Questo articolo è uscito su “Vanity Fair”.
Se l’immane catastrofe occorsa alla popolazione di Haiti -fra le più povere del mondo, quindi lontana per definizione, pur essendo geograficamente limitrofa al benessere americano- ci ha coinvolti tutti direttamente, lo si deve ai mass media che ci hanno impedito di voltare lo sguardo da un’altra parte.
Eppure volevamo disinteressarcene, sul mappamondo in fondo ci troviamo un intero oceano e passa più a est. L’istinto e gli interessi quotidiani ci sospingono alla rimozione di eventi troppo grandi o dolorosi, tali da sfuggire alla nostra umana comprensione. Ci urge riconfermare la possibilità di una vita confortevole in cui trovi rispondenza la gamma dei nostri desideri, scacciando nell’inconscio l’angoscia trasmessa in diretta dalla televisione.
Però Haiti è lì, una piaga aperta. Montagne di cadaveri. Orfani estratti dalle macerie come partoriti di nuovo con dolore moltiplicato. Mentre un secolo fa del terremoto nei Caraibi ci sarebbe giunta solo una vaga eco, con parecchi giorni di ritardo, quando ormai non avrebbe più avuto senso allestire spedizioni di soccorso.
Le immagini che per decenza i telegiornali sono costretti a trasmettere d’apertura –perché narrano l’agonia di un’intera nazione- suscitano reazioni emotive inconsulte. Può succedere che si offrano per l’adozione di bambini terremotati le stesse persone che di solito manifestano ostilità alle famiglie straniere da cui si sentono “invase”. Gli inviati nel disastro si trovano lì cooptati in un baraccone planetario di istituzioni, screditate nell’opinione pubblica, che di colpo si rivelano essenziali. Dopo il male, agli inviati tocca di raccontarci la solidarietà. Anche perché i giornali, nell’attesa che gli inviati raggiungessero i luoghi sinistrati, hanno chiesto di riempire le loro pagine proprio a loro: i medici senza frontiere, i missionari comboniani, i funzionari delle nazioni più o meno unite che guarda caso, nonostante li considerassimo dei mangiapane a tradimento, dei burocrati incapaci, dei pacifisti senza costrutto, già si trovavano lì sul posto. Anzi, sul postaccio: perché noi a Port-au-Prince non ci metteremmo mai piede; semmai le vacanze si fanno dall’altra parte dell’isola, a Santo Domingo.
Bisognerà ricordarcelo, quando di nuovo l’indifferenza ci renderà sarcastici nei confronti del baraccone solidale. Meno male che il baraccone c’è. Meno male che ci sono anche leader politici come Obama che scommettono di misurare la credibilità degli Stati Uniti col metro della solidarietà. Pensiamoci due volte, in futuro, prima di negare la necessità di questa sorta di protezione civile mondiale in cui si raggruppano volontari, funzionari, soldati dalle funzioni spesso intercambiabili. E dove si rivelano preziose le competenze che arrivano da più lontano: vedi la bravura dei turchi nello scavare tra le macerie.
Haiti era già inabitabile senza bisogno che il terremoto radesse al suolo un terzo del suo territorio. Battuta dagli uragani e da trafficanti che valutano nulla la dignità umana, non ha mai smesso di essere una patria provvisoria per chi ha avuto la sfortuna di nascervi.
Ce lo ricorderemo quando la fine dell’emergenza determinerà il contraccolpo dei flussi migratori verso noi paesi ricchi? O sarà quello il limite della nostra sentimentale disponibilità?
Per il momento l’unico a dichiarare casa sua aperta per gli haitiani terremotati è stato il presidente del Senegal, Abdoulaye Wade. Ha ricordato che i neri non giunsero per libera scelta, ma in schiavitù, sulle isole caraibiche. A quell’esodo forzato contrappone ora il sogno di un “ritorno a casa” dei posteri degli schiavi, realizzato finora solo parzialmente dalla Liberia. Forse ricorderemo il terremoto di Haiti come il trauma che generò la profezia di una riscossa africana.





31 gennaio, 2010 alle 10:07 pm
(AGI) – Port-au-Prince, 31 gen. – Rischiano la morte i feriti del terremoto di Haiti che non sono stati trasferiti negli Stati Uniti per lo stop del ponte aereo con l’isola. Lo hanno riferito diversi medici americani alla BBC: "Queste persone moriranno". All’origine del blocco dei voli vi sarebbe una disputa sui costi delle cure tra il governo federale e quello della Florida. Un portavoce della Casa Bianca ha invece precisato che lo stop e’ dovuto a "problemi logistici".
Ilary Clinton : ‘potevo rimanere offeso..’
Bertolaso docet
30 gennaio, 2010 alle 12:07 pm
A quando link sugli aiuti dei famosissimi paesi arabi?
Cuba al confronto è una briciola sia come forza economica che come territorio:
28 gennaio, 2010 alle 3:15 am
I MEDICI DELLE BRIGATE INTERNAZIONALI IN PRIMA LINEA PER HAITI.
http://www.youtube.com/watch?v=kLdV5vVuCzY
27 gennaio, 2010 alle 12:12 am
il teatro della politica. Una noia mortale, buona solo per i poveri di spirito
26 gennaio, 2010 alle 11:50 pm
Io penso che entrambe le considerazioni di onyric siano valide, la mission di Bertolaso era farsi notare. Bene o male lo ha fatto. E’ come quando Feltri finge di ligare con la Mussolini (e nessuno querela).
Come quando Tremonti se la prende con Brunetta o chiunque, del CDM (consiglio dei ministri), la spara grossa e il giorno dopo arrivano le smentite. Insomma tutto pur di esserci, tanto poi pensano sempre di aver la pezza giusta per chetare e sopire..
26 gennaio, 2010 alle 11:43 pm
Potrebbe esserci anche un’altra ipotesi; è stato mandato su richiesta del governo italiano, è arrivato, ha chiesto ‘qui chi è che comanda ?’ . A questa domanda nessuna risposta, quindi è tornato a casa… tutto qui.
Se l’OCSE si è scomodata nei mesi scorsi a valutare le struttura e le caratteristiche della protezione civile italiana, evidentemente lo ha fatto perchè ritiene valido il sistema italiano.
Per il resto, manco a fare la guerra sono ormai buoni gli americani…
26 gennaio, 2010 alle 7:21 pm
concordo con la tua ipotesi.
Per le telecamere da spegnere, cosa ci faceva allora l’Annunziata davanti a lui con il microfono in mano? Pensiamo solo ai costi della spedizione della troupe. Non si poteva intervistare a casa, al suo ritorno? Tanto dei giornalisti, inviati speciali, ce ne sono già e ci fanno vedere quello che succede.
Continuo spreco.
26 gennaio, 2010 alle 7:02 pm
la seconda che hai detto…
26 gennaio, 2010 alle 6:54 pm
se non ho capito male Bertolaso è arrivato, si è guardato attorno mezza giornata, ha fatto la sua sparata e il giorno dopo è ripartito.
visto che Bertolaso non è uno stupido, mi sembrano credibili solo due ipotesi:
a) è stato mandato esattamente per fare la sparata.
b) una volta arrivato ha capito di non poter avere il ruolo di comando che si aspettava, irritato ha fatto la sparata e se ne è tornato a casa.
altre possibilità non vedo perchè non mi sembra credibile che chiunque, in poche ore, possa prender conoscenza dell’intera logistica della situazione – attività in corso, problematiche, smistamenti, attività in progetto – e dare a ragion veduta una valutazione.
26 gennaio, 2010 alle 6:51 pm
ho sentito finalmente la famosa intervista di bertolaso; non mi è dispiaciuto affatto…
soprattutto quando ha detto che bisognava spegnere le telecamere.
e ho pensato allora alle sfilate in diretta 24h su 24h fatte dal berlusca in abruzzo.
però……devono proprio lavarsi la faccia con intima di karinzia…
26 gennaio, 2010 alle 6:46 pm
Hilary Clinton: potevo rimanere offeso…
(Huber, Aldo Giovanni e Giacomo)
Ps: chissà come si sentono offesi le centinaia di migliaia di vittime che devono sorbirsi le parate dei vari Clinton, Bush + attori vari di Holliwood….
26 gennaio, 2010 alle 6:43 pm
HAITI: CLINTON, OFFESA DAlle CRITICHE
ma va da via i ciap !
ps: e adesso se vuoi mandarmi un drone a bombardarmi, le mie coordinate sono : 441511N e 112103E (te le dico anche perchè col piffero la tua CIA mi troverebbe)…
barbona !
25 gennaio, 2010 alle 5:52 pm
Bertolaso come Micheletti (in honduras)
25 gennaio, 2010 alle 5:50 pm
Dispiace notare come le giuste annotazioni di Bertolaso (persona sicuramente preparata e professionale, al contrario della Clinton) siano state immediatamente ‘rase al suolo’ dal nostro ministro ‘dandy’ frattini…
Meglio che torni a farsi un paio di piste di sci…
25 gennaio, 2010 alle 11:20 am
Come avevamo detto: un tempestivo intervento del Ministro Frattini sta cercando di tranquillizzare la situazione, dopo l’asprissimo attacco di Bertolaso, inviato dal governo ad Haiti, agli Usa e al Pentagono.
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=43&ID_articolo=1533&ID_sezione=58&sezione=
25 gennaio, 2010 alle 12:18 am
http://www.cleveland.com/world/index.ssf/2010/01/italian_official_calls_us_reli.html
non farà certo piacere agli amici americani la dura condanna di Guido Bertolaso agli sforzi Usa per Haiti.
Frattini sarà chiamato a spegnere una polemica che rischia di essere molto negativa.
25 gennaio, 2010 alle 12:14 am
DOPO LE PESANTISSIME CRITICHE DI BERTOLASO AGLI USA E AL PENTAGONO SULLA GESTIONE DEGLI AIUTI AD HAITI, DOVRA’ METTERCI UNA PEZZA FRANCO FRATTINI.
L’intervento del Sottosegretario alla presidenza del Consiglio, se notato dall’informazione Usa, potrebbe generare una reazione molto negativa.
24 gennaio, 2010 alle 8:26 pm
Quest’oggi ho visto le mmagini di una bimba nata in un ospedale da campo italiano ad Haiti. Il piacere di far nascere qualcuno, anziché guardare in faccia la morte, ha emozionato il medico, i suoi collaboratori, la madre (immagino la condizione psicologica con cui si mette al mondo una bimba in condizioni così precarie per il prorpio futuro), ed anche me, seduto a migliaia di miglia di distanza.
Un istante che mi ha allontanato dal presente, dalle piccole contingenze quotidiane e mi ha dato una diversa prospettiva con cui guardare alle cose di tutti i giorni.
Max Cascini
24 gennaio, 2010 alle 5:00 pm
Caro DREKE Oldsail (425)
NOI DISCENDIAMO DAI NERI MA NON SOLO DA LORO …
Le lotte e le incomprensioni ci sono anche tra "bianchi" e tra persone con la stessa cultura e purtroppo, dobbiamo prevedere che ci siano contrasti anche con i nostri "parenti lontani" neri.
Che i bianchi abbiano fatto carognate nei loro riguardi è verissimo ma è anche vero che i bianchi fanno carognate anche tra loro (come del resto anche i neri tra loro) e questo non è un buon motivo per prediligere i neri e disprezzare i bianchi in quanto purtroppo i neri non sono migliori dei bianchi.
Lei da i bianchi già per spacciati e spera nella benevolenza dei neri veerso di noi.
A parte che i neri(tranne rare eccessioni) si sono liberati dai bianchi solo per colpa di questi ultimi e delle loro lotte fratricide per cui alla fine l’impero inglese che combatteva per i "diritti universali" ha dovuto abbandonare anche’esso il suo impero come aveva fatto fare alle restanti potenze europee.
Se i neri un giorno ci sottometteranno allora credo che faremo la fine dei bianchi haitiani quando i neri si sono liberati sconfiggendo i francesi.
Credo che tu sappia cosa hanno fatto.
24 gennaio, 2010 alle 4:42 pm
E I BAMBINI MORTI PER IL CROLLO IN SICILIA?
E’ giusto aiutare cchi è colpito così duramente dalla violenza cieca della nature e il sentimento di solidarietà tra umani non deve mai mancare.
Ma questo non deve farci dimenticare chi soffre ed è colpito dalla sorte quando questi è più vicino a noi e ha il nostra stesso colore di pelle.
Non vorrei che nascesse un razzismo alla rovescia per cui solo chi ha la pelle nera ha diritto ad essere aiutato.
Non possiamo pensare ad aiutare altri quando facciamo morire sotto il crollo di case fgatiscenti i nostri bambini.
Che senso ha?
Vogliamo per forza far vedere che siamo ricchi e generosi quando invece non riusciamo a risolvere nemmeno i gravi problemi di casa nostra?
Capisco che ci si sente gratificati a fare del bene a persone lontane e con la pelle diversa ma dovremmo anche un po’ fare il punto sui nostri sentimenjti e sulle nostre azioni.
Purtroppo l’essere umano è egoista ed è invidioso e l’invidia, che genera odio, si può avere solo per persone che conosciamo e ci sono vicine.
Questo è un problema terribile che ci porta ad amare solo chi è lontano e sconosciuto e ci porta ad invidiare e odiare chi conpete con noi nella stessa città e nello stesso paese, specialmente quando fa mostra di ricchezze, macchinone e donnone.
Dovremo migliorare la nostra socieà e fare in modo di non odiarci tra noi che siamo vicini e solo allora potremo anche aiutare ed amare chi ci è lontano.
Mi dispiace per gli haitiani ma sono ancor più dispiaciuto per quei poveri bambini siciliani che non abbiamo aiutato e lasciato morire vicino a noi.
Dovremmo vergognarci tutti anche se poi piangiamo per gli haitiani.
23 gennaio, 2010 alle 1:41 pm
425
Ciao Drake e grazie per aver risposto al quesito di Sardu.
Trovo impressionante che mentre la gente dell’Africa cerca di emanciparsi in mezzo a mille difficoltà, qui abbiamo persone che non conoscono nemmeno la storia pur avendo un sacco di materiale a disposizione.
Sardu,
guarda qui qualcosa sulla storia dell’Africa :
http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_dell%27Africa
23 gennaio, 2010 alle 12:50 pm
Sardu scrive:
Certo che una ragione c’è: la ragione è l’esistenza delle menti acute come la tua!
A me pareva invece che la vita umana è nata proprio nel profondo dell’Africa nera (moltissime teorie scientifiche comprovate da fatti ne danno la certezza) e quindi siamo tutti discendenti del popolo nero… allora sarà per questo che non hanno una storia, perché essi sono la storia… ma se preferisci credere che il buon Dio abbia modellato un biancuzzo con il fango indi creato una biancuzza da una costoletta del medesimo, sono solo fatti tuoi.
Fatto sta che arabi ed egizi ( sai che molti di loro erano e sono neri?), millenni prima che noi occidentali emettessimo poco più che suoni gutturali, conoscevano già gli astri, forme di scrittura e matematica… ci hanno insegnato tutto: ingegneria, agricoltura, commercio…
Rispetto all’emancipazione poi ci sarebbe troppo da dire, basti comunque sapere che il colonialismo e lo schiavismo non hanno aiutato, ma che alla fine sia Francia che Portogallo, Belgio, inghilterra, Olanda e persino Italia sono stati cacciati a pedate nel sedere dalla maggior parte delle colonie… se non è emancipazione questa! Sono partiti in ritardo, ma stanno rapidamente guadagnando terreno e, guarda caso, oggi il presidente della nazione più grande e potente del mondo è innegabilmente un uomo di colore! Nonostante i vani tentativi di alcuni d mettere sempre nuovi paletti, i popoli che vengono da sud e da oriente piano piano popoleranno il mondo intero, perché loro hanno figli e fame a sufficienza… l’unica cosa in cui possiamo sperare è che quando il tempo verrà, essi saranno più buoni e tolleranti con noi di quanto noi lo siamo stati con loro!
23 gennaio, 2010 alle 11:30 am
Preziose le osservazioni di adele, vero ?
23 gennaio, 2010 alle 11:21 am
Sul 182 di G.C. per I trucchi di Emma non ho letto le osservazioni di Ilja/ink.
22 gennaio, 2010 alle 10:06 pm
G.R.(UNC) scrive:
22 gennaio, 2010 alle 8:42 pm
non conoscerla non significa che non abbiano una storia!
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Se tu laconosci la loro storia raccontamela, anche per sommi capi.
22 gennaio, 2010 alle 9:39 pm
Soul scrive:
22 gennaio, 2010 alle 8:51 pm
Hanno avuto ed hanno domini di tiranni che hanno lasciato le popolazioni nella più assoluta povertà ed ignoranza e gli altri Stati abbiano lasciato e lascino andare le cose come vanno
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Bene ti porto ad’esempio gli Ebrei.
Loro con tutto quello che gli è capitato( ed è tantissimo) si sono emancipati perchè si sono rimboccati le maniche e a distanza di qualche anno hanno fatto passi da gigante e bada bene che questi terribili fatti sono accaduti appena l’altro ieri e non, come il fenomeno della schiavitù, seooli fà.
Ergo, chi si adopera per progredire si emancipa chi fa solo figli e per tutto il giorno si dedica all’arte della danza e allesercizio col machete…. resta…Bingo Bongo.
La schiavitù e la colonizzaziome,oggi, è solo un comodo alibi e lo stanno sfuttando bene per colpa e a spese nostre.
22 gennaio, 2010 alle 9:38 pm
saul, o Sardu o Sardus (scegli tu!)(416)
Quanti ne ha fatti invece Hitler, tutto da solo (si fa per dire)?
22 gennaio, 2010 alle 8:51 pm
Credo che per quanto riguarda la non emancipazione di certe popolazioni tutto sia da ricercare nelle circostanze della storia. Hanno avuto ed hanno domini di tiranni che hanno lasciato le popolazioni nella più assoluta povertà ed ignoranza e gli altri Stati abbiano lasciato e lascino andare le cose come vanno per il proprio tornaconto economico. In estrema sintesi E’ piuttosto banale da dedurre. O sbaglio…?
22 gennaio, 2010 alle 8:42 pm
415
non hanno nemmeno una storia!
Sardu,
non conoscerla non significa che non abbiano una storia!
22 gennaio, 2010 alle 8:42 pm
G.R.Unc (414)
Ah…Sardu è un razzista?!? Capisco…Allora lo lascio nel suo brodo.
Già detto molte volte che, pur essendo per la non violenza, certi elementi non riescono a capire i ragionamenti… ragionati.
Io, certe ideologie non posso concepirle nel 2010, quindi…temo che sarei piuttosto drastica se mi toccassero direttamente.
22 gennaio, 2010 alle 8:40 pm
nel 1995 in Ruanda la guerra razziale tra i negri Hutu e i negri Tutsi fece 800.000 mila morti in 2 mesi
22 gennaio, 2010 alle 8:38 pm
G.R.(UNC) scrive:
22 gennaio, 2010 alle 8:33 pm
411
Soul,
qui info:
a Sardu questo scontro od altri per il mondo servono per giustificare il suo di razzismo.
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Non mi sono mai definito razzista, penso solo che se i negri non si sono mai emancipati( non hanno nemmeno una storia!) qualche ragione ci dev’essere
22 gennaio, 2010 alle 8:33 pm
411
Soul,
qui info:
http://www.missionline.org/index.php?l=it&art=756
a Sardu questo scontro od altri per il mondo servono per giustificare il suo di razzismo.
Lui ha la convinzione che essere neri significa essere figli di un dio minore!
Critica Obama e si dimentica gli strafalcioni e i disastri di Bush junior, il quale si è meritato diversi film dove viene deriso per la sua gestione da presidente.
22 gennaio, 2010 alle 8:27 pm
Sardu o Sardus (?) (412)
Ma se là è nato l’apartheid mi sembra quasi scontato che ci siano dei rigurgiti di razzismo, non credi? Chissà che fanatici ci sono là…!
22 gennaio, 2010 alle 8:22 pm
Soul scrive:
22 gennaio, 2010 alle 8:12 pm
Sardus (410)
Il Sudafrica, forse, non è proprio lo stato principe da prendere come esempio contro il razzismo : l’apartheid l’hanno inventato loro!
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Non è successo quando c’era l’apartheid, bensì adesso che governano i negri.
Quindi, una storiaccia (non isolata) tra negri e negri.
Vogliamo parlare anche del Burundi?
22 gennaio, 2010 alle 8:12 pm
Sardus (410)
Il Sudafrica, forse, non è proprio lo stato principe da prendere come esempio contro il razzismo : l’apartheid l’hanno inventato loro!
22 gennaio, 2010 alle 8:01 pm
"23 giovani (Negri) emigrati dal loro paese d’origine,massacrati ( a mano) perchè cercavano lavoro e casa, la motivazione degli autori del massacro è stata :Volevano prenderci il nostro lavoro e le nostre donne"
Indovinate un po dove è successo.
Bene non è successo a Treviso o a Verona o,ancora, a Rosarno ma bensì in Sudafrica. Infatti i residenti (negri) non vedevano di buon occhio gli immigrati provenienti dall’Angola.
Sotto a chi tocca a parlare di razzismo.
22 gennaio, 2010 alle 6:13 pm
Mah, Luca lo letto il tuo articolo, ma non ho ben capito a quale sentenza della Cassazione a favore di Berlusconi tu ti riferisca.
Per quanto ne so io, a favore di Berlusconi ultimamente c’è stata solo un’ordinanza della X sezione penale del Tribunale di Milano, che il 15 gennaio 2010 ha sospeso il suo processo in attesa che la Cassazione il 27 febbraio prossimo si pronunci sul processo Mills (da cui in parte dipende la definizione della posizione di Berlusconi).
Per il resto, c’è stata la sospensione della esecutività della sentenza del giudice Misiano, quella dei 700 milioni e rotti di euro a favore di De Benedetti, in attesa della sentenza della corte d’Appello, previa fideiussione.
Altro non mi risulta, a favore di Berlusconi…
22 gennaio, 2010 alle 11:57 am
klaatu:
prova a cliccare sul mio nome leggi, non voglio intasare il blog, e dimmi se ho scritto una solenne cavolata.
Grazie
22 gennaio, 2010 alle 11:53 am
Ecco quel che dice nero su bianco la Costituzione stessa:
Articolo 136
Quando la Corte dichiara l’ illegittimità costituzionale di una norma di legge o di atto avente forza di legge, la norma cessa di avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione.
La decisione della Corte è pubblicata e comunicata alle Camere ed ai Consigli regionali interessati, affinché, ove lo ritengano necessario, provvedano nelle forme costituzionali.
22 gennaio, 2010 alle 11:43 am
Luca, le sentenze della Corte Costituzionale sono originate da un processo in cui era stata eccepita l’incostituzionalità di una legge, o di parte di essa, ed era in contestazione la sua applicazione in una controversia specifica.
Tuttavia, la Corte Costituzionale quando statuisce che una norma (o un comma di una norma) era incostituzionale, emette una sentenza valida "erga omnes", cioè verso chiunque sul suolo italiano.
Ciò determina l’immediata impossibilità di applicare quella norma, dal momento in cui la Corte ha emesso il dispositivo della sentenza.
A volte ciò crea un "vuoto normativo", cioè è opportuno che il legislatore torni a legiferare, a volte no.
Ad esempio – tra i tanti – quando la Corte statuì negli anni ‘60 che
l’attenuante nel codice penale del delitto d’onore era incostituzionale, perchè violava il principio di uguaglianza di cui all’art. 3 Cost., e la parità tra uomo e donna, non ci fu bisogno di alcuna nuova legge, semplicemente da quel momento i giudici smisero di applicare l’attenuante nei
processi penali, agli uomini che ammazzavano le mogli per questioni di corna, e li condannarono come omicidi senza attenuanti.
Diverse sono invece le sentenze della Cassazione, che si limitano a stabilire un principio che è solo relativo a QUEL processo, e non "erga omnes".
Quindi se una sentenza della Cassazione aveva detto – ad esempio – che dire "vaffanc.ulo" non è ingiuria, quella sentenza – nonostante quel che dicono tv e giornali – valeva solo per quel processo.
Quindi uno potrebbe insultare con quell’epiteto qualcuno, e trovarsi poi condannato da un altro giudice, e poi da un’altra sezione della Cassazione.
22 gennaio, 2010 alle 11:07 am
Klaatu:
mi par di aver letto che sei un avvocato. Quindi puoi dirmi se le Sentenze della Corte Costituzionale sono immediatamente esecutive, o serve un decreto legge per renderle tali?
22 gennaio, 2010 alle 10:58 am
Su questo punto sono perfettamente d’accordo. Siamo un paese di corporazioni, in cui il figlio del notaio diventa notaio, il figlio del farmacista eredita la farmacia etc.
Si potrebbe iniziare ad esempio a togliere ai notai assurde prerogative. In Francia per la vendita di una casa basta un impiegato pubblico.
Sulla scuola il discorso e lunghissimo. Non serve comunque rimpiangere la scuola del passato, che di fatto era una scuola di élite.
La scuola di Gentile, con tutti i limiti che non sto a elencare perché occorrerebbe un trattato, ha avuto anche dei buoni risultati nel tipo di società che c’era 60-70 anni fa. Oggi sarebbe improponibile ed inefficiente. L’unica riforma organica che è stata fatta nella scuola italiana è stata l’istituzione della scuola media unica (ormai sono passati 46 anni credo). Tutto quello che è stato fatto dopo sono stati solo pasticci, sovrapposizioni e mode, che hanno solo complicato le cose e non hanno dato nessun risultato.
22 gennaio, 2010 alle 10:45 am
Bartolomeo, capisco che non siamo d’accordo praticamente su niente, ma continuare a portare come argomento che chi non la pensa come te è un idiota, non porta da nessuna parte. Per me ha senso scrivere qui sopra soprattutto per scambiare qualche idea con chi la pensa diversamente da me.
22 gennaio, 2010 alle 10:03 am
@401
Non ci arriva, è inutile, che glielo spieghi! Hai presente il ciuccio con i paraocchi che corre dietro alla carora? Bene questa è la maestrina
22 gennaio, 2010 alle 9:30 am
Maestrina @399, ovviamente nessuno vorrebbe tornare agli anni ‘50, o a tempi più remoti, quando solo i figli dei ricchi proseguivano negli studi.
Ma la scuola dovrebbe davvero sostenere – come dice la Costituzione – i capaci e i meritevoli, e oggi non avviene, anche per la demagogia post ‘68.
Avere creato un sistema permissivo in cui i diplomi e le lauree sono facili, ha danneggiato soprattutto i figli dei poveri.
Perchè il figlio del ricco il lavoro lo trova comunque, grazie alle sue conoscenze, ma il figlio del povero deve contare solo sulla qualità della sua preparazione.
E se i diplomi e le lauree si sono svalutate, chi ne ha sofferto di più sono proprio i ragazzi delle classi meno abbienti.