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Giuliano Ferrara e il “vero Lerner”

lunedì, 4 gennaio 2010

Scintille

Giuliano Ferrara e il “vero Lerner”

Questa recensione di Giuliano Ferrara al mio libro “Scintille” è uscita il 24 dicembre 2009 sulla prima pagina de “Il Foglio”.
Mio padre diceva scherzando, ma con una sfumatura di vera malinconia, che la famiglia è una associazione per delinquere.
Innamorato del mito della ragione, considerava il sangue l’origine dei sentimenti più pericolosi.
L’ultimo libro di Gad Lerner è una resa dei conti traboccante sorpresa, spaesamento ed emozione con la famiglia d’origine, prima di tutti con il padre.
La lettura è una rivelazione, un racconto religioso che mi fa amare questo strano amico e poi nemico e poi di nuovo amico di una vita o giù di lì.
Quanta inimicizia possa contenere un’amicizia è dimostrato infatti dal mio pregiudizio su Gad Lerner.
Lo trovo opportunista, vile, corrivo, obliquo, venato perfino di una certa infamia da primo della classe e delatore del vicino di banco, ma anche intelligente, colto, curioso, vitale e simpaticissimo come capobranco dei suoi figli, compagnone, militante, marito, animale da chiacchiera e convivio.
Ora che ho finito di leggere il suo feltrinelliano “Scintille”, un autoritratto delicato, tormentato, confuso, ho abrogato ogni mio pregiudizio sul tipo umano che è Gad Lerner.
Gli voglio bene, come immagino gliene vogliano migliaia di lettori, e basta.
L’inimicizia nell’amicizia resta, naturalmente, ma confinata alle passioni politiche.
Roba minore, nella maturità di un uomo.
Sono contento che Giulio Meotti di questo libro abbia stroncato, nel Foglio, la parte caduca: l’antisionismo politico, la confusa mistica dell’inappartenenza apolide che induce l’autore ad amare follemente e a follemente detestare lo Stato d’Israele, quella dannata ed esigente terza sua patria di cui sospetta e analizza l’imminente scomparsa, chiacchierando con un emissario di Hezbollah a Beirut.
Qui posso occuparmi d’altro, di quel che molto importa nell’autoritratto di un Bastardo (è il titolo del blog dell’autore).
Qui conta Gad, il falso Lerner in rivolta totale contro suo padre Moshé, il vero Lerner, eroe letterario figlio delle grandi paternità ebraiche di Roth e di Richler ma prototipo originale e in carne ed ossa del medesimo Gad o Dadone; e conta un figlio maschio pieno di innamorata incomprensione verso sua madre, la sensuale Tali della famiglia sefardita dei Tarragan, fiori del Libano e innesti orientalisti in Aleppo, che scambiarono gli anni Quaranta del Novecento, Shoah compresa, per una incantata età dell’oro.
Per non parlare della nonna paterna senz’ombra di Proust, la Mamcia e poi la Teta (arabo per nonna), venuta dalla Galizia.
Teta si procura il fastidio anche fisico del piccolo Gad, perché sembra all’occhio cattivo degli infanti l’anima nera e mesta e scoreggiona della combriccola, una parente di cui vergognarsi; mentre a sorpresa, nell’happy ending, questa cicciona della tribù degli ostjuden si rivela una esagerata “Rotschild dei Carpazi” che ha saputo santificare come pochi altri la sua esistenza di ebrea askenazita, occupandosi soprattutto dell’esistenza degli altri. Senza tanto farlo sapere.
Mamma mia. Nessuno nella generazione di Gad (e dintorni) aveva avuto il coraggio di affrontare papà e mamma viventi e vegeti, e di abbatterli in effigie per il solo fatto di parlarne in piena libertà, in rivolta morale verso il lascito incompreso.
Per uno strappo di quella portata ci vuole la chutzpah, quel carattere ebraico, quella stupenda faccia tosta che non a caso è spiegata attraverso questa celebre storiella: un uomo che ha ucciso i genitori chiede clemenza alla Corte perché è orfano.
Precisamente quel che fa Gad nel proprio resoconto esistenziale, associando il lettore alle sue emozioni in un viaggio zoppicante alle origini dell’inafferrabile Colpa originaria che ricade sui figli.
Perché una lacerazione così profonda prenda forma e trovi le parole ci voleva anche un padre provocatore, un Deus ex machina che preme il grilletto e spara, un Moshé che telefona a una famosa scrittrice dopo aver letto una sua intervista di argomento familiare con suo figlio, e le dice (è l’incipit folgorante del racconto): “Pronto… le interesserebbe avere un’intervista con il vero Lerner?”.
Ci vuole inoltre un divorzio subito con dolore.
Ci vuole una vita paterna disordinata e girovaga, ché Gad certo ama gli zingari ma niente concede allo spirito zingaresco di suo padre, al suo ennesimo appartamento dove le carte accatastate, inservibili, forse inutili, gli impediscono la deambulazione.
E si capisce, visto che il padre si comporta da donchisciotte senza scudiero, affronta da solo e in età avanzata viaggi scomodi per raggiungere il figlio a sorpresa, senza dirgli niente, nelle sue conferenze, e si siede in prima fila, e lo chiama Dadone in segno di sfida, facendolo ribollire d’ira, e gli dice nella sua lingua seduttiva e inaccurata, nel suo italiano parlato come sesto idioma personale, che è bravo sì, bravino il Gad, non a caso è figlio del vero Lerner, ma un paio di consigli paterni lo farebbero ancora più bravo, e riscompare nelle nebbie monferrine senza lasciare dietro di sé altro che strani sentimenti di pudore violato, se non di vergogna.
Ho letto tanta letteratura ebraica purissima e ancora non ho capito se venga prima la paternità abramitica, che fa dei figli tanti Isacco sempre in sospetto di sacrificio, o il Dio monoteista che ordina alla specie di differenziarsi e fonda la stirpe e il suo orgoglio sull’abbandono della casa del padre. In ogni caso in questo libro ci sono pagine di puro amore filiale e di pura resistenza all’amore che ne riscattano qualunque difetto di struttura, qualunque incertezza tra autoritratto e reportage, qualunque eventuale falsificazione inconscia, qualunque genericità.
Nella sua ricerca delle origini, nell’amarezza dei suoi rifiuti, nel viaggio impossibile verso un abbraccio non competitivo e verso un lascito non rassegnato, Gad Lerner non fa come Daniel Mendelsohn o Jonathan Safran Foer, scavatori della memoria e del suo brand artistico, non metaforizza, non usa il realismo magico, non celebra il suo destino fictional, sceglie invece di sbattere in faccia al suo presente, s’imbroglia con il Kaddish, dà vita con rara modestia e onestà spirituale ai suoi fantasmi, e li uccide per sopravvivere.
La morale è ovvia. Volete sapere qualcosa di un predicatore di contaminazioni e di uno spregiatore dell’identità?
Siete ben serviti dal gilgul, il vagabondaggio rotatorio delle anime nel loro esilio, siete serviti dal piccolo informale e artigianale cabbalismo dell’ultimo campione delle famiglie Lerner e Tarragan, dai suoi viaggi libanesi e galiziani, dal suo inseguimento a ritroso di una storia che ha schiacciato i suoi genitori e dalla quale lui, invece, ha una indomabile voglia di riscattarsi.
Dal suo formidabile libro in cui tutto si spiega.

Giuliano Ferrara

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Gad - che ha scritto 2637 post su Gad Lerner.

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Commenti per questo articolo

[10] 9 8 7 6 5 4 3 2 1 » Mostra tutti i commenti

  1. 474
    Giuseppe Basile scrive:

    Mi sono permesso di prendere a prestito la prima pagina del suo libro Scintille. Storie di anime vagabonde, per farne un messaggio di augurio di Buon Natale agli amici.
    Ho letto il suo libro appena uscito per un mio interesse professionale, perchè credo che il ritorno al proprio passato ha qualcosa di salvifico e lo vedo e ne sono sempre più convinto nel mio lavoro di psicoterapeuta.
    Spero di farle cosa gradita inviarle il mio piccolo commento – augurio alla pagina, chiedendole scusa per l’appropriazione indebita.
    Grazie per la pagina
    Giuseppe Basile

    “Onora tuo padre e tua madre,” prescrive il Comandamento, “affinché si prolunghino i tuoi giorni nella terra che il Signore Dio tuo ti dà.”
    Sono consapevole di aver violato la più ovvia delle leggi naturali, che impone il rispetto là dove non bastasse l’istinto d’amore verso i genitori. Ma rileggendo ora nella lingua biblica quella frase scolpita sulle Tavole del Sinai, mi colpisce un dettaglio di non poco conto. Il verbo imperativo Kabed, con cui esordisce il Comandamento, significa letteralmente “dai peso” a tuo padre e tua madre. In ebraico la parola kaved, da cui deriva quel Kabed, significa difatti “pesante”.
    Non siamo tributari al padre e alla madre di una nozione retorica d’onore e di gloria, come la traduzione potrebbe indurre a equivocare. Siamo invece tenuti a dare ai genitori il loro giusto peso. La dovuta importanza. Non trattare con leggerezza tuo padre e tua madre, se vuoi prolungare una vita degna e consapevole. Sforzati di comprenderli anche in ciò che non ti hanno trasmesso. Solo così ti rappacificherai.
    Chiedo scusa al papà e alla mamma, dunque, se in taluni punti apparirà sgradevole, ma il mio è il racconto di un’incomprensione. Non ho atteso la vostra morte, prima di scriverlo, perché la vostra infelicità sia consolata almeno dal sapere che vi ho dato peso. E dopo essermi messo in cerca di quel che vi è accaduto, senza che neppure riusciste a spiegarlo a voi stessi, ora vi rispetto.
    Gad Lerner – Scintille. Una storia di anime vagabonde, Milano, Feltrinelli, 2009.

    *************
    Così Gad Lerner inizia il suo racconto autobiografico in un viaggio a ritroso nella memoria e nella rivisitazione dei luoghi storici dove sono vissuti i suoi antenati e da dove si sono spostati in un peregrinare che alla fine l’ha portato a Milano.
    E’ un viaggio alla ricerca delle radici. Ricerca e conoscenza che rendono giustizia alle incomprensioni, alle ferite fatte e subite, alle trascuratezze che costellano qualsiasi vita familiare e l’intreccio dei legami relazionali sottostanti. Riscoperta della memoria e della storia accaduta che supera le generazioni e le abbraccia, anche se nel presente purtroppo si vive senza traccia di memoria e senza cura della memoria. Quasi fosse un bagaglio inutile, ricordi senza utilità pratica, contenuti “vuoti a perdere”. Ma conoscenza e ricostruzione di una storia hanno anche un potere salvifico e producono riconciliazione, là dove c’è stata rottura nei rapporti.
    E là dove c’è pacificazione si avvera la seconda parte del Comandamento “affinché si prolunghino i tuoi giorni nella terra che il Signore Dio tuo ti dà”, la speranza accarezzata che la nostra vita duri più di quanto ci è toccato vivere. La speranza di continuare a vivere nella discendenza, nei figli dei figli, se c’è stata pacificazione e se i figli hanno dato, non solo “il giusto peso ai genitori”, ma anche se ne sono fatti carico, si sono presi cura di loro. E hanno trasmesso la memoria ai figli e ai figli dei figli. Solo così chi ci ha preceduto non è più solo un nome, ma una presenza significativa e noi stessi per la generazione successiva nomi dimenticati.
    Il Natale che arriva è tempo di pace e l’augurio che faccio a me e a tutti è quello di prenderci cura delle nostre storie e trasmetterle, anche se possono sembrare tragiche e senza peso.

    Giuseppe Basile

  2. 473
    bruno scrive:

    ” Scintille ” non posso comprarlo,però mi son letto attentamente la recensione di Ferrara,che oltre ad essermi piaciuta,ha prodotto in me la visione di un libro-racconto a colorazione mallo di noce.Ho ricordato la
    lettura di un’altro libro di certo Buzzati altro giornalista scrittore:
    - Un amore – il tema è sensibilmente diverso,ma pensando a Ferrara,all’iconografia classica in cui si racchiudono gli ebrei e alla mondanità discreta di un Buzzati e al suo amore,ho finito per trarre questa conclusione: i libri son come i ricordi,finiscono in un modo o nell’altro per raccogliere polvere o su una libreria o dentro una testa ormai stanca o piena zeppa di memorie da cui attingere.
    E’ un pò crepuscolare il mio commento,ma non è una critica.

  3. 472
    Chris scrive:

    Caro Gad,

    (posso darti del tu?)

    ho appena finito di leggere Scintille e più di ogni altra cosa, mi ha sorpreso la semplicità con cui ho compreso e condiviso il tuo viaggio della memoria, quasi che fossi anche io lì con te, anzi che ci fossi già stato, e rivivessi un viaggio già fatto.
    Un viaggio che però non mi appartiene per nulla, che le mie origini non potrebbero nemmeno comprendere, un po’ bastardo anch’io, frutto anch’io di piccole diaspore che hanno portato i miei avi dall’Irlanda in carestia, dalla Sicilia senza lavoro, e poi dall’Inghilterra e dal Nord-Est Italiano a creare me, Inglese in Italia, Italiano in Inghilterra. Ma non è certo per questi incroci dei miei antenati che mi sento affine a te, anzi non lo sono affatto. Forse però vorrei esserlo in qualche modo.
    Da circa un anno la mia vita si è imbattuta e intrecciata in maniera indelebile con l’identità ebraica, identità che non mi appartiene, ma che mi accompagna, nella forma della mia fidanzata Telavivit, in un viaggio che davvero non avrei mai pensato di intraprendere. Ripercorrendo con lei il suo viaggio della memoria, gli intrecci e le piccole circostanze che hanno permesso a lei di nascere e crescere in Israele, i romanzi di Grossmann divorati, e la sorpresa quasi gioiosa quando ho saputo che è tuo amico. La storia del 900 raccontata magistralmente da Dan Diner. L’ebraico che per qualche assurdo motivo ho imparato a parlare (e pure a leggere!!!) con una facilità e velocità che non so spiegarmi. I mesi in cui ho vissuto a Tel Aviv, con ancora fresca la memoria del disprezzo e la rabbia che provavo verso i malvagi sionisti di Israele ogni qualvolta ne leggevo l’ultimo crimine contro i palestinesi. E infine il tuo libro, il libro che vorrei condividere con la persona che mi ha accompagnato in questo viaggio, con lei che ormai ha imparato chi sei (le scrissi subito quando entrasti nel museo dove lavoro, o quando al telefono con il Presidente sembravi stessi per esplodere dalla rabbia), lei che però non può leggerti, perchè non sa l’italiano. E qui la mia domanda, fin troppo semplice e sciocca credo, ma che mi preme: esiste una traduzione in ebraico del libro? Sennò, non hai mai pensato di pubblicarlo?

    Chris

  4. 471
    cristina ferrari scrive:

    ciao Gad, ieri sera ho iniziato a leggere il tuo libro “scintille”.
    devo dirti che è accativante e interessante. anch’io sto vivo da anni un rapporto “conflittuale” con mio padre e leggendoti ho trivato alcune analogie.
    dalle tue pagine affiora il profumo e il paesaggio dell’oriente e la complessità delle persone ebraiche.
    stasera continuo la lettura, per ora complimenti…..

  5. 470
    Gad scrive:

    Dare alle banche la possibilità di creare la moneta è come darsi in schiavitù e pagarsela pure (Sir Josiah Stamp, governatore della banca d’inghilterra)
    Il banco trae beneficio dall’interesse su tutta la moneta che crea dal nulla (William Paterson, fondatore Bank of England, 1694)
    "Lo schiavismo sarà probabilmente abolito dalle forze in guerra e la proprietà di schiavi verrà totalmente abrogata.Io e i miei amici europei siamo favorevoli a questo: che la schiavitù si limiti al possesso del lavoro e che si trasferisca nell’interesse sul lavoratore, nel frattempo il progetto europeo guidato dall’Inghilterra consisterà nel controllare il lavoro attraverso il controllo sui salari. Il vasto debito che i capitalisti vedranno costituirsi su di esso dalle guerre, deve essere usato come mezzo per controllare il volume del denaro. Per portare a termine questo obiettivo bisogna usare le obbligazioni ipotecarie come punto di partenza fondamentale del sistema bancario…." The Hazard Circular, rivista della Banca d’Inghilterra, anno 1862
    "Fin dalla nascita le grandi banche agghindate di denominazioni nazionali non sono state che società di speculatori privati che si affiancavano ai governi e, grazie ai privilegi ottenuti, erano in grado di anticipar loro denaro. Quindi l’accumularsi del debito pubblico non ha misura più infallibile del progressivo salire delle azioni di queste banche, il cui pieno sviluppo risale alla fondazione della Banca d’Inghilterra (1694)…." Karl Marx, Capitale, Libro I.

    Io credo che le istituzioni bancarie siano più pericolose per le nostre libertà di quanto non lo siano gli eserciti permanenti… Se il popolo americano permetterà mai alle banche private di controllare l’emissione del denaro, dapprima attraverso l’inflazione e poi con la deflazione, le banche e le compagnie che nasceranno intorno… [alle banche] …priveranno il popolo dei suoi beni finché i loro figli si ritroveranno senza neanche una casa sul continente che i loro padri hanno conquistato (Thomas Jefferson, terzo presidente degli Stati Uniti d’America)
    Siamo tutti sotto Usura
    Lo Stato, il Popolo e le Aziende soffrono per l’impoverimento pianificato dalle Banche Centrali con la complicità delle Istituzioni.
    La finta “crisi” serve ad aumentare il loro controllo sull’economia e sulla politica.
    NO al Signoraggio
    LEGGI L’APPELLO e firmalo come ho fatto già anch’io sul sito :
    http://www.movimentozero.org/

  6. 469
    hvg scrive:

    condivido l’opinione di Meotti sul libro ed anche le critiche personali di Ferrara a Lerner.

  7. 468
    Rosella M scrive:

    Non si capisce la subdola malvagità e invidia con la quale Ferrara recensisce un libro splendido come "Scintille".Se davvero amasse la"purissima letteratura ebraica" ( ma che c’entra poi ),dovrebbe sapere che la ricerca della propria identità è un sentimento nobilissimo che dà la caratura di un’anima .E si dichiara anche amico .Comunque aveva ragione il padre di Ferrara quando diceva che la famiglia era malvagia : alludeva al figlio !

  8. 467
    d.s.e.& d.a.a. scrive:

    GENTE, COLLABORATE ED ADERITE ALLA PROPOSTA.
    **************************************************************************
    Pensate a quanta fatica potremmo risparmiare con un semplice clic su "mi piace" oppure "non mi piace".
    Se c’è, poi, da argomentare argomenteremo pure, ma con coscienza e dovizia di particolari.

  9. 466
    d.s.e.& d.a.a. scrive:

    PER IL CARISSIMO MARCO BLOG-ADMIN
    ********************************************************
    Innova e lavora un po’, dai!
    Che ne dici di introdurre il sistema del "mi piace" di facebook (quello col ditino) da applicare ai commenti pubblicati nel blog!?
    Si potrebbe mettere anche un altro pulsante per "non mi piace".
    Che ne dici?

  10. 465
    cristofaro scrive:

    Salve ho visto la trasmissione di ieri sera, tra i vari ospiti vi era
    il presidente della regione sicilia,al quale mi sarebbe piaciuto fare una

    domanda,cioe’questa:

    e’ possibile ridiscutere i termini della pensione di un funzionario siciliano

    del quale non ricordo il suo nome, ma il nome di di chi gli ha fatto avere

    una pensione da piu’ di quarantamila euro al mese e cioe’ il precedente

    presidente della regione sicilia SIG:CUFFARO, cosa avra’ mai fatto per la

    collettivita’ per meritare cosi tanto? Chi vi scrive e’ un pensionato che per

    piu’ di quarantanni ha prodotto ricchezza per il paese, lavorando sulle

    macchine utensili, prodotti venduti per la maggior parte all’estero.

    grazie per la cortese attenzione.C.Bonacquisti

  11. 464
    il fato e la Noira scrive:

    Berlusconi, quando lasciò i suoi primi lavori da parte (cantare canzoni sulle navi e altre cavolate), iniziò a lavorare nella banca del padre a Milano. Codesta banca venne identificata come la banca per il riciclaggio del denaro sporco della mafia. Berlusconi poi fondò fininvest che nei primi 7 anni di vita, vide arrivare, nei suoi fondi, 15 miliardi di lire di cui non si è saputa mai la provenienza. Dell’Utri, braccio destro di Berlusconi, condannato a 11 anni di reclusione per associazione mafiosa, "assolda" Vittorio Mangano (3 anni di reclusione per traffico internazionale di droga, poi processato per mafia, e 2 ergastoli per triplice omicidio) come "stalliere".. Nel ’92, 48 ore prima che Falcone vennè fatto saltare in aria, si esegue un’ultima intervista a Borsellino, dove lo stesso giudice, dice che proprio in quel periodo stavano indagando su delle presunte congruenze tra Berlusconi,Dell’Utri e Mangano con Cosa Nostra. Guardacaso, dopo questa dichiarazione saltano in aria. Enzo Cartotto, testimone contro Cosa Nostra, parla proprio di Berlusconi e dell’Utri, dicendo che erano loro i mandanti a volto coperto delle famose stragi.14.03.2001Luttazzi intervista il giornalista Marco Travaglio, che parla proprio di come Berlusconi sia riuscito a sfondare così. I due vengono querelati da: Fininvest, Mediaset, Berlusconi e Forza Italia per 41 miliardi di lire. Vincono la causa, perchè i fatti citati nell’intervista, sotto domande "lecite" di Luttazzi, sono fondati e reali.

  12. 463
    Donatella scrive:

    Gad Lerner e le sue SCINTILLE. Un libro affascinante, commovente, di un’umanità straordinaria. Mi ha fatto conoscere un Lerner che non conoscevo. Avrei potuto innamorarmi, di un uomo così. (E sono sempre stata un tipo difficile!)
    donatella (sposata da 47 anni e nonna di 4 nipotini)

  13. 462
    laura scrive:

    era ovvio che ci fosse un blog sul libro, che stupida!
    vorrei veramente poterne parlare, accidenti se vorrei!
    pensavo ad una maggior capacità di comprensione, mi aspettavo una visione obiettiva di alcune situazioni; ma forse avevi bisogno di scrivere codeste parole, adesso, era importante, vero?

  14. 461
    alessandro venzano scrive:

    Prendi
    di M. Ghandi

    Prendi un sorriso
    regalalo a chi non l’ha mai avuto.
    Prendi un raggio di sole
    fallo volare là dove regna la notte…
    Prendi il coraggio
    mettilo nell’animo di chi non sa lottare.
    Scopri la vita
    raccontala a chi non sa capirla.
    Prendi la speranza
    e vivi nella sua luce.
    Prendi la bontà
    e donala a chi non sa donare.
    Scopri l’amore
    e fallo conoscere al mondo…

    Dedicato da Alessandro Venzano a tutti i Rappresentanti politici
    (locali e nazionali)

    invitandoli cortesemente, e senza alcuna polemica, ad occuparsi innanzitutto delle tematiche sensibili

    Ad esempio: Riduzione delle lunghe liste d’attesa, nei pochi Centri disponibili, per bambini con ritardi, di vario genere e gravità, dello sviluppo: udito, linguaggio ecc.

    avenzano@tiscali.it
    Dott.Venzano Alessandro
    Via Casaregis, 20/14
    16129 Genova
    347 6011472

  15. 460
    Domenico scrive:

    "Ci sono degl’istanti, non più di cinque o sei secondi ogni volta in cui si avverte la presenza dell’eterna armonia pienamente raggiunta. Non è una sensazione terrena; non intendo dire con ciò che sia una sensazione divina, ma semplicemente che l’uomo, nel suo aspetto terreno non è in grado di tollerarla. Bisogna che si trasformi fisicamente oppure che muoia. E’ una sensazione chiara e incontestabile. E’ come se a un tratto si avesse presente tutta la natura e si dicesse: sì, questa è la verità. Non è un sentimento di commozione, ma solo così di gioia. Non si perdona nulla giacchè non c’è nulla da perdonare. Non è che si ami, oh è qualcosa di più elevato dell’amore!" Grazie Gad Lerner, ho capito grazie al suo libro cosa significhi partecipare!

  16. 459
    simone scrive:

    Ha ragione il Presidente che l 80% dell’informazione è comunista.

  17. 458
    simone scrive:

    non bastavano santoro floris,no c’èra bisogno del Lerner:

  18. 457
    Marco Grasso scrive:

    Lo scandalo delle tasse non pagate delle società che operano con slot-macine scoppiò due anni fa. Se un cittadino qualunque deve una modesta cifra all’erario interviene la amata Equitalia che si scusa per la detterminazione, (a volte accendendo ipoteche, facendo prendere dei veri e propri colpi),ma spiegando che lei ha l’ obbligo di procedere alla riscossione dei ruoli a lei affidati dagli enti impositori. Ora non muove un dito. L’ importanza di 110 miliardi di euro è evidente a tutti. Nessun governo e nessuna opposizione possono permettere una così assordante silenzio. Marco

  19. 456
    T'abbacchi scrive:

    Il Foglio ha fatto l’elogio sperticato dello sceneggiatore Francesco Piccolo che guarda caso spara a zero su Travaglio e Santoro ( e Ferrara gli farà scrivere un po’ di articoli, scommettiamo ?)

    Ma tu pensa..

  20. 455
    margherita scrive:

    Il Foglio ha fatto l’elogio sperticato dello sceneggiatore Francesco Piccolo che guarda caso spara a zero su Travaglio e Santoro ( e Ferrara gli farà scrivere un po’ di articoli, scommettiamo ?)

  21. 454
    margherita scrive:

    carissima Linda Santoro non ha comprato una villa a Amalfi, ma una casa da ristrutturare; oltretutto Santoro ha sposato una donna bellissima e ricca. quello che non capisco: per essere di sinistra bisogna essere operai ?

  22. 453
    marco scamardella scrive:

    mi sembra che tu fai los tesso errore imputtao a Ferrara , la premessa è solo parte della recensione , il centro eil finale e tutta tutta dedicata ale emozioni e ai sentimenti che appaiono condivisi in un clima di afetoe ammirazione .

    consiglio rileggere sino in fondo

    grazie della gentile risposta

  23. 452
    grazia zecchini scrive:

    x Marco Scamardella 264 –
    Lo so che Ferrara ha analizzato tutto il libro, ma mi riferivo proprio a quel suo modo pedante e maligno di focalizzarsi su parti senza riuscire a cogliere o mettendo in ultimo piano proprio il respiro del contenuto e l’emozione che può suscitare, per imperfetto che sia. Come dire, vedi una donna bella, femminile, attraente, dolce, intelligente, e rilevi, di quel tutto, che ha magari un chilo di troppo, o di meno. La sua malevolenza lo offusca, purtroppo e limita certe genialità che talvolta sembra di avere. Questa almeno è la mia opinione, discutibile senza dubbio. Ciao.

  24. 451
    marco scamardella scrive:

    per ,lo spassoso Carlo alias
    944marco scamardella scrive:
    6 gennaio, 2010 alle 3:52 pm
    6 gennaio, 2010 alle 2:39 pm
    Carlo scrive:
    12 dicembre, 2009 alle 8:56 am
    Virginia di quali numeri parli dei 2 anni , 24 mesi dal 1971 al 1973, passati tra i vari ospedali neuro psichiatrici, letti di contenzione e celle capitonate della Marina italiana ?
    Si a quella epoca quelli che avevao opinioni differenti li trattavano cosi…
    Era le maniera di domare i caratteri
    Io quei 720 giorni li ho contati tutti…. Ma come puoi constatare non gli sono serviti a molto.
    l’altra palla che hai raccontato è che venivi dalla svizzera e non eri italiano
    ribadisco che manicomi psico marina e capitanerie non ne hanno , se sei psico per legge non ti imbarcano e ti congedano subitosono le tue palle che ti offendono Carlo ?

    ingiurie e molestie , riportare i tuoi deliri ?
    che ridere

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