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Cara Costanza, cara Federica…

venerdì, 9 ottobre 2009

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Cara Costanza, cara Federica…

Cara Costanza Caracciolo e cara Federica Nargi,

se fossi un battutista come il vostro datore di lavoro Antonio Ricci me la caverei esultando: dopo 21 anni di silenzio (telepromozioni a parte) c’è voluta la denuncia dell’Infedele per dare finalmente la parola alle Veline! Ma non sarei sincero. Il vostro videomessaggio ammiccante, con le solite finte risate in sottofondo, mi ha messo tristezza.
Certo, siete ragazze deliziose, come mi ha detto con un sorriso mia moglie Umberta. Ma temo abbia ragione l’amica che mi ha scritto per sms: “Ragazzine imboccate con le parole del padrone, schiave radiose”.
Vi hanno registrate, per precauzione, come inserto separato. Evitandovi, se non altro, di parlare sul tavolo che da anni calcate in veste di taciturni soprammobili. Facciamo pure finta che fosse vostro il testo che leggevate sul gobbo, e nel quale vi siete definite come donne del varietà che fanno la parodia del giornalismo. Il vostro datore di lavoro, Antonio Ricci, prospera da un quarto di secolo su questa ambiguità: si compiace quando lo incensano, e lo premiano, come autore di giornalismo controcorrente, alternativo, nemico del potere; per trincerarsi lesto dietro il paravento della satira e del varietà quando dovrebbe giustificare l’uso furbesco e degradante che fa di voi. Così Antonio Ricci, formidabile ideologo e finanziatore del berlusconismo, perpetua la versione televisiva dell’Italietta misogina e guardona in cui la donna deve apparire oca e sottomessa per la gioia dei potenti e delle masse. Accampa la scusa di fare il verso al giornalismo che strumentalizza il corpo della donna per vendere di più ma, lungi dal criticarlo, lo adopera a più non posso per confezionare i programmi più visti della tv italiana.
Noi non facciamo spogliarelli, dite. E’ vero: per selezionarvi tra migliaia di aspiranti Veline, il vostro datore di lavoro richiede che vi presentiate davanti alle telecamere, in prima serata, già spogliate. Altrimenti come farebbe a scegliervi? Poi naturalmente Antonio Ricci è il primo a ironizzare sul paese in cui la massima aspirazione delle giovani donne è diventare Velina. Ma che bravo rivoluzionario!
Vi auguro tanta felicità,

Gad Lerner

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Gad - che ha scritto 2622 post su Gad Lerner.

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Commenti per questo articolo

[20] 19 18 17 16 15 14 13 12 11 101 » Mostra tutti i commenti

  1. 961
    Bambole parlanti scrive:

    [...] sconsigliata a stomaci deboli e a chiunque abbia ancora memoria di che cosa fosse il femminismo. La risposta di Gad Lerner sul suo Blog Ti è piaciuto questo post? Condividilo:Tweet diritti, Gad Lerner, il corpo della donna, [...]

  2. 960
    Pinocchio scrive:

    Gad Lerner sei tristissimo, ti bruciava talmente tanto l’ano che hai dovuto abbassarti a rispondere alle veline di Ricci.
    Odio dirlo, ma meglio i Berluscones che il vuoto assoluto di una sinistra inesistente. Oggi alla sinistra darei il significato nefasto della parola stessa ovvero "Sinistra" !!

  3. 959
    giovanni scrive:

    io sono piu’ che mai convinto che fino a quando ci saranno giornalisti come lei ,come santoro e floris i governi di centro destra non cadranno mai,forse loro saranno degli incapaci ,ma voi a ripetere sempre le stesse cose vi rendete molto antipatici

  4. 958
    angelo trevisan scrive:

    se inviti ospiti,lasciagli spazio.non fare sempre il saccente. se continui cosi mi vedrò costretto a guardare altri programmi.

  5. 957
    Greghi scrive:

    Siete tutti concentrati a criticare le Veline e Striscia la Notizia, ma perchè nessuno parla del fatto che mentre su Canale 5 va in onda Striscia su Raiuno c’è Affari tuoi che continua a regalare in modo vergognoso soldi? In un momento come questo come mai nessuno dice nulla? Cosa è più vergonoso una donna nuda o la vincita in un programma Rai (quindi le vincite sono soldi nostri) di quasi due milioni di euro? Come mai l’Infedele non dedica attenzione a questo?

  6. 956
    stregadigorla scrive:

    Io spero che prima o poi venga alla luce una nuova generazione di uomini non nutriti dall’immaginario erotico banale che la televisione e certo cinema continuano pigramente a riproporre, perché il noto rassicura. Non c’ è niente di più rassicurante per gli uomini delle puttane, piacciono anche agli uomini di chiesa: se ci precederanno in paradiso non si vede perché dovrebbe essere scandaloso che ci precedano in parlamento. Io amo gli uomini che amano le streghe, non c’è nulla di più lontano da un’insulsa, rassicurante velina, che riporta alla luce negli uomini ormai sull’orlo della pensione le loro eccitazioni adolescenziali, di una vera strega, imprevedibile, sarcastica, caustica, giocosa, una che non ti infarina con il borotalco, che non ti tratta come un bimbetto da rassicurare. Le veline sono delle cortigiane addomesticate, che aggirano la censura, mamma mia che trasgressione! Povere ragazze di oggi, costrette come marionette ad imitare le mossettine delle veline per piacere a maschi che, anche se hanno già la barba grigia, hanno ancora la pelle devastata dai brufoli della loro lontana adolescenza: quando vedo una velina, mi immagino un maschio che dice:figa figa figa, quanto di più lontano ci sia da un uomo affascinante.

  7. 955
    Giovanni scrive:

    Shalom aleichem signor Lerner.
    Scrivo per partecipare all’interessante discussione sul corpo delle donne a cui ha dato spazio nelle recenti puntate de "L’infedele".
    Mentre ascoltavo le parole degli ospiti in studio mi sono sovvenute le immagini del sublime e curiosissimo documentario di Marcello Garofalo "Tre donne morali". Ricordo che in una scena del film vi era un momento che calzava perfettamente con il tenore della discussione. Ricordo che c’era una ragazza in attesa, a bocca aperta. Partecipava ad un gioco; la tenzone prevedeva che un qualche soggetto sovraeccitato dalla graziosa trama del divertimento, lanciasse verso di lei dei bignè al cioccolato.Ecco, il gioco era cercare di centrare la bocca della malcapitata, ma le lascio immaginare che divertimento si provava quando il bignè si spiaccicava sul volto della fanciulla e quando il denso rivolo cioccolatoso marrone cadeva su una guancia per una volta violata da un istantaneo, poi immediatamente rientrato, atomo di disperazione ed umiliazione. Ho poi ricollegato queste immagini a quelle che ho potuto godere su Blob di qualche mese fa; la gentildonna Belen si trovava negli studi di "Scherzi a parte". La stessa attrice, che nei recenti spot passa con disinvoltura dal ruolo di improbabile insegnante di latino ad artista avant-garde, era appesa ad un filo che pendeva dal soffito e rimbalzava nello studio con questo sedere a cui venivano donate deliziose inquadrature ginecologiche. Comunque, mentre B.Rod. era appesa al soffitto ed il suo sedere era sospeso in aria come una mucca, ecco che i due simpatici conduttori hanno pensato di marchiare il suo sedere (proprio come una mucca, diremmo) con un finto arnese da marchiatura.
    Tali visioni e le parole delle ultime puntate de "L’infedele" mi fanno pensare, al di là delle polemiche e delle risposte corrive di Antonio Ricci, a questa visione delle cose.
    Da un lato, constato la presenza sul mercato di un oggetto ormai chiaramente integrato nelle logiche di vendita: le donne e gli uomini mi paiono coinvolti nelle transazione di una sessualità sempre più a buon mercato e sempre più in ansia di trovare terreni di sperimentazione nuovi. Come diceva David Foster Wallace ne "Il figlio grosso e rosso", un saggio sulla cinematografia a luci rosse degli Stati Uniti, maggiore è la disponibilità, nel circuito normale, di "nudità" e sessualità sempre più realistica, maggiore sarà l’esigenza della cinematografia pornografica a realizzare prodotti man mano sempre più estremi: se il cinema porno è il limite massimo della visione consentito ed il cinema "normale" si avvicina sempre più a quel limite, allora il cinema porno deve osare sempre di più, tentare sempre di più e quindi proporre scene di violenza sempre più crude e forti per mantenere lo status di genere "estremo". Così succede in televisione: non può restare inerte al proliferare di un mercato in continua evoluzione ed è dunque costretta a partecipare al cambiamento dei costumi ed a mettere in vetrina anch’essa una sessualità più esplicita oppure più ammiccante. Non può rimanere indietro e mostrare signorine in abiti ridicolmente casti, deve partecipare al flusso. Striscia la notizia pure vi partecipa e, dice bene Gad, si trincera dietro un’ambiguità voluta ed infingarda.
    Dall’altro lato, però, denoto altro. Nella pubblicità della Tim, di cui parlavo prima, ancora la sig.na Belen intrattiene un inspiegabile idillio con De Sica, all’inzio del quale il bellimbisto le chiede il numero di telefono. Taccio dell’inverosimiglianza di una simile scena. Comunque. La bella Belen ha uno spacco improponibile. Perchè lo indossa? Non c’è ragione. Per me, è la riprova di un corto circuito: nudità, strizzatine di occhio più o meno civettuole sono ormai auto.refenziali e si giustificano per sottintesi per lo più incomprensibili; perchè la ragazza nello studio dell’emittente rpivata non indossa pantaloni, ma solo un veste che avrebbe potuto coprirla solo quando aveva sei anni? In questo contesto si genera una perdita di significatività che svuota cose e soggetti di ogni contenuto e che ci restituisce una realtà in cui non sapppiamo perchè Belen ci appare come una mucca penzolante dal soffitto, ma, almeno, di lei, speriamo di poter vedere un arto, una ghiandola gentilmente offertaci.
    Ammetterò: questo scivolamento nel nonsenso assoluto a me spaventa ancor di più delle marionette di carne di Antonio Ricci.

    Giovanni Za (Verbania)

  8. 954
    Luca scrive:

    Leggete qui…

  9. 953
    NetVoice scrive:

    altro stupro a danno di una minorenne studiato a tavolino da due maggiorenni: in galera e buttare la chiave.

  10. 952
    NetVoice scrive:

    Ma chi le scrive ste caz*te, gasparri?

  11. 951
    copia/incolla scrive:


    A proposito delle veline e, più in generale,del corpo delle donne,vorrei sottoporvi alcune riflessioni.
    Per quanto riguarda la condizione attuale delle donne,ci sarebbe tanto da dire.
    Personalmente io non ho mai fatto differenza tra uomo e donna,nel senso che ho sempre visto la donna sostanzialmente sullo stesso piano dell’uomo.
    Anzi, per certi aspetti, io ho sempre considerato la donna molto più capace dell’uomo e non mi stupisco che sia esistito un tempo in cui il matriarcato sia stato la forma di governo dominante.
    E’ chiaro però che oggi non possiamo certo gioire della triste situazione nella quale si è cacciata la donna.
    E’ sotto gli occhi di tutti che la tendenza comportamentale delle donne, in questi ultimissimi anni,è quella di una totale disinibizione nel proporsi all’attenzione degli altri, direi quasi senza più alcun rispetto per la decenza.
    Bene inteso, non c’è nulla di male a mettere in mostra il proprio corpo,bello o brutto che sia !
    Il problema qui è che la tendenza che si sta affermando è che le donne vengono utilizzate e si fanno utilizzare solo ed esclusivamente per il loro corpo. Ma il peggio è che tutto sta avvenendo con il loro consenso e la loro complicità.
    Fortunatamente non si può generalizzare,perché credo ( o almeno lo auspico) che per ogni velina che sculetta seminuda davanti ad una telecamera,ci sono almeno mille donne che evitano di farsi mortificare così e che vivono una vita dignitosa.
    Posto quindi che la televisione e il mercato propongono modelli di donne disposte a farsi mortificare in pubblico senza più alcun ritegno, allora viene da chiedersi perché
    la donna preferisca adoperare il corpo e non l’intelligenza per farsi strada nel mondo. Forse il pudore tradizionale del mondo femminile non è più adeguato alle esigenze di un mondo androcratico in continua evoluzione ?
    Esigenze di mercato e desiderio di arricchirsi velocemente ?
    Se proprio devo essere franco, vi dico subito che io non mi stupisco granché nel vedere la donna moderna ormai priva di ogni forma di freno inibitore specie quando si espone in pubblico.
    La donna rispetto all’uomo ha una funzione diversa,ossia deve procreare.
    L’evoluzione l’ha dotata di comportamenti innati che mirano essenzialmente a procurarsi un compagno adeguato ed un certo stato di benessere ai fini del mantenimento della prole.
    Nella donna ci sono quindi dei retaggi genetici ancestrali per i quali è quasi “obbligata” a procurarsi il benessere usufruendo di tutto ciò di cui la natura l’ha dotata.
    Sotto questo aspetto,il coraggio della donna nell’affrontare la vita è notoriamente maggiore rispetto all’uomo.
    Non bisogna dimenticare inoltre che, statisticamente, il rapporto tra uomini e donne è all’incirca di 1 a 6,per cui 6 donne competono tra di loro nei confronti di un unico uomo, ai fini della procreazione. Questo ha fatto sì che i rapporti delle donne tra di loro si siano fondati sulla reciproca rivalità e quindi siano stati tali da impedire l’aggregazione in gruppi numerosi ( a differenza di quanto accade per gli uomini) e, nel tempo, impedire anche la possibilità di una vera alternanza al potere con gli uomini.
    Preso coscienza di questo fatto,la donna ha per così dire capito che poteva avere accesso al potere o elemosinandolo all’uomo o condividendolo con l’uomo.
    L’utilizzazione del proprio corpo,ossia dell’immediatamente visibile di una donna,costituisce una sorta di scorciatoia evolutiva che fa leva esclusivamente su ciò che alla donna viene dato dalla natura.
    La “ostensio corporis” è un comportamento ancestrale,presente soprattutto nel mondo animale, che ha sempre come obiettivo ultimo, attirare l’attenzione del maschio e conquistare così il compagno migliore ai fini procreativi.
    In ultima analisi quindi, svestendosi ed esponendosi in pubblico, la donna realizza contemporaneamente 3 obiettivi in un certo senso “dettati” dalla sua stessa biologia:
    1)se è bella e piacente, si può imporre sulle altre donne (evidentemente meno piacenti), aspirando a diventare,per così dire, il capo del branco ; ciò è ancora più importante nella misura in cui con questo comportamento riesce a trovare anche un compagno di potere.
    2) marca la differenza rispetto all’uomo che, invece, ha sempre bisogno di paludarsi in qualche divisa per evidenziare la sua funzione sociale;
    3)acquisendo potere e ricchezza, può scegliersi (e non essere scelta) il tipo di uomo che desidera ai fini della procreazione.

    Per la donna quindi,l’utilizzazione del proprio corpo è geneticamente programmata, evolutivamente vantaggiosa,ma soprattutto ha lo scopo di generare una prole più competitiva e più favorita nel contesto sociale!

    Premesso ciò, non si può dimenticare però che la donna vive in un mondo dominato dagli istinti, dalle strategie e dai pensieri degli uomini.
    Sono gli uomini che governano il mondo.
    Se in questo mondo non è più marginale l’influenza degli istinti genitali sui comportamenti del maschio, l’evoluzione della donna poteva seguire una strada diversa dalla tendenza verso cui sembra orientarsi ?
    La donna sta seguendo l’evoluzione maschile e nell’adeguarsi sta superando
    oltre misura il limite della decenza, dell’etica e della morale ?
    In breve,sussiste un motivo plausibile perché la donna stia preferendo sempre più l’estetica all’etica ?

    Innanzitutto diciamo che la donna percepisce meglio e prima di ogni altro le esigenze maschili. Non possiamo non notare che il vero cambiamento operato dalla donna negli ultimi 30 anni è stato il passaggio dalla mercificazione privata della sua intimità ( cioè la prostituzione tradizionale) alla mercificazione del propri corpo che diventa immagine-per-altro,quasi sempre con atteggiamenti sessualmente ammiccanti.
    Per così dire, è come se la donna avesse superato la fase genitale della sua espressività fisica.
    Dal vendere la parte intima è passata a vendere tutto il corpo (modificato in immagine ammiccante) a tanti e contemporaneamente.
    Ma mentre la prostituzione tradizionale poteva essere tenuta nascosta a tutti tranne che ai clienti e si consumava pur sempre in una condizione ristretta,la mercificazione dell’immagine è molto più potente (ma anche più mortificante) nella misura in cui è necessariamente rivolta ad una platea più ampia di spettatori.
    E se con la prostituzione privata, in qualche modo potevano permanere intatti il rispetto per l’etica e la morale,nella mercificazione pubblica della propria immagine diventa irreversibile il rifiuto verso ogni forma di etica, di morale e financo di rispetto per la propria corporeità !!
    La continua esibizione consenziente del corpo femminile quindi, più che essere espressione di un incremento del desiderio sessuale, in realtà è il segno di una progressiva indifferenza e insofferenza verso l’etica e la morale.
    In vista di quale obiettivo tutto ciò è giustificabile ?
    In realtà, con questo salto comportamentale la donna sperimenta che può accedere ad un livello di benessere maggiore rispetto a prima.
    Vendere la propria immagine fa guadagnare più potere che vendere solo il sesso !
    Perché ?
    Perché è mutata la natura della sessualità maschile ed in generale, il senso del piacere.
    La donna ha compreso che l’uomo, bombardato da mille stimoli sessuali, è diventato impotente perché già mentalmente appagato.
    Il possesso sessuale della donna sta diventando meno appagante per l’uomo.
    Il sesso tradizionale, fisicamente vissuto, è sempre più soppiantato dal sesso virtuale o dall’attesa stessa del sesso o, se preferisci, dai suoi preliminari di costume.
    Per un uomo,esibire la bella donna accanto a sé ,sta diventando più soddisfacente che “utilizzarla”.
    Il contorno sta prendendo il sopravvento sulla sostanza!
    Quindi una specie di impotenza collettiva maschile.
    Non è un caso che il Viagra sia frutto proprio del nostro tempo !
    In psicologia si dice che si mostra ciò che non si usa.
    Mai affermazione fu più vera di questa.
    LA donna quindi espone sfacciatamente in pubblico e con atteggiamenti ammiccanti, quel corpo che sessualmente usa sempre meno o che comunque vorrebbe usare sessualmente di più !
    Da qui quella sorta di meccanismo di compenso inconscio che, attraverso la perdita dei freni inibitori morali, approda,con l’esibizionismo, al tentativo di stimolare l’attenzione e la virilità maschile. In breve, la donna cerca di riportare il maschio alle condizioni di prima e lo stimola esibendosi sfacciatamente!

    Tuttavia,se la donna si sveste e si mercifica ormai in buona parte del mondo industrializzato, è anche vero che ciò le è consentito dagli uomini e soprattutto da quelli che fanno parte dei centri decisionali,cioè quegli uomini che creano le tendenze.
    Se in uno show televisivo rileviamo una certa inquadratura delle parti intime di una donna, è chiaro che ciò si verifica solo perché al regista vengono date direttive precise da chi lo comanda e lo paga.
    L’uomo quindi,ma soprattutto l’uomo di POTERE, è in qualche modo correo della tendenza femminile a vivere senza freni inibitori.
    Viene quindi da chiedersi allora per quale motivo l’uomo consente tutto ciò, visto che, in passato, ha sempre fatto l’esatto opposto. L’uomo del passato nascondeva la sua donna alla vista degli altri più che esporla !!
    C’è una nuova strategia da perseguire ?
    A cosa si sta adeguando la donna ? Solo a nuovi desideri dell’androcrazia?
    Secondo me anche sul corpo delle donne stanno passando le strategie di consolidamento del POTERE !
    Il POTERE (inteso nel senso più ampio del termine) affina le armi per mantenere le sue posizioni; modificare il concetto di VERITA’ è il primo obiettivo che si propone di raggiungere.
    In un mondo dove le informazioni circolano meglio e più velocemente di prima, ingannare i popoli è diventato molto più difficile di un tempo.
    Ma se si modifica alla radice il concetto di VERITA’,allora tutto il resto è più semplice.
    Ciò accade nell’estetica,ma sta accadendo anche nella politica,nel gioco e in tanti altri campi.
    Ma se ciò è vero, allora come inculcare una nuova percezione della VERITA’ ?
    Agendo su quali settori della società? con quali mezzi ?
    La prima cosa da fare è creare le condizioni affinché passi l’idea che la VERITA’ sia solo ciò che percepiamo visivamente. L’involucro è tutto ciò che gli altri vedono ed è quindi l’unica cosa che deve valere.
    Il mondo così DEVE esistere solo nella immediata percezione sensoriale che ne abbiamo.
    Tutto ciò che sta sotto la superficie deve essere relegato all’inutile,al futile.
    La verità,che quasi sempre sta dietro alle apparenze, diventa un fardello da nascondere più che il vero mondo da portare alla luce !
    Instillare nelle masse la convinzione che solo l’involucro e non il contenuto ha dignità di vita è come dire che la forma esteriore è superiore alla sostanza e che le idee (cioè il contenuto) sono irrilevanti.
    In quest’ottica, la donna diventa una sorta di paradigma strumentale consenziente delle strategie ( più o meno ) occulte della classe dominante.
    Ossia,le idee sono prerogativa esclusiva di chi ha le redini del potere; al popolo deve interessare l’involucro ma non il contenuto ! Pertanto,quale mezzo migliore per inculcare questa idea in maniera non troppo indigesta (ma comunque pervasiva), se non utilizzando la bellezza femminile ostentata là dove serve ?
    L’uomo ha da sempre sfruttato il mondo femminile per facilitare le sue strategie. Pensiamo per un attimo alle influenze femminili nel tentativo di mettere ordine pratico nella scienza,nella tecnica,nell’agricoltura,etcc..
    Lo stesso linguaggio riferito alle cose pratiche ha origine dal mondo femminile.
    LA parola METRO,per esempio, fa riferimento all’utero(metron in greco),così come MESE fa riferimento a MESTRUO….
    LA donna oggetto,così come l’aveva preconizzata Pasolini negli anni ’70, non è altro che un essere umano da esibire in vetrina solo perché gradevole fisicamente e non perché ha pensieri da comunicare! E quand’anche avesse pensieri da comunicare, questi devono essere in qualche modo offuscati dalla bellezza sessualmente ammiccante, usata come arma di “distrazione” (dalla verità).
    E’ per questo che la donna brutta o vecchia raramente ormai riesce ad ottenere visibilità sui grandi mezzi di comunicazione.
    La bruttezza non distrae,ma concentra l’attenzione di chi guarda sui pensieri che la persona brutta esprime! E questi pensieri potrebbero avere in sé il pericolo di non essere in linea con quelli del POTERE. Essi sono quindi un rischio !
    Le facce, i visi delle donne belle sono inoltre molto simili ; esse non esprimono storia, né sofferenza e né diversità.
    Le facce curate,truccate e stirate chirurgicamente sono apprezzate dal POTERE perché non comunicano il vissuto delle donne che le espongono e danno l’impressione al popolo che il POTERE vigente governa producendo bellezza e perfezione.
    Il brutto invece è equiparato dal POTERE al negativo, a ciò che potrebbe interrompere il continuo tentativo di chi comanda di irretire la società
    nell’ordine imposto !
    Il vissuto,la fatica di vivere,infatti, danno adito alle idee, spingono chi guarda a pensare, ad immaginare la storia di ognuno, a cercare di capire cosa c’è al di là di quanto appare.
    Per il POTERE, le facce devono essere belle e anonime,ma soprattutto storicamente asettiche !!
    La storicizzazione dei visi, nella misura in cui genera riflessioni, fa cultura.
    La cultura abitua a guardare al di là del visibile,collegando fatti tra loro apparentemente lontani.
    L’intelligenza così è aborrita nella misura in cui facilita l’ interconnessione dei fatti del mondo; essa fa quindi inevitabilmente a pugni con le astuzie del potere tendenti ad eguagliare la verità soltanto con ciò che appare,il visibile !!

    E’ come se il POTERE, preferendo e facendo preferire la bellezza esteriore a tutto il resto, facesse passare l’idea che l’intelligenza non conta,non costituisce titolo per il successo, non aiuta per conquistarsi il benessere.
    In breve,è come se si volesse diffondere la convinzione che è inutile far leva sui pensieri, soprattutto perché questi potrebbero andare controcorrente !
    Più vantaggioso è stare in riga, uniformarsi al pensiero dominante, ossia quello più immediatamente comprensibile perché facilmente visibile nei suoi effetti sulla società !
    La realtà non deve richiedere grandi sforzi intellettivi perché la verità è sotto gli occhi di tutti,non ha lati oscuri.
    Il mondo, così come il POTERE vuole che sia confezionato ogni giorno, deve sembrare alla portata della comprensione generale. Inutile sforzarsi di capire ciò che è già chiaro.

    Premesso ciò, attraverso la bellezza femminile, il POTERE inoltre opera una sorta di scrematura della società,tracciando una precisa linea di confine tra chi è piacente e chi non lo è e quindi, tra chi ha più opportunità per accedere al benessere e chi invece dovrebbe rassegnarsi a rimanere in una condizione di subalternità sociale perché,per natura,non rientra nei canoni estetici di chi comanda.
    Il POTERE così, attraverso questi messaggi in settori che sembrano apparentemente lontani dai suoi campi di interesse, impone stili di vita,preferenze, idee,ma soprattutto attira a sé quella parte del popolo che,sentendosi in sintonia con chi comanda, si distacca dagli altri ed entra nella cosiddetta classe dominante,
    costituendola !!
    Giovanni Venuto (messina)

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3 feb - 7:57: Quel Rutelli in tv non mi ha convinto proprio. Troppi lamenti postumi sul latte versato e l'onore intonso ...

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