Mi ha messo un poco di malinconia leggere sul “Corriere della Sera” l’intervista di Walter Veltroni. Pare che neppure la nobile, rispettabile arte delle dimissioni venga d’aiuto ai professionisti della politica italiana nell’immaginarsi una vita soddisfacente lontano dal tran tran in cui hanno trascorso decenni. Veltroni, in particolare, che della politica istituzionale è stato un esponente navigato, pure ha sempre sentito il bisogno di differenziarsene. Ma solo sul piano dell’immagine. Per dire: badate, anche se lo sembro, io non sono un politico come gli altri. Tale pulsione lo spinse all’imprudenza di annunciare una prossima “seconda vita” in Africa dopo l’impegno come sindaco di Roma. Impegno disatteso senza troppe spiegazioni.
Quando si è dimesso da segretario del Pd, io davo quasi per scontato che il suo “beau geste” conseguente sarebbe stato quello di impegnarsi per il Continente Nero. Non dico andandoci a vivere, sarebbe troppo, ma costituendo una Fondazione o qualcosa di simile (e di utile, Veltroni ne avrebbe le capacità).
Invece oggi annuncia un nuovo impegno “nobile” (chi potrebbe sostenere il contrario?) contro la crescente pervasività del crimine organizzato in vaste regioni del paese. Solo che non si capisce bene quale sia il percorso d’impegno effettivo, a parte la iscrizione alla Commissione parlamentare antimafia.
Il timore è di trovarci di fronte solo a un nuovo annuncio, credibile nè più nè meno di quello africano. E la domanda resta sempre la stessa: chi ha vissuto gratificazioni enormi nella carriera politica, riuscirà mai a crearsi una nuova esistenza appagante e significativa?
Ultima considerazione. Anche le leadership politiche, oggi, sono determinate soprattutto dalla “biografia” in base alla quale si viene valutati. Cosa hai fatto, prima? Come hai dimostrato quel che vali? La le biografie, per l’appunto, non si inventano.





17 novembre, 2009 alle 10:45 pm
In ITALIA non siamo in un Paese democratico, questo l’ho dedotto quando ho scoperto, a MARZO 2009, che tutte le mie cinquanta raccomandate spedite agli ORGANI PIU’ RAPPRESENTATIVI DELLE ISTITUZIONI sono state BLOCCATE, dall’intervento dei SERVIZI SEGRETI, così tutti i POLITICI da me contattati hanno fatto l’opposto di quello che denunciavo, così hanno ottenuto GRATIFICAZIONI POLITICHE E PASSI AVANTI ALLA LORO CARRIERA. Questo è successo anche con Walter Veltroni il quale dopo aver mandato in ROVINA LA SINISTRA per aver ricevuto ORDINI: "SUPERIORI ", per problemi di CAMORRA da me denunciati, gli viene dato l’INCARICO di stare nella commissione Parlamentare ANTIMAFIA, EVIDENTEMENTE AVEVA SERVITO BENE IL POTERE. Dagli avvenimenti a me CAPITATEMI, anche se vi possono essere dei fatti che COINVOLGONO il CAPO del GOVERNO, BERLUSCONI, nel proteggere con i SERVIZI SEGRETI, persona da me denunciata per essersi definita CAMORRISTA il PROBLEMA PIU’ IMPORTANTE E’ CHE LA CAMORRA USA I SERVIZI SEGRETI PER UCCIDERE CITTADINI A LORO SCOMODI, POI USA UOMINI POLITICI PER PROTEGGERSI, IN QUESTO CASO HA USATO BERLUSCONI PER FAR NASCONDERE TUTTE LE DENUNCE DA ME FATTE CONTRO I SERVIZI, I QUALI MI CONTINUANO A FARE SABOTAGGI, METTENDO COSI’ IN PERICOLO LA MIA VITA E DEI MIEI FAMILIARI. PERTANTO GRAN PARTE DELLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA DEVE RIGUARDARE L’USO INDISCRIMINATO DEI SERVIZI SEGRETI ITALIANI: " L’INTELLIGENCE ", DA PRIVATI O DA CRIMINALI.
Andrea
11 ottobre, 2009 alle 1:34 am
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26 luglio, 2009 alle 11:20 am
O)
26 luglio, 2009 alle 11:20 am
423
La "padania" non esiste, esiste il popolo che vuole
processare i burocrati della Triplice ed i servi
della Cia.
Ti ricordo che mussolini si era inventato l’"impero"
ed è stato abbattuto crivellato di piombo, grazie
alle brigate rosse partigiane.
http://www.youtube.com/watch?v=xqs0212ATrA&feature=channel_page
26 luglio, 2009 alle 11:19 am
0)
26 luglio, 2009 alle 11:18 am
24 luglio, 2009 alle 12:39 pm
422, ma non era uno slogan padano quello?
24 luglio, 2009 alle 12:30 pm
Per 418
Kofferati è un reazionario peggio di berlusconi che almeno è se stesso
o quasi a parte le scabrose vicende e bugie sulle ninfette e veline varie.
Tutti i gerarchi del Pd sono finiti, un partito sotto il 20% dei cittadini che si recano a votare cosa rappresenta? E’ l’espressione
dei peggiori intrighi di palazzo, di lobbies e adoratori del dalai lama,
che credibilità possono avere dopo gli eccidi della legge biagi e della
sporca guerra, con i i loro lacchè falsamente di sinistra già annientati?
A LAVORAREEEE!A LAVORAREE!VERGOGNA! VERGOGNA!GOGNA!GOGNA!
http://www.youtube.com/watch?v=4R-QUEIjT1I&feature=channel_page
23 luglio, 2009 alle 9:44 pm
Parliamoci chiaro !!! Rispondo subito. Ho troppa stima per GAD LERNER per non pensare che il tuo intervento sia come l’unica mela marcia in un cesto di mele mature che è il suo blog. Non intendo rispondere ad ulteriori provocazioni.
23 luglio, 2009 alle 6:51 pm
#418. Parliamoci chiaro…ma ch ti credi di essere? Repubblica? E per chi hai scambiato Gad? Per il presidente del consiglio?
23 luglio, 2009 alle 2:04 pm
V COME VAFFANCULO!
YANKEES GO HOME! ITALIA LIBERA!
http://www.youtube.com/watch?v=9Gkj4Fyv8Cg&feature=channel_page
22 luglio, 2009 alle 10:01 pm
Il caso Veltroni mi da lo spunto per una domanda che rivolgo a Gad e a cui prego vivamente di rispondermi.
Veltroni dopo il beau geste non ha mantenuto la parola di dedicarsi all’Africa forse perchè ha trovato il posto occupato da chi lui stesso aveva trombato con quella malsana idea del bipartitismo tanto cara a Berlusconi.
Politicamente è bruciato, ma non come un tizzone ancora acceso, bensì come cenere fredda. A questo punto può sperare solo di occupare l’ufficio di segreteria di George Clooney.
L’episodio però mi induce a ricordare la vicenda Cofferati che in contemporanea al 2° governo Berlusconi e al movimentismo appena nato, sembrò incarnare l’uomo tanto atteso dalla sinistra per rimandare definitivamente a casa il futuro sciupafemmine di Palazzo Grazioli. E invece, giunto al culmine della sua popolarità nonostante D’Alema, accettò in silenzio il confino di Bologna senza nessuna spiegazione.
Gad ho bisogno che tu mi illumini su questa vicenda e di un tuo giudizio sulla possibilità che il cinese, passo dopo passo si riprenda la leadership che gli era stata tolta.
21 luglio, 2009 alle 6:28 pm
X Heiner 414
Dimenticavo una cosa.
La nota specifica era attribuita a papa Pacelli ; nell’indice dei nomi di quel volume ho cercato Pacelli e la dicitura era : vedi Papa Pio XII .
io ho cercato Papa Pio XII ; ma la pagina incriminata non era riportata.
Ci aggiorniamo, ciao
21 luglio, 2009 alle 6:16 pm
X Heiner 414
Caro Heiner,
è la prima cosa che ho controllato e non è riportato. Ma la cosa strana è che non era riportato neanche una nota in corsivo di papa Pacelli. La mia edizione è economica mentre la tua, credo, no. Io non so se, adesso, tra la mia edizione e la tua, ci siano delle differenze, delle aggiunte, delle modifiche.
O magari qualche tomo della mia possa aver risentito di un errore di stampa.
Non so proprio cosa dirti.
Di Pasolini son più che sicuro perchè c’era una nota redatta da De Felice che parlava di questo fondo intitolato "Perchè noi abbiamo fiducia nella vittoria finale" ; capisci che leggere un fondo di Pasolini con questo titolo mi fece letteralmente sobbalzare dalla sedia. Ebbene non c’è neanche questo nome.
Ripeto… non so proprio cos’altro aggiunge
Teniamoci in contatto e fammi sapere.
Ciao
21 luglio, 2009 alle 6:08 pm
X Marco Scamardella 412
Caro Marco,
io mi rendo conto che, dalle ceneri di una sconfitta devastante, era necessario, anzi doveroso, mettere mano su tutti i fronti. La nostra costituzione, ad esempio, ne è la prova tangibile. I padri costiutenti non avevano dimenticato che Mussolini, alla stregua di Hitler, aveva intrapreso la via parlamentare per approdare al potere ed alla costituzione del regime fascista. L’ossessiva centralità del parlamento, il bicameralismo perfetto, le regolamentazioni parlamentari, il sistema elettorale proporzionale, la presidenza della repubblica… tutto, insomma, era stato disegnato ed architettato tenendo presente alcune priorità. Tu sai bene che io sono un proporzionalista convinto ; ma sai anche che, alla stregua di questo specifico sistema elettorale, reputo parimenti democratico un maggioritario secco o un maggioritario a doppio turno. Io sono uno strenuo difensore della centralità dello stato e, a mio giudizio, la parola federalismo dovrebbe essere abrogata dal dizionario ; ma sono altrettanto consapevole che il mio paese, oggi, per uscire dalle secche in cui si trova e per essere uno stato moderno e competitivo, necessita di una riforma amministrativa in senso federale per cui, anche se a malincuore, non frapporrei alcun ostacolo, se ne avessi il potere, ad una riforma in questo senso. Io sono un uomo di sinistra. Il cuore e la mente sono a sinistra. Ma in due modi differenti. Credimi quando ti scrivo che, ancora oggi, quando ascolto le note dell’inno sovietico mi viene la pelle d’oca. E non soltanto pe la splendida melodia ma, ovviamente, per quello che ai miei occhi di 15enne quell’inno, quel paese, quel sistema rappresentava. Tempo fa DiegoPit postò un vecchio slogan che avevo quasi dimenticato… E ora, e ora, potere a chi lavora. Non ricordo se glielo scrissi… io ho avuto come un tuffo al cuore. Ma oggi mi rendo conto che quel sistema è stato fallimentare sotto moltissimi aspetti e si è tradotto, in concreto, in uno stato di polizia che ha fatto impallidire anche il regime zarista. Per cui la strada da intraprendere deve essere un’altra. Per ciò che concerne la nostra storia recente, credo che la storiografia non abbia non potuto risentire di quanto scritto da te nel tuo post e di quanto sottolineato da me all’inizio di questo. Ora, però, credo che, passati 54 anni dalla fine della guerra si possa cominciare a rivedere la nostra storia recente con un’altra ottica più equilibrata ed equidistante. Un paese, se vuole esser tale, non solo non deve dimenticare la propria storia e le proprie radici ma deve anche saper leggere il suo passato in maniera scevra da ideologie e strumentalizzazioni. Sostenere, come ho sostenuto io, che le quattro giornate di Napoli sono state una invenzione storiografica non significa rigettare o rinnegare i valori della resistenza. E quando lo dico non lo faccio per faziosità o altro ma lo faccio con cognizioni di causa ponendo qualche spunto che, però, è stato sottaciuto o deriso. Una sommossa popolare che in quattro giorni di furiosi combattimenti contro il tedesco occupante ed invasore provoca un centinaio di morti stride maledettamente con le cifre riportate da Dumas che parla di più di 5.000 morti a seguito dei furiosi combattimenti, durati cinque giorni, tra l’esercito francese ed i napoletani capitanati dai lazzaroni nel ‘79. Io non sostengo affatto che non ci sia stata una ribellione. Ne nego la portata popolare. E credo, che alla stregua di troppa storia recente, si sia fatta non storiografia ma agiografia.
21 luglio, 2009 alle 5:51 pm
caro christian, la mia edizione è la prima in volume unico, 1974
(www.libroco.it/cgi-bin/dettaglio.cgi/codiceweb=51879156880135/web=map)
letto circa 25 anni fa, quindi non mi chiedere… in ogni caso mi ricordo che lo trovai ben fatto, e non avevo nulla da eccepire. la notizia di pertini forse mi avrebbe colpito se fosse stata messa ben in evidenza, se era in caratteri minuscoli in una nota, chissà…?
). ps: non sarà che il tuo volume 1 non ha l’indice dei nomi perché nelle edizioni tascabili di norma l’indice dei nomi viene messo sul vol. 2? (non mi stupirei però se fosse l’ennesimo caso di cialtroneria). quindi quando ripasso dal fratellone ricontrollerò. se nel frattempo trovi qualcosa fammi sapere. salutoni
in ogni caso oggi lo ha mio fratello nella sua biblioteca, quindi potrò ricontrollare quando lo rivedrò (tra una settimana?). l’indice dei nomi mi sembrava fatto bene, d’altronde einaudi era all’epoca ancora una casa editrice seria (parlo della forma, non entro sui contenuti, potremmo avere idee diverse
21 luglio, 2009 alle 5:36 pm
X Heiner
Caro Heiner,
sono andato a dare una sbirciatina ai tomi di De Felice.
Volevo dirti che la mia edizione è Einaudi Tascabili del 1996. Quanto all’indice dei nomi volevo dirti che la mia edizione non solo ne è completamente deficitaria nel 1° degli ultimi due tomi Mussolini l’alleato e, più precisamente, quello denominato dalla guerra breve alla guerra lunga ma che non è esaustiva inerentemente alle note. Ricordo, specificamente, che uno dei corsivi incriminati riguardava proprio Pier Paolo Pasolini il cui scritto De Felice riportava integralmente nelle note. Ebbene se guardo nell’indice dei nomi Pasolini è assente ; una cosa analoga riguarda una nota concernente Papa Pacelli.
A questo punto ti chiederei, cortesemente, di riferirmi quale edizione è in tuo possesso e, vieppiù, di controllare se tutti i tomi dispongono dell’indice dei nomi e se quanto riportato da me riguardo le note lo riscontri anche tu oppure no.
21 luglio, 2009 alle 4:53 pm
c’è di peggio nel caso in specie , l’invenzione di una leggedna per raccogliuere i cocci di un paese umiliatoe sconfitto , la continuazione della bugia per coprire il clima di falasità ideoogico eil cpompromesso di comodo PCI DC al di qua del muro.
Brutto piegare la verità per alytri fini , non dura e danneggai la coesion sociale e la cultura del paese, quindi il suo futuro e la sua speranza .
( ci eravamo presi male su Baget Bozzo , ma nache io quando c’è sostanza sono sempre molto interessato e magari tagli mno con l’accetta ……… )
21 luglio, 2009 alle 2:22 pm
X Marco Scamardella 403
Caro Marco,
neanche io ho mai avuto intenzione alcuna di fare uno contro tutti…
diciamo che se scrivo qualcosa di poco ortodosso si scatenano tutti contro di me… (beh… tutti proprio no… non esageriamo adesso !!!).
Le mie idee, quello che posto, posssono, anzi devono essere opinabili e discusse fino a rigettarle.
Ci mancherebbe altro… fa parte della dialettica.
Io non ho mai avuto la pretesa di convincere nessuno di quel che scrivo. E sai bene proprio tu, con il quale mi interfacciai per la prima volta su Baget Bozzo, che tipo di approccio abbia verso un interlocutore che la pensa in maniera assai diversa da me. Quanto alle interpretazioni della storia io sono dell’idea che il tempo tenderà a render giustizia non alle mie tesi, per carità, ma a tutta una serie di interpretazioni e letture diverse ed edeterodosse. Solo che in Italia ci vuole sempre qualche annetto in più. Se tu pensi che solo adesso, dopo 149 anni sta venendo alla luce anche dei non addetti ai lavori che il risorgimento non è stato un movimento di popolo contro l’austriaco occupante ma una guerra di annessione del regno sabaudo avallata da Francia ed Inghilterra in chiave anti asburgica, che Garibaldi non ha piegato l’esercito borbonico – forte di oltre 60.000 unità – con l’ausilio di 1.000 volenterosi ma con appoggi politici e militari che rispondevano alla logica di cui sopra e che il regno borbonico non fosse, poi, quel nefando paese dove tutto era ributtante e medieoevale ma che, addirittura, fosse anche all’avanguardia in vari settori… beh che dirti ? Non credo che avrò modo di vivere altri 106 anni per poter leggere la storia del mio paese in maniera meno faziosa e manichea… ma non dispero che lo possa fare, un giorno, mio figlio.
Ciao
21 luglio, 2009 alle 2:06 pm
Caro Onyric,
a me non sembra di arroccarmi per nulla sulle mie posizioni.
Credo di essere stato l’unico utente di questo blog in almeno due circostanze – una volta verso Klingsor e un’altra volta verso Cumino – ad aver chiesto scusa per delle inesattezze da me postate che poi ho rettificato. Quindi lungi da me l’idea o la presunzione di dovermi arroccare per difendere non si sa bene cosa.
Ma questo dovrebbe far riflettere chi mi accusa di disonestà.
E’ una cosa che non mi appartiene.
Io cerco di basarmi sulle fonti. Poi le mie interpretazioni possono andare anche oltre… anzi devono andare oltre. Perchè sono le mie interpretazioni che, magari, saranno anche opinabili ma che cercano di inquadrare il tutto in un contesto coerente.
Però ho un pregio. Non sono manicheo. Lo ero, un tempo. Ora non più. Non si può pensare che tutto il bene ristagni da una parte e tutto il male dall’altra. Asserire che l’esercito alleato si sia reso protagonista anche di soprusi e violenze non significa, in automatico, confutare o rigettare l’apporto che hanno dato nella lotta al nazifascismo. L’ho scritto anche in un altro post… il nazifascismo è stato sconfitto dalle truppe angloamericane non dai partigiani. Che hanno fornito, sotto il profilo espressamente bellico, un contributo marginale. Se la lotta al nazifascismo fosse stata condotta unicamente dai partigiani stai certo che qui ci srebbe ancora il regime fascista per dire.
Su questo specifico punto di chieerei di essere un pò più esplicito. Ti riferisci alle 4 giornate di Napoli o a cos’altro ?
Ciao
21 luglio, 2009 alle 1:48 pm
(407) Leggiti Polibio e capirai molte cose. I cari statunitensi sono i nostri compaesani emigrati e le bugie sono pane quotidiano sia dei destrorsi che dei sinistorsi. Sei tanto giovane ed ingenuo perché non ricordi tutte le bugie che ci propinavano i vari giovernanti dei paesi dell’Est
21 luglio, 2009 alle 1:42 pm
#407
no, no, placati.. non volevo dire quello e non era uno slogan per te. Buono e se per cortesia mi stai lontano che quando non mi fai paura mi fai tristezza, grazie.
21 luglio, 2009 alle 1:24 pm
Quanto dureranno ancora le menzogne degli usa e dei loro servi?
SIAMO TUTTI FIGLI DI ANNIBALE!YANKEES GO HOME!
http://www.youtube.com/watch?v=jp4wLi5Ptog
21 luglio, 2009 alle 12:39 pm
ecco perchè molti italiani hanno la pelle scura,
ecco perchè..
Africa, Africa, Africa, Africa, Africa..
[www.youtube.com/watch?v=jp4wLi5Ptog&feature=PlayList&p=55C62692014B3904&playnext=1&playnext_from=PL&index=75
Almamegretta]
Africa il sole le dune è Africa
lontana ma legata all’America
i riti tribali di stregoni cardinali
di ministri triviali è Africa
Africa terra nera bruciata è Africa
le bombe il sangue è Africa
una mamma che prega un fermo di polizia
uno sparo un ferito è Africa
Africa ma per te che lavori e non ridi
per chi come te più non gioca
questa terra è ancora Europa
Europa le lotte di classe Europa
la difesa del posto Europa
per i tuoi interessi per i figli e noi stessi
per chi c’è e chi è disperso Europa
Africa il mare trasparente è Africa
ma nella storia c’è ancora una svastica
un ricordo preciso qualcuno è stato ucciso
nel cielo nel mare dell’Africa
[www.youtube.com/watch?v=j6KdWwCMSR8&feature=related
Rino Gaetano]
Attiguo a casa sua stava un palazzo moresco,
denunciato dal salmastro, orientale, come un riflesso sbiadito.
Scrostato sotto le volte degli archi e sulle cupole.
Abitato l’inverno da Cristiani comodi che nell’estate pagana cedevano
le due ali sul mare per non morire di fame.
Proclamato la fine lo stato d’assedio,
quel palazzo sarebbe diventato il quartier generale dei Turchi che di tra le viole
del cielo assolato avevano ammainato le mezzelune.
Quella costruzione era un sunto di storia,
oppure no.
[www.youtube.com/watch?v=8_7MdKTWI_8&feature=related
Carmelo Bene]
21 luglio, 2009 alle 11:08 am
grazie Heiner, non mancherà.. (Dimenticata, i suoi suggerimenti musicali sono preziosi, pensa che non conoscevo l’incredibile voce di Karen Dalton prima che la citasse, come facevo senza?!). Heiner, poi se avrai o hai avuto modo di assistere a "La notte delle lucciole" di Baliani mi piacerebbe chiederti che ne pensi e se t’ha coinvolto diversamente, perchè non posso confrontarlo con "La pelle" ma da quel che ci dici del primo, del secondo trovo che l’aspetto scenografico quantopiù minimale e povero amplificasse l’intensità del testo (di R. Andò su brani di PPP e Sciascia). Buona giornata
21 luglio, 2009 alle 10:07 am
per giada e dimenticatainautogrill, due cose rapide:
la pelle di baliani non era granché, a mio modesto giudizio. mancava il dramma, la contraddizione, e la serie di affreschi, fatti ad arte (certo! questo va riconosciuto. grande artigianato) non aggiungevano nulla di nuovo a una serie di stereotipi napoletani che ben conosciamo.
per james senese; non deve mancare nelle discoteche: http://www.italianprog.com/pictures/napolicentrale1c.jpg 8
(ottimo prog-jazz; piccolo capolavoro)
ciao, alla prossima
21 luglio, 2009 alle 9:51 am
christian
non è che non ho maifatto uno contro tutti qui dentro………….
l’argomento rsistenza e gurra è più importante di quello che sembra , la leggenda costitutiva , la storia di comodo inventata per darci un adignità di nazione è un triste eszepdiente di cui dobbiamo liberarci .
veo anche che lo spirito modernizzatore e la componente socilaista e innovativa del fascismo furono significativi ( vedi la qualità dell’architettura e urbanistica anche popolare adesso riconosciuta unaminemente) .
La componnete violenta guerrafondaia , esaltata , sbruffona arrogante , la corruzione nella casta nomenklatura del partito , la propaganda grottesca sono elementi su cui tutto si sà .
E’ innegabile che qulcuno da sempre parla solo dgli aspetti modernizzanti evoluti tacando gli altri e viceversa .
Me ne dispiaccio insieme a te .
Vado , ci sentiamo stasera
21 luglio, 2009 alle 9:30 am
Su, Christian, non arroccarti sulle tue posizioni, che ci fai anche brutta figura alla fine.
Credo che, come molti appassionati di storia, tu abbia un approccio narrativo e romanzesco che mescola dati certi, interpretazioni possibili e versioni romanzate o per sentito dire, con risultati abbastanza imprevedibili.
Ci siam passati tutti, ci si casca sempre, ma poi si impara almeno a sorvegliarsi. In fondo anche la storia è una scienza.
Se marco scrive che la resistenza non è stata determinante sul piano militare si tiene su una revisione critica corretta, su cui magari si discuterà nel merito. Tu invece vai parecchio al di là, e finisce per forzare pesantemente i fatti.
PS: i berberi non sono neri, nemmeno un pò. Qui vedi una bella berbera:
http://www.infomedi.it/img/berberi1.jpg
21 luglio, 2009 alle 9:12 am
Purtroppo la storia la scrivono sempre i vincitori che non si soffermano sulle vicende umane, prima ancora che politiche, dei protagonisti. Poi il tempo, pian piano, tende a far giustizia perchè le pulsioni e le passioni scemano, le generazioni cambiano, le documentazioni vengon fuori e le opinioni mutano. Io son sempre stato scosso dalla parabola percorsa da Nicola Bombacci. Socialista, promotore della scissione del ‘21 e fondaore del partito comunista, addetto alle relazioni diplomatiche con la Russa comunista, abbandonato da tutti i compagni con un figlio gravemente malato a carico e privo di mezzi di sussistenza. Chiese aiuto ai suoi vecchi compagni socialisti – divenuti fascisti nel frattempo – che intercessero con il duce per offrirgli un aiuto. Mussolini lo fece assumere presso l’istituto Luce. Alle successive richieste di iscrizione al PNF Mussolini oppose sempre un netto rifiuto. Quando la parabola politica di Mussolini cominciò ad imboccare la strada del declino Bombacci fu uno dei pochi a seguirlo e a condividere con lui la sua sorte fino alla fine. Credo più per gratitudine umana che per reale convinzioni politiche.