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D’Alema, la cena, la barca, il potere

sabato, 12 settembre 2009

il PD

D’Alema, la cena, la barca, il potere

Massimo D’Alema ha un’idea aristocratica e sprezzante del potere politico. Ha snobbato il Partito democratico costruendosi la sua associazione con tanto di tesserati, ma soprattutto esibendo rapporti privilegiati nell’establishment, convinto che prima o poi chi vuole fare accordi a sinistra debba incontrarlo sulla sua strada. Lo scandalo della sanità pugliese in cui sono coinvolti alcuni dirigenti a lui vicini, ripropone a D’Alema la solita questione: il realismo e il cinismo, nell’esperienza dalemiana, tendono sempre più spesso a coincidere. Non so quale grado di conoscenza diretta vi sia fra D’Alema e l’imprenditore-cocainomane-ruffiano Gianpaolo Tarantini, se vi sia stata solo una cena o più incontri, e se le loro barche si siano sfiorate solo per caso. Ma so che intorno a D’Alema in Puglia si muovono dirigenti politici che rilasciano dichiarazioni ambigue, rivendicando il merito di avere “protetto” il Capo da rapporti diretti che lo avrebbero screditato; e accusando invece i loro compagni-rivali di avergli teso un tranello. Si guardi intorno, D’Alema, e si chieda se non è la sua medesima concezione del potere a procurargli sospetti e discredito.

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Articolo di:

Gad - che ha scritto 2637 post su Gad Lerner.

Commenti per questo articolo

[13] 12 11 10 9 8 7 6 5 4 31 » Mostra tutti i commenti

  1. 604
    ink scrive:

    Ot(o)

    (…)
    Ma peggio di tutti sta il Comune di Pomezia (Roma): la Finanza sospetta un ammanco, dal 2000, di 137 milioni. E dove sono finiti i soldi? Indagano le procure di Velletri e di latina, ma anche di Bologna, Sassari, Bari, Brindisi, Siracusa. Tutte le piste portano a un unico nome: Tributi Italia spa. Sede ufficiale a Roma e sede operativa a Chiavari, è un colosso della riscossione dei tributi locali. Ha contratti in corso con almeno 500 comuni. «Ma sono centinaia quelli che hanno segnalato al ministero il mancato versamento delle somme riscosse dalla Tributi Italia» accusa Francesco Tuccio dell’Anutel, associazione che riunisce 3 mila uffici tributi municipali. Un «potenziale disastro» per Osvaldo Napoli, del Pdl, vicepresidente dell’Anci, l’associazione comuni italiani. «Decine di sindaci rischiano di dover dichiarare il dissesto. L’Anci ha già chiesto al ministero, per ben due volte, di cancellare la Tributi Italia dall’albo. Nessuna risposta». Chi c’è dietro la società? Il «dominus», secondo la procura di Velletri, è Giuseppe Saggese, che nella Tributi Italia non ha incarichi tranne quello di consulente per i «servizi speciali». Nato a Taranto nel 1960, era già attivo negli anni 90: con la Publiconsult è sbarcato a Nettuno, Pomezia e Aprilia. Manette nel 2001 con l’accusa di avere corrotto alcuni consiglieri 500 comunali. In azienda è subentrata la sorella Patrizia, 40 anni, avvocato. La Publiconsult ha cambiato nome in San Giorgio e poi ha acquisito altre società come la siciliana Ausonia; nel febbraio del 2008 ecco l’ultimo acquisto, la pugliese Gestor, che a Bologna era «già in arretrato di quasi 6 milioni» stima l’ex consigliere comunale Serafino D’Onofrio. Adesso il tutto si chiama Tributi Italia. E non è in buone acque: i 1.200 dipendenti sono pagati a singhiozzo.
    (…)

  2. 603
    ink scrive:

    Ot(n)

    La Calcestruzzi spa, azienda del gruppo Italcementi, non avrebbe utilizzato calcestruzzo depotenziato per la costruzione di opere pubbliche in Sicilia che erano ritenute a rischio crollo.

    Il colpo di scena, come scrivono alcuni quotidiani locali, sarebbe emerso dai primi risultati del lavoro dei periti nominati dal Gip nisseno Giovanbattista Tona nell’ambito dell’inchiesta bis della procura che riguarda sette indagati e la ditta Calcestruzzi Spa e la Italcementi, in qualità di persone giuridiche, CousCous fest
    accusati di frode in forniture. Nella prima udienza dell’incidente probatorio, che si è svolta ieri mattina a Caltanissetta, i periti Giuseppe Mancini e Nunzio Scibilia (che hanno effettuato oltre 300 carotaggi sulle opere incriminate) hanno affermato che il materiale utilizzato per la costruzione di opere pubbliche come la piattaforma di emergenza dell’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta, il nuovo palazzo di Giustizia, la diga fopranea di Gela e lo svincolo di Castelbuono sull’autostrada Palermo-Messina, sarebbe regolare. I periti hanno detto che ulteriori indagini di tipo tecnico sarebbero necessarie per altri lavori effettuati dalla Calcestruzzi perché il calcestruzzo sarebbe stato fornito anche da altre ditte. Le inchieste della procura nissena sui sistemi di costruzione di opere pubbliche in Sicilia, che secondo l’ipotesi accusatoria sarebbero state realizzate con calcestruzzo depotenziato cioé con meno cemento di quello stabilito dalle normative, cominciarono nel 2005 con arresti e indagati accusati di frode in pubbliche forniture e intestazione fittizia di beni, con l’aggravante di avere agevolato la mafia, attentato alla sicurezza dei trasporti e sequestri di opere pubbliche come il nuovo l’ospedale nisseno. Tre dirigenti della Calcestruzzi sono stati rinviati a giudizio e per loro il processo si è aperto nell’aprile scorso. L’incidente probatorio continuerà il prossimo 10 ottobre.

  3. 602
    ink scrive:

    ot(?)
    Da La Voce di Romagna, 16 settembre 2009/IBL

    …L’incapacità degli europei di contrastare il crescente potere delle classi politiche è figlia di una debolezza culturale che è davanti agli occhi di tutti. Nella mentalità europea contemporanea la pretesa del ceto politico, tanto nazionale come euro-comunitario, di disporre dei diritti e delle risorse degli europei trova sostenitori ovunque. Chi oggi prova ad opporsi al dispotismo della politica, rivendicando il diritto naturale dei singoli e delle comunità volontarie (a partire dalle famiglie) a vivere pacificamente ma anche in piena autonomia, è guardato come un lunatico. Si è giunti al punto da definire “ladri” quanti tengono per sé i loro soldi (resistendo di fronte alle pretese di un fisco sempre più vorace), e non già gli esponenti di una classe politico-burocratica che si considera autorizzata a entrare costantemente in casa altrui per sottrarre ad altri il frutto del loro lavoro…

  4. 601
    Ken scrive:

    sono stato sciocco…certe cose non si dovrebbero mai fare…eppure cosi’ è andata la storia..
    l’uomo è pieno di debolezze

    quello umano ;-)

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