Mi dispiace sinceramente che, per tirare un siluro a Dino Boffo, e non certo a titolo personale, il direttore de “L’Osservatore Romano”, Gian Maria Vian si sia avventurato con grossolanità su un terreno delicato.
“Non si è forse rivelato imprudente ed esagerato paragonare il naufragio degli eritrei alla Shoah, come ha suggerito una editorialista del quotidiano cattolico?”, protesta Vian intervistato da Aldo Cazzullo. Mi stupisce la brutale semplificazione, al limite del falso, come ben rileva su “Avvenire” di oggi Marina Corradi, autrice di quell’editoriale. Nel quale non veniva avanzato nessun paragone fra i naufraghi e la Shoah, ma si denunciava l’indifferenza manifestata per la sorte di quegli sfortunati. Questa sì, paragonabile all’indifferenza per la sorte degli ebrei deportati.
A mettere le mani avanti, da subdolo burocrate, Vian accompagna la sua mistificazione con una vaga allusione al “mondo ebraico” che avrebbe sollevato “riserve su questa utilizzazione di fatto irrispettosa della Shoah”. Come dire: tiro un colpo a “Avvenire”, ma, sapete, lo faccio anche per conto degli ebrei. Il che è falso. Gli ebrei, se lo decidono, parlano attraverso i loro organi comunitari. O a titolo personale come faccio io. E non mi risultano lamentele nei confronti di “Avvenire” ma, al contrario, una dichiarazione di apprezzamento del rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni.
Ma tutti questi sono dettagli. Resterà agli atti, in sostanza, la riprovazione politica, fredda, senz’anima, con cui un direttore del quotidiano della Santa Sede bacchetta per troppa generosità “Avvenire” sul tema della carità cristiana. Una sortita da modesto politicante.
Popularity: 9% [?]





19 settembre, 2009 alle 11:59 pm
Veramente squallido…
Vian ha pugnalato alla schiena il direttore di Avvenire, e sconfessato il muro di solidarietà della Cei. Cui prodest?
Speriamo che ci si ricordi, ora che si parla del nuovo direttore di Avvenire e di assetti interni alla Chiesa, di questa triste pagina del giornalismo cattolico
7 settembre, 2009 alle 12:07 am
Gentile Gad,
solo oggi ho letto la sua nota a proposito della rampogna di G.M.Vian nei confronti di Boffo. Sottoscrivo pienamente quanto da lei affermato. L’infigardaggine della rampogna è ancor più evidente oggi, alla luce di quanto è capitato al tribolato Boffo. Sarebbe ora perlomeno doveroso che il Vian smettesse il linguaggio paludato dello schizzinoso e, mostrando un po’ di umano coraggio e di cristiana carità, si scusasse pubblicamente per il suo vile attacco. Certamente, sarà vano attendere qualcosa in questo senso. Unicuique suum, recita uno dei loghi del giornale che dirige. Ma Vian il suo non l’ha dato, in termini di rampogna, all’energumeno che ha aggredito Boffo. La lezione che si ricava è quella terribile e purtroppo, in certi ipocriti ambienti, sadicamente consueta del "dàgli ancora al cane bastonato". Con stima, cortesi saluti, D. Polleni
5 settembre, 2009 alle 12:45 pm
L’ERRORE DI GAD LERNER
Vedi, caro Gad, ne il Rabbino di Roma, ne qualsiasi altra gerarchia ebraica potrebbe mai ammettere la sua contrarietà a paragonare la Shoah all’esodi di neri dall’Africa.
E’ un coportamento obbligato e, credo che tu te ne renda conto benissimo.
La cosa non appare certo grave ai loro occhi, altrimenti te lo direbbero, ma c’è da pensare che molte cose dell’animo umano siano impescrutabili e difficilemte valutabili e spesso la convenienza ha la meglio sulla sincerità.
Questa possibilà esiste e se fosse vera è distinata a rimnanere celata nei cuori.
3 settembre, 2009 alle 10:53 pm
situazione ingiusta alias giustizia in africa
3 settembre, 2009 alle 10:49 pm
scamardella
la giustizia in Africa è più veloce, e pure più giusta in diversi posti, che in Italia, basta che ti informi
3 settembre, 2009 alle 10:46 pm
vero ma la gente annega adesso , la giustizia in Africa con tutta la buona volontà richiede tempo , adesso con 4 uffici ONu ognuno con venti impiegait lin salvi a decine di migliaia e non li fai annegare .
Perchè non si fà ? , perchè non vi sono campagne per farlo ?
3 settembre, 2009 alle 2:46 pm
pardon, correggo
306 Scamardella
3 settembre, 2009 alle 2:45 pm
305
Scamrdella
Non è sufficiente essere sensibili al problema della traversata in gommone del mediterraneo.
Devi essere sensibile anche
1)alla situazione drammatica che esiste spesso nei paesi d’origine (guerre di cui anche l’occidente è responsabile)
2)dei maltrattamenti inflitti nei centri di detenzione in Libia
3)della situazione disumana in cui vivono gli ospitati nei centri di permanenza in Italia.
I giornalisti che continuano a parlare di "problema dell’immigrazione" dovrebbero ricordarsi che i nazisti parlavano convintamente del "problema ebraico"; con questo non voglio dire che le cose siano eguali, ogni epoca storica ed ogni vicenda è diversa da quelle precedenti, ma alcuni elementi potrebbero aiutarci a far suonare un campanello d’allarme
3 settembre, 2009 alle 12:57 pm
Il fascismo come un erpes è sempre latente. Ci siete incappati di brutto a cagione della vostra profonda ignoranza. Con voi non si può ragionare, disprezzate gli esseri umani.
3 settembre, 2009 alle 12:15 pm
305
io non sono indifferente al fatto che si navighi in condizioni d illegale insicurezza e quind i muoia .
chi si opone al fermare con tutti i mezzi a disposizione adeso ora, perchè la gente adesso ora annega, la navigazione mortifera
ovveo le anime belle di sinistra esse sono le vere indiffereneti , i veri complici dello sterminio di anegati
3 settembre, 2009 alle 12:11 pm
Il paragone è calzante in questo senso:
siamo capaci di commuoverci visitando un lager o leggendo la storia degli schiavi africani deportati in America, perché la storia su questi fatti ha già espresso un giudizio e diventiamo capaci di provare compassione per le vittime a cui è stata data un po’ di voce anche se in ritardo, ma non riusciamo a vedere il male che avviene sotto i nostri occhi, perché non sentiamo la voce delle vittime.
Dove sono ora i disperati della Pinar? hanno potuto raccontare la loro storia? Se qualcuno l’ha fatto di certo non ha trovato casse di risonanza nella TV e nella stampa, che continuano a parlare del problema dei clandestini come un problema dell’Italia. (Siamo noi che abbiamo i problemi, non loro, anche se un marziano che vedesse la cosa dall’esterno forse si farebbe un’idea diversa)
Siccome però siamo persone dotate di raziocinio, potremmo arrivarci anche da soli a capire il dramma di queste persone, anche senza l’intervista strappalacrime.
2 settembre, 2009 alle 8:19 pm
Gad la Shoa e i clandestini.
Caro Gad, spero che il fallimento del primo tentativo a ragionare invece che a piangere sempre, non ti avvilisca troppo.
Lei vuol paragonare l’arrivo dei clandestini in Italia alla Shoa per via della "indifferneza" che gli italiani avrebbero sulle loro pene.
Se l’indifferenza basta per essere paragonati alla Shoa allora c’è anche l’indifferenza della sinistra e della Chiesa sulla sorte degli italiani in seguito ad un Biblica invazione di poveri africani.
A meno che lei non divida l’indifferenza in due, quella buona qe quella cattiva. Scommetto che vuole essere lei a decidere quale sia la buona e quale sia la cattiva..,.
Non sarebbe giusto e leale.
Come vede il ragionamento non fila e mi dispiace che forse lo abbia esposta anche a Boffo, Il poveretto non si è reso conto dell’errore concettuale ed è incorso nelle crfitiche del Direttore dell’Oaservatore Romano.
Saluti e ionsista.. sempre meglio che piangere….
2 settembre, 2009 alle 7:44 pm
sacco di …………
2 settembre, 2009 alle 5:56 pm
non dire Boffo se non ce l’hai nel sacco ?
2 settembre, 2009 alle 3:35 pm
non dire ………….. se non ce l’hai nel sacco