Vi segnalo, per mia totale condivisione, questa intervista di Marco Damilano con Arturo Parisi pubblicata da “L’Espresso”.
D’Alema? «Un professionista del “se po’ fa”, ricalca Andreotti. Dovrebbe almeno avere il coraggio di dirci che le primarie, la democrazia dei cittadini, per lui sono tutte boiate». Bersani? «Apra un congresso che non c’è mai stato, perché il Pd è a rischio ». Arturo Parisi è allarmato dalla baruffa democratica sulle regionali, la considera l’anticipo di quello che succederebbe con il ritorno dei vecchi partiti. «Il cinismo di massa, il trasformismo. L’idea che tra destra e sinistra non ci sia più distinzione”.
Sono passati appena due mesi dal congresso e nel Pd è di nuovo tutto in
discussione. Qual è il peccato originale?
«La verita’ è che quello che chiamiamo congresso e’ stato tutto fuorche’ un
congresso. Bersani aveva esordito dicendo che un confronto in
contradditorio tra i candidati avrebbe disorientato la nostra gente. Era
meglio rinviarlo dunque a dopo il voto dei circoli. Un’offesa
all’intelligenza. Il tutto si è ridotto a tre monologhi di circostanza,
svolti prima dei tg dell’ora di pranzo.».
Ma come, proprio lei, l’inventore delle primarie, rimpiange le liturgie di
partito?
«Di quei partiti ho molto rispetto ma nessuna nostalgia. Ma del confronto
politico, sì, del valore che allora veniva dato alle parole, del senso
storico delle scelte, talvolta prossimo al dramma, ma sempre comunque
lontano dalla farsa. Ricordo in una recente testimonianza di Luciana
Castellina sulla sua espulsione dal Pci tutta la sua nostalgia per un tempo
nel quale almeno ci si prendeva sul serio».
Qual è la farsa in cui rischia di scivolare il Pd?
«Ripetere che al congresso ha vinto una linea e che quindi non va rimessa
in discussione. Peccato che questa linea nessuno abbia avuto il coraggio di
esplicitarla ne’ prima ne’ dopo, anche se intanto una linea veniva evocata
in sottofondo, una linea chiarissima. ».
Quale?
«Quella di Massimo D’Alema. E’ da mesi che mi aggrappo a una domanda: tutti
sappiamo che D’Alema appoggia Bersani. Ma mi puo’ dire Bersani se appoggia
la linea di D’Alema?»
Come le ha risposto il segretario?
«Prima del voto con il silenzio. Dopo il voto con le parole di D’Alema.
Come temevo, vedo infatti D’Alema illustrare la sua linea a reti unificate,
quasi che il segretario fosse lui».
Qual è la linea D’Alema, oggi?
«D’Alema parla chiaro, fin troppo: restituire ai partiti il loro ruolo
centrale. Tornare alla democrazia della delega contrastando ogni tentazione
di democrazia diretta dei cittadini. Abbandonare ogni illusione sulla
preminenza del progetto, ridare invece forza ai soggetti, cioe’ ai partiti
e ai capipartito, affidandosi alla loro saggezza e professionalita’. Il
ribaltamento del cammino di questi anni. Il peggio e’ che a parole si
pretende di continuare a professare anche l’opposto. Le primarie, si dice,
sono nel dna del Pd, ma se poi si possono evitare, come in quasi tutte le
situazioni, meglio. Oppure i governi debbono fondarsi sul voto degli
elettori, ma se poi si può evitare di scomodarli, come in Sicilia, ancora
meglio…».
In Puglia e in altre regioni il Pd fatica a trovare i candidati
governatori…
«In Sicilia non si capisce se siamo noi che li aiutiamo a governare, o loro
che dovrebbero aiutarci a batterli. La Puglia intanto, piu’ che
laboratorio, rischia di diventare un modello per il Paese. La sola idea che
la Poli Bortone possa guidare contro di noi la coalizione berlusconiana,
dopo esserci stata proposta poco tempo fa come determinante per un’alleanza
per il Sud, primo passo verso il fronte anti-berlusconiano lanciato da
Casini, dice da sola dove conduce la politica del potere per il potere».
In che direzione?
«Al trionfo del trasformismo. Dopo mesi nei quali abbiamo cantato
l’assoluta priorita’ dei programma, sento ora il nostro Letta intonare il
canto della priorita’ delle alleanze, ossia che l’unica cosa che conta
è la vittoria. E questo nella regione di Tarantini e della D’Addario, della
estesa commistione tra affari e sanità, senza che si capisca piu’ quale sia
la differenza tra destra e sinistra. Solo l’assoluto disinteresse per la
Repubblica puo’ spiegare perche’ si parta dalle alleanze e non dal cosa
fare con gli alleati. Non so se continuando così perderemo. La mia paura e’
invece che ci perderemmo, anzi, che ci siamo già persi».
Anche l’Unione di Prodi andava da Bertinotti a Mastella. Cosa c’è di male
ad allearsi con l’Udc?
«Nulla. Perché non dovrei confrontarmi con Casini, la cui qualità è
assolutamente comparabile, e in alcuni casi superiore, a quella di molti
miei compagni di partito? Il tema non è con chi, ma è su che cosa
confrontarsi, e sopratutto perche’ incontrarsi.».
Per alcuni dirigenti del Pd è il risultato di quindici anni di nuovismo. Il
modello Parisi, dicono, ha consegnato l’Italia ai partiti personali, al
berlusconismo…
«Quello che chiama il mio modello è la democrazia maggioritaria, la
democrazia chiesta coralmente dai cittadini in due referendum. Ed è quello che ha consentito al centrosinistra di andare due volte al governo. Se in quel modello Berlusconi ha vinto e’ perche’ ha messo in campo un progetto nuovo
con un soggetto nuovo. Noi invece abbiamo troppo spesso detto di giorno cose che abbiamo contraddetto di notte».
Tra queste ambiguita’ e contraddizioni pensa anche all’inciucio sulle
riforme?
«A parlare da solo e’ a questo proposito il rinvio del dialogo a dopo le
regionali. Questo perche’ non abbiamo la forza di spiegare agli elettori
ne’ il che ne’ il perche’ dell’accordo. È l’anticipo di cosa si intende per
ritorno alla democrazia dei partiti: al tempo in cui si chiede una delega
per una cosa e se ne fa un’altra.».
Cosa dovrebbe fare D’Alema per sciogliere la contraddizione?
«Vuole cambiare il modello? Bene. Abbia il coraggio di dirlo con chiarezza:
“tredici anni fa a Gargonza, ho cercato di spiegarvelo con gentilezza.
Visto che non capite, ve lo dico ora come meritate. Le primarie, la
democrazia il maggioritario, la democrazia dei cittadini? Sono tutte
boiate”. La ricreazione e’ finita.».
È lo sfogo di un politologo, replicherebbe lui, ora deve tornare la
politica…
«Ma la crisi della politica è prima di tutto crisi dei politici. La realta’
e’ che nemmeno D’Alema pretende piu’ di parlare a nome di un’aristocrazia,
ma solo come espressione al più di una corporazione. Le virtu’ che mette in
campo non sono le grandi virtu’ dei tempi delle grandi scelte, ma le
piccole virtu’ dei professionisti del “se po’ fa”, dei politici che sanno
con chi e come si puo’ trattare su ogni cosa, quelli che ricalcano il
proprio profilo su quello di Andreotti. Ma Andreotti ha elaborato il suo
realismo per conservare un potere che deteneva. Qui si pretende invece di
imitarlo per conquistare un potere che non abbiamo.».
In caso di sconfitta alle regionali torna in pericolo la vita del Pd?
«Vinca o non vinca questo Pd a rischio lo e’ gia’. Se nella stagione rosa
dell’idealismo il rischio fu la retorica e la propaganda, la delega ai
professionisti rischia ora di portarci sulla scia del loro realismo al
cinismo di massa, al trasformismo. Come il clericalismo per la religione,
e’ il politicismo che affossa la politica, che è progetto, mobilitazione
delle coscienze, orientamento delle passioni.».
Ecco Parisi, la solita Cassandra…
«Io sento il peso di giornate che si consumano nella menzogna. La realta’
e’ che l’anno che e’ finito e’ stato segnato come mai dalla resa. La resa
all’omologazione che tutti sono uguali. La resa all’idea che il Sud e’ il
Sud ed e’ meglio farsene una ragione. La resa al fatto che l’Italia e’
l’Italia e di piu’ non puo’ dare. E alle spalle non abbiamo più, come ai
tempi dell’Ulivo, una società in crescita che sentiva la “Canzone
popolare”, come il canto di una marcia contro il blocco della vecchia
politica. Oggi non dobbiamo solo liberare la società dal blocco della
politica, e non basta neppure rimuovere Berlusconi. La crisi è di una
società più povera non solo sul piano economico, ma culturale, civile,
morale. Nel pieno della sua crisi, perfino di quella privata, Berlusconi ha
disvelato la crisi che coinvolge tutti. E noi del Pd pensiamo davvero che
una cooperativa di professionisti, validata da una delega per di piu’
neppure esplicita, sia in grado di affrontare questa tempesta?».
Già: cosa può fare un povero segretario di partito, Bersani, in queste
condizioni?
«Bersani deve farsi carico per primo di questa domanda. Ora non è piu’ un
ministro, quel saggio ministro che ha dimostrato di essere, è il capo
politico del partito. Apra lui ora quel congresso che non c’è mai stato. Ha
la piena responsasibilita’ e tutte le capacità per essere quel che e’
richiesto a un segretario, le primarie non lo hanno chiamato ad essere nel
Pd quel che Cesa e’ nell’Udc…».
Come finiranno le regionali per il Pd?
«Non e’ il numero di bandierine che fara’ la differenza. Ci sono sconfitte
che annunciano rimonte, e vittorie magari risicate che sono soste di una
discesa».
Insomma, rischia di essere comunque un fallimento?
Molti pensano che comunque vada sia un fallimento.
«Tutt’altro: un partito è una comunità di persone. Se avremo finalmente il
coraggio per aprire quel confronto vero, riconoscendo che il partito nuovo
che avevamo annunciato non e’ ancora nato, son sicuro che sapremo ritrovare
i sentimenti e le parole che da giovani ci hanno scaldato i cuori».
Marco Damilano
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12 maggio, 2010 alle 6:23 pm
ratzista!
12 maggio, 2010 alle 6:20 pm
"Se volete rimanere schiavi dei banchieri e pagare il costo della vostra stessa schiavitù, continuate a lasciargli creare la moneta e controllare il credito della nazione." [Sir Josiah Stamp, vecchio governatore della banca d'Inghilterra]
"Chiunque controlli l’ammontare del denaro circolante in un paese e’ il padrone assoluto della sua industria e del suo commercio. E quando capisci che l’intero sistema e’ facilmente controllato, in un modo o nell’altro, da una ristrettissima elite, non avrai bisogno che qualcuno ti spieghi come nascono i periodi di inflazione e deflazione". [James Garfield, 20mo Presidente Usa]
Facendo leva sul riflesso condizionato causato dall’abitudine secolare di dare sempre un corrispettivo per avere denaro, le banche centrali hanno emesso la moneta col corrispettivo del debito, cioè “prestandola”. In tal modo i grandi usurai non si sono solo limitati ad espropriare i popoli dei valori monetari, ma li hanno indebitati di altrettanto, caricando, sin dall’origine, il costo del denaro del 200%.
La riserva aveva un significato quando la banconota era convertibile in oro a richiesta del portatore. È diventata ormai una ridicola sceneggiata, per mascherare la truffa dell’emissione con cui la banca centrale consegue un arricchimento parassitario pari alla differenza – duplicata dall’equivalente prestito – tra costo tipografico e valore nominale della moneta. (G. Auriti)
8 maggio, 2010 alle 11:25 am
ULTERIORI PROVE DEL SIGNORAGGIO BANCARIO IMPERANTE
“… i governi dell’eurozona devono liberarsi dalla convinzione secondo la quale, all’origine dell’attuale crisi di debiti pubblici c’è la dissipatezza dei governi. Non è così. All’origine di questa crisi c’è la pregressa dissipatezza di vasti segmenti del settore privato e , soprattutto, del settore finanziario… un processo di austerità di bilancio che minaccia i settori privati dell’eurozona” (pag.28, la Repubblica, 6/5/10) da queste chiare parole di Paul De Grauwe Professore di economia all’Università Cattolica di Lovanio del Belgio, emerge chiaramente senza ombra di dubbio l’evidenza che il debito pubblico e l’interesse conseguente cui sono soggetti gli stati nazionali non è casusato dai loro stessi bisogni di bilancio bensì da esigenze di emissione di banconote da immettere in circolo a favore del settore privato in particolare di quello finanziario: ammissione lampante dell’esistente sistema del “Signoraggio Bancario” di cui siamo tutti implicitamente schiavi, non tanto per particolare nostra tendenza allo sperpero pubblico, bensì per elementari e intrinseche necessità di carta moneta circolante nella nostra economia per esigenze di normale mercato, di cui le moderne economie finanziarie hanno sempre più bisogno, anche per l’aumentato volume di scambi nel mondo sempre più globalizzato e anche a causa della sempre più aumentata velocità degli stessi grazie alle nuove tecnologie informatiche.
20 gennaio, 2010 alle 4:09 pm
Parisi parla dell’Ulivo come fosse stato un partito di intese e armonia perfette ma non possiamo dimenticare che Prodi ha governato poco in due elezioni vinte. Come Presidente del Consiglio ha governato circa tre anni e se si pensa che i tempi del lavoro parlamentare sono già lunghi prima di cominciare il vero svolgimento dell’esecutivo…Ricordare Veltroni è già più semplice per chi ha meno memoria, un uomo che ha avuto il coraggio (molti l’hanno ritenuto un kamikaze)di allontanare la sinistra radicale, di allontanare Bertinotti (contro se stesso alle manifestazioni), di essersi trovato in un partito dal nome nuovo che le persone non distinguevano ancora neanche dal PDL (a dire il vero neppure il programma si capiva bene in cosa fosse così diverso). Tanti nelle urne si saranno chiesti se la L in più poteva offrir loro qualcosa in più rispetto a due sole consonanti, per es. l’abolizione del bollo auto (la stiamo ancora aspettando adesso dopo due anni). Come si può ragionare ancora pensando a 40 anni fa? I nostalgici non sono solo a destra ma, a quanto pare, anche a sinistra. Non voglio più vedere il mercato della politica, solo propaganda elettorale e termini grotteschi e ineducati ma proprio per questo, se si vuole tornare a quel po’ di morale da recuperare, bisogna saper vincere, mettendoci anche, se necessita, buon viso a cattivo gioco, con un programma senza tante contraddizioni, ma vincere per farle davvero le benedette riforme economico-sociali che servono alla nostra "povera" Italia. Sorridano di più i ns politici di sinistra, vadano dai dentisti e usino dentifrici sbiancanti, mettano anche loro qualche bella donna, intelligente ma presentabile, come la Finocchiaro, e provino anche loro a fare i piazzisti, si tappino il naso, come faceva qualcuno di noi elettori negli anni sessanta e settanta che votava D.C.
18 gennaio, 2010 alle 3:53 pm
Gummo (357), hai semplificato l’idee malsane che il ministro della semplificazione non riesce mai a semplificare
18 gennaio, 2010 alle 11:03 am
ai calunniatori diffamatori e multinick
PRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR
14 gennaio, 2010 alle 4:11 pm
Pare, Parisi chiosebbe GROPIUS.
11 gennaio, 2010 alle 3:21 pm
Pena di morte per lapidazione per i porconi immondi e corrotti della casta!
Immondi porconi ed assassini di operai pagheranno caro pagheranno tutto!
10 gennaio, 2010 alle 2:09 pm
Per 374
Profondo ribrezzo per l’aberrante politica di parisi, per le sue nefandezze e per le faide delle frattaglie democristiane, mi fa
molto meno schifo berlusconi…
http://www.youtube.com/watch?v=TFUOhdZleg8&feature=related
10 gennaio, 2010 alle 1:58 am
Ultima riflessione: nell’ultimo congresso del PD, Parisi, nonstonte abbia pubblicamente elencato le angherie subite da Franceschini, sia è nuovamente schiereto con i vecchi democristiani (Marini, Castagnetti, ecc). Quelli per intenderci che lo hanno fregato nella Margherita. Sbagliare è umano, perseverare…..
10 gennaio, 2010 alle 1:49 am
Basta, basta, basta con i piagnistei di Parisi. L’Asinello dove lui regnava è andato a fondo. Per salvare il salvabile ha avuto la cattiva idea di associarsi ai vecchi democristiani, i quali, solo Parisi l’ignorava, lo hanno solennemente fregato. Infatti, non è riuscito, Parisi, a portare a termine nemmeno il congresso fondativo della Margherita. E’ scappato via da Parma! Se Parisi ha i numeri, eviti le solite lamentele, mandi via Bersani e D’Alema e guidi lui il PD. Da Camigliatello Silano si vede un Bersani determinato e niente affatto succube di D’Alema.
Pensierino finale: Berlusconi vuole stravolgere la Costituzione e minacciare la libertà di ogni italiano e noi continuiamo a dividerci sul sesso degli angeli. Abbiamo uno statuto, tranquillamente applichiamolo. Dove ci sono più candidati facciamo le primarie.Punto.
10 gennaio, 2010 alle 12:14 am
Anch’io sottoscrivo in toto le considerazioni di Parisi e da iscritta delusissima al PD mi chiedo: perchè Parisi ha sparato a zero sul PD di Veltroni e del Lingotto che aveva certo dei limiti ma ancora una grossa carica propositiva e innovativa ? Non ha fatto lui per primo ciò che rimprovera a D’Alema e compagni? Sono tutti malati di narcisismo ed egocentrismo e hanno affossato un progetto grande e valido che,temo non avrà più occasione di realizzarsi. Forse non era un progetto ma un’utopia che si è infranta contro la realtà del nostro paese
9 gennaio, 2010 alle 12:22 am
4. Vengono in ogni caso selezionati con il metodo delle primarie i candidati alla carica di Sindaco, Presidente di Provincia e Presidente di Regione. Qualora il Partito Democratico concorra con altri partiti alla presentazione di candidature comuni per tali cariche, valgono le norme contenute nell’articolo 20 del presente Statuto.
Forse i militanti del PD potrebbero chiedere, con azione legale, l’applicazione dello statuto ?
8 gennaio, 2010 alle 10:07 pm
che classe che eleganza!!
8 gennaio, 2010 alle 10:05 pm
chi è che grida,starnazza,insulta?
vuoi invitarmi al cancello sbruffoncello?
8 gennaio, 2010 alle 10:03 pm
e per finire un pensiero poetico a tutti quelli che ho citato nel mio 366:
PRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR!!!
8 gennaio, 2010 alle 9:54 pm
4. Vengono in ogni caso selezionati con il metodo delle primarie i candidati alla carica di Sindaco, Presidente di Provincia e Presidente di Regione. Qualora il Partito Democratico concorra con altri partiti alla presentazione di candidature comuni per tali cariche, valgono le norme contenute nell’articolo 20 del presente Statuto.
Forse i militanti del PD potrebbero chiedere, con azione legale, l’applicazione dello statuto ?
8 gennaio, 2010 alle 9:28 pm
ecco, forse qualcuno ha frainteso allora mio 361 è
SUPER MEGA ULTRA OFFENSIVO PER CANIPORCI, FALSI AMICI, NEW TROLL, MULTINICK, BERLUSCONIANI, BERLUSCOFELTRINI E BERLUSGASPARRINI,
MALEDETTI E STRAMALEDETTI BASTARDI INFAMI CON TUTTA LA VOSTRA ASCENDENZA E DISCENDENZA PER 7 GENERAZIONI!!!
E se qualcuno vuole chiarimenti ci vediamo ‘Al cancello’!!!
8 gennaio, 2010 alle 6:45 pm
Nel Paese, nei partiti, perfino in quelli non ancora realmente nati come il PD, siamo costretti a riscontrare che le auspicate riforme sono in realtà controriforme. Unica eccezione il Partito Radicale, che oggi si riaffaccia coraggiosamente sulla scena politica – e speriamo, mediatica – con l’autocandidatura di Emma Bonino.
Trovo che Parisi sia un grandissimo galantuomo. Intelligente, colto, onesto, non contaminato da smanie di potere che serpeggiano (posso dire, molto stupidamente?)in un partito che non potrà essere riformista fino a quando non avrà superato la logica denunciata da Parisi: quella del potere per il potere, della vittoria "a prescindere".
Parisi ricorda la Castellina e la sua nostalgia per un tempo lontano in cui le parole, avendo un significato non occasionale e non gratuito, potevano rappresentare le radici, o la struttura della politica e della vita.
Lasciando perdere la zavorra (anche allora non mancava), sarebbe ora di capire che al linguaggio autentico, dotato di senso, si deve tornare se vogliamo uscire dal caos culturale e morale in cui viviamo.
Credo che di questa esigenza profonda parli Parisi quando pretende un congresso vero – non una farsa – in grado di fare chiarezza su valori, contenuti programmatici, metodologie, finalità. In una parola sull’identità reale e non fittizia del PD.
E’ essenzialmente un problema linguistico, perchè la realtà è un fatto linguistico.
Se non sarà ascoltato, Parisi si rivelerà profeta in patria piddina.
Se qualche piddino avesse dei dubbi, vada a rileggersi come finì il progetto della torre di Babele in seguito alla confusione delle lingue. Una catastrofe.
8 gennaio, 2010 alle 5:55 pm
Buon Anno a Catone
prima o poi verrò "Al Torchio"
8 gennaio, 2010 alle 5:48 pm
Parise è intelligente e condivido le sue idee e, finialmente son o daccordo con Gad.
L’unico appunto che posso fare a Parise e din non aver affrontato il problema della sicurezza e della immigrazione che sono il fardello immobilizzatore della sinistra e di Di Pietro.
Propone, comunque un procedere democratico ed intelligente che potrebbe sboccare la situazione se si desse veramnte via libera ai desideri della base.
Tutti sono democratici e dicono che vince la maggioranze ma su problemi come l’iimgrazione, la pena di morte e altri diventano tutti "religiosi" pretendendo di far valere le loro tesi, anche se minoritarie, perchè "divine"
8 gennaio, 2010 alle 5:45 pm
x 313
spiacente di deluderti, forse ti diverti di più con i tuoi amichetti multinick falsi e menzogneri, sono anche sorpreso perchè mi sembravi uno/a che fa commenti sensati, ma adesso mi sono completamente ricreduto su di te. Immagino che entrambi sopravviveremo a questa reciproca delusione!!!
8 gennaio, 2010 alle 5:18 pm
dedicato a muli, caniporci, falsi amici, berlusconiani, berluscofeltrini e berlusgasparrini:
"fatti non foste per viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza"
credetemi non c’è intento offensivo, ma informativo!!!
8 gennaio, 2010 alle 4:46 pm
Io, se non oso troppo, vorrei invitare a cena linda, mirca e tempesta…
8 gennaio, 2010 alle 4:07 pm
.
.
Questa è bella!
http://www.beppegrillo.it/2010/01/la_costituzione.html
7.01.2010
"La Costituzione islandese è basata sul principio fondamentale che il popolo è sovrano. E’ responsabilità del presidente far sì che la volontà del popolo prevalga". L’affermazione è di Olafur Ragnar Grimsson, presidente dell’Islanda, che ha rifiutato di firmare la legge che prevede quattro miliardi di euro di compensazione al Regno Unito e all’Olanda, tra gli altri Paesi, per il fallimento della banca Landsbanki e la conseguente perdita dei depositi detti Icesave di clienti europei. Il prossimo 20 febbraio si terrà un referendum promosso da 60.000 islandesi. Toccherà ai cittadini decidere se ripianare il debito della banca attraverso le tasse. Quasi certamente gli islandesi voteranno no alla legge e si vedranno così negato l’ingresso nella UE per ritorsione. Gli islandesi affermano un principio: i cittadini non possono accollarsi il debito delle banche. Lo Stato è pubblico e la banca è un istituto privato.
Quasi come in Italia.
Forza Islanda!
8 gennaio, 2010 alle 3:58 pm
Basta democristiani e convergenze parallele, basta con la casta
che da 60 anni regna in Italia con i mercenari e terroristi usa.
http://www.youtube.com/watch?v=0ckX7x6BnD8
8 gennaio, 2010 alle 2:18 pm
ognuno cerca di esercitare un potere. La somma di questi poteri dovrebbe restituirci il BelPaese..
gli emendamenti costituzionali proposti in Usa riguardano…la "giustizia" per caso? No
Ci sono attualmente solo poche proposte di emendamento che sono entrate nel dibattito politico principale. Queste comprendono, l’"emendamento sul matrimonio federale", l’"emendamento sul bilancio equilibrato" e l’"emendamento sul dar fuoco alla bandiera".
le controproposte italiane e russe allo scudo culturale statunitense:
1) "matrimonio federale"
controproposta, legge "Berlusconi" 1234bis: il progetto "harem", già presente nelle corti islamiche più illuminate (ma solo in una escort parchegiata nei boschi brianzoli o, per chi ha possibilità, su un volo delle pubbliche Italian National Airlines e riservate ai politici)
2) "bilancio equilibrato"
controproposta, legge "Dell’Utri" 1816bis: "falso in bilancio" di Stato. La meritocrazia viene valutata in furbizia e raccomandazioni.
3) "dar fuoco alla bandiera"
controproposta, legge "Bossi-Maroni-Calderoli" 1717bis: dar fuoco solo dopo la pulizia intima.
8 gennaio, 2010 alle 2:15 pm
tutti arruolati nelle comuni?
8 gennaio, 2010 alle 2:10 pm
.
Se prima non li castri, i porci, puzzano anche da cotti !!!
8 gennaio, 2010 alle 1:44 pm
x 326 un’ultima cosa visto che sono nei suoi pensieri beh non stia ad arrovellarsi sig. "scimmie ammaestrate" tanto per parlar chiaro lei mi e’ fortemente antipatico gia’ da quello che scrive (figuriamoci)quindi non le rispondero’ piu’puo’ scrivere cio’ che vuole. sig. mirca-luca-puntaspillo che dir si voglia. amen.
8 gennaio, 2010 alle 1:43 pm
LAZIO…..
Ci poteva mancare la solita esternazione della teodem di turno ?
"Un sostegno del Pd alla candidatura Bonino sicuramente sarebbe per me una ragione forte per andare via" dice la Binetti; ma è come in quelle opere liriche dove partono sempre e non se ne vanno mai……
8 gennaio, 2010 alle 1:23 pm
Si può dire che palle? che palle!
Nn sono del PD, l’ho votato alle ultime politiche, quelle di Veltroni (non di D’Alema) che ha fatto secco Prodi (che stimo) e tutta la sinistra "contro" (che glie sta bene)
Evidentemente non eravamo pronti per il bipolarismo netto (spiace dirlo ma sarebbe ora di accorgersene)
con chi si può fare il CLN antiBerluscazz che Rosy Bindi (non Dalemone cattivone) auspica? con Casini (Cicciobello Rutelli conta quanto il due di picche quando regna bastoni)
A me i partitini ago della bilancia con il 6% mi fanno un pò incazzare (si può dire incazzare?) ma i miei compatrioti li votano e prendo atto della loro esistenza.
E in questo PD così di m….Parisi ha contato qualcosa o no?
D’Alema, D’Alema, D’Alema…..il Diavolo potentissimo in…Puglia!
Perfino Michele Santoro non vede più le folle pugliesi al seguito del messia Vendola (che a livello nazionale non é riuscito neanche a sfangare quel 4 o quant’era percento che VELTRONI ha voluto per beccare voti che NON ha avuto….mentre il perfido diabolico D’Alema Bau bau voleva una soglia di sbarramento più bassa…)
Certo che non tutto si può fare e non tutto si può sopportare in nomedi vittoria. Bersani é un uomo forse troppo cauto ma non lo vedo clone di nessuno (Parisi clone di Prodi, Lerner di Parisi…se sei d’accordo sei clone?) trovo pazzesco avere iniziato su di lui il tiro a bersaglio, una cosa da irresponsabili.
Lerner attizza il fuoco, sbaglia, ma di un gran tanto….
Ha abbandonato la sinistra "radicale" non i suoi antichi difetti, inclusa una certa faziosità non riconosciuta: peccato.
8 gennaio, 2010 alle 1:06 pm
io godo e faccio godere….mamma mia sgruntttttttttt