Questo articolo è uscito su “Vanity Fair”.
Del libro-memoriale di Patrizia D’Addario, dal titolo felliniano “Gradisca, Presidente” (scritto con Maddalena Tulanti, pubblicato da Aliberti Editore), per ora ho letto solo l’anticipazione su “Il Fatto Quotidiano”. Mi è bastato per apprezzare il coraggio di questa donna che si espone dolorosamente –quali che fossero le ragioni della sua duplice, squallida visita a Palazzo Grazioli- ma nello stesso tempo mi ha trasmesso una sensazione mortifera. Quasi che la bella signora barese a cui tutti danno del “tu” per via del mestiere esercitato, portatrice di una storia zeppa di violenze senza che gliene ritorni indulgenza alcuna dai benpensanti, toccando il Potere e gridandolo trasmettesse il disagio della cattiva coscienza di un intero paese di puttanieri.
Mi scuserà, Patrizia D’Addario, e del resto se è superstiziosa saprà benissimo che accostamenti del genere portano buono, ma leggevo lei e pensavo a Brenda, la transessuale di 32 anni finita anch’essa in un gioco talmente più grande di lei da rimetterci la vita venerdì 20 novembre 2009, dopo le 4 del mattino, rientrata nel suo monolocale al termine di un’altra notte romana di ordinaria prostituzione.
Chissà chi è stato l’ultimo cliente di Brenda. Se l’abbia attirato, eccitato la celebrità conseguita insieme allo spavento da quella figura tormentata, incapace di dominare il gioco in cui veniva adoperata da un presidente di Regione, dei carabinieri, dei pusher di polvere bianca e di filmati opachi.
Brenda e Patrizia, ombre d’infelicità che aleggiano sul potere italiano adoratore del proibito, innamorato del suo stesso corpo, inappagato nella sua ricerca artificiosa del piacere. Non si offenda dell’abbinamento, signora D’Addario. Sapesse quante se ne dicono sul suo conto. Ma come? Date retta a una prostituta? Una che vendeva il suo corpo per una licenza edilizia? Una che tradisce il cliente registrandone i sospiri e per poi venderli ai suoi peggiori nemici?
Vorrei tanto che, se non altro per compassione (sentimento nobilissimo, quando è sincero), lei non accampasse distinguo di genere sessuale o di rango sociale nei confronti di Brenda. Pur nelle vostre differenze personali, restate entrambe ai miei occhi infinitamente più rispettabili dei vostri clienti, paganti o utilizzatori finali, camionisti o presidenti che fossero.
Le scene e i dialoghi descritti da Patrizia D’Addario nell’harem dove l’hanno trasportata a bordo di un pullmino dai vetri oscurati, e dove la prima volta risultò la preferita fra venti altre, la seconda volta solo fra tre, “molto carina”, grondano d’imbarazzo. Risultano patetici soprattutto i dettagli riguardanti il maschio attempato che vi usava per ripetere a se stesso: “Piaccio ancora, tutte queste donne mi dicono di sì per via del mio fascino”. Anche se in fondo al suo cuore sapeva benissimo che i motivi della sottomissione femminile tributatagli erano altri.
Con la trans Brenda i meccanismi erotici saranno stati un po’ diversi, che importa. Ma in comune ritrovo l’illusione che il sesso sia una merce come le altre, scambiabile nel meccanismo di una compravendita attraverso il denaro, il baratto, la concessione, il raggiro.
I potenti che presso di voi andavano in cerca di un’autenticità di relazione intima perduta, ne traggono un’infelicità non diversa da quella provata dai loro sudditi. Tanti di noi vorrebbero un baldacchino con materasso putiniano a tre piazze. Sottovalutando come ci si possa sentire soli lì in mezzo.





25 novembre, 2009 alle 2:17 pm
con poltrone e sofààà!!!!
beato che glielo fa
25 novembre, 2009 alle 2:16 pm
PD: anche questa l’hai disegnata tu?
SB: questa è una mia idea ma non l’ho disegnata io. ma guarda che roba…com’è fatta. questo è un mio amico che me l’ha fatta. che mi fa tutte le cose…io mi faccio una doccia anch’io… e poi, poi mi aspetti nel lettone se finisci prima tu?
PD: quale lettone.. quello di putin?
SB: quello di Putin
PD: ah che carino..quello con le tende
25 novembre, 2009 alle 2:15 pm
Ehy tempesta, non fare la furbetta non attacca con tutti.
solo con bullio cesarenzo per la cronaca.
Sulla UE non c’è bisogno che cerchi la nota era relativa al tuo essere informata. Sul tuo esempio invece non c’è traccia in internet.
E grimilde ha fatto il resto.
Ci vuole coraggio a fare ciò che ha fatto la signora d’addario e non parlo dei pompini (di quello parlano gli esperti/e)
saluti
25 novembre, 2009 alle 2:14 pm
pecunia non olet..
poi molte escort sono compiaciute dal fare sesso..
altrimenti non farebbero il mestiere che fanno (fonte ufficiale)
25 novembre, 2009 alle 2:14 pm
Caro Marconzo Non sono d’ accordo con il tuo 116 si vanno a rispolverare verbali sui mai riscontrati rapporti «finanziari» di Berlusconi coi boss Bontade.
Sono molto scettico (vedi un post precedente x Mission ) sulla possibilita’ di arrivare ad alcunche’ documentalmente valido per un rinvio a giudizio. Anche se fosse tutto vero, nella mafia si stringono le mani, non si danno ricevute.
Ma il tuo 116 parla invece di indagini fatte strumentalmente. Bene ci si potrebbe levar subito di torno l’ accusa di aver riciclato soldi della mafia. Basta dire da dove vengono quei soldi. Ormai sono passati tanti di quegli anni e di prescrizioni che non c’e’ piu’ nulla da temere. Berlusconi da Vespa potrebbe chiarire anche perche’ ha chiamato un certo Mangano, a custodire casa sua. Tu l’ avresti fatto ? Sono macigni che penalmente valgono zero, ma che al buon senso parlano piu’ di tanti processi. Non per tutti, certo …
25 novembre, 2009 alle 2:11 pm
Cesare ruffiano!
25 novembre, 2009 alle 2:10 pm
Tempy, il paluso di G.C. no, ti prego, fai qualcosa…
sgrunt, mi è scivolato il mascarpone da vecchia rossa di regime sulla G e sulla C
uffi!
25 novembre, 2009 alle 2:07 pm
Tempy, bella dentro e son certa pure fuori.
vada a ramengo la tastiera, non posso non salutarti.
la D’Addario è certo diversa dalle vittime di uomini rapinosi e violenti, ma pur sempre una professionista. Che poi guadagni di più di una badante, certo. ma sul coraggio non so..
mettersi contro la corazzata berlu non credo sia poi così semplice.
Forse sta rimpiangendo di non aver taciuto, forse ricattata da politicanti di sx o dx, nun zo…
Gureggio troppo, lo so…ma a mia discolpa c’è il mestiere che fo nei ritagli di tempo, l’età non più tempestosa
…e dicerto la presunzione…
torno alle mie marmellate, salamini, grignolini dei festeggiament da mercolèdì – giorno di feste! . la domenica il casrico di lavoro si raddoppia per la sottoscritta.
Ciao creatura lieve, fantasiosa, affacciata sulla vita con tutti gli "attributi": Artigli, zanne, e acume.
Con quel tanto di dolcezza che male non fa mai!
25 novembre, 2009 alle 2:05 pm
In effettti chiamiamo le cose con il loro nome…per fare un pompino ci vuole stomaco piu’ che coraggio! poi un pompino alla prostata…(…) signora patrizia cara, lei si che a culo e stomaco!
25 novembre, 2009 alle 2:02 pm
Voglio anch’io uno scudo per non pagare le tasse
Cuffaro, chiesto il rinvio a giudizio
Si pensa a uno scudo per i reati di mafia
La Procura di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio per il sentaore Udc Salvatore Cuffaro, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. La richiesta, arrivata al gup Vittorio Anania, è firmata dal pm antimafia Antonino Di Matteo e dal procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo.
Nel provvedimento, come scrive il "Giornale di Sicilia", i pm utilizzano molti degli elementi del processo sulle "talpe" nel quale, in primo grado, l’ex presidente della Regione Siciliana era stato condannato a cinque anni di reclusione. Secondo l’accusa, rispetto al dibattimento delle "talpe" ci sarebbero fatti nuovi. Al senatore viene contestato dai pm «di avere rafforzato in maniera sistematica e continuativa l’associazione mafiosa»
Il Pdl ha votato compatto per il no all’arresto di Cosentino. Ma l’ala finiana spero adesso in un passo indietro del coordinatore campano del Pdl se non dal governo almeno rispetto alle Regionali. «Cosentino non fa bene a insistere nel candidarsi alla guida della regione Campania. In tutto il centrodestra è opinione diffusa che sarebbe più utile un passo indietro di Nicola Cosentino, che alla fine credo ci sarà», avverte Flavia Perina, deputata del PdL e direttore del Secolp.
Fini e co. soliti bolscevichi
25 novembre, 2009 alle 2:01 pm
106
Brava Tempestina, una lezione con i fiocchi a Gaddino, ormai totalmente accecato dall’odio antiberlusconiano.
Ci voleva una giovane donna ancora in grado di ragionare per dire le cose come stanno.
Brava.
‘Sti marziani tra OGM, trans e prostitute ormai hanno perso completamente la bussola.
Eh, eh, buon sangue non mente, non per niente sei la mia prediletta su questo blog, altro che quelle vecchie babbione delle scorie sovietiche.
Prendete lezioni da Tempestina vecchie pollastre rosse.
Giulio Cesare
25 novembre, 2009 alle 2:00 pm
Cara Tempesta, che dire, si aggrediscono le veline e striscia e poi si difendono le prostitute di lusso.
25 novembre, 2009 alle 1:51 pm
@ 134 Grimilde
Ciao Grimy-guru.
i fa immenso piacere rileggerti. Bentornata.
Io penso di non sia così. Per fare il mestiere della badante ci vuole molto coraggio, invece.
Si ha a che fare spesso con persone che soffrono e non godono di buona salute. A livello empatico è un lavoro massacrante.
A vedere chi soffre, si soffre.
Molte delle persone che fanno questo lavoro, si affezionano agli anziani e fanno straordinari non pagati spontaneamente, per fare un veloce controllo sulle piaghe.
Passano notti intere sveglie. Rinunciano a fare una vita normale e si sacrificano ogni giorno per pochi soldi, perchè non tutti gli anziani sono benestanti, anzi.
Si industriano modi per migliorare l’autonomia dei loro accuditi, con idee a dir poco geniali.
I soldi della prostituzione sono soldi facili.
D’Addario non era mica una schiava del sesso. Era una che voleva soldi faticando poco.
Le badantio sono oro.
Le D’Addario latta. (e non parlo di tutte le prostitute, parlo di lei, che pensa solo ai soldi e poi si eleva a martire).
25 novembre, 2009 alle 1:51 pm
sono distratto dal sesso femminile…e le trascino nel vortice della fine del mondo…
2012 non succede una mazza di nulla….
moriremo de fame…ancora un pochetto..nulla piu’
25 novembre, 2009 alle 1:50 pm
Oggi è il mio giorno di semi-libertà, vi leggo ancora con curiosità e piacere, ma nel frattempo mangio il rancio, finalmente sola soletta…
e soprattutto dando soddisfazione ai gusti personali, che nel cibo sono asai eterogenei e disordinati.
Dunque insultatemi a piacimento, onde non impiastricciare la tastiera che condivido con la family, la ritiro per un tot
25 novembre, 2009 alle 1:44 pm
@ 131 Marconzo
Quello si chiama "stomaco", non coraggio.
Marconzo, ci avviciniamo al 2012. Fossi nella D’Addario, mi pentirei…
(ultimamente ti sei dimenticato della tua missione apocalittica)
25 novembre, 2009 alle 1:43 pm
tempy, credo la prostituta.
Si rischia asswai di più.
Se poi la badante è regolarizzata, ha pure tutte le garanzie relative.
Se ti hanno rapinato passaporto, dignità, affetti, come tante che vendono il corpo in una parte pur sempre manuale, ma più intima,
stai ben peggio…
Un saluto affettuoso!
Grimilde perchè Deanna, coi tempi che corrono, mi andava stretta
25 novembre, 2009 alle 1:41 pm
@ 128 Solaris.
C’è un motore di ricerca chiamato Google, il cui uso è tanto semplice da potersene servire tutti.
Cerchi lì la posizione dell’UE. Troverà qualcosa.
Non è mia abitudine fare ricerche o prendere appunti prima di intervenire su un blog.
Se vuole dettagli se li cerchi lei.
Ps. Buffo come una persona nuova ci conosca tutti e lecchini Gad…
25 novembre, 2009 alle 1:39 pm
Oscillerà tra 9mila e 9.500 la cifra di tagli al personale prevista da General Motors per riorganizzare Opel in Europa. Il piano sarà presentato ai sindacati e intanto GM preme per un nuovo pacchetto di aiuti dalla UE
Mancano ormai poche ore alla presentazione del piano messo a punto da General Motors per la riorganizzazione di Opel. Il progetto sarà presentato nella giornata di domani ai sindacati e, stando alle prime informazioni, dovrebbe contemplare una consistente riduzione del personale tesa a ridurre le spese e risollevare le sorti della controllata europea. Una eventualità che potrebbe incontrare la ferma opposizione dei sindacati, rendendo più difficile i progetti della società statunitense.
25 novembre, 2009 alle 1:38 pm
il coraggio di fare la prostituta è altissimo
25 novembre, 2009 alle 1:37 pm
@ 124 Solaris
Il mio? Della mia persona?
Sono forse stata messa in discussione dalla cronaca e devo spiegazioni a qualcuno?
E’ la D’Addario che cerca soldi dalla fama e si sottopone a giudizio.
Si prende ciò che cerca. Devo per forza dare un giusizio positivo?
E’ più coraggioso fare la badante o la prostituta? Rispondi tu.
25 novembre, 2009 alle 1:36 pm
…c ene fossero di d’addario in italia…servirebbero almeno 2 milioni di d’addario…
e vedi che nazione ti tiro fuori..
25 novembre, 2009 alle 1:36 pm
Finalmente signora tempesta, anche lei è molto efficace quando riporta le notizie.
saluti e non si offenda se la d’addario ha più coraggio di altre.
25 novembre, 2009 alle 1:34 pm
Qualcuno dice" che il Pdl "non deve essere una caserma, ma come hanno detto Cicchitto ed altri non puo’ essere nemmeno un luogo di improvvisazione. Credo che alcuni, soprattutto sui temi della mafia ed altre questioni, dovrebbero essere i primi a dire che noi siamo i campioni della lotta per la legalita’. C ‘e’ un limite a tutto e qualcuno a volte supera quel limite, Ma sono solo dei ‘peones’". Lo ha affermato il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri, ospite de ‘La Telefonata’ di Maurizio Belpietro su Canale 5.
:da dagospia
25 novembre, 2009 alle 1:32 pm
ma da poltronè e sofaàààà
beato chi glielo fa.,…
25 novembre, 2009 alle 1:32 pm
@ 120 INK
Anche Amnesty ha lanciato l’allarme per la sicurezza dei rom in italia.
Probabilmente interverrà anche l’UE, dall’ultima ispezione nei campi nomadi il giudizio è stato all’incirca "condizioni disumane e vivono nella paura".
Le immagini di Milano sono tremende, la gente persa, i bambini nella confusione, anziani con grossi carichi sulle spalle per il trasloco (dove???)….
25 novembre, 2009 alle 1:29 pm
I buoni esempi devono esser sempre sopra tutti, non pensa signora tempesta?
Oppure vuole nascondere il suo esempio?
saluti
25 novembre, 2009 alle 1:28 pm
E’ anche instancabile nel suo copincollaggio, signor ink, ottimo.
saluti
25 novembre, 2009 alle 1:27 pm
chiamate l’accalappia cani
25 novembre, 2009 alle 1:27 pm
@ Salutaris
Li ho elencati nel primo post che ho scritto.
25 novembre, 2009 alle 1:26 pm
OT ..e un appello, che l’estate di St. Martino sta per finire
Rom e Sinti: appello urgente
Nelle ultime settimane sembra tornata di attualità la cosiddetta “questione rom”. Come è accaduto in altri casi anche recenti, attorno alle minoranze rom e sinte si coagulano gli allarmi caratteristici delle politiche emergenziali e securitarie: ma stavolta, ci sembra, si sta facendo un preoccupante “salto di qualità”. Quasi che dalle parole minacciose si stesse passando ai fatti concreti.
A Cosenza, il Prefetto emana un ordine di espulsione per un gruppo di rom rumeni: un gruppo che, ad avviso del rappresentante del Governo, costituisce una “una minaccia concreta, effettiva e grave all’incolumità pubblica”. Cosa hanno fatto di tanto grave queste persone? Vivono in campi e in baracche, non hanno un lavoro né una dimora stabile. Tutto qui: il provvedimento del Prefetto non aggiunge altro. I rumeni, quindi, rappresentano una minaccia perché sono poveri, privi di mezzi di sostentamento. Mai in Italia l’equiparazione tra poveri e “categorie pericolose” era stata formulata in modo così netto, senza pudori né giri di parole.
A Roma, all’alba dell’11 novembre, le forze dell’ordine sgomberano le famiglie rumene dal campo Casilino 700. Nell’operazione sono coinvolte la Polizia di Stato, l’esercito, i vigili urbani e la Protezione Civile: un dispiegamento di forze evidentemente sproporzionato rispetto alla situazione. Baracche, tende ed effetti personali dei rom vengono distrutti dalle ruspe, mentre una ventina di capifamiglia sono tratti in arresto, nonostante non si sappia di cosa siano accusati.
Colpisce la tempistica di questi due episodi: nel giro di pochi giorni, un rappresentante del Governo e un Sindaco schierato con la maggioranza berlusconiana lanciano una campagna di aggressione contro una minoranza fragile e discriminata. Il copione non è molto diverso da quello cui abbiamo assistito altre volte in questi anni: una coalizione politica in crisi di consenso cerca di rilegittimarsi indicando un facile “capro espiatorio”, un “bersaglio” su cui scaricare le ire dei cittadini.
Così l’Italia del Governo Berlusconi dichiara guerra ai rom. Indica il “pericolo pubblico” in una minoranza di 170 mila persone, per metà donne, per metà bambini, per metà cittadini italiani. La guerra ai più deboli sta diventando la cifra della nuova Italia guidata dal centro-destra.
Intanto, altri eventi contribuiscono a creare un clima favorevole a queste scelte del governo.
Ad Alba Adriatica, vicino Teramo, un episodio tragico, un brutto fatto di sangue diventa il pretesto per criminalizzare un’intera comunità. Il colpevole è un rom, dunque tutti i rom sono colpevoli: questa è l’operazione condotta in modo spregiudicato da una parte della stampa e dei mass-media del nostro paese.
A Pisa l’amministrazione comunale – guidata dal centro-sinistra – decide di chiudere il programma “Città Sottili”: interrompe cioè uno dei tentativi più avanzati in Italia di superare i “campi nomadi”, e di garantire ai rom il diritto alla casa (perché, contrariamente a un diffuso pregiudizio, i rom non vogliono abitare nei campi-ghetto in cui sono stati confinati).
Il Comune di Pisa lancia così un segnale in sintonia con le scelte del Governo Berlusconi: un brutto segnale di “trasversalità” politica, proprio quando invece sarebbe importante affermare e praticare scelte politiche e culturali differenti.
Questi episodi disegnano, nel loro insieme, un mosaico inquietante, che deve preoccupare tutti. Si sta consolidando in Italia una vera e propria “guerra ai rom”. Finora teorizzata ed evocata, parzialmente praticata (come nel caso del censimento dei bambini rom nell’Estate 2008), ma mai attuata con espulsioni e allontanamenti sistematici. Il rischio è che gli episodi di questi ultimi giorni rappresentino un drammatico “salto di qualità” in questo senso.
Per aderire: sergiobontempelli@interfree.it
25 novembre, 2009 alle 1:21 pm
Ci puo’ fare il suo esempio signora tempesta?
Saluti
25 novembre, 2009 alle 1:20 pm
@ Nic
Si può sempre scegliere. Non si può ammirare qualcuno che per diventare ricco in tasca paga il prezzo di diventare povero di spirito.
D’Addario= cattivo esempio.
25 novembre, 2009 alle 1:20 pm
signora tempesta, troll ci sarà lei quando non ha nulla da dire.
saluti
25 novembre, 2009 alle 1:17 pm
(WSI) – Se tutto va come certi pm siciliani sognano vada, per Silvio Berlusconi l’aggressione al «patrimonio» di famiglia avvenuto con la condanna al risarcimento da 750 milioni di euro per il Lodo Mondadori, rischia di rappresentare uno sgradevole antipasto. Perché l’obiettivo finale che taluni magistrati si sarebbero prefissati inseguendo le parole dei pentiti e taluni flussi finanziari ritenuti sporchi, punterebbe a indagare il premier per concorso esterno in associazione mafiosa e poi, in tale veste, chiedere al tribunale l’immediata applicazione delle misure di prevenzione, personali e patrimoniali.
Con ciò arrivando al sequestro del suo intero patrimonio. L’abito criminale a cui si starebbe lavorando è lo stesso che anni fa si pensò di cucire su misura per il medesimo personaggio politico: quello della legge Rognoni-La Torre sulla confisca dei patrimoni dei boss. All’indagato per 416 bis possono essere infatti sequestrati, e successivamente confiscati, i beni di proprietà, e ciò indipendentemente dall’esito del procedimento penale.
Col risultato che se l’indagato per concorso esterno verrà assolto potrebbe vedersi comunque il patrimonio sequestrato nel caso in cui non riuscisse a dimostrare fino in fondo la provenienza lecita della stesso. Per legge oggi basta il «sospetto» che il capitale in oggetto sia di provenienza mafiosa. È necessario che sussistano meri «indizi» che il patrimonio s’è formato anche grazie all’apporto mafioso, indizi assemblabili con la chiamata in correità (non riscontrata) dei pentiti. Ma c’è di più. L’onere della prova non ricadrebbe sul pm bensì su Berlusconi: toccherebbe a lui dimostrare che ogni euro del suo capitale non s’è sporcato con Cosa nostra. In caso contrario, l’intero patrimonio risulterebbe aggredibile.
Seguendo questo percorso scatterebbero, come presupposto, anche le misure di prevenzione personali per sottoporlo a situazioni di limitazioni della libertà, ivi compreso il divieto «autorizzativo» che lo potrebbe privare finanche della possibilità di ricoprire incarichi pubblici o di svolgere l’attività di imprenditore. E se per la «patrimoniale» occorrono indizi sulla riconducibilità mafiosa dei soldi, per la «personale» bastano indizi ancora più blandi o semplici chiamate in correità, di quelle che abbondano al processo Dell’Utri o nelle indagini sulle stragi dal ’92 al ’94 aperte a Caltanissetta, Palermo e Firenze, dove l’argomento del giorno è sempre il Cavaliere. I pentiti, da Spatuzza a Grigoli, fanno a gara a parlare di Berlusconi «grazie al quale avevamo ottenuto tutto» (dice il primo) e di Dell’Utri, «il politico in contatto con Cosa nostra» (ribatte il secondo).
Proprio seguendo il filone finanziario, i pm di Firenze il 5 novembre scorso chiedono a Grigoli notizie sui «rapporti imprenditoriali» fra Dell’Utri e i boss Graviano trapiantati a Milano e ritenuti, dagli stessi collaboranti, i referenti diretti dell’attuale senatore del Pdl sotto processo a Palermo. Ossessivamente si stanno rileggendo atti già sconfessati, inerenti il «peccato originale». Cioè il presunto apporto «economico» della mafia alla nascente Forza Italia, atti disintegrati dai processi ma «riletti» sotto una nuova luce «finanziaria» che tiene conto di nuovi pentiti ma non dell’archiviazione a Caltanissetta dell’inchiesta per concorso in strage che vedeva indagati Berlusconi e Dell’Utri: ecco allora che si vanno a rispolverare verbali sui mai riscontrati rapporti «finanziari» di Berlusconi coi boss Bontade, Lo Iacono e Teresi, secondo le chiacchiere dei pentiti Cangemi, Di Carlo o Calderone.
Si riesumano i legami di Berlusconi, cessati nel 1973, con la Banca Rasini di Milano considerata solo dieci anni più tardi una lavanderia di denaro sporco; si rielaborano le risultanze del procedimento 6031/94 trasmigrate nel processo Dell’Utri per dimostrare una mai dimostrata ipotesi di riciclaggio finalizzata a coinvolgere Berlusconi; si cercano spunti all’originario rapporto del Ros di Caltanissetta del febbraio ’99 sulle 401 società riconducibili alla Fininvest; si ri-studia la perizia depositata al processo Dell’Utri su operazioni fra il Banco Ambrosiano di Calvi e la Fininvest Limited Gran Cayman; si lavora d’archivio soprattutto per un raccordo con l’attualità scaturita dalle dichiarazioni su Dell’Utri (e quindi Berlusconi) fatte da Massimo Ciancimino, figliolo di quell’ex sindaco mafioso di Palermo, don Vito, legatissimo all’imprenditore Zummo accusato recentemente dalla Dda di Palermo d’aver fatto sparire alle Bahamas parte del tesoro di Ciancimino senior quantificabile in 13 milioni di euro.
Riciclaggio, sospettano i pm, avvenuto con l’aiuto di Nicola Bravetti, socio fondatore della Banca Arner considerata dai pm l’istituto di credito della Fininvest, delle holding numerate dei figli del premier e del Cavaliere che vi ha personalmente depositato 60 milioni di euro. Per la cronaca, il pm che indaga sulla Arner è lo stesso che ha criticato il governo ad Annozero e che da mesi confessa il giovane Ciancimino dopo aver messo in croce il senatore Dell’Utri.
25 novembre, 2009 alle 1:17 pm
@ 113 Sig.Solaris
la smetta di trolleggiare.
25 novembre, 2009 alle 1:13 pm
signor nicola, se aggiunge le donne nere avrà ancora più ragione di tempesta?
saluti
25 novembre, 2009 alle 1:11 pm
Signora tempesta, mi dica.
eh, cosa?
25 novembre, 2009 alle 1:11 pm
Qui hai ragione da vendere!Tempesta!
25 novembre, 2009 alle 1:10 pm
@ salutaris
Eh?
25 novembre, 2009 alle 1:10 pm
signor ink, non ho capito si sa spiegare meglio?
saluti
25 novembre, 2009 alle 1:08 pm
#98 –
se lo sembrano, lo saranno certamente allora!
ps
ce la faccio anche facendo meno di Lei, S.
e molto volentieri.
si risparmi l’inutile fatica
25 novembre, 2009 alle 1:08 pm
signora tempesta, è sempre così internazionalista ?
Anche quando difende la sua regione?
saluti
25 novembre, 2009 alle 1:06 pm
l’italia non è primo mondo da quando il parassita regino si è insidiato a palazzo. l’avvocheto maroni è il braccio anarchico del cartello dei 200 mila avvocheti in seno al quale non si è ancora sviluppato un provvidenziale antivirus
saluti
25 novembre, 2009 alle 1:04 pm
@ Gad
Gad…… ….. …..
Ma ti pare???
Chi ha coraggio e merita attenzione sono le mamme del Malawi che sperano in un elemosina di 2 euro da parte dell’occidente per avere il farmaco antiAIDS per i loro neonati. Le donne in Afganistan che vengono trattate come animali privi di diritti e della libertà. Coraggiosa è la mamma di Neda, la ragazza uccisa mentre chiedeva la libertà in Iran, che dovrà vivere per sempre senza il sorriso della figlia.
Non questa donna, la D’Addario, che tutta la vita ha cercato e tutt’oggi cerca scorciatoie illegali e di malcostume per vivere nel lusso.
Che pena può fare???
Ho letto da qualche parte "del padre violento e fedifrago" (della serie: cominciamo bene!), poi che si prostituiva per ristrutturare un complesso o non so cosa comprato dal….padre!!!!
ma se hai sofferto e hai un minimo di dignità, ti prostituisci per ristrutturare una cosa che ti ha lasciato una persona che disprezzi e ti ha fatto soffrire??
Non è credibile.
E l’altruismo? "Le avevano promesso di aiutarla"? Ne aveva diritto?? Si ottengono così le cose??
Domande di lavoro normali ne ha mai fatte? Si è mai rimboccata le maniche, oltre la giarrettiera???
Come chiede Belpietro (e credimi…mi costa nominarlo!!!): di cosa campa adesso??????
Perchè non ha risposto???
Perchè se vuole vivere da brava persona, non le fai la domanda che hai fatto ad alcune all’Infedele:
la faresti la badante?
E’ onesto e c’è richiesta.
Sei liberissimo di parlare di coraggio…ma credimi:
non sei convincente.
Se fosse una persona a cui vuoi bene, parlesti di coraggio o ti verrebbe voglia di riempirla di mazzate e dirgli:
"Cresci, raddrizzati e vivi da persona normale e onesta. I soldi facili sono sporchi come le persone che li intascano.!
Lo faresti: e per il suo bene.
E’ una vigliacca che ha paura di lavorare sodo e che schifa più la vita umile (della maggior parte degli italiani onesti, lavoratori e con prole) piuttosto che gli ambienti corrotti e osceni della politica e della prostituzione.
Non è un esempio e non è da compatire. E’ la condotta di vita esecrabile
di una persona che ha scelto consapevolmente "l’errore" e ancora ci lucra.
Basta D’Addario.
W le donne col sorriso pulito e il golfino dell’anno scorso.
Ps. Non ti credo quando la difendi. Non ti credo proprio.
25 novembre, 2009 alle 1:04 pm
i giudici che indagano narcos e chi lava soldi sporchi anche provenienti da stati esteri però saltano in aria in entrambi i paesi
25 novembre, 2009 alle 1:03 pm
OT ..un letto
Ospita l’alunna rom dopo lo sgombero
"Non potevo lasciarla a vivere in strada"
Stefania Faggi insegna da quasi quarant’anni a Milano ed è ancora piena di entusiasmo nel suo lavoro. È stata lei la prima nel quartiere dell’Ortica ad aprire le porte di casa a una dei rom sgomberati dall’ex fabbrica di via Rubattino
«Non avrei mai potuto tornare a casa, a dormire nel mio letto, se Cristina fosse rimasta in strada. Non avrei chiuso occhio pensando a lei e alla sua famiglia sotto il ponte, al freddo. Perché l’ho fatto? Che senso ha questa domanda? Non sarei una persona normale, sarei un essere disumano se non mi fossi portata quella bambina a casa e se non avessi cercato un posto anche per la sua famiglia».
(…)
Non è isolata la maestra Stefania. Almeno altre tre sue colleghe hanno fatto la stessa scelta e anche alcune famiglie della scuola si sono portate a casa parte degli zingari sgomberati da via Rubattino. «Non ci siamo nemmeno messi d’accordo. È stata una decisione spontanea, presa a tarda sera, quando ci siamo accorti che dalle istituzioni non sarebbe venuto alcun aiuto».
(21 novembre 2009)
25 novembre, 2009 alle 1:00 pm
signor luther, tra l’italia e la colombia non esistono moltwe differenze in tema di rapporto percentuale tra politici protetti e cittadine/i senza protezione.
200 mila parassiti sono un cartello, parassita, inquietante.
saluti
25 novembre, 2009 alle 12:55 pm
ora come ora caro mission io tra Bogota’-Medellin-Cartahena e Milano-Roma-Napoli sceglierei la Colombia ……
25 novembre, 2009 alle 12:50 pm
signora maestrina, il signor mendez (brenda) è morto mentre la signora d’addario rischia. I 200 lobbisti parassiti, avvocheti, non hanno fatto nulla tranne uno.