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Se il segretario dice no alle primarie

lunedì, 11 gennaio 2010

il PD

Se il segretario dice no alle primarie

Dicendo di no alle primarie per scegliere i governatori in Lazio e in Puglia a mio parere il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, commette un doppio errore. Danneggia la candidatura di Emma Bonino che ne sarebbe uscita rafforzata (a prescindere da quel che pensano i radicali). Viola lo statuto del Partito Democratico che sulle primarie per i candidati a cariche monocratiche è assai chiaro. Perchè lo fa, allora? Perchè Bersani ha una concezione della politica per cui le primarie sarebbero un accessorio da utilizzare o accantonare secondo convenienza dei professionisti al vertice. Peccato non lo abbia dichiarato prima: concorrendo nelle primarie per diventare segretario, presentò pochi mesi or sono un documento in cui si impegnava a fare il contrario di quel che sta facendo.
tale disinvoltura non mi stupisce. Corrisponde alla cultura della “mano libera” una volta che sei stato eletto, tanto nociva per la credibilità della politica in Italia. Temo che Bersani in futuro possa rivelare la medesima disinvoltura riguardo al sistema elettorale: uno come lui ci mette poco a tornare dal maggioritario al proporzionale inseguendo una convenienza di breve raggio. La stessa miopia che oggi lo induce a sbagliare sulle primarie.

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Gad - che ha scritto 2637 post su Gad Lerner.

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Commenti per questo articolo

[9] 8 7 6 5 4 3 2 1 » Mostra tutti i commenti

  1. 441
    Filomena Adrenalina scrive:

    Ancora? Ma non hai nulla da fare marconzo?

  2. 440
    Ermete Trismegisto scrive:

    "Se volete rimanere schiavi dei banchieri e pagare il costo della vostra stessa schiavitù, continuate a lasciargli creare la moneta e controllare il credito della nazione." [Sir Josiah Stamp, vecchio governatore della banca d'Inghilterra]
    "Chiunque controlli l’ammontare del denaro circolante in un paese e’ il padrone assoluto della sua industria e del suo commercio. E quando capisci che l’intero sistema e’ facilmente controllato, in un modo o nell’altro, da una ristrettissima elite, non avrai bisogno che qualcuno ti spieghi come nascono i periodi di inflazione e deflazione". [James Garfield, 20mo Presidente Usa]
    Facendo leva sul riflesso condizionato causato dall’abitudine secolare di dare sempre un corrispettivo per avere denaro, le banche centrali hanno emesso la moneta col corrispettivo del debito, cioè “prestandola”. In tal modo i grandi usurai non si sono solo limitati ad espropriare i popoli dei valori monetari, ma li hanno indebitati di altrettanto, caricando, sin dall’origine, il costo del denaro del 200%.
    La riserva aveva un significato quando la banconota era convertibile in oro a richiesta del portatore. È diventata ormai una ridicola sceneggiata, per mascherare la truffa dell’emissione con cui la banca centrale consegue un arricchimento parassitario pari alla differenza – duplicata dall’equivalente prestito – tra costo tipografico e valore nominale della moneta. (G. Auriti)

  3. 439
    anticipati antipodi scrive:

    ULTERIORI PROVE DEL SIGNORAGGIO BANCARIO IMPERANTE
    “… i governi dell’eurozona devono liberarsi dalla convinzione secondo la quale, all’origine dell’attuale crisi di debiti pubblici c’è la dissipatezza dei governi. Non è così. All’origine di questa crisi c’è la pregressa dissipatezza di vasti segmenti del settore privato e , soprattutto, del settore finanziario… un processo di austerità di bilancio che minaccia i settori privati dell’eurozona” (pag.28, la Repubblica, 6/5/10) da queste chiare parole di Paul De Grauwe Professore di economia all’Università Cattolica di Lovanio del Belgio, emerge chiaramente senza ombra di dubbio l’evidenza che il debito pubblico e l’interesse conseguente cui sono soggetti gli stati nazionali non è casusato dai loro stessi bisogni di bilancio bensì da esigenze di emissione di banconote da immettere in circolo a favore del settore privato in particolare di quello finanziario: ammissione lampante dell’esistente sistema del “Signoraggio Bancario” di cui siamo tutti implicitamente schiavi, non tanto per particolare nostra tendenza allo sperpero pubblico, bensì per elementari e intrinseche necessità di carta moneta circolante nella nostra economia per esigenze di normale mercato, di cui le moderne economie finanziarie hanno sempre più bisogno, anche per l’aumentato volume di scambi nel mondo sempre più globalizzato e anche a causa della sempre più aumentata velocità degli stessi grazie alle nuove tecnologie informatiche.

  4. 438
    mcginobbi scrive:

    437 Guido da Torino. Ti ringrazio della segnalazione… copiata. E’ stata mandata anche a qualche giornale? Io sono atea ma ringrazia Don Farinella da parte mia per quello che ha scritto. Di Gianni Letta che l’orrido nano continua a candidare alla presidenza della Repubblica non avrei potuto dare definizione migliore. Povera Italia!

  5. 437
    Guido da Torino scrive:

    Che ne dice il PD di questa strana "ecumenicità" del card. Ruini.
    Ma fino a che punto si può tacere una simile vergognosa strumentalizzazione della fede da parte della gerarchia ecclesiastica in combutta con i partiti autodefinitisi " cristiani"?

    ************************************************************************"Papi a colazione da Ruini. Don Farinella: “Basta complicità con i corrotti”
    Lettera aperta di don Paolo Farinella al cardinale Camillo Ruini, ex presidente della Cei, che il 26 gennaio ha invitato Silvio Berlusconi a una colazione di lavoro.

    di Paolo Farinella, prete

    Sig. Cardinale,

    Nel 1991 da una sperduta parrocchia dell’entroterra ligure, le scrissi sullo scandalo che provocò nei miei ragazzi la notizia del «cardinal-party» con un migliaio di invitati del «mondo» che conta, dato da lei in occasione della sua nomina a cardinale. Lei mi risposte che fu un dono di amici e io le risposi che certi doni dovrebbero essere respinti al mittente perché insulto ai poveri e al Cristo che li rappresenta. Le cronache del tempo fotografarono che «la capitale della politica, della finanza, delle banche, delle aziende di Stato è accorsa compatta in ampie schiere. Mai tanta mondanità e tanto ossequio attorno a un cardinale, reduce da due giorni di festeggiamenti ininterrotti» (Laura Laurenzi, la Repubblica, 30 giugno 1991, p. 25).

    A distanza di diciannove anni, mai avrei pensato di riscriverle, anche perché sapevo che lei era andato in pensione e quindi si fosse defilato come si conviene alle persone sagge di buon senso. Oggi lei non offre lauti banchetti a 800 persone, ma invita a colazione solo due individui che da soli sono peggio degli 800 barbari. Sono indignato per questo suo invito che i credenti onesti vedono come la negazione del sacramento dell’ordine e la pone sullo stesso piano degli intrallazzatori di professione.

    D’altra parte lei per oltre quindici anni ha manovrato papi, parlamenti, governi, accordi elettorali, sanità, scuole e fascisti che, al punto in cui siamo, uno scandalo in più o uno in meno, il peso cambia di poco. A mio modesto parere di prete, il suo operato induce me e molti altri credenti a pensare che lei e noi non crediamo nello stesso Dio e anche che lei usi il suo come strumento di coercizione per fini demoniaci. Lei infatti, ancora una volta, ha contravvenuto al dettato del Codice di Diritto Canonico che stabilisce: «È fatto divieto ai chierici di assumere uffici pubblici, che comportano una partecipazione all’esercizio del potere civile» (CJC, can. 285 §3, sottolineatura mia). Il massimo potere in uno Stato democratico si esercita nella formulazione delle liste elettorali tra cui i cittadini liberi e sovrani «dovrebbero» scegliere i loro governanti, locali e nazionali: qui sta in sommo grado la «partecipazione all’esercizio del potere civile».

    Il giorno 20 gennaio 2010, nella sede del Seminario Romano, dove risiede da cardinale in pensione, lei ha invitato, come ospite a colazione, Silvio Berlusconi, accompagnato dal gentiluomo (sic!?) di Sua Santità, nonché sottosegretario alla presidenza del consiglio italiano. Lei ed io sappiamo che Gianni Letta, moderno Richelieu o se vuole in termini giovanili e quasi liturgici, prosseneta, vulgo mezzano, è il tutore garante presso il Vaticano del suo capo, notoriamente inaffidabile oltre che corrotto e corruttore. Dicono le cronache che avete discusso di accordi elettorali, di convergenze tra Pdl di Berlusconi e Udc di Casini e Api di Rutelli; chi deve essere candidato alle regionali e chi no; chi deve perdere e chi deve vincere nel Lazio; cosa fare e cosa disfare in Puglia.

    La candidata Emma Bonino alla presidenza del Lazio non deve passare perché, come in una nuova crociata, «Deus ‘el vult», cioè lo ordina Ruini a cui Dio di solito dice ad ogni tornata elettorale cosa vuole e non vuole. Le cronache celiano che Berlusconi abbia tenuto il boccino perché ormai ha il coltello dalla parte del manico. Lo dimostra il fatto che il suo illustre e integerrimo ospite abbia preteso dal suo partito una «quota rosa» a sua totale discrezione per fare eleggere le «pulzelle» compiacenti che non ha potuto varare nelle politiche del 2008, a causa del «ciarpame politico» rovesciato sul tavolo dalla di lui moglie, Veronica Lario che ha sparigliato le candidature. Avete parlato anche di questo? Di quali donnine e prostitute candidare?

    Il giorno prima, il 19 gennaio 2010, appena 24 ore prima, il Senato della Repubblica, presieduto dall’autista-picciotto, Renato Schifani, in quota servitù perpetua, ha varato il cosiddetto «processo breve», cioè la 19a legge su misura per i bisogni primari del Silvio Berlusconi e pazienza se si sfascia l’intero sistema della giustizia italiana! Pazienza, se milioni di cittadini non avranno mai giustizia e se tutti i delinquenti, i truffatori, gli spacciatori, i ladri, i corrotti, i concussori, i concussi, i deputati e i senatori insieme ai loro famigli la faranno franca sempre e comunque alla faccia di quel «bene comune» con cui lei da presidente della Cei faceva i gargarismi sei volte al giorno prima e dopo i pasti principali. Lei queste cose le sa, ma è anche «cardinale di mondo» e sa navigare nei meandri del fiume della politica che conta, poco importa se morale o immorale: in fondo il fine ha sempre assolto i mezzi perché noi cattolici non siamo forse per la confessione periodica e cioè per «una botta e via da capo»?

    «Processo breve, legittimo impedimento per sé e famigli», lei lo sa bene, sono eufemismi: trattasi infatti soltanto di «processo impossibile». Un presidente del consiglio scardina lo Stato di Diritto, impone al parlamento di votare leggi individuali e di casta a favore di sé e dei delinquenti che lo attorniano, abolisce di fatto ogni contrappeso al potere esecutivo e di fronte a tanta bulimìa incontenibile, lei lo invita anche a pranzo? Via, cardinale, est modus in rebus! Non pare che durante il pranzo, lei abbia detto una parola sulla condotta scandalosa dell’ospite, ma sappiamo che si è seduto a tavola con un essere spregevole moralmente, eticamente, giuridicamente, democraticamente e con lui contratta seggi e vittorie, costi e benefici, voti e ritorni in privilegi economici e politici. Logicamente in nome dei sacrosanti «principi non negoziabili», of course!

    Colui che sedeva a mensa con lei, dal mese di maggio dello scorso anno e fino a novembre 2009 è stato braccato dalla stampa internazionale, rincorso da dieci domande di un giornale italiano e bollato dalla denuncia della moglie per frequentazione di minorenni; uso abituale di prostitute e forse di cocaina (non sappiamo tutto!) in sedi istituzionali (anche le dimore private sono state da lui sottoposte a regime di «segreto di Stato»); spergiuro sulla testa dei figli (del fatto di Casoria, ha dato quattro versioni diverse, dopo avere giurato che la prima era quella buona); promesse di posti in parlamento e al governo a signore e signorine compiacenti in cambio di favori sessuali. Alcune di loro non perdono occasioni per ostentare la loro cattolicità granitica, fondata sui «valori» dell’onestà, della famiglia, del bene comune e dell’indissolubilità del matrimonio.

    Negli stessi giorni in cui lo scandalo delle prostitute era al culmine, il suo governo stava varando una legge per punire i clienti delle prostitute: la solerte, cattolicissima ministro Mara Carfagna si è affrettata a ritirare il provvedimento che avrebbe colpito per primo il suo capo e protettore che il suo stesso avvocato ha definito «utilizzatore finale» di carrettate di donne. Soltanto dopo l’indignazione del popolo cattolico arrivata al «calor bianco», finalmente la Cei cominciò a balbettare qualche timiduccio scappellotto, ma tenue e delicato, quasi un buffetto. Il 7 luglio 2009, quando ormai il mondo cattolico era sul filo delle barricate contro la latitanza della gerarchia cattolica, il segretario della Cei, mons. Mariano Crociata, durante una Messa, alludendo al presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, oggi suo ospite, senza mai chiamarlo per nome, sbotta:

    «Assistiamo ad un disprezzo esibito nei confronti di tutto ciò che dice pudore, sobrietà, autocontrollo e allo sfoggio di un libertinaggio gaio e irresponsabile che invera la parola lussuria salvo poi, alla prima occasione, servirsi del richiamo alla moralità, prima tanto dileggiata a parole e con i fatti, per altri scopi, di tipo politico, economico o di altro genere. Nessuno deve pensare che in questo campo non ci sia gravità di comportamenti o che si tratti di affari privati; soprattutto quando sono implicati minori, cosa la cui gravità grida vendetta al cospetto di Dio» (Omelia per la Messa di Santa Maria Goretti, 15-08.09, Le Ferriere – Latina).

    Lei, sig. cardinale Camillo Ruini, ha passato tutto questo tempo sotto silenzio assoluto, dedicandosi al «progetto culturale della Cei e alle massime questioni di alta filosofia e teologia: «L’esistenza di Dio», la sua necessità e via dicendo. Sul resto che travagliava la Chiesa, i credenti, la gerarchia e copriva con un manto di sudiciume l’Italia intera, silenzio tombale.

    Nello stesso periodo, il 1 luglio 2009, il governo varò il «decreto sicurezza» che stravolge il diritto internazionale, l’etica cristiana, la dottrina sociale della chiesa e tutti gli insegnamenti pontifici in fatto di migrazione perché definisce reato «lo stato di persona clandestina». Mons. Agostino Marchetto del pontificio consiglio per l’immigrazione dichiara: «La criminalizzazione dei migranti è per me il peccato originale dietro al quale va tutto il resto», riferendosi alle aberranti politiche sociali del governo. A stretto giro di posta arrivò la smentita della Sala Stampa vaticana: Mons, Marchetto parla a titolo personale. Il Vaticano smentisce se stesso. Anche in questa occasione, lei ancora una volta stette zitto e latitante e non difese nemmeno il suo pupillo che preferì sacrificare sull’altare dell’immoralità governativa pur di mantenere un rapporto privilegiato di potere e d’interesse.

    Ricevendo Berlusconi e per giunta come ospite in intimità conviviale a casa sua, senza dire una parola su ciò che è avvenuto in questo anno (per non parlare degli ultimi 15 anni), lei ha avallato lo scardinamento costituzionale, istituzionale e lo sfacelo etico di cui l’ospite è stato e continua ad essere protagonista responsabile. Quel giorno Berlusconi era reduce fresco fresco da un attacco micidiale alla Magistratura con parole omicide: «Il tribunale è un plotone di esecuzione». Lei ha così avallato e approvato il suo comportamento immorale e indecoroso, benedicendo l’inverecondia e assolvendo l’insolvibile, diventandone complice «in solido», perché come insegna il diritto, che la saggezza popolare traduce pittorescamente, «è tanto ladro chi ruba quanto chi para il sacco».

    Se lei poi con questi figuri tratta posti di governo o gestione della sanità o della scuola o condizioni per fare eleggere questo/a o quella/o in cambio di voti e/o di altro, lei inevitabilmente diventa compare di uno che frequenta la mafia e ha fatto della malavita la norma della sua condotta. Berlusconi non si sentiva perseguitato e non denunciava accanimento giudiziario quando rubava e trasportava denaro degli Italiani all’estero, dichiarava il falso in bilancio, corrompeva i giudici, comprava i testimoni dei processi, sparava alla testa dei giornalisti non a libro paga, imponeva al suo «Il Giornale» agli ordini del falsificatore Feltri di uccidere il direttore di «Avvenire», Dino Boffo. Lei non chiese le dimissioni di Feltri e di Berlusconi per avere inventato «in solido» una trappola di fango per mettere in riga i vescovi della Cei con un avvertimento di stampo mafioso: io vi tengo in pugno. E’ di questi giorni la sentenza in appello, confermata e aggravata, a Totò Cuffaro, cattolico integerrimo per reato di mafia. Costui e il Pierferdi Casini che lei tanto sponsorizza, per cinque anni hanno votato tutte le leggi immorali a servizio esclusivo di Berlusconi, appoggiandolo in ogni nefandezza: tutto con la sua benedizione e il silenzio della gerarchia cattolica. Sempre e comunque in nome del santo bene comune. Ah! «i valori non negoziabili».

    Ora arrivano le elezioni regionali. Nel Lazio, regione del papa, cortile del Vaticano e prolungamento del Laterano, si candida alla presidenza della regione Emma Bonino, radicale e anticlericale. La paura fa novanta, signor cardinale, e lei da «vero animale politico» ha fiutato che la «Emmaccia» potrebbe farcela agevolmente e se arriva, potrebbe mettere ordine nella sanità e nella scuola laziale, due feudi della malavita «cattolica» laziale. Horribili dictu! Pur di contrastare, con ogni mezzo la sua candidatura, lecita e rispettabile in una democrazia compiuta, lei preferisce la deriva morale, lo sconquasso della Costituzione, la distruzione della Democrazia, l’annientamento dello Stato, alleandosi con un potente degenere che ha portato la corruzione e il malaffare al rango della politica e della presidenza del consiglio. Personalmente sono convinto che, in queste condizioni, lei non possa celebrare l’Eucaristia con tranquilla coscienza perché come prete non ha ricevuto il mandato di eleggere e fare eleggere presidenti e parlamentari, magari mafiosi, ladri e corrotti. Lei può solo andare per le strade del mondo e annunciare il vangelo della liberazione: ai prigionieri, ai poveri, agli immigrati torturati e uccisi dal presidente del consiglio che lei riceve a pranzo, diventando complice di assassinio collettivo, cioè di genocidio.

    La congregazione del clero insieme ad altri quaranta preti, mi ha messo sotto inchiesta per avere scritto che la «vita umana deve essere umana», ma su di lei e sugli altri vescovi e sul Vaticano che appoggiate la forza omicida del governo Berlusconi, nessuna inchiesta per oltraggio palese alla vita di adulti, donne e bambini. Il suo invito a colui che si paragona a Dio e al Messia, che si vanta di essere il «miglior presidente del consiglio degli ultimi 150 anni», è la fine dei saldi della morale, dell’etica, del dottrina sociale, della dignità, del concetto di peccato e grazia: il saldo della religione che lei vende, anzi svende senza neppure esserne il proprietario.

    Lei non ha autorità per intervenire in questioni che il Codice vieta ai preti come le alleanze partitiche, le elezioni, le candidature perché è una manomissione della democrazia del Paese Italia, vincolante anche in forza di un concordato che pone paletti alle interferenze e offre garanzie e lauti sussidi. Su queste materie poi lei né la Cei, né tantomeno il Vaticano, Stato estero, potete parlare in nome del mondo cattolico. Lei sa bene che sono questi comportamenti che allontano ancora di più i non credenti, mentre i credenti si avvicinano a passo svelto all’uscio d’uscita della Chiesa. Ho detto al cardinale Bagnasco che deve tenere un occhio al metro di misura che è l’8xmille, in caduta libera, segno della disaffezione sempre maggiore della gente da una gerarchia che si è trasformata da segno di contraddizione in lobby di pressione e di potere, patteggiando con personaggi immondi e immorali.

    Il papa invita i preti ad accedere alla rete web. Beh, sappia che uso il computer dal 1982 e la rete dal suo sorgere: se avessi aspettato il consiglio del papa, alla mia et, sarei ancora al lapis e al pennino. Provi ad accedere alla rete, unico strumento di democrazia diretta ancora in vita, e si accorgerà, anzi sentirà l’odore corposo del disprezzo che circonda tutto ciò che sa di «ecclesiastico». Il nostro popolo è saturo di vedere l’autorità ecclesiale che dovrebbe servire il bene e combattere il male, fare comunella con i corrotti e i corruttori, con i delinquenti abituali travestiti da finti religiosi e sempre di più si allarga il fossato tra voi e noi: voi state andando per la vostra strada che vi porta a «mammona iniquitatis» noi, da soli cerchiamo con fatica la strada che ci porti agli uomini e alle donne del nostro tempo e insieme tendere: chi crede all’ incontro con il Dio di Gesù Cristo, chi non crede all’incontro con la propria coscienza e il rispetto degli altri.

    Sig. Cardinale, credo che lei ed io non abbiamo molto da spartire, se non l’appartenenza formale alla stessa Chiesa in quanto «struttura», di cui però abbiamo due visioni non solo diverse, ma opposte: lei appartiene al sistema del potere clericale che io combatto con tutte le mie forze, mentre io mi sforzo di appartenere alla «Chiesa dei poveri» con la coscienza di essere una minoranza che sa di avere un solo mandato: il ministero e il magistero della propria testimonianza di vita che nessuno potrà mai rapirmi perché è il segno della Shekinàh/Dimora di Dio tra di noi.

    In conclusione, alla luce di quanto sopra descritto e per le ragioni addotte, io, Paolo prete, ripudio anche lei e quello che rappresenta, come il 7 luglio ripudiai con lettera il suo ospite e commensale. Preferisco essere orfano di mercenari piuttosto che avere padrini. «Non ne abbiamo bisogno». Sappia però che con il suo agire e le sue scelte, lei ha autorizzato me e chiunque altro ad operare e agire in maniera esattamente opposta alla sua e mi creda lo farò con onore e con orgoglio, dall’interno della Chiesa di cui sono onorevolmente figlio fedele.

    Profondamente inorridito,
    Paolo Farinella, prete

    (28 gennaio 2010)

  6. 436
    Ken scrive:

    BORSE EUROPA – Indici negativi, piani Obama affossano banche

    buon segno -, per lo meno sarà più per i +

  7. 435
    Guido da Torino scrive:

    LA SFIDA DI VENDOLA E L’EUTANASIA DEL PD
    (di Angelo orsi,tratto da Micromega del 22/10/2010)

    Ma cos’è il Pd? Ma esiste il Pd? E qual è la sua strategia politica? Abbiamo capito male o si tratta della eliminazione di quel che rimane della Sinistra italiana? Insipienza politica assoluta o malafede? Com’è possibile che da grandi figure come Togliatti e De Gasperi, in questo “connubio” tra area ex comunista e ex democristiana, si sia arrivati a dei mediocri figuri come Letta e Bersani, Veltroni e Fassino, D’Alema e Franceschini? Personalmente, avevo dato un certo credito a Bersani, lo confesso, che mi pareva “solido”, un esponente del “partito degli amministratori” targato Emilia Romagna. Nessuna illusione, ma la convinzione che avrebbe cercato di recuperare un po’ di serietà e di politica vera. Ma la delusione è stata grande, benché, in definitiva, non mi ha stupito. Troppe sono state le delusioni precedenti. Mi ero addirittura abituato anche io a ripetere che “D’Alema è intelligente”. E ho resistito a decretare che se lo è, “lavora per il nemico”; altrimenti come spiegare le sue ineffabili strategie che portano alla sconfitta, inanellandone una dopo l’altra, sempre presentandosi, a cose fatte, anzi, disfatte, come “io l’avevo detto”. Straordinario, davvero. Su Veltroni avevo creduto che fosse stata posta una pietra tombale (politicamente, intendo), dopo il capolavoro che ha portato il fascista Alemanno al Campidoglio, e Berlusconi a Palazzo Chigi, dopo aver sfiancato il Governo Prodi. Il solo vantaggio di quel capolavoro fu (credemmo) che il sullodato uscì di scena. Ma forse era stata un’illusione. E ora, per esempio, scopriamo che nel Pd esiste una corrente (o sub corrente) dei “veltroniani”, che, per esempio, in Umbria, nella definizione delle candidature alle imminenti elezioni regionali, gioca contro i fassiniani… E viceversa.

    Già, le regionali… Il caso più interessante, che ha del clamoroso, riguarda la Puglia. Là c’è stata – e c’è ancora, nella sua fine mandato – un’amministrazione che ha svolto un lavoro importante, anche se non molto visibile sul piano della opinione pubblica, o meglio di quella che i media formano per poi dirci che la gente pensa, la gente vuole ecc. Sul piano della difesa dell’ambiente e del territorio, sul piano della formazione professionale, ad esempio, la Puglia dell’ultimo quinquennio è stata all’avanguardia sul piano nazionale. Certo, sono stati compiuti errori, commesse ingenuità e leggerezze, ma con onestà bisogna riconoscere che di gran lunga i dati positivi hanno sopravanzato quelli negativi: e che perlopiù, nell’ambito della Giunta regionale, i personaggi dannosi, sono stati imposti da forze esterne al presidente, Nichi Vendola.

    Come sappiamo, la sua Amministrazione è stata coinvolta nell’ultimo anno in qualche vicenda giudiziaria, legata essenzialmente alla gestione della Sanità, dove peraltro, a quanto risulta, il chiacchierato assessore (poi dimesso), era legato a Massimo D’Alema. Il quale continua a comportarsi come vicerè di un territorio dove il potere del monarca evidentemente non arriva. Peccato che là il sovrano – ossia il presidente della Giunta, nel caso Vendola – ci fosse e ci sia, tuttora. Ma D’Alema e i suoi boys hanno deciso che andava sacrificato sull’altare dell’alleanza “strategica” con Casini, a cui il candidato proposto dalla dirigenza Pd, Francesco Boccia, già sonoramente sconfitto da Vendola alle primarie di cinque anni or sono, ha subito offerto una succulenta disponibilità in caso di vittoria alla privatizzazione (“morbida”) dell’acqua: che fosse un messaggio per Caltagirone, casualmente suocero di Casini, e gran signore delle acque? Ma Boccia si è detto pure a favore delle centrali nucleari… Insomma, un “moderato” (l’etichetta è di Casini) all’insegna di un concetto di “moderno” fatto apposta per piacere a lor signori, avrebbe detto il mitico Fortebraccio. Vero, che poi Boccia è stato costretto a fare marcia indietro e a dire parole contro la privatizzazione delle acque, ma il dado ormai era tratto.

    Stupisce la mobilitazione in forze della dirigenza nazionale in Puglia non per sconfiggere la destra, ma per sconfiggere l’anomalia rappresentata da Vendola, un uomo onesto e libero, un autentico progressista, per il quale il meglio della cultura pugliese, e non solo, si è schierato. Vendola (che non conosco personalmente), il comunista cristiano omosessuale, uomo di cultura, sensibile e aperto,me anche uomo che, con alterne vicende, errori e cadute, ha cercato, riuscendoci almeno in parte, a invertire il senso di marcia della storia nella sua regione, a restituirle un po’ di prospettiva. Commentando l’esperienza governativa di Vendola, il regista Edoardo Winspeare, uno degli esponenti della nuova intelligencija pugliese, ha detto: “Non c’è più quel disfattismo senza speranza di prima” (il manifesto, 21 gennaio). Ebbene, cosa avrebbe fatto una forza politica di sinistra, cosa avrebbe fatto un movimento che si ispiri a ideali di progresso culturale e di difesa di valori autentici, davanti a un’esperienza come questa? L’avrebbe sostenuto a spada tratta. Avrebbe cercato di farla continuare, correggendo errori, e soprattutto, smettendo di interferire dal centro, imponendo nomi, o scelte. E invece, Vendola è diventato, per i capi del Pd, il nemico da abbattere, usando ogni mezzo.

    Ora, la mobilitazione della base ha ottenuto le primarie, per scegliere il candidato presidente, con un esempio di potere dal basso che sconfigge le burocrazie e i mandarini di partito; ma il Pd non ha mostrato alcun segnale di resipiscenza, e sembra puntare diritto, sereno, verso un nuovo episodio della propria eutanasia. Purtroppo, in questo lento procedere di una morte annunciata, non sarà soltanto quel partito a scomparire, ma una fetta, non la peggiore, d’Italia. Urge, perciò, continuare sulla strada di una riappropriazione dei diritti attivi da parte dei cittadini consapevoli, un’azione continua e incessante, che faccia sentire che democrazia, in una situazione in cui le oligarchie dominano (la politica oltre che la finanza e l’informazione), è e deve essere qualcosa che nasce dalla percezione dei bisogni reali di donne e uomini e dalla loro trasformazione in lavoro culturale che precede e accompagna ogni opzione politica. Forse Vendola sarà sconfitto, ma aver imposto le primarie, contro i tentativi oscuri di eliminarlo dalla stessa competizione, è già un risultato simbolico (oltre che pratico) importante. Che ci può dare un minimo di fiducia nell’avvenire.

    Angelo d’Orsi

    (22 gennaio 2010)

  8. 434
    noccioletta scrive:

    Tutti i commenti sulle primarie sono degni di rispetto e sicuramente condivisibili ma non dimentichiamoci che dietro le quinte, in appoggio a Bersani sulle sue primarie, c’è ancora il grande baffo (e non è Occhetto) della sinistra italiana, il quale, se pur ottimo politico, sa ormai di stantio, di impedimento ai nuovi programmi o alle nuove linee che dovrebbero riportare a vincere il centrosinistra (senza trattino). Secondo me mandando a casa un gruppetto di vecchie cariatidi, si formerebbe davvero un partito progressista che tenga conto della società e delle problematiche attuali del nostro paese ma se si continua a rimandare la "pulizia" interna, prenderanno sempre più piede leghisti, populisti come Di Pietro (Bobo Craxi ha ragione) e si tornerà a ricordare il Moretti di qualche anno fa, già troppi anni fa: "Noi, con questi dirigenti, non vinceremo mai!!!!"

  9. 433
    il lauto fonico scrive:

    SIAMO SUDDITI DI UN NUOVO IMPERO
    nessun giornale o tv italiana ha mai riportato la seguente notizia, comparsa su tv e stampa svizzera:arrestata il 2 aprile 2009 in frontiera la segretaria del gruppo parlamentare della Lega Nord con 8 KG di cocaina.
    “E`una dipendente del Parlamento italiano una delle due persone arrestate, lo scorso due aprile a Lugano, con otto chili di cocaina in valigia. Insolito sequestro, quello avvenuto il 2 aprile 2008. Si tratta, infatti, della segretaria del gruppo parlamentare della Lega Nord a Roma. Insieme a lei, lo ricordiamo, è stato arrestato anche un uomo. Entrambi provenivano dal Brasile”.
    “Le Guardie di confine hanno scovato lo stupefacente stipato in alcune vaschette di alimenti. Non è chiaro se la droga fosse destinata al mercato ticinese, oppure se dovesse rientrare in Italia passando per lo scalo luganese, dove forse la coppia – di 40 e 50anni – sperava in controlli meno severi. In ogni caso, i due non avrebbero mai avuto alcun legame col Ticino.”
    http://www.rsi.ch/home/channels/informa … -agno.html
    La notizia è stata resa nota lo scorso 7 aprile dalla Radio Televisione Svizzera, ma nessun media – stranamente – pare averla ripresa…"
    Perchè nessun tg o giornale di rilevanza nazionale ha commentato la notizia?
    SIAMO SUDDITI DI UN NUOVO IMPERO.http://www.rsi.ch/home/channels/informazione/ticinoegrigioni/2009/04/07/cocaina-agno.html

  10. 432
    Ken scrive:

    Deciso contro le banche americane, ha giocato al rilancio contro i maggiori istituti di Wall Street, confermando la sua idea di voler introdurre una nuova tassa e definendo i bonus che i banchieri si stanno per elargire "osceni". La prima notizia sul nuovo progetto di imposizione fiscale riguarda la dimensione degli istituti.

    Saranno colpiti solo quelli con dimensioni superiori ai 50 miliardi di dollari di attività patrimoniali, ovvero circa cinquanta istituti di credito, e il fine è ridurre l’esposizione al rischio. E l’imposizione collettiva aggiuntiva non sarà poca cosa: «il mio obiettivo – ha detto Obama – è di recuperare 112 miliardi di dollari nei prossimi 12 anni, questo è il costo che alla fine ha sostenuto il governo con il progetto Tarp. I bonus – ha continuato il Presidente – sono osceni, e il fatto che i banchieri intendano andare avanti con la distribuzione rafforza la mia convinzione che questa tassa sia giusta». Il Presidente ha anche aggiunto che le banche americane dovranno «prendersi le loro responsabilità….vogliamo avere i nostri soldi indietro e li riavremo fino all’ultimo centesimo,

  11. 431
    Raffaele Innato scrive:

    Un trasloco propizio per il PD?
    Enzo Carra condannato in Appello a 1 anno e 4 mesi, nel periodo di mani pulite, per aver assicurato l’impunità a colpevoli di corruzione, falso in bilancio e finanziamento illecito, e Renzo Lusetti, al quale, il 28 gennaio 2009, la Procura di Napoli pare abbia notificato un’ informazione di garanzia, nell’ambito dell’inchiesta "Global service", relativa alla manutenzione delle strade del Comune che ha coinvolto magistrati, deputati ed assessori napoletani, nella quale si ipotizza per il deputato il reato di partecipazione in associazione a delinquere, ritornano tra i vecchi amici dell’Udc. Cesa ha subito salutato con calore i due ex democristiani. La goccia che ha fatto traballare il vaso pare sia stata la candidatura della Bonino alla Regione Lazio.
    La loro uscita dal PD in verità era attesa da qualche tempo e pertanto non è una novità in assoluto.
    La decisione era stata annunciata con formali comunicazioni al segretario del Pd Bersani, a Franceschini, a Casini e al presidente della Camera per comunicargli il cambiamento di gruppo politico.
    Sulle ragioni della decisione hanno spiegato che "non è un problema di persone che sono alla guida del partito, ma di un progetto politico che non è decollato".
    Lusetti in proposito ha lamentato la coabitazione di "culture troppo diverse" per "garantire una sintesi". Lo schema che preferivano nel PD era quello di stare più verso una politica di centro.
    Quindi altre due pedine centriste si staccano dal PD, che a mio modesto parere farebbe bene a seguire una politica che invece deve tendere a guardare e sentire le esigenze e i problemi del popolo di sinistra e di quello in generale, lasciato allo sbando del precariato, della cassa integrazione, dei licenziamenti, dello stipendio che non arriva a metà del mese, dell’emigrazione dei giovani e dei cervelli verso terre più accoglienti, di una scuola carente, della mancanza di futuro; un popolo che in Italia è più numeroso di quanto si dice, che attende di vedere una prospettiva di grande respiro e di fiducia dalla politica seria. E se il PD riuscisse a creare una dirigenza sana fuori da schemi compromissivi, una politica che sa dialogare e ascoltare la gente, che sa fare proposte e programmi condivisibili per dare speranza ai giovani e certezza alla quotidianità della gente, si ritroverebbe in poco tempo a raggiungere l’alternativa vera ad un governo che ha il solo scopo di difendere dai processi il capo e a fare delle politiche personalizzate, che vanno contro il fine di una democrazia che è quella di pensare al benessere generale.

  12. 430
    er sacrifiscio scrive:

    429, sottoscrivo

  13. 429
    Gummo scrive:

    Ma perchè non parlare onestamente? Ditelo che non credete delle primarie!

    Guardate questo filmato in cui Bersani dice in sostanza: le primarie, la preferenza del "popolo" sulla base delle quali deve decidere il partito.

    http://www.youdem.tv/VideoDetails.aspx?id_video=4749b355-1e70-4c93-ba94-bhttp://www.youdem.tv/VideoDetails.aspx?id_video=4749b355-1e70-4c93-ba94-b6a90e7cae506a90e7cae50

    si può essere d’accordo o meno, ma non si può essere d’accordo sulla evidente discrasia tra parole e fatti. Non è un bel modo di voltare pagina.

    il modello dalemiano è.. "a discrezione della commissione", non le chiami più, per favore, "primarie democratiche". Sicuramente meglio del modello berlusconiano, più simile a quello di Putin che a quello di Obama.

    Questa è una Reubblica Democratica, tanto pubblica e per la "libertà" del "popolo" che ha ABOLITO il voto di preferenza elettorale (governo Berlusconi). libertà a parole.

    Intanto, mentre si discute, votiamo il pubblicitario..

  14. 428
    Gummo scrive:

    422 l’obiettivo del PDL è perdere?

  15. 427
    Gummo scrive:

    423 dall’articolo il "caso" sembra un altro, immutabile

    L’anagrafe certifica cosa sia in Calabria il potere: immutabile. «Il mio partito mi sopporta appena e devo a Gianfranco Fini, solo a lui, se sono deputata e riesco ancora a parlare. Il volto del potere è sporco di affari, se non di peggio», garantisce Angela Napoli, deputata del Pdl.

    Scopellitti è favorito.

  16. 426
    sep scrive:

    Lazio : Dietro la Polverini c’è un apparato mediatico-organizzativo che fa paura; d’altra parte il PD nel Lazio non ha mai un "suo" candidato; prima ha messo il Marrazzo perchè bucava la Tv ….adesso si affida alla Bonino (degnissima candidata che potrebbe anche vincere..)) ma, ovviamente : primo non è organica al PD e secondo potrebbe avere qualche difficoltà a raccogliere il voto dei cattolici-apostolici-romani che a Roma sono tanti………
    Misteri d’Italia e del PD ?

  17. 425
    sspp scrive:

    Enzo Carra e Renzo Lusetti passano all’udc

    e la Binetti dove va ?

  18. 424
    er sacrifiscio scrive:

    Leggero malore per Emma Bonino nell’aula del Senato, dove presiedeva la seduta dedicata alle votazioni degli emendamenti al ddl sul processo breve.
    RIFORMA SANITARIA SI’

  19. 423
    ink scrive:

    IL CASO. Guccione: nel Pd "pronti a bloccare le primarie"
    Bersani offre a Casini la guida della regione. L’Unione gradisce molto.
    E Pierluigi gela i suoi candidati:
    "Diamo la Calabria all’Udc"

  20. 422
    Lupo della Sila scrive:

    L’obbiettivo del Pd è vincere.Il Segretario per raggiungere questo risultato usa la tecnica che lui considera più consona. Alla fine del "giro" vediamo i risultati ed esprimiamo i giudizi(positivi o negativi). E’ ovvio che chi perde deve lasciare il posto di comando! Come fanno in tutte le democrazie mature, financhè nella tanto criticata Grecia. Questo DOVEA ESSERE SCRITTO NELLO STATUTO. La Meloni ha detto "un sacco di fesserie", mentre Fassino ha esposto dei concetti molto condivisibili. E’ ovvio che ci dovrebbe essere un ricambio, però, tranne qualche figlio di papà imposto con il classico nepotismo, di geni della politica in giro non se ne vedono.

  21. 421
    d.s.e.& d.a.a. scrive:

    Ilja carissimo non esagerare col vino altrimenti il risultato sarà una Roma da bere.

  22. 420
    ink scrive:

    #419 – caro Anonimo… che vuoi ti dica? ieri ho visto che pure la Roma-Liberale sostiene Polverini, si fa di tutto per evitare questa sinistra ;)

    Ma mi daro da fare senz’altro! Ci andro e gli parlero al cuore appellandomi al loro amore per la laicita onesta trasparenza e buon vino

  23. 419
    Anonimo (ma mica tanto) scrive:

    Evvai caro Ilja!
    Mettiti di buzzo buono in campagna elettorale. Ci son bene il 25,8 per cento di elettori laziali indecisi da convincere, perlomeno, a non votare per la ex sindacalista.

  24. 418
    heiner scrive:

    pare ci sara addirittura un accordo nazionale

    beh, allora ne sarei felice anch’io! 8)

  25. 417
    ink scrive:

    heiner, parlavo del mio scetticismo su PD-Emma. E pare ci sara addirittura un accordo nazionale, se ho sentito bene la rassegna stampa!..

    si, ne sono contento
    :)

  26. 416
    heiner scrive:

    mi sa che devo proprio ricredermi

    :?: (in ogni caso, se dici ‘fortunatamente’ si tratta di qualcosa almeno per te positivo, quindi ok)

  27. 415
    ink scrive:

    #75.bis – heiner (& Silk) mi sa che devo proprio ricredermi, fortunatamente.

  28. 414
    lupo48 scrive:

    caro Gad,
    precisa e puntuale la tua analisi della situazione PD e Bersani.
    Esempio in Puglia le scelte del PD significano anche un giudizio negativo sulla giunta Vendola e cosa si dice della gestione della sanità degli Assessori targati Pd?
    Come si valuta la giunta del Lazio? Come si fa sovrapporre le disavventure personali di Marrazzo con quella Giunta? Da milanese, quindi non vicino a queste Regioni, che opinione mi posso fare di quelle Amministrazioni? Le modalità con cui le ha liquidate l’attuale Segretario del PD significano presa di distanza, quindi…
    Della Campania non ho il coraggio di parlarne, ho i brividi a pensare alle opportunità che Bassolino e c. hanno buttato al vento.
    Ma di quello che è successo in Lombardia con gli ultimi arresti in giunta e vicini, cosa dice Bersani? Si risponde con una decisione verticistica, Penati, recentemente bocciato nelle riconferma a Presidente della Provincia e la prima uscita un orribile manifesto che raffigura il cambio di una macchina a rappresentare la voglia di cambiamento in Lombardia.
    Come dimenticare che tra gli sponsor di Penati c’è quella Lega delle Coop che gestisce in Lombardia e in Emilia molte vicende economiche con la Compagnia delle opere di Formigoni. Sarà questo il segno del cambiamento?
    Da"ingenuo" ho manifestato con una email le mie perplessità al segretario del PD, penso che visto lo stile in atto non solo non mi risponderà ma che neanche qualcuno la leggerà!
    Ho aderito al PD, senza provenire da precedenti esperienze partitiche, uno dei cittadini che ha creduto in quel progetto, ma le delusioni anche a livello del circolo sono molte. Sono il solo che sta vivendo questa esperienza? Vorrei vedere una reazione, perchè Gad non fai una analisi di questa situazione e ne parli in una delle tue trasmissioni o nel blog.Non è un invito al "tafazzismo" ma credo che queste scelte le pagheremo poi noi comuni cittadini, le nomenclature si sistemano sempre.

  29. 413
    Claudio scrive:

    Claudio scrive:
    13 gennaio, 2010 alle 8:58 am
    Maroni: «Dopo Rosarno
    attenzione a Puglia»

    Dopo i fatti di Rosarno, «monitoriamo situazioni analoghe in Campania e Puglia per intervenire prima che che si verifichi ciò che è accaduto in Calabria». Lo ha detto il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, a margine della sua informativa al Senato. Si tratta, ha spiegato Maroni, «di situazioni note, che si conoscono da decenni».

    chi opera sul territorio pugliese ha scelto un approccio di seria denuncia (come la Flai Cgil che ha espresso preoccupazione per la situazione di Foggia) e di fattiva prevenzione (come il prefetto di Brindisi che ha deciso di avviare controlli più intensi contro lo sfruttamento dei lavoratori)

  30. 412
    er sacrifiscio scrive:

    Se il mandante dei mandanti non cessa, in applicazione del dettato Costituzionale, vacanza fiscale:
    allineamento sugli scudati o blocco fisso al 5%

  31. 411
    Marconzo scrive:

    ma che schifo ballaro”..ma che schifo…
    anzi…. che schifo l’italia

  32. 410
    er sacrifiscio scrive:

    Pagnocelli

    A me piacerebbe sapere chi viene intervistato per i sondaggi.

    sonda la sonda:
    paraculo, stessa provenienza politico-geografica di Feltri, a libro paga &emol-mediaset, addetto a sondare tempestivamente sull’agenda che interessa il mandante dei mandanti, siamo in piena zona Cesaroni.
    L’agenda dei Cesaroni non è reale ma quella percepita e rigorosamente a libro paga &emol-mediaset.

  33. 409
    Moreno Puiatti scrive:

    Non entro nel merito del fare o meno le primarie, ora a ridosso delle elezioni tatticamente potrebbero essere dannose (il problema è non averle fatte prima come in Toscana il 13 dicembre scorso, anche se li sono istituzionalizzate), io fossi stato in Bersani avrei cercato di fare una assemblea nazionale in cui farsi dare un mandato temporaneo da "dittatore" come nell’Antica Roma per il momento di emergenza, con queste decisioni autocratiche di nomina di commissari con mandati esplorativi nelle regioni dimostra un mix di autoritarismo e improvvisazione pericoloso.
    Intanto delegittima i segretari regionali, specialmente quello del Lazio (che era della sua mozione) affidando a persona diversa (Zingaretti) la gestione delle candidature e delle alleanze, ma forse se non si sono già sistemate le questioni significa che i segretari regionali usciti dal congresso hanno già dimostrato di non essere in grado di fare il loro lavoro (anche a causa di tempi stretti e di un congresso troppo lungo e contorto che li ha portati a ridosso delle elezioni in questo stato), ciò è preoccupante.
    Invece di Mille Piazze e di iniziative movimentiste a dicembre si doveva fare politica in vista delle elezioni, aver creato quei diversivi per tenere impegnato il partito è stata forse un’ottima strategia in queste regioni per distrarre le forze locali dalla preparazione delle elezioni?

  34. 408
    Uno scrive:

    Pagnocelli

    A me piacerebbe sapere chi viene intervistato per i sondaggi.
    Io non sono mai stato intervistato e scommetto che Heiner non è stato mai.

  35. 407
    er sacrifiscio scrive:

    Pagnocelli

    paraculo, stessa provenienza politico-geografica di Feltri, a libro paga &emol-mediaset, addetto a sondare tempestivamente sull’agenda che interessa il mandante dei mandanti, siamo in piena zona Cesaroni

  36. 406
    Marco 67 scrive:

    @403
    Buongiorno a tutti.
    Ah beh… se il riferimento è la Meloni.
    Qualcuno l’aveva apostrofata "z..ccola"? Maledetti microfoni aperti… :-)

  37. 405
    Alessandro Magno scrive:

    Ho notato una cosa, fra i vari numeri tirati fuori da Pagnocelli, che c’e’ un leader nuovo a sinistra, non facciamo nomi.

  38. 404
    heiner scrive:

    mummia

    mausoleo, cerone, bende, capelli trapiantati, silicone, prodotti plastici e bituminosi vari, stesso concetto di democrazia di un faraone…
    mi ricorda qualcuno.

    siamo all’ammazzacaffè 8)

  39. 403
    Alessandro Magno scrive:

    La situazione dell’opposizione e’ stata fotografata ieri sera a Ballaro’, da ua parte un vecchio incartapecorito Fassino (che si e’ preso sorridendo della "mummia" da Crozza) e dall’altra una giovane e pimpante Meloni. Niente da fare, siamo alla frutta, anzi al caffe’.

  40. 402
    Uno scrive:

    da laRepubblica di oggi:
    Le Monde e il Frankfurter Algeneiin stigmatizzano il silenzio del premier per i fatti di Rosarno
    Si vede proprio che sono stranieri perchè non sanno che in quei luoghi comanda la mafia!

  41. 401
    Paolo scrive:

    Temo proprio che Gad abbia ragione. E chiamarsi fuori dicendo che si è votato Franceschini ( come me ) assomiglia alla barzelletta di Totò, del signore aggredito da un energumeno che lo malmena strillando " beccati questo schiaffo, Pasquale! e questo bel pugno, Pasquale!" . Nessuna reazione, e alla meraviglia il signore risponde " eh, ma io non sono mica Pasquale…"
    Nemmeno io sono Pasquale, ma ogni errore di Bersani è "un bel pugno" anche per me…
    E scartare le primarie non è realpolitik, ma cecità, orbismo, incomprensione, disconoscenza del proprio seguito…Insomma, una "strunzata"..

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