Leggo che il cantante Morgan, con isterica sollecitudine, viene escluso dal Festival di Sanremo dopo la sua ammissione di aver fatto uso regolare di cocaina. Zelanti moralisti chiedono alla Rai di annullare qualsiasi collaborazione in atto col povero Morgan. Trattasi di teorici della famosa morale all’italiana denominata “si fa ma non si dice”. Personalmente ho sniffato una sola strisciolina di coca in una casa bolognese nell’ormai lontano 1977, senza peraltro restarne nè sconvolto nè attratto. Ma se i finti moralisti all’italiana volessero escludere dalla programmazione televisiva tutti i professionisti che consumano cocaina, beh, farebbero prima a chiudere direttamente la Rai.





18 febbraio, 2010 alle 4:37 pm
Ai test, svolti dal 9 al 13 novembre del 2009, si sono sottoposti 232 parlamentari, 147 dei quali hanno dato anche il consenso alla pubblicazione dei risultati e del proprio nome. Sono 56, invece, i parlamentari che non hanno ritirato il referto del test.
– Sul sito http://www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su http://www.twitter.com/reuters_italia
carramba che sorpresa
17 febbraio, 2010 alle 1:28 pm
alla fine però lui lo portano a Sanremo, mentre il rap dei precari no!
chi era meno scomodo?
;-(
8 febbraio, 2010 alle 1:55 pm
Vero! E poi non capisco perchè fare uso di sostanza e essere "utilizzatore finale" di donne sia da mettere su piani diversi…sempre dipendenza è, o no? ^_^
8 febbraio, 2010 alle 11:22 am
e.c. Erica
8 febbraio, 2010 alle 11:19 am
Enrica, a dire che è un grande, tutti chi?
E’ verissimo quanto dici, anche a me è capitato di essere affettivamente o quotidianamente vicina a persone che si facevano, ed è tremendo.
Limitandomi al caso celebre e generalizzando, a me dà poi particolarmente fastidio che si ritenga che certe pratiche siano inscindibili dall’humus creativo di questo e di quell’altro: quando mi piace qualcuno come artista e come personaggio pensante e anche televisivo (e il Castoldi è uno di questi, dai Bluvertigo, che piacciano o meno hanno portato stili e brani molto interessanti alla musica elettro-pop italiana, alle esperienze più recenti), voglio sapere di dare ascolto alla sua musica o alle sue idee, e non alla sua scimmia.
E quando ci si droga (ed estendo il discorso anche al fumo, perchè non dà dipendenza e non brucia neuroni, ma l’effetto alienante per chi circonda e cerca di relazionarsi con chi ne fà uso costante non è molto diverso) s’è fuori di sè.
E troppe persone che hanno molto da dare e da dire se ne vanno, o mentalmente o fisicamente, troppo presto e per ragioni assurde.
Rimane il fatto che nell’intervista in questione il tono e il senso del discorso era assai diverso da quello che è stato sbattuto in prima pagina il giorno dopo, e che la reazione è stata assai superficiale.
E volendo essere lucidi, si potrebbe andare aldilà dello scandalismo per approfondire alcuni spunti: dalle ragioni per cui la cocaina è tanto popolare (e che il padre della psicanalisi ne abbia fatto una celebrazione non se l’è inventato Morgan, è vero, e tuttora Freud e le sue teorie addizionate sono tenute su un palmo di mano), al perchè si cerchino rimedi immediati quanto illusori (ivi includo psicofarmaci) a dei disturbi depressivi anzichè intraprendere percorsi psicoterapeutici o di auto-consapevolezza che certamente richiedono più fatica e presenza a se stessi, al sipario strappato di un mondo che alimenta e viene alimentato dalle droghe ma si scarica la coscienza additando uno che se ne fà testimone.
Poi, personalmente a Castoldi augurerei di darci un taglio e mettersi al pianoforte, che ha rotto con ’ste storie.
8 febbraio, 2010 alle 10:42 am
Odio l’ipocrisia di certe persone che cacciano l’immondizia fuori dalla finestra e poi la fanno rientrare dalla porta.
Perchè,Sanremo o no, Morgan in televisione ci sta lo stesso.
Cio non toglie che sono stufa di giustificare tutti questi adulti-adolescenti come Morgan che fanno uso di droghe come si trattasse di caramelle.
Detto papale-papale a me non interessa niente se vuole rovinarsi la vita ma almeno non la rovini agli altri,e nel caso specifico penso a sua figlia.
Ho anch’io esperienza di un famigliare drogato e posso assicurare che non è facile,agli altri sta il compito di badare al "malato" cosiccchè lui non debba mai prendersi le sue responsabilità.
Vorrei solo che la Rai,invece di preoccuparsi di escludere o meno Morgan dal festival, si offrisse di aiutarlo ad uscirne,per dare un buon esempio in questa società.
Sono stanca di leggere che l’ennesimo personaggio di spettacolo si droga e adesso tutti ad inneggiarlo come il nuovo messia, tutti a dire che è un grande.
Pensiamo piuttosto alla sofferenza che ci sta dietro.
8 febbraio, 2010 alle 6:55 am
op. cit. (da 591)
8 febbraio, 2010 alle 6:54 am
dunque ragazzi, dato che voi la facciata B del disco di Sanremo non l’ascoltate, io la canzone non l’ho fatta.
Vai, vai, vai coi violini..
[Mimmo, op. cit., ed.RCA 1971]
7 febbraio, 2010 alle 9:25 pm
Luisa è vero ed è meglio na pera de a meloni!
7 febbraio, 2010 alle 8:20 pm
è veramente indecente questa ipocrisia.vedere vespa l’altra sera mi ha disgustata. e la meloni con quegli occhi sgranati e pienamente presa dal suo ruolo di moralizzatrice…se penso al governo di cui fa parte…
7 febbraio, 2010 alle 7:37 pm
Morgan è diseducativo non può andare a Sanremo.
E’ il Cav. Berlusconi:presidente del consiglio d’Italia che riceve puttane a palazzo grazioli,
-che ha corrotto tramite Previti i giudici per appropiarsi della Mondadori,
-che se non sarà smentita dalla Cassazione a fine febbraio ha corrotto un avvocato inglese (Mills) per giovarsi delle false testimonianze che l’hanno salvato da alcuni processi,
E’ educativo averlo come Capo del Governo?
7 febbraio, 2010 alle 11:38 am
Non sarebbe solo la rai ad avere problemi di chiusura, se si abbandonasse l’ipocrisia che ci accompagna costantemente.
Ci siamo dimenticati dello scoop delle Jene che avevano analizzato le urine dei nostri parlamentari?
Su Morgan poi che dire? non approvo nemmeno lui, in realtà ho il sospetto che volesse far parlar di sè (pubblicità gratuita) ma che la cosa è andata oltre all’immaginato….
7 febbraio, 2010 alle 11:16 am
Anch’io ho smesso di guardare Sanremo dai tempi di Luigi Tenco, perciò puoi togliere dagli spettatori anche una quota di gente attempata…
La cosa un po’ ridicola è stata l’uscita di Bersani: "diamogli una seconda possibilità…". Ma chi è Morgan? Un ragazzino che a scuola ha copiato il compito? Questa gente si costruisce la fama (e i quattrini) anche attraverso una pseudo-contestazione, molto guidata dal marketing, in cui la trasgressione-droga è uno degli ingredienti. Odio le false contestazioni quanto i falsi moralismi.
7 febbraio, 2010 alle 5:31 am
10 100 1000 BLUVERTIGO!10 100 1000 MORGAN!
http://www.youtube.com/watch?v=FGeBifZrVCs&feature=related
6 febbraio, 2010 alle 10:42 pm
E io invece ho letto qui che il cantante Morgan è stato escluso dal festival di Sanremo per i suoi trascorsi da cocainomane. E non me ne frega niente. Questo va detto in modo che sia chiaro che anche io vivo tutta una serie di pregiudizi e che forse sono ipocrita.
Perché non me ne frega niente? Intanto perché Sanremo lo guardavo quando avevo 13-14 anni insieme alla mia famiglia. Ne ho ricavato l’idea che a guardare Sanremo ci siano ragazzini e madri e padri di famiglia. Un targhet di questo tipo insomma. Successivamente a tale periodo non ricordo di avere mai guardato Sanremo né che i miei figli , di età intorno ai 20 anni, avessero mai detto qualcosa a proposito o fatto riferimento alle canzoni del festival. C’è un vuoto insomma.
Nel mio immaginario, dunque, si è fatta largo l’idea che il target di Sanremo sia gente matura o stagionata che con ogni probabilità non sa cosa farsene di un cocainomane o di un ex cocainomane e che il sentirlo nominare disturbi davvero.
La gente matura o stagionata, magari non si è fatta una striscia di coca come te o magari in gioventù ha risolto nel vomito una fumata di erbe di dubbia provenienza che a detta dei partecipanti doveva trattarsi di foglie secche di mariuana, come me, ma di sicuro è gente che sarebbe più sensibile al problema Morgan se fosse stato escluso per le opinioni espresse sulla conduzione della RAI, sui programmi ecc. Sapere invece che il tizio fa o ha fatto uso di cocaina in passato richiama alla mente della gente episodi spiacevoli legati all’uso della droga.
Così ci vediamo passare davanti ragazzi conosciuti e che in seguito sono morti per complicazioni legate all’uso della droga, rivediamo anziane trascinate insieme alla borsetta che tenevano stretta da motociclisti che dovevano procurarsi il denaro per la dose, oppure efferati delinquenti, imbottiti di droga che tentano una rapina alle poste…In ogni caso vediamo gente spostata, con storie difficili alle spalle e comunque persone non troppo quadrate che cercano dalle sostanze forza, coraggio,benessere ecc. che non riescono a trovare o a darsi conducendo una vita equilibrata e normale.
Se poi è un cantante , può venirti alla mente anche che l’uso di sostanze possa essere legato singolarmente ad un bisogno espressivo e artistico nuovo o a difficoltà ambientali che ne impediscono l’espressione ma soprattutto ti viene in mente che il soggetto potrebbe essere capace di qualsiasi cosa pur di far parlare di sé e di aver successo e notorietà.
In tutti i casi, Morgan e la sua esclusione dal festival non sono un problema e a maggior ragione non lo sarà per chi ha perso il lavoro o rischia di trovarsi in mezzo ad una strada e la sera si prende il sonnifero che passa il SSN per riuscire a prendere sonno.
6 febbraio, 2010 alle 8:43 pm
Per 582
preti, vespe e bianchetti sono più devastanti della Biancaneve.
6 febbraio, 2010 alle 5:36 pm
Quanti sono in RAI che fanno uso di cocaina?? penso tantissimi, ma dato che l’iprochisia impera Viva Morgan che ha il coraggio delle proprie azioni. Auguri
6 febbraio, 2010 alle 1:19 pm
e basta1 questo è un paese di mezze calzette: sono delle mezzecalzette i peccatori che si pentono in diretta ( che sa ddà fà pe campà) e altrettanto lo sono quelli che li giudicano e fanno i moralizzatori.
i canali uno e due sono una discarica di moralismi viscidi, di squallidi sacrestani e di patetici giustizialisti (di sinistra e di destra).
da Porta a Porta ad Anno Zero fino all’orrenda trasmissione di quel bellimbusto di Paragone è tutto un tuonare contro la corruzione, il malcostume, le cosche e le corporazioni.
Ma a chi la danno a bere?
a me fanno paura i moralizzatori: la morale è una cosa troppo seria per lasciarne l’esclusva a questi tristi figuri.( così come non si lascia fare la guerra ai guerrieri e la politica ai politicanti).
6 febbraio, 2010 alle 12:07 pm
577
Morgan è andato al confessionale di Vespa. Ogni occasione il suo vestito: via il poeta maledetto e trasgressivo, largo alla persona saggia, matura e comprensiva. Ma vada a nascondersi.
6 febbraio, 2010 alle 12:04 pm
565 Klaatu-Barada-Nikto
la nostra discussione non potrà mai avere uno sbocco in quanto non dissentiamo sulle opinioni, ma sui fatti.
Io credo ad una versione dei fatti e tu ad un’altra, è questo che ci divide. Qual è la verità? Ciascuno di noi è convinto di conoscerla e niente ci potrà far cambiare opinione, perché la nostra opinione discende dai fatti. Se io credessi ai fatti come li presenti tu (cosa che non accadrà mai), probabilmente arriverei alle tue stesse conclusioni e viceversa.
Probabilmente se parlassimo di film o di musica, potremmo trovarci d’accordo su un sacco di cose, è totalmente inutile parlare di Berlusconi e dei suoi processi.
6 febbraio, 2010 alle 11:49 am
576 Clic Clac
per risponderti in maniera esauriente dovrei fare un collage dei miei post e dei miei interventi.
I contributi pubblici secondo me dovrebero essere decisi a livello almeno europeo per evitare che le aziende spostino gli insediamenti produttivi alla ricerca di sempre maggiori incentivi a fondo perduto.
I contributi pubblici devono essere parte integrante di un progetto di sviluppo del territorio che deve essere coerente e compatibile con il territorio stesso, che comprenda infrastrutture, porti, autostrade, ferrovie, sbocchi commerciali, con le competenze e con le professionalità già presenti ovvero se un territorio è votato al turismo si cerca di sviluppare il turismo non la meccanica di precisione. Questo eviterebbe di sovvenzionare aziende per anni con sperpero di denaro pubblico senza un progetto logistico globale (infrastrutture, strade, porti, sbocchi commerciali ecc.) costruendo delle cattedrali nel deserto.
Ovviamente se ci sono delle competenze o professionalità che non si hanno ma che si possono acquisire facilmente integrandole in un progetto compatibile con il territorio ben venga l’investimento sull’acquisizione di nuove competenze.
Bisognerebbe a livello europeo stabilire delle penali o la restituzione dei fondi pubblici qualora le aziende che ne usufruiscono abbandonano il progetto facendo diventare un problema sociale la dismissione di impianti; eventualmente segnalare le aziende che non portano avanti i progetti così da bloccare nuovi contributi ad aziende che hanno dimostrato di non essere in grado di trasformarli in posti di lavoro sul territorio.
Cercare di diversificare i contributi per settore economico e per territorio evitando così di avere l’andamento dell’economia legata ad un solo settore.
Quando penso ai costruttori da far entrare in Italia penso a VW, BMW, Mercedes, Toyota, ecc che hanno una cultura industriale diversa dalle multinazionali americane.
6 febbraio, 2010 alle 11:12 am
eh eh eh
Morgan è andato da Vespa. (non l’ho visto. Non per Morgan, ma per Vespa)
Evidentemente il buon Morgan sarà drogato ma non "scemo".
L’età, la carriera (soprattutto televisiva)…
6 febbraio, 2010 alle 6:59 am
Actarus 573
I costruttori stranieri c’erano in Italia e io ho anche fatto scioperi perchè la British Leyland non chiudesse l’Innocenti. Poi i soldi pubblici sono andati a De Tomaso che la doveva risanare ed è finita invece come è finita.
D’altra parte non mi pare che Ford si sia fatta problemi a vendere oggi la Volvo ai cinesi,che non se ne sarebbe posti a vendere eventualmente Alfa Romeo, che la GM ci abbia pensato più di tanto a chiudere la Saab e che la Svezia, che gli stranieri li aveva, si trovi quindi meglio.
Di soldi pubblici la Fiat ne ha avuti di più perchè più grande, ma come ne hanno avuti tutti gli altri privati, italiani dal De Tomaso di prima all’ultimo Colaninno di Alitalia, o stranieri operanti in Italia vedi Alcoa.
Questo aiuto va distinto dalle casse integrazioni (pagate solo dai lavoratori e dalle aziende (non tutte quindi) che ne possono usufruire)e dagli incentivi ai settori di mercato.
Incentivi ci sono stati o ci sono in Italia per l’auto italiana o straniera che sia, ma anche per gli elettrodomestici, gli impianti fotovoltaici, le ristrutturazioni delle case, i costruttori di serramenti e così via.
6 febbraio, 2010 alle 12:08 am
La solita Italia bacchettona dell’attenti al lupo (Dalla docet)! Ma è mai possibile che le ‘non notizie’ facciano così tanto clamore e riescano a suscitare un interesse così morboso da parte dell’opinione pubblica?
Morgan sniffa? E un bel chissenefrega non lo mettiamo?
Intanto la Borsa crolla, gli operai sono sui tetti delle fabbriche, la vita diventa sempre più complicata. E Morgan sniffa …
Ma siamo (diventiamo) seri, su!
5 febbraio, 2010 alle 9:42 pm
Mi sento idiota a mettermi nella posizione di dover difendere la fiat contro le legittime esigenze dei lavoratori, ma qui bisogna decidersi: vogliamo salvarne 4.000 pagando quel che costerebbero i sussidi di disoccupazione per 80.000 ?
Vogliamo continuare ad avere industrie sostenute dalla volontà politica per poi lamentarci che succhiano denaro pubblico ? Vogliamo promuovere il cambiamento o tentare di congelare l’italia in un blocco d’ambra per potercela rimirare su uno scaffale ?
Quante industrie che ora sembrano sopravvissute grazie alla CIG collasseranno nel prossimo periodo, visto che di ripresa entro tre mesi non se ne parla ? E se non collassano, sapranno poi ripartire senza aver usato della crisi per rinnovarsi ?
Salario generalizzato di disoccupazione, libertà di licenziamento e di assunzione, assumere un adeguato numero di ispettori del lavoro che garantiscano verifiche sistematiche, reintrodurre l’obbligo di comunicazione il primo giorno di lavoro, obbligo di formazione durante i periodi di disoccupazione, puntare a far ripartire la produzione, l’innovazione, il turismo se si può.
E basta spingere sull’edilizia chè tra un pò scioppa.
5 febbraio, 2010 alle 8:46 pm
Senza contare i fondi erogati dalla regione Sicilia, (300 milioni di euro) i fondi europei (46 milioni di euro dalla comunità europea per ampliare lo stabilimento di termini Imerese notizia del 30/04/2009 adesso che fine faranno?)
Senza contare che negli anni 80 gli è stata servita l’Alfa Romeo su di un piatto d’argento quando la Ford per l’acquisizione offeriva molto di più, tutto questo in nome del mantenimento di un marchio italiano.
senza contare la mobilità lunga (anche 7 anni) che viene concessa ai lavoratori Fiat in tempi di crisi (mentre Montezuma era presidente di confindustria chiedeva invece di innalzare l’età pensionabile).
Se in Italia si avesse avuto il coraggio di far entrare altri costruttori per rompere il monopolio Fiat forse oggi non saremmo in queste condizioni, perchè le competenze per fare auto ci sono nel nostro paese non è detto che le debba fare per forza solo Fiat.
5 febbraio, 2010 alle 7:48 pm
gli incentivi, comunque, anche se non si ocnfigurano come contante nelle casse della fiat, si configurano come maggiori vendite di auto (quindi maggior profitto….). Quindi sostenere, come fa Marchionne e L.C.D.Montezzemolo che loro di aiuti non hanno avuto un euro…. mi sembra una roba che poteva dire solo poldisinistra(..per fare un esempio estremo).
5 febbraio, 2010 alle 7:42 pm
KBN – non so il bilancio tra versamenti e utilizzo.
hai qualche dato ? link ?
sugli incentivi: sono aiuti, ma son stati erogati all’intero mercato, e quindi in gran parte ad aziende che non hanno strutture produttive in italia; scelta stupida, visto che altri governi hanno dato aiuti diretti alla propria industria nazionale ed hanno conquistato così il diritto di mettere becco nelle politiche aziendali.
5 febbraio, 2010 alle 7:36 pm
Onyric, la cassa integrazione è appunto pagata dall’INPS, e se facciamo due conti la Fiat ne ha beneficiato in misura enormemente superiore rispetto alla quantità di contributi versati dall’azienda.
Quindi, se la Fiat avesse operato in un Paese in cui la cassa integrazione non esiste, come gli USA, avrebbe dovuto chiudere almeno 10 volte.
Inoltre, dimentichi gli incentivi alla rottamazione, puri e semplici aiuti di Stato (quelli del 1996 di Prodi, fino a 3 milioni x auto, vennero dichiarati totalmente illegali in quanto aiuti di stato in violazione della libera concorrenza e delle regole UE).
5 febbraio, 2010 alle 7:25 pm
Berlusconi adesca una minorenne, mente spudoratamente, ha tra le fila del suo partito indagati per mafia e resta sul suo trono il maestro di musica e cantante Morgan viene cacciato da San Remo e rappresentato come un cattivo maestro, per aver ammesso l’uso di sostanze.
Una dimostrazione di cosa sia la casa delle "libertà" di Berlusconi,
la casa per indecenti appuntamenti con escort, minorenni, nani, ninfette, ballerine, pupari, avvocati, giuristi ed affaristi per evitare che venga processato e continuare a fare i suoi interessi mentre l’economia italiana precipita nell’abisso.
BUTTIAMOLO GIU’!
5 febbraio, 2010 alle 6:03 pm
Vorrei far notare che la cassa integrazione, di norma, è pagata dall’inps usando un fondo finanziato da appositi contributi dei lavoratori e delle aziende.
Salvo interventi particolari, NON è a carico della fiscalità generale, ma è, come il TFR, uno dei componenti del costo del lavoro in italia.
La cassa integrazione ordinaria è pagata da ogni impresa con un contributo ordinario sul monte retribuzioni lordo e con un contributo addizionale sulle integrazioni salariali anticipate. Il contributo ordinario è pari al 2,20% o all’1,9% del monte retribuzioni lordo rispettivamente per le imprese con più di 50 dipendenti o fino a 50. Quello addizionale è rispettivamente pari all’8% o al 4% delle integrazioni salariali da corrispondere.
L’intervento straordinario è finanziato dai datori di lavoro e dai lavoratori con un contributo rispettivamente pari allo 0,6% e allo 0,3% della retribuzione lorda. Anche nella CIGS vi è inoltre un onere a carico dell’impresa pari al 4,5% o al 3% delle integrazioni salariali anticipare rispettivamente per quelle con più di 50 o fino a 50 dipendenti. L’ammontare del contributo addizionale è raddoppiato nel caso di mancata ottemperanza del decreto ministeriale. È comunque raddoppiato del 50% se il trattamento si protrae oltre 24 mesi
5 febbraio, 2010 alle 5:45 pm
Uno che – come Montezemolo – ha la faccia di kiulo di dire che la Fiat non ha preso un euro dallo Stato da quando c’è lui, meriterebbe il premio Goebbels, che affermava che più la menzogna è grande più è probabile che venga creduta.
Montezuma, e la cassa integrazione ai tuoi dipendenti quando riducevate la produzione, chi ve la pagava?
Pulcinella?
E gli incentivi alla rottamazione per l’acquisto delle tue carrette chi te li dava?
Arlecchino?
Va Montezuma, va, va, va…torna nella tua epoca pre-colombiana in centro America.
5 febbraio, 2010 alle 5:43 pm
Per 561
Quale orrore le selezioni edi concorsi! Posso capire i concorsi per scegliere bravi medici ma in campo artistico perchè tre idioti devono decidere cosa mandare in onda? Morgan era assolutamente odioso in quella m di programma con la ventura e personaggi del regime come un figlio dei Phoo…
Oggi Morgan è tornato un personaggio simpatico ul cantante, musicista, artista dei Bluvertigo ma soprattutto è tornato uomo per trasmetterci
tutte le sue debolezze come i suoi valori.
A me ha colpito molto sia l’oscurantismo delle destre che la sincerità e spontaneità di un grande musicista ed uomo con i suoi problemi, a sua intelligenza, cultura e valori. E’ con Margherita Hack ed altri intellettuali autore di un Manifesto molto importante contro i modelli culturali della tv trash. Abbiamo bisogno di Morgan soprattutto di fronte ad una sinistra falsa e farsa.
Debelliamo la Rai dai vespa, sposini, dai preti, dalle sbianchetti e dai giornalisti di regime.
5 febbraio, 2010 alle 5:38 pm
Maestrina, su Berlusconi e i suoi processi, ti sintetizzo il problema.
Poco importa che abbia avuto 20 o 23 incriminazioni.
Il punto è un altro.
Tutte le inchieste sono iniziate – guarda caso! – solo quando lui ha iniziato l’attività politica, e aveva già 57 anni, di cui già 32 da imprenditore, e fino ad allora nessuna incriminazione.
Qualcuno tempo fa ha scritto qui che, se uno è stato incriminato 23 volte, allora vuol dire che qualcosa ha fatto.
Logica tipicamente superficiale e ipocrita.
In base a questa logica, allora, siccome negli anni ‘20, ‘30 e ‘40 centinaia di migliaia di persone erano state incriminate e condannate solo perchè ebree (in Germania), o oppositrici dei regimi comunisti o fascisti, allora dovremmo concludere che quelle condanne erano giuste e quelle persone erano colpevoli, visto che esistono sentenze ufficiali che le avevano condannate, con tanto di firme e bolli.
E il fatto che l’Italia non avesse un regime totalitario dal 1994 in poi, non significa nulla.
In qualsiasi regime la giustizia può essere usata dai giudici contro avversari politici, i giudici non sono affatto imparziali, vedi il maccartismo in America negli anni ‘50, molti sono stati rovinati solo sulla base di sospetti, o prove false, o per odio politico.
Prova ne sia che una marea di magistrati dopo un po’ lasciano la magistratura per entrare in politica.
E allora, perchè dovrei credere alle indagini e alle sentenze contro Berlusconi, se chi le ha fatte è solo un politico con una toga addosso?
Infine, sono d’accordo anch’io con Alessandro Magno.
In ogni caso se Berlusconi avesse fatto qualcosa non sarebbe mai così grave come quello che hanno fatto alcuni giudici, che hanno fatto morire alcune persone con la malagiustizia, E NON HANNO MAI PAGATO.
5 febbraio, 2010 alle 5:18 pm
Maestrina: ma che c’entra?? Ti sembra che io stessi raccontando come era il mio rapporto con i genitori??? Io ti ho detto una cosa molto semplice:
l’ideale sono un buon papà ed una buona mamma. le altre alternative sono surrogati.
Ora ci sono due alternative: o si è d’accordo (ed allora non è più coerente magnificare le magnifiche sorti e progressive degli adottati da copppie omosessuali) , o si dice che non si è d’accordo e che la famiglia tradizionale è un’alternativa peggiore.
Fai tu, ma, per una volta, cerca di stare sulla palla.
5 febbraio, 2010 alle 5:13 pm
Ripuliamo il Parlamento?
5 febbraio, 2010 alle 4:50 pm
561
mauro
oppure aboliamo sanremo (il festival non la città)
5 febbraio, 2010 alle 4:45 pm
Mi meraviglio come la gente si lasci infinocchiare così tanto da questi personaggi.Ma domandiamoci perchè se non sei nella cricca di "amici", di " x factor" o nel giro delle case discografiche che ruotano intorno a Sanremo, il miglior cantante del mondo non riuscirebbe a venir fuori. Mi meraviglio dell’ Onorevole Bersani che dice: " diamogli un’altra possibilità ". No, caro Bersani e tutti quelli che la pensano come te, Morgan di possibilità ne ha avute tante e continuerà ad averle. Diamo invece la possibilità ai talenti che non hanno appoggio alcuno di poter gareggiare.Allontaniamo da Sanremo le case discografiche e direttori artistici vari. Rinnoviamo il modo di fare le selezioni.
5 febbraio, 2010 alle 3:31 pm
Lorenzo scusami, si tratta di deformazione professionale.
5 febbraio, 2010 alle 3:12 pm
Molto italiani e di conseguenza odiosi sono anche gli appelli di politici, cantanti e ruzzamaglia varia contro la droga, riassumibili in "non lo fate, la droga fa male".
Invece l’aria delle nsotre città fa bene? E le onde elettromagnetiche? E i veleni che le nostra aziende gettano nell’ambiente? Le centrali atomiche? L’amianto? Almeno se mi faccio una canna è perchè l’ho deciso io. Soprattutto sò che posso smettere!
5 febbraio, 2010 alle 3:00 pm
@ maestrina 544
una svista? macchè, la laurea l’ho presa al Cepu!
disguidi con la tastiera, faccio ammenda…
5 febbraio, 2010 alle 2:36 pm
Ognuno ha i suoi gusti. Ad esempio non riesco a capire dove risiede il fascino di del Bono che tanto fece soffrire la Cinzia, né come faccia Francesca Pascale ad amare Berlusconi. Meglio così perché altrimenti noi donne saremmo tutte a litigarci lo stesso uomo. I sigari cubani raggiungerebbero cifre da capogiro e gli spacciatori di erbe varie finirebbero sul lastrico (non male però)
5 febbraio, 2010 alle 2:30 pm
quello che pensi tu è un’ opinione non la verità.
questo è quello che sostengono le tue fonti, secondo me in pura malafede.
Se vuoi continuare a credere che Berlusconi sia una persona onesta, credici pure, ma io continuerò a credere che è disonesto e buguardo.
La tua posizione è stata abbandonata da gran tempo da destri come Alessandro magno, che ammettono tranquillamente le malefatte di Berlusconi, ma sostengono che per loro va bene così, piuttosto che essere governati dalla sinistra.
5 febbraio, 2010 alle 2:25 pm
nemmeno su di te e sulla tua. i facevo un esempio
5 febbraio, 2010 alle 2:03 pm
ah, ecco sì, questo è un aspetto non secondario e controverso (perchè hanno un bel da dire che conta la qualità, però in partenza c’è una scaletta mercantile da rispettare): infatti i partecipanti possono essere proposti esclusivamente da case ed etichette discografiche, e con la crisi delle majors e corrispettiva crescita delle indipendenti il festival credo non abbia ancora mostrato di sentire il polso dei tempi, seguendo tuttora criteri prioritari che risalgono a dinamiche commerciali svuotate.
5 febbraio, 2010 alle 1:53 pm
che robba! ma guarda te…
(comunque, sulla revoca per inidoneità moral-comportamentale non ho visto niente di la…
L’organizzazione generale del 60° Festival della Canzone Italiana di Sanremo (di seguito indicato anche come Sanremo 2010 o Festival di Sanremo o Festival) è stata affidata dal Comune di Sanremo alla Rai-Radiotelevisione italiana Spa.
RAIUNO, a cui è affidato l’incarico di realizzare Sanremo 2010, si avvale della collaborazione di Gianmarco Mazzi (direttore artistico) e Antonella Clerici che hanno elaborato il progetto di spettacolo del Festival di Sanremo 2010 e provvederanno alla composizione del cast, alla cura dei rapporti con le case-etichette discografiche e alle altre attività, così come stabilito dal presente Regolamento.
Il Direttore Artistico e’ garante della linea editoriale indicata dalla Rete e riferisce alla Direzione di Rete.
La Direzione di Rete nomina l’ Organizzazione del Festival che è l’ ufficio di RAIUNO delegato a produrre l’ intero progetto.
(…)
ARTISTI
ART. 2 Le canzoni-artisti della sezione ARTISTI saranno scelte e invitate dal direttore artistico Gianmarco Mazzi e da Antonella Clerici, che si potranno avvalere della consulenza del direttore d’orchestra e degli autori del Festival, secondo criteri che terranno conto della qualità e originalità delle canzoni, dell’interpretazione
e dei requisiti, già menzionati, di contemporaneità, fama e valore riconosciuti degli artisti.
Eventuali proposte artistiche, rispettose dei requisiti di livello richiesti e indicati per la partecipazione, potranno pervenire da parte delle case/etichette discografiche on line al sito http://www.sanremo.rai.it.
5 febbraio, 2010 alle 1:51 pm
Boh, io però la storia delle canne non la capisco.
Quando ero al liceo c’era gente che andava in bagno a fumarle, e si sentivano zanfate allucinanti, roba da voltastomaco, quell’odore acre e dolciastro, che rimane attaccato perfino ai muri!
Ma come si fa a fumare quella roba lì?
Posso capire un buon sigaro ogni tanto… ma le canne
5 febbraio, 2010 alle 1:39 pm
Ilja, anche no. Comunque c’è, e che io ricordi è stato applicato, talvolta anche a sproposito, in casi di presunto plagio e/o violazione di diritti editoriali e/o esecuzione precedente all’esclusiva del festival. Poi di anno in anno il direttore artistico mette del suo, tipo ammissibilità delle lingue straniere, o quest’anno la scoperta dell’acqua calda dei dialetti (che poi pare nessuno abbia presentato brani in dialetto, ma rimane una sciocchezza, dacchè ha testimoniato anche D’Angelo recentemente che s’è sempre potuto cantare in dialetto e lo s’è fatto quando tali brani siano stati selezionati), o ad esempio l’obbligo di cantare pezzi alla cui composizione s’è contribuito di proprio pugno o invece possibilità di interpretare solamente, cose così. In questo caso non ci s’è appellati al regolamento ma solo all’immagine (o ad un’etica non scritta se ci si vuol credere), tant’è che la direzione ha precisato che sarebbe tornata sui propri passi in caso di pentimento pubblico, e a quel punto Castoldi ha detto ciccia.