Occorre commissione di inchiesta parlamentare su tragedie nel Mediterraneo e rapporti con Libia
Roma, 17 settembre 2009
• Dichiarazione di Matteo Mecacci, Deputato Radicale, Relatore OSCE per i Diritti Umani, Democrazia e Questioni Umanitarie
(…)
Interrogazione a risposta orale in Commissione Esteri
Matteo Mecacci
Premesso che:
in data 17 settembre il quotidiano L’Unità ha pubblicato un articolo di Alessandro Leogrande relativo alla tragedia del mare verificatasi nella notte tra il 28 e il 29 marzo scorsi nelle acque libiche che fino ad oggi era noto che avesse provocato la morte di 253 persone;
In quell’articolo articolo si dà conto di un’inchiesta aperta dalla Magistratura italiana su quell’episodio, dalla quale sarebbe emerso che le navi affondate sarebbero state due, e non una e che il totale dei morti sarebbe di oltre 600 persone;
E’ noto che in quella stessa notte un’altra imbarcazione, la terza, con oltre 350 tra uomini e donne a bordo, è stata intercettata e ricondotta nel porto di Tripoli da un rimorchiatore italiano, l’Asso 22.
La notizia del naufragio di una seconda barca diretta verso l’Italia emerge sulla base di documenti emersi nel corso di un’indagine della Direzione distrettuale antimafia di Bari sulla prostituzione nigeriana in Italia, e in particolare a seguito di un’intercettazione telefonica pubblicata tra un indagato per traffico di prostitute in Italia e un “uomo di connessione” del traffico di donne che si trova Libia, e che nella conversazione telefonica fa esplicito riferimento al naufragio di due imbarcazioni e non di una.
Il sostituto procuratore Giuseppe Scelsi ha chiesto attraverso una rogatoria internazionale alla Libia di poter indagare sull’uomo di connessione, ma tale richiesta alle autorità libiche non ha finora ricevuto risposta;
Chiede di sapere
Di quali informazioni sia in possesso il Governo relativamente a questa ennesima tragedia del mare nel mediterraneo e in particolare nel tratto di mare tra l’Italia e la Libia, che si configurerebbe, se confermato, come la più grande finora accertata;
Quali passi intenda compiere nei confronti delle autorità libiche affinché collaborino celermente con la magistratura italiana al fine di accertare le responsabilità dei trafficanti di persone che hanno messo a rischio e determinato la morte di centinaia di persone;
Quale sia stata la sorte dei 350 migranti intercettati dalla marina italiana e ricondotti presso il porto di Tripoli dal rimorchiatore italiano Asso 2, e se fra di loro vi fossero richiedenti asilo politico;
, accusare qualcuno di usare il gas dicendo il falso non è una cosuccia
se al posto di usare i libri a peso ti chiedessi come mai non un’esempio di donna importante nella cultura mussulamana e mille in quelal cristiana ……………..
L’esempio di Maria è mal riposto in quanto è un’assimilazione parziale di un figura cristiana
Ovviamente il 50 è per il simpatico quanto affrettato nei giudizi, Marco Scamardella…che se non altro cerca di discutere e di interloquire civilmnete….
Questa è la mia introduzione al “Dizionario dell’Olocausto” (Einaudi) proposto in questi giorni nelle edicole in abbinamento a “La Repubblica” e “L’Espresso”. Ho davanti agli occhi la copertina di un mensile ebraico del dicembre 2011 con il titolo: “Olocausto nucleare”. Grazie a un fotomontaggio, il Muro del Pianto vi compare sovrastato dal fungo di un’esplosione [...]
18 settembre, 2009 alle 2:49 pm
Libia, Mecacci: il governo chiarisca se lo scorso marzo sono morti in mare 253 o oltre 600 migranti provenienti dalla Libia
Occorre commissione di inchiesta parlamentare su tragedie nel Mediterraneo e rapporti con Libia
Roma, 17 settembre 2009
• Dichiarazione di Matteo Mecacci, Deputato Radicale, Relatore OSCE per i Diritti Umani, Democrazia e Questioni Umanitarie
(…)
Interrogazione a risposta orale in Commissione Esteri
Matteo Mecacci
Premesso che:
in data 17 settembre il quotidiano L’Unità ha pubblicato un articolo di Alessandro Leogrande relativo alla tragedia del mare verificatasi nella notte tra il 28 e il 29 marzo scorsi nelle acque libiche che fino ad oggi era noto che avesse provocato la morte di 253 persone;
In quell’articolo articolo si dà conto di un’inchiesta aperta dalla Magistratura italiana su quell’episodio, dalla quale sarebbe emerso che le navi affondate sarebbero state due, e non una e che il totale dei morti sarebbe di oltre 600 persone;
E’ noto che in quella stessa notte un’altra imbarcazione, la terza, con oltre 350 tra uomini e donne a bordo, è stata intercettata e ricondotta nel porto di Tripoli da un rimorchiatore italiano, l’Asso 22.
La notizia del naufragio di una seconda barca diretta verso l’Italia emerge sulla base di documenti emersi nel corso di un’indagine della Direzione distrettuale antimafia di Bari sulla prostituzione nigeriana in Italia, e in particolare a seguito di un’intercettazione telefonica pubblicata tra un indagato per traffico di prostitute in Italia e un “uomo di connessione” del traffico di donne che si trova Libia, e che nella conversazione telefonica fa esplicito riferimento al naufragio di due imbarcazioni e non di una.
Il sostituto procuratore Giuseppe Scelsi ha chiesto attraverso una rogatoria internazionale alla Libia di poter indagare sull’uomo di connessione, ma tale richiesta alle autorità libiche non ha finora ricevuto risposta;
Chiede di sapere
Di quali informazioni sia in possesso il Governo relativamente a questa ennesima tragedia del mare nel mediterraneo e in particolare nel tratto di mare tra l’Italia e la Libia, che si configurerebbe, se confermato, come la più grande finora accertata;
Quali passi intenda compiere nei confronti delle autorità libiche affinché collaborino celermente con la magistratura italiana al fine di accertare le responsabilità dei trafficanti di persone che hanno messo a rischio e determinato la morte di centinaia di persone;
Quale sia stata la sorte dei 350 migranti intercettati dalla marina italiana e ricondotti presso il porto di Tripoli dal rimorchiatore italiano Asso 2, e se fra di loro vi fossero richiedenti asilo politico;
17 settembre, 2009 alle 9:41 pm
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, accusare qualcuno di usare il gas dicendo il falso non è una cosuccia
se al posto di usare i libri a peso ti chiedessi come mai non un’esempio di donna importante nella cultura mussulamana e mille in quelal cristiana ……………..
L’esempio di Maria è mal riposto in quanto è un’assimilazione parziale di un figura cristiana
17 settembre, 2009 alle 9:19 pm
Ovviamente il 50 è per il simpatico quanto affrettato nei giudizi, Marco Scamardella…che se non altro cerca di discutere e di interloquire civilmnete….