Mercoledì 11 novembre è uscito il mio nuovo libro Scintille – Una storia di anime vagabonde, pubblicato da Feltrinelli. E’ un testo intimo e personale , cui ho dedicato molti anni di lavoro e molti viaggi. Vi propongo la sintesi fornita dall’editore nel risvolto di copertina.
Gilgul, nella Qabbalah ebraica, è il frenetico movimento delle anime vagabonde che ruotano intorno a noi quando la separazione del corpo è dovuta a circostanze ingiuste o dolorose. Tanto violenti possono essere i conflitti che attendono gli spiriti rimasti sulla terra, che la tradizione parla addirittura di “scintille d’anime” prodotte dalla loro frantumazione.
Con questo libro inatteso, di straordinaria intensità e autenticità, Gad Lerner ha deciso di addentrarsi nel suo gilgul familiare, nelle “scintille d’anime” della sua storia personale. Suo padre Moshè reca il trauma della Galizia yiddish spazzata via dalla furia della guerra, e mai davvero trapiantata in Medio Oriente. Dietro di lui si staglia enigmatica la figura di nonna Teta, incompresa e dileggiata perchè estranea alla raffinatezza levantina della Beirut in cui è cresciuta Tali, la moglie di Moshè. Ma anche la Beirut degli anni Quaranta, luogo d’incanto senza pari, si rivela un recinto di beatitudine illusoria.
Vano è il tentativo di rimuovere lo sterminio degli ebrei d’Europa e la Guerra d’indipendenza nella nativa Palestina: anche se taciuti, questi eventi si ripercuotono nella vicenda familiare generando malessere e inconsapevolezza. Le anime vagabonde nel gilgul reclamano di essere perpetuate nel riconoscimento, senza il quale non c’è serenità possibile. Il racconto si snoda da Beirut ad Aleppo, fino alla regione ucraina di Leopoli e Boryslaw, lo shtetl in cui perse la vita gran parte dei Lerner, per concludersi sorprendentemente al confine tra Libano e Israele, presediato dai soldati italiani, dove si riuniscono le molteplici nazionalità dell’autore. Così l’indagine sulla memoria e sui conflitti familiari si rivela occasione per un viaggio nel mondo contemporaneo minato dalla crisi dei nazionalismi, tuttora alla ricerca di convivenza armonica. Un itinerario attraverso nuove e vecchie frontiere che scava nel passato per rivelarne il peso sul presente. Una storia appassionante, felicemente sospesa tra biografia e reportage.
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2 febbraio, 2012 alle 9:57 am
Gentile Gad,
la seguo sempre su “L’infedele” e su “Vanity Fair”, e come collega apprezzo il suo modo di fare giornalismo.
Mi fa piacere segnalarle che sul numero di febbraio di Travel Carnet, la rivista web che dirigo, un articolo firmato da un famoso giornalista che si firma sotto pseudonimo è dedicato al suo libro “Scintille”, da cui prende spunto per raccontare un suo viaggio a Vilnius.
Le riporto il link:
http://www.travelcarnet.it/__12_FEBBRAIO/12_SCAFFALE_02/Vilnius%20una%20sosta%20in%20Lituania.html
Con l’augurio di buon lavoro, la saluto cordialmente
Eugenia Sciorilli
direttore responsabile di TravelCarnet.it
23 novembre, 2011 alle 8:41 am
Caro Malek Kabea (588), ti ringrazio molto della segnalazione. Se c’è un errore in buona fede è di mio zio che mi ha parlato con molto orgoglio dell’amicizia fra suo padre (mio nonno) e tuo nonno. Sarò felice di vederne una “vera” fotografia
14 novembre, 2011 alle 9:21 pm
Caro Gad
io sono il nipote del poeta Omar Abou Rishah
vorrei dirti che quella foto che hai pubblicato nel libero coon cui si vede tuo nonno,non e
di Omar ma saradi qualcun`altro.inoltre Omar non era mai della loggia massonica,anzi era l
uomo piulibero che io abbia mai conosciuto.ti scrivo in italiano perche
porto anche.oltre a quella siriana,la nazionalita italiana,avendo studiato,laureato e sposato in Italiase vuoi ti mando diverse fotografie di Omar con noi di famiglia
auguro a te ogni successo e fortuna perche
veramente li meriti,perchesei un uomo3 novembre, 2011 alle 8:58 am
Risposta a Anna Florian (586): non mi stupisce che la sua conoscente ucraina ignorasse la tragedia consumatasi nella sua terra. Là è ancora difficilissimo condividere la memoria. Per quasi tutti prevale la ferita inferta dall’occupazione sovietica, e poco gli importa che i nazionalisti ucraini fossero antisemiti e collaborassero con i nazisti. Purtroppo non esiste una traduzione in ucraino di “Scintille”. Grazie dell’attenzione che ha dedicato al mio lavoro
2 novembre, 2011 alle 11:44 am
Gentile sig. Lerner,
ho letto il suo libro ed incuriosita dalle vicende storiche che hanno interessato la regione ucraina di Leopoli e Boryslaw, ne discutevo con Liubov, la signora ucraina che si occupa di mia zia.
La cinquantenne sig.ra Liubov, nata e cresciuta vicino Boryslaw con diploma liceale alle spalle, è rimasta un pò stupita ed incredula delle descrizioni e dei racconti, tratti dal suo testo, riguardanti la storia della sua gente e della sua terra e, incuriosita, mi chiede se esiste una traduzione in ucraino del libro, perché lo vuole leggere con attenzione e discuterne con conoscenti.
Lei sa per caso se esiste un’edizione in lingua ucraina?
E aggiungo, aveva mai pensato che il suo libro potesse interessare, almeno per la parte saggistica, anche un pubblico ucraino?
10 maggio, 2011 alle 1:23 pm
Caro Gad, sono colei che a Sesto San Giovanni, alla Coop, ha avuto l’onore di essere al tuo fianco nella presentazione di Scintille. Questo per sfrondare il campo dall’indiscussa stima che ho nei suoi (tuoi?, posso?) e nella condivisione confronti in ciò che scrivi. Non essendo più giovane, capirai facilmente che ti seguo dai tuoi esordi.
Arrivo al dunque: ieri sera ho seguito tutto il tuo “Infedele”. Commenti: la discussione sulla democrazia (che condivido nei contenuti) era a mio giudizio troppo accademica e conoscendo i giovani (sono preside), da tempo sento il rischio di non arrivare a far seguire anche alla gente comune, teorizzazioni con riferimenti poco “masticabili”…
Ma la cosa che mi sta più a cuore è stata la parte (piccola ma non per questo meno importante, in questo momento) sulla situazione in Siria. Dal 2006, ogni anno e anche più volte all’anno, vivo a Damasco, in camere in affitto presso famiglie, frequento l’università e giro per la Siria.
Ieri sera parlava uno scrittore siriano? Un giovane che ha vissuto in Siria? Essendo sestese, conosco i miei concittadini. L’appello ai giovani siriani per la conquista della libertà continua a giungere dai nostri salotti e non mi è parsa frutto di una profonda conoscenza della realtà socio-politica siriana. Mi è parsa una sommaria presentazione di un tema molto delicato. Già parlare di questioni medio-orientali è complesso; io penso che sia necessario selezionare con molta attenzione i commentatori proprio per la difficoltà e l’importanta del tema. Noi italiani di sinistra abbiamo la tendenza a farci portabandiera di “rivoluzioni” che abbracciamo idealmente e per le quali non è quasi mai necessario “pagare”.
Gli scontri sono a Dera’a, a Banias, ad Homs , ai confini di un grande stato multietnico (in qs. mi ritrovo con l’ambasciatore)…non è casuale. Chi c’è dietro al sollevamento di un popolo che da cinquant’anni quando si esprime viene brutalmente represso (Homs, la Citadella di Damasco…) Poi: non ho mai letto in questo periodo cronache di giornalisti italiani che scrivono dalla Siria. Sono tutti (pochi) a Gerusalemme, a Beirut…hai notato? naturalmente ti ho espresso solo dubbi perchè avere risposte, ora, è presto anche per il resto del nord-Africa.
Il mio è più uno sfogo d’angoscia verso un popolo che amo profondamente ma che so avere un’identità diversa dagli altri stati mediorientali. Ti saluto con affetto e stima. Annamaria
10 maggio, 2011 alle 8:53 am
A Lorenzo Canzi (583): la sua precisazione mi giunge preziosa. Grazie!
1 maggio, 2011 alle 12:31 pm
Carissimo Dr. Lerner
Ho avuto la fortuna di leggere con piacere SCINTILLE di cui ho apprezzato la vena poetica, il gusto narrativo e, perchè no, l’esposizione ricca di buon senso anche su argomenti più che scivolosi.
Mi preme esprimere una precisazioni su un quanto riportato a pagine 216-217 circa il quotidiano israeliano HaBoker.
HaBoker era un quotidiano in lingua ebraica associato con il partito politico dei General Zionists (Tzionim Klaliym). Esso era stato fondato nel 1935 ed il primo numero era stato pubblicato l’undici di ottobre dello stesso anno. Dopo aver perso lettori dopo la dichiarazione d’indipendenza esso seguì le vicende politiche del partito cui era legato. Infatti l’otto maggio 1961 i General Zionist si fusero con il Progessive Party (Miflaga Progresivit) di Pinchas Rosen per formare il Liberal Party (Miflega Libralit Yisraelit). Il Progressive Party aveva partecipato a la prima e seconda Knesset quale alleato del Mapai. Il giornale divenne si legò quindi a questo nuovo corso.
Nel 1965, solo dopo la fuoriscita per formare il Indipendent Liberals di alcuni membri della Knesset tra cui Pinchas Rosen, il Liberal Party si poi sarebbe alleato con la Herut di Menachem Begin. E’ E quindi allora HaBoker si sarebbe anch’esso fuso coll’organo di stampa dell’Herut per formare il giornale HaYom.
Quindi HaBoker il 5 maggio 1961 non era affatto l’organo di stampa del partito di destra Herut ma l’organo di un partito non certo di sinistra ma che stava trattando per fondersi con un partito storicamente alleato al Mapai Ben-Gurion. La fusione sarebbe avvenuta pochi giorni dopo.
Spero, ma solo Lei può dirlo, che tale precisazione permetta una migliore contestualizzazione del Finale (non previsto).
Sperando in un suo riscontro , La saluto cordialmente
Lorenzo Canzi
12 marzo, 2011 alle 1:58 am
Salve! Solo ora ho avuto modo di leggere “Scintille”, sono quasi alla fine del libro, ma non posso aspettare a parlarne. Lei ha dato voce a tante e diverse sensazioni, emozioni, domande, le quali – pur senza essere ebreo, nè avere una storia familiare come la sua – fanno parte di me e di un mio modo di essere nella vita. Da una parte stanno i miei interessi di appassionato prima, studioso poi, di storia, con radicati interessi nelle vicende umane e politiche dei paesi mediorientali come pure in quelle aree di cultura mista fra mitteleuropa ed est europeo. Dall’altra stanno le mie domande più interiori sulla ricerca di ciò che sono stati nell’anima, ancor prima che nei fatti, coloro che mi hanno preceduto, a cominciare da mio padre. E’ scomparso proprio quando uscì “Scintille”, non ho ancora elaborato la sua perdita ed ho tenuto da parte il suo libro per timore di trarre dalle vicende e dai pensieri della sua ricerca un travaglio ancora maggiore di quel che già soffrivo e soffro ancor oggi. Esser riuscito ora a leggerlo mi dà un segnale positivo, sono capace di partecipare alla sua ricerca, di provare una forte com-passione (nel senso che gli dava Milan Kundera), felicitarmi di ogni passo che fa nel suo percorso.
Mi scuso per lo sguardo così soggettivo di questa nota, ma naturalmente ho molto apprezzato e condiviso anche quanto lei esprime su aspetti politici, storici e culturali dei luoghi e delle persone che fanno parte della vita di questo libro.
10 marzo, 2011 alle 5:33 pm
Cara Laura Gribaldo (580), non ho indicazioni precise da darti. So che vi sono pellegrinaggi cristiani rigorosi e ben fatti dal punto di vista culturale (dipende da chi li organizza). E poi ci sono viaggi organizzati dalle associazioni ebraiche italiane. L’unica è che tu ti metta di buona lena a cercare nei siti internet…
10 marzo, 2011 alle 2:48 pm
Caro Gad, ho letto il tuo libro tempo fa e l’ho trovato bellissimo, pieno di magia, una sorta di viaggio nel tempo e nei luoghi dove sensazioni, suoni e colori mi arrivavano come dentro ad un bozzolo luminoso, ora vividi e penetranti, ora attutiti e vaghi come sogni.
Quel libro ha acuito un desiderio che coltivavo da tempo, di fare un viaggio in Israele, e mi domandavo, e ti domando se esiste a Milano un’associazione, agenzia, o altro che organizzi quel viaggio in modo da percorrere un itinerario che non sia solo turistico, ma anche culturale e interiore. Ti ringrazio per qualunque consiglio mi gentilmente mi potrai dare.
Grazie
Laura
7 marzo, 2011 alle 7:33 pm
“ Un amalgama possibile? Eppure è il mio mondo, e non solo il mio” Mi piace pensare che ti riferissi anche a tutti noi, i lettori, ed anche a me che in cammino, nascosta dalla tua ombra ti ho seguita in un percorso che in parte conoscevo già anche se in maniera non consapevole.
Ho decodificato molte cose che io, “privilegiata” italiana del nordest, in questa terra da generazioni, moglie “goyà” di un israeliano, stento a comprendere fino in fondo.
Grazie al tuo libro sono riuscita a sentire anche mio quel mondo di anime vagabonde che inevitabilmente è il mondo dei miei figli e di mio marito, restituendomi radici che pensavo non mi appartenessero.
Grazie per l’amore che trasuda dalle pagine di questo libro che ho letto ad alta voce a marito e figli durante il fine settimana. E’ stato occasione di profonda riflessione, di domande “difficili” che mio figlio è riuscito a porre a suo padre. Di commozione.
2 marzo, 2011 alle 7:14 pm
Non sò come iniziare Caro Gad, è da tempo che volevo lasciarLe il mio messaggio sul suo libro e quindi sù di Lei e non sono mai riuscita: il suo libro mi ha scelto in Libreria Feltrinelli a Padova… sì è così, sono sempre i libri, incredibilmente belli, che alla fine rapiscono me.
Appena uscito fra le novità esposte … L’ho letto quasi in un sorso talmente mi ha preso e devo ringraziarLa per avermi fatto entrare in maniera così assoluta nella sua vita e nella storia della sua famiglia…Circa tre settimane fà l’ho ripreso in mano e lo stò ultimando nella sweconda lettura e devo dire che tutti i passaggi ma proprio tutti, sono scolpiti dentro di me. La ringrazio tantissimo per avermi fatto emozionare come pochi libri riescono a fare…. Consiglio a tutti di leggerlo una seconda volta perchè nella prima è solo un percorso geografico ma nella seconda lettura si scopre, a mio avviso un percorso dell’anima e dell’umanità…. Grazie Ida Rossini
22 febbraio, 2011 alle 7:32 pm
A proposito di “Scintille” di Gad Lerner
Ho avuto in regalo “Scintille”, da mio figlio:
“Buona lettura, papà. Fammi sapere, poi, eh! ”.
“Oh, grazie. D’accordo, ti farò sapere”.
Non è un libro facile da leggere il libro di Gad Lerner “Scintille”;
per capire ogni passaggio, se sei nella moltitudine dei lettori,
hai sempre bisogno dell’Enciclopedia e dell’Atlante.
Eppure è un libro bello da leggere. Il parlar sincero dell’autore ti cattura.
Non c’è niente da fare.
Non è “Scintille” una storia familiare e basta,
o un percorso semplicemente personale di Gad Lerner;
“Scintille” è davvero una storia di “anime vagabonde”,
di “ogni” anima vagabonda e, insieme, di “ogni” pellegrino
in cerca del luogo dell’abbraccio d’amore,
stretto e di riposo, con le proprie anime.
Non è “Scintille” un racconto a una dimensione,
né culturale, né religiosa, né politica;
“Scintille” è un racconto crogiolo di tutte le nostre identità spezzate,
di questa parte di mondo, nella speranza attesa di una fusione di “civiltà”.
Non è “Scintille” un diario breve delle tante e ripetute incomprensioni,
non solo caratteriali, tra genitori e figli, tra padre e figlio;
“Scintille” è un diario continuo (e affettuoso)
dell’importanza fondamentale, radicale, della positiva relazione padre/figlio.
E il Gad Lerner di “Scintille” non è il giornalista di qualità,
a volte antipatico e tignoso,
abile nel raccontare e nel costruire situazioni di significato
per una discussione a più voci;
il Gad Lerner di “Scintille” perde ogni residuo di antipatia
e diventa la persona aperta nel suo discutere di sé con gli altri, con noi tutti.
Perciò dopo aver letto “Scintille” Gad mi è diventato simpatico,
e ha dilatato i confini della mia povera empatia.
Ma, attenzione, Gad mi è diventato simpatico durante la lettura
del suo “Scintille,
quindi prima che firmasse, con vera e universale signorilità,
l’epiteto “cafone” nei confronti di un cafone.
Mi pare sia giusto precisare.
O no?
Grazie, gent.mo Gad Lerner.
18 febbraio, 2011 alle 10:49 pm
Grazie Anna (575), avevo pensato in effetti a un glossario e a una cronologia. Ma alla fine credo che la vicenda storica sia resa dal racconto nella sua intricata complessità
15 febbraio, 2011 alle 7:53 pm
Gentilissimo GAD, seguo da molti anni il suo lavoro, le sue trasmissioni i suoi articoli, che trovo sempre interessanti, spesso portatori di un punto di vista “altro”, personale ed indipendente, davvero prezioso nel panorama giornalistico attuale.
Spero che legga questo mio post, le ho già scritto in occasione dell’attacco vigliacco e proditorio del “presidente del consiglio”, indignata fino alla tachicardia dallo stridore nauseante tra il profilo misurato ed elegante della trasmissione e della sua conduzione e la volgarità becera e prepotente di questo piazzista immorale sotto ogni profilo e dall’ego smisurato.
Sto leggendo il suo “Scintille” e penso di riuscire, adesso, a capire e decodificare molte sfumature del suo carattere, del suo modo di essere e di fare il giornalista che la rendono apprezzabilmente diverso e singolare;
mi rammarico solo di non conoscere meglio la storia recente di quello che negli studi classici é definito Il Vicino Oriente, e, perciò, alcuni punti mi risultano di difficile comprensione; sarebbe stato, inoltre, utilissimo un glossario dei termini arabi o yddish; mi rendo conto che é troppo chiederle, se si dovesse fare una nuova edizione del libro, di dotarlo di un breve excursus storico, diciamo dagli anni ’6o in avanti, dei Paesi di cui parla, ma un glossario dovrebbe proprio aggiungerlo.
Con stima.
28 gennaio, 2011 alle 2:45 pm
Sono una signora vedova nata a Gorizia nel 1929. Vivo a Roma da circa cinquant’anni perchè,
la guerra,la zona di confine, l’occupazione (detta liberazione) dei “Titini”,mio padre di
44 anni deportato in Germania in un campo di lavoro è dichiarato disperso alla fine della
guerra,hanno costretto tutta la mia famiglia, poverissima,a cercare di capire come avremo
potuto affrontare il futuro. Sei figli:la più grande di 25 anni,il più piccolo di soli 5.
E’ stato piuttosto difficile, duro, alle volte,drammatico. Mia madre con indicibili sacrifici
ci ha cresciuti e inculcato i principi basilari della vita:il senso della famiglia,il
lavoro,la morale, l’onestà, Non ci ha ostacolato quando tutti ci siamo sparsi nel mondo
per cercare ognuno la propria strada e,fortunatamente, ha vissuto a lungo per avere la
soddisfazione di vederci tutti “sistemati” come si direbbe oggi.Questa è la mia storia.
Questa premessa mi serve per dirle con quanto interesse abbia letto il suo libro Scintille.
La seguo da molti anni nelle sue varie trasmissioni,ma in questo caso ho apprezzato altri
aspetti della sua personalità.Mi piace come scrive,come esterna con fermezza i suoi concetti
come esprime con chiarezza i suoi dubbi,e come stimola riflessioni con le sue domande.
Ammiro l’orgoglio con cui presenta la sua famiglia e come coinvolge i suoi figli nei suoi
pensieri.Spero che la ricerca delle sue radici con tanta ostinazione le abbia attenuato
quel senso di malessere che lei definisce “gilgul”e non solo soddisfatto una sia pur
naturale curiosità.
Se mi permette vorrei farle una domanda:ebreo si nasce è indubbio,sionista si diventa?
E’ un aspetto religioso o razziale,di stirpe? La “terra promessa” è una predizione
bibblica,lo Stato di Israele è un fatto politico.Ebrei ci sono in tutto il mondo ma, non
tutti sono sionisti.Quando e in che modo i due aspetti coincidono? E le guerre contro la
Palestina,il Libano è contro tutti quelli che gli israeliani considerano nemici (vedi
la guerra dei 6 giorni contro l’Egitto) si possono giustificare con un movente religioso?
La ringrazio e mi scuso per l’approssimazione delle mie idee,ma lei riesce a stimolare
molto ogni argomento.
Con molta simpatia Liliana Lassig
16 gennaio, 2011 alle 3:50 pm
Sono perfettamente d’accordo con Vittorio Zambardino (572)
13 gennaio, 2011 alle 12:20 pm
[...] ebraica mi pare uno scoop di dimensioni assai ridotte, soprattutto perché l’autore del bellissimo “Scintille” è discretamente “proud” delle sue origini. Poi certo, se questo è il punto di partenza [...]
25 dicembre, 2010 alle 12:04 pm
Caro Gad,
ho terminato la lettura di Scintille.
Posso darLe la mia “prava opinio”?
Il titolo evoca nella sostanza lo sfulingo di Tagore che tradotto è “scintilla/e”, ma credo di averglieLo scritto altrove.
Il libro ha un carattere bivalente: saggistico e biografico. La descrizione di tutti i fatti biografici dà al lettore l’impressione che Lei è cresciuto in modo elitario, non certo aristocratico, no, ma di separazione. In sé questo non è che uno degli aspetti costitutivi della personalità di chiunque.
Il ricordo evocativo dei genitori, la sfiorita e sbattuta bellezza (uso volutamente rinvii alla tradizione letteraria italiana con questi aggettivi che adopero) delle matriarche e dei patriarchi da cui Lei è, sostanzialmente è passionale, e dunque è “passionalità” ciò che contraddistingue scintille, passionalità nel suo significante totale.
Cosa ho apprezzato di Scintille? Il compendio dei fatti dell’ultimo trentennio del medio oriente, e l’identificazione con alcuni aspetti che hanno caretterizzato la sua educazione iniziale e il suo rapporto con Suo padre, sebbene tale mia identificazione si è chiusa quando Lei descriveva il “padre ingombrante” massone e membro di “potentati”.
Non ho apprezzato un certo moralismo che è all’interno di alcuni interventi metanarrativi, perché li trovo dissonatni con il mio gusto di lettore, sono un lettore difficile, anzi complicato.
Regalerei il suo libro? Senza dubbio lo consiglierei, dalle mie parti c’è un proverbio carico del miglio umorismo ebraico “Regalo è morto, e sua moglie sta male”, ma fuori dal simpatico scherzo certo che lo regalerei.
Grz di permettermi di esprimermi.
8 dicembre, 2010 alle 4:27 pm
…volevo dire che scintilla è il nome di una donna che ho conosciuto, quella di marconi si chiama elettra. è la trasmissione a scintilla che riguarda marconi, ma il senso non cambia.
sergio
8 dicembre, 2010 alle 4:21 pm
caro gad
devo ancora leggere il tuo libro, conoscendo la tua intelligenza penso che non mi deluderà.
Il titolo però non mi piace, peccato. Potevi titolarlo GIGUL senza tradurlo. Facendolo, e solo a metà, SCINTILLE somiglia troppo al nome di battesimo che registra all’anagrafe la filgia di marconi (chiaramente al femminile) e a un’associazione di catttolici integralisti ai tempi di scalfaro che avevano come logo il volto santo di gesù.
grazie
sergio
5 dicembre, 2010 alle 8:53 pm
Innanzi tutto, da coscritto quale sono, un affettuoso Augurio per il prossimo compleanno.
Sono un lettore atipico, leggo un pò di tutto ma, se già alle prime pagine il libro non “scorre” lo giudico non soddisfacente ed abbandono la lettura.
Il Suo SCINTILLE lo sto letteralmente “divorando”, ciò significa che è di mio gradimento, perchè si “lascia leggere” ed è accattivante.
AL termine esprimerò un parere più circostanziato.
A presto.
Elio.
16 novembre, 2010 alle 10:46 pm
Domani acquisterò Scintille, incuriosita e spinta dalla Stima che ho per Lei.
Ci sono anime che fanno scintille su questa terra, si riconoscono e ne percepiscono tra loro l’essenza. Ma ci sono corpi senza anima, dotati solo di materia , esseri univoci e limitati.
A tal proposito desidererei esprimerLe la visione evanescente dell’azienda gioiello e cassaforte del Comune di Roma.
Grazie.
Debora
10 novembre, 2010 alle 6:15 pm
Gentilissimo Gad,
Scintille Bellissime!…e a proposito.. siccome sono molto interessata al tema del Gilgul al quale credo (davvero!), le scrivo questo messaggio per suggerirLe di invitare all’Infedele, l’intellettuale e teologo Igor Sibaldi che del Gilgul e temi affini è accorto e brillante intenditore.
Lo troverei molto adatto in una trasmissione dove si parli di male/bene, destra/sinistra…e quindi di tutte le questioni così attuali
che coinvolgono la vita sociale e politica del nostro paese…e mondo.
E’ praticamente il tema delle “proiezioni”, già presente nelle Sacre Scritture e nel Vangelo ma anche…(ma guarda) in quelle famose e ormai consunte accuse tipo “tu sei fascista” “tu sei comunista”…”tu sei del nord…tu sei del sud”..”tu sei del partito dell’odio…io sono del partito dell’amore”…
Sicura che ne verrebbe una serata molto speciale, se ci fosse Sibaldi a illuminarci con nuove considerazioni e scoperte su queste faccende umane e…divine.
Cordiali saluti carissimi.
Ho molta stima di Lei e del Suo lavoro.
Elena (Vicenza)
10 novembre, 2010 alle 5:22 pm
a
6 novembre, 2010 alle 5:56 pm
Cara Cecilia Bruschi (563), le tue parole mi toccano profondamente. Grazie!
1 novembre, 2010 alle 10:43 am
Caro Gad,
ho da poco finito di leggere il tuo libro “Scintille” che mi è stato regalato da mio padre.
Inutile dire che ho ricercato i motivi più reconditi di questo dono quando, invece, le ragioni erano più semplici e meno indagatrici di quanto io mi volessi figurare. Il suo era un gesto che partiva dall’amore verso la memoria dei propri avi e dalla riconoscenza e il rispetto delle loro vite. Io, invece ho immaginato che il “vero Lerner” volesse lanciarmi un monito per un’indagine storica e personale che portasse a un miglioramento di me stessa e della mia condizione attuale (…tu puoi fare di meglio…).
Questo per dirti che a volte attribuiamo ai nostri padri le nostre stesse coscienze inducendoli ad analizzare i nostri errori senza che loro lo vogliano effettivamente.
Ho pensato, leggendo la tua storia, come sia bello che la riconciliazione col padre passi per i nostri antenati e che forse il modo più sincero per rispettarne la memoria sia prolungare in qualche modo “il loro stile di vita”. Essere il loro prolungamento vorrebbe dire, per esempio, riportare in vita alcuni valori fondamentali che ora si credono perduti (penso ai miei antenati contadini nei monti umbri e al loro forte attaccamento alla terra nel più pieno rispetto della natura e dei suoi cicli). E se questo serve un po’ a lenire il mio senso di colpa potrebbe forse permettere alle loro anime di muoversi più serene sopra il mio cielo?
Penso allora al tuo gilgul di anime e a quanto debba essere vorticoso. Mi piace pensare, però, che il vortice tenda a placarsi ogni volta che tu ricordi le anime che vi sono immerse e ogni volta che tu prosegui tenacemente nel rispetto dell’idea che ti sei fatto di te stesso.
P.S. Il libro è a mio parere splendido perché capace di riportarci di fronte alle problematiche del mondo moderno toccando direttamente le nostre coscienze, attraverso l’indagine personale sulla memoria e sui conflitti familiari. Un percorso doloroso, a volte, che ognuno di noi dovrebbe tentare di intraprendere nella ricerca di se stesso.
La copertina è bellissima, curata come avrei voluto e delicata come il contenuto del libro. Grazie.
15 ottobre, 2010 alle 1:17 pm
Risposta a Kiara (561): il libro di Safran Foer mi ha turbato. Credo che l’umanità, cresciuta numericamente a ritmi inaspettati, debba ancora trovare una risposta armoniosa, che vada oltre gli allevamenti di masssa, nella sua relazione con il regno animale. Ma questa discussione non la farei qui, ci tengo a che questo spazio resti riservato a “Scintille”
15 ottobre, 2010 alle 10:45 am
Dobri dien Gad!
Vorrei ringraziarti per aver scritto quel libro così "intimo e personale" ma che così tanto trasmette fatti, conoscenze, valori che noi tutto dovremmo sapere e conoscere.
Inoltre vorrei invitarti a lasciare un tuo commento ad un problema che potrebbe essere visto come la continuazione di un tema di Scintille, e cioè il problema della carne, della violenza verso la carne. Se la tua famiglia, come tante altre, ha passato quello che è stato il secolo buio dell’umanità, il secolo della barbarie dell’uomo, noi ora siamo testimoni consapevoli o non consapevoli di un altro olocausto: quello perpetrato verso gli animali. Mi riferisco all’allevamento intensivo e all’ultimo libro di Foer dal titolo "Se niente importa".
Chiedo a te di lasciare un qualche commento a questo problema perché credo che noi cristiani abbiamo molto da imparare dagl ebrei e dal loro testo sacro a proposito di cibo Kosher e quant altro. La religione cristiana e men che meno il pensiero occidentale cristiano hanno dato a mio avviso importanza alle riflessioni sugli animali (Cartesio li considerava macchine). Penso fermamente che dobbiamo credere in qualche principio morale perché se niente importa allora la strada per un qualsiasi altro olocausto è aperta. Fare nostre le leggi della Torà profanandole, rimetterle in discussione vedendone l’attualità di esse, le questioni morali che pongono e altro credo che sia un buon inizio per porre fine a questa nuova barbarie.
15 ottobre, 2010 alle 9:54 am
Gentile Adelina Bartolomei (559), mi spiace che non ci sia stato il tempo di approfondire il confronto. Sul tema della disobbedienza, in particolare, che mi affascina e su cui le suggerisco il bellissimo saggio di Wlodek Goldkorn (“La scelta di Abramo”, Bollati Boringhieri).
Ammetto che “la foglia di fico” era solo un artifizio retorico e condivido anche l’ammirazione per André Chouraqui che ho avuto il privilegio di conoscere.
13 ottobre, 2010 alle 10:51 pm
Gentile Gad,
questo pomeriggio ero nell’Aula Magna della Facoltà Valdese di Teologia per ascoltare la presentazione del suo libro, che nel frattempo avevo letto.
Non c’è stato il tempo per interventi dal pubblico e allora, come da suo suggerimento le scrivo qui alcuni pensieri, per darle un riscontro dell’impatto dello scritto su un comune lettore.
Intanto la ringrazio:questo libro è tantilibri! storia, geografia, sociologia,politica…la storia personale è letta con una distanza prospettica che fa zoomare la camera avanti e indietro:più vicino e la storia diventa partecipazione intensa, dolore, preghiera;più lontano, e si mettono a fuoco criticamente gli apsetti negativi.Così si evitano le mitizzazioni e le demonizzazioni.
Ci sono due temi che mi hanno maggiormente coinvolta:
il primo è quel filo rosso che dall’incipit (da lei definito "foglia di fico", mentre io sono d’accordo con Daniele Garrone!)percorre tutto il libro e che riguarda la trasmissione della memoria, elaborata, attraverso le generazioni.E’ un tema importantissimo soprattutto in quest’epoca in cui sembra quasi che il filo si spezzi troppo spesso.
Nel Faust si dice che "ciò che abbiamo ereditato dai padri, perchè diventi nostro dobbiamo riconquistarlo" (più o meno). Questo ci porta all’altro tema, centrale nel suo scritto, quello della disobbedienza. Come lei saprà, la prima disobbedienza citata nella Bibbia è stata sempre ritenuta un peccato, per la chiesa cristiana cattolica; ma nell’ebraismo, come ancora sa bene, è invece una felix culpa, .Senza questa trasgressione l’umanità non ci sarebbe stata. E’ dunque inevitabile che per rispettare il mandato di andare verso se stessi, si abbandonino i legami di sangue, le appartenenze necessarie e si entri nel regno della libertà e della responsabilità.Anche i suoi genitori hanno disobbedito e la cosa quindi era partita col piede giusto, ma poi, lei ci racconta, che sono stati travolti da troppe circostanze negative che hanno impedito loro di andare avnti.Sono rimasti fermi, figés, come se l’orologio si fosse rotto (succede nei terremoti).E non hanno potuto, essendo usciti dal tempo, felicitarsi che il figlio li superasse, come deve essere. Sempre dall’ebraismo ho appreso di come un genitore si senta fallito se il figlio non va oltre, in tutti i sensi. Mi sembra che con questa impegnativa ricerca,partendo certo dallo spaesamento (perchè si rimprovera anche questo, rispetto a chi parte per "fede" ? presumo Abramo?), lei abbia fatto un grande lavoro per sè e per i suoi figli e anche per i suoi genitori.Ha riparato (in senso cabbalistico), ha riunito i frammenti e credo che le anime in pena (popolarmente in Italia si chiamano così e mi sembra una definizione più vicina alle scintille che non le "anime perse" di cui hanno parlato oggi), quelle anime che il cristianesimo colloca nel "purgatorio" e che attendono di essere liberate da un sacrificio o da una preghiera(che da quando non c’è più il Tempio sostituisce il sacrificio) possano riposare in pace.
Mi scuso per la cura insufficiente di queste righe .Ci sarebbero molte altre cose da dire.. Il mio interesse è anche rafforazato dalla responsabilità che ho dell’Amicizia Ebraico-Cristiana di Roma e dal mio lavoro di psicoanalista.
Ancora una nota:nella sua traduzione della Bibbia, André Chouraqui traducendo le beatitudini usa l’espressione:"En marche les humbles! oui ils hériteront la terre!"Quindi può considerarsi beato.
Con stima, Adelina Bartolomei.
Chiesa Evangelica Valdese di Roma .Piazza Cavour
1 ottobre, 2010 alle 10:28 pm
Caro Gad ho visto le invasione barbariche e sentito
l’intervista a renzo bossi il quale dice che, eletto nel consiglio regionale preferisce non avere nessun incarico per poter meglio vedere e capire come funzionano le cose.in poche parolefa l’ apprendista della politica!
Fin qua niente di eccezzionale se non fosse che un apprendista in italia guadagna circa 400€ al mese mentre,candidamente renzo afferma di guadagnare 10000€ al mese.Non pensi che tutto questo sia scandaloso?
Inoltre,pensando a papa Bossi, mi viene da riflettere su quello che dicevano i miei amici tempo fa (sono in pensione da poco )"dalla tua posizione, se non fai niente per i tuoi figli (raccomandazione ) sei un imbecille!"NON HO FATTO NIENTE!!Mia figlia ha 30anni e lavora 8 ore al giorno per 350€ al mese,mio figlio ha 22 anni e vive della paghetta settimanale!
TI CHIEDO E CHIEDO A TUTTI SONO UN IMBECILLE???
30 settembre, 2010 alle 9:18 am
Risposta a Emilia Rosati (556): Gentile signora, non conoscevo la vicenda penosa che lei mi racconta. Mi documenterò senz’altro. Grazie della segnalazione
26 settembre, 2010 alle 11:30 pm
Gentile Gad,
a pagina 80 del suo affascinante Scintille Lei scrive: " Non possedere un certificato di nascita è, a suo modo, una piccola ferita esistenziale".
Posso provare a chiederle di mettersi, per un attimo, nella pelle di quanti (migliaia di cittadini italiani) convivono per tutta l’esistenza con il vuoto di conoscenza che proviene loro dall’essere impediti dalla legge ad accedere ai dati anagrafici della propria madre naturale, se non trascorsi cento anni dalla loro nascita?
Credo che Lei sia a conoscenza di questa problematica, delicata e sconcertante quanto poco presente all’attenzione dei nostri politici. Puo’ trovare una sufficiente documentazione sull’argomento nella sezione discussioni del gruppo " La punizione dei 100 anni. Sostegno ai figli adottivi non riconosciuti."presente su face book.
In particolare potrà leggervi i testi delle audizioni presso la Commissione Giustizia della Camera, dove sono all’esame tre proposte di legge che prevedono l’accesso mediante una mediazione, come avviene nella maggior parte dei paesi, oppure trascorsi quaranta anni (un ragionevole tempo per garantire le due parti interessate).
A nome del comitato per il diritto alle origini, che rappresento, Le chiedo un interessamento diretto e mediatico al fine di portare a compimento l’iter di legge in tempi accettabili e dare risposta a quanti, ancora oggi, avvertono come insopportabile una così grave lacuna dellla propria identità.
La ringrazio.
Con grande stima
22 settembre, 2010 alle 6:37 pm
Ho letto un bell’articolo di Bruna Peyrot sul giornale del 17 Settembre "Riforma" settimanale delle Chiese Evangeliche Battiste, Metodiste, Valdesi, del quale sono abbonata, riguardo al suo libro "Scintille" e sinceramente ho desiderio di leggerlo quanto prima. L’ammiro per la sua conduzione dell’Infedele che seguo con interesse anche se a volte ci sono degli ospiti di una certa parte politica che mi disturbano.. e a cui tolgo l’audio. Cordialità, Ivana Ferrari
Le scintille che si rincorrono fra le generazioni
«Il mio è un racconto di un’incomprensione»: così afferma l’autore nel suo esordio, anticipando la complessità di un racconto alla ricerca di riconciliazione con i genitori come se altre riconciliazioni, più grandi, non potessero che partire di lì. » leggi
http://www.riforma.it/ (pagina cultura)
12 settembre, 2010 alle 3:08 pm
Merci Rebeka (553)!
9 settembre, 2010 alle 2:08 am
Bon soir Monsieur Gad…ici Beirut!
Non, je plaisente …ici Florence ! Je lisais ton livre -par hazard- pendant mon séjour au Liban, en Juillet, et j’ai eu envis de te dire quelque chose en plus du mérité compliment.
Seulement ceux qui ont les racines au Liban peuvent comprendre vraiment ce que tu as écrit sur Beirut: le "paradise"…malgré tout! C’est une chose charmante et profonde…. « vrai Taragan » !
Chi connaisait Borylslaw ? tu as fait bien comprendre que la MittelEurope est plein des Tustanowices presqu’unconnus…paradoxalement parce que nombreaux !
Mais j’ attendais en suspense jusqu’à la fin du livre, – je suis pro-palestinien- je voulais confirmer que tu étais "le vrai Gad" (celui que je vois à l’infidèle). Conclusion ? Ouì !
J’espère qu’un jour –hélas, je crois lointain encore- la paix en Middle East peut arriver. Il faudrait « Gads » de l’autre còté. Inchallah !
5 settembre, 2010 alle 11:21 am
Michela Murgia cosi si esprime: "Vado sostenuta da tutti i sardi, con voi alle spalle mi sento fortissima".
Si parva licet:
Se Gad Lerner avesse detto: "Vado sostenuto da tutti gli Ebrei, con voi alle spalle mi sento fortissimo!", che ne avrebbe pensato Michela Murgia?
Marta Cortese
lettrice di lingua italiana, residente in Sardegna
30 agosto, 2010 alle 11:45 pm
Nella sostanza siamo d’accordo, cara Giacela (459): mi muove però lo scrupolo di ricordare che non ho mai sofferto la fame e non sono mai stato privo di un tetto sulla testa, il che fa pur sempre una bella differenza rispetto a chi è dovuto scappare senza niente