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Dalla Svizzera un bruttissimo segnale

domenica, 29 novembre 2009

il Bastardo

Dalla Svizzera un bruttissimo segnale

La maggioranza che vota contro i diritti della minoranza, oltretutto ignorando la raccomandazione in senso opposto proveniente dalle forze politiche moderate di governo e opposizione. La vittoria dei “Sì” nel referendum svizzero contro i minareti rappresenta un pessimo segnale. Tira una brutta aria da ambo le parti della nostra frontiera settentrionale. Le conseguenze di questa anacronistica, discriminatoria e pretestuosa “difesa delle tradizioni” rischiano di avvelenare la civile convivenza. I vincitori mistificano lo spirito religioso. Non sono dei patrioti ma degli irresponsabili. Però sono vincitori, e denotano che la classe dirigente -sia di destra che di sinistra- non è stata capace di esercitare un ruolo di guida, sempre necessario in una democrazia che non voglia trasformarsi in dittatura della maggioranza.

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Articolo di:

Gad - che ha scritto 2656 post su Gad Lerner.

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Commenti per questo articolo

[7] 6 5 4 3 2 1 » Mostra tutti i commenti

  1. 306
    ignaz scrive:

    DEMOCRAZIA DIRETTA E MINARETI, DOVE STA IL PERICOLO?
    (continuazione tagliato)
    E la cosa ha un senso, eccome, ma voi non vi accorcete, non è posibile spesso neppure per le voci svizzere che pensate siano rappresentative.
    La Svizzera va letta federalmente e va dato atto che il popolo svizzero non è l’UBS (americanizzata / managerializzata o globalizzata) non è la Nestlé (retta peraltro da un simpatico austriaco come dice Jean Ziegler in "We feed the world")… potrei continuare ma è solo un blog.
    Probabilmente lei Gad subisce l’influsso di svizzeri o svizzere con cui viene in contatto con la sua attività (recentemente ha ospitato per es. un leghista ticinese che si lancia a parole contro tutto.. quando il Ticino non è leghista, perfino i leghisti è forzato vederli all’italiana, ma più complicato, frastagliato come si addice alla Confederazione, complesso da capire; per es. in Ticino almeno il 50% o non vota o non vuole allinearsi più ai partiti proporzionalmente rappresentati nei Municipi e nel Cantone, compresa la Lega ticinese – prodotto confezionato probabilmente dai liberisti di destra, mentre è quasi inesistente l’Unione Democratica di Centro UDC che ha lanciato questa iniziativa e che in Svizzera tedesca è un caso altrettanto frastagliato con origini agrarie…). Insomma la Svizzera è così, complicata come il resto del mondo di cui facciamo parte e con cui conviviamo. E’ del potere, che gioca sul tifo, si aggrega e si accentra, che bisogna avere una fisiologica naturale avversione.
    Con Cordialitä.

  2. 305
    Ignaz scrive:

    DEMOCRAZIA DIRETTA E MINARETI, DOVE STA IL PERICOLO?
    La conoscenza della Svizzera e del suo modello di democrazia diretta e federalista è sempre stata scarsa in Italia. Infatti non va bene per l’Europa. Eppure molte amiche e amici italiani che vivono da anni in Svizzera sanno apprezzarla.
    Sapete per es. che far passare una iniziativa in Svizzera è arduo e che non basta la maggioranza del popolo sovrano? Sapete quante iniziative e quali sono passate negli ultimi 30 anni? O cosa significa federalismo capillare? Per una persona che fa politica in Svizzera – la possibilità di votare anche per gli stranieri è federalmente aperta – i politici, come li conoscete da voi, in fondo devono contare poco, mentre contano di più le assemblee in molti comuni svizzeri più delle deleghe – anche se i media si affannano a mettere in vetrina "i delegati e gli amministratori" e tentano di coltivarne l’immagine e di spettacolarizzarli (e ci si mette forse anche Gad anziché cercare di meglio?) quando in fondo sono servitori della cosa pubblica – del resto non abbiamo un presidente se non per puro titolo di turno, per es. chiamare i ministri per comodità i Consiglieri federali è sbagliato e trae in inganno – anche se la Svizzera subisce come voi la deriva globalizzatrice e mondiale dell’accentramento del potere..).
    Ecco questo è il vero pericolo, non il voto svizzero sui minareti che si deve vedere più modestamente come manifestazione di insofferenza "al potere" quindi esattamente il contrario del montare di destre condotte da qualche anima o leader. Non penserete seriamente che ci siano "leader" in Svizzera, o che possa da noi attecchire e avere vita facile? E’ anche un bene, la cosa è qui sottile da spiegare, perché è forse uno di quei misteri di una Svizzera che fa sorridere vedere dipinta ricca, egoista, xenofoba, toblerone – ormai prodotto in Germania – ecc. ecc..
    Purtroppo anche lei Gad dimostra di comprendere male la situazione.
    Semplifica quando non è il caso per la Svizzera, né lo sarebbe per l’Italia, ma i dibattiti troppi e mediatizzati questo fanno e spesso non concludono nulla.
    La Svizzera è un caso a parte – ognuno è un caso se si vuole – come disse bene una volta il sindaco di Amburgo definendola "un’opera d’arte politico culturale che si spera rimanga tale per il bene dell’Europa". Un pensiero rispettoso lo ebbe anche Prodi quando fu presidente della Commissione europea (un organo non esattamente prodotto di democrazia, completamente scollegato dal più rappresentativo Consiglio d’Europa di cui la Svizzera fa parte).
    Questa iniziativa diciamo architettonica è stata votata da un popolo che in Ticino ha saggiamente bocciato sgravi fiscali per le persone giuridiche. La Lega ticinese è favorevole agli sgravi e appoggia la classe ricca che fa affari con gli italiani… ricchi o arricchiti… Complicato?
    Qui ognuno tira l’acqua al suo mulino ma in Svizzera i mulini non girano bene come la TV e i politici vorrebbero far girare. E

  3. 304
    Eric scrive:

    Proprio un bruttissimo segnale: Video della tv svizzera. "Dobbiamo affrontarli fisicamente": Borghezio lancia una scuola per "soldati politici"
    Chiaro ed Esaustivo vale più di 1000 commenti:

    http://danielesensi.blogspot.com/

    Questo poi supera anche pit.

  4. 303
    Marcello scrive:

    Ma io non ho capito.. ma la democrazia va bene solo quando vi pare???

  5. 302
    italiano scrive:

    .
    .

    SONDAGGIO: LA MAGGIORANZA DEGLI ITALIANI DICONO NO A MINARETI E MOSCHEE.
    .

    60,3% degli italiani residenti in Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna,

    cioe’ le 8 regioni settentrionali che attualmente ospitano la maggior parte dei luoghi di culto islamici in Italia (462 su un totale di 749),

    e’ contrario "alla presenza di Minareti".

    .

    Sale al 70,5% quando si chiede un parere sull’edificazione di un nuovo Minareto "nella citta’ in cui lei vive".

    A pochi giorni dal referendum costituzionale Svizzero che il 1 dicembre ha vietato l’edificazione di nuovi simboli del culto islamico con il 57,5 per cento dei consensi, sono questi i principali risultati del sondaggio condotto in esclusiva dalla societa’ demoscopica Euromedia Research per il settimanale Panorama

    .
    Ancora,

    il 58,4% degli intervistati sarebbe contrario a edificare Moschee "anche senza minareto",

    il 60,3% ritiene che siano luoghi di culto dove si fa anche attivita’ politica,

    il 12,8% degli italiani le ritiene addirittura frequentate da "possibili terroristi".

    .

    ————————————————————

    ISLAM – SONDAGGIO: 6 ITALIANI SU 10 DICONO NO AI MINARETI.

    ————————————————————

    .

  6. 301
    adele scrive:

    Proprio un bruttissimo segnale: Video della tv svizzera. "Dobbiamo affrontarli fisicamente": Borghezio lancia una scuola per "soldati politici"
    Chiaro ed Esaustivo vale più di 1000 commenti:

    http://danielesensi.blogspot.com/

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