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Scintille – Feltrinelli Video

lunedì, 9 novembre 2009

Annunci, Scintille, Video

Le anime vagabonde della mia famiglia, fra Libano, Ucraina, Israele e Italia.

Popularity: 18% [?]

Buzz

Articolo di:

Gad - che ha scritto 2637 post su Gad Lerner.

Commenti per questo articolo

[2] 1 » Mostra tutti i commenti

  1. 66
    pier carlo malvassora scrive:

    Dott.Gad Lerner:buon giorno.
    Intanto grazie per aver scritto – Scintille -…..Nel quale leggo ha pag.105 l’indignazione di David Grossman nel conoscere con quale ferocia e
    per quale ragione sia stato ucciso Bruno Schulz .
    Questa notizia lo induce a scrivere -Vedi alla voce:amore.
    Domanda:esiste tradotto in Italiano -mia unica lingua conosciuta -? Chi potrebbe essere l’editore ?
    La ringrazio per la sua gradita risposta
    Pier Carlo Malvassora

  2. 65
    marco melodia scrive:

    Caro Lerner,
    il tuo ‘Scintille’ per fortuna non un romanzo come quelli che vanno per la maggiore in questo periodo, pieno di vita vera presente e passata, vita vera, estratta dalla fantasia infinita del Creatore di questo strano universo. Dove ogni capitolo vale decine di racconti
    usciti dalla testa di scrittori che non riescono certamente a raggiungere l’intensità di una vita vissuta profondamente ma affascinano le menti di migliaia di persone che non sanno come meglio riempire le loro vite.
    Creatore per chi è convinto in una figura a sé stante e dominus assoluto ovviamente.

  3. 64
    il fato e la Noira scrive:

    Berlusconi, quando lasciò i suoi primi lavori da parte (cantare canzoni sulle navi e altre cavolate), iniziò a lavorare nella banca del padre a Milano. Codesta banca venne identificata come la banca per il riciclaggio del denaro sporco della mafia. Berlusconi poi fondò fininvest che nei primi 7 anni di vita, vide arrivare, nei suoi fondi, 15 miliardi di lire di cui non si è saputa mai la provenienza. Dell’Utri, braccio destro di Berlusconi, condannato a 11 anni di reclusione per associazione mafiosa, "assolda" Vittorio Mangano (3 anni di reclusione per traffico internazionale di droga, poi processato per mafia, e 2 ergastoli per triplice omicidio) come "stalliere".. Nel ’92, 48 ore prima che Falcone vennè fatto saltare in aria, si esegue un’ultima intervista a Borsellino, dove lo stesso giudice, dice che proprio in quel periodo stavano indagando su delle presunte congruenze tra Berlusconi,Dell’Utri e Mangano con Cosa Nostra. Guardacaso, dopo questa dichiarazione saltano in aria. Enzo Cartotto, testimone contro Cosa Nostra, parla proprio di Berlusconi e dell’Utri, dicendo che erano loro i mandanti a volto coperto delle famose stragi.14.03.2001Luttazzi intervista il giornalista Marco Travaglio, che parla proprio di come Berlusconi sia riuscito a sfondare così. I due vengono querelati da: Fininvest, Mediaset, Berlusconi e Forza Italia per 41 miliardi di lire. Vincono la causa, perchè i fatti citati nell’intervista, sotto domande "lecite" di Luttazzi, sono fondati e reali.

  4. 63
    ink scrive:

    ps – fyi: 38 alloggi da 38 metri quadrati ciascuno realizzati dal Comune

  5. 62
    ink scrive:

    OT(speranza)

    Venezia, consegnate alle famiglie sinte le nuove abitazioni

    L’altra notte sono bastati 38 minuti per il trasloco delle famiglie sinte veneziane nel nuovo Villaggio di via Vallenari. Lo ha reso noto il comandante generale della Polizia municipale di Venezia, Marco Agostini, rispondendo alle domande dei giornalisti a margine della conferenza stampa sulla candidatura di Venezia alle Olimpiadi 2020. “Le operazioni, concordate con la Polizia di Stato – ha detto Agostini – hanno visto all’opera quarantasei agenti. Sono iniziate alle ore 0,25 di questa notte e si sono concluse dopo 38 minuti: la colonna di circa 90 autovetture ha infatti impiegato poco più di mezz’ora per raggiungere il nuovo insediamento. Tutto si è svolto in assoluta tranquillità senza alcun problema. La scelta dell’orario notturno si è resa necessaria per garantire lo spostamento di un numero consistente di autovetture e di persone in un momento con meno traffico e quindi in totale sicurezza”.
    “Con l’insediamento della comunità sinta nel nuovo Villaggio, in condizioni di vita finalmente dignitose, si conclude un tratto di un lungo percorso, frutto di un progetto di vero inserimento e di inclusione di un nucleo di nostri concittadini, non dobbiamo dimenticare che sono tutti cittadini italiani e residenti nel nostro Comune, nel doveroso riconoscimento e rispetto delle loro caratteristiche di vita”. Così interviene l’assessore comunale alle Politiche sociali del Comune di Venezia, Sandro Simionato, che l’altra sera ha presenziato al trasloco della comunità sinta.

  6. 61
    tamburina scrive:

    Saluti, Salutaris!

  7. 60
    salutaris scrive:

    lei è un ottimo copincollatore signor ink

    saluti

  8. 59
    ink scrive:

    lunedì 23 novembre 2009
    Novara, schedatura di tutti i bambini immigrati, Sinti, Rom, orfani e i figli di coppie miste

    Con una lettera circolare, recapitata a tutte le Dirigenze didattiche di ogni scuola di qualsiasi ordine e grado della provincia di Novara, il Dirigente scolastico provinciale Giuseppe Bordonaro, coadiuvato dalla funzionaria del Provveditorato Maria Grazia Albertini, ha ordinato la schedatura di tutti gli alunni di nazionalità straniera, di quelli che hanno almeno un genitore straniero e quindi la doppia nazionalità, nonchè di tutti i figli di Rom e Sinti ivi compresi quelli italiani.
    Nell’opera di schedatura, oltre alle notizie ed ai dati anagrafici concernenti l’alunno, dovranno essere indicate le condizioni dei rispettivi genitori, incluso l’eventuale stato di clandestinità degli stessi, e dell’alloggio in cui la famiglia vive.
    Dovrà essere fatta anche menzione dell’eventuale condizione di “trovatello” dell’alunno.

    Tutte notizie la cui raccolta è in parte vietata dalle norme nazionali sulla Privacy e da quelle Onu, condivise a suo tempo dall’Italia, sulla protezione dei diritti dell’infanzia.
    (…)

  9. 58
    salutaris scrive:

    saluti rossana

  10. 57
    ink scrive:

    Sgombero, solidarietà e condanna

    NOLA – In merito allo sgombero dei circa 50 rom, accampati in alcuni locali abbandonati delle Ferrovie dello Stato, in via Polveriera, il sindaco di Nola Geremia Biancardi ha affermato: “Ringraziamo i Vigili urbani ed i carabinieri che sono intervenuti con sollecitudine, evitando che, in un prossimo futuro, si sarebbero potute verificare delle vere e proprie tragedie. Infatti le minime condizioni igienico-sanitarie e di vivibilità richieste, erano inesistenti. In ogni singolo vano abitavano decine di persone. Inoltre, negli ultimi tempi, molte erano le famiglie residenti in zona, che si lamentavano della presenza delle persone sgomberate, anche perché si erano verificati parecchi furti. Abbiamo ripristinato la legalità" ha concluso Biancardi, "assicurando comunque la prima accoglienza agli sfollati, in particolare ai bambini ed alle donne che sono state sottoposte a visite mediche di controllo”.
    Il sindaco di Cicciano Giuseppe Caccavale ha aggiunto: “Piena solidarietà per i bambini e per la donna incinta, ma ferma e dura condanna per chi ha organizzato questo campo senza alcuna regola e autorizzazione e soprattutto senza curarsi nemmeno delle più elementari condizioni igieniche”.
    L’assessore alla polizia Municipale Nico Romano dichiara: “E’ stato il primo risultato del nostro indirizzo politico nell’ambito del progetto “sicurezza in città”.
    Con questo articolato piano intendiamo setacciare il nostro territorio e controllare tutte le persone che non hanno i permessi di soggiorno in regola. Tale iniziativa consente da un lato di diffondere e garantire la sicurezza ai nostri concittadini, dall’altro l’individuazione di persone dedite a delinquere, evitando inutili generalizzazioni che troppo spesso non consentono l’integrazione di chi è sul territorio solo per lavorare nel rispetto delle nostre regole del vivere civile”.

  11. 56
    salutaris scrive:

    saluti tamburina

  12. 55
    ink scrive:

    Milano, i rom si rifugiano in chiesa dopo lo sgombero di via Rubattino
    21 novembre 2009

    Erano stati sgomberati due giorni fa e hanno passato la notte sotto un cavalcavia. Lì all’aba sono stati raggiunti dalla polizia, che li ha mandati via

    Due sgomberi in tre giorni. Prima dal campo abusivo di via Rubattino, poi – all’alba – dal sottopasso dove avevano passato la notte. Ecco come un centinaio di nomadi romeni – tra loro almeno quaranta bambini – sono arrivati, ieri mattina, ad occupare una chiesa, la parrocchia di Sant´Ignazio alla periferia nord-est di Milano. Seduti sui banchi, con le loro masserizie accumulate in fondo alla chiesa, hanno aspettato che si trovasse un posto per passare questa notte e le prossime non al freddo, per strada. Un gesto non puramente simbolico, perché solo dopo dodici ore di trattative e solo grazie alla disponibilità della Curia e delle altre associazioni cattoliche della città è stata trovata una soluzione temporanea per le donne e i bambini che, fino allo sgombero, frequentavano le scuole del quartiere e stavano iniziando un percorso di integrazione.

    Una giornata di tensione e di febbrili tentativi di mediazione, dopo la decisione del Comune di usare il pugno di ferro con gli irregolari che vivono a Milano. In via Rubattino, giovedì, le forze dell´ordine hanno sgomberato un campo abusivo dove si sono raccolti, dopo l´estate, nomadi già cacciati da altri insediamenti. In un continuo pellegrinaggio erano arrivati in quell´area malsana. Il Comune, sin da subito, ha fatto sapere che c´era posto in comunità solo per le donne con figli sotto i sette anni. I bambini più grandi sarebbero stati divisi dalle mamme e portati in altri alloggi.

  13. 54
    ink scrive:

    martedì 24 novembre 2009
    Nola (NA), sgomberate nel cuore della notte cinquanta persone

    Ieri alle prime luci dell’alba un’operazione congiunta dei Carabinieri della compagnia di Nola, dei vigili urbani di Cicciano e il Comando di Polizia di Cicciano ha sgomberato di circa 50 immigrati, Rom rumeni, in un fabbricato di Via Polveriera di Nola. Tutto è partito nei giorni scorsi, quando i vigili urbani di Cicciano, hanno fermato durante un controllo sul territorio, 2 uomini di origini straniere. I due immigrati, sprovvisti dei documenti alla richiesta dei poliziotti municipali, si sono fatti accompagnare presso il casolare dove li custodivano per dimostrare che erano in possesso dei relativi permessi.
    I Vigili Urbani hanno quindi informato le autorità che il casolare, sito in via Polveriera, di proprietà delle Ferrovie dello Stato, era stato occupato da circa 50 persone che avevano fatto di quel posto la loro casa. Il casolare ospitava numerosi nuclei familiari tra cui bambini e donne in stato interessante. La situazione igienico sanitaria era drammatica ed è per questo che le Autorità hanno deciso lo sgombero nel cuore della notte.
    Le agenzie di stampa riferiscono che il tutto si è svolto nel “rispetto” degli immigrati che soggiornavano in Via Polveriera: “sebbene l’operazione sia avvenuta nel cuore della notte, i rom prima di abbandonare l’alloggio hanno avuto il tempo di vestirsi prima di essere condotti nel vicino comando dei carabinieri per i dovuti accertamenti”.
    I servizi sociali hanno offerto la sola sistemazione dei bambini piccoli in strutture. Nessuna soluzione è stata pensata per le mamme, i papà e gli adolescenti. Le famiglie hanno naturalmente rifiutato di abbandonare i figli più piccoli e sono ritornate in strada.

  14. 53
    ink scrive:

    Roma, appello di Najo Adzovic
    mercoledì 25 novembre 2009

    «La comunità di Casilino 900 chiede alla società civile, ai cittadini, alle associazioni, ai comitati di quartiere di essergli vicino il prossimo venerdì 27 novembre dalle ore 17, mentre si svolgerà la provocatoria manifestazione razzista di Forza Nuova che intende raggiungere il campo esasperando la spinta politica già messa in atto con Casilino 700».
    È questo l’appello di Najo Adzovic, portavoce del Casilino 900. «Stiamo lavorando con tutto il nostro impegno perché la baraccopoli di Casilino 900 venga chiusa e affinché venga offerta a quanti ci vivono una reale possibilità di riscatto sociale e di integrazione partecipando fattivamente ai tavoli con l’Amministrazione Comunale e la Prefettura».«Vogliamo che la chiusura del Casilino 900 risulti un passaggio storico verso il superamento dei campi, luoghi di rifiuto e di segregazione sociale e non l’ennesimo sgombero senza alcuna alternativa. Siamo i primi a voler andar via, nessuno ama vivere in baracche tra topi e immondizie, e siamo disposti lavorare sodo per vivere meglio, ma non ce la facciamo più ad essere scacciati e rifiutati, additati come la peste, fa male a noi come a tutta la società di cui ci sentiamo di far parte. I nostri figli sono nati qui, vanno a scuola con i bambini italiani, e si sentono italiani anche loro. Pensiamo a un futuro di integrazione per questi ragazzi attraverso la formazione, il lavoro e una vita fuori dai campi».
    ……………..
    Nomadi: polemiche sulla manifestazione di Forza Nuova

    Cresce la polemica sulla manifestazione indetta da Forza Nuova contro la politica del campidoglio nei confronti dei nomadi.
    La formazione di estrema destra ha annunciato una fiaccolata per il pomeriggio di venerdì 27 a Torre Maura. Il corteo si muoverà alle 17.30 per concludersi davanti al Casilino 900. Uno degli insediamenti più grandi della città.
    L’intenzione di Forza Nuova è quello di denunciare il fallimento della politica del sindaco Alemanno che, secondo gli organizzatori della manifestazione, sgombera alcuni campi, permettendo però la formazione di altri insediamenti spontanei, non risolvendo il problema.

    …………………
    Rom. Il "Piano nomadi" tra sgomberi e nuovi ghetti
    CartaQui Roma e Lazio
    [24 Novembre 2009]

    Prefettura e Campidoglio annunciano la chiusura di altri tre campi rom senza indicare le soluzioni alternative di accoglienza e mettendo a rischio i progetti di scolarizzazione. Intanto, a Tarquinia, il governo vuole costruire un Cie [o in alternativa un mega campo rom] senza ascoltare gli enti locali e i cittadini.

    Casilino 900, La Martora e Tor de’ Cenci. Attorno alla chiusura di questi tre campi rom alle periferie est e ovest della capitale si gioca la partita del “Piano nomadi” del commissario straordinario, il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro. Presentato nell’agosto 2009, il Piano prevedeva la riduzione del 50 per cento di questi tre campi entro il mese di ottobre e la loro chiusura definitiva entro il primo semestre del 2010. Nel frattempo, però, sono proseguiti i rastrellamenti nei campi più piccoli o in quelli su cui si è creata una campagna mediatica ad hoc, come quello di via del Fosso di Centocelle, ex Casilino 700. Poche settimane fa, una imponente operazione di polizia ha gettato in mezzo a una strada centinaia di rom rumeni, che hanno poi trovato un riparo nell’ex fabbrica Heineken di via dei Gordiani. Nemmeno 24 ore di permanenza e anche lì sono arrivati i blindati della polizia pronti a “deportare” le famiglie rom. La resistenza inaspettata della comunità, sostenuta dalle associazioni e da alcuni consiglieri regionali, ha impedito l’espulsione illegale di decine di cittadini rumeni. Una parte di queste famiglie ha trovato successivamente accoglienza nell’occupazione abitativa della ex Fiorucci [Metropoliz], nei pressi di Tor Sapienza.

    Il piano di trasferimento dei tre campi coinvolge oltre 1.500 persone, tra cui circa 500 bambini iscritti nelle scuole dei municipi su cui sorgono i tre insediamenti storici. A questi si aggiungono 2.200 persone che vivono nelle 80 baraccopoli sorte nei fossi, negli anfratti, nei casolari abbandonati della città che, secondo le stime del Piano, saranno tutti sgomberati. In totale, calcolando le persone presenti nei campi “tollerati” e autorizzati, ci sarebbero oltre 7 mila presenze da ridurre a un massimo di 6 mila, da ospitare tredici campi attrezzati, chiamati “villaggi”. Due dei quali, peraltro, sono ancora fantasma: vanno ancora costruiti e non è dato sapere dove. Nei prossimi sei mesi, quindi, si assisterà al trasferimento forzato di migliaia di persone da una periferia all’altra, in assenza delle necessarie misure di accoglienza e di garanzia dei progetti di scolarizzazione. La maggior parte delle famiglie sono rumene [neocomunitari, non espellibili], altri sono sinti italiani, altri ancora, che provengono dalla ex-Jugoslavia, avranno la posizione sanata dal permesso di soggiorno umanitario. “Dimezzare un campo e non presidiarlo significa che dopo poco tempo all’interno ci sono le stesse persone di prima – afferma Valerio Tursi, presidente di Arci Solidarietà – ma non si possono spendere soldi sulla vigilanza per un posto destinato a chiudere”.

    Nel frattempo, una falla nella comunicazione top secret del governo sta scatenando una bufera istituzionale: un nuovo mega campo rom, oppure un secondo Centro di identificazione ed espulsione, potrebbero essere realizzati nell’ex polveriera di Tarquinia. La notizia è trapelata ieri dopo che una lettera del ministero della difesa indirizzata al prefetto Pecoraro è giunta per errore negli uffici della Regione. Secondo l’assessore regionale agli enti locali Giuseppe Parroncini, “il contenuto della missiva dimostra inequivocabilmente come siano state assunte decisioni senza il minimo coinvolgimento del territorio”. Parroncini ha quindi girato la lettera al destinatario e al ministro Maroni, insieme ad un’altra a sua firma, in cui si chiede a entrambi un incontro urgente. Il Codacons, invece, ha presentato un esposto alla procura della Repubblica di Civitavecchia perché “nonostante la partecipazione dei cittadini del comune di Tarquinia, prevista dalla legge, questi ultimi hanno appreso solo da fonti giornalistiche la possibile realizzazione di un Cie nel proprio territorio” e perchè “i poteri esistenti in capo agli enti locali, non sono stati tempestivamente e correttamente esercitati e non sono stati messi in atto i previsti piani d’intervento da realizzarsi d’intesa proprio con la stessa popolazione”.
    (segue)

  15. 52
    ink scrive:

    #47.bis
    NOMADI, SANTILLI-OZZIMO (PD): «CENTRO VIA SALARIA È INACCESSIBILE»
    (OMNIROMA) Roma, 16 nov
    «In questi giorni ci siamo più volte recati a visitare la struttura di accoglienza predisposta dal comune di Roma per fronteggiare l’emergenza nomadi in via salaria 971. Abbiamo trovato una ex cartiera presidiata da guardie giurate, vigili urbani e personale del V dipartimento che impediscono a chiunque di accedere alla struttura. Stampa, Consiglieri, Presidenti di municipio, avvocati: a tutti è stato impedito l’accesso alla struttura che pare divenuta una sorta di enclave extraterritoriale sottratta ai normali controlli».
    A dichiararlo in una nota è Gianluca Santilli, presidente commissione sicurezza Municipio 6 e membro dell’esecutivo Pd di Roma.
    «Vogliamo sapere cosa accade dentro quella struttura e come sono stati accolti i cittadini neo comunitari. Chiediamo quindi al Prefetto di consentire l’accesso ad una delegazione che possa verificare il rispetto dei diritti di tutti i cittadinii», hanno aggiunto Santilli e Daniele Ozzimo, vicepresidente della Commissione Politiche Sociali e consigliere del Pd capitolino.

    ………………..
    Dichiarazione di Massimiliano Iervolino delegato ai diritti umani per la Provincia di Roma

    “Quanto denunciato ieri dai consiglieri Ozzimo e Santilli è molto grave. La struttura predisposta dal Comune di Roma per fronteggiare l’emergenza nomadi, in via salaria 971, non può essere inaccessibile ai rappresentanti delle istituzioni visto che urge monitorare lo stato in cui si trovano i cittadini neocomunitari. In un paese democratico è impensabile concepire zone ad accesso limitatissimo e proprio per questo mi chiedo del perché i consiglieri, i presidenti dei municipi e gli avvocati non possono visitare quello stabile. Presto mi recherò davanti all’ex cartiera nella speranza che mi venga concesso l’accesso, utile ad accertare il pieno rispetto dei diritti umani delle persone recluse.”

  16. 51
    ink scrive:

    E’ forse questo il prezzo da pagare per l’integrazione? Quando ci sarà strappata anche l’anima potremo dire di esserci meritato il diploma della integrazione?
    "Dovete cambiare per ottenere..", era il ritornello sulla bocca di molti.
    "Bisogna che voi mandiate i vostri bambini a scuola, se volete poi..".
    "Dovete smettere di mandare le vostre donne con i bambini a mendicare in città se volete restare dentro il Progetto."

    Lungo tutti questi anni abbiamo cambiato tante cose, anche a costo di sacrifici e di rinunce, a volte questi cambiamenti erano dolorosi, anche se questo nessuno lo riconosce, ma il villaggio ci attendeva.

    "Dovete abbattere le vostre baracche se volete far parte del villaggio che verrà.."
    "Dovete spostarvi più in là, dovete restringervi."
    "Dovete impedire l’accesso al campo a nuovi Rom, altrimenti il villaggio non si farà."
    "Dovete dire a quelle persone di uscire dal campo, se volete continuare a rimanere nel Progetto!"
    "Ma quelle persone sono mio padre e mia madre".
    "Non importa, se ne devono andare è per il Progetto!"

    Rom, chiude il programma “Città Sottili”?

    "Il Progetto Città sottili verso la chiusura. Centinaia di Rom rischiano lo sfratto"

    …E’ da oltre sette anni che aspettano che le case vengano costruite, e adesso che sono quasi pronte non riescono a capire il perchè di voci ambigue e silenzi preoccupanti. Così hanno deciso di prendere carta e penna e scrivere al Sindaco, alla Società della salute e ai giornali: sono le famiglie Rom del campo di Coltano che dal 2002 fanno parte del progetto "Città Sottili". In quello stesso anno il Comune aveva deciso di chiudere il campo, al suo posto sarebbe stato costruito un piccolo villaggio di case. Certo, il villaggio non avrebbe potuto ospitare tutte le famiglie, e dunque fu deciso di far scegliere alle famiglie stesse tra una sistemazione immediata in affitto, oppure pazientare vivendo nel campo fino a quando non fossero state completate le case. E loro nel campo ci sono rimasti per altri 7 anni, il tempo necessario affinché finissero i lavori…

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