Questo articolo è uscito su “Vanity Fair”.
Ho trascorso felicemente il passaggio dall’anno vecchio all’anno nuovo lungo il corso del Nilo, con l’intero mio branco familiare errabondo tra i cimeli dell’antichissimo Egitto. La giusta distanza per ridimensionare la portata dei passaggi d’epoca nostrani: se il 2009 è stato in Italia senza dubbio l’anno del corpo –il corpo femminile in vendita o degradato, il corpo di uomo trasformato in corpo di donna, il corpo idealizzato o plastificato del leader da sfiorare nel bagno di folla o da aggredire nel delirio nevrotico- sarà davvero il 2010 l’anno dell’amore?
Che parola impegnativa, amore, trasferita nel discorso pubblico. Già riserviamo con esitazione il “ti amo” a momenti rari della nostra esistenza: di rado tra genitori e figli, tanto meno tra fratelli che esitano a confidarsi anche solo il più pudico “ti voglio bene” per timore di degenerare nel sentimentalismo. L’amore, in effetti, ritorna più spesso nei sermoni religiosi, soprattutto di matrice cattolica o buddista. Gli altri cristiani, gli ebrei e gli islamici è più facile che citino la giustizia e la misericordia quando invocano benevolenza divina. Se poi cerchiamo la parola “amore” nei comizi e negli scritti politici, saremo costretti a tornare indietro nel tempo e a viaggiare lontano nello spazio fino alla straordinaria epopea del mahatma Gandhi, teorico moderno della nonviolenza e artefice dell’India post-coloniale.
Riuscirà il nostro Berlusconi –dopo l’anno del corpo da lui risolto con l’ammissione: “non sono un santo”- a riciclarsi in santone? Il passaggio dall’io al noi nell’inno salvifico del Popolo della libertà (attenti a non chiamarlo partito); il perdono concesso al suo aggressore Massimo Tartaglia; perfino la ventilata esposizione martirologica delle ferite infertegli sul volto nei tabelloni della prossima campagna elettorale: sono passaggi arditi per un uomo che sulla potenza personale ha costruito la sua medesima auto-rassicurazione. Ma l’amore, addirittura il partito dell’amore, che parte possono svolgere in questa commedia? Ciascuno dei lettori per esperienza diretta converrà che l’amore trasforma sempre l’io in un noi. Ma non è scontato in quale genere di noi.
Il partito dell’amore sarà l’unione di coloro che si riconoscono nell’amore per lui? Quale genere di amore, in tal caso, ci sarà richiesto di provare per Silvio Berlusconi?
Viceversa, è realistico pensare al partito dell’amore come a un gigantesco agglomerato di uomini e donne che divengono popolo in quanto è lui, il capo, a riunirli attraverso un’enorme capacità amorosa? Lo immaginate, Berlusconi, spogliarsi a tal punto del molto che ha e che è, fino all’annullamento dell’ego richiesto da una tale impresa di santità, implicante il caricare su di sé l’altrui debolezza e l’altrui sofferenza?
Mi capitò qualche anno fa di adoperare un facile gioco di parole per criticare in questa rubrica l’insensibilità umana dell’approccio giornalistico di Marco Travaglio: non c’è travaglio in Travaglio, scrissi. Ma stavolta devo condividere la diffidenza manifestata da Travaglio nei confronti dell’abuso del linguaggio sentimentale in politica. E’ spiacevole a dirsi ma trovo profondamente illiberale nella sfera dei principi, e non veritiero nella sfera pratica, pretendere il divieto dell’odio. Così come diffido di chi predica l’amore dall’alto di una posizione di privilegio. Mi accontenterei, nella sfera pubblica, del rispetto delle regole su cui si fonda la nostra comunità. Non vogliatemi male se ve lo dico: il 2010 non sarà l’anno dell’amore.
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17 ottobre, 2010 alle 3:50 pm
Torna dentro!
17 ottobre, 2010 alle 3:48 pm
Dare alle banche la possibilità di creare la moneta è come darsi in schiavitù e pagarsela pure (Sir Josiah Stamp, governatore della banca d’inghilterra)
Il banco trae beneficio dall’interesse su tutta la moneta che crea dal nulla (William Paterson, fondatore Bank of England, 1694)
"Lo schiavismo sarà probabilmente abolito dalle forze in guerra e la proprietà di schiavi verrà totalmente abrogata.Io e i miei amici europei siamo favorevoli a questo: che la schiavitù si limiti al possesso del lavoro e che si trasferisca nell’interesse sul lavoratore, nel frattempo il progetto europeo guidato dall’Inghilterra consisterà nel controllare il lavoro attraverso il controllo sui salari. Il vasto debito che i capitalisti vedranno costituirsi su di esso dalle guerre, deve essere usato come mezzo per controllare il volume del denaro. Per portare a termine questo obiettivo bisogna usare le obbligazioni ipotecarie come punto di partenza fondamentale del sistema bancario…." The Hazard Circular, rivista della Banca d’Inghilterra, anno 1862
"Fin dalla nascita le grandi banche agghindate di denominazioni nazionali non sono state che società di speculatori privati che si affiancavano ai governi e, grazie ai privilegi ottenuti, erano in grado di anticipar loro denaro. Quindi l’accumularsi del debito pubblico non ha misura più infallibile del progressivo salire delle azioni di queste banche, il cui pieno sviluppo risale alla fondazione della Banca d’Inghilterra (1694)…." Karl Marx, Capitale, Libro I.
Io credo che le istituzioni bancarie siano più pericolose per le nostre libertà di quanto non lo siano gli eserciti permanenti… Se il popolo americano permetterà mai alle banche private di controllare l’emissione del denaro, dapprima attraverso l’inflazione e poi con la deflazione, le banche e le compagnie che nasceranno intorno… [alle banche] …priveranno il popolo dei suoi beni finché i loro figli si ritroveranno senza neanche una casa sul continente che i loro padri hanno conquistato (Thomas Jefferson, terzo presidente degli Stati Uniti d’America)
Siamo tutti sotto Usura
Lo Stato, il Popolo e le Aziende soffrono per l’impoverimento pianificato dalle Banche Centrali con la complicità delle Istituzioni.
La finta “crisi” serve ad aumentare il loro controllo sull’economia e sulla politica. NO al Signoraggio
LEGGI L’APPELLO e firmalo come ho fatto già anch’io sul sito :
http://www.movimentozero.org/
7 giugno, 2010 alle 1:00 am
Siamo anche conosciuti per aver un pedofilo a capo di governo e c’é ne accomodiamo perfettamente
6 maggio, 2010 alle 3:17 pm
IL COCCO BELLO.
Berlusconi, quando lasciò i suoi primi lavori da parte (cantare canzoni sulle navi e altre cavolate), iniziò a lavorare nella banca del padre a Milano. Codesta banca venne identificata come la banca per il riciclaggio del denaro sporco della mafia. Berlusconi poi fondò fininvest che nei primi 7 anni di vita, vide arrivare, nei suoi fondi, 15 miliardi di lire di cui non si è saputa mai la provenienza. Dell’Utri, braccio destro di Berlusconi, condannato a 11 anni di reclusione per associazione mafiosa, "assolda" Vittorio Mangano (3 anni di reclusione per traffico internazionale di droga, poi processato per mafia, e 2 ergastoli per triplice omicidio) come "stalliere".. Nel ’92, 48 ore prima che Falcone vennè fatto saltare in aria, si esegue un’ultima intervista a Borsellino, dove lo stesso giudice, dice che proprio in quel periodo stavano indagando su delle presunte congruenze tra Berlusconi,Dell’Utri e Mangano con Cosa Nostra. Guardacaso, dopo questa dichiarazione saltano in aria. Enzo Cartotto, testimone contro Cosa Nostra, parla proprio di Berlusconi e dell’Utri, dicendo che erano loro i mandanti a volto coperto delle famose stragi.14.03.2001Luttazzi intervista il giornalista Marco Travaglio, che parla proprio di come Berlusconi sia riuscito a sfondare così. I due vengono querelati da: Fininvest, Mediaset, Berlusconi e Forza Italia per 41 miliardi di lire. Vincono la causa, perchè i fatti citati nell’intervista, sotto domande "lecite" di Luttazzi, sono fondati e reali.
4 febbraio, 2010 alle 4:56 pm
iodio, quando lo portano ad iodiare
filakia
http://www.youtube.com/watch?v=25qF3jTuq6M&feature=related
20 gennaio, 2010 alle 11:50 am
#2119 – Mi auguro anch’io vivamente che Tempesta e Marco tornino al piu presto.
Spero fosse chiaro che il mio contrasto non era, in modo assoluto, personale. (Ma meglio ribadire.)
E, siccome sento che nella prolungata polemica con Marco mi sono lasciato sfuggire qualche colpo basso, vorrei per questo chiedergli sinceramente scusa. Me ne rammarico.
Spero il vaso sia sigillato davvero, caro Silk. E che ora siamo un po piu immuni.
un saluto a tutti
i
18 gennaio, 2010 alle 12:03 am
Grazie Soul,
purtroppo ho letto ora e ho visto solo i saluti. Avevo già letto del suo libro su un "Venerdì" di Repubblica. Ha la famiglia contro, naturalmente.
Penso che le critiche verso sua mamma Oona siano dovute a problemi irrisolti dell’infanzia: càpita.
Gli altri figli, invece, promuovono la diffusione dell’opera del padre, con anche inediti. Ricordo che ho visto un paio di anni fa, no forse anche 3, una bellissima mostra curata dalla Cineteca del Comune di Bologna, che ha l’esclusiva per questo tipo di lavoro, proprio su incarico dei figli di Chaplin. Rimasi dentro almeno un paio d’ore, godendomela senza falsi interessati pronti a sollecitarti per accompagnarti all’uscita, perchè appunto non veri interessati. Le mostre si devono andare a vedere da soli o al massimo con la propria ombra
17 gennaio, 2010 alle 11:55 pm
Dimenticata…(2150)
Su Rai3, figlia di Charlie Chaplin, se ti va
Buonanotte