Mi fa piacere condividere ancora una volta la scelta di Arturo Parisi, e dunque riporto qui di seguito la sua dichiarazione odierna.
“Due anni fa mi capitò di dire che Veltroni, che era all’inizio il più vicino alla mia idea di Pd, era diventato presto il candidato più lontano. Questa volta per Franceschini, è capitato l’opposto. Partito come il più lontano, è diventato col tempo il più vicino. Se due anni fa Veltroni che sembrava il sostenitore di una idea ulivista finì presto sostenuto da tutto l’apparato, questa volta Fransceschini che, appena a febbraio, fu a me opposto come candidato di tutto l’apparato, è andato schierandosi su posizioni innovatrici”. Lo afferma Arturo Parisi, storico promotore del Pd.
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12 maggio, 2010 alle 6:22 pm
"Se volete rimanere schiavi dei banchieri e pagare il costo della vostra stessa schiavitù, continuate a lasciargli creare la moneta e controllare il credito della nazione." [Sir Josiah Stamp, vecchio governatore della banca d'Inghilterra]
"Chiunque controlli l’ammontare del denaro circolante in un paese e’ il padrone assoluto della sua industria e del suo commercio. E quando capisci che l’intero sistema e’ facilmente controllato, in un modo o nell’altro, da una ristrettissima elite, non avrai bisogno che qualcuno ti spieghi come nascono i periodi di inflazione e deflazione". [James Garfield, 20mo Presidente Usa]
Facendo leva sul riflesso condizionato causato dall’abitudine secolare di dare sempre un corrispettivo per avere denaro, le banche centrali hanno emesso la moneta col corrispettivo del debito, cioè “prestandola”. In tal modo i grandi usurai non si sono solo limitati ad espropriare i popoli dei valori monetari, ma li hanno indebitati di altrettanto, caricando, sin dall’origine, il costo del denaro del 200%.
La riserva aveva un significato quando la banconota era convertibile in oro a richiesta del portatore. È diventata ormai una ridicola sceneggiata, per mascherare la truffa dell’emissione con cui la banca centrale consegue un arricchimento parassitario pari alla differenza – duplicata dall’equivalente prestito – tra costo tipografico e valore nominale della moneta. (G. Auriti)
8 maggio, 2010 alle 11:27 am
ULTERIORI PROVE DEL SIGNORAGGIO BANCARIO IMPERANTE
“… i governi dell’eurozona devono liberarsi dalla convinzione secondo la quale, all’origine dell’attuale crisi di debiti pubblici c’è la dissipatezza dei governi. Non è così. All’origine di questa crisi c’è la pregressa dissipatezza di vasti segmenti del settore privato e , soprattutto, del settore finanziario… un processo di austerità di bilancio che minaccia i settori privati dell’eurozona” (pag.28, la Repubblica, 6/5/10) da queste chiare parole di Paul De Grauwe Professore di economia all’Università Cattolica di Lovanio del Belgio, emerge chiaramente senza ombra di dubbio l’evidenza che il debito pubblico e l’interesse conseguente cui sono soggetti gli stati nazionali non è casusato dai loro stessi bisogni di bilancio bensì da esigenze di emissione di banconote da immettere in circolo a favore del settore privato in particolare di quello finanziario: ammissione lampante dell’esistente sistema del “Signoraggio Bancario” di cui siamo tutti implicitamente schiavi, non tanto per particolare nostra tendenza allo sperpero pubblico, bensì per elementari e intrinseche necessità di carta moneta circolante nella nostra economia per esigenze di normale mercato, di cui le moderne economie finanziarie hanno sempre più bisogno, anche per l’aumentato volume di scambi nel mondo sempre più globalizzato e anche a causa della sempre più aumentata velocità degli stessi grazie alle nuove tecnologie informatiche.
7 novembre, 2009 alle 12:07 am
Lancio una provocazione.
Al Nord potrebbe realizzarsi una saldatura tra gli interessi dell’industria manifatturiera improduttiva (che dovrebbe scomparire in base alla regola capitalistica della distruzione creativa) e della classe operaia altrettanto improduttiva (che dovrebbe scomparire scompare in base all’altrettanto classica regola poietica del marxismo classico).
Chiedo a Nicoula (il comunista che tiene famiglia) ed al Pitbul (il pmi che tiene famiglia) dove sta il PLUSVALORE che creano e che dovremmo spartirci un po’ tutti.
E non mi venite a dire, voi due, delle rendite parassitarie che prima di voi due son il principale nemico.
2 novembre, 2009 alle 10:44 pm
I Ministro dell’Econonia Giulio Tremonti in una trasmissione, il 26 febbraio, ha parlato di malattia, prognosi e cura(una visione chiara della "crisi economica") non ha, però, parlato del BRAVO MEDICO? Chi curerà la malattia? Chi prescriverà la cura? Io personalmente ho intravisto la cura nelle parole della professoressa Giulia Guerra. Per me è chiaro siamo noi donne (io un pò meno ammetto)che ci occupiamo dell’economia domestica: risparmi, paghette, spese, amministrazione insomma. Il ministro può farsi aiutare da una donna per risolvere i problemi della "famiglia Italia"? Impariamo ad occuparci di più della cause e non solo degli effetti. Le cause, secondo me, sono: AVIDITA’, COLLERA e STUPIDITA’ o IGNORANZA veri e propri veleni. Siamo tutti intossicati.
Penso che andrò a disintossicarmi in un’altra città, in un’altra nazione.
28 ottobre, 2009 alle 11:47 am
In ciociaria rimonta e vince franceschini ma c’è già aria di scissione.
28 ottobre, 2009 alle 10:42 am
PolPot che utilizza striscia, due medaglie della stessa faccia
27 ottobre, 2009 alle 1:55 pm
La porcata di franceschini sgamato da Striscia mentre tarocca le elezioni
http://www.youtube.com/watch?v=xJuj95GMxQY
26 ottobre, 2009 alle 9:17 pm
Lei e Parisi due sradicati innamorati del loro ombellico.
Blahhhhhhhhhhhhhhhhhhhh
26 ottobre, 2009 alle 8:51 pm
Italiano: sei un ignorante: I musulmani hanno una civilta meravigliosa, che gli ebrei mai hanno potuto egualare.
Gli ebrei solo sono capaci d’imparare dei gentili e doppo migliorare. ma non sempre (pensa nella musica classica….)
Studia , ti manca molto.
26 ottobre, 2009 alle 8:19 am
Parisi ha gia’ chiesto che Bersani dica cosa vuole fare , in pratica non hanno neppure spostato gli scatoloni per le elezioni e gia’ comincia a parlare il loggione , nemmeno il tempo di respirare insomma… Lasceranno a Bersani il tempo per fare ? Lo assisteranno ? Credo proprio di no, il brutto vizio di continuare a parlare , tutti, incessantemente e a sproposito non manca mai nel Pd
24 ottobre, 2009 alle 10:31 pm
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MAMMA I TURCHI !!! …JIHAD …SHARIA …DHIMMITUDINE.
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La dhimmitudine è un evento storico, politico, sociale e geografico. La sua collocazione spaziale, benché mobile, è delimitata da contorni e frontiere assai precisi.
È un fenomeno storico vivente, con i suoi periodi di espansione e di arretramento.
Numerosi popoli ne sono stati toccati, e Milioni di individui hanno subito le sue Restrizioni. Essa appartiene alla storia generale dell’umanità, e tuttavia è determinata da peculiari caratteristiche che ne fanno una categoria a sé. La sua durata, che varia a seconda dei luoghi, va da alcuni secoli a più di un millennio.
La dhimmitudine è un sistema evolutivo e non statico, chiamato dalla sua stessa dinamica a svilupparsi senza sosta. Di conseguenza non può essere racchiusa entro formule quali «minoranze religiose protette», «sistema islamico basato sulla tolleranza» o «cittadini di seconda classe».
La dhimmitudine – attraverso i suoi tipici strumenti, il jihad e la shar?a – è stata un motore decisivo della storia umana. A partire dal suo originario nucleo di espansione, l’Arabia, ha dato luogo a continue guerre in più continenti.
Ha provocato ribellioni a non finire e ripetuti interventi armati dei paesi europei e della Russia; nel XIX secolo, poi, ha letteralmente dominato la politica degli Stati occidentali, divisi tra la sua abolizione o la sua conservazione nell’area balcanica.
La dhimmitudine ha inghiottito nella morte infiniti popoli e brillanti civiltà. Ha plasmato e distrutto innumerevoli generazioni, ha condizionato intere mentalità. Ancor oggi essa mobilita forze politiche e militari di livello planetario.
La dhimmitudine costituisce un campo di indagine e di confronto per équipe pluridisciplinari di specialisti: infatti richiede un approccio multidimensionale, che tenga conto delle interazioni tra molteplici fattori.
Non è un periodo storico in cui si possano distinguere da un lato i buoni e dall’altro i cattivi, poiché, come in ogni epopea umana, tutto si mescola e si intreccia nell’arco del tempo. Di questa miscela di secoli e genti non restano che pallidi riflessi ed echi estinti.
Questo saggio non intende né confermare né smentire il concetto di tolleranza islamica. Esso infatti non si colloca sul piano dei giudizi di valore: si limita a suggerire dei temi di riflessione e a formulare, a titolo di conclusione, alcune domande.
Quali sono le popolazioni oggetto della dhimmitudine? Perché essa ha inghiottito interi popoli, mentre altri sono riusciti a sottrarvisi? Quali sono le forze che secolo dopo secolo, ondata dopo ondata, modellandosi su un disegno iniziale, su un progetto politico a lungo termine, la preparano e la impongono?
E, d’altro canto, quali sono le cause patogene che, all’interno della cultura presa di mira, concorrono e cooperano alla sua autodistruzione?
Ambizioni personali, tradimenti, lotte intestine, o un inconscio desiderio di morte insito in queste società materialiste e raffinate, impotenti e incapaci di lottare per sopravvivere?
La dhimmitudine infatti – è bene sottolinearlo – è tanto la storia di un’oppressione quanto quella di una collaborazione. Probabilmente essa non sarebbe stata possibile senza questa cooperazione, fondata su regole e obiettivi ben precisi, tra una minoranza militarizzata di conquistatori e alcune maggioranze pacifiche e altamente civilizzate, che delegarono agli eserciti stranieri la difesa del loro patrimonio e delle loro ricchezze.
Ciò determinò da un lato il trasferimento di beni dai popoli ricchi a quelli poveri, dall’altro la nascita di nuove civiltà sulle ceneri delle vecchie.
Questo progetto di islamizzazione di enormi territori e miriadi di popoli (dalla Russia al Sudan, dal Maghreb all’Indo), che avrebbe potuto fallire – e spesso la storia sembra effettivamente esitare – deve il suo successo tanto all’ardore impetuoso dei combattenti islamici e all’acume dei suoi politici quanto alla venalità, ai tradimenti, all’attiva collaborazione dei leader dhimm? e dei rinnegati ambiziosi.
Mentre la Umma unificava in funzione di un comune obiettivo il suo enorme potenziale militare, demografico, giuridico e finanziario, i notabili dhimm?, divisi dal settarismo religioso e dal pragmatismo economico, si preoccupavano di arricchirsi prima sotto il dominio arabo e poi sotto quello turco. In effetti, sarebbe facile presentare questa storia come un percorso di codardia, di cecità, di pusillanimità. Eppure, la dhimmitudine ha in serbo anche un’altra verità.
Quella di popoli che, una volta assimilate l’eredità ellenistica e la spiritualità biblica, diffusero la civiltà ebraico-cristiana ovunque, fino all’Europa e alla Russia. Di ebrei, cristiani e zoroastriani che, sopraffatti da bande di nomadi, seppero insegnare ai loro oppressori, con la pazienza dei secoli, le sottili arti del governo degli imperi – dalla necessità di un ordine fondato sulla legge alle tecniche per gestire le finanze e amministrare le città e le campagne, nonché alle regole della fiscalità in luogo di quelle del saccheggio – e poi ancora la filosofia, le scienze, le lettere e le arti, l’organizzazione e la trasmissione del sapere:
insomma, i rudimenti e le basi della civiltà.
Erano dhimm? i contadini che seminavano, piantavano e coltivavano, quelli che scavavano i solchi, mietevano e lavoravano i campi, quelli che curavano i frutteti e il bestiame, come pure gli apicultori e i vignaioli, i fattori e i braccianti. E, spostandoci nelle città, erano ancora dhimm? gli artigiani che lavoravano, forgiavano, tessevano e modellavano gli oggetti, i vetrai, i navigatori e i commercianti, così come gli urbanisti che ideavano le città, gli architetti che progettavano le moschee e i palazzi islamici, i muratori che le costruivano e coloro che si occupavano della manutenzione di ponti e acquedotti.
In qualità di artisti, essi crearono, perfezionarono e misero generosamente a disposizione dell’«arte islamica» un talento che aveva animato l’architettura, la scultura, l’arte musiva e l’infinita gamma di arti minori di una civiltà mediterranea preislamica che ancora adesso ci stupisce. In veste di letterati, sapienti, poeti, filosofi e storici, essi coltivarono assiduamente il sapere tramandato nei secoli. Infine, come traduttori e copisti, trascrissero queste summae di conoscenza per darle in pasto ai loro rozzi conquistatori.
Decimati dalle razzie nelle campagne, essi si rifugiarono nelle città, che svilupparono e abbellirono. E, sebbene marchiati dall’obbrobrio, furono ancora loro a essere trascinati da una regione all’altra dai conquistatori per ridare vita a zone desertificate e rianimare città distrutte.
Ancora una volta i dhimm? costruirono e lavorarono. E ancora una volta furono scacciati, depredati e taglieggiati. Ma nella misura in cui essi sparivano, svuotati del loro sangue e perfino della loro anima, era la civiltà stessa a scomparire, mentre le terre che un tempo, quando le occupavano loro, erano state luoghi di civiltà, di raccolti e di prosperità, entravano in una lenta fase di decadenza e di barbarie.
Le élite che fuggirono in Europa portarono con sé il proprio bagaglio culturale, la propria erudizione e la propria conoscenza dell’Antichità classica. Fu allora che nei paesi cristiani in cui si erano rifugiati – Spagna, Sicilia, Provenza, Italia – sorsero centri culturali in cui gli ebrei e i cristiani in fuga dall’isl?m poterono trasmettere alla giovane Europa il sapere dell’antico Oriente preislamico, tradotto a suo tempo in arabo dai loro antenati. Stanziati a cavallo delle due sponde del Mediterraneo, e in qualità di intermediari tra due civiltà, essi assicurarono i commerci, gli scambi, la circolazione di beni e idee e il trasferimento delle tecnologie, arricchendo se stessi e gli altri con la loro ingegnosità.
Poi, quando nel XIX secolo l’Europa sollevò la cappa di obbrobrio che li opprimeva, eccoli di nuovo pronti a cogliere le sfide della modernità: dalla ferrovia al telegrafo, dalla stampa al giornalismo, dai trasporti alle industrie e alle banche. Ovunque essi furono promotori e lievito di civiltà ed evoluzione, e, indossati ancora una volta i panni di infaticabili artefici del progresso e costruttori di civiltà, introdussero in tutto l’Impero islamico, dalla Persia al Maghreb, le infrastrutture della modernità.
Infine, dopo essere stati scacciati, depredati e decimati per l’ennesima volta, essi fuggirono in America, in Europa o in Israele, dove oggi gli armeni, i maroniti, i siriaci, i caldei, i copti e gli ebrei vivono non della carità internazionale, ma del loro lavoro.
Di questi popoli, dalla Turchia all’Iran ai paesi arabi, sopravvivono ormai solo sparute minoranze, ultime vestigia delle moltitudini di cristiani e di ebrei che un tempo popolavano queste terre. Soltanto i cimiteri e le rovine evocano il loro passato.
I loro diritti storici, politici e culturali si dissolvono nel grande oblio del tempo, e nella loro storia usurpata si svela il senso profondo della dhimmitudine: la scomparsa nella non esistenza e nel nulla.
Per questo è con un sostanziale omaggio che questo studio vorrebbe concludersi. Certo, con il passare dei secoli e il graduale affiorare della verità storica, emergono sempre più le infinite varietà dei caratteri umani – servili, corrotti, codardi, pusillanimi e presuntuosi, ma anche eruditi, laboriosi, eroici – di questi reietti della storia.
Ma tutti questi aspetti si confondono e si mescolano sui loro volti pieni di sangue e lacrime, pieni di interrogativi e di saggezza, scolpiti in un millenario magma umano a cui lo storico può solo accostarsi con rispetto, e senza alcun giudizio.
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(Bat Ye’Or, Il declino della Cristianità sotto l’Islam. Dal Jihad alla dhimmitudine)
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…MAMMA I TURCHI !!
…DI NUOVO !! … ADESSO BASTA, E’ ORA DI FINIRLA !!
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24 ottobre, 2009 alle 6:51 pm
A mio avviso il Franceschini che puo’ sfondare nell’ elettorato moderato non è quello che si presenta come il vice di Veltroni che francamente non interessa i moderati, ma è quello che viene dalla scuola e dall’ esempio di uomini come Zaccagnini e Moro che sono tenuti in alta considerazioni tra i moderati che un tempo votavano democrazia Cristiana.
In sostanza se Franceschini riesce a seguire l’ esempio del suo maestro politico Zaccagnini puo’ fare quello che quel segretario fece allora per la balena bianca cioe’ la fece vincere.
Vi e’ un solo neo che rimane per Franceschini si tolga da torno l’alleanza con quel peronista e giustizialista di Di Pietro che non conosce l’abc della democrazia e vada avanti per la sua strada, si ricordi che non ha bisogno di Di Pietro e del suo movimento parafascista che non ha nessuna radice nè con i moderati, ne’ tantomeno con la sinistra.
Del resto anche nella storia recente l’unico politico che è riuscito a sconfiggere Berlusconi e’ stato Prodi che pure veniva da esperienze moderate e che è stato la vera bestia nera del centrodestra dal momento che ogni volta che si presentava era una sconfitta per Berlusconi, mentre gli altri sono miseramente caduti.
In sostanza Franceschini come gia’ Prodi fanno parte di una tradizione diciamo cosi’ maggioritaria in Italia, ma debbono stare attenti agli alleati che li possono danneggiare e trasformare in minoranza.
24 ottobre, 2009 alle 6:45 pm
Beh, non fa notizia, s’era capito e per entrambi…
Per come ha comunicato la cosa, Gad, lei ha scelto Franceschini ben due volte e altrettante ha bocciato Marino. Non commento la sua scelta, più che legittima anche se per me deludente; ma la doppia bocciatura di Marino ce la poteva risparmiare e, sotto sotto, penso non le faccia onore.
24 ottobre, 2009 alle 5:09 pm
Votate, votate questo iper-garantista e più in generale tutti gli iper-garantisti che stanno a sinistra i quali chiedono le dimissioni di un loro esponente senza forse nemmeno chiedere il resoconto dei fatti e di ciò che è avvenuto. Marrazzo sostiene di essere "vittima": ebbene, a questo punto pare di capire che è "vittima" due volte, non solo di chi ha cercato di infangarlo, ma anche del proprio partito che ne reclama le dimissioni, dando di fatto credito a quel fango. Un giorno Livia Turco intervenuta a Otto e Mezzo ebbe a dire a proposito della moralità che regna nel suo partito, che basta il "sospetto", "l’ombra" di un qualcosa di immorale che subìto il partito prende provvedimenti nei riguardi delle persone coinvolte. Eppure ci sono stati dei casi anche piuttosto recenti che hanno coinvolto dirigenti di primo piano del Pd in questioni di affari e coop, dove questa "ombra" e questo "sospetto" non è stato sufficiente al loro allontanamento. Perchè?
24 ottobre, 2009 alle 5:07 pm
E se domani, mettiamo il caso, tu incontrassi al seggio uno che…
fra l’altra gente e sottolineo se…
24 ottobre, 2009 alle 5:06 pm
Relativamente alla privatizzazione della rete di acqua potabile, vorrei chiedere se si conoscono le posizioni dei 3 candidati alla segreteria.
Mi risulta non si siano dichiarati contrari, e se fosse vero vorrei conoscerne le motivazioni.
Grazie.
24 ottobre, 2009 alle 5:00 pm
Votate, votate questo finto progressista: che candida un uomo di colore come vice-segretario del Pd "perchè di colore" (e se invece fosse stato bianco?)…votate, votate questo finto progressista che parla di diritti civili e poi chiede le dimissioni di Marrazzo in quanto ha frequentato un trans…perchè, forse frequentare i trans o gli omosessuali è un atto immorale? Spregevole? Cos’hanno i trans o gli omosessuali? Sono appestati? E come potrà mai un domani un Franceschini garantire delle leggi a favore di queste categorie di persone, che peraltro lui giudica infrequentabili viste le dimissioni chieste a Marrazzo? Se Marrazzo, da politico, ha compiuto un atto immorale andando con un trans, un domani che Franceschini proponesse una legge a favore di tali categorie, o qualsiasi altro parlamentare del Pd che lo facesse, dovrebbe essere espulso? Progressisti con la retromarcia siete! Altro che storie…
24 ottobre, 2009 alle 4:38 pm
#72. Sono in linea con il tuo pensiero. La sinistra in campo sessuale si dimostra avanti di mille miglia rispetto alla destra conservatrice e tradizionalista, nel senso più deteriore del termine. La sinistra si è evoluta con l’evolversi dei costumi, dei tacchi a spillo, delle tette mobili e dei corpi rifatti. Marrazzo non va giudicato, ma piuttosto preso ad esempio perchè lui come Sircana hanno esaltato la politica come fatto e valore estetico, non solo ideologico. La donna è superata e con essa anche il femminismo e tutto ciò che esso prevede e pretende: in una società dinamica, pluralista, tollerante ed accogliente, questi sono esempi fulgidi di come un politico possa mettersi al servizio della società che evolve, come un politico sappia porsi al servizio di individui nuovi che chiedono piena cittadinanza e dignità. Una lezione per tutti. Mi auguro che su questo punto si possa aprire un’ampia riflessione e che anche Repubblica sia in condizione di allinearsi al nuovo che avanza e che d’avanza e che le sue analisi sociologiche possano essere all’altezza di una tradizione che sa guardare ai tempi. Perchè se bollare il fenomeno della prostituzione è cosa buona e giusta (visto che è un fenomeno antico, gretto, medioevale), di certo la pratica transessuale è l’esppressione di un qualcosa di moderno, in cui l’uomo è disposto a giocare un nuovo ruolo, non più legato al passato.
24 ottobre, 2009 alle 4:30 pm
per Sandro: il gip : non sono sicuro che fosse Marrazzo in quel video ( girato da chi ?) caro Sandro che cosa ne dici dell’Arma dei carabinieri ?
24 ottobre, 2009 alle 4:24 pm
Repubblica s’è dimenticata di fare 10 domande al governatore del Lazio del Partito Democratico Piero Marrazzo, ricattato da 4 carabinieri dopo un presunto incontro filmato a base di sesso e coca con un transessuale.
Non c’è problema, le facciamo noi e ne aggiungiamo anche una undicesima…
1)Quando ha avuto modo di conoscere Natalie? Quante volte ha avuto modo di incontrarla e dove? Ha frequentato e frequenta altre transessuali?
2)Lei si occupa di Natalie e del suo futuro e sostiene economicamente la sua famiglia?
3)Le transessuali la chiamano con un nomignolo? Ha ricompensato con candidature e promesse di responsabilità le transessuali che la chiamano con un nomignolo?
4)Sapeva che Natalie fosse una prostituta? E Brenda e Luana?
5)Ha usato "voli o auto di Stato" per andare a transessuali?
6)Può rassicurare il Paese che nessuna transessuale abbia oggi in mano armi di ricatto?
7)Lei oggi potrebbe partecipare al Gay Pride, lo farà? Potrebbe firmare una legge che punisce il cliente di una prostituta?
8)Lei ritiene di potersi ancora candidare alla presidenza della Regione? E, se lo esclude, ritiene di poter adempiere alla funzione di governatore del Lazio?
9)Lei ha parlato di un "complotto" che la minaccia. Può garantire di non aver usato né di voler usare intelligence e polizie contro testimoni, magistrati, giornalisti?
10)Ha rapporti sessuale protetti con i transessuali? Fa uso di cocaina? Alla luce di quanto è emerso, quali sono, signor governatore, le sue condizioni di salute?
11)Marrazzo ci guardi negli occhi e ci risponda: le piace il caz-o?
24 ottobre, 2009 alle 4:12 pm
#
73
pino visca scrive:
24 ottobre, 2009 alle 4:04 pm
io non ho difeso marrazzo,pero’ affermo che nessuno deve entrarmi in casa e ricattarmi,cosa c’e’ di male nell’andare con un transessuale se non dai scandalo??forse marrazzo doveva cusarsi con la moglie ma non accettare il ricatto
Questo vale anche per Berlusconi che sembra vada a puttane???
24 ottobre, 2009 alle 4:04 pm
io non ho difeso marrazzo,pero’ affermo che nessuno deve entrarmi in casa e ricattarmi,cosa c’e’ di male nell’andare con un transessuale se non dai scandalo??forse marrazzo doveva cusarsi con la moglie ma non accettare il ricatto
24 ottobre, 2009 alle 2:31 pm
Ma quale Franceschini, vogliamo Marrazzo alla guida del Pd, l’unico in grado di evidenziare nei fatti il divario culturale tra la destra e la sinistra (a favore di quest’ultima). Marrazzo si inserisce nella linea a suo tempo indicata da Sircana e che purtroppo non ha ancora raccolto i proseliti che meriterebbe nell’ambito dei sinceri democratici. E mentre la destra e il suo ignobile premier continuano a ostentare senza pudore un atteggiamento prevaricatore e di mercificazione nei confronti del corpo femminile secondo i canoni di un maschilismo da trivio, Sircana esalta la sessualità raffinata di chi non discrimina le minoranze e sa esaltare le pulsioni intellettualmente più trasgressive e meno convenzionali.
24 ottobre, 2009 alle 1:27 pm
Franceschini forever……con lui si vince senza far nulla…..semplicemente sedendosi in riva al fiume e aspettando che passino i cadaveri ( politici ) Piddini…..è un mito per noi, una garanzia di continuità ( al Governo )……
24 ottobre, 2009 alle 12:45 pm
Una volta la politica iniziava nei circoli e proseguiva per strada. Oggi se qualcosa nasce nei circoli muore là dentro. Gli iscritti (e molti lo sono per avere qualche favoruccio personale), alle elezioni, contano come il 2 a briscola. Senza il voto del popolo rimane solo un brodino vegetale per politiche da salotto. Marino è volto nuovo anomenklato e sembra proporsi per una politica a tutto campo e fuori dagli equilibri interni (e personali). Se il naso non mi inganna il nuovo segretario sarà lui. I 5 voti di casa mia saranno comunque suoi. Io, d’altronde, mi iscriverò al PD solo con Marino segretario. Le politiche da balletto se le facessero da soli…e così noi continueremo a votare (con sofferenza) per Von Peter lo strillone.
24 ottobre, 2009 alle 12:28 pm
Crisi, aumentano fallimenti banche
Negli Stati Uniti chiusi 101 istituti
Si allunga la lista dei fallimenti delle banche negli Stati Uniti nel solo 2009. Con la chiusura di American United Bank e Partners Bank, si è arrivati a quota 101. E’ la prima volta dal 1992 che falliscono negli Usa oltre 100 istituti. La sola chiusura di Partner Bank costerà all’agenzia federale americana per l’assicurazione dei depositi ben 28,6 miliardi di dollari.
24 ottobre, 2009 alle 12:19 pm
Impedendo alle mafie di operare si raggiungerebbero due risultati sostanziali:
-recupero di ingenti risorse per rilanciare la ns. economia e l’occupazione;
-rilanciare il sud che potrebbe divenire la ns. California e comunque un produttore e non un drenatore di reddito. E’ sufficiente fare qualche viaggio al sud per capirne i motivi.
Taluni sotengono che meridionali non hanno iniziativa. Ammesso e non concesso sia così, anche popo la libeazione della criminilaità, ci sarebbero le imprese del nord e dall’estero che interverrebbero vista le potenzialità ed i costi.
24 ottobre, 2009 alle 12:18 pm
63-Invece è proprio da me. Il mio non è infatti un giudizio sulle persone, come avrai capito. Marino ha ZERO possibilità di arrivare al 51%. Al che, se ho ben capito, provvederebbe il congresso a votare il segretario (ovvero Bersani – come l’articolo di Gad mi fa ben capire). QUINDI se Marino arriva per dire al 40% magari se ne parla per un po’ (il non più di tanto casino appunto) poi qualcuno potrebbe ricordare che nel giro precedente (quello dei tesserati) è arrivato all’8 se non sbaglio e tanti saluti. QUINDI se uno ha come priorità sgambettare D’Alema e/o l’"apparato" ha decisamente migliori probabilità con Franceschini.
24 ottobre, 2009 alle 12:16 pm
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poldi 64
Cazzatielle tirate fuori per screditarlo.
e poi è il meno peggio!
Uno che si è fatto il c…lo è sempre meglio di uno che ha trovato la pappa pronta!
24 ottobre, 2009 alle 12:09 pm
Franceschini/Marino
Ringrazio tutti per i Vostri commenti.
24 ottobre, 2009 alle 12:07 pm
Per 62
Pico non vorrei deluderti ma l’adoratore del dalai lama parrebbe sia stato implicato in una torbida vicenda della sanità, roba di nomine, dimissioni, non ho capito molto ma il soggetto non mi sembra sincero,
si professa laico e difende il dalai lama…. poi non vedi che sembra assonnato, sembra che reciti ed ha bestemmiato citando Che Guevara tra i suoi idoli, un cattolico stramiliardario collaborazionista del regime filo usa di prodi che finge di essere di sinistra questo è marino.
Poi sarà anche un ottimo chirurgo ma che torni a fare il chirurgo,
credo che ci sia altro in questa storia,veronesi con le sue cliniche private ha degli interessi, marino altri interessi minori ma simili.
24 ottobre, 2009 alle 11:58 am
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57
Snep
Non è da te!
24 ottobre, 2009 alle 11:56 am
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56
UNO,
Marino per lo meno è uno che sa cosa vuol dire LAVORARE ed ASSUMERSI RESPONSABILITA’ (altrimenti non farebbe il chirurgo).
Non fa ilò girotondo intorno alle risposte da dare agli interlocutori, (non trova "workaround", come dicono in iu-ess.ei)
E questo a me basta.
Gli altri sono politicanti da strapazzo che hanno sempre mangiato il nostro pane a radimento!
24 ottobre, 2009 alle 11:50 am
Per 60
Franco, francamente i peggiori criminali non sono i mafiosi italiani
ma i nazisti usa responsabili di eccidi, stupri, torture e crimini
contro l’umanità. dato che contro i nazisti nessun partito è disposto
ad intraprendere una lotta per debellarli dalla faccia della terra
è meglio astenersi da qualunque consultazione e contestare i
collaborazionisti degli invasori ovunque.
24 ottobre, 2009 alle 11:45 am
Voto per chi ha maggiormente insistito sulla lotta alla criminalità collusa, vero grande problema del ns. Paese di cui si parla poco, anzi c’è che irride i giudici che indagano sul papello. che è costata la vita a Bosellino dopo la morte di Falcone
AMANTEA – La telefonata è arrivata nel cuore della notte: "Era molto agitato. Mi ha sussurrato: "Avvocato, sono dietro la porta con un coltello da cucina. Ci sono persone in borghese che vogliono entrare. Saranno carabinieri o sicari?"". L’uomo che vive terrorizzato in questo modo è Francesco Fonti, il pentito che ha consentito il ritrovamento del relitto dei veleni nel mare di Cetraro, ed è tuttora agli arresti domiciliari. Da due giorni, per disposizione del giudice di sorveglianza, non può comunicare con l’esterno.
Il fax è arrivato il 21 ottobre all’ufficio dell’avvocato Claudia Conidi, a Catanzaro. Il Tribunale di sorveglianza di Mantova intima che "il detenuto Francesco Fonti" non abbia contatti "né diretti, né indiretti con i mezzi di informazione". Quel pentito, in sostanza, deve tacere. E questo, scrive il giudice "a tutela della sua incolumità". L’avvocato Conidi è molto irritata: "Totò Riina, per quanto sottoposto al 41 bis, con i giornali, tramite l’avvocato, può parlare". A chi fa paura Francesco Fonti? È un fatto che il suo memoriale sta trovando in queste settimane un primo riscontro concreto con la scoperta del relitto al largo di Cetraro. Ed è un fatto che, nonostante le richieste di protezione, Conidi è tuttora privo di scorta. Anzi.
L’avvocato riferisce un episodio non meno inquietante del primo. Di quando, nelle settimane scorse, durante un interrogatorio a Roma i magistrati della Dda di Catanzaro avrebbero risposto in modo sconcertante alla richiesta di protezione del pentito: "Il Fonti voleva sapere qualcosa in merito alla protezione da dare ai figli. Gli è stato risposto dal Procuratore di Catanzaro che questi ultimi non c’entravano".
24 ottobre, 2009 alle 11:42 am
Per 56
Guarda franceschini è un reazionario democristiano complice della Dc quando ancora c’era Zaccagnini stiamo parlando del Proterozoico, un fossile ed un nemico del proletariato.
Marino ha vissuto negli stati uniti si professa laico perchè ha fatto molta demagogia sul testamento biologico per afrsi bello come chirurgo e avanzare di grado salvo poi mostrare tutta la sua laicità nel prostrarsi con la faccia per terra davanti al dalai lama.
Marino è ugualmente cattolico e democristiano e un amico di bertinot
il peggio del peggio di ipocrisie e falsità.
Resta bersani ma dietro ci sta pare la piovra della Cementifici di ravenna implicata in molte nefandezze come il mega ponte e la base usa di Vicenza.
Diserta, sostieni le organizzazioni marxiste extraparlamentari non i nemici del popolo!
24 ottobre, 2009 alle 11:38 am
Nel nostro paese sono stati messi tranquillamente nel calendario dei santi fior di criminali.
E’ dovuto alla ragione di Stato che la " gente comune" non capisce, ma capisce che così deve essere, in armonia con la propria anima mafiosa.
Che siamo tutti mafiosi c’è la prova del nove della mancata presa di posizione di Gad Lerner a difesa di una eventuale minoranza circoscritta.
Possibile che i Marrazzo, i Bassolino, i sindaci filostupratori ecc.ecc. non possano essere sostituiti, serenamente da altre persone più degne o la politica deve essere per forza appannaggio di questi figuri?
Le istituzioni si controllano dall’alto: come i consigli di amministrazione si ereditano per meriti di famiglia?
Certo uno alla famiglia ci tiene; si potrebbe farla crescere, allargarla con i famigli e i clienti istituzionalmente come nei bei tempi dell’impero.
Evviva il paese civile democratico, cattolico e trimalcione.
24 ottobre, 2009 alle 11:37 am
56-Franceschini ha delle chances, Marino no. Quindi se sei uno che detesta Bersani più di quanto detesti Franceschini vota Franceschini, se sei uno che detesta entrambi in egual misura e/o vorresti fare casino (ma nemmeno poi tanto) all’interno del PD vota Marino.
24 ottobre, 2009 alle 11:31 am
Non ho ancora deciso
Franceschini o Marino?
Potete scrivere commenti pro e contro i due?
24 ottobre, 2009 alle 11:29 am
53-No no, a me della Cina importa poco, sono un individualista quindi per definizione le masse non interferiscono più di tanto con il mio lavoro o reddito. Per quando sarete in grado di far partire la megaguerra tra poveri io dovrei essere già stato convertito in fertilizzante.
24 ottobre, 2009 alle 11:29 am
Per 52
marrazzo ha tanti soldi, è un borghese perchè lo difendia priori?
24 ottobre, 2009 alle 11:27 am
Per 50
Snepretz piglite na birra cinese, me sembri tu in tensione
hai paura della concorrenza cinese? Qual’è il problema ah?
(:^D CHINAFOREVER!
http://www.youtube.com/watch?v=GICWkNV0ea4&feature=player_profilepage
24 ottobre, 2009 alle 11:26 am
maq perce’ dovrebbe dimettersi marrazzo?tutti sono amic di un transessuale ,ci sono sindaci di grandi citta estere che sono omosessuali,e nell’appartamento di casa chi si deve permettere di violare la tua vita,e’ vero e’ un personaggio pubblico ma cosa ha fatto di strano?chi e’ dacondannare sono i carabinieri ma molto perche’ oltre tutto anno tentato e fatto un ricatto.io se fossi di roma difenderei marrazzo.ciao e anzi spero che facciano delle manifestazioni a sua difesa
24 ottobre, 2009 alle 11:22 am
Via dal Pd i democristani corrotti e quelli non corrotti!
Se ne vadano negli states con le loro c… di primarie!
Basta mastelli!