Questo articolo è uscito su “Repubblica”.
Shalom, in ebraico, è il traguardo della pace derivante non a caso dalla shelemut, che significa interezza, la pienezza conseguibile solo attraverso uno sforzo di completamento interiore. Il papa cristiano che ieri ha concluso il suo intervento pregando in ebraico nel Tempio Maggiore di Roma, appariva proteso nel tentativo impervio del ricongiungimento al popolo dell’Alleanza “irrevocabile”, rimasto custode del Decalogo sempiterno anche nei secoli posteriori alla nascita di Gesù. Ma al cospetto di quell’assemblea Benedetto XVI non ha potuto citare il nome del suo predecessore novecentesco Pio XII. “Purtroppo molti rimasero indifferenti”, ha detto, riferendosi alla deportazione degli ebrei romani il 16 ottobre 1943. Un riconoscimento di colpa cauto ma inequivocabile. Si è alzato in piedi, visibilmente emozionato, di fronte ai pochi sopravvissuti all’ecatombe di Auschwitz, anche se la sua indole professorale tedesca gli ha precluso di arricchire il testo scritto, improvvisando, con parole in grado di corrispondere direttamente alle loro lacrime.
Benedetto XVI si è dunque prodotto in un ragionamento elevato e impegnativo sul terreno della teologia che gli è maggiormente proprio, consapevole che la Chiesa deve ancora rinnovare una dottrina adeguata a spiegarsi il mistero dell’ebraismo vivo e vegeto nonostante Cristo e senza Cristo. Sulle responsabilità storiche rievocate dai suoi ospiti ha compiuto un passo in avanti, ha ribadito il mea culpa di Giovanni Paolo II, ha dato prova di umiltà, ha assicurato che il Concilio resta un punto fermo. Ma senza ancora concedere una svolta interpretativa che egli vivrebbe come lacerante.
Il messaggio più forte e commovente di parte ebraica gli era stato rivolto da Riccardo Pacifici che, pur parlando da presidente della Comunità di Roma, non ha dissimulato il suo essere un figlio della Shoah e un passionale capopopolo ghettarolo. E’ stato l’unico, Pacifici, a citare papa Pacelli: “Il silenzio di Pio XII duole ancora come un atto mancato”. Ha manifestato apprezzamento per l’impegno di Ratzinger contro la xenofobia e il razzismo, in difesa degli immigrati, per la libertà religiosa, per il riconoscimento vaticano dello Stato d’Israele. Ma, riferendosi al rabbino Giuseppe Laras e alle altre personalità ebraiche che hanno scelto di disertare l’appuntamento, non a caso ha voluto manifestare loro rispetto.
Se il perseguimento del shalom implica una pienezza di ricongiungimento, molto cammino deve compiere ancora l’amicizia ebraico-cristiana. E non è detto che i portavoce delle due fedi presenti ieri in sinagoga siano disposti a farsi carico delle incognite dirompenti da affrontare, tanto più che sarebbe impossibile farlo prescindendo dalla realtà del monoteismo islamico.
Gli ebrei romani non dimenticano che i cancelli del loro ghetto furono definitivamente abbattuti solo nel 1870, alla caduta dello Stato pontificio, con grave ritardo sul resto d’Europa. E che i successori di Pio IX opposero un rifiuto teologico al ritorno degli ebrei, additati come colpevoli di deicidio, dalla diaspora a Gerusalemme. Il superamento della millenaria dottrina cristiana secondo cui alla Chiesa spettava il titolo di “Vera Israele” è un percorso faticoso, reso accidentato dalla necessità di riconoscere misfatti compiuti nel nome del Vangelo. Possono le beatificazioni coesistere con l’ammissione di una lettura errata del Vangelo? E, a loro volta, quando gli ebrei saranno pronti a riconoscere familiare e profetico il messaggio del loro correligionario Gesù, attraverso cui, seppure tra mille contraddizioni, si è diffuso nel mondo l’insegnamento della Bibbia?
Definendo “irrevocabili” i doni di cui il Signore ha reso portatori gli ebrei, “scelti per primi”, Benedetto XVI pone le premesse di un’esplorazione di fronte a cui egli stesso si arresta, per cautele dogmatiche e di opportunità. Ben sapendo che l’idea della conversione esige di essere ripensata in una tale prospettiva. Ciò che oggi dispiace agli uni e agli altri.
Il dialogo che è ripreso ieri solennemente nella sinagoga di Roma resta circoscritto nell’accezione dei suoi promotori. Lo ha dimostrato il papa quando ha ripristinato la preghiera latina per “l’illuminazione” degli ebrei e quando ha manifestato dubbi che possa esistere un vero e proprio dialogo interreligioso. Ma anche il rabbino capo Riccardo Di Segni, intervistato da “Avvenire” prima della visita di Benedetto XVI, ne ha fornito una versione assai limitativa: “Il dialogo serve per conoscerci e per rispettarci, cioè per farci più forti nelle nostre fedi”. Punto e basta.
A volte l’apparenza inganna: tra gli oppositori alla visita di ieri, criticata perché elusiva delle questioni storiche e teologiche irrisolte, ve ne sono di ben più disponibili a un dialogo che superi i rispettivi integralismi.
Eppure chi ha assistito alla cerimonia sulle rive del Tevere sente di aver vissuto un altro passaggio storico importante. Se nel 1943 “purtroppo molti rimasero indifferenti”, e a dirlo per la prima volta è il successore di Pio XII, vuol dire che la comune fede nell’unico Dio tende a ricongiungere il destino di ebrei e cristiani verso la pienezza, il shalom.





25 gennaio, 2010 alle 2:23 pm
Esatto, cara
24 gennaio, 2010 alle 7:38 pm
io mi sono molto commossa sia ascoltando l’intervento di Pacifici che le parole del papa, che io considero un uomo capace di molta dolcezza anche se animato da una fede che a volte sembra dura, come del resto la fede ebraica. ho pianto nel vedere l’incontro tra il vecchissimo Toaff e Benedetto, due uomini che davvero si sentono nelle mani di Dio e che trasmettono una grande serenità. Il papa ha giustamente cercato un punto di incontro tra le due fedi e le due teologie nell’amore per il prossimo, nel darsi da fare per chi soffre. Io credo davvero che ci si possa incontrare su questo terreno, lasciando perdere il dialogo su questioni e diversità teologiche che rimangono insormontabili. Sant’Agostino resterà santo anche se pensava che gli ebrei erano la vivente dimostrazione con le loro sventure della verità del cristianesimo. Non si possono cancellare secoli di storia e di pensiero, anche se il pensiero di certi santi ha seminato pregiudizi e ha generato sofferenza. Io mi sento molto vicina a Roth, che ha passato la vita a convertirsi dall’ebraismo al cattolicesimo e viceversa: siamo tutti così fragili (basta un amore che ci fa soffrire per precipitarci in un pozzo di sofferenza) che io nei momenti di disperazione nel rivolgermi a Dio non so davvero se sto pregando Cristo o il Dio di Abramo, prego e basta.
24 gennaio, 2010 alle 12:07 am
ho letto più volte questa frase e proprio non riesco a crederci! ma come si possono scrivere cose del genre? La Bibbia di Gesù sarebbe la ns Torah? messaggio familiare? profetico? mah …
"E, a loro volta, quando gli ebrei saranno pronti a riconoscere familiare e profetico il messaggio del loro correligionario Gesù, attraverso cui, seppure tra mille contraddizioni, si è diffuso nel mondo l’insegnamento della Bibbia?"
22 gennaio, 2010 alle 8:36 pm
La comune fede nell’unico Dio non tende affatto a ricongiungere il destino di ebrei e cristiani verso la pienezza , il shalom, e chi ha assistito alla cerimonia sulle rive del Tevere farà bene a considerarla una cerimonia come un’altra.
Gli è che il tanto bistrattato rabino capo Di Segni, poverello, ha detto solo come stanno le cose che non potrebbero andare diversamente e, per giunta, per volontà comune. L’unico ecumenismo che si conosce da parte cattolica è quello della conversione alla sua dottrina. Ho detto proprio dottrina perché per quanto riguarda la fede ognuno può avere quella che gli pare. Altrimenti non si spiegherebbero le miliardate di cattolici libero pensanti in seno alla Chiesa cattolica.
Il suo rabino capo sa che gli ebrei, come pure i musulmani ma anche solo i cristiani protestanti non intendono cambiare dottrina e neppure svegliarsi con un capo di bianco vestito e allora l’ha buttata bene sul rispetto reciproco necessario a fare ciascuno la propria strada. E’ la stessa cosa che dice il Papa quando capisce che il “suo” ecumenismo non tira…
Veda, la comune fede nell’unico Dio da sempre fa’ i conti con gli interessi spiccioli di bottega e questi ultimi sono quelli che determinano le situazioni. Oggi si incontrano amichevolmente e commossi sulle rive del Tevere ma se cambiano le circostanze e gli interessi, cambiano anche i rapporti. Pensare poi che possa cambiare qualcosa con questo Papa rasenta la follia e me lo lasci dire: la facevo più sveglio!
19 gennaio, 2010 alle 8:17 pm
L’eterno quesito, il problema più grande dell’umanità è sempre stato : Dio esiste, oppure no?
Si può considerare atto di fede l’affermare che Dio non esiste, esattamente come il sostenere che esiste.
ALL’umanità, composta da tanti singoli individui, interessa in maniera primaria sapere se, alla conclusione della breve vita terrena, per loro esisterà ancora qualcosa d’altro, se riceveranno premi o castighi.
Indipendentemente dall’esistenza, o meno, di Dio.
Associare il concetto di Dio a questa esigenza assoluta è totalmente arbitrario.
Così come è arbitrario che, creando religioni e chiese, degli uomini si autoeleggano ad interpreti esclusivi della parola di Dio e a suoi rappresentanti ufficiali in terra, anche ritenendo in buona fede che esista.
Con il risultato che ogni religione, sia il cristianesimo, o l’islam, o l’ebraismo, o l’nduismo, o il buddismo, affida i rapporti tra l’uomo e Dio alle mani dei vari preti, imam, rabbini, bramini o lama.
Nel caso del cristianesimo, si costruisce l’immagine di Dio, riproponendo quella dei suoi padri più illustri, anzi facendone un’ orribile sintesi.
I vari S. Paolo, S.Girolamo, S.Tommaso e i loro predecessori, compilatori e protagonisti dell’Antico Testamento, hanno portato a immaginare l’eventuale creatore degli universi come un vecchio sanguinario, vendicativo, misogino e sessuofobo. In realtà, è Dio che è stato creato a loro immagine e somiglianza, e non viceversa. Figura ipocritamente ammantata da un amore per il genere umano che, alla prova dei fatti, si è estrinsecato spesso in roghi e massacri. Talmente improponibile e riduttiva da diventare completamente ridicola e da costituire, essa sì, la vera bestemmia contro il Creatore.
Così come lo bestemmia orribilmente ai giorni nostri chi, in suo nome, si fa esplodere tra persone innocenti o recluta bambini per la sua guerra, o condanna alla morte per fame vecchi, donne e bimbi, profughi incolpevoli. Ma anche chi pretende di scegliere per noi quando è il momento di morire, incurante delle sofferenza e della dignità delle persone.
L’eterna minaccia con cui ogni chiesa tiene prigionieri i suoi fedeli: un aldilà, di cui ha in custodia le chiavi come una qualsiasi agenzia immobiliare, si dissolve di fronte a quelli che sono i suoi comportamenti reali, volti alla perpetuazione di gerarchie in definitiva più importanti della divinità stessa.
Al di là delle rappresentazioni di dannati o di beati al cospetto di Dio, al di là delle suggestive ipotesi delle trasmigrazioni di anime in altri corpi, l’unica speranza in linea con il secondo principio della termodinamica (questa sì realtà scientificamente dimostrabile) sembra essere che una minima parte della nostra energia residua entri a far parte dell’energia totale dell’universo.
Ma che questo comporti coscienza da parte di chi è defunto, che preveda stati di sofferenza o di beatitudine, sinceramente sembra molto difficile da ipotizzare, anche se “dubitando ad veritatem pervenimus”.
Cioè, esisterà in eterno il dubbio e solo dubitando alla fine sapremo.
19 gennaio, 2010 alle 8:05 pm
su questo tema vorrei indicare un film uscito (nelle sale? Personalmente l’ho conosciuto solo all’ultima edizione del festival di cinema europeo) nel 2002 ma distribuito in dvd dal gennaio 2009, dal titolo Amen, regia di Costa-Gavras (trailer).
Due sintetiche recensioni:
Oggi che il teatro sembra sempre parlar d’altro, si rimpiange l’impatto prodotto quarant’anni fa da un dramma come «il Vicario». Basti ricordare che da noi, per averne tentato una messa in scena spontaneista, Volontè fu trascinato in questura e diffidato in nome del «carattere sacro della città di Roma». Altri tempi? Lo sapremo fra poco, quando arriverà sugli schermi il film «Amen» di Costa – Gavras. Nel libro che fin dal titolo, «il Papa di Hitler» (Garzanti), non è un contributo positivo all’avviata beatificazione di Pio XII, John Cornwell definisce l’opera di Rolf Hochhuth come «fiction storica ben scarsamente basata sulla documentazione»; e tuttavia sottolinea che proprio il discusso pamphlet teatrale «diede impeto alla ricerca di documentazione autentica». Il tema è quello del preteso silenzio del Papa sullo sterminio degli ebrei. Nel dramma vivono fino alle estreme conseguenze la tremenda situazione due personaggi, uno realmente esistito, l’SS Kurt Gerstein incalzato dai rimorsi, e l’altro di fantasia, un giovane prete idealista, uniti nel vano tentativo di far parlare il Vicario di Cristo. Chi difende la Chiesa afferma che se il Papa avesse apertamente condannato i nazisti ne sarebbe stato travolto insieme a tanti cattolici; e del resto il presidente americano Roosevelt tacque anche lui per motivi tattici. In cambio la dirigenza ecclesiastica, evitando di uscire allo scoperto, si prodigò per salvare tutti coloro che poteva. Tranne che dopo il 1945 il Vaticano diventò l’ancora di salvezza dei criminali nazisti in fuga. Fedele alla fama di regista impegnato, Costa – Gavras ha affrontato una riscrittura di «il Vicario» tenendo conto di tutto ciò che si è testimoniato e scritto dopo. Senza dubbio il film è meno rozzo e aggressivo del testo da cui deriva. Evitando le facili scene di orrore concentrazionario, il regista si sofferma sui personaggi (eccellenti il tedesco Tukur e il prete Kassovitz) e ne puntualizza l’itinerario spirituale. L’ambientazione è credibile, il ritmo avvincente e il significato cristallino: non si tratta di condannare Pio XII ma di capire la differenza che passa fra un leader politico, che agisce secondo l’opportunità, e l’uomo comune, che agisce secondo coscienza.
[Tullio Kezich, da Corriere della Sera, 14 febbraio 2002]
Dai cinque atti di Il vicario (1963) di Rolf Hochhut, che Carlo Bo definì un dramma cristiano, adattato da Jean-Claude Grunberg col regista. È un film sull’indifferenza che non accusa soltanto il silenzio, la sordità, la smodata prudenza di papa Pio XII e delle alte gerarchie ecclesiastiche (cattoliche e non) sulla Shoah, ma anche l’omertà, il disinteresse, l’ipocrisia diplomatica dei potenti della comunità internazionale. Affida a due uomini isolati – il protestante evangelico Kurt Gerstein, chimico e ufficiale delle SS, realmente esistito, e Riccardo Fontana, gesuita italiano con aderenze in Vaticano, figura di fantasia – l’impossibile compito di avvertire il mondo e fermare l’industria della morte. Non c’è lieta fine. Ingenerosamente spicciato da 9 critici su 10 per i suoi limiti evidenti (il semplicismo, la complessità della materia storica) e i presunti difetti (piattezza stilistica, freddezza), possiede, pur nel suo impianto di racconto informativo e illustrativo, più di una qualità: etica di fondo, austera concisione, ritmo alacre. Inseparabile dall’estetica, la sua moralità consiste nel levare, raffreddare, rinunciare all’oscenità di una rappresentazione frontale dei modi con cui lo sterminio razzista fu industrializzato. E nel contrapporre dialetticamente la responsabilità delle istituzioni alla capacità degli individui di inceppare, se non modificare, la macchina della morte.
[da ilMorandini, ed. Zanichelli]
19 gennaio, 2010 alle 7:53 pm
wow, ragaz, e chi se lo immaginava?
19 gennaio, 2010 alle 7:46 pm
Ai fratelli ebrei,atei,agnostici e diversamente credenti:
"Cristo è più grande del cristianesimo, ed è diverso dal
cristianesimo. Dio può essere là dove la religione non è,
e può non essere là dove la religione è. Egli è presente
dove è fatta la sua volontà in verità, libertà, umanità e
amore, nella giustizia del suo Regno. Dio odia il credo,
odia la teologia, odia l’erudizione dei dottori della
Legge, odia la pietà, odia il culto dove non è fatta la sua
volontà nella giustizia, ma è presente dove è fatta la
sua volontà anche se egli non è conosciuto o nominato.
Dio si serve dei non credenti per giudicare i credenti, si
serve dei pagani per svergognare i cristiani. Non il
cristianesimo, ma il Regno, e nel Regno l’uomo".
(Leonhard Ragaz,teologo e pastore evangelico)
19 gennaio, 2010 alle 1:57 pm
jwff 29
Grazie per la tua richiesta di perdono per me (non è ironico).
Il tuo giudizio su Pio XII e i fatti di quel periodo sono già assodati e definitivi mentre in realtà ci troviamo di fronte ad un periodo storico ancora troppo recente e in molti aspetti controverso. Perfino Pacifici con la sua richiesta di apertura di "tutto" l’archivio segreto vaticano, mostra apertura verso l’accertamento della verità storica.
Nel secolo XX vi sono stati molti genocidi (Armenia, Ruanda ecc..) è stato caratterizzato anche dal martirio di milioni di cattolici. Anche quanti tra loro sono stati coinvolti in queste persecuzioni sono chiamati (da DIo) a perdonare e dimenticare.
"Sforzarsi" (io non ho detto che è facile, ne che è immediato)di perdonare e dimenticare è l’unica via per costruire una vera pace, o forse pensiamo che la mace si costruisce mainifestando con una bandiera a variopinta in mano?
Il perdono manifesta la vera dignità dell’uomo e la sua grandezza. Chiedendo ad un altro di dimenticare i miei torti riconosco proprio questo, la sua grandezza e la sua dignità.
Un cordiale saluto
19 gennaio, 2010 alle 1:34 pm
Per 80
tra tanti criminali ex nazisti, ex stalinisti porconi democristiani corrotti, logore mummie orripilanti con una demagogie da quarto mondo, la scienziata e compagna Margherita Hack con i suoi sorrisi
ed i suoi occhi sereni, ironici, anticonformisti sarebbe l’orgoglio
di una nuova Italia, un’Italia vera, spontanea, umana.
napopelato mi fa molto schifo, quasi orrore per le baldraccate e falsità per popoli analfabeti.Profondamente schifo questo regime fascista che spacca le teste ed uccide i dissidenti politici nelle
piazze e nei lager.
19 gennaio, 2010 alle 9:03 am
SI!
19 gennaio, 2010 alle 7:59 am
77 Giancarlo
Inutile tirare in lungo una discussione inutile, che ci fa sembrare delle vecchie zie inacidite che puntualizzano sul nulla. Secondo me si possono esprimere pareri personali in forma dubitativa anche senza essere esperti della materia, per te, invece, chi esprime questo parere in questa forma pontifica… il mondo è bello perché è vario
19 gennaio, 2010 alle 2:05 am
Per 74
E’ una bella gara tra l’ex stalinista ora stantio estremista di destra e l’ex nazista ratzingher riguardo a baldraccate populiste,apologie di criminali e logore litanie alla muffa.
MARGHERITA HACK PRESIDENTE!
18 gennaio, 2010 alle 11:23 pm
Merlino, ache se lo hai infarcito di forse e di potrebbe, hai suggerito cosa la chiesa secondo te dovrebbe fare in merito ed anche dettagliato le conseguenze dell’uno o dell’altro comportamento. Per uno che esordiva con la non competenza in merito, potremo arguire sul termine da me usato per stigmatizzarlo (di nuovo???) ma la sostanza non cambia.
giancarlo g.
18 gennaio, 2010 alle 10:33 pm
A proposito del debito pubblico, qualcuno si ricorda che le leggi di spesa degli anni ‘80 nell’85% circa dei casi furono approvate con i voti favorevoli anche del PCI?
18 gennaio, 2010 alle 10:06 pm
Ad ogni snodo storico, quando c’e’ da fare una scelta fra sviluppo con progresso civile, culturale ecc…e progresso senza cultura, quest’ultimo forzatamente basato su malaffare, lavoro nero ecc.. . si crea in Italia un blocco sociale che impone la seconda scelta. Dopo la guerra ed il miracolo economico si e’ tornati indietro con le Brigate Rosse e l’uccisione di Moro, nell’80’ si esce dalla crisi della DC con Craxi e tangentopoli, dopo il crollo del muro di Berlino, in un altro momento di scelta, con il suicidio della Sinistra che liquida Prodi ed apre la via a Berlusconi. Il problema della giustizia e’ solo una parte del discorso. Andrea Roma
18 gennaio, 2010 alle 10:00 pm
Mha, veramente a me pare eccessivo che il Presidente della Repubblica Italiana, scriva una lettera di partecipaizone commemorativa ai familiari di Craxi.
Da quello che leggo e che sento dai media che se ne occupano, capisco che si tratta di rimembrare quella figura storico-politica di Bettino, moderna ed innovatrice e coraggiosa ed astuta, in un’Italia ancora troppo timorosa dei tempi innovatrici che gia’ nel resto d’Europa piu’ avanzata fermevano, ma sempre di un "politico corrotto" si tratta, al quale i Giudici con prove oggettive alla mano, chiesero conto di denaro estorto alle imprese che affluiva sui suoi conti correnti personali.
Alla luce di quanto sopra, mi piacerebbe sapere cosa ne pensa il Presidente Napolitano e sono curioso di conoscere in termini configura lo Statista Corrotto Bettino Craxi.
In tale attesa, ringrazio e porgo cordiali saluti
Pino da Padova
18 gennaio, 2010 alle 9:39 pm
Non voglio dire nulla di Craxi, per non essere maleducato, dico solo che quel "signore" ha scippato 4 punti di contingenza dalle tasche dei lavoratori, con un decreto, cioè, dalla sera alla mattina. Bella persona di sinistra!!
18 gennaio, 2010 alle 9:27 pm
Virginia,
mi dai meriti che non ho……
quando mi confesso dico a chi mi sta davanti:" a parte ammazare e rubare….per il resto ho fatto di tutto e di più!"
però senza dare consigli, ti dico come mi ” muovo”:
ama Dio come te stesso…
ama il prossimo tuo come te stesso….
da qui declino e medio, i miei ragionamenti e i miei comportamenti….e cerco di essere più coerente possibile…..nel mio umano limite…
18 gennaio, 2010 alle 9:09 pm
Io credo che sia compito degli storici analizzare l’operato del Papa, e non solo del Papa, in quel periodo secondo le categorie proprie della Storia
Non penso che il problema sia "religioso" o storico, ma va al di là .Non a caso evidenzia posizioni differenti che sono andate ben oltre la critica e coinvolgono per me problematiche di identità e ,all’orizzonte, ci sono le dissonanze tra lo stato israeliano e il Vaticano su molteplici questioni. penso che il messaggio del Cristo ebraico dovrebbe spronare ad andare oltre la circoncisione di Amir ed entrare nella circoncisione del cuore..la centralità del Messaggio e della Prola dovrebbe essere, ieri come oggi, l’elemento centrale…ma questo vuol dire permettere alla parola di far entrare il Vento e la sclerozzizazione del potere costituisce un ostacolo per tutte le religioni monoteistiche. Oggi sarebbe necessario, per me, alleanze trasversali contro il cancro del fondamentalismo che alberga in ogni religione e ne oscura la Luce e il Risveglio, falso specchio di identità che non ci sono più
18 gennaio, 2010 alle 9:08 pm
69 Giancarlo
Ti incito a leggere con attenzione, io gli avverbi non li metto a caso… Vedrai che non pontifico
18 gennaio, 2010 alle 9:04 pm
Merlino: il post 47, dell’1:07 del 15 gennaio recita: "Io ho detto di essere incompetente per quanto riguarda la faccenda di PIO XII, non ho mai detto di non essere critico etc nei confronti della ….
Ora pontifichi su cosa dovrrebbe fare la Chiesa su Pio XII … secondo me è una piccola contraddizione (intendiamoci, c’è di molto peggio).
Forse mi vuoi far capiere che perdo del tempo a leggerti con attenzione?
giancarlo g.
18 gennaio, 2010 alle 8:56 pm
67 Giancarlo
Mi smentisco? dove? ho espresso un mio parere, molto generico del resto, non ho emesso alcun giudizio (che, e ribadisco, non potrei emettere). Il ministro, della difesa (!), è La Russa.
18 gennaio, 2010 alle 8:54 pm
Merlino, (non so chi sia, ma non metto in dubbio la validità della tua postilla)… nel governo precedente c’era un terrorista "D’elia"… e non vado oltre. (una piccola postilla).
Un’altra: per uno che si professava solo 48 ore fa non competente sull’argomento PIO XII, o hai studiato molto ieri, oppure ti smentisci.
ciao
giancarlo g.
18 gennaio, 2010 alle 8:48 pm
Per quanto riguarda Pio XII secondo me un gruppo di storici cattolici, ebrei e, per così dire, laici dovrebbe studiare le carte dell’Archivio Vaticano insieme, per arrivare a una conclusione quanto più possibile "oggettiva" (anche se la storia non può essere scritta in modo oggettivo). E forse la Chiesa dovrebbe fare un passo indietro e rinunciare alla santificazione: che è un fatto religioso, certo, ma anche politico, come ogni atto della Chiesa. E un santo in più o in meno non nuoce alla fede cattolica, ma un san Pio XII in più potrebbe non essere positivo per la comunità più vasta alla quale anche la Chiesa appartiene.
Piccola postilla fuori tema per Giancarlo: ricordiamo che nel Governo c’è un ministro che ha molto recentemente elogiato il "coraggio" della X Mas: non è un bell’esempio, forse.
18 gennaio, 2010 alle 7:15 pm
Unità 63: parli della Cina, cioè del suo regime?
18 gennaio, 2010 alle 6:32 pm
FALSO
18 gennaio, 2010 alle 6:19 pm
Per 39
Ken i crimini del nazifascismo non possono avere alcun paragone
per numero di morti, efferatezza e mostruosi obbiettivi.il ratzingher
deve chiedere perdono per vaer militato e sparato per l’ideologia
nazista ed invece continua a fare apologia del fascista antisemita
Pio XII, ad istigare odio e offendere l’ideologia comunista.
In Cina sarebbe già stato condannato ed abbattuto e certamente non
fa Susanna Maiolo.
18 gennaio, 2010 alle 5:58 pm
Maestrucola: la tua è veramente una frase che incornicerò: "Il fatto è che noi elettori di sinistra, quando i nostri governanti si comportano male, li massacriamo". (???)
Dunque, in Italia di "vostri governanti" abbiamo avuto una parentesi brevissima di Dalema. Quindi se con governanti comunisti ti riferisci ai governi comunisti, non ricordo manifestazioni o piazzate (e men che meno cassonetti e bandiere bruciate) per i 10 anni in Afgahnistan e 2 milioni di morti fatti dall’ URSS. Non lo ricordo per Budapest, Praga la Korea, la Cina, i dissidenti di Cuba…. anzi , ricordo i bellissimi comunicati dove invariabilmente si dichiaravano i vari Jan Palach dei fascisti reazionari.
I partigiani comunisti assassini (non tutti, quelli che si sono macchiati di delitti) sono stati protetti in ogni modo e fatti riparare oltre cortina. Quali "governanti" avreste massacrato?? ahhhh ho capito…. Marrazzo! Si è massacrato da solo, non ha più la forza di guardare in faccia nessuno, e comunque mi risulta che ha ceritficati medici che gl consentono di rimanere in convento ed il suo reddito è attorno ai 15.000 euro mese….
18 gennaio, 2010 alle 5:21 pm
maestrina concludo: vatti a cercare Moranino… partigiano che ha assassinato 7 persone, condannato all’ergastolo, fuggito con la protezione di Togliatti, l’allora ministro di giustizia che favorì l’espatrio di oltre 500 assassini. Moranino venne poi condonato, rientrò in Itlaia e venne subito fatto senatore. Morì in carica (1968-1973)… chi massacrate voi??? i vostri?? No, gli altri!!
Per la cronaca, non leggo nè il giornale nè libero. Guardo proprio tutti i programmi degli anti berlusconiani e mi convincono sempre di più del loro movente politico di potere.
giancarlo
18 gennaio, 2010 alle 5:18 pm
Maestrucola: LA MAGGIORANZA, VASTA, dei seggi in parlamento è di parlamentari del PdL, ed inoltre, i sondaggi danno continuamente i seguenti tre personaggi come graditi Berlusconi, Brunetta e Maroni , con gradimenti superiori al 50%! E’ su questo che la mia affermazione che Berlusconi ha dietro il supporto della magigoranza degli italiani si appoggia. (e se dall’altra parte dovessimo contare solo i dipietristi, i girotondisti ed i quattro gatti di questo blog… sareste messi ancor peggio di quanto non siate).
Greganti ha avuto una condanna a due anni e mezzo (non so quantoi giorni di effettiva galera abbia fatto, ma è l’utile idiota dello sceneggiato); è evidente che mentre per gli altri partiti si è applicato il "non poteva non sapere ai vertici", per il PCI non lo si è fatto. Sono di Ravenna, so quanto la Ferruzzi desse al PVCI, più che a tutti lgi altri messi assieme.
Quanto a "ingenuo", è termie usato, nei confronti del comportamento di Craxi, in articoli ed interviste recenti, da Sacconi e Martelli.
… ci mancherebbe altro che io pensassi che la sinistra non può governare se avesse la maggiornaza dei voti, non cominciamo a dare del fascista a chi non condivide le tue idee. Il mio è solo un auspicio ed una ocnstatazione che la sinistra non potrà mai avere una maggioranza alle urne nonostante il vizietto di inventare scandali ce l’abbia da sempre (il povero Presidente Leone ne è solo un altro esempio).con affetto giancarlino tuo.
18 gennaio, 2010 alle 5:14 pm
LETTERA DI SCUSE
Caro Gad
ti porgo le mie più sincere scuse per il modo gergale ed offensivo con cui ti ho apostrofato.
Cercherò di smettere di scrivere sul tuo blog anchè perchè non credo tu abbia mai apprezzato la mia partecipazione, prova ne è che non mi hai inviato la password per registrarmi.
Cercherò di smettere sopratutto perchè la partecipazione ad un blog on-line rompe tutti i freni inibitori, portando a dire urbi et orbi cose che in un autentico rapporto interpersonale si starebbe assai pià attenti ad esternare.
Per esempio sono molto rincresciuto per aver offesso Sonia Brunetti e Marco Luzzati che, a differenza di te, conosco personalmente e che mi spiace di avere urtato.
con stima
Gavriel
P.S. bello queto pezzo; lo condivido in pieno
18 gennaio, 2010 alle 5:09 pm
continuo per Giancarlo
I magistrati di mani pulite hanno applicato la legge e non è colpa loro se abbiamo una classe politica di lestofanti.
La sinistra se vince le elezioni ha tutto il diritto di governare, caro giancarlucolo.
Se leggi solo il Giornale e ascolti solo Emilio Fede non avrai mai una visione oggettiva delle cose. Il fatto è che noi elettori della sinistra, quando i nostri rappresentanti si comportano male li massacriamo, mentre voi siete in adorazione di $ilvio e dei suoi seguaci e aspettate la verità dalla loro bocca, rinunciando a priori a prendere in considerazione qualsiasi critica.
18 gennaio, 2010 alle 5:03 pm
52 Giancarlo
Dire che Craxi era "ingenuo" mi sembra paradossale.
Il PCI è stato coinvolto in tangentopoli anche se parzialmente, e Primo Greganti si è fatto un po’ di carcere.
Berlusconi non gode della fiducia della maggioranza degli Italiani.
Quelli che non hanno votato sono un 30%, e non possono essere conteggiati da nessun schieramento.
Il 50% del 70% (a essere generosi) corrisponde al 35%, che è più o meno il consenso al PDL +lega.
Togli i sostenitori della lega e di Fini, che non amano particolarmente il Berluska e vedi che per $ilvio rimane un 20% di consensi a dir tanto.
18 gennaio, 2010 alle 4:56 pm
Lo stato di Israele , immediatamente dopo l’elezione di Papa Benedetto XVI, ha "dato luce verde" e fatto dichiarazioni confermanti assoluta estraneità a fatti relativi alla persecuzione degli ebrei…. e credo che la loro parola, in questo campo valga più di tutte le altre.
Similmente, alla morte di PIO XII , i messaggi di autorità israeliane ed ebraiche da tutto il mondo non si ocntarono. E se uno volesse leggerli, farebbe fatica ad interpretarli come meri obblighi formali. Poi saltò fuori "Il Vicario" di Hochhuth e niente di meglio per inventarsi una saga dietrologica infinita.
Mi fa sorridere pensare che lo stesso Pacifici, nel denunciare aree di ombra e silenzio di PIO XII, ricordi che se lui esiste è solo grazie al fatto che le suore di Firenze salvarono suo padre (ed altri parenti)… ma va.
giancarlo g.
18 gennaio, 2010 alle 4:54 pm
contraccambio,a presto
18 gennaio, 2010 alle 4:53 pm
cara henriette, allora avevo capito.
per me restano due, non vedo conciliazioni teologiche possibili…
ma fondamentalmente il problema per me è di approccio.
va be’, sarà per un’altra volta. rinnovo i saluti!
18 gennaio, 2010 alle 4:51 pm
al ribasso!caro Heiner
18 gennaio, 2010 alle 4:48 pm
maestrucola dalla penna rotta: il tuo 117 ed il mio 109 del blog su Craxi: un ironico commento va benissimo, ma non così generico. Cosa ci sarebbe di non vero nel mio 109? dimmelo e specifica, se ne sei in grado.
giancarlo g
18 gennaio, 2010 alle 4:47 pm
cioè una? non ho capito, andavi al ribasso o al rialzo (3, 4, ecc.)?