Ho letto su “Il Fatto” le anticipazioni del libro di Patrizia D’Addario in uscita martedì prossimo: “Gradisca Presidente” (Aliberti editore). Colpisce lo squallore dello scambio sesso-denaro anche quando avviene in un ambiente lussuoso, nel cuore del potere. Muovendosi da solo fra quelle venti ragazze (la prima volta) e poi scegliendo Patrizia fra le tre convocate da Tarantini la seconda volta a Palazzo Grazioli, Silvio Berlusconi rivela l’aspetto patetico, bisognoso di sicurezza, che è proprio di ciascuno di noi, ma in misura infima, grossolana, anacronistica. Pensi ai dieci metri quadri in cui riceveva i clienti Brenda e, nella sostanza, capisci che il nucleo della relazione è il medesimo: parimenti fasullo, degradante. Il piacere profondo, fisico è sentimentale, si trova altrove.





26 novembre, 2009 alle 10:21 am
e poi come finiva, linda?
25 novembre, 2009 alle 5:33 pm
Considerazione:
…dal momento che la prostituzione è uno scambio di sesso contro denaro, perchè non cambiare prospettiva e guardare le cose dal punto di vista del denaro e non quello del sesso?…
il perdente,
raffaello
25 novembre, 2009 alle 11:17 am
Un potente che non sa cosa sia l’amore è impotente. Vale anche per le donne ovviamente a maggior ragione quando hanno anche potere politico.
Per il resto rimando al commento di qualche mese fa. adele lo conosce bene.
25 novembre, 2009 alle 11:11 am
Tutta questa vicenda tende a scaldare gli animi un po’ troppo. Io lascio il mio commento senza alzare la voce e senza voler offendere nessuno. Da donna, da moglie di un uomo normale (nel senso "uomo come tanti altri"), non accetterei di buon grado un tradimento, men che meno se fosse sesso a pagamento con una donna, un trans, un uomo. Per me è semplicemente inaccettabile. Con coerenza, lo considero inaccettabile per una persona che è tenuta a rappresentarmi ed a governare per me il Paese, la Regione, la Provincia o il Comune che sia…ciò detto, aggiungo che è molto brutto che le reazioni siano così virulente quando qualcuno si esprime su queste tematiche. Facendo così si arriva solo ad un anarchico caos: "non puoi dire nulla su quello che fa il mio amico, perché allora io alimenterò il sospetto che anche tu sia marcio"….a me dà di mafioso…
24 novembre, 2009 alle 9:57 pm
24 novembre, 2009 alle 9:40 pm
Forse sarebbe meglio che andassi un pò a puttane che almeno ti insegnassero qualcosa:
a letto sei davvero una frana!
24 novembre, 2009 alle 8:10 pm
Mi sono scopato donne che gratis, nè a me nè a te, manco ci guarderebbero.
Ne ho ricavato orgasmi che con la tua Umberta non ti sognerai mai….
24 novembre, 2009 alle 8:10 pm
scusami Heiner, sono stata indelicata
24 novembre, 2009 alle 8:09 pm
veramente Giulia e Maria, sarei una donna anch’io e ciò non m’impedisce di vedere un problema (perchè non si tratta di credere, ma di esserne un tantino allarmati) in quel modello culturale lì.
Propinato a piene mani dalla citata De Filippi, per esempio, che a occhio e croce occupa gran parte di quel monte ore di presenza femminile considerato emblematico di non so che.
24 novembre, 2009 alle 8:07 pm
cara giada, non mi citare lanza, già il nome mi provoca dolori alla bocca dello stomaco…
24 novembre, 2009 alle 8:06 pm
cara giulia, sul fatto che il modello culturale non esiste, libera di pensarla così. non credo però che siamo soltanto io e gad di questo parere.
non capisco comunque l’abbondanza di donne in tv che sono lì soltanto per far vedere le chiappe. mi metto a fare l’elenco? sarebbe troppo lungo. prendo ad esempio le vallette di conti nel suo gioco l’eredità. ma che ci stanno a fare? vuoi veramente che te lo dica? mi limito a suggerire: ascolta le intercettazioni berlusca-saccà, magari ti fai un’idea
24 novembre, 2009 alle 8:04 pm
capito Heiner, però chiarisco.. è il pensiero di Cotroneo, in effetti personalmente non sono felliniana, ma sono incorsa nella sua rubrica poco fà e mi sembrava solo calzante per il post. Però anche a me urta quel titolo (magari non a Fellini, chi lo sa) che mi suona tanto tipo.. un Lanza che ospite de l’Infedele s’adopera a nobilitare la sua piccola tv degli orrori stabilendo fili di paragone con un De Sica a suo tempo giudicato volgare? Eh, tipo così.
24 novembre, 2009 alle 8:01 pm
Non ti stupire, caro Gad, se , dopo averti sentito a lungo pontificare su concetti prosaicamente riassumibili nel concetto secondo cui la figa è di destra, l’elettore maschio italiano vota a destra…
24 novembre, 2009 alle 7:57 pm
Heiner, voglio riguardo a quell’articolo. In esso viene fatto un calcolo matematico delle ore di permanenza in tv che vedono protagoniste le donne. Attenzione protagoniste nel senso della conduzione. E la permanenza delle donne è superiore a quella degli uomini, parlando con i dati alla mano! Inoltre alcuni nomi che hai fatto te li potevi francamente risparmiare (es Fede e Vespa) perchè forniscono, per usare una tua espressione, un "modello culturale" molto più pericoloso e dannoso di quello del velinismo. Ma poi continuo a ripetere che nessuno crede in questo "modello culturale" se non tu e Gad. Si parla di un problema che davvero non esiste!
24 novembre, 2009 alle 7:49 pm
cara giada, è il destino di fellini, ma è anche un segno positivo di popolarità
però c’è da dire che amarcord non è il suo migliore, ma comunque, a prescindere, come direbbe antonio de curtis…
24 novembre, 2009 alle 7:42 pm
La verità è che il nostro Gad oltre a essere un giornalista, conosce la tv e infatti ha fatto dei buonissimi ascolti nelle puntate sulla donna-oggetto, usando Striscia la notizia come cassa di risonanza. Da quando ha smesso di trattare questo argomento, gli ascolti sono crollati.
24 novembre, 2009 alle 7:38 pm
(undicietrenta di 272)
24 novembre, 2009 alle 7:36 pm
Mi sarebbe piaciuto che Fellini fosse lasciato in pace.
Almeno in questo caso, intendo. Avrei voluto che uno dei film che più amo della storia del cinema italiano di questi 50 anni, ovvero "Amarcord", rimanesse in qualche modo lontano da questa contamperaneità melmosa, lasciato alla magia del Rex e della Gradisca, che "si sposa e se ne va", con quella strepitosa musica di Nino Rota, che è forse la più bella tra le sue colonne sonore.
E invece neanche per niente.
E come stupirsi in questa Italia senza etica (magistrale l’articolo di Eugenio Scalfari su "Repubblica" di domenica scorsa, proprio sulla morale) ridotta a un lumicino della decenza, brutta come non era mai stata dal dopoguerra a oggi? In questa Italia brutta per la sua incapacità di far intravedere anche solo un barlume di speranza e di ripresa, la Escort più famosa d’Italia ci delizia con un autobiografia. La "Escort più famosa del mondo" non è un’esotica bellezza lontana e fantasmagorica, e non è neppure una ex Bond-girl che cinicamente ha scelto di guadagnarsi da vivere in un modo diverso, tra ville negli emirati con i bagni in oro massiccio, e ricchezze da mille e una notte. Ma una signorina che è stata in qualche modo l’apripista il prototipo di tutto quanto sta accadendo negli ultimi tempi. Quella Patrizia D’Addario, con il vizio del registratore nella borsetta, rigorosamente con nastro magnetico, ha scritto un’autobiografia intitolata "Gradisca Presidente". Titolo frutto del talento indiscusso di Francesco Aliberti, l’editore che lo ha pubblicato.
Come i più giovani e i più distratti forse non sapranno, la Gradisca era la prostituta romagnola che il giorno che arriva il Re Umberto I da quelle parti per varare il "Rex", gli si offre, a gratis, ovviamente, dicendogli: "Gradisca, maestà". L’episodio è figlio dell’immaginazione onirica di Federico Fellini, e nel film ha qualcosa di magico, e impalpabile, come la neve e i lampioni accesi nella notte davanti al Grand Hotel di Rimini. Immaginare la D’Addario che dice: "Gradisca Presidente" è quasi un’eresia, per felliniani e non felliniani.
In questa Italia melmosa, ci voleva anche questa.
[Undicietrenta, Cotroneo, 24 novembre 2009]
24 novembre, 2009 alle 7:31 pm
no. pensa un po’, voglio dirlo a minzolini, vespa, lerner, santoro, fede, piroso, giorgio gori, fazio, liguori, giletti, guardì, costanzo, piersilvio, brachino, mimun, ecc. ecc. ecc.
il punto è che la questione ‘veline’ era ben diversa, e riguardava un modello culturale .
24 novembre, 2009 alle 7:24 pm
Dillo alle varie Maria De Filippi, Bianca Berlinguer, Monica Satta, Simona Ventura,Milena Gabanelli!
24 novembre, 2009 alle 7:15 pm
cara marla, chiedo venia per non aver letto l’articolo di repubblica. una colpa così grave è impossibile da cancellare
comunque le mie stupidaggini mi sembrano quasi più serie del titolo ‘la tv è donna’..
24 novembre, 2009 alle 7:06 pm
No Heiner, mi riferisco all’articolo di Repubblica comparso ieri intitolato "la tv è donna" e che ha dato vita a tutta questa discussione. Magari se leggessi di più eviteresti di dire certe stupidaggini. se riesci a leggerlo troverai tutte le spiegazioni a tutte le lacune che palesi nel tuo intervento!
Ciao e leggi di più prima di straparlare.
24 novembre, 2009 alle 6:47 pm
la tv è donna…
interessante filosofia.. è un’analisi della tv come tubo catodico?
oppure ti riferisci al numero di direttori donna di canali tv e di tg?
oppure al numero di prostitute presenti in tv?
la tv è donna…
24 novembre, 2009 alle 6:36 pm
262 sono d’accordo con te stavolta il nostro Gad ha fatto cilecca!
24 novembre, 2009 alle 5:43 pm
a me tutta questa querelle sul velinismo non mi era piaciuta dall’inizio. La trovavo inappropriata proprio per noi donne. Come se avessimo dovuto prendere coscienza di un problema che coinvolgesse tutto l’universo femminile. Come se le veline in televisione fossero una sorta di cancro per l’immagine femminile. L’attualità politica, ci dimostra il contrario. Poi questo articolo di Repubblica non dice niente di nuovo. Si sa che la tv è donna e in televisione il sesso debole è quello maschile. Alla fine con sta battaglia Gad hai fatto davvero tanto rumore per nulla! Era meglio tacere e te lo dice una donna.
Marla
24 novembre, 2009 alle 4:43 pm
Tempestivo, bravo
24 novembre, 2009 alle 4:28 pm
A proposito di sta storia del velinismo, ho scoperto che in realtà Gad non è stato il solo a far parlare le veline che si sono ribellate a la sua lavata di capo. In realtà la bella Canalis, in coppia con Maddalena Corvaglia, aveva addirittura condotto una puntata di Striscia la Notizia.
Antonio
24 novembre, 2009 alle 3:44 pm
Si anch’io ho sentito alla radio la bacchettata a Gad. Dicevano che a sto giro hai preso una cantonata!!!
24 novembre, 2009 alle 1:58 pm
x 255 prima dimostrino di avere pagato le tasse.
24 novembre, 2009 alle 1:28 pm
Si l’ho letta la Menzani. Alla fine con sta donna-oggetto non si è parlato di niente e non si è scoperto nulla. Dal punto di vista giornalistico, era più significativo parlare di trans ed escort, sicuramente più dannose per l’immagine della donna di quanto potessero essere le veline. Angelo
24 novembre, 2009 alle 12:51 pm
A proposito del commento 258. Non ho sentito la radio, ma la Menzani su Libero ha ripreso l’articolo di Repubblica, non risparmiando una frecciatina a te Gad. Alla fine la donna-oggetto di cui parli tu, non può essere riconducibile ad uno stereotipo come la velina, che di certo non possono essere demonizzate come il grande male per le donne di oggi.
24 novembre, 2009 alle 12:23 pm
Caro Gad, ho sentito stamane alla radio il commento ad una notizia apparsa ieri su Repubblica, che parlava del potere delle donne nella tv. Sentivo che il giornalista nel commentare questa notizia, non ti ha risparmiato qualche critica, riferendosi proprio alla tua battaglia morale contro la donna-oggetto. A questo punto non potevo non fartelo presente e non commentare sul tuo spazio. Infatti per mesi ci hai proposto puntate del tuo infedele contro la donna-oggetto e alla fine il "nostro" Repubblica, stravolge l’assioma decretando che in realtà le donne sono le vere protagoniste della tv italiana, grazie alle loro capacità e alle tante qualità. E nell’articolo di ieri si parla di tante tipologie di donne, dalla meno avvenente Annunziata, alla patinata Marcuzzi, tutte protagoniste indiscusse di programmi importanti. Quindi dov’era il problema?
Giulia
24 novembre, 2009 alle 12:23 am
"Silvio Berlusconi rivela l’aspetto patetico, bisognoso di sicurezza, che è proprio di ciascuno di noi, ma in misura infima, grossolana, anacronistica".
Non lo trovo patetico, semplicemente realistico.
"Pensi ai dieci metri quadri in cui riceveva i clienti Brenda e, nella sostanza, capisci che il nucleo della relazione è il medesimo: parimenti fasullo, degradante. Il piacere profondo, fisico è sentimentale, si trova altrove."
Fasullo?
Non credo proprio, questo mi stupisce da parte sua, Gad.
Fasullo, degradante ? parole da moralista.
Altrove?
Ognuno, se non delinque, e ovvio, è libero di cercare il piacere dove e come gli pare.
Abbiamo vissuto invano il 68?
La restaurazione del moralismo di Stato ci ha obnubilato il giudizio, quando si tratta di sesso?
Boh?
24 novembre, 2009 alle 12:15 am
@ Umberto Cuccia 255
Perchè siano veri ammortizzatori sociali certi "massaggi" dovrebbero essere a spese dello Stato, passati dalla mutua…
23 novembre, 2009 alle 11:45 pm
trovo molto giusto e democratico dare ammortizzatori sociali ai lavoratori autonomi disoccupati
23 novembre, 2009 alle 11:36 pm
Ma se per questo dubito che l’etica ebraica sia particolarmente diversa:
una attenta lettura del magistrale saggio:
David Biale "L’eros nell’ebraismo. Dai tempi biblici ai giorni nostri"
La Giuntina, Firenze,2003
palesa che andare a puttane non è vietato dal Talmud.
23 novembre, 2009 alle 11:19 pm
Dimentichi che Piero Marrazzo è un cattolico praticante . Un’ etica cattolica formalmente troppo rigida , può portare a una doppia condotta e all’autodistruzione,anche perchè è fondamentalmente "poco economicista"… Calcolare , prima,costi e benefici è peccato, per il cattolico.
23 novembre, 2009 alle 11:01 pm
Comunque è normale che Gad scriva queste cose nel suo blog considerato che lo può leggere anche l’ Umberta.
Anche Piero Marrazzo pubblicamente diceva le stesse cose…
23 novembre, 2009 alle 10:55 pm
Oddio che scandalo !!! Non ti credo… quando ne avrai una, poi ne riparliamo