Solo poche righe scritte di corsa per dire che guardo con grande rispetto alla scelta che nelle prossime ore potrebbe prendere Ignazio Marino, di candidarsi alla segreteria del Partito Democratico, proponendosi dal di fuori della sua nomenclatura. Parte debole, certo. Ma rispetto ai due rispettabili contendenti già in corsa ha un ingrediente significativo che lo distingue: la biografia. Stiamo a vedere. Come ho già scritto prima della rinuncia di Chiamparino, credo il Pd abbia bisogno di altri candidati. E candidate.
Nulla da aggiungere, invece, sull’entrata in vigore del pacchetto sicurezza con il reato di clandestinità; se non che un giorno questo Paese se ne vergognerà e cercherà di minimizzarlo.





13 luglio, 2009 alle 2:41 pm
La candidatura di Marino a mio parere è molto interessante.
1) E’ un cattolico, quindi può parlare dei temi etici senza passare per un "laicista".
2) Dà voce ad una parte di mondo cattolico che non si sente rappresentato dai teodem.
3) Effettivamente deve sbrigarsi a pronunciarsi anche su economia e welfare, se vuole essere preso sul serio.
4) E’ fuori dai giochi di potere e dalle cordate varie che caratterizzano gli schieramenti di Franceschini e Bersani. Che ci fa la Binetti con Fassino ? E Bassolino con Bersani ?
5) Anche se non vince può condizionare possitivamente il probabile vincitore (Bersani)
6) La sua candidatura può favorire l’appoggio e l’entrata nel partito dei radicali
11 luglio, 2009 alle 8:29 pm
Anche Marino inizia ad inquietarmi come segretario di sezione….
11 luglio, 2009 alle 4:59 pm
per 1257/58 (mi pare non sia partita la mia precedente risposta).
Può darsi che tu abbia ragione; ma allora (è certamente un mio limite) non riesco a comprendere dove siano finiti i voti in precedenza raggranellati da Rifondazione, dai Verdi, dai Comunisti Italiani ecc., che messi insieme non erano poi così ridotti. Certo, c’è l’astensionismo, ma penso che esso sia un dato trasversale, e comunque non sarei affatto sicuro che abbia penalizzato solo l’estrema sinistra (non credo di essere un caso isolato di elettore moderato che non si riconosce in nessuno dei partiti oggi rappresentati, e che perciò non va a votare).
Sarà anche vero (anzi, sono d’accordo su questo) che nelle ascendenze di Di Pietro vi sia una forte componente "destrorsa" (ma di una destra qualunquistico-populistico-poliziesca, tipo "che tempi, signora mia, dove andremo a finire", agli antipodi rispetto alla destra europea); ma in IDV, fra gli altri, sono approdati personaggi sicuramente gauchistes, come Franca Rame, o più di recente come personaggi di dichiarata provenienza culturale filocomunista, come de Magistris.
Che poi IDV incarni un voto di protesta è possibile, ma credo che, se di questo si tratta, sarebbe una protesta contro il centrosinistra, giudicato forse troppo blandamente antiberlusconiano (con una coloritura oltranzista, quindi, che ritengo possa pescare più facilmente voti a sinistra del PD, o al più "dalla" sinistra del PD).
E, se le cose stanno così, mi pare miope esorcizzare la fuga di voti verso IDV come transitoria: sarà anche di protesta, ma non vedo come l’attuale assetto possa mutare in modo da riportare i voti raccolti da Di Pietro e soci ai partiti di provenienza.
E infine, quanto ai giovani dei Centri Sociali che voterebbero a destra per risposta ai vertici PD che "flirtano" con Formigoni, non so quanto un simile campione di elettori possa influenzare i grandi numeri: del resto, nelle statistiche complessive di qualsiasi tornata elettorale, viene incorporato -e diluito nel mare magnum dei votanti- anche il voto di quelli che si comportano un po’ come il famoso marito che, per far dispetto alla moglie, si recide -diciamo così- gli attributi. E anche questo "ci può stare", come dice sempre, benevolo e indulgente, Salvatore Bagni dopo l’ennesima figuraccia della Nazionale.
Giuspa
11 luglio, 2009 alle 10:15 am
Per 1256
Non sono d’accordo con la tua analisi.Di pietro è un estremista di destra e non ha drenato alcun voto della sinistra estrema semmai ha fatto perdere molti voti al Pd di elettori di sinistra e di laici
esattamente come ha fatto perdere voti franceschini democristiano
ricordiamolo, soprattutto nelel regioni rosse dove a vedere un dc a capo dell’ex Pci a molta gente viene da vomitare.
Riguardo al medico giusto avere stima ma non confondiamo la stima che deve avere il chirurgo dal politico che è odioso perchè qui non abbiamo davanti nè Che Guevara nè Strada di Emergency ma un borghese probabilmente laico ma neppure di sinistra, un ennesimo burocrate miliardario e di mezza età che affascina pochissime persone della borghesia mentre pensionati, lavoratori, disoccupati non possono che provare odio perchè non si sentono rappresentati.
A Milano, guardate che non sto enfatizzando un problema ma riportando la verità, migliaia di ragazzi dei centri sociali votano a destra in odio dei gerarchi PD collusi con formigoni nella gestione economica della città. Sono anni che ripetiamo queste cose e questo fenomeno che non è del tutto marginale come si è portati a credre, si aggiunge il grande astensionismo degli elettori di sinistra perchè i gerachi del Pd e dei partiti falsamente comunisti sono identici ai gerarchi dei partiti dichiaratamente di destra.
11 luglio, 2009 alle 10:15 am
Per 1256
Non sono d’accordo con la tua analisi.Di pietro è un estremista di destra e non ha drenato alcun voto della sinistra estrema semmai ha fatto perdere molti voti al Pd di elettori di sinistra e di laici
esattamente come ha fatto perdere voti franceschini democristiano
ricordiamolo, soprattutto nelel regioni rosse dove a vedere un dc a capo dell’ex Pci a molta gente viene da vomitare.
Riguardo al medico giusto avere stima ma non confondiamo la stima che deve avere il chirurgo dal politico che è odioso perchè qui non abbiamo davanti nè Che Guevara nè Strada di Emergency ma un borghese probabilmente laico ma neppure di sinistra, un ennesimo burocrate miliardario e di mezza età che affascina pochissime persone della borghesia mentre pensionati, lavoratori, disoccupati non possono che provare odio perchè non si sentono rappresentati.
A Milano, guardate che non sto enfatizzando un problema ma riportando la verità, migliaia di ragazzi dei centri sociali votano a destra in odio dei gerarchi PD collusi con formigoni nella gestione economica della città. Sono anni che ripetiamo queste cose e questo fenomeno che non è del tutto marginale come si è portati a credre, si aggiunge il grande astensionismo degli elettori di sinistra perchè i gerachi del Pd e dei partiti falsamente comunisti sono identici ai gerarchi dei partiti dichiaratamente di destra.
10 luglio, 2009 alle 3:35 pm
Nulla da dire sul profilo personale e professionale di Marino, che è persona dal curriculum di tutto rispetto.
Però -lo dico da "esterno", visto che non voto ormai da tempo, nè per il PD nè per alcun altro partito- credo che il punto debole della situazione attuale dei Democratici non sia tanto nella qualità dei candidati alla successione a Franceschini (che non si discute), quanto nel fatto che come principale competitore del PD è un vero e proprio monolite, guidato -anzi, comandato- da un uomo-simbolo, il quale non solo gode di un credito personale estremamente elevato tra gli elettori del centrodestra, ma ha sostanzialmente "annesso" AN, i cui "colonnelli" appaiono assolutamente appiattiti sulle posizioni del Cavaliere (che è e resta colui che li ha "sdoganati"), mentre a Fini è stato destinato un compito istituzionale, da "padre nobile", facendolo di fatto uscire dalla politica di schieramento e annacquandone così i pur ricorrenti distinguo; e, quanto alla Lega, le posizioni di Berlusconi non sono mai state tanto vicine, anche per oltranzismo, a quelle di Bossi, tanto che qualcuno dei fedelissimi del senatùr (Calderoli, mi pare) ha detto che il premier dovrebbe avere la tessera onoraria della Lega Nord.
Al cospetto di una leadership così forte, e di un blocco così omogeneo, il PD continua a mostrarsi come un ircocervo nel quale la fusione fra ex DS ed ex popolari non pare ancora digerita. Sulle galassie interne al centrosinistra si scrivono ogni giorno fiumi d’inchiostro, ma la morale è che l’immagine che offre di sè il PD è quella di un impasto mal riuscito, fatto di segretari precari, troppo soggetti alla fronda interna e contemporaneamente troppo condizionati dalla presenza di altri soggetti e partiti di forte identità all’interno dell’opposizione: Di Pietro, con il suo estremismo populista e giustizialista in funzione dichiaratamente antiberlusconiana, è riuscito a drenare buona parte del voto dell’estrema sinistra, e non sembra disposto a fare sconti neppure agli "alleati" democratici (posto che di alleanza possa ancora parlarsi); sul fronte moderato, l’UDC di Casini sembra essersi assicurata una fetta non troppo inconsistente del voto di opinione moderato, che non si riconosce nè nel Cavaliere nè nel PD. Quindi, le mozioni rutelliane di pescare voti al centro e quelle di parte dei democratici di provenienza DS, orientate a riconquistare posizioni a sinistra, finiscono per rappresentare una scommessa troppo difficile da giocare. In più, tra le molte anime del PD, ci sono quelle laicista (cui appartiene Marino) e quella più legata a valori cattolici (non solo la Binetti, ma buona parte degli ex democristiani). E questa presenza di fattori così identitari all’interno di uno stesso partito costituisce un’ipoteca sulla forza e sull’appeal elettorale di qualsiasi leadership fra quelle oggi ipotizzabili all’interno dell’orizzonte democratico.
Per cui, buona fortuna alla candidatura di Marino: il quale sarebbe certamente un rappresentante degnissimo e di alto profilo delle ragioni del centrosinistra; ma ciò non credo basti a farne un vero "leader" unanimemente riconosciuto, caratteristica che costituisce il principale punto di forza del suo antagonista di centrodestra. Almeno fintantochè quest’ultimo non dovesse essere seriamente "azzoppato" da problemi di carattere giudiziario (e la vedo dura, se riuscirà a far andare in porto alcune delle riforme in tema di giustizia attualmente "cantierate" dalla maggioranza), o da qualche ulteriore scoop sulla sua discutibile vita privata.
Giuspa
8 luglio, 2009 alle 4:16 am
I COLLABORAZIONISTI CACCIATI A TORINO DAI LAVORATORI!
Sta montando l’odio contro i collaborazionisti del regime
I nemici del popolo non riusciranno più ad entrare nelle
fabbriche, l’inganno è finito, il proletariato è in marcia!
http://www.youtube.com/watch?v=MbSmaj7qj2Q
7 luglio, 2009 alle 5:25 pm
Per 1252
Nulla da dire come medico dve avere la massima stima e considerazione
ma la politica è un altra cosa. Marino sarà politicamente molto popolare tra la borghesia ma nelle periferie proletarie appare l’ennesimo clone democristiano.Prendiamo una grande città come Milano
esemplificativa della crisi della sinistra. Questa città negli ultimi tre decenni ha subito una grande trasformazione sociale, l’impennata
dei valori immobiliari ed un processo di espulsione del proletariato nelle estreme periferie e nei paesi della c.d. cintura metropolitana.
Nella metà degli anni settanta, il solo Comune di Milano contava quasi tre milioni di residenti, oggi per il fenomeno di espulsione del proletariato verso le periferie ed il calo demografico, la città non raggiunge il milione e quattrocentomila residenti. La crisi della sinistra tuttavia è troppo grave per essere giustificata da questo cambiamento parziale della struttura sociale. le vere radici risiedono
nel processo di progressiva corruzione dei dirigenti del PCI-PDS-DS.
Una corruzione non solo materiale, persiamo a quanti criminali sono stati coinvolti in vari scandali a livello nazionale e locale dalla Lombardia alla Campania, ma una corruzione ideologica, un continuo prostituirsi agli invasori stragisti usa, a Confindustria ed al pretame reazionario cattolico e persino al pretame colluso con neonazisti tibetani che in Cina si è reso responsabile di pogrom anticinesi con eccidi di lavoratori e passanmti di etnia cinese.
Questa falsa sinistra ha distrutto non solo una prospettiva di libertà e progresso per il proletariato italiano, ha distrutto la vita di milioni di esseri umani massacrati in sporche aggressioni imperialiste
e sta continuando a distruggere l’umanità.
Occorre reagire alla violenza squadrista contro i lavoratori e reagire agli eccidi ed alle atrocità usa in Iraq e nell’Afghanistan lottando per una ricostruzione di un partito comunista di massa. Fondamentale è contestare a vista tutti i gerarchi miliardari della falsa sinistra collaborazionisti dei governi di prodi che hanno portato questo paese nell’abisso del berlusconismo e ridotto il nostro paese ad una prostituta degli usa, di Confindustria e dei preti.
7 luglio, 2009 alle 3:49 pm
Naturalmente, massimo rispetto per la candidatura di Ignazio Marino.
Ma non sono favorevole alla sua "discesa in campo".
Anche se quanto sto scrivendo può sembrare politicamente scorretto, penso che la carica di segretario di un parito politico debba essere coparta da un politico di professione.
Troppe sono le difficoltà, i trabocchetti che deve evitare, le astuzie che deve sapere mettere in atto (soprattutto in Italia).Inoltre è un incarico che va coperto a tempo pieno: come può Marino conciliare tutto questo con la sua attività di parlamentare e soprattutto medico? Non mi pare che abbia parlato di dimissioni da qualche incarico.
Caro Gad, so che non sei del mio parere, ma tutto sommato penso che Franceschini rimanga la scelta migliore.Per carità, Bersani è un’ottima persona. ma lo vedo soprattutto come bravissimo ministro (quale è stato).
Non mi pare abbia la determinazione e la rapidità di reazione necessarie a un segretario di parito.
Solo poche parole su D’Alema: come al solito, semina zizzania, lancia il sasso e nasconde la mano: una vera jattura per la politica italiana!
7 luglio, 2009 alle 3:01 pm
Buongiorno Gad.
Io penso che voterò Marino.
Lisa
7 luglio, 2009 alle 12:21 pm
Mi piace Marino, moltissimo …. ma con lui non si sconfigge il nanetto di Arcore…