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La nuova Tangentopoli

mercoledì, 24 febbraio 2010

Rassegna Stampa

La nuova Tangentopoli

Questo articolo è uscito su “Vanity Fair”.
Le cifre distratte dai conti delle aziende pubbliche e illegalmente trasferite ai partiti, ai giornali nonché a varie associazioni culturali della Prima Repubblica –trent’anni fa- erano davvero imponenti. Centinaia di miliardi di vecchie lire. Ma a gestire il traffico erano boiardi di Stato come Ettore Bernabei, cui non restava appiccicato in tasca neppure un centesimo, come dimostrava il loro tenore di vita, borghese ma sobrio.
I funzionari pubblici che oggi detengono il potere d’assegnazione di commesse (dal 2008 guarda caso è raddoppiato il numero delle concessioni a trattativa privata, senza più la “noia” delle gare d’appalto) probabilmente s’impossessano di cifre assai inferiori quando usano la loro posizione come trampolino per conseguire benefici impensabili col loro solo stipendio. Appartamenti in usufrutto gratuito. Macchine di lusso. Personale domestico pagato dai committenti. Figli e nuore assunti dalle ditte che aspirano a un contratto. Mogli e cognati azionisti delle imprese di cui spetterebbe loro esaminare i requisiti. Il tutto garantito dalla sovrintendenza di qualche pezzo grosso della politica, meglio se con protezioni in entrambi gli schieramenti.
Come cemento, per indurre i compari di questo sistema all’omertà, che cosa c’è di meglio di mettere in comune il segreto di una scorribanda da casino? L’offerta della donna-tangente, benefit tutto sommato economico per chi la recluta, e vincolante fino al ricatto per chi la accetta, suggella il nuovo grado raggiunto dalla corruzione.
Ormai in Italia si teorizza senza scandalo che l’elezione a una carica politica serva a produrre reddito; e che i servitori dello Stato lottizzati dai capipartito si trasformino in uomini d’affari senza scrupoli. Altrimenti cosa stanno lì a fare?
L’esempio viene dall’alto. Leader nazionali preoccupati innanzitutto di favorire la loro azienda, sicuri che gli italiani si rispecchino in tale egoismo; luogotenenti che puntano ad arricchirsi, sul modello del capo; politici locali aggrappati finanziariamente agli imprenditori (dalla sanità, all’edilizia, alle bonifiche ambientali) bisognosi di convenzionarsi con l’ente pubblico.
Esiste ormai una casistica del malaffare, tale da riportarci nel pieno di una nuova Tangentopoli. Cosa vuol dire? Vuol dire che la recessione economica, i tagli alla spesa pubblica e l’assenza di un libero mercato in cui possano prevalere le aziende più meritevoli, convincono sempre più giovani manager che l’unico metodo per eccellere è circuire chi detiene i cordoni della borsa. Nel 1992, quando le inchieste di Mani Pulite scoperchiarono la prima Tangentopoli, non esistevano ancora figure come Gianpiero Tarantini o Diego Anemone, entrambi sotto i quarant’anni d’età, in grado di stringere rapporti confidenziali con la prima cerchia del potere (Berlusconi, Bertolaso) attraverso favori da basso impero.
Il Berlusconi che minimizza e mormora un rimprovero contro i “birbantelli che agiscono per interesse personale”, somiglia al Craxi che liquidava come “mariuolo” il primo tangentista del suo partito colto in flagrante. Lo stupore di entrambi si rivolge al “Corriere della Sera”, giornale pacato che di colpo appare loro severissimo, e allora ipotizzano chissà quale complotto dei poteri forti perché incapaci di valutare un’esasperazione popolare fino al giorno prima denunciata come dipietrismo o giustizialismo.
Ora il Cavaliere promette “liste pulite” e inasprimento della lotta alla corruzione, ma sa benissimo di apparire come una volpe a guardia del pollaio.

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Gad - che ha scritto 2637 post su Gad Lerner.

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Commenti per questo articolo

[2] 1 » Mostra tutti i commenti

  1. 71
    carlo scrive:

    Sarebbe troppo complicato a quelli come lei, o anche a coloro che vivono in Italia, paese in cui la parola " Responsabilità " ha perso ogni senso, che la responsabilità dei morti dell’aquila é anche ad imputarsi a coloro che, vista la loro impossibilita d’intervenire verso la popolazione, ha preferito lasciarla morire rasicurata, incrociando le dita sul numero dei decessi, malgrado i segnali dei frequenti terremoti nella zona.
    In un paese privo di ogni senso civico, in cui si specula sulla morte degli altri per farsi della pubblicità, ed in cui la lungimiranza delle persone non depassa il propio pene, il prblema delle scorie sarebbe unicamente una magior fonte di arricchimento degli speculatori.
    Classe a cui lei pare leccare i piedi.

  2. 70
    carlo scrive:

    La sua educazione essendo pari alle sue facoltà mentali risulta evîdente che lei possa unicamenta leggere delle parole senza cogliere il senso delle frasi.
    Continui a obbedire agli ordini dei suoi padroni, unica cosa che é adatto a fare.

  3. 69
    x Carlo il megaignorante scrive:

    Anche la stro.nzata che hai scritto a proposito dell’inquinamento del Po "per decine d’anni"

    Anche il Reno, una ventina d’anni fa, fu inquinato da una rottura di un serbatoio di una multinazionale farmaceutica, ma non ci vollero 20 anni per disinquinarlo.

    Se si interviene bene in 2-3 anni o anche meno si può disinquinare un fiume.

    Ma perchè perdete tempo a scrivere minchiate, su argomenti di cui non sapete nulla??

  4. 68
    Carlo l'ignorante scrive:

    Ma è possibile che gente ignorante come capre non sappia fare altro che ripetere i soliti slogan?

    Ma cosa c’entra la possibilità di un terremoto con il nucleare?

    Ma solo un ignorante come te può credere che un terremoto potrebbe innescare reazioni pericolose in una centrale nucleare.

    Ma invece di leggere Topolino, o leggere i volantini del sole-che-ride e credere che le bombe atomiche scoppino con la miccia come un candelotto di dinamite, vai a studiare fisica seriamente (ma dubito tu possa capirne qualcosa) e impara cosa è una reazione nucleare, come funziona una centrale, come vengono smaltite le scorie.

    E ripeto quello che ho scritto per l’altro idiota: pagali col tuo stipendio
    gli incentivi ai pannelli fotovoltaici, di tasse in Italia ce ne sono fin troppe.

  5. 67
    carlo scrive:

    Nucleare in italia ?
    Apprendo sullo web che erano tre mesi che nella provincia dell’aquila vi erano terremoti in maniera regolare e che tre giorni prima della cataclisma gli abitanti erano stati rassicurati dal governo.
    Quache giorno fa delle persone hanno, remplicemente aprendo una valvola,
    potuto inquinare le acque del po per decine di anni.
    Se in un paese civilizzato e possibile analizzare questa alternativa in uno in cui l’interesse prevale sulla vita umana non solo é dannoso ma criminale.
    In un paese dove si realizza unicamnte la meta apparente delle iniziative il problema delle scorie che attande gia da anni delle risposte sarebbe risolto probabilmente come quello dei rifiuti di napoli.
    Possibile che le " Energie alternative " necessitino dei contributi, ma é per questo che i cittadini pagano le tasse e non per permettere dei festini ai loro governanti.

  6. 66
    Henriette scrive:

    non ci posso credere! La Santanchè a Tetris!

  7. 65
    dimenticata in un'intercettazione scrive:

    Maestrina 61

    Certo che se fosse stata la polizia, avevano del gran tempo da perdere!
    Invece di starsene al calduccio negli uffici, il loro capo potrebbe sgunzagliarli in giro dove c’è bisogno: pensa che a Parma hanno scoperto dopo 5 anni un’evasione su 3 milioni di euro in un night-club che usufruiva di benefici fiscali come un qualsiasi circolo. Invece si trattava di un esercizio pubblico con entraineuse, di cui un paio pure clandestine! Ora chi gli farà pagare le tasse evase sui 3 milioni? magari non avranno neppure niente di intestato e anche se vengono scoperti, TROPPO TARDI, non pagheranno. Potrebbero muoversi un po’ prima, in 5 anni ne hanno avuto di tempo!
    Tornando alla telefonata registrata, senza voler sollevare sospetti, non pensi magari che tuo marito fosse geloso? Controlla il cellulare! :-)

  8. 64
    fotovoltaico scrive:

    http://www.unaebo.it/documenti/FOTOVOLTAICO/FV%20Valutazione%20economica.pdf

    Ecco qui sopra un’altra fonte che definisce assolutamente non conveniente l’investimento energetico nel fotovoltaico senza incentivi pubblici.

    L’imbecille che si forma Mission from imbecillità non può capirlo, ma gli incentivi vengono pagati con tasse dei contribuenti.

    E allora, emerito idiota, mettici pure il tuo misero stipendio per comprare i pannelli fotovoltaici, ma non costringere chi non li vuole a pagare con nuove tasse i tuoi caz.zo di pannelli.

    E lascia perdere i nazisti, perchè se ci fossero ti avrebbero già eliminato da un pezzo, e forse sarebbe l’unica cosa buona che i nazisti avrebbero fatto.

  9. 63
    Mission from mars è un imbecille scrive:

    Voi come lo chiamereste uno che definisce "nazista" un docente universitario solo perchè è contrario al fotovoltaico?

    Ma che caz.zo c’entra il nazismo, o emerito eunuco lobotomizzato?

    Ma possibile che qui dentro tu sia l’unico a sparare caz-zate degne di un decerebrato?
    Ma quando liberi il mondo della tua ammorbante presenza, pedofilo di mer.da?

  10. 62
    picodepaperis scrive:

    .
    .

    Ecco come funziona davvero la fabbrica del televoto e chi in un business che vale 60 milioni l’anno – che macina fino a 15mila telefonate al minuto – si è arricchito con le chiamate e gli sms del Festival.
    http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2010/02/23/news/inchiesta_televoto-2397745/

    Secondo l’AVVENIRE, Il televoto a Sanremo, si è dimostrato ancora una volta un ottimo business per la televisione. In totale sono stati espressi 3.606.950 televoti, al costo di 0,75 euro l’uno. Il totale è di 2.705.212,50 euro.

    ALDO VINCENT
    http://www.giornalismi.info/aldovincent

    Intanto, bersanetor contesta che le lenzuola dei beneficiari degli alloggi di berluscao (2200 euro/mq, contro i 1200 di altri costruttori)
    erano tutti uguali!
    Ma dove caxxo vogliamo andare?

    p.s.
    Gad, perchè banni ciò che non ti piace?

  11. 61
    maestrina dalla penna rossa scrive:

    Dimenticata,
    quello che succederà è che la polizia ed i magistrati avranno le mani legate sulle intercettazioni, mentre i servizi segreti continueranno ad ascoltare le telefonate e a leggere la posta della gente comune.
    Pensi che un tipo come Poldi, che strilla strilla slogan violenti, ma poi in fondo non farebbe male ad una mosca, non sia intercettato e sotto controllo?
    E noi? chi lo può dire.
    Ho già scritto un tempo che una mattina mi è capitato di parlare a lungo con mia sorella. Nessuna di noi due aveva una segreteria che potesse registrare alcunché. Il pomeriggio un’altra persona telefonando al mio numero ha riascoltato la nostra telefonata. Chi l’ha registrata?
    Io non mi preoccupo perché non ho interessi da proteggere.
    Il problema più grave è per i giovani che cercano lavoro. A volte qualche frase scritta da ragazzini in un blog o in un forum, può danneggiarli anche molto tempo dopo.

  12. 60
    dimenticata in un'intercettazione scrive:

    Claudio
    Tra poki giorni sarà tolta la possibilità di intercettare e tutto si risolverà

    Io non ho nessun problema se mi dovessero intercettare e neppure se pubblicassero quello che registrano: visto che non ho fango da nascondere, perchè Berlusconi parla di secchiate di fango? Chi si comporta bene non ha problemi per la "libertà" di parola, le volpi invece hanno bisogno di far credere a tutti che è necessario bloccare le intercettazioni. E gli italiani bevono, bevono, bevono…
    Alla salute!

  13. 59
    Claudio scrive:

    Claudio scrive:
    24 febbraio, 2010 alle 1:23 pm
    La pala dell’elicottero
    del «Sar» precipitato
    era su quello del Papa

    No comment

  14. 58
    Claudio scrive:

    La pala dell’elicottero
    del «Sar» precipitato
    era su quello del Papa

    di FRANCO GIULIANO
    BARI – Quella pala difettosa che, secondo quanto affermano i periti nominati dal tribunale di Brindisi, è stata la causa principale della caduta dell’elicottero HH3F dell’Aeronautica militare italiana, precipitato in Francia il 23 ottobre 2008 con a bordo otto militari, tutti morti, era stata smontata poco tempo prima dall’elicottero (modello SH3D) che solitamente viene utilizzato dal Pontefice. E’ quanto ha riferito alla Gazzetta una fonte autorevole vicina all’inchiesta: circostanza questa tenuta segreta, ma che coincide perfettamente con quanto affermato ufficialmente dagli inquirenti nei giorni scorsi e dalle precauzioni successive: il fermo nei giorni seguenti alla tragedia di tutti gli elicotteri militari dello stesso modello, compreso quello papale.

    Secondo quanto emerso dall’indagine diretta dal pm brindisino Antonio Negro con la collaborazione della magistratura francese, l’elicottero cadde presumibilmente per il distacco di una pala del rotore principale del velivolo (la pala venne poi trovata ad un chilometro di distanza dai resti dell’elicottero), distacco causato da una perdita di pressione nel rotore. Una perdita probabilmente da attribuire ad una «cricca passante» (una lesione da fatica), prodottasi col tempo per un errore umano commesso qualche anno prima durante i lavori di manutenzione negli stabilimenti «Agusta» di Anagni (Frosinone).

    Secondo la tracciabilità di quel pezzo (stando sia al serial number che soprattutto al pad number: che secondo le regole aeronautiche rappresentano la carta d’identità di tutte le parti meccaniche più importanti), la pala staccatasi dal rotore dell’elicottero del Sar è la stessa smontata dall’elicottero del Papa (nove mesi prima della tragedia del Sar). Quel pezzo dell’elicottero papale fu poi trasferito nello stabilimento Agusta di Anagni per essere revisionato dai tecnici dello stabilimento.

    Anche per questo motivo la procura pugliese ha trasmesso nei giorni scorsi il fascicolo d’indagine alla procura di Frosinone, competente per territorio.
    Secondo quanto risulta alla Gazzetta, quel «pezzo» danneggiato, considerato fondamentale per quel tipo di velivolo, prima di essere rimontato sull’elicottero utilizzato dai militari del «Sar» presentava un problema alla «prima tasca». Vuol dire che aveva una lesione interna alla struttura che data la sua particolare lunghezza e dunque flessibilità viene riempita di azoto. In questo caso la «prima tasca», cioè la parte della pala più vicina al rotore si era lesionata con la fuoriuscita del gas e dunque con una perdita di elasticità della stessa struttura.

    Per questo era stata smontata dall’elicottero del Pontefice e inviata per la riparazione nello stabilimento Agusta del gruppo Finmeccanica di Anagni. La stessa officina nella quale si sarebbe dovuta realizzare una parte importante del programma per la costruzione dell’elicottero presidenziale Usa US101, «Marine One». Una commessa miliardaria poi annullata qualche mese dopo la tragedia del Sar, in coincidenza con l’elezione di Obama e con il taglio degli investimenti militari.

    Quel pezzo, dunque, smontato dall’elicottero del Papa perché lesionato sarebbe rimasto nei magazzini dello stabilimento di Anagni nove mesi. Per poi essere rimontato sull’elicottero del Sar di Brindisi.

    Compito dei periti sarà adesso verificare se quella pala già difettosa smontata dall’elicottero del Papa sia stata effettivamente revisionata prima di essere rimontata. E soprattutto: come, dove e quando quel difetto è stato riscontrato sull’elicottero del Pontefice, visto che per 30 anni la revisione è sempre stata affidata allo stabilimento Agusta di Brindisi (prima che il settore revisioni venisse trasferito nello stabilimento di Anagni).
    Secondo i periti il tragico incidente è stato causato da un errore nei lavori di manutenzione del velivolo, risalenti a qualche anno prima della tragedia. Resta da stabilire se quella lesione alla «prima tasca» della pala era stato riscontrato dopo la prima revisione; e soprattutto perché quel pezzo che aveva appena 4mila ore di volo era stato rimosso dall’elicottero papale visto che una «pala» ha una vita media di oltre 8 mila ore di volo.

  15. 57
    Mission from Mars scrive:

    Hai ragione ecco xkè certe volte mi arrabbio e penso ,lui ke sà scrivere sloggheggia io ke non tanto, tento di scrivere qualcosa di sensato

    E’ vero poldi è sprecato come rivoluzionario che sloggheggia, è una persona sicuramente colta, intelligente e che sa parlare al cuore delle persone, se usasse in modo diverso queste doti sbancherebbe anche come politico secondo me

  16. 56
    diegopit scrive:

    onyric scrive:
    24 febbraio, 2010 alle 10:37 am
    che operano a sinistra (maggiormente), al centro a sinistra per fare unicamente

    è un lapsus, diego ? vero che è un lapsus ?

    stavo facendo il verso a uno,sarebbe ironia.

  17. 55
    Claudio scrive:

    Mission from Mars scrive:
    24 febbraio, 2010 alle 1:13 pm
    Non mi copiareHai ragione ma il messaggio di Poldi mi ha entusiasmato per sincerità e buon senso, davvero.

    Hai ragione ecco xkè certe volte mi arrabbio e penso ,lui ke sà scrivere sloggheggia io ke non tanto, tento di scrivere qualcosa di sensato

  18. 54
    Claudio scrive:

    Ora il Cavaliere promette “liste pulite” e inasprimento della lotta alla corruzione, ma sa benissimo di apparire come una volpe a guardia del pollaio.

    Tra poki giorni sarà tolta la possibilità di intercettare e tutto si risolverà,gad strappala la tessersa del pd ,bersani oltre ke fare la vedette tv non stà facendo nulla,la gente x un attacco così grave alla giustizia dovrebbe restare in piazza giorno e notte.D’altra parte penso ke anke a sinistra siano daccordo così ognuno potrà fare i cavoli propri senza pericolo .

  19. 53
    Mission from Mars scrive:

    Non mi copiare

    Hai ragione ma il messaggio di Poldi mi ha entusiasmato per sincerità e buon senso, davvero.

  20. 52
    Mission from Mars scrive:

    Con euri 3.5 milioni si installano, forse, 500 kW fotovoltaici; che produrranno, in un anno, forse, 500.000 kWh (il sole non brilla sempre). Il kWh elettrico lo paghiamo oggi circa 16 centesimi, per cui le scuole che avranno quegli impianti sul tetto recupereranno, forse, euri 80.000 l’anno: fra 40 anni, forse, si sarà recuperata la spesa, assumendo che non vi siano spese di manutenzione e che gli impianti vivano 40 anni. Siccome le spese di manutenzione ci sono, e siccome gli impianti dopo 30 anni saranno morti, quella spesa non si recupererà mai. Mai. In ogni caso, c’è da chiedersi chi mai investirebbe una qualsivoglia cifra per recuperarla dopo 40 anni. Nessuno lo farebbe, neanche il Sindaco di Modena. Che infatti non impegna neanche una delle propria palanche sulla “meravigliosa” tecnologia, ma ne impegna 3.5 milioni finché sono palanche dei contribuenti.

    1 Kw di potenza fotovoltaica costa grosso modo 3000 Euro. A quella latitudine 1KW di potenza fotovoltaica dovrebbe produrre sui 1000 Kwh all’anno, che se l’impianto è integrato sui tetti, viene pagato circa 0,4 Euro, le incentivazioni sono previste da varie leggi e non ultima dalla nostra presenza nell’Unione Europea che impone di arrivare a produrre comunque il 20% di energia rinnovabile entro il 2020, anche sostenendo le fonti energetiche fuori mercato come il fotovoltaico è attualmente.

    Per inciso, la parità di costi tra fotovoltaico e altre fonti di energia si dovrebbe raggiungere al SUd Italia a fine 2010, mentre un impianto di medie dimensioni progettato e realizzato bene, si ripaga in 6-7 anni grazie agli incentivi e dopo sono solo guadagno.

    Il tipo ha postato conti squinternati da nazista contrario alle fonti energetiche rinnovabili.

  21. 51
    Henriette scrive:

    Per fortuna che abbiamo i magistrati,che sono indipendenti dal "marciume"politico" e ogni tanto cacciano tutto in candeggina per una bella "sbiancata":Il popolo comunque comincia a essere stanco e sfiduciato,vedremo questa tornata,cosa succederà

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