Stasera alle 21,10 su La7 cercheremo di decifrare le convulsioni di un sistema politico che, secondo il politologo Angelo Panebianco, soffrirebbe per “il lento disfacimento della trama bipolare”. Con lo stesso Panebianco sarà ospite dell’Infedele la presidente del Partito Democratico, Rosy Bindi. E di fronte a loro siederà Giorgio Stracquadanio (deputato Pdl), animatore del sito internet “Il Predellino” distintosi nelle critiche a Fini e nel tentativo di promuovere per sabato prossimo 5 dicembre a Roma una contro-manifestazione “Sì-B day” da opporre al corteo per le dimissioni di Berlusconi, il “No-B day”, convocato dai bloggers quello stesso giorno.
Avremo in studio alcuni esponenti di questo inedito Comitato promotore del “No-B day” e, accanto a loro, due fra i più esperti e cliccati bloggers italiani: Alessandro Gilioli (Piovono rane) e Luca Sofri (Wittgenstein). Sarà con noi anche Angelo Mellone, tra gli animatori della Fondazione FareFuturo, che ha appena pubblicato su “Il Foglio” uno stimolante corsivo sulla tristezza di Berlusconi come handicap all’esercizio della sua funzione di federatore della destra. E parteciperà Paolo Madron, il giornalista che nel 1994 incontrò Carlo Rasini, il banchiere che conosceva la composizione dei primi capitali Fininvest. Trasmetteremo inoltre un’intervista a Antonio Di Pietro.
Tra accuse agli autori della Piovra, denunce di un clima da guerra civile, richiami ai dissidenti Pdl perchè rispettino la disciplina di partito: davvero Berlusconi si aspetta l’ultima spallata? Sollecito fin d’ora sul blog i vostri suggerimenti, domande e opinioni. Grazie e intervenite numerosi!
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5 maggio, 2011 alle 8:25 pm
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7 dicembre, 2009 alle 5:48 pm
Caro Gad, mi complimento per la Sua “L’Infedele”, sempre più interessante ed avvincente, ma non riesco a stare zitto, perché vivo con ancora brucianti le ferite dell’enorme problema, che è il più grave per tutti gli Italiani e che vedo non essere per niente percepito e quindi per niente considerato!
Nel “L’Infedele” di lunedì 30 novembre 2009 è ancora avvenuta l’assurdità seguente: si è continuato a parlare di ‘problema meridionale’ riguardo alle mafie, mentre nella realtà esiste il ‘problema nazionale’; cioè le mafie agiscono massicciamente anche al Centro-Nord, in modo occulto, sommerso: è il Presidente della Commissione Antimafia Sen. Giuseppe Pisanu a dire :
“Dunque le mafie sono un fenomeno nazionale”….”il grosso delle attività economiche, finanziarie delle mafie italiane e straniere che operano nel nostro Paese si svolge nel Centro-Nord, perché le mafie investono laddove gli investimenti sono più redditizi”; poi parlando di miliardi di Euro, proseguendo dall’argomento ‘scudo fiscale’: “…i miliardi che le organizzazioni criminali mettono in circolazione nel Paese ogni anno sono sui 130 , secondo una valutazione prudente.” Ed inoltre: “ Ora però dobbiamo correggere il tiro e puntare soprattutto su quella che io chiamo borghesia mafiosa, cioè un gruppo di categorie sociali, fatto di professionisti, i quali collaborano attivamente gestendo grandi intrecci economici, finanziari facendo in modo così ogni giorno che il danaro illecito diventi pulito, e facendo in modo che un’organizzazione criminale vera e propria si trasformi pian piano in una organizzazione criminale integrata nella società.”
Mi riferisco alla trasmissione, cui ha partecipato da protagonista il Presidente della Commissione Antimafia, “Le Storie”- ‘Diario italiano’ di Corrado Augias del 10 novembre 2009, che si può rivedere in Internet.
Prove di questo enorme disastro, che ci costringe tutti a vivere nel marcio e nelle sabbie mobili, le posso dare anch’io stesso, per esperienze vissute quale imprenditore vittima di estorsione d’azienda, che si è rifiutato di lavorare in collusione con la mafia e conseguentemente è rimasto annientato e con la moglie morta prematuramente per le insopportabili aggressioni di estremo stress dalla situazione creata dai criminali colletti bianchi, con tumore gravissimo e poi metastasi.
In tutte le trasmissioni televisive di denuncia e di dibattito, se non si prende atto e coscienza delle parole del Sen. Giuseppe Pisanu, si è fortemente fuori dalla realtà ed i dibattiti sono fuorvianti e quindi ingannevoli, per tutte le parti interessate e per tutti i Cittadini Italiani; i quali ne subiscono enorme danno, mentre ne trae vantaggio sicuramente la mafia occulta generalizzata !
Nella realtà le mafie hanno preso il controllo socio-economico del territorio italiano :
al Sud con il ‘pizzo’ ed al Centro-Nord, in modo più sostanziale e concreto, con la estorsione delle aziende o con la collusione imposta alle stesse, riciclando il grosso dei “130 miliardi di Euro ogni anno” ! Con la collaborazione attiva di categorie sociali di professionisti, la “borghesia mafiosa” ! Abbiamo una “organizzazione criminale integrata nella società” !
Sperando di essere stato utile e chiaro, sono a disposizione per qualsiasi domanda.
Saluti cordiali
Angelo Funiciello
3 dicembre, 2009 alle 12:50 pm
ILL.MO GAD LERNER HO CINQUANTANNI E SONO DISOCCUPATO DA TRE E POSSIBILE
CHE PER FINANZIARE LE MISSIONI MILITARI ALL’ ESTERO CI SONO SEMPRE I SOLDI;MA PER I DISOCCUPATI MAI.SIAMO IL SECONDO PAESE AL MONDO PER ESPORTAZIONI DI ARMI.MENO MALE CHE SIAMO UN PAESE PACIFICO.MANDIAMO I NOSTRI RAGAZZI AL MACELLO,E TUTO UNA SERIE DI SPORCHI AFFARI INTERNAZIONALI.DI TUTTO CI SI OCCUPA, FUORCHE’ DEI PROBBLEMI DEI CITTADINI.E MENTRE I NOSTRI POLITICI SGUAZZANO NEI SOLDI BUONA PARTE DELLA POPOLAZIONE E ALLA FAME PIU’ NERA.COME CHIAMEREBBE LEI COLORO
CHE SI SONO RESI RESPONSABILI DI TUTTO CIO’PER, ME SONO I PEGGIORI CRIMINALI DELL’UMANITA’ INTERA.BERLUSCONI, CONTINUA A DIRE CHE HA OTTE
NUTO LA MAGGIORANZA,MA SE ANDIAMO A VEDERE AL CONTEGGIO NON MI SEMBRA.VISTO LA PERCENTUALE DEGLI ASTENUTI AL 33 PERCENTO PIU’ IL PD
AL TRENTA E PIU, COSA RIMANE DELLA MAGGIORANZA BERLUSCONIANA?UN PUGNO DI MOSCHE.LA SMETTA BERLUSCONI A DIRE CHE HA LA MAGGIORANZA DI VOTI DEGLI ITALIANI.TUTTE BALLE.CORDIALI SALUTI GIACOMO MONTEVERDE
3 dicembre, 2009 alle 7:30 am
Unter Alles,concordo,ho molta fiducia nei giovani,armati appunto di grande pazienza,mi spaventa il sistema in grado di triturare macinare fagocitare tutto(vedi la (a mio avviso)finta diatriba/scissione tra B. e Fini)
3 dicembre, 2009 alle 2:06 am
Il tentativo di controllo non e’ un problema tanto grave quanto l’autoritarismo.
Bisogna rifiutarsi di rispondere a chiunque dica: "Tu parla, il microfono lo tengo in mano io."
Dal silenzio scaturira’ pensiero, forza, azione.
3 dicembre, 2009 alle 1:37 am
Sono scandalizzato!
Non credo alla sorpresa diffusamente dimostrata ovunque per le parole di Gianfranco Fini, non posso ridurmi a credere che davvero tutti in questo paese credano alle baggianate della Storia scritta nei rotocalchi, devono per forza di cose essere tutti dei bugiardi ipocriti!
Perchè fa tanta notizia l’atteggiamento di Fini? Non lo capisco … chi è Gianfranco Fini … da dove viene … dall’ MSI, cioè da ciò che è rimasto del partito fascista dopo la guerra, che cos’era il partito fascista … da dove veniva … dal partito socialista italiano … e questa non è un’opinione è un fatto, e nonostante le baggianate di Montanelli e di tanti altri finti giornalisti che si sono occupati di storia malamente, resta un fatto.
Come si è sempre fatta la politica a sinistra, e quindi anche a destra da Mussolini in poi? semplice … schierandosi totalmente dalla parte di una categoria composta da molte persone votanti, badate bene … votanti, le altre non sono mai contate niente, promettendo il riconoscimento dei meriti e dei diritti sacrosanti che quella categoria si è meritata in tanti anni di sacrifici.
Vediamo, la prima sinistra rappresentava i contadini, quelli che lavoravano per i latifondisti, quasi schiavi, la prima sinistra promise loro la terra, promise loro che avrebbero potuto coltivare la terra per loro stessi e non in cambio soltanto di una casa comune in cui molte famiglie venivano rinchiuse la sera per evitare che qualcuno fuggisse e in cambio del cibo appena sufficiente ad evitare che qualcuno morisse di fame, ma succedeva lo stesso.
Questo accadeva prima della seconda guerra mondiale, Mussolini, staccatosi dal partito socilista italiano per divergenze e perchè aveva capito di non avere alcuna speranza politica restandovi, ebbe l’idea di rappresentare un’altra categoria di votanti, la borghesia, la classe media di allora, quelli che erano ormai i più ricchi ma che non appartenevano alle antiche potenti famiglie italiane, il nuovo di allora.
La seconda guerra mondiale scombinò le carte, alla fine del conflitto la categoria più interessante dal punto di vista elettorale era quella degli operai, infatti fu con la seconda guerra mondiale, con la pruduzione bellica, che l’Italia si trasformò da agricola a industriale.
Il partito fascista fu smantellato dalla guerra e la sinistra trionfante si mise a rappresentare gli operai, che cosa avevano ottenuto i contadini dalla sinistra e la borghesia dalla destra? niente.
Con il passare dei decenni anche gli operai sono diminuiti, sono aumentati gli statali e i pensionati, vent’anni fa, mentre studiavo per diplomarmi, una maniestazione dei metalmeccanici era un evento d’importanza nazionale, oggi non ne fanno nemmeno più perchè tanto non se ne accorge nessuno … adesso le piazze si riempiono con i pensionati, con i laici, con l’orgoglio omosessuale e presto si riempiranno con gli extracomunitari, che cosa hanno ottenuto gli operai? niente … dopo sessant’anni di sindacati e sinistra stanno peggio, peggio perchè possono essere licenziati senza che nessuno muova un dito, perdono il posto più operai della media grande industria, dove l’articolo 18 è ancora in vigore, che non nella piccola industria dove l’articolo 18 non c’è più, dov’è il sindacato che sbraitava in piazza contro l’abolizione dell’articolo 18? non c’è! si stà riorganizzando per poter rappresentare categorie nuove.
Tornando a Fini, Fini fa ciò che ha sempre fatto … insegue il consenso, è questo che lo porta a dire molte cose che la stessa sinistra dice, perchè oggi le uniche categorie degne d’attenzione in prospettiva sono quella degli extracomunitari e quella degli anticlericali, Fini non parla come la sinistra … Fini è come la sinistra … ipocrita, ipocrita quando si fa riprendere con i bambini mentre gli dice che i razzisti sono stronzi … detto da lui … lui che dice che il consenso non è potere assoluto nello stesso momento in cui lo insegue con cinica fermezza.
Io non ho nulla contro nessuna delle categorie menzionate, non ho nulla contro le proposte sulla cittadinaza e il diritto al voto amministrativo agli extracomunitari… però sono contro questi politici ipocriti che fingono di rivendicare diritti per questa o quella categoria mentre in realtà non gliene frega niente … a nessuno di loro … degli appartenenti di una qualsiasi categoria, l’unica categoria di cui ogni politico fa gli interessi è la sua famiglia … e non è un vezzo recente nel territorio italiano, è un’abitudine più che bimillenaria.
Questa è l’Italia, l’Italia dove c’è chi vuole la croce sulla bandiera, dove’c'è chi si erge a strenuo difensore della carta costituzionale … che valore ha una bandiera se il popolo che rappresenta non vale niente? che valore hanno i diritti sanciti dalla carta costituzionale se alla resa dei conti valgono meno dell’amicizia con un assessore comunale?
Il problema non è la politica, non è la giustizia, siamo noi … proprio noi, perchè siamo tutti così, tutti impegnati a lottare per i diritti di tutti soltanto fino a che in gioco non ci sono i nostri e quelli dei nostri cari.
Per me la croce sulla bandiera ci starebbe bene, sarebbe una bella lapide per un paese morto.
Buonanotte italiani.
2 dicembre, 2009 alle 9:23 pm
Raffaele, fai bene a sottolineare la forza suggestiva della politica di Fini, gli italiani – quelli veri, non padani o bossiani – stanno cominciando a capirlo, malgrado il "fuoco amico", mai visto neanche contro Stalin, dei vari berluscones senza spessore e dignità.
2 dicembre, 2009 alle 9:20 pm
http://www.corriere.it/politica/09_dicembre_02/mussolini-lacrime-in-tv_7480a238-df70-11de-9ac1-00144f02aabc.shtml
Feltri è un avvelenatore della società.
2 dicembre, 2009 alle 9:11 pm
Nasce il finismo?
Dopo il berlusconismo durato quasi 16 anni, si affaccia sulla scena politica italiana il finismo?
Non c’è dubbio che il politico che più di tutti sta facendo parlare di se è Gianfranco Fini presidente della Camera. Sappiamo dalla sua storia politica che nasce dal M.S.I. di Almirante per arrivare alla svolta di Fiuggi con Alleanza Nazionale, per poi ritrovarsi nel pdl di Berlusconi.
In questi anni di intensa attività, si è assistiti ad una continua trasformazione del suo pensiero di uomo di destra conservatore, fino a intravvedere un pensiero da uomo di destra moderato con aperture progressiste. Ultimamente, con le leggi adpersonam proposte dal centrodestra in favore del premier Berlusconi, ha preso le distanze, riconoscendo in queste delle anomalie costituzionali evidenti. Inoltre, non sopporta che un potere esecutivo anche se eletto legittimamente dal popolo, non può travalicare gli altri poteri, senza il rispetto dovuto dalla nostra Costituzione. Quindi, essendo uomo delle istituzioni e ricoprendo una carica importante, sente l’esigenza di far rispettare quelle norme che una democrazia parlamentare come la nostra esige. In una normale situazione politica di un paese normale, questa è prassi comune che non meraviglia. Invece, in un paese come il nostro, dove la politica ha perso il suo essere arte del saper amministrare e legiferare per il bene comune e per risolvere i problemi di una nazione, rispettando i principi che tengono legati una società democratica, diventa una novità quasi allarmante, come se fosse un grave errore non seguire il vento della maggioranza, dove al timone della nave paese c’è un capitano dalle idee un pò bizzarre che con la sua ciurma sta seguendo, nel mare in tempesta, una rotta libera verso terre ignote. Non capendo che a governare quella nave non c’è una sola persona che dà ordini, ma ci sono una serie di strutture e di uomini capaci e incaricati a guidare quella nave verso terre più tranquille che salvaguardino la sua struttura e il suo contenuto.
Una di quelle strutture è il parlamento con il Presidente della Camera che sta operando per far funzionare al meglio il potere legislativo, anche se non gode dell’appoggio della maggioranza. Lo stesso non si può dire del Presidente del Senato che più volte non ha dimostrato equidistanza. Dobbiamo ricordare che quando si ha un incarico istituzionale bisogna essere al di fuori degli schieramenti. Purtroppo, bisogna anche dire che al di sopra di tutti c’è il Presidente della Repubblica, che avrebbe potutto essere più incisivo a far rispettare i ruoli di chi governa e di chi fa l’opposizione, parlando in maniera più esplicita, senza bisogno di farsi tirare la giacchetta un pò da una parte e un pò dall’altra. In questo Fini è stato più netto, pur facendo parte della coalizione governativa. Ecco perchè da parte della maggioranza c’è sofferenza e nervosismo, con buona simpatia di una buona fetta del popolo di sinistra, che vede finalmente un politico comportarsi come tale, con i suoi pregi e i suoi difetti.
Farà da apristrada ad un nuovo corso di politica più vera e più necessaria al nostro paese, smantellando sedici anni di berlusconismo?
2 dicembre, 2009 alle 8:24 pm
1165-
Sei fortissimo, Pol
2 dicembre, 2009 alle 6:59 pm
Firnmerei a vita per un califfato islamico solo per vedere alcuni
criminali appesi a testa in giu a Piazzale Loreto ed altri decapitati
con delle scimitarre.
2 dicembre, 2009 alle 3:04 pm
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BOSSI ALL’ATTACCO: MA DA NOI I MUSULMANI SBATTERANNO LE CORNA.
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«Qui i Musulmani sbatteranno sempre le corna» profetizza Umberto Bossi, che tra il Referendum sui Minareti e la visita al presepe del Comune di Milano sembra prendere sul serio il ruolo di difensore dei cristiani assediati dagli infedeli.
Novello Calvino lombardo, fonde religione e politica a tavola con il presidente del Parlamento catalano, l’indipendentista di sinistra Ernest Benach in visita all’assemblea regionale lombarda e poi al sindaco di Milano, Letizia Moratti.
Ad accoglierlo lunedì sera, in una sala riservata dell’Hotel Gallia, proprio il Senatùr, che durante la cena (portate rigorosamente lombarde) ha discusso con lui di Immigrazione e rapporti con Islam.
«Abbiamo un bravo ministro dell’Interno, Roberto Maroni». Così i Musulmani «in Europa forse entrano, qui da noi no di sicuro.
La Lombardia è un muro per Islam».
Posizioni non vicinissime, messe a confronto con tanto di traduzione ufficiale. Benach (lo ha raccontato in consiglio regionale) ha tra i ricordi più cari l’emozione di essere entrato in una scuola dove gli alunni erano marocchini e rom e tutti parlavano catalano.
Così, addentando l’ossobuco di fronte a Bossi, si lascia andare a un elogio del presidente della Camera italiana: «Mi ha colpito il discorso di Fini sul voto agli immigrati. Noi siamo per la teoria dei diritti e dei doveri».
Bossi replica senza timore di causare incidenti diplomatici.
A proposito del controverso alleato: «Da noi il vero amico della sinistra è un ex fascista, Gianfranco Fini.
Il suo problema è: come faccio a battere la Lega? Non prenderà mai i voti della Lega.
Lui vuole dare il voto agli immigrati, ma la nostra gente non lo seguirà».
Ed ecco le tappe dell’integrazione secondo Bossi: «Prima i doveri. Quando la Padania sarà diventata una nazione Stato magari gli daremo il voto anche noi». Magari. In futuro.
Oggi l’eroe di Umberto Bossi si chiama Marco d’Aviano. Il frate cappuccino del Seicento, santo per volere di Giovanni Paolo II, annovera tra i tanti meriti spirituali l’aver fermato l’avanzata dei Turchi nella battaglia di Vienna del 1683, combattuta con la spada e con la croce.
«Stiamo preparando un film su Marco d’Aviano» racconta Bossi al presidente del Parlamento catalano che lo ascolta interessato. «La cavalleria padana ci salvò dai Musulmani, fu un altro 11 Settembre».
E in effetti l’esercito guidato dall’imperatore Leopoldo I e sostenuto da papa Innocenzo XI salvò Vienna dall’assedio dell’esercito ottomano nella notte tra l’11 e il 12 settembre del 1683.
Statue e quadri del beato padre Marco d’Aviano lo immortalano con la croce nella mano destra, nell’atto di fermare i seguaci di Allah ansiosi di sottomettere l’Europa.
Insomma, Marco d’Aviano è il simbolo del cristianesimo più identitario e meno gradito ai fondamentalisti dell’islam, tanto che per il giorno della beatificazione il Vaticano chiese alla polizia italiana di incrementare le misure di sicurezza proprio temendo qualche rappresaglia.
«Qui i Musulmani sbatteranno sempre le corna» insiste Bossi, che nei giorni scorsi era scivolato in una previsione fosca: «Se facessero un referendum in Italia, andrebbe male anche alle chiese».
La conversazione scivola sulle elezioni in arrivo nel 2010. «Noi rischiamo di perdere» confessa il catalano Benach, che si gioca a breve la riconferma a presidente del Parlamento a Barcellona.
Bossi risponde con grande spavalderia: «Noi governiamo la Lombardia e il Veneto». Tra la rivendicazione e l’auspicio. Spiega così i rapporti con il «grande capitalista» Silvio Berlusconi: «Lui ha i voti della gente ma noi lo controlliamo bene. Senza i voti della Lega Berlusconi va a casa».
Quando arriva in tavola il panettone farcito alla crema zabaione, si accende la battaglia tra nazioni aspiranti autonome su Cristoforo Colombo.
Nonostante il navigatore non sia proprio l’esempio dell’eroe indipendentista, Benach si interroga scherzoso:
«Era padano o catalano?».
Bossi non ha dubbi: «Era un padano ligure». Al servizio della causa cristiana.
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Durante un incontro sul Dialogo Islamo-Cattolico un autorevole personaggio Mussulmano
disse ai partecipanti:
Con le vostre Leggi Democratiche vi Invaderemo;
Con le nostre Leggi Religiose (Corano) vi Domineremo”.
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2 dicembre, 2009 alle 10:35 am
nemmeno Fiore ha querelato Feltri stranamente..
2 dicembre, 2009 alle 10:25 am
#1157 – Gummo, oggi sul notiziario di RR, nella rubrica settimanale "rovescio del diritto", Rossodivita ha spiegato abbastanza chiaramente la posizione dei Radicali sulla giustizia e la sua riforma.
Tanto per cioncare le inutili polemiche, magari 10min le trovi.
2 dicembre, 2009 alle 9:44 am
PROCESSI VELOCI
E’ una riforma che doveva essere posta in essere molte decine di anni fa in Italia, sacrosanta per i diritti dei cittadini che, sotto botta nell’iter giudiziario, hanno diritto a vedere al più presto la fine delle loro vicende processuali con una condanna o un’assoluzione certe comminate nel più breve tempo possibile.
Il problema è che per la situazione di oggi, non sarebbero solo gli innocenti o coloro in ragionevole dubbio, ad usufruire di prescrizioni – sarebbe impossibile riguadagnare dall’oggi al domani il tempo perso – ma anche una pletora di delinquenti che vedrebbero disciogliersi le accuse a loro carico come neve al sole. Visto quindi che al momento non ci sono risorse per potenziare la lenta macchina della giustizia – non si può pensare di avere una giustizia più veloce operando tagli o diminuendo il personale – visto che in maggior parte ne trarrebbero giovamento ampie fasce di criminalità, visto che è ovvio e chiaro a tutti che il presidente del consiglio avrebbe altre prescrizioni – anche rallentando in tutti i modi i procedimenti a suo carico – non mi pare accettabile fare una riforma in fretta e furia e senza mezzi in questa situazione particolare anche perché questa non garantirebbe in nessun modo più stabilità ad un governo che si stà sfaldando, ma solo l’immunità a Berlusconi.
Quindi si alla riforma della giustizia che certo va svecchiata e velocizzata nell’interesse di tutti, ma fatta con la dovuta calma ed in una situazione che permetta di varare leggi con il dovuto raziocinio e nell’interesse di tutti… adesso non ne esistono i presupposti, sarebbe una legge a beneficio di pochi: i solito "noti"!
PS-OT: Mi permetto di far notare certi incroci di percorso e certe analogie nelle affermazioni di taluni individui: Ambedue clienti della Banca Rasini, ambedue tutt’oggi non perdono occasione per inveire contro la magistratura e contro fantomatici complotti comunisti… chi direbbe che uno è un noto boss mafioso mentre l’altro è un capo di governo?
2 dicembre, 2009 alle 12:28 am
Unter Alles,la mia opinione è che viviamo in un gigantesco Truman Show,
controllati dal web e condizionati dalla tv…che fare?
2 dicembre, 2009 alle 12:15 am
Ci sono due vie d’uscita da questa complessa situazione, provocata da un comportamento non specchiato da parte dei possessori della registrazione (rubare i fuori onda con conversazioni private non è molto corretto):
o Berlusconi, mostrando una forza politica superiore, ascolta Fini (al posto di Feltri!) e si mette al lavoro con intelligenza per fare riforme condivise, nel rispetto di tutti i poteri dello stato (gli sarebbe utile anche per rasserenare il clima in cui opera il governo e per affrontare i processi con serenità);
o Fini deve dimettersi da presidente della Camera, ammettere il fallimento del suo rapporto strategico con Berlusconi e fondare con Casini, Rutelli (Montezemolo) il "Kadima" italiano.
Gli italiani sarebbero più felici a mio avviso della prima ipotesi.
2 dicembre, 2009 alle 12:01 am
Lontani dalla TV
-
Vedendo il video della trasmissione di ieri colpisce quanto i promotori del No B-day vengano come disinnescati dall’apparire in TV.
Non riescono a inserirsi nel dibattito, dominato dai papaveri della comunicazione politica professionale. I No-Bs sono ridotti a decorazione, nonostante il loro messaggio definisca il futuro — e non solo per come si e’ formato.
Questa sterilizzazione rappresenta bene il problema che sta uccidendo un generazione: i 20-40enni continuano a cercare legittimazione presso gli over 50, i quali pero’ non hanno il minimo interesse a concedergliela.
Erri De Luca ha espresso bene la tragedia di questa situazione, dicendo che oggi i giovani sono armati di una pazienza infinita.
Per passare, bisognera’ smettere di aspettare, tenersi lontani dalla TV — romperla — e rendersi conoscibili solo attraverso i propri mezzi espressivi.
1 dicembre, 2009 alle 11:49 pm
1151
sì Ilja, oggi c’è sempre bisogno di un Crepo Espiatorio
1 dicembre, 2009 alle 11:17 pm
Vi preannunzio che nel 2013 Pansa sarà certamente candidato per il Pdl,area amici dei Capi Comunisti Russi e Bielorussi.
Pansa(che seguivo ed apprezzavo),che penoso tramonto.Piace agli amici degli eredi del criminale regime comunista sovietico.
1 dicembre, 2009 alle 10:37 pm
1152- Anche di storia sociale ora si occupa Pansa? Era la DC collusa con la mafia, non il PCI. Lasciatelo dire da chi ha visto da molto vicino quel fenomeno. Processato e condannato a Palermo è stato Andreotti, non Berlinguer.
1 dicembre, 2009 alle 10:33 pm
Come no, con le maestrine , i bidelli e le direttrici complici che plagiano i bambini, o se li portano a "giocare" a casa loro.
1 dicembre, 2009 alle 10:33 pm
Ieri sera ho sentito solo un branco di sfigati che si masturbavano mentalmente in pubblico parlando di aria fritta.
1 dicembre, 2009 alle 10:25 pm
Mission,troppo tardi.
La mafia trova simpatizzanti in parlamento,nella magistratura,nelle forze di polizia,nell’esercito,nei pompieri,tra gli avvocati,nelle pubbliche amministrazioni,nella scuola , tra la gente comune e nelle industrie.
Forse si salvano gli asili nido.
E’ un po’ come il vecchio PCI.
1 dicembre, 2009 alle 10:21 pm
#1142 – Gummo, oggi per me la Crepa Maxima e la bozza Violante.