Flavio Delbono deve chiarire se ha abusato del suo ruolo pubblico per favorire la donna con cui aveva una relazione
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giovedì, 21 gennaio 2010
Flavio Delbono deve chiarire se ha abusato del suo ruolo pubblico per favorire la donna con cui aveva una relazione
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9 febbraio, 2010 alle 8:52 pm
Il Ministro Maroni ancora non vuole fare il decreto per andare alle urne il più presto per il comune di Bologna. Ci aspetta un commissariamento per i loro soliti giochini di potere (la destra voleva candidare a sindaco il candidato per le regionali e sarebbe incompatibile, dovrebbe scegliere o l’uno o l’altra).
Anche il Presidente della Camera di Commercio di Bologna chiede, al tg regionale, di non lasciare Bologna ferma anche nelle attività imprenditoriali collegate ai lavori pubblici. Il commissariamento li bloccherebbe automaticamente, congelando il già approvato in bilancio, senza però procedere con nuovi bandi.
Bologna ha la più alta percentuale di cassintegrati della regione.
Ma Bologna è anche il terreno di gioco preferito dai governanti per un indegno braccio di ferro contro la città e i suoi cittadini: ora è tutto più chiaro, chiarissimo.
6 febbraio, 2010 alle 12:33 am
Confermate le dimissioni irrevocabili di Delbono e il governo NON vuole fare il decreto per accorpare le elezioni del Comune di Bologna con le regionali di marzo, o almeno per andare al più presto alle urne. Oggi sotto la Prefettura si sono riuniti manifestanti del centro-sinistra ed una delegazione è salita dal Prefetto per avere risposte.
Il Prefetto riferirà al Ministro, ma il minisdtro, davanti a queste richieste, cosa deciderà?
A lui importa di Bologna e dei suoi cittadini?
Cittadini che hanno avuto un sindaco per brevissimo tempo, perchè dal centro-sinistra – a differenza che dal centro-destra – in caso di sospette irregolarità o in caso di scandali ARRIVANO LE DIMISSIONI:
che il centro-sinistra si ispiri alla cultura anglosassone o comunque alla coerenza in uso nei Paesi civili, al contrario degli Stati Liberi di Banane tipo la nostra Povera Italia governata da un Uomo-Barzelletta?
31 gennaio, 2010 alle 2:39 pm
Il presidente della regione ha dichiarato che "La regione è parte lesa" se si sono verificate delle anomalie durante la vicepresidenza di Delbono in regione.
Un ex sindaco di Bologna, Guido Fanti- allora P.C.I.-, intervistato dal tgr, ha dichiarato che "Delbono avrebbe dovuto rifiutare la candidatura a sindaco", visto che probabilmente non era stato limpido nella storia con la sua segretaria.
Comunque, dall’intervista e dal filmato a 8e1/2 con la Gruber e il giornalista del Corriere, Delbono appare come un buon, anzi un ottimo, amministratore con grandi competenze sul piano finanziario (v. accorpamento di 3 parti in un’unica unità, con conseguente grosso risparmio per i cittadini). Purtroppo un ossicino nell’armadio lo teneva, anche se non è uno scheletro, sia pur solo una falange, si è dimesso.
INUTILMENTE aspettiamo le dimissioni di quell’altro, capo del governo italiano, che di scheletri ne ha a dozzine
25 gennaio, 2010 alle 6:28 pm
si è dimesso perchè indifendibile, anche da PD .abbandoni la politica e l’insegnamento universitario. ha dimostratoto di poter fare l’imbianchino. lo faccia
chicco
25 gennaio, 2010 alle 5:55 pm
Non vorrei che poi arrivasse la rifrazione (ulteriori scomposizioni del tipo Binetti), la Litizzetto l’ha mandata dove vuole per conto di bersani
25 gennaio, 2010 alle 5:51 pm
ken
secondo me è in fase di riflessione. Spero che non si riferisca ad uno specchio. Ha una gran paura che, con poca alleanza con la bella Casini, si perda. Forse ha ragione, ma doversi fidare di quello, dal centro lui sì che ha un moto perpetuo, sarà copiato pari pari anche da un rampante Rutelli.
Vado, ciao
25 gennaio, 2010 alle 5:44 pm
il car’omission un pilastro?
A me pare che si stia avviando verso il ruolo di Perpetua di Casini (moto perpetuo)
25 gennaio, 2010 alle 5:43 pm
138
(non mi ha risposto ieri), però devo dire che è un pilastro
ken
buona giornata a te.
Carina "Omission Perpetua"
25 gennaio, 2010 alle 5:40 pm
GiuliVo Cesare
neh?!), abbia men che meno pensato a dimettersi, nonostante il tutto (e qui non mi dilungo: sai bene cosa c’è e c’era in ballo).
in Australia non ti arrivano le notizie?
Beh, puoi rimediare: a tutt’oggi non risulta che il sig. B., plurinquisito (ma, si sa, è tutto un complotto
Buon esempio di italianità, all over the world, non c’è che dire: forse anche in Australia sanno di lui.
Dormi tu, giulivo e beato, ormai scaduto funzionario di partito
25 gennaio, 2010 alle 2:20 pm
No e l’esemplare di bullio previti dimostra che solo i servizi sociali possono correggere questa piaga del millenio
Buona giornata dime
25 gennaio, 2010 alle 2:17 pm
Capezzone.
Rutelli
Se non fossi sempre Addormentata l’avresti notato, se poi lasciassi da parte anche il fiasco sapresti che si sono dimessi non perchè indagati, ma perchè non ritenevano di condividere più il pensiero politico di chi li aveva fatti nominare.
Dormi tesoro, dormi.
Giulio Cesare
25 gennaio, 2010 alle 2:12 pm
Il sindaco di Bologna Flavio Delbono ha annunciato che si dimetterà. Oggi pomeriggio alle 15 in Consiglio Comunale presenterà dichiarazioni in merito.
Il molto o il poco in questione, non fa differenza.
Esempi di altri, del PdL o dell’Udc, che si dimettono, ce ne sono?
22 gennaio, 2010 alle 11:57 am
Magari, caro magno..è che il processo breve, nel caso ti fosse sfuggito, ridimensiona al ribasso i poteri della magistratura contabile..indovina chi la vorrebbe partorire?
Vuoi parlare di vendola? Cosa ne dici dell’apertura del Riformista?
SB starebbe davvero aspettando l’esito delle primarie?
22 gennaio, 2010 alle 11:49 am
Ken
vedo che non vuoi parlare di Vendola, e nemmeno di Veltroni, ma allora… perche’ non parlare un po’ di Bassolino (sai quel bel tipo che detiene il potere in Campania da qualche lustro).
Per fare la raccolta differenziata a Napoli i mezzi a disposizione agli inizi del 2000 erano 46. Considerando turni, ferie e malattie avrebbero potuto lavorarci non più di 150 persone. Al Consorzio di bacino Napoli 5 – che avrebbe dovuto curare il servizio – furono assunte 362 dipendenti. Più del doppio. E nessuno di loro ha mai svuotato nemmeno un cestino contenente carta o cartone perché nel frattempo il servizio della differenziata è stato affidato all’Asìa, l’azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti solidi. Non è una novità – racconta il Corriere della Sera in un servizio a firma di Fulvio Bufi – ma per tutto il denaro pubblico speso per assunzioni inutili o appalti quantomeno ingiustificati ora la Corte dei Conti è pronta a chiedere il saldo ai politici che hanno amministrato la città negli ultimi 15 anni. Una cifra che si aggira – riferisce il Corsera – sui 34 milioni di euro
22 gennaio, 2010 alle 11:32 am
Certo, come no, appunto:
Anche Mara Carfagna, ministro senza portafoglio alle Pari opportunità, si dà
molto da fare per incrementare l’abbuffata degli incarichi. Lei recluta esperti
e consulenti con occhio attento a tutti i fronti aperti. Alle giuste amicizie
di partito, per cominciare. Ed ecco spuntare a capo dipartimento del suo
ministero Isabella Rauti (165 mila euro), moglie del sindaco di Roma Gianni
Alemanno. Ma anche al collegio elettorale campano: Antonio Mauro Russo,
segretario organizzativo provinciale del Pdl di Salerno, città natale del
ministro, ha una consulenza da 28 mila euro e il compito di curare i
collegamenti con il territorio. Infine Federica Mondani reclutata (circa 20
mila euro) come adviser per le materie giuridiche ma, in quanto avvocato del
Foro di Roma, messa al lavoro dal ministro per patrocinare alcune cause che gli
stanno particolarmente a cuore contro Sabina Guzzanti e il quotidiano "la
Repubblica". Altro caso da manuale, infine, quello del ministero del Turismo,
regno di Maria Vittoria Brambilla. Giovanissima, Mvb aveva tentato la strada
della tv nella trasmissione di Canale 5 "Misteri della notte". A tenerla a
battesimo fu il curatore del programma Cesare Medail. Ma l’esordio si rivelò un
fiasco. Girata la ruota della fortuna, la Brambilla non ha però dimenticato il
suo mentore Medail, ingaggiato come esperto al Turismo (29 mila euro) dopo che
lo aveva anche ripescato come direttore della "Tv delle libertà", fallimentare
organo dei suoi omonimi circoli.
I quali confezionavano anche un "Giornale delle libertà", nel quale spiccava
come consulente editoriale una vecchia gloria del giornalismo come Vittorio
Bruno. Naufragati i circoli, la Brambilla ha ripescato anche lui con un
compenso di 70 mila euro lordi. Una goccia nel mare magnum delle super spese
della presidenza.
magno, cognomen omen?
22 gennaio, 2010 alle 11:30 am
Ken
va bene, se non vuoi parlare di Vendola possiamo parlare della gestione Veltroni del Comune di Roma, dove il sindaco Alemanno ha ereditato dalla gestione di Walter Veltroni un profondo rosso di 6 miliardi e mezzo che fra due anni saranno 9,7, sempre miliardi di euro. Nel solo anno 2006 il gabinetto del sindaco è costato alla collettività, fra stipendi e consulenze faraonici un milione di euro. Vanno presi, poi, in considerazione numerosi rivoli di denaro speso per cause discutibili i decisamente bislacche, come i 2.500 euro dispensati per il recupero delle tartarughe marine e altri 2.500 stanziati per la catalogazione degli uccelli esotici. Infine, ci sono errori incomprensibili per chi abbia come riferimento il buon senso e l’integrità di un amministratore medio. La giunta di centrosinistra qualche tempo fa decise di trasferire, entro il 2011, i suoi uffici nel cosiddetto Campidoglio2, fra l’Ostiense e l’Eur. Costo totale dell’operazione 25 milioni di euro. Mentre si realizzava il progetto Campidoglio2, però, la giunta ha trasferito parte degli uffici comunali in altre sedi distaccate, prese in affitto per 18 anni. E non ha esercitato in tempo la disdetta anticipata della locazione, come pure avrebbe potuto e dovuto fare. Il danno stimato è di 170 milioni.
22 gennaio, 2010 alle 11:26 am
Certo, certo, appunto:
Gradi a parte, la presidenza si rivela un approdo ambito anche per molti che
non ti aspetti di trovare. Sempre negli uffici del sottosegretario Bonaiuti
troviamo come consulenti i deputati Pdl Giorgio Lainati, Piero Testoni e
Beatrice Lorenzin. E non solo loro: ci sono pure il giornalista Fabio Vazio, ex
ufficio stampa di Fi, l’ex portavoce di Carlo Azeglio Ciampi Paolo Peluffo, che
dopo essere sbarcato alla Corte dei Conti riscuote a palazzo Chigi altri 15
mila euro; e il generale della guardia di finanza Fabrizio Lisi (12 mila euro)
comandante della scuola dell’Aquila.
Per grazia ricevuta Ma nella corsa all’elargizione degli incarichi che pesano
sul bilancio di Palazzo Chigi, come quasi tutti i suoi colleghi ministri senza
portafoglio, non si risparmia neanche l’ammazza-fannulloni Brunetta (tra i suoi
consulenti i parlamentari Cinzia Bonfrisco, Maurizio Castro e l’ultras
berlusconiano Giorgio Stracquadanio). Che ha inserito molti amici nei ranghi
della presidenza. Come gli affiliati alla sua associazione Freefoundation. Se
chiamate però al numero telefonico del think tank vi risponde il centralino
dello studio del commercialista Canio Zampaglione che oltre ad essere
presidente dell’associazione è anche presidente del collegio dei revisori dei
conti dell’Agenzia per l’innovazione, guarda caso sottoposta all’autorità di
Brunetta. Un altro amico Rodolfo Ridolfi, vicepresidente di Freefoundation,
risulta invece consulente sempre da Brunetta (45 mila euro il suo compenso).
Idem altri due membri come Davide Giacalone, nominato esperto a 40 mila euro,
mentre Stefania Profili, che Brunetta aveva avuto come segretaria nella sede
nazionale di Forza Italia, con la stessa mansione è stata nominata dirigente
generale al ministero. E non è finita. Perché tra le file degli esperti di
Brunetta, oltre all’ex ministro Gianni De Michelis (13 mila euro) c’è pure
Secondo Amalfitano (26 mila euro), noto solo per essere stato sindaco di
Ravello, località nella quale Brunetta ha preso casa.
(continua)
22 gennaio, 2010 alle 11:22 am
Ken
e che mi dici della nuova sede regionale della Regione Puglia, che da 40 milioni arrivera’ a costarne ben 80 !! Chiedere a Vendola se ne sa qualcosa…
22 gennaio, 2010 alle 11:11 am
Come no, magno, appunto:
Così vanno le cose a Palazzo Chigi: molti dirigenti di ruolo non hanno nulla
da fare, ma si continua a conferire incarichi agli estranei senza il minimo
ritegno. Un andazzo che prevale non solo per i compiti dirigenziali. L’esempio
viene proprio da Berlusconi. Il suo "ufficio del presidente", composto da 45
persone, ne ha oltre 20 assunte dall’esterno. A parte la Brambilla, Catalano e
Gasparotti, nel conto ci sono pure i due segretari-deputati Sestino Giacomoni e
Valentino Valentini (a Palazzo Chigi assicurano che a loro spetta solo un
rimborso spese), per non parlare del fotografo personale Livio Anticoli, l’ex
ministro Giuliano Urbani (18 mila euro) più una serie di personaggi sconosciuti
le cui occupazioni potrebbero sicuramente essere svolte dal personale interno.
Missione continua Stessa musica negli uffici di Letta e di quasi tutti gli
altri sottosegretari e ministri senza portafoglio che continuano a elargire
incarichi e prebende sfruttando anche la miriade di comitati e commissioni (ne
abbiamo contate oltre 60) di cui la presidenza è disseminata.
Una deriva di cui si è accorta anche la Corte dei Conti che, non potendo
mettere becco sulla gestione del bilancio autonomo, una stangata alla
presidenza l’ha comunque rifilata passando in rassegna le "strutture di
missione", un altro sperpero di palazzo Chigi. Dovrebbero essere comitati di
durata temporanea per affrontare eventi speciali. Ma ne esistono una trentina,
nati in tempi lontanissimi e puntualmente riconfermati.
La struttura di supporto alla delegazione governativa per la realizzazione
della linea ferroviaria Torino-Lione è stata varata nel lontano 2002 dal
governo Berlusconi, confermata da Prodi nel 2007 e riconfermata di nuovo dal
Cavaliere nel 2008, per esempio. Al 2003 risale invece la nascita della
struttura dedicata all’e-government, ancora oggi in vita, per non parlare
dell’unità strategica per la comunicazione sull’attività del governo battezzata
nel 2007 da Prodi (come dirigente generale c’è il giornalista Fabrizio Ravoni).
E come giudicare la struttura per il rilancio dell’immagine dell’Italia,
l’altra per cogliere le "opportunità delle Regioni in Europa" o quella che
istituisce la segreteria tecnica dell’Unità per la semplificazione, un apparato
nel quale lavorano 3 dirigenti, 4 impiegati, più 12 esperti assunti all’esterno
con contratti di collaborazione? Conclusione della Corte: «Le strutture di
missione non sempre presentano i requisiti peculiari dell’istituto, e cioè
specialità delle funzioni e temporaneità ». Una politica dalle maniche larghe
che fa la gioia dei tanti fortunati che continuano a sbarcare in presidenza con
il massimo delle qualifiche.
(continua)
22 gennaio, 2010 alle 11:09 am
Ken
parliamo allora degli 11 milioni di euro incassati dall’Italia dei "valori di DiPietro" e gestiti in completa autoreferenzialita’ (termine che va di moda) per comprarsi degli alloggi in Milano e in Roma da affittare al partito??
22 gennaio, 2010 alle 11:05 am
Come no magno, appunto:
Miracolo in busta paga Il bilancio di Palazzo Chigi è infatti totalmente
autonomo e viene alimentato dal ministero dell’Economia attraverso un apposito
fondo. E da questo tesoretto pesca la presidenza per fare fronte anche ai costi
dei dipendenti che continuano a crescere anno dopo anno: 202 milioni nel 2005,
229 l’anno successivo, 237 nel 2007, oltre 246 nel 2008. Le ragioni
dell’escalation? L’inarrestabile lievitare degli organici che non conosce
tregua. All’inizio erano previste 3.063 persone: 368 dirigenti e 2.695
impiegati. Oggi al lavoro ne risultano invece ben 4.542. Con una particolarità:
il numero esorbitante dei "comandati", cioè il personale chiamato da altri
ministeri o amministrazioni pubbliche, che ormai sono 1.600 unità. La ragione
di questa esplosione sta nel fatto che la presidenza, da semplice organo di
coordinamento dell’attività di governo si è trasformata in un contenitore di
sottosegretariati e ministeri senza portafoglio che hanno comportato
l’istituzione di dipartimenti e staff. Risultato? Non potendo nemmeno assumere
per concorso per il blocco imposto dalla Finanziaria, la presidenza si è
riempita di comandati- raccomandati la cui presenza in molti casi va avanti
anche da più di un ventennio. Le professionalità rappresentate sono le più
diverse: ci sono persino segretari comunali e un cantoniere reclutato dal
Comune di Paliano (Frosinone). Per non parlare poi dei militari e degli agenti
di ogni arma e grado: 370 in tutto secondo la presidenza, oltre 500 secondo
altri dati avuti da "L’espresso". Quando si parla di potenziare la lotta al
crimine, spesso i sindacati più combattivi chiedono il ritorno sulle strade di
questi "comandati". Ma l’impresa è difficilissima: l’impiego a palazzo Chigi è
infatti molto ambito. Merito dell’"accessorio" che compensa in busta paga la
flessibilità degli orari e la reperibilità anche nei giorni festivi: per un
funzionario di categoria A consente di aggiungere alla retribuzione media di
3.100 euro fino ad altri mille euro lordi. Così come appetibili sono anche gli
stipendi dei dirigenti il cui top – incluse tutte le voci – arriva a riscuotere
mediamente 180 mila euro lordi l’anno. Tra le eccezioni, il capo dipartimento
della Protezione civile Guido Bertolaso (ma lui è anche sottosegretario) che
arriva a 280 mila e il segretario generale Manlio Strano che grazie
all’indennità del suo ruolo raggiunge i 297 mila euro lordi.
(13 gennaio 2010)
Questi i compensi più alti. Ma ottima è anche la retribuzione di Antonio
Ragusa, ex generale dei carabinieri e dei servizi segreti, che dopo essere
stato pensionato è stato riassunto dalla presidenza del Consiglio con un lauto
contratto (184 mila euro lordi) come capo del dipartimento per le Risorse
strumentali. Così come dalla pensione sono stati riesumati Carlo Sica, ex
vicesegretario generale di Palazzo Chigi, titolare di una consulenza da 40 mila
euro, e l’ex dirigente Giancarlo Bravi collocato invece alla struttura di
missione sui 150 anni dell’Unità d’Italia (139 mila euro).
(continua)
22 gennaio, 2010 alle 10:59 am
Ken
ma lo sai che solo il blocco delle opere della TAV ad opera di DiPietro nella scorsa legislatura ci sarebbe costato qualche centinaio di milioni di euro di penali? Per fortuna che poi e’ arrivato il Cav che ha fatto ripartire il tutto se no…
22 gennaio, 2010 alle 10:58 am
E allora perchè l’attuale governo non vara una bella legge elettorale che miri a rompere l’autoreferenzialità della politica o meglio, dei politici?
Persino i magistrati sono meno autoreferenziali, anzi, rispetto ai politici non lo sono proprio…
22 gennaio, 2010 alle 10:43 am
Sì, sì, come no, appunto:
Quella delle qualifiche-facili non è la sola anomalia in cui ci si imbatte
scandagliando la giungla della presidenza del Consiglio. Ci sono plotoni di
alti funzionari senza incarichi operativi che passano il tempo conducendo
improbabili studi, mentre si continua a imbarcare nuovi assunti con pingui
stipendi e striminziti curriculum. Secondo i dati che "L’espresso" è riuscito a
reperire, a palazzo Chigi lavorano ben 4.500 persone, oltre 1.400 in più di
quelle previste nella pianta organica, a dimostrazione del fatto che quella dei
dipendenti è ormai una spesa fuori controllo.
La corte dei miracoli La corsa dei costi di Palazzo Chigi sembra infatti ormai
inarrestabile: 3 miliardi 621 milioni nel 2006; 4 miliardi 280 milioni nel
2007; ancora di più, 4 miliardi 294 milioni, nel 2008. Soldi che se ne vanno
per mille rivoli e che finanziano le strutture che sono proliferate sotto il
governo Berlusconi tra uffici di diretta collaborazione (23) e dipartimenti
retti da sottosegretari e ministri senza portafoglio: i centri di spesa in
bilancio sono ben 19. Degli oltre 4 miliardi, più del 70 per cento se ne va per
le cosiddette "politiche attive" dei dipartimenti, a cominciare dalla
Protezione civile che da sola nel 2008 ha divorato 2.132 milioni. Quello che
resta viene inghiottito dal funzionamento dell’apparato, degno di una corte
barocca. L’organizzazione di Palazzo Chigi è molto ramificata tra uffici di
staff del presidente (consigliere diplomatico, militare, eccetera), quelli
sottoposti al segretario generale che assicurano il funzionamento della
macchina (bilancio, controllo, voli di Stato, gestione degli immobili) e i
dipartimenti retti da sottosegretari e da ben dieci ministri. Senza contare la
miriade di comitati e commissioni di cui in molti casi solo con grande sforzi
si ravvisa la necessità. È per finanziare questo immenso apparato che le spese
hanno toccato la cifra record del 2008, mentre nulla ancora si sa sul
rendiconto 2009 che potrebbe segnare un nuovo primato.
Si va in scena Gli italiani conoscono benissimo quanto Berlusconi sia attento
alla cura della propria immagine. Non a caso organizza le sue uscite cercando
di sfruttarle al meglio a fini televisivi. Quello che i cittadini ignorano è
quanto questo costi alle casse di Palazzo Chigi. Per cominciare, il Cavaliere
ha reclutato all’interno di una propria struttura ("ufficio del presidente")
due personaggi con il compito di curare i suoi "eventi": Mario Catalano, idolo
dei cultori del porno soft per essere stato lo scenografo di "Colpo Grosso", il
primo spettacolo tv davvero scollacciato degli anni ’80, e Roberto Gasparotti,
ex teleoperatore Fininvest, cerimoniere dalle maniere forti e dai precedenti
poco rassicuranti (vedi box nella pagina accanto) che come responsabile
dell’immagine del premier lo precede preparando il "set" e bonificandolo
persino dalle presenze sgradite. Ebbene, Gasparotti ha avuto anche lui la
superqualifica di dirigente generale. Mentre per esaudire le esigenze sceniche
del premier sta contribuendo non poco a fare impennare le spese. Qualche perla
tra le tante. Il 29 settembre, l’Aquila, consegna di qualche centinaio di
appartamenti ai terremotati in contrada Bazzano. Per Berlusconi è previsto un
rigido programma: arrivo alle 15.30, saluti e discorso, poi consegna delle
chiavi a tre famiglie.
Il tutto, naturalmente, sotto l’occhio delle telecamere che lo seguono passo
passo grazie a un set attrezzatissimo. Attrezzatissimo ma anche molto costoso.
Stando ai preventivi della "D and di lighting & truck", di cui "L’espresso" è
entrato in possesso, la fornitura comprende tra l’altro telecamere,
maxischermi, impianti elettrici e di illuminazione, e persino «tre personal
computer completi di pacchetto office» al costo di 1.500 euro, cioè 500 euro a
computer. Uno pensa: computer acquistati. Macché: i 1.500 euro sono il costo
del noleggio, ben 500 euro a pc per sole 48 ore. Una follia che contribuisce
allo scandaloso costo finale dell’"operazione case": oltre 300 mila euro, cifra
con la quale si potevano costruire altri sei di quegli appartamenti da 50 metri
consegnati quel giorno ai terremotati. E quella abruzzese non è la sola
prestazione da vertigine della "D and di". Da mettemettere in bilancio per il
2009 ci sono anche gli oltre 110 mila euro delle attrezzature noleggiate per la
cena in onore del Keren Hayesold United Israel appeal (agenzia internazionale
che raccoglie fondi per sostenere Israele) a Villa Madama il 3 novembre: 10
mila euro se ne sono andati solo per l’impianto audio di un gruppo musicale, 4
mila per una troupe appositamente attivata per «seguire il presidente durante
l’evento» e altri 700 euro per una sola «telecamera fissa su cavalletto da
posizionare fronte president». Come pure i costi per l’incontro organizzato
sempre a palazzo Madama il 6 maggio con gli industriali de "L’Italia del fare":
quella cena, solo di apparecchiature è costata oltre 60 mila euro. Secondo
quanto risulta a "L’espresso", dal suo insediamento (maggio 2008) alla fine di
ottobre, cioè in 17 mesi, la gestione berlusconiana di questi eventi mediatici
è costata quasi 5 milioni di euro: un’enormità a confronto dei 150 mila spesi
da Romano Prodi per fronteggiare le stesse esigenze nei 25 mesi del suo ultimo
governo. Ma così vanno le cose alla presidenza nella cui gestione finanziaria
nessuno riesce a mettere becco.
(continua)
22 gennaio, 2010 alle 10:39 am
Ken
cerca di aprire gli occhi, tutta la politica non e’ che un’enorme massa di dilapidazione dei nostri soldi, non solo quella del Cav… anzi direi, soprattutto quella della sinistra, il cui spreco di denaro pubblico di solito non porta da nessuna parte….
22 gennaio, 2010 alle 10:35 am
magno
ti meriti tutto l’editoriale sugli sprechi, ma meglio dire la dilapidazione, dell’espresso:
Conti fuori controllo, 1.400 dipendenti di troppo, milioni buttati per gli
show del Cavaliere, segretarie pagate come direttori. Ecco come Berlusconi ha
trasformato la presidenza del Consiglio in una reggia
Una vera reggia, dove si moltiplicano dipendenti e sprechi. Con oltre un
miliardo di euro l’anno bruciato per alimentare una burocrazia di corte che si
allarga a dismisura e conta già 1.400 persone più del previsto. Mentre per
allestire i set televisivi degli show del sovrano si spendono cinque milioni e
si arriva a pagare 250 euro il noleggio di un computer per una sola giornata. E
dove ci sono segretarie con la stessa qualifica e retribuzione dei grandi capi.
Una follia, impossibile da immaginare nell’Italia normale dove aziende ed enti
pubblici tagliano e licenziano a tutto spiano per fare quadrare i conti. Ma non
alla presidenza del Consiglio dove il miracolo si ripete nei piani più alti
della nomenklatura berlusconiana. Prendete Marinella Brambilla, storica
segretaria del Cavaliere che da oltre vent’anni custodisce la sua agenda. E
confrontate il suo curriculum con Manlio Strano, autore di saggi su riviste
giuridiche e persino del regolamento interno del Consiglio dei ministri, appena
nominato dal governo consigliere della Corte dei Conti. Manlio Strano, dopo una
lunga trafila al servizio dello Stato, è diventato segretario generale di
Palazzo Chigi lo scorso aprile. La sua qualifica? Dirigente generale di prima
fascia, il top della carriera pubblica. E indovinate qual è la qualifica della
fedelissima Brambilla? Anche lei direttore generale. E la Brambilla non è la
sola miracolata. Come lei sono state graziosamente elevate al rango di
superdirigenti generali anche Lina Coletta, segretaria di Gianni Letta; Maria
Serena Ziliotto, che assiste il sottosegretario alle Politiche per la famiglia
Carlo Giovanardi e Patrizia Rossi, che tiene invece l’agenda del
sottosegretario allo Sport Rocco Crimi.
(continua)
22 gennaio, 2010 alle 10:25 am
Piu’ furbo Delbono che il Cav, almeno lui non l’ha sposata !!
22 gennaio, 2010 alle 10:17 am
Gad scrive:
“Flavio Delbono deve chiarire se ha abusato del suo ruolo pubblico per favorire la donna con cui aveva una relazione”
Flavio Delbono chi?
Il glorioso sindaco piddino di Bologna, capoluogo della regione più rossa e meglio amministrata d’Italia?
E che cosa dovrebbe chiarire?
Se è vero che si portava dietro la segretaria-amante Cinzia Cracchi nei suoi numerosi viaggi per il mondo a conto spese della regione o del comune?
Se è vero che ha pagato le di lei spese private con i soldi pubblici?
Se è vero che, dopo averla mollata, per farla tacere, le avrebbe offerto dei soldi, un lavoro ben remunerato e un’auto in sopraggiunta, il tutto a spese del contribuente?
Ma non scherziamo, Gad!
Queste sono calunnie, accuse infamanti, tentativi ridicoli di attribuire azioni inconcepibili per un uomo di vertice del pd eletto dal popolo ad altissime responsabilità amministrative.
Chi vuoi che ci creda?
Tu stesso ti limiti a dedicare all’argomento un sommesso, marginale pensiero.
Nulla in confronto alle lenzuolate che avresti sciorinato ai quattro venti se si fosse trattato, poniamo, di un sindaco leghista.
Giusto: le malefatte del sindaco di Bologna Delbono (se di malefatte si tratta) non fanno notizia.
22 gennaio, 2010 alle 9:52 am
ehm, ehm… si potrebbe capire perché…
22 gennaio, 2010 alle 9:43 am
Sicuramente Brunetta risolverà il problema di questa acqua alta "fannullona"……………..
22 gennaio, 2010 alle 9:34 am
precisazione, brunetta ha detto che è stato frainteso. non accetterà la candidatura a sindaco di venezia se prima non sarà risolto il problema dell’acqua alta…
22 gennaio, 2010 alle 9:26 am
112-113
Su Brunetta e l’acqua alta si potrebbero fare battute cattive, ma me ne astengo perché sono un bravo ragazzo
22 gennaio, 2010 alle 9:25 am
111 Luca
Perfettamente d’accordo. Il problema non è (non dovrebbe essere) destra o sinistra, in questo caso, ma semplicemente di buon-costume (senza allusioni, forse…)
22 gennaio, 2010 alle 9:23 am
Se Brunetta dovesse risolvere il problema dell’acqua alta a Venezia, la sinistra lo attaccherà per conflitto di interessi!!
)))))
22 gennaio, 2010 alle 9:17 am
brunetta ha detto che se sarà eletto sindaco di venezia risolverà il problema dell’acqua alta che cacciari invece ha affossato….
22 gennaio, 2010 alle 9:06 am
106,
io voto a destra e non me ne vergogno, ma indigno ugualmente per chi accumula cariche su cariche: un malcostume italiano che dovrebbe essere eliminato.
Posso comprendere che un parlamentare che prima faceva:
Professore/Medico/Magistrato si metta in aspettativa se, come dire, rischia di non essere rieletto, oppure ha solo due legislature e sapendo quanto durano in Italia, ci può stare. Altrimenti o si fa uno o si fa l’altro.
22 gennaio, 2010 alle 9:01 am
@96 Henriette ciao.
Mi riferivo al fascino di Mata Hari, non mi sarei permessa altre allusioni..
22 gennaio, 2010 alle 8:50 am
108 Rossana
Hai ragione, il Brunetta stessato è un pericolo per tutti. Povera anima, dovrà pur vivere, no? Il suo compare Luca Barbareschi è costretto a continuare a fare l’attore, poveretto, perché lo stipendio di parlamentare non gli basta…Non li vorremo mica con le pezze al cu.lo i nostri rappresentanti!
22 gennaio, 2010 alle 8:45 am
@106 Merlino
In realtà è per me che mi preoccupo. Vado a farmi la tisana.
A più tardi.
(prende lo stipendio anche da parlamentare, va be, chi non risica non rosica)
22 gennaio, 2010 alle 8:42 am
Aggiungo una postilla per Brunetta-fustigatore degli assenteisti: sbaglio o non l’ho sentito sbaitare contro il suo collega di partito Luca Barbareschi, assenteista incallito e, anch’egli, plurilavorista? Ma forse i parlamentari sono diventati dipendenti privati, e io non lo…
22 gennaio, 2010 alle 8:40 am
101 Luca
Ribadisco quanto ho già scritto: la questione, prima ancora che giuridica, è di serietà; come si può pensare di fare il sindaco (di una città come Venezia, poi), il ministro, il docente universitario? (il libro glielo ha scritto senza’altro un galoppino). Si tratta di lavori che, se fatti con coscienza, assorbono tutte le energie di chi vi si dedica. Certo, se li si vuol fare così come viene, tanto paga il cittadino, è un’altra cosa. Ma gli estimatori del soggetto dovrebbero riflettere. Il fatto che anche altri abbia cumulato simili cariche non c’entra: sbagliava Bassolino, sbaglia e sbaglierà – se sarà eletto sindaco – Brunetta.
100 Rossana
Non ti preoccupare per lui: è così di natura.
22 gennaio, 2010 alle 8:37 am
A dimostrazione che la magistratura italiana, per lo meno nelle sue organizzazioni sindacali (ANM) e di autogoverno (CSM) tende alquanto a virare verso il rosso, c’è il diverso modo con cui si comportò verso il governo Prodi, rispetto a quello Berlusconi.
Fu Prodi a varare quella schifezza di legge sull’indulto (che peraltro fu votata trasversalmente da quasi tutti, tranne Lega e IDV, però Di Pietro mica si dimise da ministro!), che in pratica funzionava come un’amnistia generalizzata per processi con imputati puniti fino a 3 anni di reclusione.
Ebbene, dopo la legge sull’indulto tutti gli uffici giudiziari e i magistrati persero una quantità incredibile di tempo per istruire e celebrare processi inutili, lavorando a vuoto per reati di cui si sapeva già in anticipo che gli autori – che avrebbero avuto pene fino a 3 anni max – non avrebbero scontato un solo giorno di carcere, e i cui processi si chiudevano con la
sentenza: "imputato non perseguibile per effetto della norma sull’indulto."
Eppure non vi fu certo una sollevazione di magistrati, o delle loro associazioni!
Eppure la legge sull’indulto fece perdere miliardi di euro in ore pagate
inutilmente al sistema giudiziario, e sottratte ad altre attività più urgenti, e processi veri. Uno spreco di denaro e risorse umane vergognoso!
Qualche magistrato dell’ANM disse timidamente che il legislatore doveva scrivere nella legge che nel caso in cui si prevedesse l’assoluzione dell’imputato per effetto dell’indulto, bisognava dare ai magistrati il potere di chiudere subito il processo senza doverlo proseguire e celebrare, ma nessuno pensò a sollevazioni o scioperi.
Quindi la morale è: se un governo di sinistra fa una schifezza vomitevole (legge sull’indulto), le associazioni dei magistrati si limitano a qualche lieve protesta.
Se un governo di destra fa una legge che finalmente pone limiti precisi alla durata dei processi (come vuole anche l’UE!) ecco che gridano come degli invasati!
Ma a chi credete di darla a bere?
22 gennaio, 2010 alle 8:18 am
Queste sono le risposte di Brunetta
22 gennaio, 2010 alle 8:17 am
Gad Lerner, moralista impenitente, credo che tra poco dovrai occuparti del tuo amico Michele Santoro.
Leggo oggi dalle rassegne stampa che ci sarebbero in circolazione sue foto molto riservate con la contessina Beatrice Borromeo, sua assistente ad Anno Zero…
Chissà se vorrai parlarne?
22 gennaio, 2010 alle 8:13 am
Opss, volevo scrivere ministro
22 gennaio, 2010 alle 8:12 am
Henriette,
non so perché non posso entrare in FB e non posso mettere il link, ma Brunetta ha messo come condizione, quella di continuare a fare il sindaco. E se mi ricordo bene, Bassolino, nel primo governo Prodi era Ministro del Lavoro e sindaco di Napoli.
Per Merlino:
fa pure lo scrittore e a Ottobre ha pubblicato un libro.