Israele nell’Ue? Un’ipotesi poco augurabile e, comunque, fumo negli occhi per coprire il business con l’Iran, la Libia e i soci del Golfo
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martedì, 2 febbraio 2010
Israele nell’Ue? Un’ipotesi poco augurabile e, comunque, fumo negli occhi per coprire il business con l’Iran, la Libia e i soci del Golfo
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3 febbraio, 2010 alle 9:03 pm
A proposito del "fumo negli occhi" sull’adesione di Israele alla UE. Oggi le medesime dichiarazioni sono state riprese e riproposte dinnanzi al Parlamento israeliano e la cosa ha suscitato immediatamente l’approvazione ed il plauso dei parlamentari presenti: anch’essi quindi accecati dal fumo negli occhi? Perchè una cosa è dire certe cose a beneficio della stampa in conferenza stampa, un’altra valenza invece assumono le parole se pronunciate in un consesso istituzionale quale è un Parlamento. Dopodichè sul fatto che l’Italia contestualmente intrattenga rapporti d’affari con l’Iran io chiedo: la politica deve precedere gli affari? O le due cose sono svincolate? oppure devono procedere contestualmente? Perchè la questione anche qui mi pare chiara. L’Italia non è che sia ambigua perchè da un lato politicamente appoggia la democrazia di Israele e dall’altro fa affari con uno dei nemici acclamati. Ma l’Italia dovrà rinunciare agli affari con l’Iran solo ed esclusivamente nel momento in cui ci sarà la garanzia politica, espressa dal consesso internazionale, di un’iniziativa forte di isolamento dell’Iran. Fintanto che tale garanzia non ci sarà, l’Italia fa benissimo a fare affari, dal momento che la rinuncia agli affari per rispettare un principio politico non può essere un atto unilaterale e non può venire prima che la comunità internazionale sia in piena sintonia ed accordo sulle iniziative politiche da assumere verso Teheran. Ci mancherebbe solo che l’Italia non facesse affari economici e per di più l’Iran potesse ugualmente perpetrare le proprie minacce senza che nessuno prenda provvedimenti! sarebbe deleterio doppiamente.
3 febbraio, 2010 alle 9:03 am
La tv Palestinese ha mandato in onda un sermone con aperte istigazioni alla violenza contro gli ebrei. Il predicatore, parlando in una moschea a Nablus (Cisgiordania), ha detto che “gli ebrei sono i nemici di Allah e dell’umanità e bisogna ucciderli" e che “la religione, prima che l’occupazione, è la principale ragion…e dell’ostilità nei loro confronti".
3 febbraio, 2010 alle 7:55 am
di ciò che ha detto
3 febbraio, 2010 alle 7:36 am
IL SINDACO ROSA RUSSO JERVOLINO ha denunciato Francesca Di Pascale per diffamazione aggravata dopo aver preso atto di cò che ha detto all’Infedele di Gad Lerner
3 febbraio, 2010 alle 7:02 am
detesto visceralmente Emma Bonino
3 febbraio, 2010 alle 1:08 am
Assurdita tira assurdita
S vuole domandare dei finanziamenti per il ruolo della flotta italiana come guardia coste e poi mettiamo i carri della UE a sorvegliare la banda di Gaza ?
NB non ho niente ne contro Israele ne contro la sua civilizzazione, ne d’altro canto contro i palestinesi ma tutto non ha nulla a che vedere con la loro apparteneza alla Europa in qualsiasi forma la si voglia considerare.
3 febbraio, 2010 alle 12:43 am
Paradossi e cotraddizioni
Da una parte si vogliono buttar fuori gli immigrati romeni, che fanno parte della Ue e dall’altra si vorrebbe integrare a questa Israele che non a niente a che fare con la cultura europea.
La Ue non e una associazione commerciale dei paesi cosiddetti ricchi o industrializzati.
3 febbraio, 2010 alle 12:12 am
Non pensavo che ISRAELE potesse essere messa proprio così male a livello Internazionale , se fa tutta questa festa al signor B.
Penso che un bel pò di morti ebrei vittime del fascismo si saranno rivoltati nella tomba vedendo uno spattacolo così ipocrita.Il signor B che dice con la kippa in testa ,"mai più SHOA"!!
I sepolcri imbiancati sono in confronto esempio di schiettezza e sincerità
3 febbraio, 2010 alle 12:04 am
@ Gad
Questo è verissimo ed è ciò che succederebbe se Israele entrasse nell’UE. Ma non è detto che si debba parlare di situazione "perpetua".
Israele, prima ancora di avere difficili rapporti con i paesi vicini, ha una guerra in casa, cova un’odiosissima e inconcepibile intifada.
Due popoli che soffrono e un unico paese spaccato e escluso dal presupposto della civiltà reale: la pace.
Visto che la Palestina è ancora all’interno di Israele, se entrasse Israele nell’UE, entrerebbe con esso anche la Palestina. Nuovi accordi potrebbero aprire le due regioni ad una pace definitiva, insieme o slegate, come preferiscono. Magari non sarebbero più nazioni sorelle (siamesi…), ma diventerebbero "cugine", unite dagli stessi interessi, grazie allo scambio equo con i paesi UE.
Nella pace e con la Palestina proiettata verso la democrazia e il benessere, con la Nato che impedisce "scambi" di missili e intimorisce Hamas, non potrebbero finalmente avere dei rapporti migliori anche con gli altri paesi arabi? Non potrebbe essere la nuova "cugina" palestinese a intercedere per la nuova nazione "amica", con altre nazioni a lei culturalmente più simili e per ora più lontane da Israele?
Se dovessero entrare entrambe e ciò fosse il mezzo più rapido per mettere fine a follie come quelle di hamas o tipo la spaventosa "piombo fuso", a me, sinceramente, ciò non pare affatto una brutta idea.
E poi se si continua con questo stato di cose, per Israele si procede verso una situazione diplomatica sempre più complicata che accumula sempre meno simpatie e tra risposte israeliane e follie sanguinarie terroristiche dei palestinesi ci rimangono solo i bambini e anche piuttosto malconci.
Non possono mica continuare così per sempre.
E poi, sarebbe solo "un’adozione a distanza" che magari non piacerà da morire ai vecchi e ai governanti, ma sarebbe una speranza per i giovani, già amici e desiderosi di pace.
L’animo umano non ha confini geografici e i figli, mentre i padri si prendono a mazzate, sono già amici su Facebook e studiano fianco a fianco nelle nostre università.
E’ quella generazione a cui bisogna dare ossigeno e in fretta.
2 febbraio, 2010 alle 11:19 pm
israele-italia 2010
http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/
2 febbraio, 2010 alle 10:25 pm
Spero che israele rinunci al ruolo di fortezza dell’occidente che nell’ideale dei berluscones ne giustifica l’esistenza. Questi sognano la guerra di civiltà, e poco gli importerebbe di vederlo stritolato in questa follìa.
2 febbraio, 2010 alle 10:09 pm
No, non ce lo invidia nessuno e noi non siamo particolarmente fortunati, però sta di fatto che l’U.e. e i suoi leader hanno sempre avuto un atteggiamento ambiguo e sostanzialmente pilatesco nei confronti di Israele e dei paesi dell’integralismo islamico. B. avrà detto cose sbagliate secondo il tuo punto di vista, ma ha avuto almeno il coraggio di dire chiaro quello che pensa (e che io, nella fattispecie, condivido)
2 febbraio, 2010 alle 10:01 pm
Urca
come siamo fortunati, noi italiani.
Ce lo invidiano tutti,
ma noi non lo cediamo proprio. No, no e no.
2 febbraio, 2010 alle 9:56 pm
Sarà fumo negli occhi, come dice Gad, ma B. è finora l’unico leader europeo che non ha avuto usato complicate circonvoluzioni verbali nel dichiarare pieno sostegno a Israele e nel pronunciare una condanna così netta e coraggiosa contro il boia negazionista Ahaminejad.
Per quanto riguarda l’ingresso di Israele nell’U.e., non vedo perchè debba ritenersi un’ipotesi poco augurabile.
Oltre ad essere un paese democratico e con un’economia avanzatissima, Israele ha avuto ed ha un ruolo fondamentale nella formazione ed evoluzione della cultura occidentale, paragonabile a quello svolto dal mondo grecoromano.
Mi sentirei onorato se Israele entrasse nell’U.e.
In ogni caso, mille volte meglio Israele che la Turchia.
Però mi stupisce che Gad, pur di dare addosso a B., non esiti ad avversare gli interessi di Israele.
2 febbraio, 2010 alle 9:22 pm
Ho Ho
Non siamo piu nel 58 dal 1993 si é passati alla unione europea con dei principi e leggi un poco differenti.
La Comunità europea è la precedente forma dell’odierna Unione europea. La Comunità europea, la più importante delle Comunità europee, nasce il 1º gennaio 1958 con il nome di Comunità economica europea (CEE), con l’entrata in vigore dei trattati di Roma, firmati da sei stati fondatori (Italia, Germania, Francia, Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi) il 25 marzo dell’anno precedente. La parola economica fu rimossa dal nome dal Trattato di Maastricht del 1992 che fece della Comunità europea il "Primo pilastro" dell’azione dell’Unione europea.
2 febbraio, 2010 alle 9:10 pm
#5. Ho inteso bene? E’ isreele dunque che deve integrarsi pacificamente nella regione? oppure sono gli stati limitrofi e non? In ogni caso l’idea di israele nella UE era già di Pannella. In secondo luogo il fatto che a Berlusconi siano stati riservati gli onori di casa come un grande ospite depone a favore dell’amicizia tra i due paesi. Perchè se esistono delle distanze politiche non solo non si offre un certo tipo di ospitalità, non solo non si adoperano parole che restano agli atti e quindi non possono essere usate solo per fine propagandistico, ma nemmeno si invita l’ospite e lo si lascia friggere per bene fuori dai propri confini. Questo è evidente. Che poi il nostro paese sia il primo partner europeo negli scambi commerciali con l’Iran, penso che proprio il sistema degli affari possa essere un fattore di stabilizzazione e non già di destabilizzazione, e possa garantire all’Italia di esercitare da un lato una certa influenza economica e dall’altra di poter fare certi passi in politica estera. In fondo se a doppio filo siamo legati noi, a doppio filo seppur indirettamente vi è legato anche l’iran e gli altri soci.
2 febbraio, 2010 alle 8:45 pm
Heiner 124
Vi sarebbe un motivo per attirarsi le antipatie del governo iraniano con richieste che non abbutirebbero a nessun risultato ?
E poi refugiati iraniani in italia non hanno nemmeno diritto di voto.
2 febbraio, 2010 alle 8:34 pm
Inck 109
Non mi risulta che la Unione Europea esistesse nella sua forma attuale negli anni 80 e nel mio 65 riporto il testo della sua costitizione a cui questo ingresso sarebbe contrario.
http://europa.eu/scadplus/european_convention/objectives_it.htm
2 febbraio, 2010 alle 7:45 pm
129
Ony,
di che preoccuparsi se adesso abbiamo Geronzi a capo delle Assicurazioni Generali!
2 febbraio, 2010 alle 7:42 pm
123
certo che passare da un estremo all’altro non aiuta a ragionare sul futuro del pianeta.
Intanto gli inglesi si stanno dando da fare:
http://www.ecologiae.com/citta-inglesi-adeguarsi-innalzamento-mari/12173/
per ulteriori info:
http://www.ecologiae.com/category/pericoli/scioglimento-dei-ghiacci-pericoli/
2 febbraio, 2010 alle 7:39 pm
evviva, i ghiacciai finchè si vede il bianco non si sciolgono, la crisi non c’è mai stata, l’italia è davanti alla spagna, siam salvi ( e telefonica ? bho. )
sostiene il nostro ministro dell’industria che, per salvare 2.000 posti di lavoro all’alcoa, abbiam versato più d’un miliardo. 500.000 euro a posto di lavoro. ha le traveggole ? o le ho io ?
evviva, l’impresa è responsabilità sociale, l’ha detto il papa.
gli affari son compito del governo.
2 febbraio, 2010 alle 7:23 pm
caro snepretz, niente di che, gli ultimi miei erano soltanto un inizio di risposta a marco scamardella.
2 febbraio, 2010 alle 7:21 pm
http://www.partitodemocratico.it/dettaglio/91879/loppressione_delle_liberta_in_iran
2 febbraio, 2010 alle 7:19 pm
121-Caro Heiner, non mi risulta che siano stati avvistati marines nelle dimostrazioni iraniane. Ritengo che quindi, come per la Cecenia ed un altro po’ di altre gustose situazioni sparse qua e là, il relax sulla vicenda sarà diffuso ed uniforme.
2 febbraio, 2010 alle 7:18 pm
107 Inga
Lei deve decidere però: se Israele una vera democrazia o un popolo che "vive sulla onda della commozione della Shoà" In ogni caso la parola SHOA’ si scrive con la maiuscola,- anche se lei non si commuove…..
2 febbraio, 2010 alle 7:18 pm
"Quali iniziative urgenti il Governo italiano intenda adottare, singolarmente e in sede europea, per intervenire sulle autorità di Teheran al fine di ottenere l’immediato rilascio delle persone arrestate, nonché di far cessare immediatamente ogni atto di repressione contro i manifestanti e l’opposizione, affinché si creino, nel più breve tempo possibile, le condizioni per un confronto politico fondato sulla ragione e non sulla violenza nonché per il ripristino di uno standard minimo di tutela dei diritti umani fondamentali." Lo ha chiesto in una interrogazione (depositata nel corso della seduta di lunedì 4 gennaio) al Ministro degli Esteri Alessandro Maran, vice Presidente del Gruppo Pd della Camera. Maran ricorda come: "la repressione e la violenza messe in atto con sempre maggior determinazione dalle autorità iraniane non solo non potranno fermare il movimento civile e di protesta che chiede anche in Iran libertà, democrazia e rispetto dei diritti civili, ma rischiano di far degenerare ulteriormente una situazione da mesi altamente instabile; e come desta inoltre preoccupazione l’ arresto di giornalisti e di alcuni dirigenti riformisti, collaboratori di Moussavi e dell’ex presidente Khatami, e la mancata consegna ai familiari del corpo di Alì Moussavi , nipote del leader riformista, ucciso il 27 di dicembre”.
2 febbraio, 2010 alle 7:16 pm
Più che i ghiacciai, a sciogliersi sempre di più, sotto il sole cocente degli scandali, sono le panzane catastrofiste che sul clima alcuni scienziati continuano a propinarci. Nell’ultima settimana, in particolare, c’è stata una escalation di notizie, ma sarebbe più corretto parlare di fatti concreti, che quanto meno meriterebbero un bel “mea culpa” da parte dei profeti di sventura. Ecco le notizie: Rajandra Pachauri, presidente della Ipcc, la commissione Onu sul clima, (ma lui, come riportato in un’inchiesta del Daily Telegrap (è anche consigliere di amministrazione e direttore di numerose società che fanno affari anche con i combustibili fossili, vedi Tata Group), ha dovuto candidamente ammettere che il paventato scioglimento dei ghiacciai dell’Himalaya, previsto nel 2035, era frutto di un errore di calcolo.
“Ci siamo sbagliati su una cifra, è vero”, ha detto Pachauri, aggiungendo però che “questo non toglie nulla alle prove scientifiche sul riscaldamento del pianeta”. Sapete qual è la cifra sulla quale si sono sbagliati? Lo scioglimento dell’Himalaya è previsto non per il 2035, ma per il 2350, come rivelato dalla rivista Nature (il tutto è stato raccontato in un articolo di Repubblica a firma Elena Dusi). Sui calcoli, del resto, cosa volete che siano 300 anni in più o in meno? Ora, a parte che è lecito dubitare che anche il 2350 sia una data presunta e non si sa in che modo spiegabile scientificamente, ma quello che sconvolge di più è che Al Gore, proprio recitando il rapporto Ipcc del 2007 (“I ghiacciai dell’Himalaya si scioglieranno più rapidamente che nel resto del mondo e potrebbero scomparire del tutto entro il 2035 o addirittura prima”) si è portato a casa il premio Nobel (insieme alla commissione clima dell’Onu). Insomma, sparar panzane ha fatto intascare ad Al Gore (non che ne abbia bisogno) 1 milione di dollari, oltre a far salire il suo cachet per interventi pubblici in salsa catastrofista.
Evitando di tornare sulla questione delle e-mail rubate, che hanno smascherato le sirene allarmiste degli scienziati, c’è un altro tema che è tornato alla ribalta. Il buco dell’ozono. Ricordate gli scienziati che gridavano alla catastrofe, sostenendo che il sole, in soldoni, ci avrebbe “bruciato” tutti quanti a causa delle radiazioni ultraviolette non filtrate dall’ozonosfera? Bene, ora che il buco si sta richiudendo, gli scienziati hanno rigirato la frittata. Hanno spiegato: ci eravamo sbagliati, il buco dell’ozono contribuiva a proteggere l’Antartide dallo scioglimento dei ghiacci, ora che si sta richiudendo il rischio di scioglimento aumenta..
La domanda, semplice, sorge spontanea: per il bene di tutti e del pianeta (e non solo delle tasche di chi lucra sugli allarmismi): quand’è che si riuscirà ad avere un dibattito serio sul clima, che inneschi di conseguenza prese di posizioni serie?
2 febbraio, 2010 alle 7:16 pm
http://www.pdlombardia.it/nota_politica/2009/06/30/con-gli-studenti-iraniani-la-democrazia/
2 febbraio, 2010 alle 7:15 pm
ROMA – La drammatica situazione iraniana – le manifestazioni di piazza degli oppositori, gli scontri che si trasformano in veri e propri bagni di sangue – scuotono anche la politica italiana. L’allarme più forte arriva da Piero Fassino , responsabile esteri del Pd, che invoca una presa di posizione forte, da parte del nostro governo. Ecco le sue parole: "Chiediamo con forza all’esecutivo italiano di trasmettere alle autorità iraniane la ferma condanna della repressione in atto, e di agire in tutte le sedi europee ed internazionali in questa direzione ".
"L’Italia e l’Europa – aggiunge Fassino – non assistano insensibili al dramma che si sta consumando in Iran. Occorre fermare l’azione repressiva che già molte vittime innocenti ha provocato. I ragazzi e le ragazze di Teheran non possono e non debbono essere lasciati soli".
2 febbraio, 2010 alle 7:03 pm
onyric – gli arabi non daranno mai agli ebrei il diritto al ritorno nelle loro case che, detto per inciso, hanno sequestrato e ne hanno assunto la proprietà. Altrettanto dicasi dei beni materiali, dato che la maggior parte di questi profughi è uscita con i vestiti che avevano indosso nel migliore dei casi. Detto questo, l’idea di uno stato palestinese è stata accettata già dal 48 dagli israeliani, sono gli arabi che non l’hanno mai voluto questo stato
2 febbraio, 2010 alle 6:56 pm
113 stella:
diritto al ritorno in cambio di diritto al ritorno potrebbe essere una buona proposta, una volta stabilito il principio della creazione di uno stato palestinese in un territorio equo e dello smantellamento delle colonie occupanti.
bisognerà però che gli israeliani si decidano ad eleggere governanti credibili nella trattativa e possibilmente ad evitare che scompaiano prematuramente.
2 febbraio, 2010 alle 6:49 pm
tuto qui ?
si parla di Iran di guerra d ricoluzioen di ragazzi che si fanno ammazzare e vengonom ncondannati a morte
di unleader occidebtale che oggi dichiara che l’eni non ptoseguità affari e nuove trivellazioni in Iran
che bisogna apggiare l’opposizioen
l’unico leader occidebntale ad averlo dettom chiaramente
e voi zitti , la sinistra zitta ,Prodi unico leader ad incintrare al’Onu a suo tempo il snaguinario l0osco macellaio definito da Berlusconi oggi personaggio inqueitante che fà ricordare il passato , Obama che si prende il cartello da parte dei ragazzi eroi da che parte stai ?
da che parte state ?
2 febbraio, 2010 alle 6:41 pm
Il verbo si è fatto parola
2 febbraio, 2010 alle 6:41 pm
la si vedeva dal muro del pianto nel cielo terso
2 febbraio, 2010 alle 6:38 pm
David’s star
splendeva nei cieli di Palestina
prima del ’47?
2 febbraio, 2010 alle 6:31 pm
non hai9 leto ho scritto chiaro ceg la Turchia ha dovuto modifucare leggi illeberali , ho parlato di standards ,l’entratab in europa funziona così obbliga astabdard ed evoiluzione accelerate agki entranti , offre pace mercato immesno e libera circolazione perb uomini e merci assenza di frontiere
è un’impero pacifico che ha molte pecche ma una forza di attrazzione enorme
PS
Gad Berlusconi ha dichiarato che vista la corsa iranianan alla atomica e i proponoimenti di eliminare Isralele è urgente che si facciano sanzioni internazionali contro il governo attuale iraniano
ha anche aggiunto unico leader occidenbtale che il governo iraniano non gode di popolarità ed èp nostro dovere appoggiare l’oposizione
una rispoosta al cartello dei giovani iraniani eroi della libertà
Obama da che parte stai ?……………
poi ti adombri e ti infastidisci per come vota la comunità braica e per come viene accolto Berlusconi in Israele…….
hamas è stat inserita fra le organizazioni considerate terroristeda ue da erlusconi , D’alema invece a bracceto co9n Hezbollah ………
2 febbraio, 2010 alle 6:18 pm
Inga, se Israele deve provvedere ai palestinesi, gli stati arabi devono provvedere ai profughi ebrei, circa un milione di persone, che abitavano da secoli in quei paesi e che sono stati esiliati e derubati di tutti i loro averi. Non credi?
2 febbraio, 2010 alle 6:16 pm
Scusa Gad, ma se ci entra la Turchia nell’UE, non mi pare una bestemmia che ci entri anche Israele.
In teoria ci potrebbero entrare anche la Giordania, e l’Egitto, nell’UE ad esempio, se si vuole evitare il rischio paventato di Israele "corpo estraneo" nel mondo arabo.
Più che altro il discorso è: ma se l’UE si allarga troppo, la sua unità su cosa si baserà?
2 febbraio, 2010 alle 6:09 pm
Prima lo Stato anche per i palestinesi, poi si può vedere x Israele nell’UE
2 febbraio, 2010 alle 5:44 pm
ot.bis – dimenticavo il resto
http://www.emmabonino.it/news/5564
2 febbraio, 2010 alle 5:44 pm
Ot
PERCHE’ ISRAELE DEVE ENTRARE NELL’UE
Aspenia – Agosto 2007
di Emma Bonino*
L’idea di portare Israele nell’UE ha quasi vent’anni e che spero non abbia bisogno di altri venti prima che maturi nella coscienza collettiva, che diventi condivisa, e si trasformi quindi da «provocazione» in realtà.
I primi ad avanzare la proposta siamo stati proprio noi Radicali alla fine degli anni ’80, attraverso una campagna lanciata sui media israeliani e incontri con le principali personalità del Paese. Molte cose sono cambiate da allora: il contesto politico è passato da un confronto bipolare ad un nuovo (dis)ordine internazionale che oscilla tra unilateralismo e multipolarismo; il contesto economico e finanziario è oggi quello della globalizzazione, di internet, dei flussi di investimenti sempre più massicci, delle farfalle che battono le ali a Shangai e provocano terremoti dall’altra parte del pianeta. Eppure, nonostante tutto questo, le incertezze e le difficoltà del Medio Oriente, con al centro il conflitto israelo-palestinese, sono rimaste le stesse. Come se a Tel Aviv, a Gerusalemme, a Gaza, la storia corresse meno in fretta.
Certo, il contesto è radicalmente cambiato, ma non per questo sono mutate le ragioni dietro ad un ingresso di Israele nell’Unione europea. Anzi, sono ancora più valide oggi di quanto non lo fossero venti anni fa.
Le tre ragioni per dire sì. (…)
2 febbraio, 2010 alle 4:31 pm
La giustizia in italia è classista, spietata coi ladri di galline, molle con gli spietati specie se in materia di reati finanziari e contro la Pubblica Amministrazione.
2 febbraio, 2010 alle 4:31 pm
Israele deve risolvere prima la questione palestinese, dei campi profughi, dei muri e degli insediamenti dei coloni nella striscia di Gaza.
Sull’onda della commozione della shoah fu consentito agli ebrei di tornare con lo slogan coniato mi sembra da Ben Gurion "di una terra senza popolo per un popolo senza terra" E’ così che è cominciato perchè la terra non era proprio senza popolo e da li furono scacciati i palestinesi. Se è legittimo per gli ebrei il diritto al ritorno lo è anche per i palestinesi.
Israele non ha obbedito alla maggior parte delle risoluzioni delle nazioni unite, riguardanti la striscia di Gaza. Che senso avrebbe entrare nella UE?
Vedendo Nethaniau con Berlusconi mi sono ricordata le parole del precedente ministro Olmert che si è dimesso per un reato ascrittogli.
" Sono fiero di appartenere a uno Stato in cui un premier può essere investigato come un semplice cittadino"
Sarebbe bello se Berlusconi facesse altrettanto!!!
Inga
2 febbraio, 2010 alle 4:26 pm
Cara Maestrina, ho più volte chiest:
Considerato che si è (eventualmente) legalmente colpevoli dopo i tre gradi di giudizio, come è possibile che molti sono in prigione in attesa di giudizio (magari anche solo il primo grado)?
Forse perchè sono solo dei poveracci, mentre i ricchio e potenti aspettano la sentenza del terzo grado magari alle Bermuda?
Ah capisco. Dipende dal tipo di reato.
Allora i corruttori di giudici, gli associati alla mafia, i corruttori e corrotti della amministrazione pubblica?
Ah capisco, non sono in grado di capire.
2 febbraio, 2010 alle 4:13 pm
Un amico israeliano, Michael Warshawski, mi raccontava che nel momento dell’entusiasmo per gli accordi di Oslo, all’inizio degli anni ’90, un suo amico sognava che la «pace» potesse essere guidare senza interruzione o confini fino a Firenze. Un suo vicino di casa, invece, ebreo di origine irachena, elettore del Likud e di Sharon, e da sempre «non amico» di Michael, lo vide per strada e lo abbracciò dicendo: «Michael, pensa, posso tornare a vedere Baghdad!».
Israele nell’Ue – ove mai lo chiedesse – sarebbe una bella prospettiva, assieme alla Turchia e a quel punto all’Anp. Certo ci si potrebbe espandere ancora, ma Turchia a parte, Israele e Anp sono un «carico» leggero per l’Ue dal punto di vista economico. Un peso politico? Nel breve termine, si, come l’Irlanda del nord o i Paesi Baschi – fatte salve le dovute differenze – L’Ue non è nuova a sfide di questo tipo: la Spagna post-franchista, il Portogallo post-Salazarista, l’Est ieri, i Balcani domani. E’ una prospettiva un po’ visionaria [per dopodomani], non meno di quanto non fosse nel dopoguerra scommettere sull’amicizia tra francesi e tedeschi. E se fosse un po’ più Unione e un po’ meno europea, tanto meglio. Gli aggettivi valgono finché non se ne trova uno migliore.
Vale anche per gli affari: Israele e Iran dello Shah erano ottimi soci. Potrebbero tornare a esserlo, i due estremi non arabi dello spazio arabo…
2 febbraio, 2010 alle 4:06 pm
La cultura reazionaria di Veneto e Lombardia è in continuità con la mentalità post-medievale di queste zone.
2 febbraio, 2010 alle 4:01 pm
Israele in UE? In prospettiva perchè no.
E perchè no anche Palestina e Libano, qualora raggiungessero livelli decenti di democrazia. In fondo l’ingresso nella UE dei paesi balcanici sarà la soluzione a secoli di guerre. Se Kosovo torna, finalmente, ad essere la pianea dei merli si può sperare in tutto.
Io non credo che B. cederà gran che sui commerci con i paesi del medio oriente, anzi secondo me rilancia, la carrovana dei ministri significa accordi commerciali, non mi stupirei che aziende israeliane aprano stabilimenti in Italia e che quelle italiane in Palestina.
Sai che business per Israele nelle produzioni agricole di qualità o per Holy land (scritta così in inglese mette tutti d’accordo) i pellegrinaggi cristiani.
Quando possiamo tornare a fare il classico giro di: Haifa, Nazareth, Cafarnao, Samaria, Betlemme, Gerusalemme.
Per non parlare del gran toor che comprenda anche Tiro, Damasco, San Giovanni in Giordania e l’Egitto.
2 febbraio, 2010 alle 3:33 pm
Leggo sul Diario di "Ebraismo e Dintorni"(*) di una "sottile inconfessata apostasia di Gad Lerner". Preferisco non commentare, se non esprimendoLe la mia solidarietà.
(*) http://www.ebraismoedintorni.it/lebraismo-non-piace-basta-inventarne-uno-personale-a-proprio-uso-e-consumo-la-sottile-inconfessata-apostasia-di-gad-lerner
2 febbraio, 2010 alle 3:22 pm
99-Per il solito motivo, caro Onyric, ovvero l’OR inclusivo.
6.999.999.999 guerrafondai OR 1 pacifista = guerra
6.999.999.999 pacifisti OR 1 guerrafondaio = guerra
6.999.999.999 guerrafondai OR 1 guerrafondaio = guerra
ma meno male che c’è anche
6.999.999.999 pacifisti OR 1 pacifista = pace.