Vi propongo un esercizio di analisi del pensiero e delle sue concatenazioni logiche. Ieri all’Università Cattolica una studentessa lamenta il poco peso dato al merito e il troppo peso dato alle conoscenze,quando si tratta di entrare nel mondo del lavoro. Le dò ragione ricordando come purtroppo la nostra tv sia una vetrina sfrontata di questo costume familistico e clientelare della raccomandazione. Ebbi modo di denunciarlo anche da direttore del Tg1. Aggiungo che la tv è “il luogo in cui i raccomandati vengono messi in bella mostra e sbattuti in faccia al pubblico, tanto per chiarire che tale andazzo è irriformabile”. Come esempio, propongo agli studenti di badare ai cognomi di tanti giornalisti del Tg5, un elenco di figli di papà che contano. Li invito a vigilare e a denunciare di fronte a chi lavora solo perchè “figlio di ” o perchè, se donna, ha accondisceso a richieste extraprofessionali. Ciò per favorire l’instaurarsi di meccanismi di mobilità sociale più sana.
Su “Libero” di oggi leggo la seguente risposta di Clemente Mimun, direttore del Tg5: “Lerner d’estate frequenta miliardari, non comitati di base, ma editori miliardari. Se invece di soffermarsi sull’album di famiglia del Tg5 rispettasse almeno l’undicesimo comandamento, facendosi i cazzi suoi, non sarebbe male. Ma visto che tira in ballo i miei colleghi gli ricordo che sono stati scelti fra il 1991 e il 1992 da Enrico Mentana; che da sempre lavorano sodo e fanno turni e che i giornali e i tg in cui ha lavorato lui erano e sono pieni di cognomi pesanti”.
Lascio a voi l’individuazione del nesso logico. Mi limito a rilevare che Clemente Mimun, in quanto ebreo e in quanto giornalista, manifesta una concezione quanto meno singolare dei Comandamenti. Quell’undicesimo lì a me sa tanto di “aumm aumm”…





29 ottobre, 2009 alle 11:57 am
Io andrei piuttosto alla radice del problema: come ‘zzo fa Mimun a ricoprire la posizione che attualmente riveste? Siamo sinceri: lo ringrazio per aver dato speranza a noi tutti di poter finalmente, un giorno, coronare il sogno di diventare giornalisti. "Se ci è risuscito lui -penserà l’assiduo frequentatore di blog massmediologici- perchè non dovrei farcela anch’io?".
Di Minzolini poi che dire? Sarebbe sufficiente un sempre troppo banale ma altrettant’efficace "grazie di esistere?". Ramazzotti non me ne vorrà per il plagio, ne sono sicuro!
Vabbè: dopo simile "esternazione-estemporanea" mi sa farei meglio a ritornare a prendermela con mio padre (non vorrei si disabituasse!); per via delle sue mancate conoscenze "high/top class", mi ritrovo ancora ad interrogarmi circa le sorti del ‘futuro mio prossimo’ (che -per la cronaca- non è un paradossale tempo verbale o il work in progress dell’eventuale stirpe). Mia madre -poverina- è costretta a rammentargli ogni volta quanto miserrima e tapina sia la condizione di un onesto ‘pagatore di tasse’: "Che cosa diranno di noi i nostri vicini? Di noi che non abbiamo nulla da evadere? Di noi che non usiamo trascorrere le vacanze alle dorate Cayman o alle turchesi Bahamas? Ma almeno c’è un modo per farsi restitutire il restante 95%?". Beata ingenuità materna: due genitori così chi volete che conoscano?
22 ottobre, 2009 alle 12:22 pm
Confermo & concordo, heiner
20 ottobre, 2009 alle 3:34 am
tgnet irpinia 20 ottobre 2009 – roma Bobo Craxi presenta il NUOVO PSI interviste – intervento di Pannella – cultura –
http://www.youtube.com/watch?v=L5YXiCiDwYE&feature=player_embedded
20 ottobre, 2009 alle 1:00 am
Propongo una mozione!
Eliminiamo le religioni, TUTTE, dall’educazione scolastica.
Una grande farsa, un elemento di contrapposizione, inutile.
Le religioni possono essere studiate TUTTE, approfondite come altre materie umanistiche: filosofia, letteratura, etc. Quando il grado culturale dello studente è sufficientemente maturo da comprenderne il significato sociale e storico. Prima si può chamare indottrinamento, nel senso peggiore del termine!
Lasciamo le menti dei nostri figli libere, aperte. Facciamoli crescere nella consapevolezza della vita sociale, nel rispetto degli altri, nella libertà di pensiero…anche il loro!
Ho provato, da padre. Credo di esserci riuscito. Ho due bellissimi atei di oltre vent’anni, liberi, rispettosi del prossimo, socialmente pronti ad affrontare la vita. Ognuno sceglie per sé: cerchiamo di non imporre tabù rpivi di senso logico!
Questa è solo la mia opinione!
20 ottobre, 2009 alle 12:17 am
Quell’undicesimo comandamento me lo sono sentito ripetere parecchie volte nella vita. Tutte le volte in cui cercavo di denunciare una situazione, spesso anche platealmente ed impunemente esibita, di manifesta illegittimità. In sostanza, mi si chiedeva di fare come le famose tre scimmiette, che non vedono, non sentono e non parlano. Bravissimo Antonio Albanese, che col suo "Onorevole Cetto Laqualunque" ha solo precorso i tempi!
19 ottobre, 2009 alle 8:46 pm
372 sono da tempo contraria ach’io all’ora islamica soprattutto perchè nelle nostre scuole private cattoliche che hanno anche qualche presenza di non cattolici battezzati si insegna da decenni un’unora di storia delle religioni senza obbligo per una religione in particolare, facendo caso mai i paragoni tra una e l’altra.
Possibile che la nostra scuola non riesca copiare quanto d’è di buono in altre realtà culturali locali e straniere, le nostre suorine si sono rifatte a scuole cattoliche straniere, non italiane, dove da secoli (libano ad esempio) studiano ragazzi di altre religioni.
19 ottobre, 2009 alle 5:05 pm
pensavo che l’ora islamica a scuola fosse da destinare esclusivamente ai musulmani,mentre gli altri(coloro i quali si avvalgono dell’ora di religione cattolica)seguissero quella tra parentesi.Così non è,mi sono sbagliata,quindi sono contraria all’ora islamica.
19 ottobre, 2009 alle 2:17 pm
cara carmen, credo che ti stia sbagliando, e non di poco.
eventualmente, a quando dateresti il calco?
19 ottobre, 2009 alle 1:37 pm
Ma quando mai l’espressione "farsi i cazzi suoi" appartiene alla cultura(popolare) italiana??? Questo imperativo viene dall’americano "mind your own business!" e a dire il vero neanche gli americani lo rispettano piu’. Perciò chiedere a Gad Lerner di impegnarsi in prima linea in una battaglia culturale che cambi profondamente e in modo irreversibile le abitudini degli italiani mi sembra una richiesta un po’eccessiva…
19 ottobre, 2009 alle 12:03 pm
non vale neppure la regola per cui tanto se sei un inetto alla lunga emergerà a dispetto del cognome.
nientaffatto, per svolgere certi ruoli non serve avere particolari capacità e una persona persino mediocre può tranquillamente imboscarsi in qualsiasi ufficio
19 ottobre, 2009 alle 10:58 am
maurox (366)
la berlinguer sarà certamente entrata in rai per il suo cognome, ma
se ci fermiamo ai cognomi illustri perdiamo di vista tutti gli altri intrallazzi che avvengono alla rai, come i tanti squallidi personaggi imposti dai politici.
attenti alle liste dei cognomi, che sono parziali e distolgono l’attenzione da casi ancor più clamorosi.
19 ottobre, 2009 alle 10:57 am
italiano 359
Anch’io pago delle tasse per sostenere una Chiesa e un Dio in cui non credo.
Guarda caso però sono la Chiesa Cattolica il Dio Cristiano.
Come la mettiamo, mi fate una bella esenzione ?
19 ottobre, 2009 alle 10:00 am
Eh poveracci quelli che si devono portare questi nomi pesanti sul groppone, chissa’ che fatica con tutti questi cattivoni che glielo ricordano … Forse sarebbe stato meglio chiamarsi diversamente e tentare di trovare un posto di lavoro da 500 euro al mese come collaboratore occasionale in qualche azienda … ma che discorsi stiamo facendo, chi lavora per raccomandazione e’ un privilegiato e come tale va definito, che poi sia bravissimo e’ un altro paio di maniche, il dato di fatto e’ che per dimostrare la bravura ha utilizzato una corsia preferenziale e una scorciatoia che altri non avranno mai , mi sembra peraltro che sia il minimo essere valenti professionalmente dato che non hai faticato prima , ci mancherebbe ( ma ci sono e sono tanti ) che uno sia raccomandato e pure incapace
19 ottobre, 2009 alle 9:58 am
gad lerner sei il solito manipolatore: te la prendi con i cognomi del TG5 perchè detesti Mimun (in quanto giornalista berlusconista) e ti dimentichi dei cognomi della rai (dove i posti al TG si tramandano di padre in figlio) e dei suoi reggimenti di raccomandati senza arte nè parte (non mi dirai mica che giorgino è un bravo giornalista o che la berlinguer non è lì per il suo cognome); la cosa più divertente (e ridicloa) è che te la prendi con mimun per l eassunzioni fatte da quel gran paraculo del tuo amico mentana, che da quando è stato cacciato (e ricoperto di soldi) per te è diventato un martire dell’informazione libera….peccato che le assunzioni dei cognomi che tanto ti infastidiscono le abbia fatte lui e non certo per caso, essendo un abilissimo opportunista ed un discreto leccacxxxulo.
faresti bene a dire, uscendo dall’ipocrisia di comodo, che il mondo dell’informazione in italia è quello che è (come molti altri d’altra parte), dominato senza ececzioni da nepotismo e lottizzazioni di tutti i tipi a cominciare da quella politica dove il centrosx non è secondo a nessuno, a cominciare dal tuo adorato PD dove le varie bande si stanno scannando per lottizzare la propria parte di rai.
Ridurre tutto ciò, con una logica manichea e falsificatrice, ad un problema di Mimun e del TG5 è solo la solita manipolazione da 4 soldi che non serve a niente ed anzo fa solo ridere i polli (che poi non sono così cretini da bere certe stupidaggini).
Dall’autore dell’indimenticabile numero del foglietto della raccomandazione sarebbe stato lecito aspettarsi di più e di meglio; ma la faziosità ha il suo prezzo…
19 ottobre, 2009 alle 9:44 am
Ah, ah, straordinaria la nuova battaglia del PD: i calzini turchese del giudice Mesiano! ah ah ah!
Dopo le escort, Noemi, e il nulla sottovuoto, ecco un nuovo grande esempio della capacità del PD di capire la società e i suoi problemi.
Franceschini che va in giro con i calzini turchesi per solidarietà al giudice Mesiano, così crudelmente torturato dai carnefici Mediaset!
Questa sì è la politica, il nuovo che avanza, la soluzione dei problemi dell’Italia.
Già che aveva il problema di indossare qualcosa di adatto, Franceschini poteva fare di meglio e mettersi un bel preservativo in testa!
ahahahah
ahahahahah
ahahahahahah
19 ottobre, 2009 alle 9:34 am
maurox (361)
ma perché attaccare sempre bianca berlinguer? e oltretutto perché chiederlo a lerner?
porta un cognome pesantissimo e già ci pensa il suo caro zio, francesco cossiga, a ricordare di essersi speso in suo favore, le sue raccomandazioni per la nipote. che credibilità avranno? povera bianca: parenti serpenti. e con uno zio così non l’invidio affatto.
19 ottobre, 2009 alle 9:17 am
361 aggiungo le Berlinguer, una guarda caso lavora in mediaset
19 ottobre, 2009 alle 8:02 am
Caro Lerner vale anche per la Berlinguer il suo discorso ?
19 ottobre, 2009 alle 2:32 am
tgnet irpinia – speciale dedicato allo sciopero alunni del liceo scientifico Mancino di avellino – cultura –
http://www.youtube.com/watch?v=kBQPaRQHb5c
19 ottobre, 2009 alle 1:08 am
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FINI VUOLE IL CORANO DI MAOMETTO NELLA SCUOLA ITALIANA,
FINI: GLI ITALIANI NON VOGLIONO METTERSI DI FACCIA PER TERRA E CULO PER ARIA,
TANTOMENO SCAVARSI LA FOSSA CON LE PROPRIE MANI.
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L’ultima proposta che viene dal presidente della Camera (presentata dal Segretario della fondazione Farefuturo, Adolfo Urso) è l’insegnamento della religione islamica nelle scuole di Stato. Con i soldi dei cittadini, dunque, costretti così a diventare sostenitori di un «dio» in cui non credono.
Sulla questione del «credere» o non credere, da parte degli italiani, in una religione da insegnare nelle scuole pubbliche, tornerò fra poco;
quello che mi colpisce subito, invece, davanti a questa proposta, è un’altra cosa, una cosa di cui eravamo in molti a essere certi già da lungo tempo, ma alla quale non volevamo credere.
Invece, è così, è proprio vero: il signor Gianfranco Fini odia gli italiani. Odia l’Italia, la sua cultura, la sua storia, la sua arte, il suo territorio, la sua poesia: tutto.
Non passa giorno che dal presidente della Camera non giunga qualche idea, qualche proposta, qualche affermazione che non confermi questo odio, manifestando addirittura una specie di ansia, di fretta, nel voler cancellare al più presto i segni dell’esistenza degli italiani.
Egli ripete presso a poco ogni 48 ore che è indispensabile dare la cittadinanza italiana agli immigrati, di volta in volta o perché sono nati in territorio italiano o perché vi si sono stabiliti da cinque anni o perché hanno un lavoro o perché conoscono la lingua…
Mi dispiace non conoscere altri buoni motivi per regalare la cittadinanza agli stranieri, da suggerire a chi coltiva un così profondo disprezzo per l’italianità; ma soprattutto mi dispiace che la nostra tanto osannata Costituzione non preveda la condanna dei politici in caso di «tradimento» del popolo italiano, non potendo forse i costituenti immaginare altro tradimento che quello militare.
Condannare a morte la propria patria senza sparare neanche un colpo, è senza dubbio una novità.
Secondo le ultime statistiche, gli immigrati in Italia sono poco più di 4 milioni. Per quanto questa cifra possa essere inferiore alla realtà, non tutti gli immigrati sono musulmani (vi sono cattolici, ortodossi, buddisti ecc.), per cui si tratta di una piccolissima minoranza alla quale si dà un rilievo eccessivo.
I motivi li conosciamo bene: l’islamismo è una «religione-cultura» totale, che implica una forma mentis di assoluta dipendenza da Allah, un determinato sistema di vita, un’etica, un rapporto maschio-femmina, un rapporto con i credenti di altre religioni (gli «infedeli») del tutto diversi dal nostro, sia che si qualifichi il nostro come «occidentale-laico» sia che lo si qualifichi come «cristiano».
Per questo la presenza di una piccola minoranza è così rumorosa ed esplosiva: la loro diversità stride in continuazione, in ogni cosa che fanno, che dicono, che vogliono.
Insegnare l’islamismo nelle scuole pubbliche significherebbe che abbiamo deciso di insegnare ai nostri figli che è vero ciò in cui noi non crediamo; e che è vero ciò che è contro la nostra storia, la nostra civiltà, la nostra etica. Insomma, significa che vogliamo che i nostri figli non credano in nulla.
Molti italiani, nel dirsi «laici», ritengono di dichiararsi anche non credenti, non cristiani.
Ciò non toglie, però, che è impossibile non includere il cristianesimo nella storia italiana visto che sarebbe incomprensibile, non soltanto la storia politica, ma anche quella morale, letteraria, artistica. In fondo, le difficoltà religiose degli italiani si incentrano sulla Chiesa e sui suoi precetti, più che su Gesù e il Vangelo. E il cristianesimo è prima di tutto questo: Gesù e il Vangelo.
Il presidente della Camera, così come le sinistre, che si sono subito dichiarate d’accordo con la sua proposta, manifestano in questo modo il loro disprezzo per le religioni, e si comportano come se le diversità delle religioni potessero essere trattate, più o meno, con il sistema che essi chiamano «pluralismo» nell’informazione o nelle idee partitiche.
È indispensabile richiamarli alla realtà:
gli italiani non vogliono morire, tanto meno scavarsi la fossa con le proprie mani facilitando il radicarsi dell’islamismo nel proprio territorio.
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( I. Magli )
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FINI VUOLE IL CORANO DI MAOMETTO NELLA SCUOLA ITALIANA,
FINI: GLI ITALIANI NON VOGLIONO METTERSI DI FACCIA PER TERRA E CULO PER ARIA,
TANTOMENO SCAVARSI LA FOSSA CON LE PROPRIE MANI.
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19 ottobre, 2009 alle 12:25 am
bigi (299)
leggere l’elenco dei cognomi non urta la mia sensibilità ma la mia razionalità.
la mancanza di mobilità sociale, ma anche territoriale, nel nostro paese è un’evidenza. si sente spesso dire che l’italia è un paese bloccato. ma il problema va correttamente riportato a monte: dare a tutti i figli di chiunque, uguali possibilità e opportunità, materiali ma non solo. anche l’accesso ad un’istruzione di qualità per far maturare determinate capacità, eventuali talenti. altrimenti il discorso sulla meritocrazia è un discorso vuoto: non si entra nella lista, le caste si chiudono a riccio.
se il discorso si sposta a valle, in maniera arbitraria, come una lista di proscrizione, non lo condivido. dietro ognuno di quei cognomi c’è una storia diversa, fare un processo sommario è fuori dal mio modo di pensare.
non so poi se vuoi alludere, con " discorso da figli di" a un’eventuale mia irritazione per motivi professionali, personali: ti posso assicurare di no. pur avendo avuto importanti opportunità di lavoro e studio, ho dovuto rinunciare per occuparmi dei miei due figli. mi sono sposata giovanissima, e studiavo di notte, quando i bambini andavano a letto, ammesso che non piangessero per qualche motivo. ma questo è un altro discorso, e riguarda la vita delle donne e le loro rinunce. rinunce anche per facilitare la mobilità territoriale dei mariti, magari degli intellettuali come nel mio caso, mobilità territoriale che a me come persona non ha affatto giovato.
sono sfigata anch’io in quanto donna?
18 ottobre, 2009 alle 10:58 pm
Bello. La guerra si fa a suon di bustarelle, i mafiosi minacciano e si trova un accordo, l’evasione e l’abusivismo si combattono con i condoni … il craxismo ha fatto scuola in profondità.
(e Gad finge di non notare la vera minaccia, monumento di uso privato della funzione pubblica, sparata dalle signorine: … Telecom … posizione dominante …)
18 ottobre, 2009 alle 9:02 pm
Si consegnerà alla giustizia e rivedremo questo film?
http://www.youtube.com/watch?v=0ckX7×6BnD8&feature=player_profilepage
18 ottobre, 2009 alle 8:05 pm
Vecchio malcostume. Tantissimi anni fa frequentai elementari e medie con una delle 3 figlie di un senatore comunista.Guarda caso tutte e 3 diventarono docenti universitarie. Adesso mi vengono in mente i cognomi Rodotà e Berlinguer. Saranno anche brave ma se fossero state le figlie di mio padre avrebbero fatto una carriera così?
18 ottobre, 2009 alle 6:43 pm
Penso che tra i politici di professione ben pochi abbianno una pallida idea di quello che è la scuola oggi, in grandi città come Milano. Negli istituti professionali, tanto per fare un esempio, molte prime classi sono formate da 30 e più studenti provenienti da Africa, Asia, Sudamerica, America centrale. L’ultimo dei problemi è l’insegnamento della religione da loro professata, l’unica vera urgenza è l’insegnamento dell’italiano in classi plurilingue dove i livelli di conoscenza della lingua veicolare sono diversissimi, le lingue madri le più svariate e le risorse praticamente nulle. Da quando la provincia è passata alla destra sono stati tagliati i finanziamenti per i corsi di alfabetizzazione tenuti da docenti esterni e per i mediatori culturali. In compenso i docenti di religione continuano tranquillamente a far lezione a 5-6 ragazzi per volta, a quelli che scelgono di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica, per loro i soldi ci sono, il loro programma è veramente la base e il coronamento di tutto il corso di studi!
18 ottobre, 2009 alle 6:30 pm
A mio avviso un sistema democratico per sua natura egualitario difficilmente puo’ dar luogo a criteri meritocratici che necessariamente producono delle differenze tra gli uomini riconescendone alcuni migliori degli altri.
Percio’questa mancanza di selezione è propria delle democrazie che tendono a porre tutti gli uomini sullo stesso piano per cui secondo queste democrazie non è giusto che vi siano delle differenze retributive troppo forti a prescendire dalla quantità e qualità di produzione.
Ad esempio nell’antica Grecia alcune democrazie cittadine combattevano i migliori e cercavano di allontanarli dalla comunità.
Il motivo di questa situazione si verifica in quanto il popolo perde la sua identità e si trasforma in massa anonima tutta omologata in un unico pensiero.
Per cui al di la’ delle proprie intenzioni il merito puo’ emergere soltanto in una società con forte identità e struttura gerarchica accettata.
Il favorire i soggetti di un clan piuttosto che un altro ed il verificarsi di fenomeni di nepotismo sono piu’ o meno comuni a tutte le società e fanno parte della natura umana e sono percio’ difficilmente estirpabili.
Probabilmente anche in una repubblica Platonica retta da saggi filosofi vi saranno padri che aiuterrano i loro figli o nipoti.
18 ottobre, 2009 alle 6:23 pm
meglio cosi
18 ottobre, 2009 alle 6:11 pm
non problem amigo.