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Benedetta Tobagi

domenica, 8 novembre 2009

Pensieri

Il libro di Benedetta Tobagi su suo padre Walter è struggente, rigoroso e dotato di straordinario equilibrio

Popularity: 5% [?]

Buzz

Articolo di:

Gad - che ha scritto 2637 post su Gad Lerner.

Commenti per questo articolo

  1. 1
    puntaspilli scrive:

    Ma Walter Tobagi non fu assassinato dalle BR, figli nnaturali della campagna ideologica di Lotta Continua? Che lacrime da drillococco

  2. 2
    marco scamardella scrive:

    peggio prima linea , ncora più vicini ai gruppettari e al mondo delkirante della violenza contro lo Stato imperialista oppressivo capitalista fascista .

    si sopspettano agganco fra i compagni della redazione progressista del Corriere
    naturalmente i giovani rivoluzionari studentelli compagni assassini tutti borghesi figli d papà che semplicemente applcavano alla lettere i deliri scritti dai compagni intellettuali

  3. 3
    margherita scrive:

    lo leggerò senz’altro

  4. 4
    maestrina dalla penna rossa scrive:

    Ma piantala puntaspilli con questa storia delle br. Gad Lerner non c’entra niente con le br e nemmeno io, che come tanti altri all’epoca ero come idee più a sinistra di lotta continua, ma non ho mai schiacciato neanche una formica.
    La sinistra sul terrorismo ha preso posizioni chiare e se ci sono storie su cui ancora occorre indagare sono le stragi di stato e la P2, nonché il ruolo dei servizi segreti nel sequestro Moro.

  5. 5
    Gad scrive:

    se puntaspilli e scamardella si documentassero, magari attraverso il libro di Benedetta Tobagi che riporta anche appunti inediti di suo padre, forse i loro interventi ne uscirebbero meno schematici e prevedibili

  6. 6
    ernesto scrive:

    http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/terrorismo/libro-tobagi/libro-tobagi.html

    mi ha colpito questa recensione di Saviano, è un libro da leggere

  7. 7
    Giusy scrive:

    La presentazione più bella è quella che ha scritto Ferruccio de Bortoli sul Corriere qualche giorno fa, "I nostri figli ci guardano". Bellissima.

  8. 8
    Giada scrive:

    ot
    I bambini ci guardano, De Sica ’43

    p.s.
    a proposito di figli e di adozioni, a me non pare normale che un tg nel dare notizia di un atroce parricidio tenga a specificare, sia nei titoletti a scorrimento in sovrimpressione sia nel servizio dedicato, che non "un figlio ha ucciso un padre", ma "un ragazzo di origine russa ha ucciso il padre adottivo".
    Ultimamente è uscito nelle sale un film dell’orrore che ha scatenato polemiche tra gli enti che si occupano di adozioni e tutela dei minori poichè la sanguinaria protagonista è una bambina adottata, mi chiedevo chi potrebbe mai prendere per una campagna contro le adozioni un film dell’orrore il cui soggetto prende il tema soltanto a pretesto.. esagerate le polemiche, dicevo.
    Beh, pare che qualcuno da quel plot sia stato davvero suggestionato alla fine: il tg2.

  9. 9
    margherita scrive:

    Roberto Saviano ha scritto anche una bellissima e coltissima prefazione a La rivolta degli angeli di Anatole France. si può leggere su http://www.arcoiris.tv sezione libri

  10. 10
    margherita scrive:

    mi ha colpito molto la diversità di atteggiamento delle due mamme colpite dalla stessa tragedia: la vedova Tobagi e la vedova Calabresi. la signora Gemma una roccia, la signora Tobagi chiusa nel dolore

  11. 11
    francydafne scrive:

    La signora Gemma una roccia? Blah, se penso al povero Pinelli e alla vedova Pinelli, Licia Rognini, donna di grandissima dignità, altro che capre, ma di cui non si ricorda mai nessuno e che mai nessuno cita…. ma preferisco tacere, ché non c’è nulla che mi faccia ribollire il sangue più dell’omicidio del caro compagno Pino…. e dello schifo che mi tocca sentire in questa Italia buonista e stomachevole

  12. 12
    margherita scrive:

    se ci mettono una bomba è colpa della Santanchè

  13. 13
    giancarlo scrive:

    Il suggello a questo spunto l’hanno messo molto bene gli interventi 1 e 2 che, saranno pure, come dice Gad , schemati e prevedibili (che come difesa da una accusa di filoterrorismo mi sembra un poco fiacchina, direi poco convinta)… però coincidono anche con la mia memoria. Io sono del 1950, dal 68 al 73 studiavo a bologna, so di cosa parlo.
    Anche quelli che personalmente non hanno schiacciato una mosca sono moralmente colpevoli, perchè non sono certamente andati in piazza a protestare per gl iassassini e le gambizzazioni di schiere di onest’uomini.
    E la condanna da parte della sinistra venne solo quando si resero conto che stavano perdendo il controllo del loro elettorato, prima c’erano state frasi di parlamentari PCI tipo "Nè con lo stato nè contro lo stato"!!
    La stpria non si può riscrivere.
    giancarlo

  14. 14
    giancarlo scrive:

    Maestrina e gad…. se c’era bisogno di una conferma al mio post… ve l’ha data, bellissima Francydafne… che è ancora convinto che Calabresi se lo sia meritato!!
    Il fatto è che non possiamo ancora abbassare la guardia, il terrorismo rosso è ancora qui.
    giancarlo

  15. 15
    linda scrive:

    Licia Rognini, donna di grandissima dignità,

    Si di grandissima dignita’, fino ad arrivare a cercare pace incontrando la moglie di Calabresi.

  16. 16
    rossana scrive:

    @14 Giancarlo

    Non è il terrorismo rosso che è ancora qua. E’ la stupidità. Purtroppo.

  17. 17
    anonimo 68 scrive:

    chi ha sparato a Walter Tobagi ha Nome Cognome ed indirizzo preciso . Figlio di benestante borghesia milanese .Se non sbaglio , di carcere ne fece pochissimo, e oggi , vive tranquillo .Questi sono dati certi .

  18. 18
    linda scrive:

    giancarlo scrive:
    8 novembre, 2009 alle 7:32 pm
    Maestrina e gad…. se c’era bisogno di una conferma al mio post… ve l’ha data, bellissima Francydafne… che è ancora convinto che Calabresi se lo sia meritato!!
    Il fatto è che non possiamo ancora abbassare la guardia, il terrorismo rosso è ancora qui.
    giancarlo

    giancarlo il fatto è che non devono pagare gli innocenti,

  19. 19
    cs scrive:

    http://www.corriere.it/cultura/09_novembre_02/tobagi-libro-benedetta_5a4c4fda-c77d-11de-ace9-00144f02aabc.shtml

    Un intervista sincera piena di sensibilità ed umanità…

    (…inquietante l’accenno alle carte conservate dalla P2 ……una storia ancora da scrivere…. ?)

  20. 20
    lupo48 scrive:

    caro Gad,
    grazie per la segnalazione, leggerò questo libro, come ho fatto con tanti altri che raccontano quegli anni dai vari punti di vista.
    Quelli che mi hanno colpito di più sono quelli di Fasanella, che ha dato voce per primo alle vittime, attraverso i figli ecc,quello della figlia di Rossa e quello di Calabresi.
    Poco mi hanno dato quelli,forse troppi, degli ex-brigatisti poco attendibili e più portati all’autogiustificazione che ad una seria analisi e ammissione dei danni irreparabili che hanno fatto, a molte famiglie e alle persone "povere". Io quegli anni li ho vissuti attivamente nel sociale, ma a distanza di tempo, anche con questi libri sto ripensando ad alcuni fatti di quel periodo e colgo tante contraddizioni e storture, sembra per alcuni versi di aver avuto un brutto sogno! Ma non è così. Quanti danni! La scarsa attiva partecipazione di molti alla politica, intesa nel senso più pieno e alto del termine, ha le radici in tanti guasti di quegli anni.

    Ai tempi del rapimento Moro fui tra i firmatari dell’appello di LC per la liberazione del leader della DC, pur considerandolo un avversario politico. Lo rifarei ancora. Molte delle vicende che abbiamo vissuto dopo,sono dipese da quella "cerniera politica" che cedendo e sparendo ci ha fatto precipitare piano piano nell’attuale situazione .A questo proposito vanno rilette le pagine della figlia di Moro, Maria Fida, per farci riflettere su quello che ritengo un sacrificio programmato e di cui le BR furono strumento in mani di altri.
    Mi chiedo infine se sia giusto dedicare energie a questa ricerca sul passato. Dico di si, se lo spirito è di contemporaneamente vigilare e scandagliare le attuali vicende della " bassa politica".

  21. 21
    giancarlo scrive:

    Beh, rossana, almeno ti posso riconoscere capacità di autocritica. Complimenti per l’onestà.
    giancarlo

  22. 22
    francydafne scrive:

    In riferimento al messaggio n.15 di Linda:

    E’ vero, anch’io non ho apprezzato il gesto della signora Rognini, tuttavia sono l’ultima persona a poterla giudicare. Ha avuto le sue buone ragioni per farlo e l’ha fatto. Io personalmente non l’avrei fatto, ma è troppo facile parlare quando certe esperienze non le si vivono sulla propria pelle. Talvolta è facile fare la morale sulle spalle degli altri, e quindi, una volta tanto, taccio.

  23. 23
    francydafne scrive:

    A Giancarlo (messaggio n.14).
    Non ti conoscevo, non ti conosco, ma è sufficiente una spruzzatina di indizi per capire chi sei, il solito polemico che adora attaccare rissa. Tanto per rispondere alle tue calunnie (m’impegno a non farlo mai più):

    sono una persona ANARCOLIIBERTARIA, e di conseguenza né rossa, né nera, il terrorismo rosso mi fa cacare quanto quello nero.

    citami il punto in cui ho scritto che Calabresi si sia meritata la morte. La sua morte ha tolto ogni possibilità di giustizia per l’amatissimo compagno Pino, è stata un’autentica sventura.

  24. 24
    margherita scrive:

    io continuo a stimare moltissimo la signora Calabresi, incinta quando il marito è stato ammazzato davanti a casa, che è la mamma di quel giornalista meraviglioso direttore di la Stampa che è Mario Calabresi. sua è la prefazione del libro che tutti dovrebbero leggere : Così uccidemmo il commissario Calabresi di Leonardo Marino edizioni Ares

  25. 25
    puntaspilli scrive:

    4maestrina dalla penna rossa scrive:
    8 novembre, 2009 alle 3:12 pm
    Ma piantala puntaspilli con questa storia delle br. Gad Lerner non c’entra niente con le br e nemmeno io, che come tanti altri all’epoca ero come idee più a sinistra di lotta continua, ma non ho mai schiacciato neanche una formica.
    La sinistra sul terrorismo ha preso posizioni chiare e se ci sono storie su cui ancora occorre indagare sono le stragi di stato e la P2, nonché il ruolo dei servizi segreti nel sequestro Moro.

    Maestrina, mi sai dire quando la sinistra ha preso le distanze dal terrorismo rosso?
    Il film su Guido Rossa
    imbarazza la sinistra Cultura

    di Dimitri Buffa

    26 Giugno 2007 Non trova distribuzione il film su Guido Rossa che spiega la differenza tra il Pci di ieri e i Ds e rifondazione di oggi nella lotta al terrorismo.

    Nemo propheta in patria. Nella lotta al terrorismo, e all’area che simpatizza e fiancheggia per la lotta armata in Italia, è stato sempre così. Ieri come oggi. E in materia la eroica figura di Guido Rossa è emblematica. Nel 1979 Rossa venne lasciato solo dai suoi compagni nella Cgil allorché si trattò di denunciare davanti ai magistrati il postino Franco Berardi che diffondeva volantini con la stella a cinque punte nell’Italsider di Genova. Oggi il film su di lui, che comunque mette in evidenza la differenza tra il Pci di ieri e i Ds e Rifondazione di oggi nella lotta al terrorismo non trova una distribuzione seria in Italia. Ad esempio a Roma è proiettato solo nella sala Barberini, e anche la Rai fa sapere di non avere particolare interesse né spazio sul palinsesto per mandarlo in onda prima della primavera del 2008.

    La pellicola è dell’ottimo Giuseppe Ferrara che ha realizzato con gli attori Massimo Ghini e Gianmarco Tognazzi una ricostruzione pressoché perfetta, anche dal punto di vista filologico e del linguaggio, dell’atmosfera che precedette l’assassinio di Rossa il 24 gennaio 1979.

    I brigatisti, che pure infamavano i “compagni berlingueriani asserviti al potere”, non avevano mai colpito un operaio.

    Rossa fu la prima vittima. Ai funerali, piazza De Ferrari scoppiava. C’erano Pertini, Berlinguer e l’allora capo della Cgil Lama. Tutta gente che si è impegnata seriamente nella lotta al terrorismo, senza le ambiguità dei leader della sinistra di oggi. Nel film però quello che salta agli occhi è che già da due anni quelli del Pci avevano capito di essere nel mirino e la linea della fermezza nel caso Moro, per coloro che la sostennero in buona fede, era una conseguenza ideologica. Nei comizi in fabbrica, Rossa, che nella vita era anche stato un ottimo alpinista che aveva scalato il K2, apriva gli occhi ai più suggestionabili: “questi non sono compagni che sbagliano, questi sono assassini e basta”.

    L’epoca era la stessa quando un giovanissimo Giuliano Ferrara a Torino (insieme ai magistrati Luciano Violante e Giancarlo Caselli) all’epoca dirigente provinciale del vecchio Pci, si riuniva per preparare i questionari da distribuire nella Fiat per far sì che gli operai trovassero il coraggio di denunciare chi era sospetto di contiguità con le Br.

    Oggi la musica è diversa: gli amici dei terroristi siedono in Parlamento, i no global sono protetti dalle forze di Governo, la polizia è perennemente sotto accusa per i fatti del G8 del luglio 2001 (di cui nessuno ricorda più una Genova messa a ferro e fuoco dai black block) e in genere l’atmosfera che circonda le forze dell’ordine non è delle migliori.

    Si autorizzano inoltre con molta leggerezza manifestazioni a favore dei brigatisti detenuti come Nadia Desdemona Lioce, condannati per l’omicidio di Marco Biagi e Massimo D’Antona.

    E si silura un capo della polizia reo di avere difeso l’operato dei propri uomini in quell’occasione per far un piacere a Rifondazione e ai movimenti extra parlamentari che essa rappresenta. Queste differenze tra la sinistra di governo di ieri, sia pure nella forma andreottiana dell’unità nazionale, e quella di oggi, saltano agli occhi.

    Sarà per questo motivo che il film di Ferrara, pronto dall’estate scorsa e presentato a Genova in ottobre, ha trovato pochissime sale e solo da pochi giorni per la programmazione? E la Rai, davvero non trova un buco in palinsesto per raccontare ai giovani l’eroismo di Guido Rossa prima di marzo 2008 come ha detto l’amministratore delegato di rai cinema Giancarlo Leone?

    Dato l’alto valore morale ed educativo non si potrebbe trovargli un buco in prima serata un po’ prima, visto che al massimo tra dieci giorni il film non sarà più in circolazione nei cinema?

  26. 26
    rossana scrive:

    @ Giancarlo

    Autocritica, dubbio, pietas,
    in effetti cerco di farne fondamenta basilari per interpretare i fatti esterni della vita e quelli miei più interiori.
    Non è probabilmente l’atteggiamento più agevole ma almeno mi pone costantemente in relazione con me stessa, a prescindere le ideologie del momento. Almeno ci provo., con molta modestia ma altrettanta onestà.

  27. 27
    margherita scrive:

    io ancora non mi capacito che gli assassini di MORO siano in libertà : vedi Adriana Faranda e Valerio Morucci

  28. 28
    linda scrive:

    Maestrina, mi sai dire quando la sinistra ha preso le distanze dal terrorismo rosso?

    Il PCI collaboro’ con le istituzioni fornendo i nominati di quelli usciti dal PCI e sospetti di essere passati alla lotta armata, lo dichiaro’ D’Alema in diverse occasioni.

  29. 29
    linda scrive:

    margherita scrive:
    9 novembre, 2009 alle 8:24 am
    io ancora non mi capacito che gli assassini di MORO siano in libertà : vedi Adriana Faranda e Valerio Morucci

    Margherita sono liberi anche Giusva Fioravanti e Francesca Mambro, non hai sentito tutte le esternazioni di Cossiga riguardo al terrorismo?

  30. 30
    Giacomo scrive:

    Come al solito le posizioni politiche hanno il sopravvento sul resto, e si fa confusione, il thread parla del libro di Benedetta Tobagi, e se lo leggete capirete che Br e quant’altro c’entrano ben poco.
    Se si cerca di parlare di un libro che fa una figlia sul padre scomparso, sinceramente, trovo alquanto fuori luogo e molto poco rispettoso dirottare la conversazione su sterili commenti di vario colore politico.
    Tutti condanniamo il terrorismo, nero o rosso che sia, e lo scarso rendimento di alcune magistrature in merito, ma qui si dovrebbe parlare del libro, niente più.
    Il libro è meraviglioso, un lavoro di cronaca molto preciso e di grande sensibilità, consiglio vivamente.


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