anni di laurea (visto i costi proibitivi che comporta) per cui, a quarant’anni, cominceranno ad avere i primi contributi (forse)… 35/40 anni di lavoro per la pensione = 75/80 anni… mah, te lo immagini ? Io proprio no.
    Coloro che cominciano a lavorare prima andranno da contratto a termine a contratto a termine… morale nessuna copertura contributiva per cui, fra qualche kustro, l’INPS erogherà moltissime pensioni sociali. Ottimo escamotage per ripianare i propri conti economici.

    Un serio progetto riformista dovrebbe servire a scardinare i meccanismi che li generano

    Vero. Ma più ti ci addentri più ti rendi conto che, a mio giudizioi, non è imnputabile solamente alla rigidità d’ingresso del mondo del lavoro questo meccanismo contorto ; nè abolendo norme e statuti – deregolamentando insomma – si risolvono d’amble tutte le stirture del sistema. E? una utopia a cui non bisogna prestare troppa fede a mio giudizio.

    ma mi è appena giunta voce, datemi conferma se potete, che Chiamparino non presenterà la sua candidatura (quindi immagino si accoderà a qualcuno) e i piombini si sparpaglieranno un po’ di qua e un po’ di là. Quindi alla fine se la contenderanno Bersani e Franceschini, come vedete non mi sbagliavo, niente di nuovo sotto il sole…..

    Non ne so nulla. Ma la situazione è fluida.
    Speriamo.
    Ciao

  23. 622
    paola scrive:

    per 618
    CHRISTIAN parto dalla fine:


    Non è che la mancanza di competitività lamentata dagli imprenditori e che è stata fatta ricadere sulle maestranze non è stato altro che un alibi per poter fare i giochetti di cui sopra ?

    Non c’è alcun dubbio. Ma ti ricordo che fino alla metà degli anni ’90 le imprese mettevano in atto la loro personale strategia per garantirsi quel tanto (poco, in realtà) di competitività che consentiva loro di rimanere sul mercato: avevano semplicemente smesso di assumere. La CGIL & co. possono dire quello che vogliono ma il tasso di disoccupazione in dieci anni è passato da quasi il 12% a poco più del 5%. E’ andata un po’ meno bene con il tasso di occupazione ma in questo caso intervengono fattori di tipo culturale (come, per esempio, la tendenza delle donne a delegare agli uomini il compito di produrre il reddito necessario in una organizzazione sociale di tipo familistico).

    Un dipendente non protetto dovrebbe avere un indennizzo ed una retribuzione maggiore rispetto ad un dipendente protetto.

    Sono d’accordo Christian ma questo è il "retaggio di vecchi comunisti (sentimentali, aggiungo io) come noi" (ci scherzo un po’ su naturalmente, sono sicura che non è assolutamente vero). Non posso però che ripetermi, il livello della retribuzione viene stabilito dal mercato e qui torniamo a bomba: se si preferisce creare e mantenere posti di lavoro a bassa specializzazione in modo che possano essere svolti da manovalanza totalmente intercambiabile il livello della retribuzione rimarrà sempre infimo. Non ti dice nulla il fatto che l’Italia vanti, si fa per dire, il livello medio dei salari al di sotto di tutte le medie (UE a 15, UE a 19, OCSE)? Bada bene, il fatto che il lavoro non precario goda di una retribuzione media leggermente più alta è solo il frutto delle solite resistenze sindacali che non consentono spostamenti di risorse da settori più protetti a settori meno protetti. E questo sarebbe, in un’economia a bassa crescita strutturale come quella italiana, l’unico sistema per indennizzare chi lavora in condizioni di minore protezione. Lo ha detto, ieri mi pare, Chiamparino al Lingotto e mi ha veramente stupito: quando mai un dirigente del PD si lascia andare a dichiarazioni così audaci?

    Non dimentichiamoci che i contratti atipici non riguardano solamente i giovani. Quante aziende assumono – di fatto – dei dipendenti e obbligano i medesimi ad aprirsi partite IVA ?

    Caro Christian e caro Heiner (617) qui dobbiamo metterci d’accordo sui termini e sul loro contenuto ma sono convinta che stiamo dicendo la stessa cosa: quando una persona finisce gli studi ed entra nel mondo del lavoro (diciamo intorno ai 25, eh?) è giovane e il fatto che inizi con un contratto atipico non è scandaloso, anzi consente al sistema di evitare ingessamenti. Quello che è ignobile, veramente da galera secondo me, ma si sa, io sono sempre esagerata, è che dopo 5, 10, 15, 20 anni quello stesso rapporto venga mantenuto surrettiziamente instabile, precario, a termine o trasformato forzosamente in partita IVA. Uno a 35 o 40 anni è giovane? Certo che lo è caro Heiner, l’asse della durata della vita si è notevolmente spostato negli ultimi tempi, te ne sarai sicuramente accorto. Non lo è più abbastanza da poter ricoprire il ruolo del ragazzino di bottega, se capisci cosa voglio dire, ma poichè a distanza di 15 anni fa più o meno quello che faceva all’inizio, viene naturale continuare a definirlo giovane precario. E’ la posizione in cui si trova che ne definisce i connotati ancor prima che l’età anagrafica. Heiner, Christian la situazione che si è venuta a creare è la prova provata che anche la migliore delle intenzioni (e vi garantisco che Tarantelli, Treu, Biagi, D’Antona erano animati dalle migliori intenzioni quando ci hanno messo mano) produce effetti nefasti e non previsti quando si opera in contesti dominati dai monopoli e dagli interessi corporativi. Un serio progetto riformista dovrebbe servire a scardinare i meccanismi che li generano ma mi è appena giunta voce, datemi conferma se potete, che Chiamparino non presenterà la sua candidatura (quindi immagino si accoderà a qualcuno) e i piombini si sparpaglieranno un po’ di qua e un po’ di là. Quindi alla fine se la contenderanno Bersani e Franceschini, come vedete non mi sbagliavo, niente di nuovo sotto il sole…..

  24. 621
    lando scrive:

    X Christian Luongo 620 :

    E’ un modo come un’altro per tenere in pugno il parco buoi al momento di mettere la crocetta su di una scheda,Lauro promettava la seconda scarpa mentre questi ti promettono la continuità del lavoro.

  25. 620
    Christian Luongo scrive:

    X Serenella 619

    e che solo nella PA ed esercito esistano giovani che non sono precari

    Non necessariamente.
    L’agenzia delle entrate assume solamente attraverso agenzie interinali personale a tempo determinato.

  26. 619
    serenella scrive:

    617 Heiner precario non vuol più dire giovani semplicemente perchè la meta è quella.
    Già stabilita anni or sono, iniziata pian piano e oggi ormai ben oltre il 50%.
    Non conosco le statistiche,ma credo che le grosse aziende e anche le banche assumano solo precari e che solo nella PA ed esercito esistano giovani che non sono precari. Le grandi aziende e anche le banche assumono giovani a t.i. con il conta gocce, almeno al nord, e prima della crisi ovviamente.

  27. 618
    Christian Luongo scrive:

    X Paola 616
    Cara Paola,
    la mia proposta, ex lege, intendila come una forzatura (in realtà era una fesseria madornale… per legge non si può certamente imporre un quid retributivo ad un imprenditore… retaggi di un vecchio comunista… abbi pazienza)
    Quello che suggerivi in merito agli incentivi o ai disincentivi fiscali può essere una strada giusta.
    Resta, però, un aspetto non trascurabile.
    Un dipendente non protetto dovrebbe avere un indennizzo ed una retribuzione maggiore rispetto ad un dipendente protetto. Se questo non è possibile cerchiamo di mettere mano all’ambito fiscale in maniera tale che questi ignobili processi di svecchiamento tout-court a carico dello stato non abbiano più ad essere (la vedo difficile comunque !!!)
    Infine un’altra considerazione.
    Non dimentichiamoci che i contratti atipici non riguardano solamente i giovani. Quante aziende assumono – di fatto – dei dipendenti e obbligano i medesimi ad aprirsi partite IVA ? Quante aziende hanno operato questo escamotage per dismettere maestranze – anche molto qualificate – ed aumentare i propri profitti ?
    Quante persone – con famiglie a carico – son costrette ad accettare contratti a termine perpetuate da agenzie interinali differenti che fanno riferimento alla stessa azienda proponente ? Insomma c’è un bailamme enorme che fa presa su una sorta di indeterminatezza legislativa e sul fatto che l’ingresso o il mantenimento di un posto di lavoro passi per queste miriadi di cimpromessi al ribasso.
    Insomma c’è – ci sarebbe- veramente tanto da fare.
    Io, del resto, in questo vado un pò contro corrente.
    Vorrei, inoltre, fare una domanda ; ma quando il mercato del lavoro era irregimentato le nostre aziende erano meno competitive di oggi ?
    Non è che la mancanza di competitività lamentata dagli imprenditori e che è stata fatta ricadere sulle maestranze non è stato altro che un alibi per poter fare i giochetti di cui sopra ?
    Ciao a presto

  28. 617
    heiner scrive:

    cara paola, e non consideri la precarizzazione degli adulti? ci siamo già. precario non vuol dire affatto ‘giovane’… per non parlare degli ex cocopro ecc. fatti diventare partite iva. un 35enne è un giovane? un 40enne è un giovane? io spero di no

  29. 616
    paola scrive:

    per 615
    CHRISTIAN vorrei che, almeno per quel che mi riguarda, fosse chiara una cosa: quando da più parti viene ripetuto il luogo comune del dramma dei precari io mi stranisco un po’. Perchè come hai già fatto rilevare tu in un altro post, i precari, proprio perchè giovani, modellano la loro vita sul reddito (miserabile) di cui sanno di poter disporre per intero e hanno di solito una famiglia di "anziani" alle spalle che interviene sulle loro (tante) criticità. Il vero dramma che a volte, come hai tu stesso testimoniato, si trasforma in tragedia, lo vivono gli adulti che dall’oggi al domani si ritrovano senza lavoro. Perchè camminano su un percorso ormai già stabilito e con degli impegni a cui non possono più derogare (mutuo, libri scolastici e dentista per i figli, rate da pagare di tutti i tipi). La consapevolezza di questo fenomeno si è andata diffondendo solo di recente tra gli analisti e gli osservatori istituzionali ma esiste da un tempo relativamente lungo. Tuttavia il problema dei (giovani) precari mi provoca un incontrollato moto di ribellione e sai perché? Perchè si potrebbe facilmente avviare a soluzione se non ci fossero resistenze corporative (aziende, sindacati, ordini professionali) a cui la politica di destra (per precisi interessi da proteggere) e di sinistra (per endemica conflittualità interna derivante dalla persistenza di scorie ideologiche) non osa mettere mano. Sotto metafora: si accetta di lasciar morire di fame qualcuno per consentire a qualcun altro di continuare ad abbuffarsi. Su una cosa non posso essere d’accordo con te: data per scontata la premessa che non stiamo discutendo sulla possibilità di creare un’alternativa all’economia di mercato, il livello delle retribuzioni, come dicevo nel mio 602, non può essere stabilito per legge. Lo Stato può invece, vero, mettere in campo una serie di incentivi e di disincentivi fiscali che incoraggino o meno le aziende ad assumere con determinate modalità piuttosto che con altre. Io dico che dovresti leggere la proposta di Ichino sul suo sito Ci risentiamo sotto un altro topic, questo l’abbiamo intasato abbastanza. Un caro saluto

  30. 615
    Christian Luongo scrive:

    X Paola 614
    Ciao Paola,

    non è l’introduzione in sé di elementi di flessibilità nel sistema che aumenta i livelli di precarizzazione di cui i giovani pagano il prezzo più alto. E’ mix di assenza di Welfare adeguato, di presenza di interessi corporativi e di una struttura produttiva che preferisce creare e conservare lavori a bassa produttività e specializzazione per mantenere bassi i livelli di retribuzione

    Si e no.
    La flessibilità in ingresso doveva essere accompagnata dalla concomitante riforma del welfare che avrebbe dovuto essere reso dinamico e finalizzato alla riqualificazione delle maestranze.
    Invece una riforma monca ha contribuito a generare comportamenti distorti ad uso e consumo delle imprese che hanno ulteriormente abbassato le retribuzioni aumentando i propri utili e generato un clima di disaggregazione nelle nuove maestranze.
    Sarebbe bastato introdurre un elemento semplice semplice :
    i precari avrebbero dovuto essere retribuititi, ex lege, in maniera superiore rispetto ai lavoratori storici. Sarebbe bastato questo per impedire il gioco al massacro che si è venuto delineando nelle aziende. Quello che è successo, che sta succedendo, non esito a definirli veri e propri crimini di mercato che andrebbero perseguiti anche penalmente.

    Ovviamente, in periodi di crisi, il costo delle distorsioni si spalma anche su altri segmenti di mercato, soprattutto i lavoratori anziani.

    Questa tua affermazione, nel settore farmaceutico, non è vera.
    Il settore non è in crisi ed è anzi uno dei pochi che fa registare degli aumenti sensibili nella attuale congiuntura. Le aziende farmaceutiche hanno colto l’occasine della crisi per sfoltire il personale e aumentare gli utili. Punto. Nient’altro che questo, cara Paola nient’altro che questo.
    Non a caso quelle che si sono rese protagonste di questi efferati comportamenti sono quelle quotate in borsa. Aumentando gli utili hanno avuto un incremento dei titoli azionari ed hanno rastrellato ulteriore liquidità.
    La recita di mio figlio è andata bene.
    Il mio piccolo Marlon Brando era emozionatissimo.
    Poi, ad un certo punto, ha preferito abbandonare il proscenio. Troppa folla, troppe persone… si è stufato, mi ha chiamato e ce ne siamo andati a prendere un gelato.
    Ciao a presto

  31. 614
    paola scrive:

    per 610 CHRISTIAN
    nessun dubbio che quanto da te affermato sia vero: infatti trovo insopportabili, da qualunque parte vengano (anche dai radicali caro INK), i continui richiami alla necessità di ritardare ulteriormente l’età pensionabile quando è noto che le aziende guardano ai loro dipendenti più anziani come a dei lebbrosi. Intendevo tuttavia dire un’altra cosa che riassumo telegraficamente così: non è l’introduzione in sé di elementi di flessibilità nel sistema che aumenta i livelli di precarizzazione di cui i giovani pagano il prezzo più alto. E’ mix di assenza di Welfare adeguato, di presenza di interessi corporativi e di una struttura produttiva che preferisce creare e conservare lavori a bassa produttività e specializzazione per mantenere bassi i livelli di retribuzione. Mi riferivo, quindi, alla situazione degli atipici che pagano, sempre, per l’incapacità di riformare il sistema, il prezzo delle relative storture. Ovviamente, in periodi di crisi, il costo delle distorsioni si spalma anche su altri segmenti di mercato, soprattutto i lavoratori anziani.
    PS come è andata la recita del tuo piccolo? Contento? Lui, non tu….

  32. 613
    serenella scrive:

    Paola 602 tutto giusto quello che dici, solo che la PA sono voti e i voti si possono anche comprare.

  33. 612
    ernesto scrive:

    http://www.touadi.com/wp-content/uploads/2009/06/esterne241107522406111508_big.jpg

    bravi On. Tuadi e Concia. Di queste belle figure ha bisogno il centrosinistra.

    Tuadì, caro Gad, dovrebbe essere il tuo candidato alla segreteria. Ha identità, storia, competenza, intelligenza e passione. E’ assurdo che il Pd non l’abbia ancora valorizzato al massimo.

  34. 611
    ernesto scrive:

    http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=63822&sez=HOME_MAIL

    domanda non peregrina. Che cavolo sarebbe il popolo padano non riconosciuto? Si ridicolizzano vicende come quelle del Kurdistan, del Tibet etc.

    Nazionale padana, rai padana, e vai così! Siamo un paese da operetta.

    Bossi è ormai padrone del nord…che tristezza.

  35. 610
    Christian Luongo scrive:

    X Paola 602
    Cara Paola,
    il tuo post ha ampliato l’orizzonte di quel che deve fare un vero partito riformista. Il PD deve combattere queste, ed altre, battaglie se vuole avere una ragione d’essere. Altrimenti è meglio che si chiuda bottega e si rinvii, sine die, il progetto democratico.
    Una parola sul mercato del lavoro.
    La triplice porta su di sè molte rsponsabilità perchè, per anni e anni, ha combattuto delle battaglie di retroguardia.
    Hai fatto bene a sottolineare che fu Tiziano Treu ad introdurre una maggiore flessibilità in ingresso nel mondo del lavoro.
    Il problema riguardo al mercato duale, a cui hai fatto egregiamente riferimento, le aziende lo hanno risolto proprio attraverso una interpretazione capziosa della legge 30 in merito alla struttura autofunzionale. E’, ancora oggi, oggetto di vertenze giuridiche e di interpretazioni ; ma, di fatto, usufruendo di questa arma hanno provveduto a smantellare intere strutture attraverso una fittizia cessione di rami d’azienda ad aziende create ad hoc – alle volte erano familiari dei dirigenti dell’azienda madre che le gestivano… pensa te – pronte a decantare queste maestranze per poi buttarle in mezzo alla strada. Correlativamente le aziende madri rimpiazzavano lo stesso personale con altro preso ex novo ed a contratto interinale. Qui la produttività non c’entra assolutamente nulla: ripeto, l’unica discriminante fatta è stata quella dell’età anagrafica. Null’altro.
    Ciao

  36. 609
    italiano scrive:

    .
    .

    I BUONISTI HANNO APERTO LE PORTE DELL’ITALIA AI DELINQUENTI DI TUTTO IL MONDO.

    .
    Nel 2006 la quota di stranieri denunciati per omicidio balza al 32%, contro una popolazione straniera del 5%.
    .

    Per le RAPINE IN CASA:
    Romeni al comando (19,8%),
    Albanesi (13,8%)
    Marocchini (8,7%).Croati (13,9%).

    VIOLENZE SESSUALI:
    Romeni sono in testa 16,2% del totale degli stranieri denunciati per questo reato
    Marocchini (15,9%)
    Croati (13,9%).

    Per gli SCIPPI:
    Marocchini sono al primo posto (20,6%),
    Romeni (19,3%)
    Albanesi (6%).

    Per le ESTORSIONI:
    Romeni primi (15%), seguiti da
    Albanesi (11,2%)
    Marocchini (10,7%).

    Per i FURTI DI AUTO:
    Romeni tornano in testa (29,8%),
    Marocchini (13,2%)
    Albanesi (8,8%).

    Per gli OMICIDIi,
    Romeni il 15,4% del totale degli stranieri denunciati per questo reato),
    Albanesi (11,9%)
    Marocchini (9,1%).
    .

    —————————————————————–

    Nelle Carceri Italiani dopo il condono sono di nuovo pieni di delinquenti.

    Oggi il 40% dei Detenuti sono Stranieri.

    ——————————————————————-

    .

  37. 608
    serenella scrive:

    …quanto abbiamo costruito con tanto sacrificio in tanti anni e che ora vorremmo goderci in tranquillità.
    606 Ferdinando sarai anche ottimista come ordine il capo del governo, ma dove vedi tutta questa tranquillità da goderci?
    Se di disperati si tratta, quelli che arrivano da paesi terzi portano solo disperazione e difficilmente potremo accontentarli, anche e soprattutto perchè la nostra classe operaia c’ha messo 3 generazioni per arrivare alla sopravvivenza, credi siano arrivati i tempi del tutto e subito proprio per i nuovi arrivati oppure faranno retrocedere tutti per il famoso principio di richiesta e offerta?
    Non ci si vuole godere nulla mio caro tanto meno la tranquillità,quella se la godono solo i politici, si cerca + o meno di sopravvivere .

  38. 607
    serenella scrive:

    Giulio 598 un italiano non spaccia meno di uno straniero ,
    - non strupra meno,
    - non ruba meno,
    - non picchia meno,
    - non uccide meno
    MA c’è un MA l’italiano ce lo dobbiamo tenere processare e possibilmente, giudici permettendo, incarcerare = mantenere?!?! (in carcere purtroppo non si lavora)
    NON LO VUOLE NESSUNO ALL’ESTERO, Te capì?
    Non si capisce per contro che ci facciamo noi con il contenuto delle carceri fuoriuscito da mezza europa/africa/asia/mondo?

  39. 606
    ferdinando scrive:

    LA MAREA NERA.

    Continua incessante l’arrivo in Europa e in Italia delle moltitudine africane che liberatosi dal gioco coloniale sono ora preda di ogni violenza, malattie e fame.
    Il conflitto tra le classi sociali nel nostro paese si intreccia con i nuovi problemi etnici e razziali che si delineano con sempre maggiore chiarezza ed inquietudine.
    Problemi religiosi e di coscienza scuotono le nostre coscienze e alimentano il conflitto tra il cuore e la ragione. Il cuore ci spinge a fare del bene, la ragione ci spinge a salvare quanto abbiamo costruito con tanto sacrificio in tanti anni e che ora vorremmo goderci in tranquillità.
    La politica si è appropriata del problema.
    La sinistra e il suo leader. Franceschini vede i nuovi arrivati come fratelli nella lotta contro i nemici di classe.
    Le conseguenze di questa scelta non sono discusse e valutate in nessun modo.
    Lo stesso capitò all’epoca della rivolta di Haiti che vide i rivoluzionari francesi accordarsi con i rivoltosi neri alla fine misero a morte tutti i bianchi e usavano le donne bianche come schiave del sesso.
    I discendenti di tali unioni fra neri e donne e fanciulle, spesso appartenenti alla nobiltà francese, testimoniano ancor oggi quei tragici fatti Haitiani.
    La ragione ci consiglia di restare padroni del nostro destino e non metterlo nelle mani dei nuovi arrivati affidandolo alla loro buona volontà e onestà.. C’è il detto “fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”.
    L’unica cosa che interessa loro è di battere il nemico di classe.
    Il paradosso è che è proprio a seguito di questa alleanza con quanti sono arrivati da noi e di quelli che vorrebbero ancora venire,che fa perdere loro le elezioni..
    Perdere le elezioni per perorare una giusta causa è eroico ed encomiabile ma perdere le elezioni per pèrorare una causa sbagliata come può definirsi ?
    La classe media e i poveri sono spaventati e sempre più lo saranno dalla marea nera che monta inarrestabile.
    Fra di loro ci sono degnissime persone, simpatiche ed amabili, alcuni di loro sono vicini e fratelli di tante battaglie ma, insieme a loro arrivano persone di una pericolosità estrema.
    L’altro giorno alla posta do Roma Torpignattara sentivo una donna lamentarsi di loro dicendo che “vogliono comandarci e toccano le bambine con la scusa di carezze innocenti”
    Nessuna di queste critiche smuove la sinistra dal suo esasperato buonismo e dal recedere e tradire i loro alleati nella lotta di classe.
    A Napoli durante lo sgombero della cattedrale, giovani di sinistra proteggevano con un cordone umano un nero sub Sahariano che baciava sulla bocca una bellissima ragazza italiana..
    Gli abitanti dello Zimbabue (ex Congo belga) ottennero l’indipendenza dal Belgio nel 1960 e festeggiarono stuprano e violentando centinaia di donne e bambini bianchi d’ambo i sessi. Anche in questa occasione, molti della sinistra plaudirono agli stupri e alle violenze dei neri sui bambini bianchi perchè figli di oppressori colonialisti.
    In quello occasione ci fu l’eccidio a Kindu ( 11-12novembre 1961) ove 13 aviatori italiani disarmati che erano in Africa in missione di pace dell’ONU che furono cattura e fatti a pezzi a colpi di machete solo perchè bianchi.
    La sinistra e tutti gli altri tendono a ignorare questo orribile e disumano eccidio. Le istituzioni repubblicane se ne sono dimenticate del tutto e si preferisce commemorare, a ogni piè sospinto, gli eroici martiri di Nassyria .Gli sventurati di Kindu sono “eroi” di seconda mano che è meglio tenere nascosti come ci si dovesse vergognasse di loro e non di chi li ha massacrati..
    Ma la sinistra non si troverà anch’essa a mal partito se un domani consegnasse l’Italia nelle mani di popoli a noi lontani come etica e che ci vedono, sotto sotto, come sfruttatori, profittatori e nemici (punto interrogativo) . Si ricorderanno, quando comanderanno loro, dei loro amici di sinistra che li hanno aiutati o vedranno anche loro come odiati bianchi da trattare come i bianchi Haitiani (punto interrogativo).Dobbiamo essere buoni e solidali con il nostro prossimo ma dobbiamo cercare di farlo non pagando un prezzo insostenibile, cercando di risolvere i problemi nostri e dei nostri dirimpettai africani usando soprattutto il cervello e non affidandoci solo al cuore.

  40. 605
    maniaco scrive:

    Lerner,i veri razzisti e falsi moralisti siete voi.Vergognatevi di dire che l’Italia è un paese razzista.Ignoranti,consultate il dizionario,cosa c’entra il razzismo? Giornalisti dei miei stivali,con la puzza sotto il naso,eredi della "grande" virtù giacobina,che tante teste tagliò.

  41. 604
    ink scrive:

    C’e poco d’aggiungere, Paola.
    thx
    i

  42. 603
    heiner scrive:

    cara paola, grazie dell’articolata risposta 8) -

  43. 602
    paola scrive:

    Per 556 e seguenti
    caro Christian parto dalla questione che mi sta più a cuore: non si è passati da un mercato del lavoro (sì, hai ragione come espressione non è il massimo ma in un’economia di mercato… e comunque sicuramente meglio dei grandi quantitativi di Ghedini, ti pare?) iper regolamentato ad una deregulation sfrenata, si è fatto di peggio e cosa ancora più preoccupante lo si è fatto, almeno da parte di Treu che ha dato la stura al pacchetto dei primi provvedimenti, in perfetta buona fede e per semplice miopia. Data la totale incapacità di imporre l’autonomia delle scelte politiche rispetto ai diktat sindacali (in particolare della CGIL) si è scelto di scaricare sui nuovi ingressi il peso degli inderogabili interventi di liberalizzazione in entrata e in uscita quindi, per la stragrande maggioranza, sulle giovani generazioni. La rigidità del mercato preesistente che continua ad essere regolato secondo le vecchie norme, la bassa produttività strutturale e la voracità della nostra classe imprenditoriale hanno fatto il resto. Questa geniale operazione di ingegneria sociale si è tradotta nella esistenza di un mercato duale le cui componenti rispondono a logiche tassativamente distinte che non conoscono reciproche contaminazioni, come se operassero in contesti diversi: da una parte una categoria di lavoratori protetti, intoccabili, inamovibili, (il cui ammontare retributivo non viene stabilito per legge ma deriva da accordi contrattuali di categoria) la cui retribuzione anche miserabile ma assolutamente indipendente, prescinde da qualsiasi considerazione di tipo meritocratico e produttivo; dall’altra un esercito di paria senza diritti e senza voce, (il cui ammontare retributivo, invece, si forma raggiungendo il suo naturale equilibrio nel punto di incontro tra la domanda e l’offerta, lo Stato al massimo incentiva o disincentiva)soggetti ai quotidiani ricatti di un mercato strutturalmente debole e all’ignavia di un’organizzazione previdenziale e assistenziale che si muove secondo i criteri della poor law offrendo, al massimo, qualche elemosina in caso di bisogno ma niente che somigli ad un serio percorso di reinserimento e di riqualificazione. E’ vero caro Christian: una moderna riforma del Welfare, universalistica ed equa, richiede un impegno finanziario troppo ingente per le esangui casse dello Stato. Ma anche qui, come sempre, è una questione di scelte politiche: se si preferisce, che so, dirottare i fondi sul salvataggio di aziende decotte come Alitalia (con il pretesto dell’italianità, sì, va beh), se si preferisce mantenere inalterati i meccanismi della spesa pubblica, se si preferisce, per incapacità o per motivi elettorali, non mettere mano alla inenarrabile sequela di sprechi che la caratterizza, se si preferisce mantenere i posti di lavoro a prescindere dalla loro utilità e dalla loro economicità, se si preferiscono sistematicamente interventi tampone in luogo di modifiche che incidano sulla struttura distorta del sistema, insomma se i preferisce qualunque altra cosa, è evidente che i soldi non ci saranno mai. Di questo sfacelo la triplice sindacale si porta addosso una bella fetta di responsabilità, forse la più grossa: con la difesa ad oltranza dei privilegi (dei privilegi, non dei diritti) del lavoro garantito, con la pretesa di mantenimento di uno strumento antidiluviano (ha ragione da vendere il caro ILJA!) come l’articolo 18 dell’altrettanto antidiluviana legge 300 del ’70 (del ’70!!!! Come se da allora non fosse successo nulla…), con il tenace rifiuto a consentire che venga messa finalmente mano alle disfunzioni della Pubblica Amministrazione erigendo ogni volta le barricate contro il delitto di lesa maestà.

    Questa, caro HEINER (555), è la prima delle questioni su cui gli iscritti e i militanti del PD dovrebbero incalzare il loro partito obbligandolo ad uscire dalla sudditanza psicologica nei confronti del sindacato, invece di assistere alla resa dei conti tra Franceschini e Bersani facendo il tifo per l’uno o per l’altro. Non mi fraintendere: provo grande ammirazione per il coraggio dimostrato da Franceschini nel prendere in mano la patata bollente lasciata da Veltroni. E ho anche grande simpatia per il ruvido pragmatismo di Bersani. Ma qui ci sono milioni di giovani, partite IVA, co.pro.co, interinali, dipendenti di piccolissime aziende, lavoratori autonomi, professionalità e risorse la cui vita scivola via ai margini di una società arroccata sui privilegi e sulle rendite di posizione con il beneplacito più o meno esplicito delle nomenclature sindacali che ormai tendono soltanto alla propria autoconservazione. E come certamente saprai una coraggiosa proposta di legge sul modello della flexicurity il Professor Ichino ce l’ha già bella e pronta, c’è anche una timida apertura da parte di qualche sigla sindacale, basterebbe che tutto il partito la sostenesse con convinzione. Vuoi un altro argomento su cui i dirigenti del PD dovrebbero sentire il fiato sul collo? La laicità dello Stato. Nota dolente, lo so, per un partito che annovera tra i suoi soci fondatori una formazione di derivazione cattolica. Ma è una questione che un partito riformista, radicalmente riformista (e l’ho già detto, si tratta solo apparentemente di un ossimoro) deve affrontare e risolvere, non può continuare a farfugliare genuflettendosi di fronte alle levate di scudo del sovrano d’oltre Tevere. Fermo restando il riconoscimento del diritto all’obiezione di coscienza da parte dei singoli sui temi eticamente sensibili, deve operare una sintesi ed esprimere una sola posizione. Un altro? I diritti civili. Anche qui come sopra: pazienza se la Binetti si strappa le vesti al solo sentir nominare le coppie di fatto, il divorzio breve, il testamento biologico o la fecondazione assistita. O credi che si debba sottostare ai ricatti degli Unti del Signore aderenti alla Scientology nostrana? E ancora, il rapporto con il territorio: ma qui la partita è più facile, avete decine di amministratori che se la cavano egregiamente, è sufficiente che a livello nazionale non mettano loro i bastoni tra le ruote. La giustizia: una coraggiosa riforma dell’ordinamento giudiziario e della Magistratura senza occhi di riguardo per i privilegi di casta ma solo per la ragionevole durata dei processi. L’accesso alle professioni: abolizione degli ordini e interventi concordati per evitare i contraccolpi corporativi delle categorie interessate ma contenenti un messaggio chiaro, l’epoca delle protezioni è finita, da domani si apre il mercato. Continuo? Ma no Heiner, sono convinta che tu sappia meglio di me quali siano gli argomenti che possono esercitare una forte capacità di attrazione sugli andati, i rassegnati, gli insoddisfatti che rappresentano un serbatoio elettorale motivabile di dimensioni gigantesche, altro che corsa al centro. E’ un’altra invece la questione su cui dovrebbe esserci maggiore consapevolezza: il partito non è di Franceschini, non è di Bersani, non è di D’Alema e non è neanche della Serracchiani, è di tutti voi. Guarda, mi spingo oltre e probabilmente tu non sarai nemmeno d’accordo ma ti invito a rifletterci sopra: il partito è di tutti coloro che lo votano o lo seguono nella speranza di poterlo votare, perché è il consenso che riempie la democrazia di contenuto. Ma non il consenso plebiscitario delle primarie, con tutto il rispetto naturalmente per coloro che si recano alle urne con passione e partecipazione, la cui investitura viene strumentalmente utilizzata per regolare i conti tra una corrente e l’altra. Il consenso che deriva da una costruzione dal basso, partecipata e condivisa, diversa da quella dei vecchi iscritti al PCI che discutevano, oh se discutevano!, ma poi disciplinatamente obbedivano alle decisioni già prese altrove e da qualcun altro. Christian ha ragione, Heiner: il PD possiede, a tutti i livelli territoriali, un patrimonio di risorse umane, intellettuali e politiche di eccellenza, con qualche eccessivo innesto di rampantismo carrierista derivante dagli sconvolgimenti degli ultimi quindici o vent’anni ma di eccellenza, le altre forze politiche, tutte, se lo sognano. Ma i più giovani, ed e questo è il vero nodo da sciogliere, dovrebbero smettere di assistere allo spettacolo o di partecipare sotto dettatura, dovrebbero salire sul palco, riscrivere il testo e farsene interpreti. Un davvero cordiale saluto a tutti voi.

  44. 601
    italiano scrive:

    .
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    ORDER TO REMEMBER) NELL’ ONU I REGIMI ISLAMICI FANNO CARRIERA … E PURE LA SHARIA.

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    Alla Libia va la presidenza OMU, mentre al Sudan, dove si Crocifiggono i detenuti, dove la crocifissione è la pena per chi si converte al Cristianesimo, va la vicepresidenza.

    I Regimi islamici fanno carriera.

    Da notare la biografia del neoletto. I destini del mondo vengono quindi messi nelle mani di criminali comuni, come il libico Ali Treki.

    Riporto da un articolo di Giulio Meotti. L’Assemblea generale ha eletto il libico Ali Treki a presidente della 64ma sessione che inizierà a settembre. Treki prenderà il posto del nicaraguense Miguel d’Escoto Brockmann, il prete sandinista sospeso a divinis da Giovanni Paolo II e che si è distinto per il suo furore antisemita. Treki è stato ministro degli Esteri libico tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, quando uomini protetti da Gheddafi facevano saltare in aria aerei, aeroporti, sinagoghe e discoteche….

    Il compito dell’Assemblea generale è quello di “assistere nella realizzazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali senza distinzione di razza, sesso, lingua e religione”.

    Su Gheddafi pesa il sospetto di aver torturato un mese fa quattro ex islamici convertiti al cristianesimo, ha vietato il diritto di sciopero, esegue arresti arbitrari, punizioni collettive, sorveglianza totalitaria, non ammette diritto di parola, di associazione, di manifestazione e libertà di religione.

    Da molti anni la Libia non ha più un solo cittadino di religione ebraica e fino a non molto tempo fa era proibito dare un nome berbero a un nuovo nato… Alla fine di gennaio del 2005, una commissione Onu stabilì che lo sterminio della popolazione sudanese del Darfur, prima bombardata dagli aerei di Khartoum poi finita dalle milizie arabe janjaweed organizzate dal governo, non era “genocidio”, nonostante gli oltre 200 mila morti, i due milioni di profughi e le denunce degli Stati Uniti e delle organizzazioni umanitarie.

    Nel 1994 l’ONU ha equiparato la Sharia alla Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo.

    Occorre far attenzione alle parole. Ne Il Signore degli Anelli è descritta la figura di Saruman, l’intellettuale sempre al di sopra della sua gente, che guarda negli occhi il nemico, gli orchi, e se ne innamora, per l’orrida corruzione di sentirsi superiore. Saruman parla con lingua mielata.

    Tutte le volte che l’ONU parla di proteggere i Diritti dell’Uomo stanno proteggendo la Sharia.

    Tutte le volte che c’è un convegno dove si parla di Pace in Medio Oriente e uno dei partecipanti è uno stato che non ha riconosciuto Israele, cioè Iran o Libia o Arabia Saudita (o un qualsiasi stato islamico con solo 4 eccezioni) si sta parlando della distruzione di Israele.

    Fate attenzione alle parole. La lapidazione delle adultere secondo l’Onu è un diritto umano da proteggere.

    Dal 1994 far parte dell’Onu è un disonore. Il primo passo da fare è dissociarsi dall’Onu e creare un’associazione di paesi democratici dove entra solo chi ha una democrazia decente. L’ONU mette sulla stesso piano democrazie e dittature,

    l’Onu mette sullo stesso piano Sharia e Dichiarazione dei diritti dell’uomo. L’Onu serve solo perché inutili burocrati si ingrassino e perché le più immonde dittature possano governare i diritti umani del mondo.

    Quando per il favore divino la fortezza fu espugnata, il nemico perdette ogni forza e fu incapace di reagire. Il popolo fedele non incontrò più ostacoli e pose mano al saccheggio in piena sicurezza. Si potrebbe dire che la vista della possibilità di poter fare bottino di ragazzi e belle donne devastasse i loro cuori e i loro animi. Trassero fuori da tutti i palazzi, che uguagliavano il palazzo di Salomone e si avvicinavano alla sfera del cielo, trassero nelle strade strappandole dai letti d’oro, dalle tende tempestate di pietre preziose, le beltà greche, franche, russe, ungheresi, cinesi khotanesi, cioè in breve le belle dai morbidi capelli, uguali alle chiome degli idoli, appartenenti alle razze più diverse, e i giovinetti che suscitavano turbamento, incontri paradisiaci.

    Questa è la descrizione della presa di Costantinopoli da parte di Maometto II.

    Il brano è preso da “Storia del signore della conquista” di Tarsun Beg Kemal, vale a dire è il racconto ufficiale, quello su cui i bambini turchi studiano la storia. Questo non vuol dire che ogni turco sia uno stupratore, ma vuol dire che la Turchia è fondata sulla celebrazione dello stupro etnico.

    Ogni uomo, donna o bambino turco appartiene a una nazione che celebra la propria nascita con "ci siamo fottuti le donne e i ragazzini e ci siamo divertiti tanto".
    Poi senz’altro moltissimi turchi sono persone degne, ma l’ideologia è questa.

    Tutto l’islam è fondato sulla celebrazione dello stupro etnico. Sta scritto nel Corano. Il Corano nella sura 4:24 dice: E vi sono vietate le mogli sposate di altri popoli a meno che non siano cadute nelle vostre mani (come prigioniere di guerra o schiave comprate). . .

    Questo vieta a un vero credente l’adulterio con una donna dei popoli infedele, ma non gli vieta lo stupro. Quindi se lei è d’accordo è un peccato, se lei urla, se lei soffre, allora va bene. Bella religione,, intelligente e spirituale. Solo un malato di razzismo può negarlo.

    Il Corano quindi giustifica lo stupro etnico. Il padrone può abusare sessualmente della schiava caduta nelle sue mani, o per vittoria militare, cioè per forza o acquistata cioè per denaro. I terroristi islamici di Beslan, quelli che si sono divertiti ad ammazzare bambini, dopo averli costretti per tre giorni alla sete, al terrore e a bere la propria urina, le ragazzine più carine le avevano violentate e sgozzare nei cessi, già il primo giorno.

    Perchè non avrebbero dovuto? Quale punto del corano lo vieterebbe? nessuno.

    Quindi quei terroristi sono bravi musulmani e ora sono in paradiso, a farsi altre ragazzine. Dio è grande. Questo non vuol dire che ogni singolo uomo nato nelle terre dove l’islam imperversa sia uno stupratore e un’affermazione di questo genere sarebbe razzismo, ovvio, ma l’affermazione che ogni uomo nato e cresciuto all’interno del’islam non sia stato educato contro lo stupro etnico ma a favore, è corretta e chi la nega sta negando la verità.

    “Uccidete gli infedeli ovunque si trovino” non vuol dire che ogni mussulmano desideri la nostra morte, ma ogni mussulmano appartiene a un sistema ideologico dove si inneggia alla morte degli infedeli: noi e i nostri figli siamo infedeli.

    Chi uccide infedeli, per esempio i terroristi delle torri gemelle o quelli di Londra, l’assassino di Theo Van Gogh è considerato un eroe dalla sua comunità. Tutte queste persone portavano abiti occidentali, parlavano perfettamente la lingua del paese di accoglienza (tutti di seconda generazione) e avevano frequentato discoteche.

    Vorrei sottolineare che non tutti gli uomini vissuti in Germania tra il 1935 e il 1945 erano criminali nazisti. La maggior parte dei tedeschi erano nazisti tiepidi o moderati. La stragrande maggioranza dei tedeschi non ha ucciso nessun ebreo. La maggioranza dei tedeschi non avrebbe mai ucciso nessun ebreo. La maggioranza dei tedeschi era contraria all’uccisione degli ebrei, sicuramente contraria all’uccisione dei bambini. Questo non ha salvato gli ebrei.
    La maggior parte dei turchi non ha mai ucciso un armeno né stuprato un’armena. Questo non ha salvato gli Armeni.

    Perché un popolo sia di violenza irrisolvibile non è necessario che tutti i suoi appartenenti siano violenti, ma che la violenza sia contenuta nei libri, nell’ideologia.

    E parliamo di Libia.
    La Libia era la punta di diamante della civiltà nordafricana, civiltà cristiana di assoluta raffinatezza.. Il Cristianesimo è una religione asiatica, che quasi immediatamente è diventata africana. Solo in un secondo tempo è riuscita a diventare europea. Il Cristianesimo è una religione di origine asiatica.

    Infatti nell’Apocalisse San Giovanni comincia rivolgendosi alle 7 chiese asiatiche. L’apocalisse insieme al Vangelo di San Giovanni è stata scritta da un tizio, san Giovanni appunto, in un luogo che ora fa parte di una nazione che si chiama Turchia.

    In Turchia il Cristianesimo non esiste più, è stato sradicato con la violenza delle spade, la forza dello stupro etnico. La distruzione del Cristianesimo in Turchia si è conclusa con il fumo acre che si alzava dai corpo delle donne armene bruciate vive con il cherosene per aver osato opporsi agli stupri.

    Il Cristianesimo non esiste in Libia, in Palestina, luogo dove è nato e dove, curiosamente, è considerato una religione estranea e coloniale dagli utili idioti che scrivono i libri su cui avete studiato la storia. Il Cristianesimo non esiste più in Siria, eppure in Siria sono le 300 chiese più antiche (dopo quella in assoluto più antica, dell’80 dopo Cristo che è in Persia, vale a dire nella nazione invasa dagli arabi che distrussero la civiltà originale e imposero il nome di Iran). Mentre andava in direzione di Damasco San Paolo è stato illuminato.

    Damasco è uno dei luoghi santi della cristianità. Damasco è stata conquistata dall’islam con ferocia, sterminio e stupro. Ha resistito all’assedio 6 mesi. E gliel’hanno fatta pagare.
    Sant’Agostino veniva dalla Libia. Che era verde. Siete d’accordo? Sant’Agostino veniva dalla Libia, che quindi era un luogo che produceva artisti e filosofi, avete presente le meravigliose pitture funerarie di Fayoum, oasi al confine tra Libia ed Egitto? La civiltà libica era fiorente e fioriva anche la Libia, che all’epoca dell’Impero romano era verde, descritta come il granaio dell’impero.
    Ora è marroncina per vari motivi: il clima cambia continuamente e in più l’islam ha sostituito l’impuro maiale con il maledetto montone, che desertifica. Il montone strappa l’erba, non la taglia come i bovini. Il nord’Africa è la terza grande culla della cristianità. Il Cristianesimo nei primi 3 secoli si era addirittura diffuso da fuorilegge, subendo persecuzioni atroci. I cristiani martirizzati dai romani sono comunque numericamente inferiori a quelli uccisi per la loro fede negli ultimi 100 anni.

    La Libia è uno dei luoghi dove un fiorente civiltà cristiana, colta e tollerante è stata distrutta dalla civiltà araba che l’ha invasa. Distrutta fisicamente. Dalla Libia, come dalla Tunisia e dall’Algeria sono partiti per dieci secoli i pirati che hanno schiavizzato la mia gente, che hanno portato via dall’Europa meridionale milioni e milioni di uomini e donne per farli morire senza discendenza sulle vie del dolore.

    A causa dei pirati barbareschi le coste sono state abbandonate, i porti si sono impaludati ed è arrivata la malaria, le civiltà dell’Italia Meridionale sono morte. La Corsica e la Sicilia, ad esempio, sono civiltà di contadini, non di pescatori, perché vivere sulle coste era un suicidio.

    Dalla Libia arriva il colonnello Ghedaffi. Del colonnello Ghedaffi la grandissima scrittrice e giornalista italiana Oriana Fallaci ha detto che nella Top Ten dell’imbecillità, crudeltà e criminalità Ghedaffi era al secondo posto battuto solo da Arafat. Ora Arafat è defunto e Ghedaffi ha conquistato i vertici. Trovo giusto che il governo italiano si sia inchinato a questo buffone, che ci ha anche dichiarato guerra a un certo punto, mandò due missili contro Lampedusa, perché senza il gas libico noi siamo morti e lo stesso siamo morti se Ghedaffi attua la minaccia che ha latrato due anni fa: ”manderò centinaia di migliaia di immigrati, vi invaderemo”.

    Un uomo politico deve fare compromessi anche nauseanti come sorridere e dare la mano a un capo di stato criminale , ascoltarne le idiozie senza ridere e senza sputargli in faccia. Chi non se la sente di fare queste operazioni, non faccia l’uomo politico, ma faccia il filosofo.
    Quello che è stato indegno, osceno non perdonabile è che i filosofi si siano messi in coda per dare la mano a questo dittatore.

    Alla Sapienza dove non è stato permesso al Papa di parlare, hanno applaudito Ghedaffi.

    Gli squittenti anatroccoli della Sapienza, ridicoli e profondamente incapaci di capire cosa sia la dignità, adesso sanno la verità: democrazia è una parola araba.

    Ed ora, signori, parliamo di Crociate.
    Gli utili idioti hanno scritto i libri su cui voi avete studiato la storia, quindi hanno istillato le idee che voi credete giuste perché sono le uniche che avete sentito. Se qualcuno nega queste idee, viene quindi aggredito. Non gli si dice che ha torto, con ha, voce del verbo avere, gli si dice che è un porco, un nazista, un razzista, un fascista, con è voce del verbo essere.

    Le Crociate, ragazzi, sono state guerre di difesa, gli aggressori sono gli altri. E senza le crociate voi adesso sareste un paese islamico. I Crociati hanno sterminato gli ebrei, e questo mi addolora , questa è una delle ragioni, non l’unica, ce ne sono centinaia, della mia fedeltà assoluta allo stato ebraico, stato per cui sono disposta a morire, e stato di cui voglio la bandiera sulla bara, ma le crociate sono guerre di difesa.

    Il Cristianesimo ha contagiato la barbarie dall’islam. San Paolo parla degli ebrei come di fratelli maggiori rimasti nell’errore: S. Paolo è sicuro che la sua fede sia quella giusta e chiunque non la condivida è nell’errore, ma mai permetterebbe un qualsiasi gesto contro un ebreo.

    L’islam distrugge gli Ebri: Maometto è un leader genocidiario che stermina gli ebrei dell’Arabia rei di non averlo riconosciuto come Messia. Chiunque pensi che una religione fondata da un leader genocidario sia stata o possa essere una religione di pace è una persona veramente molto ingenua o sta mentendo.

    Combattere qualcuno è una forma di intimità. Combattendo nazismo e comunismo gli Usa hanno perso democrazia, combattendo l’islam la Cristianità ha contagiato l’antisemitismo mortale.

    Nel frattempo vi saluto: vostra sdm Gandalf, colui dalla voce sgradevole, come è maledettamente sgradevole la verità. Fate attenzione alla lingua mielata di Saruman.

    .

    (Silvana De Mari)

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    NELL’ ONU I REGIMI ISLAMICI FANNO CARRIERA …E PURE LA SHARIA.

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