Ero un adolescente che incontrava al liceo Parini di Milano le prime forme di movimento collettivo fra coetanei, il 12 dicembre di quarant’anni fa. Ricordo la telefonata della nonna, con il gettone, da una cabina del centro. “Tranquilli, sono passata da piazza Fontana ma ero ben distante quando si è sentito lo scoppio della caldaia. Sto bene, torno a casa”. Invece era una bomba. Un’ingiustizia sanguinaria. E quarant’anni dopo la magistratura non è ancora riuscita a punire chi l’ha perpetrata. Ha solo confermato la sensazione netta che fin da ragazzi si affermò (con ragione) tra di noi. Che non avrebbero potuto metterla, quella bomba, senza connivenze e ispirazione dall’interno di strutture deviate dello Stato. Che i mass media di regime trasmettevano menzogne e false accuse per demonizzare la rivolta sociale in corso. Che lo Stato democratico rischiava di manifestarsi solo come nozione astratta. Ha perfettamente ragione, dunque, chi ricorda la bomba alla Banca Nazionale dell’Agricoltura di Milano e i fatti oscuri, dolorosi che ne seguirono come un’iniziazione alla politica. Il messaggio, purtroppo, era: qui in Italia c’è democrazia solo a parole.
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14 dicembre, 2009 alle 11:50 pm
Babajaga
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14 dicembre, 2009 alle 11:46 pm
POVERA ITALIA ANZI ITAGLIA DI STRAGISTI FASCISTI ALLORA ED OGGI RITOCCATI E TRAVESTITI DA MODERATI
13 dicembre, 2009 alle 8:15 pm
Sono passati 40 anni dalla strage di piazza Fontana. Sono passati 39 anni da quel giorno in cui stavo andando in università e ho ricordato tristemente al vicino di pullmann che era già passato un anno: quello, ridendo (sì, ridendo), disse "ah l’anniversario di Santa Lucia?". Ora so che non è cambiato niente da allora. Avevo anche pensato che, se forse c’era ancora una speranza, era quella di cominciare a comunicare con le loro pance anzichè con le loro teste. Adesso penso che alle pance ci siamo arrivati e ne stiamo uscendo insozzati. Adesso siamo un paese diviso, bel risultato, complimenti, e le parti non sanno più parlarsi; impregnati di una morale che non è mai stata così elastica, mai l’ipocrisia ha tanto trionfato: penso a tutti i denigratori dell’entrata in vigore dell’euro, cosa farebbero adesso, credo che sarebbero capaci di rispondere che non l’hanno mai osteggiato! Mi chiedo perchè i PAC no e le escort e coca sì! Il crocifisso sì e i barconi no. Consiglio agli strenui difensori del crocifisso-ovunque in una così tanta Italia cattolica, di appenderlo, sì, ma girato contro il muro, per rispetto di coloro che ci credono davvero. Mi fa orrore la sicurezza di chi dice di voler difendere le radici cristiane e contemporaneamente tratta con arroganza i diversi da sè.
Noi anime tronfie non ascoltiamo più niente e nessuno, il mondo che abbiamo costruito cavalca veloce verso il suo niente che lo divora come una grande bocca famelica, come il gorgo del mare che ingoia disperati. Ma chi crediamo di essere?
13 dicembre, 2009 alle 7:11 pm
ITALIA LIBERA!
http://www.youtube.com/watch?v=GICWkNV0ea4
13 dicembre, 2009 alle 7:03 pm
COLPITO BERLUSCONI AL VOLTO PESANTEMEMTE STA MALE SANGUINA COPIOSAMENTE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
13 dicembre, 2009 alle 5:13 pm
299
Ho un orrido ricordo del Liceo Manzoni e un felice ricordo del liceo Beccaria.
13 dicembre, 2009 alle 3:55 pm
Continuo a sperare in Piazzale Arcore.
13 dicembre, 2009 alle 2:33 pm
Tra poco l’amico di Mangano in Piazza Duomo, Piazzale Loreto dista
un paio di km una chiara provocazione dopo il 12 dicembre.
13 dicembre, 2009 alle 2:27 pm
Per 299
L’ennesima sua sciocchezza signor Gad Lerner. Il liceo Parini è un normalissimo liceo storicamente con docenti e studenti di sinistra sono ben altre le scuole borghesi e fasciste.
13 dicembre, 2009 alle 9:22 am
Il nome del Parini richiama inevitabilmente l’episodio del ’66 e del processo intentato a tre giovani redattori de "La zanzara", che era il periodico realizzato all’interno dell’Istituto, a seguito della pubblicazione di un’inchiesta sulla sessualità, realizzata mediante interviste a studentesse e studenti del Liceo.
Fu una vicenda che suscitò una larghissima eco e che divise opinione pubblica e partiti.
Finì con l’assoluzione dei tre giovani redattori, supportati dalla campagna mediatica dei partiti di sinistra, che all’epoca si schierarono senza ipocrisie a favore di un futuro meno bigotto e più libero.
Direi che non è stato l’atteggiamento che alla fine si è imposto, se, per certi versi, ad un certo bigottismo e alla curiosità pruriginosa che sempre l’accompagna, siamo tornati dopo un così lungo peregrinare e ci siamo tornati addirittura a ruoli ribaltati
Buona giornata al sig Gad e a tutte/i
13 dicembre, 2009 alle 8:26 am
Puntaspilli!
ciao e Auguri di Ogni Bene anche a te e Famiglia
13 dicembre, 2009 alle 8:22 am
Un saluto veloce e auguri di buon Natale a tutti i blogger, e naturalmente e soprattutto a Gad.