cara serenella, snepretz si è preso un po’ di relax (speriamo non lungo) dal blog, di cui ha criticato alcune derive degli ultimi tempi. dovrebbe essere anche su facebook, però. io non ci sono, quindi non saprei dirti.
altrimenti sul suo sito trovi la sua mail, se vuoi scrivergli qualcosa
caro luca, regìme va sempre bene, per tutti i significati, è la pronuncia corretta.
l’uso di règime è diffuso, ma la pronuncia corretta è regìme, senza distinzione di significato
Ogni forma di governo é di per se un regime.
Regime democratico, regime totalitario etc.
Un regime " Totalitario " quale io considero l’italia é definito da delle norme. Cio indipendentemente dalla valutazione che gli si possa dare, positive o negative.
dai dot prof…. oltre a calare le ca.gate dall’alto della tua sapienza…
proposte reali? Non dico molte, almeno 2: magari per i cassaintegrati e i precari.
PLS,
Copia/incolla non sono accetti…
Una persona sola indirizza 3 poteri su 4, manca il giudiziario e basta. E’ un regime bello chiaro e limpidamente visibile. Si fa finta che sia tutto normale per illudersi che l’Italia sia ancora un paese compiutamente democratico ma ormai è palese che non è così.
Berlusconi è un dittatore 2.0 peraltro, non ha bisogno di carri armati per controllare l’Italia con la forza, gli bastano i telegiornali falsi da cima a fondo che spandono menzogne a reti unificate.
E’ così forte da aver rimesso, se le indicrezioni sono confermate, veline e zo.colette di proprietà direttamente nei listini dei presidenti, compreso Zaia.
Qualcuno mi può spiegare chi decide che si è un regime? Cah in meccanica vuol dire portare a efficenza reale un dispositivo creato dall’uomo. Non mi pare che l’Italia sia da indicare come regime, almeno da questo punto di vista. E credo che gli ultimi quindici abbiano di molto diminuito l’entalpia del sistema Italia
@268 Credo che tu sottovaluti la forza di Berlusconi. Berlusconi non molla e non mollerà mai, in questo è differente da tutte le persone e i politici normali, per un motivo: perché se si va a vedere i segni clinici che dimostra la sua psicologia, si capisce che è una persona mentalmente malata, e per questo al di fuori dei nostri normali canoni. Non mollerà mai e ha ormai abbastanza potere (esecutivo, legislativo, mediatico – presto giudiziario) per blindarsi nel palazzo e attendere che si crepi. Noi però, non lui
Il fiuto del cavaliere (ovvero come mantenere il consenso e magari ampliarlo)…mentre il pd cerca i suoi candidati – e non li trova ! -
B. con il suo fiuto propone personaggi giovani e belli (che sappiano di politica è un optional… basta Lui) e annusando l’aria che tira, chiede ai futuri governatori pdl un ampliamento del 35 per cento della volumetria esistente…. ossia ……..più cemento x tutti !
…..in questa italia di santi,navigatori,poeti,…e… costruttori questa è musica per le orecchie degli elettori…………..
Mission,
Per voi ed il vostro futuro spero che la reazione al regime venga dall’interno ma non sono cosi pessimista che te sulla durata di questo.
Non penso che la UE possa acettare ad eternam il peso della politica italiana nella sua economia o gli Usa la sua politica estera.
Siamo ormai in un regime, e di fronte a un regime come quello berlusconiano nascente, che potrebbe durare 10 o 20 anni e per adesso è supportato da un consenso monolitico per Berlusconi, la prima cosa da fare è unire le forze.
Unire le forze è necessario per ottenere un buon risultato alle Regionali e dimostrare che Berlusconi non è il padrone dell’Italia come invece intende dimostrare lui.
Dimostrato che possiede tutto, il passo successivo sarà distruggere la costituzione, questa è la vera posta in gioco per le Regionali.
Di fronte a una posta del genere, in Puglia, una delle regioni chiave per vincere o perdere le regionali, la cosa ovvia da fare sarebbe allargarsi all’UDC e per farlo serve che Vendola perda le primarie e Boccia le vinca, non ci sono in gioco né l’acquedotto pugliese né centrali nucleari. Dai sondaggi si sa invece che la gente del centrosinistra preferisce la prova d’orgoglio e minoritaria per questo, benissimo.
E poi B. come lo fermiamo dopo le regionali? Questi vogliono smontare la Costituzione pezzo dopo pezzo, con una bella sconfitta alle regionali li fermeremo, come no…
Io non condanno le persone che " credono " in qualche cosa, ma il fatto che questa loro attitudine possa spingerli a comportamneti al di la di quello che tu chiami " Libero Arbitrio "
Perche questo non esiste quendo si é condizionati.
E non dirmi adesso che la civilizzazione attuale non cerca di farlo o lo lo fa in ogni momento.
Spero che tu in chiesa ci vada per avere un momento di riflessione e non per farti ripetere dei Dogmi in cui gia credi.
Io da parte mia non credo in assolutamente nulla che non possa cercare di spiegarmi, anche senza riuscirci.
Peferisco dirmi " Non lo so " al posto di " Ci credo "
Obbiettivamente dimmi se tu fossi nato in un paese di religione islamica saresti cattolico ?
Da parte mia posso assicurarti che sarei egualmente ateo perhe per me non esiste nessuno che ci dia o abbia mai dato nulla.
Il confronto politico, in Italia, per cattiva abitudine dei partiti, stravolge abitualmente la realtà delle cose. Su certe materie, per giunta, si preferisce andare avanti per slogan, anziché attraverso ponderati ragionamenti nel merito dei provvedimenti. Procedere per slogan è più paradossale, è più catastrofista. Come se sia possibile, sia pure per paradossi, pensare ad una giustizia più catastrofica di quella italiana. Qualche dato: 9 milioni circa di processi pendenti tra penale e civile, 170.000 processi prescritti nell’ultimo anno per decorrenza nei termini (Il 12% dei processi penali viene rinviato per omessa o irregolare notifica), 30mila richieste di indennizzo per l’irragionevole durata del processo, con una tendenza annuale di crescita del 40% di spesa per i risarcimenti. Costo totale della (in)giustizia italiana pari ad 8 miliardi l’anno.
In questo quadro sconfortante non è solo strano, ma anche criminoso, sollevare gli scudi ogni qualvolta si parla di interventi legislativi nel campo della giustizia. Per soffermarsi su quella penale, ad esempio, è evidente che nella trattazione e nella modifica di alcune norme inserite nei codici di procedura, non si possa pensare di dover fare la disamina delle singole situazioni e dei possibili vantaggi per qualcuno. Qualsiasi intervento, infatti, non può che recare misure che modificano gli effetti sui processi, sulle pene, sugli interessi delle parti, su tutti i soggetti interessati.
Chi è coinvolto in un processo penale finisce sempre con essere o meno agevolato dalle modifiche legislative che intervengono. Eccetto alcuni reati aberranti, di particolare preoccupazione sociale, su cui è possibile che il legislatore possa chiedere inasprimenti, l’orientamento garantista tende più a ridurre il rigore delle pene e, come dottrina giuridica emergente, si avvia anche a consentire la riduzione del divario tra accusa e difesa nel dibattimento. Se gli interventi di moderazione e di garanzia intervengono a favore di qualcuno, non possono e non devono essere intesi come privilegi concessi ai soggetti fruitori delle modifiche, soprattutto se i provvedimenti addottati hanno poi carattere generale.
A maggior ragione, non è ammissibile pensare che gli interventi legislativi si ritengano necessari o meno a seconda delle circostanze o delle opportunità, come sembra che spesso in Parlamento emerga. E’ più facile strumentalizzare che ragionare, tanto che, ad onta della responsabilità, tra gli schieramenti politici si fa prevalere più l’aspetto disfattista e provocatorio, che quello di ragionare su di un insieme di circostanze, di esperienze e di effetti.
Nel caso, ad esempio, della legge sul processo breve, appena varata al Senato, è emersa più la volontà di ricorrere alla strumentalizzazione sul Premier che alla ragionevole comprensione della realtà. L’opposizione ha privilegiato il ricorso agli slogan ed alla caciara, invece di focalizzare la questione giustizia in Italia, invece di pensare alle sanzioni comminate dalla Corte Europea per la insostenibile lunghezza dei processi, invece di prendere atto dell’intasamento delle procure italiane e del fiume delle prescrizioni per superamento dei tempi utili per celebrare i tre gradi di processo previsti dal nostro ordinamento giudiziario. Il ministero della Giustizia ha calcolato nell’1% l’incidenza della prescrizione sui processi in corso. E’ una percentuale di gran lunga inferiore alla giustizia negata per la decorrenza dei termini previsti dalla legge.
L’azione strumentale dell’opposizione parlamentare sul provvedimento “processo breve” è apparsa ancora più evidente per essere stata la stessa opposizione già proponitrice al Senato di un analogo disegno di legge, il n.2699 del 22 gennaio 2004 “Disposizioni in materia di prescrizione del reato alla luce del principio di ragionevole durata del processo”.
Nella procedura penale, nel giusto processo e nella sua ragionevole durata si radica la maturità giuridica di un Paese e si misura il tasso di civiltà delle istituzioni democratiche. La Giustizia è il valore stesso della democrazia. Alla base di tutti i principi sociali c’è infatti la Giustizia, che è tale solo quando fa chiarezza di tutto e su tutto. Libertà e Giustizia sono gli aspetti imprescindibili della democrazia liberale. Sono due condizioni complementari tra loro, perché non c’è l’una in mancanza dell’altra, e sono speculari e fungibili perché sia l’una che l’altra si avvertono soprattutto per la loro mancanza.
Libertà e Giustizia sono necessarie quando servono. In momenti doversi appaiono persino superflui quando vogliano esser da riparo ai danni già subiti. Un carcerato innocente, poi liberato, ad esempio, ha già subito un danno così enorme che la libertà successiva non ripara affatto. Libertà e Giustizia sono come i due motori di un aereo in volo che, ingrippandosi, provocano danni definitivi alla vita delle persone trasportate. A nulla serve riparare i motori dopo che l’aereo è già caduto.
In questa ottica, i tempi ragionevoli sono necessari alla Giustizia: perché non sia intesa come persecuzione; perché intervenga senza modificare il contesto in cui il supposto reato abbia o meno motivato la domanda di giustizia.
Anche Renata Polverini è un’ottima candidata, attentissima ai temi sociali. Rappresenta una novità per il centrodestra.
E’ sbagliato comunque attaccare la Bonino con gli argomenti di Libero etc., ovvero con la strategia della demonizzazione e dell’insulto personale. Anche perchè Emma Bonino è stimata da tantissimi italiani e anche a livello internazionale per la serietà del suo impegno e per la sua competenza.
Bisognerebbe sostenere la candidatura della Polverini valorizzando il suo legame con il Governo nazionale, le possibili sinergie con Roma capitale ed il suo sindaco, e perché no la necessità di preservare un dialogo positivo con la Chiesa Cattolica a Roma e nel Lazio.
E poi il Pd confusionario non merita fiducia, mentre il Pdl di Berlusconi e di Fini è un partito solido che ha grandi prospettive
ciao vorrei solo encontrarti come posso fare sono un giovene senegalese mio email e big2pissyahoo.fr
i prego
voglio vederti Gad lerner
eGrazie per tutti
comunque la si pensi ha degli aspetti geniali questo video. All’inizio lascia un po’ straniti, ma l’impatto è molto intenso. Il messaggio "è la nostra ultima possibilità", l’idea di un popolo che vuole decidere e cambiare premiando una personalità politica autorevole, pulita, capace di stare vicino alla gente e ai suoi problemi…
Per i sondaggisti la Bonino può ribaltare i giochi nel Lazio, almeno se i dirigenti locali franceschiniani (?) del Pd non si mettono di traverso a fare polemiche inutili. Si mettessero a lavorare!
A dimostrazione che nella politica moderna contano di più le persone, le storie, capaci di dare speranze. Bersani ha visto giusto e ha capito che la Bonino è una fuoriclasse in un contesto di grigi notabili di partito che sanno solo litigare.
ma come fanno questi signori della destra a criticare la bonino quando un capezzone era il segretario del portito radicale e anti clericale ma fatemi il piacere partito di nani e ballerine come diceva formica il socialista
a Claudio
vorrei precisare che non ce l’ho con te perchè scrivi le k. Cerca di capire che qui siamo tutti un po’ avanti con gli anni e non siamo abituati alla scrittura dei giovani
lando
ho letto qualcosa sul Granduca (che non ricordo chi sia: mi consideri più di quanto meriti) e da lì, hai scritto il "Granducato", che io pensavo si riferisse al Granducato di Toscana dei tempi medievali), ma confesso che, a proposito di stelle della Hack, ho una nebulosa in testa
Concordo ancora,gran bella persona.
Il commento sul blog era vomitevole,così come sarà senz’altro chi scrive simili insulti.
Si stà perdendo la misura,ogni volta che gli interventi sul blog vanno verso l’analisi dell’argomento come per incanto si materializzano uno o più disturbatori,come se avessero paura di ciò che può venir fuori.
Cambiando discorso…hai letto ciò che ti ho scritto riguardo il Granducato?
lando
vero, quando leggo le k ho come un saltello, ma fa niente, mi sforzerò, perchè ha già dichiarato gg. fa che era più forte di lui scrivere k al posto di ch.
Per il colore del monitor: hai veramente una bella fortuna ad aver comprato un carrettone che non si rompe. Io ho dovuto cambiarlo, perchè non funzionava più, proprio per niente. L’ho utilizzato fino alla fine, poverino, poi quando finisce, finisce. Pure noi, siamo di passaggio.
Hai visto ieri sera Margherita Hack dalla Gruber? Ha risposto a domande sulla fine della vita: ha 88 anni. Ho etto un brutto commento su questo blog. Mi piacerebbe sapere se anche quel tipo, o sua moglie, a 88 anni saranno ancora belli freschi
Sabato 4 settembre, al Teatro La Fenice di Venezia, parteciperò con il mio libro “Scintille” alla serata in cui verrà designato, fra i cinque finalisti, il vincitore del Premio lettarario Campiello. Concorrono insieme a me: Gianrico Carofiglio (”Le perfezioni provvisorie”); Michela Murgia (”Accabadora”); Laura Pariani (”Milano è una selva oscura”); e Antonio Pennacchi (”Canale Mussolini”). [...]
24 gennaio, 2010 alle 11:23 am
285 miti
Il mono partito in Italia é quello dell’interesse personale che associa tutti i parlamentari
24 gennaio, 2010 alle 11:11 am
cara serenella, snepretz si è preso un po’ di relax (speriamo non lungo) dal blog, di cui ha criticato alcune derive degli ultimi tempi. dovrebbe essere anche su facebook, però. io non ci sono, quindi non saprei dirti.
altrimenti sul suo sito trovi la sua mail, se vuoi scrivergli qualcosa
24 gennaio, 2010 alle 10:59 am
282 Luca hai nominato Snep,ne sai qualcosa? è i vacanza o all’estero per lavoro?
24 gennaio, 2010 alle 10:51 am
ouff ho scoperto la utilizzazione della catenella
24 gennaio, 2010 alle 10:50 am
http://it.wikipedia.org/wiki/Culto_della_personalit%C3%A0http://en.wikipedia.org/wiki/Nicolae_Ceau%C5%9Fescu
http://it.wikipedia.org/wiki/Culto_della_personalit%C3%A0
http://it.wikipedia.org/wiki/Totalitarismo
24 gennaio, 2010 alle 10:40 am
caro luca, regìme va sempre bene, per tutti i significati, è la pronuncia corretta.
l’uso di règime è diffuso, ma la pronuncia corretta è regìme, senza distinzione di significato
24 gennaio, 2010 alle 10:40 am
Sembra che vi sia un copyrigth su wikpedia visto che i 274 e278 sono stati cancellati
Ma puoi ceracre con le 3 frasi citate
24 gennaio, 2010 alle 10:38 am
luca
In Italia e un regime che si fonda sul asse PDL – Lega Nord- Vaticano. Tutte e tre entita politiche molto molto democratiche.
24 gennaio, 2010 alle 10:36 am
ODDIO,
ho sbagliato, ca220, lo sapevo che bisogba accentare giusto
Régime che vuol di… minchia come mi manca il supporto di Snep
24 gennaio, 2010 alle 10:35 am
il commento ai link di Wikpedia era questo
274
24 gennaio, 2010 alle 10:33 am
Il bion din va in gondoetààààà
dai dot prof…. oltre a calare le ca.gate dall’alto della tua sapienza…
proposte reali? Non dico molte, almeno 2: magari per i cassaintegrati e i precari.
PLS,
Copia/incolla non sono accetti…
24 gennaio, 2010 alle 10:33 am
sono tutte definizioni su wikpedia
Che danno una risposta alla tua domanda
24 gennaio, 2010 alle 10:31 am
anche il 278 con i tre link su totalitarismo, culto delle personalità e chaucescu e in attesa
puoi fare tu la ricerca, spero che queste tre parole non siano considerate offensive
24 gennaio, 2010 alle 10:30 am
Zero argomenti, al solito…
24 gennaio, 2010 alle 10:29 am
273
ballano tu balli a Covo, mentre ad Antegnate suonano….
24 gennaio, 2010 alle 10:27 am
NO
24 gennaio, 2010 alle 10:26 am
E apparso il 274 ? o é in attesa
24 gennaio, 2010 alle 10:19 am
Una persona sola indirizza 3 poteri su 4, manca il giudiziario e basta. E’ un regime bello chiaro e limpidamente visibile. Si fa finta che sia tutto normale per illudersi che l’Italia sia ancora un paese compiutamente democratico ma ormai è palese che non è così.
Berlusconi è un dittatore 2.0 peraltro, non ha bisogno di carri armati per controllare l’Italia con la forza, gli bastano i telegiornali falsi da cima a fondo che spandono menzogne a reti unificate.
E’ così forte da aver rimesso, se le indicrezioni sono confermate, veline e zo.colette di proprietà direttamente nei listini dei presidenti, compreso Zaia.
24 gennaio, 2010 alle 10:08 am
Qualcuno mi può spiegare chi decide che si è un regime? Cah in meccanica vuol dire portare a efficenza reale un dispositivo creato dall’uomo. Non mi pare che l’Italia sia da indicare come regime, almeno da questo punto di vista. E credo che gli ultimi quindici abbiano di molto diminuito l’entalpia del sistema Italia
24 gennaio, 2010 alle 10:04 am
@268 Credo che tu sottovaluti la forza di Berlusconi. Berlusconi non molla e non mollerà mai, in questo è differente da tutte le persone e i politici normali, per un motivo: perché se si va a vedere i segni clinici che dimostra la sua psicologia, si capisce che è una persona mentalmente malata, e per questo al di fuori dei nostri normali canoni. Non mollerà mai e ha ormai abbastanza potere (esecutivo, legislativo, mediatico – presto giudiziario) per blindarsi nel palazzo e attendere che si crepi. Noi però, non lui
24 gennaio, 2010 alle 10:02 am
Economia del " Giorno per giorno o domani si vedra "
Quest’anno il governo ha utilizzato lo scudo fiscale per colmare qualche buco ma l’anno prossimo cosa fara ?
24 gennaio, 2010 alle 9:59 am
Il fiuto del cavaliere (ovvero come mantenere il consenso e magari ampliarlo)…mentre il pd cerca i suoi candidati – e non li trova ! -
B. con il suo fiuto propone personaggi giovani e belli (che sappiano di politica è un optional… basta Lui) e annusando l’aria che tira, chiede ai futuri governatori pdl un ampliamento del 35 per cento della volumetria esistente…. ossia ……..più cemento x tutti !
…..in questa italia di santi,navigatori,poeti,…e… costruttori questa è musica per le orecchie degli elettori…………..
24 gennaio, 2010 alle 9:50 am
Mission,
Per voi ed il vostro futuro spero che la reazione al regime venga dall’interno ma non sono cosi pessimista che te sulla durata di questo.
Non penso che la UE possa acettare ad eternam il peso della politica italiana nella sua economia o gli Usa la sua politica estera.
24 gennaio, 2010 alle 9:39 am
Siamo ormai in un regime, e di fronte a un regime come quello berlusconiano nascente, che potrebbe durare 10 o 20 anni e per adesso è supportato da un consenso monolitico per Berlusconi, la prima cosa da fare è unire le forze.
Unire le forze è necessario per ottenere un buon risultato alle Regionali e dimostrare che Berlusconi non è il padrone dell’Italia come invece intende dimostrare lui.
Dimostrato che possiede tutto, il passo successivo sarà distruggere la costituzione, questa è la vera posta in gioco per le Regionali.
Di fronte a una posta del genere, in Puglia, una delle regioni chiave per vincere o perdere le regionali, la cosa ovvia da fare sarebbe allargarsi all’UDC e per farlo serve che Vendola perda le primarie e Boccia le vinca, non ci sono in gioco né l’acquedotto pugliese né centrali nucleari. Dai sondaggi si sa invece che la gente del centrosinistra preferisce la prova d’orgoglio e minoritaria per questo, benissimo.
E poi B. come lo fermiamo dopo le regionali? Questi vogliono smontare la Costituzione pezzo dopo pezzo, con una bella sconfitta alle regionali li fermeremo, come no…
24 gennaio, 2010 alle 9:26 am
Claudio 249
Io non condanno le persone che " credono " in qualche cosa, ma il fatto che questa loro attitudine possa spingerli a comportamneti al di la di quello che tu chiami " Libero Arbitrio "
Perche questo non esiste quendo si é condizionati.
E non dirmi adesso che la civilizzazione attuale non cerca di farlo o lo lo fa in ogni momento.
Spero che tu in chiesa ci vada per avere un momento di riflessione e non per farti ripetere dei Dogmi in cui gia credi.
Io da parte mia non credo in assolutamente nulla che non possa cercare di spiegarmi, anche senza riuscirci.
Peferisco dirmi " Non lo so " al posto di " Ci credo "
Obbiettivamente dimmi se tu fossi nato in un paese di religione islamica saresti cattolico ?
Da parte mia posso assicurarti che sarei egualmente ateo perhe per me non esiste nessuno che ci dia o abbia mai dato nulla.
24 gennaio, 2010 alle 8:03 am
FORZA NICHI !
24 gennaio, 2010 alle 6:06 am
Il confronto politico, in Italia, per cattiva abitudine dei partiti, stravolge abitualmente la realtà delle cose. Su certe materie, per giunta, si preferisce andare avanti per slogan, anziché attraverso ponderati ragionamenti nel merito dei provvedimenti. Procedere per slogan è più paradossale, è più catastrofista. Come se sia possibile, sia pure per paradossi, pensare ad una giustizia più catastrofica di quella italiana. Qualche dato: 9 milioni circa di processi pendenti tra penale e civile, 170.000 processi prescritti nell’ultimo anno per decorrenza nei termini (Il 12% dei processi penali viene rinviato per omessa o irregolare notifica), 30mila richieste di indennizzo per l’irragionevole durata del processo, con una tendenza annuale di crescita del 40% di spesa per i risarcimenti. Costo totale della (in)giustizia italiana pari ad 8 miliardi l’anno.
In questo quadro sconfortante non è solo strano, ma anche criminoso, sollevare gli scudi ogni qualvolta si parla di interventi legislativi nel campo della giustizia. Per soffermarsi su quella penale, ad esempio, è evidente che nella trattazione e nella modifica di alcune norme inserite nei codici di procedura, non si possa pensare di dover fare la disamina delle singole situazioni e dei possibili vantaggi per qualcuno. Qualsiasi intervento, infatti, non può che recare misure che modificano gli effetti sui processi, sulle pene, sugli interessi delle parti, su tutti i soggetti interessati.
Chi è coinvolto in un processo penale finisce sempre con essere o meno agevolato dalle modifiche legislative che intervengono. Eccetto alcuni reati aberranti, di particolare preoccupazione sociale, su cui è possibile che il legislatore possa chiedere inasprimenti, l’orientamento garantista tende più a ridurre il rigore delle pene e, come dottrina giuridica emergente, si avvia anche a consentire la riduzione del divario tra accusa e difesa nel dibattimento. Se gli interventi di moderazione e di garanzia intervengono a favore di qualcuno, non possono e non devono essere intesi come privilegi concessi ai soggetti fruitori delle modifiche, soprattutto se i provvedimenti addottati hanno poi carattere generale.
A maggior ragione, non è ammissibile pensare che gli interventi legislativi si ritengano necessari o meno a seconda delle circostanze o delle opportunità, come sembra che spesso in Parlamento emerga. E’ più facile strumentalizzare che ragionare, tanto che, ad onta della responsabilità, tra gli schieramenti politici si fa prevalere più l’aspetto disfattista e provocatorio, che quello di ragionare su di un insieme di circostanze, di esperienze e di effetti.
Nel caso, ad esempio, della legge sul processo breve, appena varata al Senato, è emersa più la volontà di ricorrere alla strumentalizzazione sul Premier che alla ragionevole comprensione della realtà. L’opposizione ha privilegiato il ricorso agli slogan ed alla caciara, invece di focalizzare la questione giustizia in Italia, invece di pensare alle sanzioni comminate dalla Corte Europea per la insostenibile lunghezza dei processi, invece di prendere atto dell’intasamento delle procure italiane e del fiume delle prescrizioni per superamento dei tempi utili per celebrare i tre gradi di processo previsti dal nostro ordinamento giudiziario. Il ministero della Giustizia ha calcolato nell’1% l’incidenza della prescrizione sui processi in corso. E’ una percentuale di gran lunga inferiore alla giustizia negata per la decorrenza dei termini previsti dalla legge.
L’azione strumentale dell’opposizione parlamentare sul provvedimento “processo breve” è apparsa ancora più evidente per essere stata la stessa opposizione già proponitrice al Senato di un analogo disegno di legge, il n.2699 del 22 gennaio 2004 “Disposizioni in materia di prescrizione del reato alla luce del principio di ragionevole durata del processo”.
Nella procedura penale, nel giusto processo e nella sua ragionevole durata si radica la maturità giuridica di un Paese e si misura il tasso di civiltà delle istituzioni democratiche. La Giustizia è il valore stesso della democrazia. Alla base di tutti i principi sociali c’è infatti la Giustizia, che è tale solo quando fa chiarezza di tutto e su tutto. Libertà e Giustizia sono gli aspetti imprescindibili della democrazia liberale. Sono due condizioni complementari tra loro, perché non c’è l’una in mancanza dell’altra, e sono speculari e fungibili perché sia l’una che l’altra si avvertono soprattutto per la loro mancanza.
Libertà e Giustizia sono necessarie quando servono. In momenti doversi appaiono persino superflui quando vogliano esser da riparo ai danni già subiti. Un carcerato innocente, poi liberato, ad esempio, ha già subito un danno così enorme che la libertà successiva non ripara affatto. Libertà e Giustizia sono come i due motori di un aereo in volo che, ingrippandosi, provocano danni definitivi alla vita delle persone trasportate. A nulla serve riparare i motori dopo che l’aereo è già caduto.
In questa ottica, i tempi ragionevoli sono necessari alla Giustizia: perché non sia intesa come persecuzione; perché intervenga senza modificare il contesto in cui il supposto reato abbia o meno motivato la domanda di giustizia.
24 gennaio, 2010 alle 1:41 am
Anche Renata Polverini è un’ottima candidata, attentissima ai temi sociali. Rappresenta una novità per il centrodestra.
E’ sbagliato comunque attaccare la Bonino con gli argomenti di Libero etc., ovvero con la strategia della demonizzazione e dell’insulto personale. Anche perchè Emma Bonino è stimata da tantissimi italiani e anche a livello internazionale per la serietà del suo impegno e per la sua competenza.
Bisognerebbe sostenere la candidatura della Polverini valorizzando il suo legame con il Governo nazionale, le possibili sinergie con Roma capitale ed il suo sindaco, e perché no la necessità di preservare un dialogo positivo con la Chiesa Cattolica a Roma e nel Lazio.
E poi il Pd confusionario non merita fiducia, mentre il Pdl di Berlusconi e di Fini è un partito solido che ha grandi prospettive
24 gennaio, 2010 alle 1:22 am
ciao vorrei solo encontrarti come posso fare sono un giovene senegalese mio email e big2pissyahoo.fr
i prego
voglio vederti Gad lerner
eGrazie per tutti
24 gennaio, 2010 alle 1:05 am
http://www.youtube.com/watch?v=4Ef8YDcLB0o
comunque la si pensi ha degli aspetti geniali questo video. All’inizio lascia un po’ straniti, ma l’impatto è molto intenso. Il messaggio "è la nostra ultima possibilità", l’idea di un popolo che vuole decidere e cambiare premiando una personalità politica autorevole, pulita, capace di stare vicino alla gente e ai suoi problemi…
Per i sondaggisti la Bonino può ribaltare i giochi nel Lazio, almeno se i dirigenti locali franceschiniani (?) del Pd non si mettono di traverso a fare polemiche inutili. Si mettessero a lavorare!
A dimostrazione che nella politica moderna contano di più le persone, le storie, capaci di dare speranze. Bersani ha visto giusto e ha capito che la Bonino è una fuoriclasse in un contesto di grigi notabili di partito che sanno solo litigare.
23 gennaio, 2010 alle 11:34 pm
ma come fanno questi signori della destra a criticare la bonino quando un capezzone era il segretario del portito radicale e anti clericale ma fatemi il piacere partito di nani e ballerine come diceva formica il socialista
23 gennaio, 2010 alle 10:20 pm
a Claudio
vorrei precisare che non ce l’ho con te perchè scrivi le k. Cerca di capire che qui siamo tutti un po’ avanti con gli anni e non siamo abituati alla scrittura dei giovani
23 gennaio, 2010 alle 10:13 pm
lando
ho letto qualcosa sul Granduca (che non ricordo chi sia: mi consideri più di quanto meriti) e da lì, hai scritto il "Granducato", che io pensavo si riferisse al Granducato di Toscana dei tempi medievali), ma confesso che, a proposito di stelle della Hack, ho una nebulosa in testa
23 gennaio, 2010 alle 10:09 pm
X 255 :
Concordo ancora,gran bella persona.
Il commento sul blog era vomitevole,così come sarà senz’altro chi scrive simili insulti.
Si stà perdendo la misura,ogni volta che gli interventi sul blog vanno verso l’analisi dell’argomento come per incanto si materializzano uno o più disturbatori,come se avessero paura di ciò che può venir fuori.
Cambiando discorso…hai letto ciò che ti ho scritto riguardo il Granducato?
23 gennaio, 2010 alle 10:07 pm
completo 255
era "ho letto un brutto commento ecc."
Vado, buona serata
23 gennaio, 2010 alle 9:55 pm
lando
vero, quando leggo le k ho come un saltello, ma fa niente, mi sforzerò, perchè ha già dichiarato gg. fa che era più forte di lui scrivere k al posto di ch.
Per il colore del monitor: hai veramente una bella fortuna ad aver comprato un carrettone che non si rompe. Io ho dovuto cambiarlo, perchè non funzionava più, proprio per niente. L’ho utilizzato fino alla fine, poverino, poi quando finisce, finisce. Pure noi, siamo di passaggio.
Hai visto ieri sera Margherita Hack dalla Gruber? Ha risposto a domande sulla fine della vita: ha 88 anni. Ho etto un brutto commento su questo blog. Mi piacerebbe sapere se anche quel tipo, o sua moglie, a 88 anni saranno ancora belli freschi
23 gennaio, 2010 alle 9:44 pm
X DimenticataInAutogrill 250 :
Concordo pwer la scrittura,era più leggibile Scama.
Per il colore non mi interessa,ho ancora il video in bianco e nero.
23 gennaio, 2010 alle 9:43 pm
E’ Omission che non mi ascolta
23 gennaio, 2010 alle 9:41 pm
Klaudio
ekko, kuesta v. puoi scriverlo con la k: Kasini può andare
23 gennaio, 2010 alle 9:39 pm
CREDIMI QUESTO CATTOLICO KRISTIANO,STà METTENDO A DURA PROVA LA NOSTRA PAZIENZA