Nutro da anni una grande stima per il generale Claudio Graziano, un alpino piemontese che guida la missione multinazionale Unifil delle Nazioni Unite nel Libano del Sud. Ho un bellissimo ricordo del colloquio e del pranzo con Graziano nella base di Naqoura, in prossimità del confine israeliano, nell’estate 2008. Potete immaginare con quale divertimento ho letto dunque le rivelazioni del quotidiano israeliano “Haaretz” riguardo alle pressioni esercitate da Netanyahu affinché il mandato del generale Graziano venga prorogato. Ma come? I giornali della destra italiana non lo avevano attaccato personalmente come “amico degli Hezbollah”? Questo stesso blog non ha ospitato ironie e maldicenze sul comportamento dei nostri soldati al confine fra Libano e Israele, da parte dei soliti disinformati? Ebbene, l’indiscrezione che giunge da Gerusalemme è di quelle che dovrebbero far tacere le troppe malelingue ignoranti o peggio subalterne a interessi di fazione. Con un piccola ricerca sulle dichiarazioni ostili a Graziano e all’Unifil, chi volesse potrebbe farsi un campionario imbarazzante. Con tanto di parlamentari della Repubblica.
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5 novembre, 2009 alle 10:05 am
http://www.youtube.com/watch?v=WgaT888kgkQ
5 novembre, 2009 alle 9:59 am
Unter 181 – Alice nel paese delle meraviglie ? Non vedo cosa ci sia da meravigliarsi. Le parti cercano di armarsi e di riarmarsi come possono. E continueranno a farlo finche’ un leader coraggioso non rompera’ questo cerchio infernale che dura dal 1948, inevitabile fino al 1967, ma non piu’ tale anche se molto difficile dopo Oslo. Ti riporto il mio 173 .
4 novembre, 2009 alle 10:14 pm
GERUSALEMME – La marina israeliana ha intercettato nella notte una nave carica di armi a 185 chilometri dalla costa. Secondo alcune fonti, il cargo, battente bandiera di Antigua, trasportava "armi iraniane dirette alla Siria" o agli Hezbollah in Libano. Tra le armi, vi sarebbero anche alcuni missili. "Si tratta di un ulteriore successo – ha dichiarato il ministro della Difesa Ehud Barak – nella lotta incessante contro i tentativi di traffico di armi e di mezzi da combattimento destinati a elementi terroristi che agiscono a Nord di Israele e minacciano la nostra sicurezza".
A quanto risulta la nave proveniva dall’Iran. Il quotidiano Haaretz riferisce sul suo sito che è passata dallo Yemen e dal Sudan, quindi ha attraversato il canale di Suez e ha puntato verso Nord. Dopo essere stata intercettata, ha raggiunto il porto di Ashod, a sud di Tel Aviv, dove è stata controllata attentamente. Secondo la radio militare, un grande quantitativo di "mezzi da combattimento" era nascosto sotto un carico di merci civili.
Nei giorni scorsi, il capo dell’intelligence militare israeliana, Amos Yadlin, aveva affermato che Hamas aveva testato con successo un razzo in grado di raggiungere da Gaza la città israeliana di Tel Aviv. Il razzo, con una gittata di circa 60 chilometri, sarebbe stato di fabbricazione iraniana. Per aggiornare i ministri sugli sviluppi della vicenda, il premier Benjamin Netanyahu ha convocato d’urgenza il Consiglio di difesa del governo.
L’operazione ricorda da vicino il sequestro da parte della marina israeliana, avvenuto nel 2002 nel mar Rosso, della nave Karine A. Partito da Bandar Abbas (Iran), il cargo era carico di armi di vario genere e di razzi. Doveva raggiungere, almeno secondo Israele, miliziani fedeli a Yasser Arafat, impegnati allora nella intifada.
Il movimento islamico aveva smentito parlando di una "macchinazione" per allarmare l’opinione pubblica mondiale alla vigilia dell’esame da parte dell’Assemblea dell’Onu del rapporto Goldstone sui presunti crimini di guerra commessi dagli israeliani a Gaza durante l’operazione Piombo fuso.
http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/esteri/medio-oriente-54/nave-iraniana/nave-iraniana.html
3 novembre, 2009 alle 2:28 pm
Lerner, perchè non fai una trasmissione su quella corte stile Luigi XIV che è il CSM?
3 novembre, 2009 alle 2:21 pm
Perché Lerner non fa una trasmissione sulla magistratura più pagata, meno produttiva e più dannosa d’Europa?
2 novembre, 2009 alle 9:14 am
Unter 177 – Buongiorno Unter , e’ stimolante il confronto di idee con te.
"Se vuoi fermare un lupo, dagli un agnello."
La differenza fra te e me e’ sul come salvaguardare l’ agnello. Nella tua metafora noi siamo come i cani pastore. E possiamo fermare un lupo, non un branco.
Ci sono molti, troppi cani randagi in giro, e se ritrovano una ciotola, una casa calda, qualche carezza tornano ad essere cani, anche affettuosi e staranno in casa con noi , e difenderanno anche noi, la loro casa, gli agnelli . Se li lasci al freddo, li pigli a sassate e frustate , prima ringhieranno poi si rivolteranno contro e alla fine si uniranno in branco al lupo , e faranno figli di lupo, lupi , branchi di lupi ..e saranno problemi per tutti
Buona giornata Unter, vado.Sei in gamba
1 novembre, 2009 alle 10:06 pm
Dall’Almanacco dei Frati Indovini:
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"Le banlieu si sollevano contro militari israeliani."
"Leo Siegel e’ uno pseudonimo di Riccardo Disegni."
"Se vuoi fermare un lupo, dagli un agnello."
1 novembre, 2009 alle 7:32 pm
Unter 175- Capisco quanto dici. Con i guai che abbiamo qui , non ci sarebbe da preocuparsi troppo di quanto avviene in Palestina.
Pero’ non sfugge neanche a te l’ scontro di civilta’ che sta avvenendo, l’ irrazionalita’ fideistica del fanatismo musulmano,con cui non si discute , e purtroppo il progressivo scivolare di masse arabe verso il fondamentalismo per la percezione sempre piu’ diffusa di un attacco continuo dell’ Occidente con le bombe e la forza contro le aree musulmane che non si allineano al pensiero unico occidentale. La politica di Israele e’ agli occhi di troppi l’ emblema e la controprova dell’ oppressione, e del doppio standard di giustizia occidentale, uno per noi , uno per loro. Occorre rompere questo schema e recuperare la grande maggioranza della gente araba, che vuole anch’ essa vivere in pace, prosciugare l’ acqua in cui sguazzano i fondamentalismi. Tralascio il fatto che anche il sogno di Weizman o di David Bin era per un focolare sicuro , non di una nazione dove gli ebrei fossero costretti a vivere sotto assedio.
Se non saniamo la situazione in Palestina, enormi capitali verranno sprecati li’, energie e cervelli si occuperanno ora dell’ Iraq, ora dell’ Iran ,ora della Siria, nel mondo la segregazione tra religioni e razze prendera’ il sopravvento sulla ragione . Quando in Europa montera’ la rabbia delle banliau , dei figli di seconda generazione , essa sara’ rivestita dalla nobilta’ religiosa di quel fondamentalismo. E’ uno scenario abbrutito quello che abbiamo di fronte, in Israele ed in Europa e nel mondo. Dobbiamo fermare quella scia di sangue che cola in Medio Oriente dal 1948, , o staremo peggio , molto peggio tutti .
1 novembre, 2009 alle 2:08 pm
Il tastierista ha fatto dell’Italia una democrazia nominativa, lascia affondare barconi zeppi di negri, si sta organizzando pezzo a pezzo le sue milizie private.
E’ bello avere una terra da chiamare santa. La’ le cose andranno sempre peggio delle aspettative — dato l’appellativo.
"Certo qui e’ uno schifo. Pero’ guarda che cesso la Terra Santa! Dobbiamo fare qualcosa."
"Eh si."
"Non si puo’ tollerare."
"Eh no! Cambiamo la legge elettorale?"
"Ma cosa c’entra la legge elettorale?"
"Aboliamo le squadracce della sicurezza?"
"Mah?! Sei scemo?"
"Combattiamo la disoccupazione, riformiamo il mercato del lavoro?!"
"Ma allora non capisci: il problema e’ la Terra Santa, per Dio. Come puoi prentendere che le cose vadino bene da noi se persino una terra che e’ santa e’ il cesso che e’?"
"Ah, non c’avevo mai pensato."
"Certo che non c’hai mai pensato: non hai letto l’enciclica Excusatio Non Petita."
"Quindi?"
"Quindi, finche’ la Terra Santa non sara’ all’altezza delle aspettative, qui noi c’abbiamo poco da sperare che le cose vadino meglio, perche’ vanno gia’ meglio."
"Cavoli!… Quindi?"
"Quindi potremmo organizzare una spedizione in Terra Santa, per andare a migliorare le cose alla fonte."
"Un bel pellegrinaggio?"
"No, una crociata."
"Ma e’ fuori moda."
"Se i leghisti riescono a far bere l’acqua del Po a quattro cavalieri medioevali, noi riusciremo pure a mettere insieme un esercito sacro…"
"Hmmmm…"
"Sarebbe anche una misura contro la disoccupazione…"
"OK — pero’ solo contratti a tempo indeterminato."
"Non c’e’ problema."
1 novembre, 2009 alle 10:47 am
X Gavriel 175 ,
Grazie per il tono cortese della risposta, Gavriel, e scusa anche qualche volontaria acidita’ – l’ amore della polemica ….
Mi sono occupato direttamentre ed a lungo del problema dell’ acqua e del suo recupero /riciclo in Medio oriente, e’ il mio lavoro .L’ ho fatto x Intel, come di altri impianti in Israle, come in Giordania,etc. e credimi, l’ acqua e’ uno dei problemi piu’ spinosi da risolvere in caso di pace. Ci vorrebbe un progetto come il "Red sea –Dead sea Water Conveyance", ma qui andiamo nell’ utopia .
Bene , un saluto , e Buona Domenica a te ed a tutti.
1 novembre, 2009 alle 10:43 am
Unter 170-
.Unter qui il discorso e’ semplice. Se la parte piu’ sionista ed integralista di Israele fa solo un discorso basato sulla forza , si espande in Cisgiordania ed a Gerusalemme Est anche in periodo di pace , non ti devi meravigliare che poi gli oggetti di questa espansione – non solo gli hizbullah – si ribellino, alcuni si armino ,ed infine qualcuno – in una guerra asimmetrica – rispolveri gli shahid .
Quello che dispiace vedere in persone sicuramente di alto livello intellettuale e’ la cecita’ di fronte ad una evoluzione simile, e l’ appoggio "senza se e senza ma" a una politica suicida nel lungo periodo, e irridere pure Graziano e le forze di pace del’ ONU anche quando queste ricevono la fiducia di Benjamin Nethaniau.
Tutto oggi offre le condizioni x cercare una pace intanto con i paesi circostanti e la Lega araba. La presenza di un forte governo di dx in Israele , una guida in USA che puo’ sembrare piu’ neutrale agli occhi dei paesi arabi, "un Honest broker " , un periodo di calma di attentati … Questo e’ il momento di riprendere l’ offerta del re saudita Abdallah fatta a nome di tutti i paesi islamici e della Lega araba e negoziare . Ma se si usa l’ approccio Yishal o dell’ American Israel Pubblic Affairs Committee, allora anche questa finestra svanira’ ed il bagno di sangue riprendera’ .
1 novembre, 2009 alle 8:06 am
@171.bis link corretto alle perplessità
http://uk.reuters.com/article/idUKTRE54350D20090504
1 novembre, 2009 alle 7:51 am
materialismo storico, come no.
.
nel frattempo si fa notare l’omologo del nostro tastierista di cui condivide le perplessità sui luoghi di culto altrui:
Gli stranieri hanno portato "malattie, come l’epatite, la tubercolosi o l’aids, oltre alla droga". Non solo, rischiano di intaccare "la natura sionista" dello Stato ebraico, ha aggiunto il ministro Yishal, alleato chiave del premier Benyamin Netanyahu.
finirà, questa stagione di integralisti fautori di crociate.
nell’attesa, mi consolo cercando le tracce di una ribellione, là dove è possibile. anche in Iran, vedi un pò.
31 ottobre, 2009 alle 11:59 pm
Tipo l’imprevisto di un riarmo in corso da tre anni.
D’altra parte, a chi i moti di Teheran ricordavano il maggio ’68, il riarmo di Hizbullah non puo’ che apparire fortuito. Oops! Solo un casuale rallentamento del progresso Storico materiale.
31 ottobre, 2009 alle 11:03 pm
GERUSALEMME – La richiesta dei palestinesi di congelare le colonie israeliane e’ ‘un pretesto e un ostacolo’ che blocca ogni ripresa delle trattative di pace con Israele: lo ha affermato a Gerusalemme il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, nel corso di una conferenza stampa congiunta con il segretario di Stato americano Hillary Clinton.
incomparabile faccia tosta, bibì – testa a testa col nostro bibò.
ma d’altronde per quello è stato eletto, e finchè non ha finito di sgranocchiarsi i territori preferisce che il fronte libanese se ne stia bello tranquillo – con qualcuno a cui imputare qualsiasi imprevisto dovesse succedere.
poro alpino.
31 ottobre, 2009 alle 8:11 pm
UN’s accusing Hezbollah …
–
The UN Security Council’s accusing Hezbollah party of violating armistice in the southern Lebanon and Israel’s demands to strengthen international contingent will not lead to a new regional war, despite local Lebanese people’s protests against UN peacekeepers’ actions.
For the first time after the end of the second Lebanon war in 2006, the UN Security Council on Thursday accused the Lebanese Hezbollah party of violating the ceasefire in the southern Lebanon, the Israeli Ha’aretz newspaper reported.
The UN Deputy Secretary General, responsible for the UN peacekeeping operations, Alain Le Roy said that Hezbollah has allowed the transport of arms to the south of Lebanon, which led to a powerful explosion at a military depot last week.
Israel which left the southern Lebanese territory 9 years ago accused the UN United Nations Interim Force in Lebanon (UNIFIL) of insufficient control over the territory, which led to Hezbollah’s forming new cells and military depots.
Le Roy said Hezbollah recruited the local population in the southern Lebanon and uses houses of civilians as military depots.
25.07.2009
http://en.trend.az/news/important/exclusive/1511654.html
31 ottobre, 2009 alle 7:58 pm
Hezbollah’s dance with UNIFIL and the LAF
-
Whilst on the surface Hezbollah has been focused on internal Lebanese politics, behind the scenes it has been determinedly rearming and rebuilding its military infrastructure. According to the 1989 Taif Accord, which ended the Lebanese civil war, the movement remains the only body permitted to maintain a militia, by virtue of being denoted as a ‘resistance force’ against Israel. However, UN Security Council Resolution 1559 calls for the disbanding of all militias in Lebanon and the influx of arms from Syria is in direct contravention of resolution 1701. The movement has rebuilt its main infrastructure north of the Litani and is now estimated by Israel to possess 40,000 missiles in total, more than it had in July 2006.
But in addition to its deployment north of the Litani, Hezbollah is also making preparations in the south. It appears that Hezbollah’s approach is to circumvent UNIFIL and LAF forces in the area. Whereas prior to the 2006 war, Hezbollah built its military infrastructures in open, rural areas, this time around the movement is weaving its infrastructure into the fabric of the civilian population.
The reason for this change of approach is that both UNIFIL and the LAF concentrate their activities on rural areas. UNIFIL forces carry out 400 foot, vehicle and air patrols a day, but these take place exclusively along recognized patrol paths and in rural areas. UNIFIL does not have a mandate to forcibly disarm Hezbollah members, but its job is to enforce resolution 1701, and as such it is permitted to search for munitions. However, it is currently required to coordinate such activity with the Lebanese army. The LAF, while highly visible in southern Lebanon, prefers not to enter populated areas and risk incurring the wrath of Hezbollah. Israel suspects that elements within the LAF may be working in collusion with Hezbollah.
21/07/2009
http://www.bicom.org.uk/context/research-and-analysis/latest-bicom-analysis/bicom-analysis–hezbollah-s-growing-military-threat
31 ottobre, 2009 alle 7:19 pm
beh, l’agricoltura palestinese, da quello che ho potuto vedere io con i miei occhi quest’estate: l’europa ha fornito finanziamenti e know how per una agricoltura detta "pacciamatura" , che consiste grossomodo nel conservare l’umidità del terreno grazie a grandi quantità di teli di plastica neri sui terreni. Gli impianti sono stati fatti, ma poi non sono stati curati ed oggi si vede una distesa spettrale ed infinita (relativamente alle piccole dimensioni di territorio) di campi coperti da frammenti minuti di plastica nera. é una immagine orribile e molto anti ecologica, ne ho viste distese anche in prossimità di fanti d’acqua. Da ciò che ho visto e cio che mi è stato detto (da italiani, non israeliani), la responsabilità è tutta dei palestinesi.
giancarlo
31 ottobre, 2009 alle 7:09 pm
Mi sembra, caro Giancarlo, che ti perdi in un bicchier d’acqua (la questione idrica è si’ importante ma adesso non esageriamo).
Onestamente confesso di non essere troppo addentro alla questione;
la risposta alla tua analisi data dai difensori d’ufficio di Israele è questa:
http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=6&sez=120&id=31775
31 ottobre, 2009 alle 7:06 pm
Unter – Si proprio due palle , Unter 163 . Gad ha notato una cosa che ci doveva inorgoglire tutti, a noi italiani , avere la stima delle parti in causa in un conflitto sanguinoso e pieno di odio reciproco significa avere riconosciuta una notevole statura morale, professionalita’ , indipendenza di giudizio ed integrita’. E voi due , tu Unter e lui Gavriel, anziche ‘ essere anche voi orgogliosi di quanto stanno facendo i nostri ragazzi in una situazione difficile , giu’ a criticare e distinguere . Avete gli occhi pieni di prosciutto, ed una notevole imparzialita’ di giudizio. Complimenti .
Unter 148
Al prossimo attacco di Hizbullah, Netanyahu non avra’ piu’ il problema che ebbe Olmert di definire le responsabilita’. Gli bastera’ alzare lo sguardo verso il confine e indicare quella sottile linea blu di caschi.
Bene ringrazia quei ragazzi, che in questi ultimi anni hanno fatto miracoli per mantenere un minimo di pace. A proposito di pace. Son due anni che finalmente i kamikaze non si fanno sentire, dimmi un po’, cosa stanno facendo Avigdor e Nethanaiu x sfruttare il momento e vedere se si puo’ allacciare un discorso serio con la Lega araba …e riprendere la loro offerta di pace. Jamais , eh ?? . Buona serata Unter
31 ottobre, 2009 alle 6:32 pm
Dall’Almanacco di Frate Indovino:
-
"Il buon Dio c’ha dato due occhi, due emisferi, ottantamila ettari di giardinetti pubblici, cinquecentomila panchine, due glutei, un milione di pensionati, infiniti pregiudizi, due palle."
31 ottobre, 2009 alle 6:31 pm
agafff
31 ottobre, 2009 alle 5:40 pm
Aggiungo :
"Dato che Israele non puo’ ridurre il suo consumo idrico a vantaggio della popolazione palestinese, sembra lecito porsi qualche domanda:
? quali possibilità esistono in termini realistici che Israele accetti la creazione di uno stato autonomo palestinese?. Ad uno stato autonomo non si possono imporre limiti nel consumo di acqua. In uno stato indipendente la profondità dei propri pozzi viene decisa dal governo locale. Anche l’incremento demografico, e quindi il consuma d’acqua, legato alle nascite e al ritorno dei profughi palestinesi, non sarebbe controllabile.
? Quali possibilità realistiche esistono che le alture del Golan vengano restituite alla Siria?. Da quelle alture si controlla una importante, fondamentale portata d’acqua , sulle alture del Golan, annesse nel 1981, nascono il Dan e il Banyias che scorrono poi entrambi in territorio siriano, e sono affluenti dello Yarmuk e del Giordano.. ..
Se le situazioni si guardano con un occhio solo e’ difficile che prima o poi non si vada a sbattere. Il buon Dio di occhi ce ne ha dati due, caro Gavriel, ed anche due emisferi nel cervello , forse e’ il caso di usarli.,
31 ottobre, 2009 alle 5:09 pm
Gavrel Sevre 156 – Oops un sostenitore di Kadima piu’ a destra di Nethaniau …
31 ottobre, 2009 alle 5:05 pm
X Gavriel Sevre . 157 Riguardo le magistrali parole di Ugo Volli :
magari un paio d’elicotteri, che danno la caccia al ferocissimo toro israeliano, probabilmente circonciso che nutriva il solito desiderio sionista di rubare l’acqua degli stagni altrui.
Confermo che in effetti fino ad ora sono stati i ferocissimi tori palestinesi a emungere pressoche tutta l’ acqua disponibile in zona. "Dopo la “guerra dei sei giorni”, nel 1967, Israele decretò che tutte le risorse idriche fossero proprietà dello stato e che il controllo dell’acqua fosse messo nelle mani dell’esercito. Le limitazioni ai palestinesi furono gravissime. Furono distrutte intere piantagioni di agrumi, chiuse sorgenti attive da secoli, distrutte cisterne. Oggi la gestione delle acque non è più in mano all’esercito ma la situazione non è cambiata di molto. Nel 1995 i palestinesi di Gaza pagavano per 1 m3 l’equivalente di 1,20 dollari, mentre i coloni israeliani pagavano 10 centesimi, il resto essendo sovvenzionato dallo stato.
La legge israeliana sulle risorse idriche impone limitazioni severissime a chiunque voglia fare uso di acque superficiali o sotterranee, e sono limitazioni che vengono imposte soprattutto alla parte palestinese. Ad esempio, ai palestinesi è concesso di scavare pozzi ad una profondità massima di 140 m. mentre gli israeliani possono scendere sino a 800 m. Inoltre il numero di licenze di scavo concesse alle due comunità differisce macroscopicamente a vantaggio degli israeliani. Ne consegue che molti villaggi palestinesi siano quasi senz’acqua e che la produzione agricola palestinese sia sempre più povera. La popolazione palestinese è costretta a sopravvivere in una situazione nella quale l’acqua viene razionata ed il rubinetto è controllato dagli israeliani."
31 ottobre, 2009 alle 4:56 pm
Comunque, caro Gad, credo che chi usa la prudenza tattica di Netanhyahu per giustificare il comportamento del contingente Unifil si qualifichi da solo.
Perchè non chiedi al tuo amico Graziano di farti arruolare nei ranghi di Hezobollah ?
Dopotutto il passaporto libanese ce l’hai e viste le tue posizioni politiche credo che ti accetterebbero a braccia aperte….
31 ottobre, 2009 alle 2:30 pm
Riguardo al comportamento del glorioso contingente Unifil sempre pronto a contrastare Hezbollah con maschia e virile determinazione, spirito di abnegazione e sprezzo del pericolo rimando alle magistrali parole di Ugo Volli:
http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&sez=120&id=31069
31 ottobre, 2009 alle 1:45 pm
RISPOSTA AD ALEX 147
Innanzitutto io non appoggio la destra israeliana ma il centro: sono per Tzipi Livni e Kadima.
Dopodichè non scelgo i politici italiani esclusivamente in base al loro grado di vicinanza ad Israele, ma non nego che da ebreo tale fattore è per me assai importamte
31 ottobre, 2009 alle 9:57 am
non sono d’accordo
31 ottobre, 2009 alle 9:15 am
Saviano ha ragione, ma, cavolo, se uno rompe questo muro di omertà e punta il dito… quanto tempo campa? Visto come è facile leggere sui giornali documenti secretati giudiziari? Mettere un po di caga addosso a certi chiaccheronoi di giornalisti/cancellieri/ magistrati sarebbe meglio
31 ottobre, 2009 alle 9:08 am
Per uscire dall’ inferno.
contributo inviato da grandmere il 30 ottobre 2009
Credo che tutti siamo rimasti colpiti dal filmato divulgato per ordine della Procura di Napoli nella speranza di trovare testimoni dell’omicidio di un camorrista.
Le parole di Saviano al riguardo sono una ulteriore testimonianza della sua sensibilità, del suo senso civico e del suo amore disperato per una città che sta assomigliando sempre più all’ inferno. L’ inferno o il paradiso, diceva un predicatore, cominciamo a costruircelo qui in questa vita con le nostre azioni di ogni giorno : chi vive secondo coscienza già comincia ad assaporare l’ armonia del paradiso , chi vive nella menzogna e nel sopruso sperimenta il tormento dell’ inferno nelle sue inquietudini.
Saviano auspica che tutto il quartiere si ribelli, che tutta la città insorga e che la denuncia dei criminali sia corale….anch’ io vorrei vedere nei prossimi giorni tutte le caserme di polizia, tutti i commissariati, gli uffici della Procura assediati da una marea di cittadini che gridano "basta" alla camorra e che protteggono chi tra le proprie file sa e non è più costretto a tacere per la troppa solitudine.
Le leggi che i governanti stanno via via rilasciando rendono sempre più diffidente la popolazione e ciò porterà ad una maggiore omertà
31 ottobre, 2009 alle 8:08 am
Deporre Berlusconi implicato in vari processi! Antonio Negri presidente!
http://www.youtube.com/watch?v=rGrubIVxzOE
31 ottobre, 2009 alle 8:01 am
Per 150
Diminuiscono le chance di Tony bleeeir aumentano quelle di Tony Negri.
http://www.youtube.com/watch?v=cjwEuTSg2IE