Sul “Sole 24 ore” Carlo De Benedetti e Rupert Murdoch: Google dovrà pagare i giornali. Ma scommetto che neanche loro ci riusciranno
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mercoledì, 9 dicembre 2009
Sul “Sole 24 ore” Carlo De Benedetti e Rupert Murdoch: Google dovrà pagare i giornali. Ma scommetto che neanche loro ci riusciranno
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9 dicembre, 2009 alle 9:33 am
Quando è uscita la notizia della battaglia di Murdoch che si alleava con Gates, leggevo che solo un folle che non capiva un tubo di internet poteva iniziare una guerra simile, in un contesto dove tutto funziona, grazie alla parola "gratis" per gli utenti.
Ora ci si mette pure De Benedetti?
Tra l’altro mi pare di aver letto ciò proprio sulla Repubblica (anche se non ci metterei la mano sul fuoco….magari era il Corriere…).
Si diceva che il fine di tale guerra fosse non tanto lucrare sulle pagine delle news di internet, ma quanto una lotta per la sopravvivenza della carta stampata.
ma dalla pubblicità come fa Repubblica (quella a secondi prima degli articoli) non si guadagna lo stesso?
Io magari non ci capisco niente di queste cose, ma il nuovo metodo mi pare buono, lucroso, conveniente, capillare e più ecologico.
E poi, per i lettori è…gratis!!!
E permette di interagire con gli autori dei pezzi.
E la mattina hai il giornale pronto insieme al caffè…
Non so se ci riusciranno….ma secondo me, quella di Gates e Murdoch è una pessima idea….se De Benedetti si aggiunge, sbaglia anche lui.
vadremo se google cede…
9 dicembre, 2009 alle 9:36 am
Il tribunale degli animali ha anche stabilito, a tutela del cane, che lui deve usare l’ascensore per poter accedere alle zone a lui riservate nei parchi della zona.
9 dicembre, 2009 alle 9:37 am
google non cedera’ mai, lo hanno gia’ dichiarato.
9 dicembre, 2009 alle 9:37 am
Tra l’altro ha ragione google: per loro è pubblicità.
infatti dalle news di google si ottengono solo i titoli delle notizie e il nome del giornale che le riporta.
L’articolo non si può leggere. Google indicizza e basta, fornendo il link del giornale che uno poi va a leggere.
Le nuove pubblicità sul web, non andranno a numero di clic?
In teoria dovrebbero essere Murdoch e De Benedetti a ….pagare Google…
9 dicembre, 2009 alle 9:44 am
E dopo la novità relativa alla consultazione a pagamento dopo i primi 5 articoli sembra che Google stia per lanciare una piattaforma parallela per Google News. La decisione, apprende l’Adnkronos, dovrebbe essere annunciata nelle prossime ore. In pratica si tratta della conseguenza pratica dell’istrutturia avviata nell’agosto scorso dall’Antitrust italiana nei confronti di Google per abuso di posizione dominante nei confronti degli editori. In questo modo gli editori potranno decidere di volta in volta se stare sulla nuova piattaforma oppure sul normale motore di ricerca Google.
9 dicembre, 2009 alle 9:46 am
E vista la sua mole, è facile pensare che non sarà una richiesta di lieve entità economica.
9 dicembre, 2009 alle 10:40 am
giustissimo che i giornali debbano essere pagati.
9 dicembre, 2009 alle 11:07 am
Murdoch-DeBenedetti, un nuovo patto d’acciaio? Da qualche giorno vediamo il canale Cielo, in attesa di autorizzazione a trasmettere, sulle frequenze DTT del Gruppo Espresso; oggi leggiamo che sulle news online i due editori la pensano allo stesso modo. Da lettore di Repubblica sono un po’ disorientato, perchè adesso mi appare chiaro il messaggio: se vuoi combattere il berlusconismo devi allearti con chi sta più a destra di lui. Non importa se è lo squalo della pay-TV, quello che è stato dichiarato il nemico n.1 della presidenza Obama. È una battaglia meramente personale fra l’ingegnere e il cavaliere che purtroppo coinvolge anche la politica. Solo così si può spiegare un centro-sinistra che polemizza contro l’aumento dell’IVA sull’abbonamento Sky, ossia protestare per difendere i ricchi abbonati di una TV a pagamento.
9 dicembre, 2009 alle 11:10 am
Non sono battaglie che si vincono o si perdono, ma, semplicemente, "massimizzare profitti minimizzando le perdite": arriveranno ad un accordo, conoscendo i polli e internet. E’ una delle solite guerre guerreggiate: il finanziatore di Google è Andy Bechtolsheim (Sun)
Agosto 1998
Andy Bechtolsheim, cofondatore della Sun, emette un assegno dell’importo di $ 100.000 a favore di un ente che non esiste ancora: un’azienda chiamata Google Inc.
Dall’altra c’è Murdoch e DeBenedetti (nessuno vuole tirare troppo l’elastico e il terreno è scivoloso)
PS (OT)
Qualcuno era a conoscenza di questa notizia?
http://crescente.blogspot.com/2003/09/la-comunita-ebraica-ha-diritto-delle.html
Ora capisco perchè la comunità ebraica ha votato gli ex-fascisti. Pazzesco, veramente. Soprattutto un punto: Dini è stato buttato fuori dal PD ed è ufficialmente con Berlusconi (che accoglie sempre tutti con un sorriso). Ora la comunità ebraica romana chi voterà?
9 dicembre, 2009 alle 11:15 am
Certo che se io fossi il sig. Google non farei altro che fondare una mia agenzia di notizie indipendente dalle altre (o farei un accordo con una delle) così quei cretinetti di giornali che attingono dalle agenzie invece che andare alla personale ricerca di notizie si troverebbero a pagare Google (che a quel punto potrebbe anche permettersi di restituire diciamo un 50% sotto forma di royalty per la consultazione delle notizie tramite il suo motore di ricerca).
Spero comunque che i due promotori di quest’ideona subiscano immantinente un’ispezione rettale, sono un po’ stufo di vedere dei vetusti ostacolare anzichè agevolare. Stiamo per entrare nel 2010, tra un po’ usciranno cose tipo carta elettronica eccetera e guardate questi (ci aggiungo B – anche se stavolta se n’è stato zitto non dubito che sotto sotto concordi con i due di cui sopra) cosa cercano di fare.
9 dicembre, 2009 alle 11:55 am
Si sta avverando uno dei sogni di Grillo.
Non sarà più possibile per lo Stato finanziare i giornali e tanto meno quelli di partito.
E’ possibile che Google debba pagare qualche giornalista.
9 dicembre, 2009 alle 12:32 pm
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Warning da Benetazzo
http://www.eugeniobenetazzo.com/benetazzo_riformista_seconda_parte.pdf
9 dicembre, 2009 alle 5:23 pm
mumble,mumble, mumble…. che colpe si potrebbero addossare a Berlusconi in questa questione? Any suggestion Mission?
giancarlo
9 dicembre, 2009 alle 6:34 pm
Egregio Dotto Lerner, sono un suo attento ascoltatore che nel tentetivo di rivedere l’infedele di lunedi’ scorso, perche’ come al solito, ,molto interessante , mi sono accorrto che sul sito della Sette la replica della tramisssione e’ ad un volume troppo basso. Possibile che alla Sette nessuno se ne sia accorto ? Faccia un bel Kazziatone a qualcuno(naturalmente scherzo) allo scopo di ripristinare un audio giusto(altre trasmissioni, ma non tutte , si sente bene). Grazie, Tullio
9 dicembre, 2009 alle 6:39 pm
caro GAD è vero che casaPound a Roma è in affitto in un palazzo di proprietà del Ministero della Pubblica istruzione ?
9 dicembre, 2009 alle 7:07 pm
http://www.internetforpeace.org/manifesto.cfm
leggete e aderite
9 dicembre, 2009 alle 7:20 pm
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FINALMENTE, LA PIZZA MADE IN ITALY HA IL MARCHIO EUROPEO.
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la "Pizza napoletana prodotta seconda la tradizione napoletana", ha ottenuto il riconoscimento europeo di specialità tradizionale garantita (Sgt) e verrà protetta dall’UE contro imitazioni e falsi.
Come pronosticato, il via libera è giunto oggi dal Comitato europeo per le indicazioni geografiche, denominazioni d’origine protette e specialità alimentari, riunito a Bruxelles.
Esulta Luca Zaia, ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali: "E’ una grande battaglia vinta per l’Italia. Nonostante gli ostacoli posti da alcuni Paesi membri.
La nostra pizza sarà Stg, specialità tradizionale garantita, a tutela in tutta Europa dei nostri pizzaioli, della nostra tradizione gastronomica e ovviamente della produzione agricola italiana. E’ un passo ulteriore nella direzione della tracciabilità e della etichettatura per l’agroalimentare".
E dopo il presidente della Regione Campania Bassolino, che già nelle ore di vigilia del verdetto Ue aveva parlato di grande vittoria, anche il sindaco di Napoli Rosa Russo Jervolino può dare sfogo alla gioia: "Un’ottima notizia per la nostra città e per tutti gli estimatori che la pizza napoletana ha nel mondo.
E’ la specialità gastronomica più imitata al mondo, ormai è possibile mangiarla ovunque, anche se con ingredienti e risultati spesso molto differenti dai nostri.
Era giusto, quindi, poter distinguere quella fatta a Napoli, con gli ingredienti e la preparazione che i nostri maestri pizzaioli si tramandano da anni, e tutelarla come ‘Specialita’ Tradizionale Garantità a livello europeo. Oggi è un giorno importante per Napoli, perché la pizza non è solo uno dei simboli più conosciuti della città, ma una grande ricchezza per noi e per il nostro patrimonio culturale e gastronomico".
Ma come sarà la “vera pizza napoletana” protetta dal marchio Sgt? Lo spiega Col diretti: “Oltre agli imprescindibili pomodoro, mozzarella di bufala dop o mozzarella STG, olio extravergine d’oliva e origano, un diametro non superiore ai 35 cm, il bordo rialzato (cornicione) tra 1 e 2 cm , e una consistenza insieme morbida, elastica e facilmente piegabile a libretto".
Si tratta, sottolinea Col diretti, di una prima forma di tutela di fronte al rischio concreto di trovarsi servito in pizzeria un prodotto preparato con cagliate provenienti dall’Est Europa invece della tradizionale mozzarella, pomodoro cinese invece di quello nostrano, olio di oliva tunisino e spagnolo e farina canadese o ucraina che sostituisce quella ottenuta dal grano nazionale.
Basti pensare che in Italia sono stati importati in un anno 500 milioni di chili di extravergine, 86 milioni di chili di cagliate per mozzarelle, 130 milioni di chili di concentrato di pomodoro e 5 miliardi di chili di grano tenero.
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La Pizza ha il marchio UE : la gioia di Napoli.
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