Il disegno di legge n. 733-B attualmente all’esame del Senato prevede varie innovazioni che suscitano rilievi critici. In particolare, riteniamo necessario richiamare l’attenzione della discussione pubblica sulla norma che punisce a titolo di reato l’ingresso e il soggiorno illegale dello straniero nel territorio dello Stato, una norma che, a nostro avviso, oltre ad esasperare la preoccupante tendenza all’uso simbolico della sanzione penale, criminalizza mere condizioni personali e presenta molteplici profili di illegittimità costituzionale.
La norma è, anzitutto, priva di fondamento giustificativo, poiché la sua sfera applicativa è desti-nata a sovrapporsi integralmente a quella dell’espulsione quale misura amministrativa, il che mette in luce l’assoluta irragionevolezza della nuova figura di reato; inoltre, il ruolo di extrema ratio che deve rivestire la sanzione penale impone che essa sia utilizzata, nel rispetto del principio di pro-porzionalità, solo in mancanza di altri strumenti idonei al raggiungimento dello scopo.
Né un fondamento giustificativo del nuovo reato può essere individuato sulla base di una pre-sunta pericolosità sociale della condizione del migrante irregolare: la Corte costituzionale (sent. 78 del 2007) ha infatti già escluso che la condizione di mera irregolarità dello straniero sia sintomatica di una pericolosità sociale dello stesso, sicchè la criminalizzazione di tale condizione stabilita dal disegno di legge si rivela anche su questo terreno priva di fondamento giustificativo.
L’ingresso o la presenza illegale del singolo straniero dunque non rappresentano, di per sé, fatti lesivi di beni meritevoli di tutela penale, ma sono l’espressione di una condizione individuale, la condizione di migrante: la relativa incriminazione, pertanto, assume un connotato discriminatorio ratione subiecti contrastante non solo con il principio di eguaglianza, ma con la fondamentale ga-ranzia costituzionale in materia penale, in base alla quale si può essere puniti solo per fatti materiali.
L’introduzione del reato in esame, inoltre, produrrebbe una crescita abnorme di ineffettività del sistema penale, gravato di centinaia di migliaia di ulteriori processi privi di reale utilità sociale e condannato per ciò alla paralisi. Né questo effetto sarebbe scongiurato dalla attribuzione della rela-tiva cognizione al giudice di pace (con alterazione degli attuali criteri di ripartizione della compe-tenza tra magistratura professionale e magistratura onoraria e snaturamento della fisionomia di quest’ultima): da un lato perché la paralisi non è meno grave se investe il settore di giurisdizione del giudice di pace, dall’altro per le ricadute sul sistema complessivo delle impugnazioni, già in grave sofferenza.
Rientra certo tra i compiti delle istituzioni pubbliche «regolare la materia dell’immigrazione, in correlazione ai molteplici interessi pubblici da essa coinvolti ed ai gravi problemi connessi a flussi migratori incontrollati» (Corte cost., sent. n. 5 del 2004), ma nell’adempimento di tali compiti il legislatore deve attenersi alla rigorosa osservanza dei princìpi fondamentali del sistema penale e, fer-ma restando la sfera di discrezionalità che gli compete, deve orientare la sua azione a canoni di razionalità finalistica.
«Gli squilibri e le forti tensioni che caratterizzano le società più avanzate producono condizioni di estrema emarginazione, sì che (…) non si può non cogliere con preoccupata inquietudine l’affiorare di tendenze, o anche soltanto tentazioni, volte a “nascondere” la miseria e a considerare le persone in condizioni di povertà come pericolose e colpevoli». Le parole con le quali la Corte costituzionale dichiarò l’illegittimità del reato di “mendicità” di cui all’art. 670, comma 1, cod. pen. (sent. n. 519 del 1995) offrono ancora oggi una guida per affrontare questioni come quella dell’immigrazione con strumenti adeguati allo loro straordinaria complessità e rispettosi delle garanzie fondamentali riconosciute dalla Costituzione a tutte le persone.
Angelo Caputo, Domenico Ciruzzi, Oreste Dominioni, Massimo Donini, Luciano Eusebi, Gio-vanni Fiandaca, Luigi Ferrajoli, Gabrio Forti, Roberto Lamacchia, Sandro Margara, Guido Neppi Modona, Paolo Morozzo della Rocca, Valerio Onida, Elena Paciotti, Giovanni Palombarini, Livio Pepino, Carlo Renoldi, Stefano Rodotà, Arturo Salerni, Armando Spataro, Lorenzo Trucco, Gustao Zagrebelsky.
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2 luglio, 2009 alle 9:45 am
#107 Faerie può andare?
2 luglio, 2009 alle 9:42 am
Grazie Ferdy, (108)
sei proprio un bravo ragazzo.
A presto
Fatina
2 luglio, 2009 alle 9:39 am
107
Fatina, grazie per le tue considerazioni. Per quel che riguarda la faccenda del troll, cado letteralmente dalle nuvole. Non solo dai miei polpastrelli non e’ mai uscito nulla del genere, ma devo dire di non aver neppure letto questa parola in nessuno dei post.
2 luglio, 2009 alle 9:37 am
Ferdy 106,
Non ci credo, Ferdy. Con quella faccetta pulita da bravo ragazzo, con quelle cose che scrivi, con le considerazioni che fai, le belle cose che racconti, sei sicuro uno di quelli che legge Marcel e lo recita a memoria.
Ah…
Fatina
ps ieri ci sono rimasta un po’ male al fatto di essere chiamata "indirettamente" troll.
So che vi riferivate a me.
Non si fa. Non si fa.
Non si fa.
2 luglio, 2009 alle 9:09 am
104 Fatina
era uno che ho sempre cercato di leggere, ma non ci sono mai riuscito!
2 luglio, 2009 alle 12:54 am
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MILANO) COPPIA IN MACCHINA AGGREDITA DA UNA BANDA. UNO E’ TUNISINO CLANDESTINO.
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Erano appartati in macchina, lontano da occhi indiscreti, ma non da quelli di un gruppo di 3 aggressori che, armati di coltelli, li hanno minacciati e rapinati.
Costretti a consegnare i propri cellulari e i soldi che avevano con se’: 200 euro circa.
Non solo ai soldi, pero’, erano interessati:
con un gesto di intesa hanno cercato di immobilizzare la Donna, un’Italiana di 32 anni, e hanno iniziata a palpeggiarla sotto gli occhi del suo compagno.
Un’aggressione avvenuta sabato scorso, intorno alle 22 in via Bardolino, di fronte alla quale
la Donna ha reagito con forza: ha iniziato a prendere a calci, morsi e pugni il trio, riuscendo a metterli in fuga.
Prima, pero’, e’ stata capace di togliere il passamontagna a un rapinatore.
Davanti a se’ ha visto il volto di uno Straniero, un Nordafricano, con una cicatrice sulla fronte.
Un particolare subito inserito nella denuncia che la coppia ha presentato, intorno alle 22, alla stazione Barona dei carabinieri.
L’identikit ha permesso, ai militari della compagnia Porta Magenta guidata dal capitano Vittorio Stingo di
stringere le manette ai polsi di un 29enne Tunisino Irregolare, con precedenti per Rapina,
rintracciato in una baracca in via Virgilio Ferrari. Per lo straniero, riconosciuto dalla vittima, si sono aperte le porte del carcere.
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Milano) Coppia in Macchina aggredita da una Banda, La Donna si difende e smaschera un Tunisino Clandestino.
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1 luglio, 2009 alle 10:06 pm
Ferdy 101,
grazie per avermi risposto.
Ma Proust, chi era costui?
Fatina
1 luglio, 2009 alle 10:05 pm
Ragazzi scusate, sto impazzendo dietro un lavoro (che non mi verrà pagato ma pazienza – magari aggancio un cliente etc) quindi, dovendo domare un software riottoso che continua a zomparmi in faccia, devo mollarvi – per oggi. I miei omaggi a tutti.
1 luglio, 2009 alle 10:02 pm
Poichè nessuno mi risponde vado a leggere Talete, Anassimandro e Anàssimene.
E voglia questo messaggio di un poeta, al quale fu offerto un posto a sedere, in ciò mettendone in risalto l’età avanzata negli anni, accompagnarvi nelle prossime ore:
"Umano si, ma non giusto".
Fatina
1 luglio, 2009 alle 9:59 pm
92 lafat.
di Leda
Zeus si trasformo’ in cigno per poter ehm…"approfittare"
http://www.marcelproust.it/imagg/Boldini_Leda.jpg