Deposizione di Calisto Tanzi al processo Parmalat. Tema: i suoi finanziamenti ai partiti italiani. “Il Sole 24Ore” riporta in pagina interna, senza alcun risalto di titolazione, un dettaglio che pure dovrebbe far riflettere un quotidiano economico. Il bancarottiere della Parmalat racconta dell’incontro convocato a Arcore da Silvio Berlusconi per sollecitare gli imprenditori a finanziarne l’impresa politica. La richiesta è formulata in questi termini: “Potete versare un contributo al mio partito. Oppure, se preferite, fare pubblicità sui canali Mediaset. Per me è lo stesso”. Fantastico. Qualcuno smentirà Tanzi?





6 dicembre, 2009 alle 3:15 pm
287-Potremmo chiedere ad UN giornalista (facciamo una colletta, gli diamo una tessera del cellulare da 50 euro, un pieno di benzina, una decina di buoni pasto) di svolgere le indagini del caso.
6 dicembre, 2009 alle 3:05 pm
"E riguardo a Tanzi medesimo, sapevamo già che è un disonesto, ma che figuraccia!"
certo che se Tanzi mente sul suo "tesoro" chi ci assicura che non lo faccia anche a riguardo delle sponsorizzazioni oppure delle pressioni da parte delle banche?
6 dicembre, 2009 alle 3:02 pm
dubito che qualcuno ti darà mai una spiegazione!!
tanto piu’ che Report si è limtato ad intervistare l’ex autista ( o qualcosa del genere ) di Tanzi ed una esperta d’arte di Parma
sarà per questo che il procuratore di Parma mentre spiegava in un’intervista la " brillante operazione" balbettava più del cavalier Tanzi ( anche la storia del titolo di cavaliere del lavoro non è male) e di un Forlani d’annata a tempi di mani pulite….
bah!
6 dicembre, 2009 alle 2:37 pm
Un giorno qualcuno con calma mi spiegherà come sia possibile che UN giornalista con i mezzi tipici di UN giornalista riesca ad investigare nel mondo della produzione in nero, del crimine organizzato, degli abusi d’ufficio, della monnezza, di parmalat e via discorrendo mentre nello stesso tempo interi corpi non ce la fanno. Ah beh certo IL singolo giornalista ha i soldi per le fotocopie e per la benzina – peccato solo che venga pagato a cottimo, in sostanza. Hmmmm e se noi cominciassimo a stipendiare a cottimo pure chi deve trovare tesori, scovare corruttele eccetera?
6 dicembre, 2009 alle 2:33 pm
compliemti alla Gabanelli meritatissimi
ma che dire della procura di Parma che si muove solo dopo la puntata di Report?????????
la cosa buffa ( oppure triste fate voi) e che nel giro di nenache 5 gg i quadri nascosti saltano fuori
ma in precendenza le indagini che le aveva svolte?
Paperino e Topolino?
bah!!
6 dicembre, 2009 alle 10:45 am
Si complimenti a Milena Gabanelli e a tutto Report, questa si che è informazione vera!
Tanzi il peggio che ci poteva capitare, mi auguro l’ultimo di una lunga serie..
VERGOGNATI BUGIARDO
5 dicembre, 2009 alle 1:45 pm
Complimenti a Milena Gabanelli. “Report” ha accelerato le indagini che hanno portato alla scoperta del caveau col tesoro di Calisto Tanzi. E riguardo a Tanzi medesimo, sapevamo già che è un disonesto, ma che figuraccia!
3 dicembre, 2009 alle 9:51 am
http://www.corriere.it/politica/09_dicembre_03/savino_favoriva_mafia_d851bee0-dfda-11de-9712-00144f02aabc.shtml
altro che veline!
3 dicembre, 2009 alle 8:26 am
@277 Tanzi è virtualmente già fuori dal processo e ripulito come un bimbo a cui lavano le chiappe: con la legge ammazza-processi sarà salvo entro febbraio (Berlusconi la farà riapprovare anche se Napolitano dovesse bocciarla)
3 dicembre, 2009 alle 1:00 am
Avevano già pronto il CD del cantante vincitore!?? heiner
‘notte
3 dicembre, 2009 alle 12:32 am
274
Mi pare che i muri, dalla muraglia cinese in poi, siano serviti aben poc o, se non ad attirare turisti, e a sbriciolarsi nel tempo, senza aver assolto alcun compito protettivo realistico.
Se vuoi alzare un muro, prego, accomodati.
E buon lavoro!
3 dicembre, 2009 alle 12:06 am
(scusa Marconzo, pensavo che i mess 141 e 142 fossero tuoi..)
forza Giulianooooooo!
2 dicembre, 2009 alle 11:40 pm
Volevo esprimere tutto il mio sdegno nei confronti di Tanzi, deve solo fare una cosa VERGOGNARSI.
2 dicembre, 2009 alle 11:36 pm
ragionamento ? non esageriamo !
2 dicembre, 2009 alle 11:36 pm
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NO AI MINARETI …ALZARE MURI VERSO UN ISLAM SEMPRE PIU’ AGGRESSIVO.
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Un referendum ipocrita: questo è stato il Voto elvetico sui Minareti e per questo, fossi cittadino svizzero, avrei sicuramente votato no. Un giochino delle 3 carte, siccome non era possibile violare la libertà di culto – sacra anche in Svizzera – si è permesso un quesito referendario trasversale, privo di ogni senso
(i minareti elvetici sono solo decorativi e non vengono usati dai muezzin), ma con una valenza politica esplosiva.
E’ infatti evidente che il 57,5% dei voti contro i Minareti sottende una enorme paura per le Moschee e l’Aggressività dell’Islam.
Detto questo, è anche ora che la Chiesa Cattolica prenda atto che la sua posizione nei confronti dell’Islam è indifendibile.
E’ incredibile che a tutt’oggi nessuno nella Chiesa, tranne il pontefice Benedetto XVI° – in questo assolutamente isolato – abbia aperto un discorso calmo e pacato con i tanti interlocutori Musulmani che affollano i convegni sul dialogo interreligioso sul tema del proselitismo.
Non sulla “reciprocità”, che è altra cosa, ma sulla libertà di pensiero.
Perché in tutti i paesi Islamici (Turchia esclusa) non è permesso ai Cristiani (e a chiunque altro) convincere un Musulmano ad abbandonare la propria fede.
Chi lo fa, viene condannato a morte in Arabia Saudita, Iran, Pakistan, Yemen e Sudan, e a dure pene detentive anche in paesi laici come l’Algeria (2 di galera) e la Siria.
Considerazioni di opportunità politica – la difesa delle comunità cristiane nel mondo islamico – hanno consigliato alla Chiesa postconciliare questa scelta che però si è rivelata fallimentare, oltre che opaca.
Nonostante nessuna voce – tranne quelle di Asia News e di molti vescovi asiatici – si sia levata a denunciare questo oltraggio alla libertà di coscienza,
i Cristiani continuano a essere perseguitati non solo in Iraq, ma anche in Pakistan, Sudan e Palestina (da Gaza e dalla Cisgiordania stanno ormai scomparendo).
Se persino la Chiesa –naturalmente senza nessuna aggressività e in pieno spirito di pace – si rifiuta di affrontare i due nodi che segnano il legame tra religione e violenza nell’Islam – la sottomissione della donna e la libertà di proselitismo, quindi libertà di pensiero – è chiaro che poi si hanno reazioni scomposte come quelle del referendum svizzero.
Gli elettori non sono scemi, in Svizzera e in Europa,
quotidianamente verificano un carico di violenza, di sopraffazione di arrogante presunzione di sé, legato alla predicazione islamica normale, “moderata”.
E’ questo lo sfondo vero, la molla che agita le paure.
Poi c’è Tariq Ramadan che giustifica l’assassinio di bambini Ebrei in Israele.
Poi c’è il terrorismo islamico. Poi c’è uno Stato islamico, l’Iran, che minaccia di eliminare Israele dalle carte geografiche e nega la Shoà.
Si sente, si palpa nell’aria un Islam Violento e Aggressivo, che non tollera le vignette satiriche,
che vuole imporre la sua legge shariatica anche in Europa, anche alle donne europee che, secondo l’UCOII, per ottenere il divorzio, da schiave quali sono considerate, devono “offrire una compensazione materiale al marito” (sic!).
La tolleranza, il lassismo, addirittura la complicità dei tanti teologi cattolici che fanno finta che il Corano sia solo un libro di pace e nascondono volutamente che è anche un Libro di Guerra;
che non spiegano a tutti che è l’unico libro profetico che insulta cristiani ed ebrei a più riprese e che incita apertamente a umiliarli e sottometterli, creano il feedback che abbiamo registrato in Svizzera.
Favoriscono paure indistinte, spingono per scelte violente e radicali.
Si inizi a fare chiarezza sull’Islam di oggi, quello vero, quello che si predica nelle nostre moschee, si spieghi la portata eversiva dei due scismi che oggi lo caratterizzano (quello wahabita, che finanzia tre quarti delle Moschee del mondo,
e quello khomeinista), si chieda conto ai Musulmani moderati del loro silenzio nei confronti degli estremisti (orrendo il loro silenzio nei confronti dei giovani dell’Onda Verde iraniana);
si parli con chiarezza dell’oltraggio alla libertà di proselitismo nei paesi islamici, si chieda all’Algeria e al Pakistan di abolire le loro recenti e orrende blasphemy law.
Se lo si farà, si incanalerà la paura dell’Islam in un alveo di confronto serio e pacifico.
Oggi una parte dell’Islam vuole una nuova Lepanto e lavora per la Rivincita…
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DOVE ARRIVANO I MUSULMANI
ARRIVA IL MALE IL SANGUE LA MORTE
In the Koran (nel Corano):
Fight and slay the Pagans wherever ye find them,
and seize them, beleaguer them, and
lie in wait for them in every stratagem of war.
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2 dicembre, 2009 alle 11:26 pm
Il ragionamento di Micciche’ non fa una grinza. Fossimo in un altro paese a Spatuzza l’avrebbero messo in cella e buttato via la chiave, altro che…
2 dicembre, 2009 alle 11:07 pm
santanche’ micciche’ ma de che’ !
2 dicembre, 2009 alle 10:36 pm
E’ che no sto sentendo di ogni – ho la vaga sensazione che tanto per cambiare nel disordine si riesca a scansare la realtà con estrema agilità. Proprio oggi ho letto qui che Agnelli tutto sommato non era poi ’sto gran predone in confronto agli attuali.
2 dicembre, 2009 alle 10:34 pm
No, l’ho guardato un po’ poi mi sono stufata. Fra un po’ abbandono anche il computer e vado a letto a leggere. Ciao
2 dicembre, 2009 alle 10:33 pm
forse il casus bellis è la fortuna che capita ai belli.
2 dicembre, 2009 alle 10:33 pm
267-Sì, maestrina. Sono in ritardo di una mezz’oretta perchè ho messo in pausa mentre facevo altro. Anche tu?
2 dicembre, 2009 alle 10:32 pm
Snepretz stai guardando Exit?
2 dicembre, 2009 alle 10:24 pm
Ma porca miseria, Calearo: "stiamo facendo un casus bellis " La piantiano di usare una lingua (morta) che non conosciamo per pavoneggiarsi ??
2 dicembre, 2009 alle 10:03 pm
La nazione tutta necessita di "Piazzale Arcore"
2 dicembre, 2009 alle 10:02 pm
maestrina dalla penna rossa
Purtroppo hai ragione
2 dicembre, 2009 alle 10:02 pm
Finchè c’è guerra c’è speranza (di guadagnare)
2 dicembre, 2009 alle 10:00 pm
261
Chi sperava che Obama da solo risolvesse tutti i problemi del mondo, non poteva che restare deluso,
Io sono sempre stata contraria alla guerra in Afghanistan e non ho mai condiviso il sostegno del PD all’invio di truppe.
Ricordo a tutti che Obama non è il nostro presidente, ma il presidente degli USA e farà sempre prima di tutto l’interesse degli USA, che non sempre coincide col nostro e soprattutto non coincide con quello degli Afgani. Se sapessi come uscire dal pantano delle guerre iniziate da Bush, mi meriterei di sicuro il premio nobel per la pace molto più di Obama. L’attenuante (non la scusante) per Obama è che queste guerre se l’è ritrovate e dopo che un paese è stato devastato dalle bombe, che hanno fatto prosperare ulteriormente i signori della guerra, non è facile dire: "arrivederci, me ne vado adesso arrangiatevi". Certamente rinforzare le truppe non porterà risultati. Forse bisognerebbe provare a investire i soldi anziché nelle armi, in aiuti alla popolazione e nella ricostruzione, ma andrebbe fatto con organizzazioni di paesi che non hanno partecipato alla guerra.
2 dicembre, 2009 alle 9:37 pm
E’ tutta la NATO che vuole questa guerra
2 dicembre, 2009 alle 9:33 pm
Ha fatto bene Di Pietro astenedosi, perche sostenere acriticamente USA in questa guerra senza una ideea chiara di come finirla?
La politica esterra italiana che riguarda Afghanistan ed Iraq e scandalosa se non criminale adiritura.
2 dicembre, 2009 alle 9:33 pm
se in Marocco gente consapevolmente e con appoggio statale facessero attentati a Roma e il governo marocchino si rifiutasse di consegnarli o di garnatoire che non possano più oiperare dal proprio paese
Vabbè a patto di avere qualche giacimento di gas, uranio, petrolio, insomma che diamine qualcosa da predare sottoterra, altrimenti se la caverebbero con un bel bombardamento con missili cruise o con qualche bombardiere
2 dicembre, 2009 alle 9:30 pm
miti
Obama ha sempre difeso la guerra in Afghanistan che ha appogio ONU da sempre
el basi del terrorismo erano in Afghanistan lo strano governo Talebano si è rifiutato di smantelalrle sotto ripetuta richiesta di ONU
Onu ha decisoio di invadere per leiminare basi e di insediamento di terroristi
se in Marocco gente consapevolmente e con appoggio statale facessero attentati a Roma e il governo marocchino si rifiutasse di consegnarli o di garnatoire che non possano più oiperare dal proprio paese
2 dicembre, 2009 alle 9:29 pm
217
Oltre le condanne che citi tu esiste anche quella che ho citato io, mica l’ho inventata, se non ci credi cavoli tuoi.
Le discariche di cui parli inoltre prima che a Paolo appartenevano a $ilvio. Inoltre senza il fratello, Paolo Berlusconi non sarebbe stato nessuno e non avrebbe combinato nulla.
2 dicembre, 2009 alle 9:29 pm
Secondo stime pubblicate nell’agosto del 2000 dall’Institute for Afghan Studies il valore delle riserve petrolifere dei Paesi dell’Asia Centrale che circondano l’Afghanistan (Azerbaijan, Kazakhstan, Turkmenistan e Uzbekistan) si aggira tra i 2.500 e i 3.500 miliardi di dollari: non per nulla l’articolo in questione recava un titolo come “Le nuove miniere d’oro dell’Asia Centrale”! Oggi si parla di 110 miliardi di barili di petrolio contenuti nel solo Mar Caspio, che ne farebbero la terza riserva mondiale, dopo l’Iraq (113 miliardi) e l’Arabia Saudita (262 miliardi). I paesi più ricchi di petrolio sono il Kazakhstan e l’Azerbaijan. Ma nell’area esistono enormi giacimenti anche di gas naturale: a questo riguardo il paese più ricco è il Turkmenistan, seguito dal Kazakhstan e dall’Uzbekistan. Questi tre paesi si situano tra i primi 20 al mondo per quantità di risorse energetiche accertate.
Ma siccome quest’area è stata relativamente poco esplorata, le sue riserve potenziali possono risultare molto superiori ancora. Ce lo dice con estrema chiarezza il sito (governativo) americano dell’Energy Information Administration: “la regione del Mar Caspio è importante per i mercati mondiali perché ha grandi riserve di petrolio e gas che soltanto ora stanno iniziando ad essere pienamente sfruttate … Benché gli stati che si affacciano sul Mar Caspio siano già primari produttori di energia, molte parti di questo mare e dell’area circostante restano inesplorate…Attraverso l’intervento di ulteriori investimenti stranieri, l’applicazione di tecnologia occidentale, e lo sviluppo di nuovi mercati di sbocco, la produzione di petrolio e gas naturale nella regione del Caspio potrebbe moltiplicarsi”.
Queste parole rappresentano la migliore traduzione pratica della teoria esposta, poco meno di 90 anni fa, da un teorico marxista oggi ingiustamente sottovalutato: “Per il capitale finanziario sono importanti non solo le sorgenti di materie prime già scoperte, ma anche quelle eventualmente ancora da scoprire, giacchè ai nostri giorni la tecnica fa progressi vertiginosi, e terreni oggi inutilizzabili possono domani esser messi in valore, appena siano stati trovati nuovi metodi (e a tal fine la grande banca può allestire speciali spedizioni di ingegneri, agronomi, ecc.) e non appena siano stati impiegati più forti capitali. Lo stesso si può dire delle esplorazioni in cerca di nuove ricchezze minerarie, della scoperta di nuovi metodi di lavorazione e di utilizzazione di questa o quella materia prima, ecc. Da ciò nasce inevitabilmente la tendenza del capitale finanziario ad allargare il proprio territorio economico, e anche il proprio territorio in generale”.
Tornando a noi, aveva quindi ragione quell’uomo d’affari americano che nel 1998 disse: “Non ricordo nessun precedente storico di una regione divenuta così all’improvviso talmente importante da un punto di vista strategico come la regione del Caspio”. L’uomo d’affari in questione era l’attuale vicepresidente USA D.i.c.k Cheney, all’epoca presidente e amministratore delegato della Halliburton, una società leader nelle escavazioni petrolifere con forti interessi nell’area, e in particolare in Azerbajian.
Cheney non è l’unico esponente della lobby petrolifera a ricoprire responsabilità di governo nell’amministrazione Bush. Condoleezza Rice, consigliere per la sicurezza, è stata dal 1991 al 2000 nel Consiglio di Amministrazione della Chevron (le è stata intitolata anche una petroliera della compagnia): in tale veste è intervenuta in Kazakhstan, dove la Chevron ha importanti interessi (vi ha investito più di 20 miliardi di dollari). Il ministro del commercio, Donald Evans, è stato per 25 anni amministratore della Tom Brown (gas naturale). La sottosegretaria dello stesso ministero, Kathleen Cooper, è stata capo economista della Exxon. Anche il ministro per l’energia, Spencer Abraham, proviene dal settore. Gale Norton, ministro dell’interno, come avvocato ha difeso la Delta Petroleum (e la sua campagna elettorale è stata finanziata dalla Bp-Amoco). E, dulcis in fundo, tanto Bush padre che Bush figlio sono petrolieri da sempre. Di fronte alla presenza diretta di questo esercito di – chiamiamoli così – profondi conoscitori delle problematiche energetiche, anche il fatto che le compagnie petrolifere abbiano contributo alla campagna elettorale di Bush & C. per 10 milioni di dollari assume una rilevanza secondaria…
2 dicembre, 2009 alle 9:27 pm
@253 miti sta’ è già detto parecchie volte in questo blog che la guerra in Afghanistan serve a controllare un territorio nevralgico per le compagnie petrolifere e del gas americane, che serve loro per portare idrocarburi verso l’oceano indiano.
Obama non può cambiare più di tanto l’impero e poi le imprese delle armi e aeronautiche ogni tanto dovranno pur rinnovare il guardaroba no?
Un megariassuntone di parte ma schietto:
http://209.85.229.132/search?q=cache:ViUbG0xL4akJ:www.contraddizione.it/vera_guerra_afghanistan.rtf+guerra+in+afghanistan+motivi&cd=6&hl=it&ct=clnk&gl=it
2 dicembre, 2009 alle 9:23 pm
Per dirne una: Di Pietro con l’IDV si è astenuto sui soldati in afghanistan – strizzando l’occhio a sinistra e opinione pubblica – oggi e immediatamente il PD e il partito nascente di rutelli e Casini hanno dichiarato che se continua così viene scaricato e niente più alleanze
Semplice e lineare.
2 dicembre, 2009 alle 9:23 pm
Se cinque marrochini bastardi mettono una bomba a alla stazione Termini, per esempio, Itali deve distrugere Marroco? Ma che logica e questa? Obama e diventato paranoica cosi presto come il suo predecessore. Quello schemmo paranoico aveva una attenuante magari; era un born again.
2 dicembre, 2009 alle 9:20 pm
ma no miti non te la prendere l’america è il centro dell’impero e l’imperatore fa l’imperatore chiunque sia, è semplice, uno può sperare di essere suddito di un imperatore più lucido e più saggio ma sempre imperatore resta.
Ci hanno liberati dal mostro nazifascista partorito da noi e poi protetto dal mostro comunista che avevamo in casa, in italia si obbedisce o come disse Kissinger a Moro minacciando apertamente il golpe in caso di nascita di un governo coi comunisti (poi fatto anche se a freddo) "Si mangiano spaghetti in salsa cilena".
E’ tutto molto più semplice di come la raccontano, in questo senso.
2 dicembre, 2009 alle 9:12 pm
Marco
Mi sono sbagliato sperando che Obama non fosse un guerrafondaio come Bush. Sono uguali purtropo. Il suo discorso a West Point poteva essere letto bennisimi da Bush.