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Chi paga il contenuto?

martedì, 3 novembre 2009

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Chi paga il contenuto?

Mercoledì 4 novembre parteciperò come moderatore a un dibattito sul tema “Chi paga il contenuto?”, nell’ambito dello Iab Forum di Milano, convegno annuale dedicato all’universo internet. Partecipano:Paolo Ainio, presidente Banzai; Lorenzo Pellicioli , ad De Agostini; Luca Sofri, giornalista e blogger; Tommaso Tessarolo, country manager di Current TV; Vittorio Zambardino, giornalista di “Repubblica”; Luca Conti, giornalista e blogger. L’appuntamento è alle ore 16 in via Gattamelata 2.

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Commenti per questo articolo

  1. 1
    onyric scrive:

    ci sarebbe una domanda preliminare: quando comincerà la produzione di contenuti? oggidì internet è un gran veicolo di contenuti concepiti in altri contesti, un pò come il primo cinema, teatro in differita.

    bon, troppo complicato.

  2. 2
    Henriette scrive:

    di quali contenuti si parla?

  3. 3
    d.s.e.& d.a.a. scrive:

    Non riesco a capisco cosa vogliano sottendere gli organizzatori con l’interrogativo che propongono né a quale contenuto si riferiscano; ora vedo di informarmi meglio nella rete, oppure Gad potresti farci un suntino -come quelli sui quali Bossi studia la storia delle poleis.
    Internet è grande, ma i nomi che partecipano non mi dicono granché.
    Ilja carissimo, ne sai niente tu?

  4. 4
    d.s.e.& d.a.a. scrive:

    Ho Capito: parlate degli UGC ed ho anche individuato Zambardino, l’orario non è agevole ma proverò a seguirvi on line.

  5. 5
    d.s.e.& d.a.a. scrive:

    Henriette (2),
    l’argomento di fondo della manifestazione è il seguente: è meglio fare la pubblicità su internet oppure conviene ancora farla in televisione o su media più tradizionali?
    Il tema del convegno che Gad modererà suona -per scherzo- pressappoco così: li facciamo pagare gli utenti della rete che scopiazzano foto ed articoli di giornali e poi li riversano nel web, nei blog, o nei social network? Cosa facciamo con quelli che mettono su youtube pezzi di concerti non autorizzati?
    Finirà che decideranno tutti che a pagare debba essere lo Stato.

    A cuore aperto però devo dire che occasioni come queste sono importanti perché contribuiscono a fare il punto sullo stato dell’arte di Internet, ambito che diventa vieppiù un veicolo fondamentale di democrazia e diffusione della conoscenza.
    Ben vengano gli sponsor pelosi che li finanziano, non è che fanno beneficenza ma va bene così: è il mercato. Molto meglio che avere Stalin, Mussolini o, peggio, Totò Riina che ti bussa alla porta.
    Il carissimo Ilja è pregato di farsi sentire sull’argomento.

  6. 6
    Henriette scrive:

    dse,spero non sia così,spero si tratti di tutt’altro,mio figlio mi dice
    che in alcuni paesi del nord i cittadini hanno banda larga gratuita che porta tv internet telefono e un’altra cosa che non ricordo

  7. 7
    d.s.e.& d.a.a. scrive:

    Grande Henriette!
    Perché speri che non sia così quando è così? Nulla di riprovevole, tutto logico ed alla luce del sole.
    Di a tuo figlio che son d’accordo con lui sulla banda larga.

  8. 8
    unter alles scrive:

    -
    -

    MIT Media Lab

    Center for Future Storytelling

    http://cfs.media.mit.edu/research.html

  9. 9
    linda scrive:

    li facciamo pagare gli utenti della rete che scopiazzano foto ed articoli di giornali e poi li riversano nel web, nei blog, o nei social network?

    Io sul mio blog faccio un copia e incolla di articoli che mi interessano delle varie testate italiane e straniere, in pratica lo uso come un archivio virtuale mentre prima c’è lo avevo cartaceo…è una sorta di pubblicita’ gratuita alle varie testate giornalistiche, perche’ dovremmo pagare per farlo?

  10. 10
    etranger scrive:

    Chi paga, chi paga …. visto che non ci sono editori che rivendono, deve pagare direttamente chi è interessato ad usufruire dei contenuti.

    Sono contrario alle cose gratuite (salvo rare eccezioni)

  11. 11
    pippo scrive:

    a be se c’è Pelliccioli (ex Manzoni, ex Seat) siamo a posto.

  12. 12
    Groucho scrive:

    Ma un blogger senza pedigree ma di contenuto, tipo Daniele Sensi, non potevano invitarlo?
    Sempre sta mania di parlarvi addosso.

  13. 13
    onyric scrive:

    Effettivamente c’è anche la domanda di riserva: i contenuti li facciam pagare agli stessi che han cacciato i soldi per le IPO degli ‘anni adrenalinici‘ ?

    Ma dubito che Gad la porrà: lo spettacolo deve andare avanti, le primedonne son sempre quelle.

  14. 14
    serenella scrive:

    Henriette 6 non solo paesi del nord, ma tutti i paesi civilizzati hanno bande e bandane larghe gratuite.
    Noi , solo noi paghiamo ancora bolle telefono, canone rai e quanti’altro.
    Paese evoluto il nostro, l’africa tra non molto ci supererà.

  15. 15
    d.s.e.& d.a.a. scrive:

    Niente da fare,non sono riuscito a seguirvi on-line.
    Spero che tu riesca, nel sottobosco, a trovare sponsor per la nuova trasmissione di economia prossimamente condotta dalla giornalista, non ricordo il nome, che lavorava per rai educational. E’ in gamba!

  16. 16
    d.s.e.& d.a.a. scrive:

    … però ho letto il commento di Zambardino, e pare che non mi sia perso nulla.
    http://zambardino.blogautore.repubblica.it/

  17. 17
    Chi paga i contenuti online? Gli utenti o la pubblicità? | Luca Conti Blog scrive:

    [...] L’incontro sul tema in oggetto, tenutosi a Milano il 4 novembre scorso, ha visto la partecipazione di diverse centinaia di persone, attente ad ascoltare le opinioni di Paolo Ainio, Luca Sofri, Vittorio Zambardino, Tommaso Tessarolo, Lorenzo Pelliccioli e il sottoscritto. [...]


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3 feb - 7:57: Quel Rutelli in tv non mi ha convinto proprio. Troppi lamenti postumi sul latte versato e l'onore intonso ...

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