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Peccato che Rosy non si sia candidata

martedì, 13 ottobre 2009

il PD

Peccato che Rosy non si sia candidata

Due anni fa, alle primarie 2007 del Partito Democratico, sostenni con convinzione la candidatura alla segreteria di Rosy Bindi, criticando il falso unanimismo rappattumato intorno a Walter Veltroni. Trovavo utile al Pd e all’Italia promuovere una leadership femminile autorevole, oltre che una figura di cattolica in grado di favorire l’unione a sinistra in una logica nettamente bipolare. Credo che Rosy Bindi abbia commesso un errore non ripresentando due anni dopo una candidatura che stavolta avrebbe potuto risultare vincente. Già non avevo condiviso la sua scelta, nel febbraio 2009, di votare Franceschini in continuità con la linea di Veltroni (anche se devo ammettere che poi Franceschini ha corretto pur senza dichiararlo quella linea e ha agito più che dignitosamente). Ho trovato la decisione di appoggiare Bersani un ripiego poco ambizioso rispetto alle potenzialità politiche di Rosy Bindi. Le confermo la mia stima ma mi dispiace che non abbia osato.

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Commenti per questo articolo

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  1. 253
    rambo41 scrive:

    Non offendete quel poco di intelligenza. Lasciate che una povera donna resti dove è più opportuno cioe (nel nulla). Non rovinate quel poco che del PD è rimasto. Non sono un ex elettore della sinistra.

  2. 252
    Ermete Trismegisto scrive:

    "Se volete rimanere schiavi dei banchieri e pagare il costo della vostra stessa schiavitù, continuate a lasciargli creare la moneta e controllare il credito della nazione." [Sir Josiah Stamp, vecchio governatore della banca d'Inghilterra]
    "Chiunque controlli l’ammontare del denaro circolante in un paese e’ il padrone assoluto della sua industria e del suo commercio. E quando capisci che l’intero sistema e’ facilmente controllato, in un modo o nell’altro, da una ristrettissima elite, non avrai bisogno che qualcuno ti spieghi come nascono i periodi di inflazione e deflazione". [James Garfield, 20mo Presidente Usa]
    Facendo leva sul riflesso condizionato causato dall’abitudine secolare di dare sempre un corrispettivo per avere denaro, le banche centrali hanno emesso la moneta col corrispettivo del debito, cioè “prestandola”. In tal modo i grandi usurai non si sono solo limitati ad espropriare i popoli dei valori monetari, ma li hanno indebitati di altrettanto, caricando, sin dall’origine, il costo del denaro del 200%.
    La riserva aveva un significato quando la banconota era convertibile in oro a richiesta del portatore. È diventata ormai una ridicola sceneggiata, per mascherare la truffa dell’emissione con cui la banca centrale consegue un arricchimento parassitario pari alla differenza – duplicata dall’equivalente prestito – tra costo tipografico e valore nominale della moneta. (G. Auriti)

  3. 251
    anticipati antipodi scrive:

    ULTERIORI PROVE DEL SIGNORAGGIO BANCARIO IMPERANTE
    “… i governi dell’eurozona devono liberarsi dalla convinzione secondo la quale, all’origine dell’attuale crisi di debiti pubblici c’è la dissipatezza dei governi. Non è così. All’origine di questa crisi c’è la pregressa dissipatezza di vasti segmenti del settore privato e , soprattutto, del settore finanziario… un processo di austerità di bilancio che minaccia i settori privati dell’eurozona” (pag.28, la Repubblica, 6/5/10) da queste chiare parole di Paul De Grauwe Professore di economia all’Università Cattolica di Lovanio del Belgio, emerge chiaramente senza ombra di dubbio l’evidenza che il debito pubblico e l’interesse conseguente cui sono soggetti gli stati nazionali non è casusato dai loro stessi bisogni di bilancio bensì da esigenze di emissione di banconote da immettere in circolo a favore del settore privato in particolare di quello finanziario: ammissione lampante dell’esistente sistema del “Signoraggio Bancario” di cui siamo tutti implicitamente schiavi, non tanto per particolare nostra tendenza allo sperpero pubblico, bensì per elementari e intrinseche necessità di carta moneta circolante nella nostra economia per esigenze di normale mercato, di cui le moderne economie finanziarie hanno sempre più bisogno, anche per l’aumentato volume di scambi nel mondo sempre più globalizzato e anche a causa della sempre più aumentata velocità degli stessi grazie alle nuove tecnologie informatiche.

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