@ RADIO SOL 64
Ma tu pensi che il nostro paese sia xenofobo o no?
Perchè se non lo pensi posso dissuaderti. Da qulche anno mi sono trasferita dalla Toscana alla Padania e ho potuto constatare quache cambiamento.
Per esempio anni fa era comune parlare male dei meridionali, tanto che a Milano non era raro vedere un cartello con la scritta: non si affitta a meridionali.
Oggi le cose sono cambiate, grazie alla Lega, dei meridionali non si parla più si è spostato il tiro sugli extracomunitari. Il giornale più venduto è la Provincia che si segnala soprattutto per le cronache paesane.
Inoltre non è raro sentire discorsi di questo tenore, guardando passare qualche extracom:"fra un po’ comanderanno loro"
A dire la verità se ne stanno piuttosto appartati e non so quando si avvererà la profezia, m quello che più mi meraviglia è che sono gli stessi meridionali a non volere gli immigrati. Perchè questo? perchè l’informazione
è manipolata in modo da fare percepire il diverso come un pericolo. Sono diminuiti i furti e le rapine e le violenze sessuali avvengono per il 60% in famiglia, ma la stampa e la televisione coninuano a parlare soprattutto
dei reati commessi dagli immigrati.
Tutto questo secondo me non ci migliora, anzi.
Un saluto a tutti i blogger
nessun tono solo complimentarmi con gad, che continui con la sua informazione giusta e trasparente per il bene dei cittadini indifesi, e deboli. non lasciarsi condizionare dal potere. buon 2010
Guzzanti apre gli occhi su Berlusconi, durante una delle tante battaglie in forza italia
In un periodo dove le turbolenze politiche dominano le prime pagine dei giornali, dove le direttive dei leader vengono puntualmente disattese, dove le incollature alle poltrone sfidano anche il più affilato dei bisturi, la presa di coscienza di Paolo Guzzanti fa sorridere, anzi fa tenerezza. Dopo anni di battaglie al fianco del cavaliere, scopre che quest’ultimo : ”…si presenta alla sua gente circondato dai gorilla e con la radiolina all’orecchio…che il partito è composto da una corte osannante……che i parlamentari sono nominati con criteri che in alcuni casi provocano imbarazzo e rossore!”
Frasi che nel panorama politico italiano risultano nuove, a nessuno era mai venuto in mente di descrivere in questo modo il partito di forza italia. C’è un gran bisogno di una tale lucidità mentale.
Intanto il ”nostro” si è iscritto al gruppo misto.
”Ci ridia il seggio!”, tuona Bondi.
Mai avrei pensato in vita mia di essere daccordo con Bondi!
63,
scusa oniryc. devi renderti conto di una cosa: che la società è fatta da individui, quindi devi entrare nell’ordine delle idee che si parla a dei singoli che si aggregano su un comune sentire. Quindi se "colui/coloro che pensano di avere la ricetta" demonizzano questo comune sentire: chi è in torto?
Se un GAD quaslsiasi etichetta la Lega come razzista, automaticamente etichetta :
1) I Leghisti
2) 2 Coloro che votano Lega
3) i simpatizzanti.
Con quale effetto se si taccia/tacciate come ignoranti questa categoria?
Ma io con il mio intervento non mi proponevo di dare soluzioni così alte riguardo a temi che peraltro spesso vengono branditi prendendoli per i loro estremi che già è un modo per eludere quello che invece ci sta nel mezzo. Quando ad esempio Gad Lerner teorizza che il nostro paese sia xenofobo, in realtà lo fa portando esempi estremi che spesso sono del tutto estranei a ciò che mediamente la massa fa e pensa. Dopodichè stroncare il prossimo tacciandolo di essere razzista, quindi ignorante e quindi tutto ciò che ne consegue, è uno straordinario modo per non dover discutere, è uno straordinario modo elegante per eludere il tema e per di più eluderlo faccendo passare l’idea che culturalmente ed eticamente nel torto sono gli altri: quando tu medesimo in realtà al tema non hai dato alcun contributo, ma lo hai solo sfregiato, lo hai solo usato per fare una cronaca di fatti e basta. Quindi quando ponevo l’accento sul Gad Lerner che inevitabilmente nei suoi scritti, nei suoi viaggi, nelle sue emozioni, nella proposta dei simboli, tradisce ineludibilmente le radici a cui appartiene e tradisce ineludibilmente il fatto che egli abbia una patente di appartenenza ad una comunità che è qualcosa di ben diverso e distinto rispetto al fatto squisitamente burocratico di possedere una cittadinanza o una doppia cittadinanza, stavo proprio dicendo che nel suo modo di proporsi c’è evidente il richiamo delle affinità, mentre nei riguardi di coloro che sono distanti dalla sua condizione culturale ed umana, c’è una disponibilità diversa che sfocia financo nell’ostilità e nella supponenza intellettuale: e se anche noi quindi ci ponessimo nei riguardi dello straniero con medesimo tono ed arroganza? Insomma, alla fin fine, non è che lo stesso Gad dà dimostrazione pratica di come praticare nei fatti il dialogo ed il multiculturalismo e l’integrazione sia molto ma molto più difficile e talvolta impraticabile che non stare a dire delle parole? Rispetto alle parole, alle frasi di condanna, alle frasi di apertura, nei fatti dove stanno gli esempi di tale dialogo?
@60 è giusto chiedere l’ascolto, ma è difficile che una fobia possa essere guarita a discorsi. il primo passo è, sempre, la decisione del malato di dichiarare e riconoscere la malattia in quanto tale.
fino a che continua a razionalizzare, a rendere logica e necessaria la sua sindrome, non c’è possibilità di remissione.
Carissimo Luca, bella considerazione, in apparenza, peccato l’assoluto qualunquismo del tuo concetto.
Secondo la tua affermazione di dialogo con tutti, all’ora cosa facciamo, trattiamo anche con la mafia? O cerchiamo di accettare i discorsi di chi porta avanti discorsi xenofobi?
Pinko con questa affermazione mischi la Mer.da con il concime: nel senso che con la Mafia non si DEVE avere colloquio, ma una guerra senza quartiere. Invece contro la xenofobia (paura dello straniero/diverso) si deve avere un approccio totalmente diverso.
Sicuramente demonizzare, mettere all’indice, le persone che palesano tale condizione, che non è una malattia, occorre replicare e con argomenti validi!
Carissimo Luca, bella considerazione, in apparenza, peccato l’assoluto qualunquismo del tuo concetto.
Secondo la tua affermazione di dialogo con tutti, all’ora cosa facciamo, trattiamo anche con la mafia? O cerchiamo di accettare i discorsi di chi porta avanti discorsi xenofobi?
O accettiamo una critica/condanna in stile Ferrara solo per tessera presa?
Si dialoga solo tra parti serie e sane anche se diversi, non con chi porta avanti idee aberranti, o con chi, con la scusa del dialogo, vuole imporre le propie idee a colpi di maggioranza.
Sa cosa mi colpisce di lei Gad? Che nel suo blog trova sempre una parola buona, una carezza, un particolare cenno d’affetto per coloro che condividono od hanno condiviso le sue medesime esperienze: siano esse culturali, storiche, fatte di viaggi e di sensazioni che questi ispirano. Una "fratellanza" insomma mai banale, ma frutto della condivisione culturale dei fatti, o della condivisione di un sentimento, sia pur esso umano e/o religioso. In una parola lei dà l’esatta sensazione, anzi certezza, che attraverso quei viaggi, attraverso alcune persone, attraverso certe esperienze vissute, attraverso le tradizioni, lei ritrova e si ritrova esattamente nel suo mondo: quello che effettivamente le appartiene, nei simboli, negli odori, nei volti che incontra, nelle storie…diciamo che questa medesima fratellanza e questo medesimo sentire non lo propone affatto verso tutte le categorie di persone. Nei confronti di alcune delle quali dimostra durezza, diffidenza, disprezzo vivo: è un peccato…perchè in una società multietnica, multiculturale come Ella auspica, bisogna sopratutto e non solo "tollerare" che è una bruttissima parola, ma è necessario "DIALOGARE". Eppure lei non ci riesce affatto a dialogare con gli altri "diversi" da lei e pretenderebbe non si sa in nome di che cosa di delegare la funzione a noi piccoli umani. E se lei cominciasse con il dare un valido esempio? Chè dialogare non è conoscere la storia e le tradizioni degli altri, ma saper accogliere senza ostilità le idee degli altri, senza pregiudizi di tipo intellettualistico, senza supporre di poter giudicare il prossimo dall’alto di una presunta e non dimostrata superiorità morale o culturale. Attendo fiducioso il buon esempio.
Egregio Sig. Lerner
Se l’è voluto. D’ora in poi per me lei è Dadone.
D’ora in poi, il lunedì sera sarà più divertente inveire contro di lei chiamandola così. "Lascia parlare, Dadone! Basta prediche, Dadone! Perchè chiami cinquanta persone e perdi venti minuti a presentarle se poi, appena dicono a … parti tu con le tue spiegazioni!" Quando andrò a prendermi un biscotto all’ennesima interruzione pubblicitaria maledirò me stesso perchè continuo, da vent’anni a seguire le sue (di lei, Lerner) trasmissioni. Basta Dadone, non mi freghi più … fossi almeno simpatico…
Sa cosa mi colpisce di lei Gad? Che nel suo blog trova sempre una parola buona, una carezza, un particolare cenno d’affetto per coloro che condividono od hanno condiviso le sue medesime esperienze: siano esse culturali, storiche, fatte di viaggi e di sensazioni che questi ispirano. Una "fratellanza" insomma mai banale, ma frutto della condivisione culturale dei fatti, o della condivisione di un sentimento, sia pur esso umano e/o religioso. In una parola lei dà l’esatta sensazione, anzi certezza, che attraverso quei viaggi, attraverso alcune persone, attraverso certe esperienze vissute, attraverso le tradizioni, lei ritrova e si ritrova esattamente nel suo mondo: quello che effettivamente le appartiene, nei simboli, negli odori, nei volti che incontra, nelle storie…diciamo che questa medesima fratellanza e questo medesimo sentire non lo propone affatto verso tutte le categorie di persone. Nei confronti di alcune delle quali dimostra durezza, diffidenza, disprezzo vivo: è un peccato…perchè in una società multietnica, multiculturale come Ella auspica, bisogna sopratutto e non solo "tollerare" che è una bruttissima parola, ma è necessario "DIALOGARE". Eppure lei non ci riesce affatto a dialogare con gli altri "diversi" da lei e pretenderebbe non si sa in nome di che cosa di delegare la funzione a noi piccoli umani. E se lei cominciasse con il dare un valido esempio? Chè dialogare non è conoscere la storia e le tradizioni degli altri, ma saper accogliere senza ostilità le idee degli altri, senza pregiudizi di tipo intellettualistico, senza supporre di poter giudicare il prossimo dall’alto di una presunta e non dimostrata superiorità morale o culturale. Attendo fiducioso il buon esempio.
Gentilissimo Dott. Lerner
ho appena letto "Scintille", durante le ultime pagine desideravo che non finisse mai, sensazione che non mi capita spesso e che ho provato leggendo Chaim Potok.
in attesa del suo prossimo libro le auguro uno splendido nuovo anno
Sabato 4 settembre, al Teatro La Fenice di Venezia, parteciperò con il mio libro “Scintille” alla serata in cui verrà designato, fra i cinque finalisti, il vincitore del Premio lettarario Campiello. Concorrono insieme a me: Gianrico Carofiglio (”Le perfezioni provvisorie”); Michela Murgia (”Accabadora”); Laura Pariani (”Milano è una selva oscura”); e Antonio Pennacchi (”Canale Mussolini”). [...]
3 gennaio, 2010 alle 3:18 pm
Quella recensione è bellissima.
Ancora penso con nostalgia alla vostra doppia conduzione di Otto e mezzo.
2 gennaio, 2010 alle 5:44 pm
@ RADIO SOL 64
Ma tu pensi che il nostro paese sia xenofobo o no?
Perchè se non lo pensi posso dissuaderti. Da qulche anno mi sono trasferita dalla Toscana alla Padania e ho potuto constatare quache cambiamento.
Per esempio anni fa era comune parlare male dei meridionali, tanto che a Milano non era raro vedere un cartello con la scritta: non si affitta a meridionali.
Oggi le cose sono cambiate, grazie alla Lega, dei meridionali non si parla più si è spostato il tiro sugli extracomunitari. Il giornale più venduto è la Provincia che si segnala soprattutto per le cronache paesane.
Inoltre non è raro sentire discorsi di questo tenore, guardando passare qualche extracom:"fra un po’ comanderanno loro"
A dire la verità se ne stanno piuttosto appartati e non so quando si avvererà la profezia, m quello che più mi meraviglia è che sono gli stessi meridionali a non volere gli immigrati. Perchè questo? perchè l’informazione
è manipolata in modo da fare percepire il diverso come un pericolo. Sono diminuiti i furti e le rapine e le violenze sessuali avvengono per il 60% in famiglia, ma la stampa e la televisione coninuano a parlare soprattutto
dei reati commessi dagli immigrati.
Tutto questo secondo me non ci migliora, anzi.
Un saluto a tutti i blogger
2 gennaio, 2010 alle 4:28 pm
google : blog di marco travaglio : pezzo su Napolitano
2 gennaio, 2010 alle 4:27 pm
temo gli Achei anche se portano doni…. no GAD ?
31 dicembre, 2009 alle 8:35 pm
nessun tono solo complimentarmi con gad, che continui con la sua informazione giusta e trasparente per il bene dei cittadini indifesi, e deboli. non lasciarsi condizionare dal potere. buon 2010
31 dicembre, 2009 alle 2:46 pm
Guzzanti apre gli occhi su Berlusconi, durante una delle tante battaglie in forza italia
In un periodo dove le turbolenze politiche dominano le prime pagine dei giornali, dove le direttive dei leader vengono puntualmente disattese, dove le incollature alle poltrone sfidano anche il più affilato dei bisturi, la presa di coscienza di Paolo Guzzanti fa sorridere, anzi fa tenerezza. Dopo anni di battaglie al fianco del cavaliere, scopre che quest’ultimo : ”…si presenta alla sua gente circondato dai gorilla e con la radiolina all’orecchio…che il partito è composto da una corte osannante……che i parlamentari sono nominati con criteri che in alcuni casi provocano imbarazzo e rossore!”
Frasi che nel panorama politico italiano risultano nuove, a nessuno era mai venuto in mente di descrivere in questo modo il partito di forza italia. C’è un gran bisogno di una tale lucidità mentale.
Intanto il ”nostro” si è iscritto al gruppo misto.
”Ci ridia il seggio!”, tuona Bondi.
Mai avrei pensato in vita mia di essere daccordo con Bondi!
31 dicembre, 2009 alle 2:23 pm
E’ una scoperta incredibile, Gad, ne hai parlato con gli archeologi?
31 dicembre, 2009 alle 1:56 pm
63,
scusa oniryc. devi renderti conto di una cosa: che la società è fatta da individui, quindi devi entrare nell’ordine delle idee che si parla a dei singoli che si aggregano su un comune sentire. Quindi se "colui/coloro che pensano di avere la ricetta" demonizzano questo comune sentire: chi è in torto?
Se un GAD quaslsiasi etichetta la Lega come razzista, automaticamente etichetta :
1) I Leghisti
2) 2 Coloro che votano Lega
3) i simpatizzanti.
Con quale effetto se si taccia/tacciate come ignoranti questa categoria?
A voi la sentenza…
31 dicembre, 2009 alle 1:13 pm
Ma io con il mio intervento non mi proponevo di dare soluzioni così alte riguardo a temi che peraltro spesso vengono branditi prendendoli per i loro estremi che già è un modo per eludere quello che invece ci sta nel mezzo. Quando ad esempio Gad Lerner teorizza che il nostro paese sia xenofobo, in realtà lo fa portando esempi estremi che spesso sono del tutto estranei a ciò che mediamente la massa fa e pensa. Dopodichè stroncare il prossimo tacciandolo di essere razzista, quindi ignorante e quindi tutto ciò che ne consegue, è uno straordinario modo per non dover discutere, è uno straordinario modo elegante per eludere il tema e per di più eluderlo faccendo passare l’idea che culturalmente ed eticamente nel torto sono gli altri: quando tu medesimo in realtà al tema non hai dato alcun contributo, ma lo hai solo sfregiato, lo hai solo usato per fare una cronaca di fatti e basta. Quindi quando ponevo l’accento sul Gad Lerner che inevitabilmente nei suoi scritti, nei suoi viaggi, nelle sue emozioni, nella proposta dei simboli, tradisce ineludibilmente le radici a cui appartiene e tradisce ineludibilmente il fatto che egli abbia una patente di appartenenza ad una comunità che è qualcosa di ben diverso e distinto rispetto al fatto squisitamente burocratico di possedere una cittadinanza o una doppia cittadinanza, stavo proprio dicendo che nel suo modo di proporsi c’è evidente il richiamo delle affinità, mentre nei riguardi di coloro che sono distanti dalla sua condizione culturale ed umana, c’è una disponibilità diversa che sfocia financo nell’ostilità e nella supponenza intellettuale: e se anche noi quindi ci ponessimo nei riguardi dello straniero con medesimo tono ed arroganza? Insomma, alla fin fine, non è che lo stesso Gad dà dimostrazione pratica di come praticare nei fatti il dialogo ed il multiculturalismo e l’integrazione sia molto ma molto più difficile e talvolta impraticabile che non stare a dire delle parole? Rispetto alle parole, alle frasi di condanna, alle frasi di apertura, nei fatti dove stanno gli esempi di tale dialogo?
31 dicembre, 2009 alle 1:11 pm
@60 è giusto chiedere l’ascolto, ma è difficile che una fobia possa essere guarita a discorsi. il primo passo è, sempre, la decisione del malato di dichiarare e riconoscere la malattia in quanto tale.
fino a che continua a razionalizzare, a rendere logica e necessaria la sua sindrome, non c’è possibilità di remissione.
31 dicembre, 2009 alle 12:54 pm
Certo mission,
basta una banderuola come te per fare il resto:
te lo ripeto, anche se mi hai detto di farlo in italiano
Ma va a ciapà i racc…
ta se pes te del terebuler…
31 dicembre, 2009 alle 12:36 pm
OK senza quartiere, basta una villa, con lo stalliere giusto
31 dicembre, 2009 alle 11:33 am
Pinko con questa affermazione mischi la Mer.da con il concime: nel senso che con la Mafia non si DEVE avere colloquio, ma una guerra senza quartiere. Invece contro la xenofobia (paura dello straniero/diverso) si deve avere un approccio totalmente diverso.
Sicuramente demonizzare, mettere all’indice, le persone che palesano tale condizione, che non è una malattia, occorre replicare e con argomenti validi!
31 dicembre, 2009 alle 11:10 am
Carissimo Luca, bella considerazione, in apparenza, peccato l’assoluto qualunquismo del tuo concetto.
Secondo la tua affermazione di dialogo con tutti, all’ora cosa facciamo, trattiamo anche con la mafia? O cerchiamo di accettare i discorsi di chi porta avanti discorsi xenofobi?
O accettiamo una critica/condanna in stile Ferrara solo per tessera presa?
Si dialoga solo tra parti serie e sane anche se diversi, non con chi porta avanti idee aberranti, o con chi, con la scusa del dialogo, vuole imporre le propie idee a colpi di maggioranza.
31 dicembre, 2009 alle 10:39 am
aspette, non sperare…
31 dicembre, 2009 alle 10:36 am
Egregio Sig. Lerner
Se l’è voluto. D’ora in poi per me lei è Dadone.
D’ora in poi, il lunedì sera sarà più divertente inveire contro di lei chiamandola così. "Lascia parlare, Dadone! Basta prediche, Dadone! Perchè chiami cinquanta persone e perdi venti minuti a presentarle se poi, appena dicono a … parti tu con le tue spiegazioni!" Quando andrò a prendermi un biscotto all’ennesima interruzione pubblicitaria maledirò me stesso perchè continuo, da vent’anni a seguire le sue (di lei, Lerner) trasmissioni. Basta Dadone, non mi freghi più … fossi almeno simpatico…
31 dicembre, 2009 alle 10:09 am
Sa cosa mi colpisce di lei Gad? Che nel suo blog trova sempre una parola buona, una carezza, un particolare cenno d’affetto per coloro che condividono od hanno condiviso le sue medesime esperienze: siano esse culturali, storiche, fatte di viaggi e di sensazioni che questi ispirano. Una "fratellanza" insomma mai banale, ma frutto della condivisione culturale dei fatti, o della condivisione di un sentimento, sia pur esso umano e/o religioso. In una parola lei dà l’esatta sensazione, anzi certezza, che attraverso quei viaggi, attraverso alcune persone, attraverso certe esperienze vissute, attraverso le tradizioni, lei ritrova e si ritrova esattamente nel suo mondo: quello che effettivamente le appartiene, nei simboli, negli odori, nei volti che incontra, nelle storie…diciamo che questa medesima fratellanza e questo medesimo sentire non lo propone affatto verso tutte le categorie di persone. Nei confronti di alcune delle quali dimostra durezza, diffidenza, disprezzo vivo: è un peccato…perchè in una società multietnica, multiculturale come Ella auspica, bisogna sopratutto e non solo "tollerare" che è una bruttissima parola, ma è necessario "DIALOGARE". Eppure lei non ci riesce affatto a dialogare con gli altri "diversi" da lei e pretenderebbe non si sa in nome di che cosa di delegare la funzione a noi piccoli umani. E se lei cominciasse con il dare un valido esempio? Chè dialogare non è conoscere la storia e le tradizioni degli altri, ma saper accogliere senza ostilità le idee degli altri, senza pregiudizi di tipo intellettualistico, senza supporre di poter giudicare il prossimo dall’alto di una presunta e non dimostrata superiorità morale o culturale. Attendo fiducioso il buon esempio.
30 dicembre, 2009 alle 8:37 pm
Gentilissimo Dott. Lerner
ho appena letto "Scintille", durante le ultime pagine desideravo che non finisse mai, sensazione che non mi capita spesso e che ho provato leggendo Chaim Potok.
in attesa del suo prossimo libro le auguro uno splendido nuovo anno
30 dicembre, 2009 alle 8:30 pm
#32. Stai dimagrendo a vista d’occhio. Come mai?
30 dicembre, 2009 alle 6:26 pm
Margheri’ grazie del complimento , ma sono naturalmente vecchia!
30 dicembre, 2009 alle 6:09 pm
buon anno bellissima Linda
30 dicembre, 2009 alle 5:59 pm
Cara Margherita. mi fa’ piacere che tu sia d’accordo con me…Gad a volte è un po’ gnucco…Buon Anno!