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	<title>Commenti a: Il vero &#8220;shalom&#8221; tra papa e rabbino</title>
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	<description>Il blog del Bastardo</description>
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		<title>Di: Ken</title>
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		<dc:creator>Ken</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 13:23:04 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;blockquote&gt;I magistrati di mani pulite hanno applicato la legge e non è colpa loro se abbiamo una classe politica di lestofanti.
La sinistra se vince le elezioni ha tutto il diritto di governare&lt;/blockquote&gt;

Esatto, cara</description>
		<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>I magistrati di mani pulite hanno applicato la legge e non è colpa loro se abbiamo una classe politica di lestofanti.<br />
La sinistra se vince le elezioni ha tutto il diritto di governare</p></blockquote>
<p>Esatto, cara</p>
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		<title>Di: stregadigorla</title>
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		<dc:creator>stregadigorla</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 18:38:04 +0000</pubDate>
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		<description>io mi sono molto commossa sia ascoltando l&#039;intervento di Pacifici che le parole del papa, che io considero un uomo capace di molta dolcezza anche se animato da una fede che a volte sembra dura, come del resto la fede ebraica. ho pianto nel vedere l&#039;incontro tra il vecchissimo Toaff e Benedetto, due uomini che davvero si sentono nelle mani di Dio e che trasmettono una grande serenità. Il papa ha giustamente cercato un punto di incontro tra le due fedi e le due teologie nell&#039;amore per il prossimo, nel darsi da fare per chi soffre. Io credo davvero che ci si possa incontrare su questo terreno, lasciando perdere il dialogo su questioni e diversità teologiche che rimangono insormontabili. Sant&#039;Agostino resterà santo anche se pensava che gli ebrei erano la vivente dimostrazione con le loro sventure della verità del cristianesimo. Non si possono cancellare secoli di storia e di pensiero, anche se il pensiero di certi santi ha seminato pregiudizi e ha generato sofferenza. Io mi sento molto vicina a Roth, che ha passato la vita a convertirsi dall&#039;ebraismo al cattolicesimo e viceversa: siamo tutti così fragili (basta un amore che ci fa soffrire per precipitarci in un pozzo di sofferenza) che io nei momenti di disperazione nel rivolgermi a Dio non so davvero se sto pregando Cristo o il Dio di Abramo, prego e basta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>io mi sono molto commossa sia ascoltando l&#8217;intervento di Pacifici che le parole del papa, che io considero un uomo capace di molta dolcezza anche se animato da una fede che a volte sembra dura, come del resto la fede ebraica. ho pianto nel vedere l&#8217;incontro tra il vecchissimo Toaff e Benedetto, due uomini che davvero si sentono nelle mani di Dio e che trasmettono una grande serenità. Il papa ha giustamente cercato un punto di incontro tra le due fedi e le due teologie nell&#8217;amore per il prossimo, nel darsi da fare per chi soffre. Io credo davvero che ci si possa incontrare su questo terreno, lasciando perdere il dialogo su questioni e diversità teologiche che rimangono insormontabili. Sant&#8217;Agostino resterà santo anche se pensava che gli ebrei erano la vivente dimostrazione con le loro sventure della verità del cristianesimo. Non si possono cancellare secoli di storia e di pensiero, anche se il pensiero di certi santi ha seminato pregiudizi e ha generato sofferenza. Io mi sento molto vicina a Roth, che ha passato la vita a convertirsi dall&#8217;ebraismo al cattolicesimo e viceversa: siamo tutti così fragili (basta un amore che ci fa soffrire per precipitarci in un pozzo di sofferenza) che io nei momenti di disperazione nel rivolgermi a Dio non so davvero se sto pregando Cristo o il Dio di Abramo, prego e basta.</p>
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		<title>Di: ES</title>
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		<dc:creator>ES</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Jan 2010 23:07:04 +0000</pubDate>
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		<description>ho letto più volte questa frase e proprio non riesco a crederci! ma come si possono scrivere cose del genre? La Bibbia di Gesù sarebbe la ns Torah? messaggio familiare? profetico? mah ...

&quot;E, a loro volta, quando gli ebrei saranno pronti a riconoscere familiare e profetico il messaggio del loro correligionario Gesù, attraverso cui, seppure tra mille contraddizioni, si è diffuso nel mondo l’insegnamento della Bibbia?&quot;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ho letto più volte questa frase e proprio non riesco a crederci! ma come si possono scrivere cose del genre? La Bibbia di Gesù sarebbe la ns Torah? messaggio familiare? profetico? mah &#8230;</p>
<p>&quot;E, a loro volta, quando gli ebrei saranno pronti a riconoscere familiare e profetico il messaggio del loro correligionario Gesù, attraverso cui, seppure tra mille contraddizioni, si è diffuso nel mondo l’insegnamento della Bibbia?&quot;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: Aliseo</title>
		<link>http://www.gadlerner.it/2010/01/18/il-vero-shalom-tra-papa-e-rabbino.html/comment-page-2#comment-317221</link>
		<dc:creator>Aliseo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 19:36:59 +0000</pubDate>
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		<description>La comune fede nell’unico Dio non tende affatto a ricongiungere il destino di ebrei e cristiani verso la pienezza , il shalom, e chi ha assistito alla cerimonia sulle rive del Tevere farà bene a considerarla una cerimonia come un’altra.
Gli è che il tanto bistrattato rabino capo Di Segni, poverello, ha detto solo come stanno le cose che non potrebbero andare diversamente e, per giunta, per volontà comune. L’unico ecumenismo che si conosce da parte cattolica è quello della conversione alla sua dottrina. Ho detto proprio dottrina perché per quanto riguarda la fede ognuno può avere quella che gli pare. Altrimenti non si spiegherebbero  le miliardate di cattolici libero pensanti in seno alla Chiesa cattolica. 
Il suo rabino capo sa che gli ebrei, come pure i musulmani ma anche solo i cristiani protestanti non intendono cambiare dottrina e neppure svegliarsi con un capo di bianco vestito e allora l’ha buttata bene sul rispetto reciproco necessario a fare ciascuno la propria strada. E’ la stessa cosa che dice il Papa quando capisce che il “suo” ecumenismo non tira…
Veda, la comune fede nell’unico Dio da sempre fa’ i conti con gli interessi spiccioli di bottega e questi ultimi sono quelli che determinano le situazioni. Oggi si incontrano amichevolmente e commossi sulle rive del Tevere ma se cambiano le circostanze e gli interessi, cambiano anche i rapporti. Pensare poi che possa cambiare qualcosa con questo Papa rasenta la follia e me lo lasci dire:  la facevo più sveglio!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La comune fede nell’unico Dio non tende affatto a ricongiungere il destino di ebrei e cristiani verso la pienezza , il shalom, e chi ha assistito alla cerimonia sulle rive del Tevere farà bene a considerarla una cerimonia come un’altra.<br />
Gli è che il tanto bistrattato rabino capo Di Segni, poverello, ha detto solo come stanno le cose che non potrebbero andare diversamente e, per giunta, per volontà comune. L’unico ecumenismo che si conosce da parte cattolica è quello della conversione alla sua dottrina. Ho detto proprio dottrina perché per quanto riguarda la fede ognuno può avere quella che gli pare. Altrimenti non si spiegherebbero  le miliardate di cattolici libero pensanti in seno alla Chiesa cattolica.<br />
Il suo rabino capo sa che gli ebrei, come pure i musulmani ma anche solo i cristiani protestanti non intendono cambiare dottrina e neppure svegliarsi con un capo di bianco vestito e allora l’ha buttata bene sul rispetto reciproco necessario a fare ciascuno la propria strada. E’ la stessa cosa che dice il Papa quando capisce che il “suo” ecumenismo non tira…<br />
Veda, la comune fede nell’unico Dio da sempre fa’ i conti con gli interessi spiccioli di bottega e questi ultimi sono quelli che determinano le situazioni. Oggi si incontrano amichevolmente e commossi sulle rive del Tevere ma se cambiano le circostanze e gli interessi, cambiano anche i rapporti. Pensare poi che possa cambiare qualcosa con questo Papa rasenta la follia e me lo lasci dire:  la facevo più sveglio!</p>
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		<title>Di: Claudia - Ts</title>
		<link>http://www.gadlerner.it/2010/01/18/il-vero-shalom-tra-papa-e-rabbino.html/comment-page-2#comment-315916</link>
		<dc:creator>Claudia - Ts</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 19:17:05 +0000</pubDate>
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		<description>L’eterno quesito, il problema più grande dell’umanità è sempre stato : Dio esiste, oppure no?
Si può considerare atto di fede l’affermare che Dio non esiste, esattamente come il sostenere che esiste.

ALL’umanità, composta da tanti singoli individui, interessa in maniera primaria sapere se, alla conclusione della breve vita terrena, per loro esisterà ancora qualcosa d’altro, se riceveranno premi o castighi. 
Indipendentemente dall’esistenza, o meno, di Dio. 
Associare il concetto di Dio a questa esigenza assoluta è totalmente arbitrario.
Così come è arbitrario che, creando religioni e chiese, degli uomini si autoeleggano ad interpreti esclusivi della parola di Dio e a suoi rappresentanti ufficiali in terra, anche ritenendo in buona fede che esista.
Con il risultato che ogni religione, sia il cristianesimo, o l’islam, o l’ebraismo, o l’nduismo, o il buddismo, affida i rapporti tra l’uomo e Dio alle mani dei vari preti, imam, rabbini, bramini o lama. 
Nel caso del cristianesimo, si costruisce l’immagine di Dio, riproponendo quella dei suoi padri più illustri, anzi facendone un’ orribile sintesi.
I vari S. Paolo, S.Girolamo, S.Tommaso e i loro predecessori, compilatori e protagonisti dell’Antico Testamento, hanno portato a immaginare l’eventuale creatore degli universi come un vecchio sanguinario, vendicativo, misogino e sessuofobo. In realtà, è Dio che è stato creato a loro immagine e somiglianza, e non viceversa. Figura ipocritamente ammantata da un amore per il genere umano che, alla prova dei fatti, si è estrinsecato spesso in roghi e massacri. Talmente improponibile e riduttiva da diventare completamente ridicola e da costituire, essa sì, la vera bestemmia contro il Creatore.
Così come lo bestemmia orribilmente ai giorni nostri chi, in suo nome, si fa esplodere tra persone innocenti o recluta bambini per la sua guerra, o condanna alla morte per fame vecchi, donne e bimbi, profughi incolpevoli. Ma anche chi pretende di scegliere per noi quando è il momento di morire, incurante delle sofferenza e della dignità delle persone.
L’eterna minaccia con cui ogni chiesa tiene prigionieri i suoi fedeli:  un aldilà, di cui ha in custodia le chiavi come una qualsiasi agenzia immobiliare, si dissolve di fronte a quelli che sono i suoi comportamenti reali, volti alla perpetuazione di gerarchie in definitiva più importanti della divinità stessa.
Al di là delle  rappresentazioni di dannati o di beati al cospetto di Dio, al di là delle suggestive ipotesi delle trasmigrazioni di anime in altri corpi, l’unica speranza in linea con il secondo principio della termodinamica (questa sì realtà scientificamente dimostrabile) sembra essere che una minima parte della nostra energia residua entri a far parte dell’energia totale dell’universo. 
Ma che questo comporti coscienza da parte di chi è defunto, che preveda stati di sofferenza o di beatitudine, sinceramente sembra molto difficile da ipotizzare, anche se “dubitando ad veritatem pervenimus”. 
Cioè, esisterà in eterno il dubbio e solo dubitando alla fine sapremo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L’eterno quesito, il problema più grande dell’umanità è sempre stato : Dio esiste, oppure no?<br />
Si può considerare atto di fede l’affermare che Dio non esiste, esattamente come il sostenere che esiste.</p>
<p>ALL’umanità, composta da tanti singoli individui, interessa in maniera primaria sapere se, alla conclusione della breve vita terrena, per loro esisterà ancora qualcosa d’altro, se riceveranno premi o castighi.<br />
Indipendentemente dall’esistenza, o meno, di Dio.<br />
Associare il concetto di Dio a questa esigenza assoluta è totalmente arbitrario.<br />
Così come è arbitrario che, creando religioni e chiese, degli uomini si autoeleggano ad interpreti esclusivi della parola di Dio e a suoi rappresentanti ufficiali in terra, anche ritenendo in buona fede che esista.<br />
Con il risultato che ogni religione, sia il cristianesimo, o l’islam, o l’ebraismo, o l’nduismo, o il buddismo, affida i rapporti tra l’uomo e Dio alle mani dei vari preti, imam, rabbini, bramini o lama.<br />
Nel caso del cristianesimo, si costruisce l’immagine di Dio, riproponendo quella dei suoi padri più illustri, anzi facendone un’ orribile sintesi.<br />
I vari S. Paolo, S.Girolamo, S.Tommaso e i loro predecessori, compilatori e protagonisti dell’Antico Testamento, hanno portato a immaginare l’eventuale creatore degli universi come un vecchio sanguinario, vendicativo, misogino e sessuofobo. In realtà, è Dio che è stato creato a loro immagine e somiglianza, e non viceversa. Figura ipocritamente ammantata da un amore per il genere umano che, alla prova dei fatti, si è estrinsecato spesso in roghi e massacri. Talmente improponibile e riduttiva da diventare completamente ridicola e da costituire, essa sì, la vera bestemmia contro il Creatore.<br />
Così come lo bestemmia orribilmente ai giorni nostri chi, in suo nome, si fa esplodere tra persone innocenti o recluta bambini per la sua guerra, o condanna alla morte per fame vecchi, donne e bimbi, profughi incolpevoli. Ma anche chi pretende di scegliere per noi quando è il momento di morire, incurante delle sofferenza e della dignità delle persone.<br />
L’eterna minaccia con cui ogni chiesa tiene prigionieri i suoi fedeli:  un aldilà, di cui ha in custodia le chiavi come una qualsiasi agenzia immobiliare, si dissolve di fronte a quelli che sono i suoi comportamenti reali, volti alla perpetuazione di gerarchie in definitiva più importanti della divinità stessa.<br />
Al di là delle  rappresentazioni di dannati o di beati al cospetto di Dio, al di là delle suggestive ipotesi delle trasmigrazioni di anime in altri corpi, l’unica speranza in linea con il secondo principio della termodinamica (questa sì realtà scientificamente dimostrabile) sembra essere che una minima parte della nostra energia residua entri a far parte dell’energia totale dell’universo.<br />
Ma che questo comporti coscienza da parte di chi è defunto, che preveda stati di sofferenza o di beatitudine, sinceramente sembra molto difficile da ipotizzare, anche se “dubitando ad veritatem pervenimus”.<br />
Cioè, esisterà in eterno il dubbio e solo dubitando alla fine sapremo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giada</title>
		<link>http://www.gadlerner.it/2010/01/18/il-vero-shalom-tra-papa-e-rabbino.html/comment-page-2#comment-315910</link>
		<dc:creator>Giada</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 19:05:23 +0000</pubDate>
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		<description>su questo tema vorrei indicare un film uscito (nelle sale? Personalmente l&#039;ho conosciuto solo all&#039;ultima edizione del festival di cinema europeo) nel 2002 ma distribuito in dvd dal gennaio 2009, dal titolo &lt;em&gt;Amen&lt;/em&gt;, regia di Costa-Gavras (&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=qoHMm5vctIM&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;trailer&lt;/a&gt;). 
Due sintetiche recensioni: 

&lt;em&gt;Oggi che il teatro sembra sempre parlar d’altro, si rimpiange l’impatto prodotto quarant’anni fa da un dramma come «il Vicario». Basti ricordare che da noi, per averne tentato una messa in scena spontaneista, Volontè fu trascinato in questura e diffidato in nome del «carattere sacro della città di Roma». Altri tempi? Lo sapremo fra poco, quando arriverà sugli schermi il film «Amen» di Costa - Gavras. Nel libro che fin dal titolo, «il Papa di Hitler» (Garzanti), non è un contributo positivo all’avviata beatificazione di Pio XII, John Cornwell definisce l&#039;opera di Rolf Hochhuth come «fiction storica ben scarsamente basata sulla documentazione»; e tuttavia sottolinea che proprio il discusso pamphlet teatrale «diede impeto alla ricerca di documentazione autentica». Il tema è quello del preteso silenzio del Papa sullo sterminio degli ebrei. Nel dramma vivono fino alle estreme conseguenze la tremenda situazione due personaggi, uno realmente esistito, l&#039;SS Kurt Gerstein incalzato dai rimorsi, e l&#039;altro di fantasia, un giovane prete idealista, uniti nel vano tentativo di far parlare il Vicario di Cristo. Chi difende la Chiesa afferma che se il Papa avesse apertamente condannato i nazisti ne sarebbe stato travolto insieme a tanti cattolici; e del resto il presidente americano Roosevelt tacque anche lui per motivi tattici. In cambio la dirigenza ecclesiastica, evitando di uscire allo scoperto, si prodigò per salvare tutti coloro che poteva. Tranne che dopo il 1945 il Vaticano diventò l&#039;ancora di salvezza dei criminali nazisti in fuga. Fedele alla fama di regista impegnato, Costa - Gavras ha affrontato una riscrittura di «il Vicario» tenendo conto di tutto ciò che si è testimoniato e scritto dopo. Senza dubbio il film è meno rozzo e aggressivo del testo da cui deriva. Evitando le facili scene di orrore concentrazionario, il regista si sofferma sui personaggi (eccellenti il tedesco Tukur e il prete Kassovitz) e ne puntualizza l’itinerario spirituale. L’ambientazione è credibile, il ritmo avvincente e il significato cristallino: non si tratta di condannare Pio XII ma di capire la differenza che passa fra un leader politico, che agisce secondo l’opportunità, e l’uomo comune, che agisce secondo coscienza.&lt;/em&gt; 
[Tullio Kezich, da &lt;em&gt;Corriere della Sera&lt;/em&gt;, 14 febbraio 2002]

&lt;em&gt;Dai cinque atti di Il vicario (1963) di Rolf Hochhut, che Carlo Bo definì un dramma cristiano, adattato da Jean-Claude Grunberg col regista. È un film sull&#039;indifferenza che non accusa soltanto il silenzio, la sordità, la smodata prudenza di papa Pio XII e delle alte gerarchie ecclesiastiche (cattoliche e non) sulla Shoah, ma anche l&#039;omertà, il disinteresse, l&#039;ipocrisia diplomatica dei potenti della comunità internazionale. Affida a due uomini isolati – il protestante evangelico Kurt Gerstein, chimico e ufficiale delle SS, realmente esistito, e Riccardo Fontana, gesuita italiano con aderenze in Vaticano, figura di fantasia – l&#039;impossibile compito di avvertire il mondo e fermare l&#039;industria della morte. Non c&#039;è lieta fine. Ingenerosamente spicciato da 9 critici su 10 per i suoi limiti evidenti (il semplicismo, la complessità della materia storica) e i presunti difetti (piattezza stilistica, freddezza), possiede, pur nel suo impianto di racconto informativo e illustrativo, più di una qualità: etica di fondo, austera concisione, ritmo alacre. Inseparabile dall&#039;estetica, la sua moralità consiste nel levare, raffreddare, rinunciare all&#039;oscenità di una rappresentazione frontale dei modi con cui lo sterminio razzista fu industrializzato. E nel contrapporre dialetticamente la responsabilità delle istituzioni alla capacità degli individui di inceppare, se non modificare, la macchina della morte.&lt;/em&gt;
[da &lt;em&gt;ilMorandini&lt;/em&gt;, ed. Zanichelli]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>su questo tema vorrei indicare un film uscito (nelle sale? Personalmente l&#8217;ho conosciuto solo all&#8217;ultima edizione del festival di cinema europeo) nel 2002 ma distribuito in dvd dal gennaio 2009, dal titolo <em>Amen</em>, regia di Costa-Gavras (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=qoHMm5vctIM" rel="nofollow">trailer</a>).<br />
Due sintetiche recensioni: </p>
<p><em>Oggi che il teatro sembra sempre parlar d’altro, si rimpiange l’impatto prodotto quarant’anni fa da un dramma come «il Vicario». Basti ricordare che da noi, per averne tentato una messa in scena spontaneista, Volontè fu trascinato in questura e diffidato in nome del «carattere sacro della città di Roma». Altri tempi? Lo sapremo fra poco, quando arriverà sugli schermi il film «Amen» di Costa &#8211; Gavras. Nel libro che fin dal titolo, «il Papa di Hitler» (Garzanti), non è un contributo positivo all’avviata beatificazione di Pio XII, John Cornwell definisce l&#8217;opera di Rolf Hochhuth come «fiction storica ben scarsamente basata sulla documentazione»; e tuttavia sottolinea che proprio il discusso pamphlet teatrale «diede impeto alla ricerca di documentazione autentica». Il tema è quello del preteso silenzio del Papa sullo sterminio degli ebrei. Nel dramma vivono fino alle estreme conseguenze la tremenda situazione due personaggi, uno realmente esistito, l&#8217;SS Kurt Gerstein incalzato dai rimorsi, e l&#8217;altro di fantasia, un giovane prete idealista, uniti nel vano tentativo di far parlare il Vicario di Cristo. Chi difende la Chiesa afferma che se il Papa avesse apertamente condannato i nazisti ne sarebbe stato travolto insieme a tanti cattolici; e del resto il presidente americano Roosevelt tacque anche lui per motivi tattici. In cambio la dirigenza ecclesiastica, evitando di uscire allo scoperto, si prodigò per salvare tutti coloro che poteva. Tranne che dopo il 1945 il Vaticano diventò l&#8217;ancora di salvezza dei criminali nazisti in fuga. Fedele alla fama di regista impegnato, Costa &#8211; Gavras ha affrontato una riscrittura di «il Vicario» tenendo conto di tutto ciò che si è testimoniato e scritto dopo. Senza dubbio il film è meno rozzo e aggressivo del testo da cui deriva. Evitando le facili scene di orrore concentrazionario, il regista si sofferma sui personaggi (eccellenti il tedesco Tukur e il prete Kassovitz) e ne puntualizza l’itinerario spirituale. L’ambientazione è credibile, il ritmo avvincente e il significato cristallino: non si tratta di condannare Pio XII ma di capire la differenza che passa fra un leader politico, che agisce secondo l’opportunità, e l’uomo comune, che agisce secondo coscienza.</em><br />
[Tullio Kezich, da <em>Corriere della Sera</em>, 14 febbraio 2002]</p>
<p><em>Dai cinque atti di Il vicario (1963) di Rolf Hochhut, che Carlo Bo definì un dramma cristiano, adattato da Jean-Claude Grunberg col regista. È un film sull&#8217;indifferenza che non accusa soltanto il silenzio, la sordità, la smodata prudenza di papa Pio XII e delle alte gerarchie ecclesiastiche (cattoliche e non) sulla Shoah, ma anche l&#8217;omertà, il disinteresse, l&#8217;ipocrisia diplomatica dei potenti della comunità internazionale. Affida a due uomini isolati – il protestante evangelico Kurt Gerstein, chimico e ufficiale delle SS, realmente esistito, e Riccardo Fontana, gesuita italiano con aderenze in Vaticano, figura di fantasia – l&#8217;impossibile compito di avvertire il mondo e fermare l&#8217;industria della morte. Non c&#8217;è lieta fine. Ingenerosamente spicciato da 9 critici su 10 per i suoi limiti evidenti (il semplicismo, la complessità della materia storica) e i presunti difetti (piattezza stilistica, freddezza), possiede, pur nel suo impianto di racconto informativo e illustrativo, più di una qualità: etica di fondo, austera concisione, ritmo alacre. Inseparabile dall&#8217;estetica, la sua moralità consiste nel levare, raffreddare, rinunciare all&#8217;oscenità di una rappresentazione frontale dei modi con cui lo sterminio razzista fu industrializzato. E nel contrapporre dialetticamente la responsabilità delle istituzioni alla capacità degli individui di inceppare, se non modificare, la macchina della morte.</em><br />
[da <em>ilMorandini</em>, ed. Zanichelli]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: heiner</title>
		<link>http://www.gadlerner.it/2010/01/18/il-vero-shalom-tra-papa-e-rabbino.html/comment-page-2#comment-315906</link>
		<dc:creator>heiner</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 18:53:20 +0000</pubDate>
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		<description>wow, ragaz, e chi se lo immaginava?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>wow, ragaz, e chi se lo immaginava?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Guido da Torino</title>
		<link>http://www.gadlerner.it/2010/01/18/il-vero-shalom-tra-papa-e-rabbino.html/comment-page-2#comment-315901</link>
		<dc:creator>Guido da Torino</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 18:46:32 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.gadlerner.it/?p=3614#comment-315901</guid>
		<description>Ai fratelli ebrei,atei,agnostici e diversamente credenti:  

&quot;Cristo è più grande del cristianesimo, ed è diverso dal 
cristianesimo. Dio può essere là dove la religione non è, 
e può non essere là dove la religione è. Egli è presente 
dove è fatta la sua volontà in verità, libertà, umanità e 
amore, nella giustizia del suo Regno. Dio odia il credo, 
odia la teologia, odia l&#039;erudizione dei dottori della 
Legge, odia la pietà, odia il culto dove non è fatta la sua 
volontà nella giustizia, ma è presente dove è fatta la 
sua volontà anche se egli non è conosciuto o nominato. 
Dio si serve dei non credenti per giudicare i credenti, si 
serve dei pagani per svergognare i cristiani. Non il 
cristianesimo, ma il Regno, e nel Regno l&#039;uomo&quot;. 

(Leonhard Ragaz,teologo e pastore evangelico)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ai fratelli ebrei,atei,agnostici e diversamente credenti:  </p>
<p>&quot;Cristo è più grande del cristianesimo, ed è diverso dal<br />
cristianesimo. Dio può essere là dove la religione non è,<br />
e può non essere là dove la religione è. Egli è presente<br />
dove è fatta la sua volontà in verità, libertà, umanità e<br />
amore, nella giustizia del suo Regno. Dio odia il credo,<br />
odia la teologia, odia l&#8217;erudizione dei dottori della<br />
Legge, odia la pietà, odia il culto dove non è fatta la sua<br />
volontà nella giustizia, ma è presente dove è fatta la<br />
sua volontà anche se egli non è conosciuto o nominato.<br />
Dio si serve dei non credenti per giudicare i credenti, si<br />
serve dei pagani per svergognare i cristiani. Non il<br />
cristianesimo, ma il Regno, e nel Regno l&#8217;uomo&quot;. </p>
<p>(Leonhard Ragaz,teologo e pastore evangelico)</p>
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		<title>Di: Giovanni Palmeri</title>
		<link>http://www.gadlerner.it/2010/01/18/il-vero-shalom-tra-papa-e-rabbino.html/comment-page-2#comment-315729</link>
		<dc:creator>Giovanni Palmeri</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 12:57:12 +0000</pubDate>
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		<description>jwff 29
Grazie per la tua richiesta di perdono per me (non è ironico).
Il tuo giudizio su Pio XII e i fatti di quel periodo sono già assodati e definitivi mentre in realtà ci troviamo di fronte ad un periodo storico ancora troppo recente e in molti aspetti controverso. Perfino Pacifici con la sua richiesta di apertura di &quot;tutto&quot; l&#039;archivio segreto vaticano, mostra apertura verso l&#039;accertamento della verità storica.
Nel secolo XX vi sono stati molti genocidi (Armenia, Ruanda ecc..) è stato caratterizzato anche dal martirio di milioni di cattolici. Anche quanti tra loro sono stati coinvolti in queste persecuzioni sono chiamati (da DIo) a perdonare e dimenticare. 
&quot;Sforzarsi&quot; (io non ho detto che è facile, ne che è immediato)di perdonare e dimenticare è l&#039;unica via per costruire una vera pace, o forse pensiamo che la mace si costruisce mainifestando con una bandiera a variopinta in mano?
Il perdono manifesta la vera dignità dell&#039;uomo e la sua grandezza. Chiedendo ad un altro di dimenticare i miei torti riconosco proprio questo, la sua grandezza e la sua dignità.
Un cordiale saluto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>jwff 29<br />
Grazie per la tua richiesta di perdono per me (non è ironico).<br />
Il tuo giudizio su Pio XII e i fatti di quel periodo sono già assodati e definitivi mentre in realtà ci troviamo di fronte ad un periodo storico ancora troppo recente e in molti aspetti controverso. Perfino Pacifici con la sua richiesta di apertura di &quot;tutto&quot; l&#8217;archivio segreto vaticano, mostra apertura verso l&#8217;accertamento della verità storica.<br />
Nel secolo XX vi sono stati molti genocidi (Armenia, Ruanda ecc..) è stato caratterizzato anche dal martirio di milioni di cattolici. Anche quanti tra loro sono stati coinvolti in queste persecuzioni sono chiamati (da DIo) a perdonare e dimenticare.<br />
&quot;Sforzarsi&quot; (io non ho detto che è facile, ne che è immediato)di perdonare e dimenticare è l&#8217;unica via per costruire una vera pace, o forse pensiamo che la mace si costruisce mainifestando con una bandiera a variopinta in mano?<br />
Il perdono manifesta la vera dignità dell&#8217;uomo e la sua grandezza. Chiedendo ad un altro di dimenticare i miei torti riconosco proprio questo, la sua grandezza e la sua dignità.<br />
Un cordiale saluto</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: Unità</title>
		<link>http://www.gadlerner.it/2010/01/18/il-vero-shalom-tra-papa-e-rabbino.html/comment-page-2#comment-315714</link>
		<dc:creator>Unità</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 12:34:13 +0000</pubDate>
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		<description>Per 80

tra tanti criminali ex nazisti, ex stalinisti porconi democristiani corrotti, logore mummie orripilanti con una demagogie da quarto mondo, la scienziata e compagna Margherita Hack con i suoi sorrisi
ed i suoi occhi sereni, ironici, anticonformisti sarebbe l&#039;orgoglio 
di una nuova Italia, un&#039;Italia vera, spontanea, umana.

napopelato mi fa molto schifo, quasi orrore per le baldraccate e falsità per popoli analfabeti.Profondamente schifo questo regime fascista che spacca le teste ed uccide i dissidenti politici nelle
piazze e nei lager.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per 80</p>
<p>tra tanti criminali ex nazisti, ex stalinisti porconi democristiani corrotti, logore mummie orripilanti con una demagogie da quarto mondo, la scienziata e compagna Margherita Hack con i suoi sorrisi<br />
ed i suoi occhi sereni, ironici, anticonformisti sarebbe l&#8217;orgoglio<br />
di una nuova Italia, un&#8217;Italia vera, spontanea, umana.</p>
<p>napopelato mi fa molto schifo, quasi orrore per le baldraccate e falsità per popoli analfabeti.Profondamente schifo questo regime fascista che spacca le teste ed uccide i dissidenti politici nelle<br />
piazze e nei lager.</p>
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