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    Caro Vittorio Feltri, ho una notizia per te…

    venerdì, 5 marzo 2010

    l'Infedele

    Caro Vittorio Feltri, ho una notizia per te…

    Questo articolo di Vittorio Feltri è uscito proprio oggi su “Panorama”. Di seguito una notizia per lui e per tutti voi.

    Anche Gad Lerner si è accorto di non essere un marziano ma di avere i piedi ben piantati sulla terra e il sedere incollato alla poltrona. Sia benvenuto nel club della gente normale. Quanto gli è capitato nei giorni scorsi probabilmente è noto, però merita lo stesso di essere riassunto. Gad da otto anni conduce su La7 un programma intitolato L’Infedele che va in onda ogni lunedì in prima serata. Gli ascolti non sono da capogiro, ma, tenuto conto dell’emittente (non è paragonabile per dimensioni ai colossi Rai e Mediaset), neppure da buttare: circa il 3 per cento. Nella vita bisogna sapersi accontentare. E il conduttore si contenta e gode, ma non sempre. Perché gli editori sono tutti abbastanza uguali e gradiscono i prodotti piccanti se si occupano di tutti tranne che di loro stessi. Sicché, quando Lerner ha posto le premesse per allestire una puntata sullo scandalo (ancora da esplorare: per ora non si capisce nulla) Fastweb, cui sia pure di striscio è interessata Telecom, qualcuno gli ha segnalato che non era il caso. Sì, insomma, parlare di corda in casa dell’impiccato non è gentile, specialmente se il candidato alla forca ti dà lo stipendio. Personalmente sono convinto che Telecom non c’entri nulla in questa storiaccia, e forse neanche Fastweb, ma questo è un altro discorso. Il problema è che Gad Lerner si è sempre presentato al pubblico più puro di Maria Goretti e nella circostanza teneva a confermare la sua verginità. Volentieri avrebbe dedicato un giro dell’ Infedele al pasticciaccio brutto che tiene banco sui giornali. Nel momento in cui è arrivato il niet dell’editore, chi si aspettava l’impuntatura di Gad è rimasto deluso, perché lui non ha rovesciato il tavolo minacciando «o qui si fa come dico io oppure andate al diavolo che mi trovo un altro posto». Col cavolo. Per arrabbiarsi si è arrabbiato, eccome se si è arrabbiato. Poi però si è calmato in fretta e ha abbozzato agli ordini superiori. L’Infedele si è trasformato all’istante in fedelissimo esecutore delle disposizioni dell’editore. La cosa non sorprende né autorizza a criticare più di tanto lo scodinzolante conduttore. Semplicemente ci auguriamo che, in seguito al descritto episodio, Lerner si convinca definitivamente di non avere titoli per sfruculiare i colleghi che in situazioni analoghe si sono comportati come lui ora, rassegnandosi alla realpolitik aziendale. Primum vivere, deinde philosophari. Ecco, lasci perdere la filosofia e vada avanti a fare il suo mestiere senza pretendere di insegnare ai colleghi ciò che lui stesso non sa o non riesce a fare, perché il padrone – a prescindere dalle sue simpatie e dalla sua estrazione culturale – è sempre il padrone e l’ultima parola è sua. Vero. A noi professionisti dell’informazione, di fronte a un boccone indigeribile, resta la possibilità di non ingoiarlo. Ma il rifiuto comporta il sacrificio delle dimissioni, immediate e irrevocabili. Se non abbiamo la forza di scriverle e di consegnarle, perdiamo il diritto di impancarci a professori di giornalismo con la pretesa di bastonare le schiene curve di altri poveracci come noi. Caro Gad, su con il morale. Siamo tutti sulla stessa barca. È già tanto riuscire a non farla affondare.
    Vittorio Feltri

    Caro Vittorio Feltri,
    non ho mai pensato di essere puro come Maria Goretti. Neanche lunedì scorso, quando al posto dell’Infedele su La7 è andato in onda un film. Sarai lieto di apprendere che la puntata sul riciclaggio, rinviata dall’editore con il mio dissenso, andrà regolarmente in onda lunedì 8 marzo prossimo. In diretta e con gli stessi ospiti già annunciati: lo preciso nel caso tu temessi che l’abbiamo addomesticata. Condivido la tua opinione: sono un comune mortale. Come tale restio a scodinzolare, sia pure in tua compagnia. Sperando di conservarti fra i miei telespettatori, e proprio perchè lavoro in una televisione più piccola di quelle a cui sei abituato tu, consentimi infine di precisare che quest’anno la media d’ascolto dell’Infedele è salita oltre il 4%.

    Buzz
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    Articolo di:

    Gad - che ha scritto 1423 post su Gad Lerner.


    Commenti per questo articolo

    [6] 5 4 3 2 1 » Mostra tutti i commenti

    1. 294
      francesco scrive:

      feltri sei un idealista deluso, ma da qui al tuo nichilismo piegato alle esigenze dello schiavo ne corre. ti consiglio il film "the confession" . non spreco altre sillabe.

    2. 293
      Maurizio scrive:

      Vittorio Feltri giornalista?!?!?!?! questo è uno scoop megagalattico!!!!!

      Lo devi assolutamente invitare ad una prossima puntata dell’Infedele!

      Però si rivela per quello che è in chiusura, un sempilce servitore del padrone senza ossatura e struttura nervosa, un essere viscido insomma.

      Uno che attenziona veline false è solo un collezionista di francobolli fuori corso utili solo a trascorrere tristi serate invernali al buio conun alente di ingrandimento, un’attività da vecchi pensionati.

      Uno che ha osato ritenersi meglio di Montanelli è macchiato a vita di un orrendo crimine: essere un soggetto mediocre.

    3. 292
      alessandro venzano scrive:

      Ogg: Gentile Signora/e, può leggerla, per cortesia? E’ solamente una letterina da Genova

      347 6011472: questo è il mio numero di telefono, Gentile Presidente del Consiglio On. Berlusconi e Gentile Ministro dell’Interno, On.Maroni, e Gentili Deputati e Senatori della Repubblica Italiana

      Lasciate pure che mi intercettino, come e per quanto tempo desiderino.

      Per il bene della società nella quale vivo ed opero, sono disposto a cedere una parte della mia privacy, e penso che ciò sia giusto. Considerato che, per perseguire reati e disonestà dilagante, ritengo non debbano esserci ostacoli. Di alcun tipo.

      L’etica di uno Stato non si basa solamente sul sacrosanto e doveroso rispetto della privacy, ma anche, e soprattutto, sul rispetto delle regole comportamentali di convivenza civile in una società quasi del tutto priva di alti valori etici di riferimento.

      Tra l’altro, non ritengo sia giusto perdere così tanto tempo prezioso per discutere su tematiche che, a mio avviso, non sono così vicino ai problemi reali contingenti delle persone, soprattutto a quelle in difficoltà economiche, che desidererebbero cercare di essere aiutate in questo particolare delicato periodo al fine di, quantomeno, limitare i danni.

      Credetemi, ne ho conosciute alcune, ultimamente. Hanno dei grossi problemi, e non solo economicamente ma anche dal punto di vista umano. Piove sul bagnato..purtroppo.

      Temo solamente una cosa: l’indifferenza delle persone per i più deboli, la disonestà dilagante e strabordante alla quale tutti siamo ormai penosamente abituati, la perdita di valori essenziali quali, prima di tutto l’amor di patria e l’onesta intellettuale e materiale nel gestire la cosa pubblica e nei retti comportamenti del singolo cittadino a qualsiasi livello ed in ogni contesto sociale. Ladri di alimenti nelle mense, preti pedofili, cardinali dalle conoscenze professionali quantomeno discutibili, manager truffaldini, politici corrotti, imprenditori corruttori, impiegati, operai e funzionari scorretti e disonesti. Vogliamo capire che è l’uomo che bisogna migliorare? E’ l’Etica che bisogna insegnare, a tutti!

      Insomma, la sintesi veramente pericolosa del pensiero dell’uomo comune rischia di diventare questa: tutti rubano, e pochi scontano la pena, perchè non potrei farlo anche io?

      Ragionamento comprensibilmente discutibile e discutibilmente comprensibile.

      Temo anche la mancanza di valori culturali, la piattezza cerebrale delle persone che non riescono più a pensare, al massimo tendono a lamentarsi flebilmente, senza riflettere seriamente sugli accadimenti del nostro mondo, molto più disposti a scendere in strada per festeggiare …11 giocatori in pantaloncini (orgoglio di una città o di un popolo) che tirano calci ad un pallone.

      Valori di riferimento attuali? La bellezza e il potere. La ricchezza materiale e la prepotenza comportamentale mista ad una importanza ignoranza culturale. Esagero? Forse si, però la base del mio ragionamento regge. Purtroppo. Per quanto riguarda la bellezza temo di aver proprio ragione, non si accetta il passare degli anni, cercando di mascherare ( amio avviso penosamente) i propri difetti fisici. Tralasciando i valori morali e/o spirituali.

      Ricordiamoci tutti una cosa: la storia di ogni uomo può cambiare il corso degli eventi del mondo intero. Quindi adoperiamoci seriamente per migliorarlo. Il mondo. Non diamo la colpa a questo o a quello, non limitiamoci a criticare questo o quel partito, questa o quella religione, questa o quella razza. Sono solamente muri che eleviamo, ostacoli che ci creiamo al fine di distanziarsi dagli altri.

      Non speriamo nell’inevitabile condono di (quasi)massa simbolo della decadenza di valori e simbolo di uno Stato debole, veramente debole, che non riesce, o non vuole, dare prova di orgoglio e si limita a raccogliere episodicamente, soldini, dando del mariuolo o del birbantello a persone semplicemente disoneste. Tra l’altro condono che ferisce chi si è sempre comportato bene rispettando le leggi che regolano la convivenza tra uomini. E’ questo non è un ragionamento di destra, o di sinistra, o di centro. E’ un ragionamento di buon senso e basta! E’ il mio ragionamento, è non sono un comunista, sono solamente una normale persona per bene, che può e deve migliorarsi ogni giorno. Una persona che fino a due anni orsono non effettuava la raccolta differenziata e che adesso la effettua al 100%. La vicenda della Regione Campania a me è servita per migliorarmi, ad esempio.

      Ciascuno di noi pensi, innanzitutto, a migliorare se stesso, e ad essere più umile e meno, molto meno egoista e a provare a sorridere e a voler bene alle persone. Tutte, a prescindere dalle inclinazioni religiose, politiche o sessuali. Non esiste il Negro, il Diverso, il Normale, il Povero e il Ricco. Esiste l’uomo.

      Amore vero e dialogo sereno e serio come predicava il Mahatma Gandhi…

      Dott.Alessandro Venzano
      Via Casaregis, 20/14 sc dx
      16129 Genova

      Autorizzo volentieri l’uso dei miei dati e manlevo l’editore ed il giornalista da qualsiasi responsabilità, invitandolo a fare il proprio dovere, senza se e senza ma.

      Non ho nulla da nascondere. Io.

      La libertà di informazione è un bene prezioso, difendiamolo. Difendetelo, per cortesia.

      Senza polemica e con spirito libero e costruttivamente ideologico e ideologicamente costruttivo.

      Grazie per l’attenzione. Davvero, grazie.

    4. 291
      Unità scrive:

      Per 290

      Se aspettiamo che bersani lo faccia fuori quante
      e quanti subiranno ancora la sua violenza?

      Bersani è sullo stesso carro del male.

    5. 290
      Mario da Taranto scrive:

      Siamo anche conosciuti per aver un pedofilo a capo di governo e c’é ne accomodiamo perfettamente

    6. 289
      Daniele Gabriele scrive:

      Caro Gad,
      il modello unico fornito dai media è voluto, purtroppo. Questa classe dirigente per mantenere il potere deve assicurarsi il rimbambimento generale e l’asservimento dei più. E’ vero che la libertà è nella nostra testa, ma il mio corpo e la mia coscienza purtroppo sono volutamente costretti a vivere in un ambiente esistenziale e intellettuale volutamente annichilito e oscurato.
      Gad, per te, ascolta questa canzone e fammi sapere se ti piace. Il titolo e "Napoleone" e il ritornello fa: …"rimbamba rimbambè, rimbamba rimbambero…".

      http://www.youtube.com/watch?v=NL90U4ys_Sk

      Grazie comunque
      Daniele Gabriele

    7. 288
      camminu scrive:

      Caro Gad, purtroppo la nostra Italia si merita questo premier, perchè dovremmo avere un premier serio e onesto quando la maggior parte di noi lo invidia per quello che rappresenta.

    8. 287
      alessandro venzano scrive:

      Gentile concittadino, sottopongo alla Sua attenzione un mio piccolo pensiero che ho inviato a dicembre al Presidente del Consiglio, On. Silvio Berlusconi. Non chiedo alcunché, non mi interessa la politica litigiosa, non ho alcun secondo fine, se non quello di voler bene alle persone, soprattutto a quelle in difficoltà. Le chiedo solamente di leggerlo, e fermarsi almeno un attimo a riflettere. Grazie!
      Dott.Venzano Alessandro – Un concittadino del Suo quartiere. E mail: avenzano@tiscali.it
      ———————-__________________________________________________________________________________
      Gentile Presidente del Consiglio,
      Si è mai recato al Padiglione n° 4 dell’Ospedale Giannina Gaslini di Genova?
      Io si.
      Vi ho soggiornato per cinque giorni, dal 16 al 20 novembre 2009. Mio figlio è stato ricoverato per un check up completo, precedentemente programmato, al fine di capire il perchè del ritardo del linguaggio.
      Il responso è stato assai tranquillizzante e il futuro è, almeno per la nostra famiglia, sicuramente sereno. Ma non è questo il punto.
      Il Padiglione n° 4 reca, all’ingresso, la dicitura “ U.O Neuropsichiatria Infantile”. Già da ciò si può intuire la complessità della tematica che ci troviamo di fronte, la delicatezza della situazione che coinvolge l’amigdala delle persone, fino alla radice.
      Come sicuramente Lei saprà, l’Istituto G.Gaslini rappresenta il fiore all’occhiello nel panorama dell’ospedalizzazione infantile italiana e, personalmente, m’inorgoglisce come genovese. Una struttura d’eccellenza ed un Reparto all’interno del quale operano, con grandissima professionalità e notevole senso d’umanità, dirigenti medici attenti, consulenti esterni precisi ed infermieri disponibili. Lo posso affermare a ragion veduta, considerato che ho vissuto un esperienza, anche notturna, breve dal punto di vista temporale ma intensa dal punto di vista emotivo.
      Piccoli pazienti da tutta Italia e genitori al seguito, con il loro carico di speranze, piccole tensioni, stanchezza, serenità ma comunque, mi creda, tanta dignità comportamentale, anche nei casi più disperati, situazioni neurologiche estreme, senza, probabilmente, soluzione.
      Futuro già segnato, almeno in alcuni casi. Ma comunque resta un attaccamento commovente di madri premurose e care. Maledettamente care. Battiamoci per loro, per favore. Se lo meritano.
      Coppie da Brindisi, da Foggia. Madri da Palermo, Enna. Padri da Latina e da fuori Italia: Tirana, Tunisi. Coppie di maghrebini mussulmani con figli malati al seguito. Tutti assieme a giocare nella graziosa Sala giochi, con premurose insegnanti ed educatrici e alla presenza di AVO disponibili e gentili.
      Papà stanchi, a volte con la schiena indolenzita poiché il letto del vicino Istituto delle Suore non è come quello di casa. Ma non sono certamente questi i problemi di esseri umani che, a volte, hanno gli occhi arrossati per il pianto appena consumato o dignitosamente trattenuto: per un esito sconfortante di un esame specifico al proprio figlio in difficoltà.
      Tutto in un ambiente che è, e comunque si sforza, di rimanere sereno. Nonostante tutto. Nonostante i problemi, le differenze culturali. Una riprova che la società multiculturale esiste. Per fortuna.
      Le risparmio la casistica delle situazioni, non desidero turbarle il sonno. Inoltre, rispettiamo la privacy della sofferenza, ma al contempo sfondiamo il muro dell’indifferenza
      Le chiedo, con grande serenità, solamente una cosa:
      Parli con il suo Ministro, l’Onorevole Scajola. Gli dica di rinunciare ad almeno una delle Centrali Nucleari in via di programmazione e di utilizzare preziose risorse al fine di costruire celermente altri poli d’eccellenza infantile in Italia. Almeno uno in ogni Regione o quantomeno uno per il sud ed uno per il Centro Italia.
      Risparmi faticosi e costosi viaggi della speranza a genitori con il morale a terra. Risparmi piccole tensioni a coppie che non riescono a trovare adeguata sistemazione nei pressi dell’Ospedale sopracitato.
      Vede, egregio Presidente, io abito in Via Casaregis, a pochi chilometri dall’Istituto in questione, è per me è stato assai semplice. Tutto quanto. Agevolato, tranquillizzato, con le spalle coperte, come si suol dire. Ma sono un pochino agitato per coloro che hanno avuto responsi gravi. Il peso della coscienza mi obbliga a lottare civilmente per coloro che, probabilmente, stanno subendo una sconfitta irrimediabile, anche se per fortuna, ovviamente, vi sono anche notizie positive e confortanti, per molti genitori sollevati da timori e dubbi.
      Potrei chiudere un occhio e pensare a me stesso ed alla mia squadra rossoblu del cuore.
      Ma non posso pensare, ed accettare, che l’opinione pubblica e le Istituzioni locali si concentrino sulla costruzione di nuovi Stadi per il calcio, piuttosto che riflettere ed agire al fine di aiutare persone che, mi creda, non desiderano essere aiutate. Solamente comprese. Non capisco, inoltre, l’indifferenza delle persone, anche se in parte la giustifico, questa è la società. Purtroppo.
      Ma non posso pensare, ed accettare, che si costruiscano ponti sullo Stretto. O meglio, prima occupiamoci delle fondamenta e poi eventualmente concentriamoci sull’attico del Palazzo della Vita. Senza polemica, per carità. Senza pregiudizi di carattere politico, lontani dal mio modus vivendi.
      Comunichi al Ministro On.Scajola che, per quanto mi riguarda, sarei disponibile a pagare qualche decina di euro in più per il riscaldamento del mio appartamento, e sapere che molte persone (quindi coscienze ed anime, non solamente codici fiscali) abbiano la possibilità di avere molti più tifosi (parenti in primis) vicino nella partita più importante: il futuro dei propri figli, che non sono certamente figli di un Dio minore.
      Mi ritiro temporaneamente nel mio silenzio, con un cuore piccolo piccolo, per aver assistito a situazioni tristi, assai tristi, anche se l’umanità respirata in quel Reparto mi ha aiutato. Ad essere ancor meno egoista. Ma, mi creda, lottiamo per loro. Lo dobbiamo intimamente anche alla nostra coscienza.
      E’ uno dei modi per comparire con dignità, di fronte al giudizio dell’eternità.
      A prescindere dalle nostre ideologie e dai nostri credo.
      Un sentito grazie per l’attenzione, davvero.
      Distinti saluti
      Il Papà di Davide Venzano ( Vostro concittadino della Foce)

    9. 286
      carlott scrive:

      Bravo Feltri che ha il coraggio di dire come stanno veramente le cose nell’informazione, non bisogna trattare argomenti che pestano i piedi o danno fastidio a chi ti paga. E’ sempre il padrone ad avere l’ultima parola. A professionisti dell’informazione, di fronte a un boccone indigeribile, resta la possibilità di non ingoiarlo, ma il rifiuto comporta il sacrificio delle dimissioni, immediate e irrevocabili.
      Questa è la realtà dell’informazione! Scodinzolano al padrone!Precedentemente tutti sostenevano di essere stati sempre liberi dall’ editore. Niente di più falso. Chi ha il coraggio di non ingoiare il boccone come Santoro e Travaglio può solo andarsene, con dimissioni immediate e possibilmente con una buona e meritata liquidazione.

    10. 285
      carlott scrive:

      Caro gad
      http://www.corriere.it/cronache/10_maggio_16/propaganda_fide_le_case_del_vaticano_e_la_rete_di_balducci_calabro_e522ab10-60c3-11df-9feb-00144f02aabe.shtml/
      A questo indirizzo web c’è l’inchiesta su Propaganda Fide, le case del Vaticano, proprietà di gran pregio nel quadrilatero più ambito della città di Roma e dintorni e la rete di Balducci. Affitti e lavori su patrimonio da 9 miliardi di euro di proprietà del Vaticano, solo a Roma.
      Quello che non riesco a capire è perchè, neppure in periodo di grave crisi economica, nessuno di voi giornalisti proferisca nulla, nessuno al parlamento osi porre fine ai privilegi ed agli intrallazzi della politica, della chiesa, del Vaticano, dello IOR, di Propaganda Fide, dell’APSA, che ci costano all’anno, più due intere manovre finanziarie dello stato, invece di spremere sempre i soliti noti: gli statali ed i pensionati. Quando si porrà fine a questi privilegi insopportabili che il governo concede allo Stato Vaticano che è uno stato ricchissimo, autonomo ed indipendente, ma sfrutta noi poveri cittadini, non pagando le tasse sugli immensi patrimoni immobili, non occupandosi della ristrutturazione degli stessi, che sono di loro proprietà, invece di autogestirsi. E’ un costo troppo elevato che dobbiamo pagare noi. Troppi oneri lo Stato paga per fronteggiare, per assicurare la sussistenza degli enti ecclesiastici e il sostentamento del clero .
      Perché almeno voi giornalisti non affrontate il discorso in Tv? Se non potete farlo, mi potreste almeno spiegare di cosa avete paura, quali rischi correte? Cosa c’è sotto questa vera omertà generale sulla corruzione della chiesa?
      Guardo con molto interesse ed apprezzamento l’infedele ed apprezzo il garbo con cui lei gad la conduce.

    11. 284
      Lorenzo Picunio scrive:

      Era carina l’idea, presentata un tempo nelle scuole elementari, di Cavour e Garibaldi che, d’amore e d’accordo, decidevano sull’Unità dell’Italia. Peccato che non fosse vera. Cavour si muoveva secondo una logica di “mini-grande potenza” del Piemonte. Faceva i conti con una debolezza militare ed economica del Regno dei Savoia, e con quella pusillanimità che caratterizzava i membri della famiglia: questa sì, affine a quello che viene chiamato il “genio italico”, o arte di arrangiarsi. Si pensi a tutto il balletto del 1848, con lo Statuto dato e poi ritirato, intanto che i patrioti, quelli veri, repubblicani o socialisti, si facevano ammazzare nelle effimere repubbliche di Roma e di Venezia. Basterebbe questo, per leggere due linee ben diverse nel Risorgimento italiano. E per interpretare quello che viene chiamato “pensiero liberale” come il tentativo, puro e semplice, degli agrari piemontesi di impadronirsi di economie ben organizzate (per merito dell’imprenditoria locale, ma anche del governo austriaco) come quelle della Lombardia, del Veneto, della Toscana. Fuori di questa logica c’erano ben altre e più nobili tensioni: nasceva il movimento socialista, sulle bandiere rosse delle barricate parigine del 1848; nascevano i movimenti repubblicani, a rappresentare una nuova borghesia colta e moderna; nascevano, anche, pensieri nuovi fra i cattolici, prontamente stoppati – in modo brusco – da Pio X. Nasceva l’Italia, insomma, e non certo rappresentata dai Savoia.

    12. 283
      Daniela scrive:

      Trovo incredibile che si voglia mettere in discussione la Storia, attribuire responsabilità a Garibaldi, tanto da coprirlo di insulti, quando forse sarebbe opportuno individuare le responsabilità di chi in questi anni ha governato il Paese.Occorre pulizia e onestà

    13. 282
      Nautilus Impagabilis scrive:

      un Ministro del Gabinetto inglese non scherzava quando ha detto: ‘Le banche sono fottute, noi siamo fottuti, il Paese è fottuto’". Quando si dice aplomb britannico…
      Una scelta dunque tra realtà e finzione finanziaria a vantaggio della seconda. "Oggi la speculazione monetaria" sostiene Internazionale di cinque mesi fa che riportava un’inchiesta di Der Spiegel "è venti volte il volume degli scambi commerciali. [...] L’attività finanziaria è scollegata dalla realtà e ha la forza di distruggere la ricchezza di interi settori industriali, anzi, di interi Paesi"…
      per applicare il massaggio cardiaco agli istituti di credito tutti i governi occidentali hanno dilapidato un oceano di denaro, soldi di quei cittadini vittime due volte del sistema: prima raggirati dalle alchimie dei cosiddetti maghi della finanza, poi ulteriormente spremuti dagli Stati corsi al capezzale degli apprendisti stregoni in difficoltà.
      Cifre enormi, quelle stanziate dai governi occidentali, a esclusivo beneficio degli artefici del disastro. Denaro che causa oggi gravi problemi di indebitamento per gli Stati, mentre le banche d’investimento hanno ripreso a fare esattamente ciò che ha portato il mondo sull’orlo del baratro: il gioco d’azzardo. Per di più, sulla pelle di chi le aveva salvate. “Si torna a scommettere, si torna a far festa, si torna a guadagnare un sacco di soldi" proseguiva l’inchiesta di Der Spiegel, "e tutto grazie ai miliardi immessi nei mercati dalle banche centrali e dai governi per arginare le conseguenze della crisi”. "Quando va tutto bene – proseguiva l’articolo- lo Stato non deve intervenire e i guadagni vanno ai banchieri. Ma se qualcosa va storto, tocca al contribuente pagare il conto". È il capitalismo, caro.
      Siamo tutti sotto Usura
      Lo Stato, il Popolo e le Aziende soffrono per l’impoverimento pianificato dalle Banche Centrali con la complicità delle Istituzioni.
      La finta “crisi” serve ad aumentare il loro controllo sulla politica, sulle istituzioni, sul popolo intero e i cittadini tutti!

    14. 281
      cioffa scrive:

      sarò breve e un pò pure banale, visto i numerosi approfondimenti: nel suo articolo, se non altro, Feltri ammette di avere un PADRONE!!

    15. 280
      Unità scrive:

      Per 279

      Per quanto ripugnante feltri è se stesso, ovvero un giornalista di estrema destra schierato con la banda berlusconi i preti, gli stati uniti, le guerre, con la borghesia e contro i "pezzenti".

      La cosa mostruosa è l’aver avuto un reazionario invece come prodi a raprresentare gli interessi degli operai. la radice della vittoria del nazismo e della corruzione in Italia ed in gran parte del mondo, non ultima, la Gran Bretagna risiede proprio nella falsa sinistra tro.ia della borghesia e dei terroristi usa Nato.

      I Brigatisti torturati o assassinati nelle carceri, i nazisti del Cermis premiati e promossi, ringraziando il regime prodi ed i collaborazionisti.

    16. 279
      Giuseppe scrive:

      Io sono davvero indignato che un illuso come vittorio feltri sia direttore di un giornale è una vergogna si vede che fa solo gli interessi del suo papi si vergogni

    17. 278
      il fato e la Noira scrive:

      Berlusconi, quando lasciò i suoi primi lavori da parte (cantare canzoni sulle navi e altre cavolate), iniziò a lavorare nella banca del padre a Milano. Codesta banca venne identificata come la banca per il riciclaggio del denaro sporco della mafia. Berlusconi poi fondò fininvest che nei primi 7 anni di vita, vide arrivare, nei suoi fondi, 15 miliardi di lire di cui non si è saputa mai la provenienza. Dell’Utri, braccio destro di Berlusconi, condannato a 11 anni di reclusione per associazione mafiosa, "assolda" Vittorio Mangano (3 anni di reclusione per traffico internazionale di droga, poi processato per mafia, e 2 ergastoli per triplice omicidio) come "stalliere".. Nel ‘92, 48 ore prima che Falcone vennè fatto saltare in aria, si esegue un’ultima intervista a Borsellino, dove lo stesso giudice, dice che proprio in quel periodo stavano indagando su delle presunte congruenze tra Berlusconi,Dell’Utri e Mangano con Cosa Nostra. Guardacaso, dopo questa dichiarazione saltano in aria. Enzo Cartotto, testimone contro Cosa Nostra, parla proprio di Berlusconi e dell’Utri, dicendo che erano loro i mandanti a volto coperto delle famose stragi.14.03.2001Luttazzi intervista il giornalista Marco Travaglio, che parla proprio di come Berlusconi sia riuscito a sfondare così. I due vengono querelati da: Fininvest, Mediaset, Berlusconi e Forza Italia per 41 miliardi di lire. Vincono la causa, perchè i fatti citati nell’intervista, sotto domande "lecite" di Luttazzi, sono fondati e reali.

    18. 277
      iValium scrive:

      Ciao Gad!
      Ascolta il nostro nuovo singolo, si chiama L’Infedele!
      E’ in tutti i negozi di dischi .
      QUESTI SONO I VALIUM!
      QUESTO E’ NEW BEAT!
      http://www.youtube.com/watch?v=Fg-qkdozO_I

    19. 276
      cinzia alsoli scrive:

      Caro Gad, sono una maestra e non capisco: la scuola statale sta morendo per troppi motivi.
      Il giornalismo italiano la disdegna.
      Si parla, a ragione, dei bambini discriminati alla mensa, e nessuno spiega agli italiani che moltissimi bambini perderanno la mensa per le politiche trem-brun-gelminiane. Questo sarà il motivo per cui,nell’arco di due anni, moltitudini di abbienti si sposteranno alla omologata sc. privata, lasciando i negletti alla nostra, che in tal modo perderà qualsiai potere contrattuale, in senso lato.
      Si parla di cultura inesistente, decaduta, ecc., e il giornalismo italiano non si accorge che tenerNE vivi l’informazione e il dibattito è sacro e che il veicolo d’opposizione ai media è in parte la scuola.
      Bene, da te me lo aspetto, poichè tu sei, per me e pochi altri, un "cavaliere che deve compier l’impresa".
      Parlane rgentemente, ti prego! E con gente preparatissima che sai trovare tu. Un grazie sentito dalla SCUOLA.

    20. 275
      Gianluca scrive:

      Meraviglioso, me l’ero perso, Feltri e come il vono invechiando migliora certo che superarsi dopo la bufala Boffo non sarà facile, ma non disperiamo all’uomo il coraggio non manca, vedi il trattamento riservato G.Strada al quale peraltro non aveva risparmiato niente nemmeno il min La Rissa, ma almeno lui, prima di iniziare il discorso aveva premeso (Io mi vergognio) "e vorrei anche vedere" (cit).

    21. 274
      alessandro venzano scrive:

      Oggetto: Etica e rispetto delle Regole

      Gentile lettore di questa garbata lettera, viviamo tutti la stessa esperienza vitale nel medesimo contesto sociale, non sarebbe meglio migliorare lo stato delle cose?

      Io proprio non riesco a capire, si tratta semplicemente d’istruire i bambini ( e futuri adulti), al rispetto delle regole, al rispetto delle diversità e al rispetto delle persone e tra le persone. Iniziando dalle semplici norme di convivenza…condominiale.

      E’ semplicemente questo il problema, si parla di svuotare le carceri, ma io cercherei di fare in modo di non riempirle!

      Si instaura (intelligentemente) la patente a punti, ma non si effettuano campagne generalizzate ed importanti sulla sicurezza stradale. Dodici milioni di multe all’anno non sono poche… non pensate che le attuali campagne di sensibilizzazione non riescano a risolvere alcun problema?

      Si parla di congestionamento del sistema giuridico penale e civile con 13 milioni di cause pendenti, ma non si approfondisce l’importanza di educare intensamente i ragazzi a non commettere sbagli che possano comportare cause civili e penali, semplice: primo non litigare!

      E’ semplicemente una questione di rispetto delle regole, ma com’è possibile che non si insista maggiormente su ciò?

      Non è sufficiente l’educazione impartita dai genitori

      E’ insufficiente l’educazione impartita dal sistema scolastico

      E’ necessaria una vasta e capillare educazione…all’educazione! Seria, concreta, intensa con grande partecipazione di genitori che desiderino migliorare i propri atteggiamenti al fine di trasmettere ai figli…o nipoti una semplice nozione: l’ETICA.

      Non è difficile, caro lettore. Basta volerlo fare, basta cercare di mettersi in gioco, riconoscere i propri sbagli e le proprie imperfezioni comportamentali che caratterizza il modus vivendi di ciascuno di noi ( lo scrivente compreso).

      Sicuramente il lettore mi dira, utopia. Invece io rispondo che è possibile effettuare un enorme salto di qualità al fine di migliorare la nostra società, non servono voli pindarici, solamente impegno ed attenzione.E desiderio di migliorarsi!

      Da parte mia ho scritto un piccolo manuale di etica, eccolo, è gratis. Non ha copyright. Basta leggerlo, e quindi migliorarlo e, se d’accordo, divulgarlo, semplicissimo!

      Tutti assieme, o no? Della serie Yes, we can…change!

      Un caro saluto

      Dott.Venzano Alessandro
      Via Casaregis, 20/14
      16129 Genova

      347 6011472

      avenzano@tiscali.it

      PREFAZIONE

      Che tristezza! E’ vero, probabilmente il pessimismo cosmico inizia pericolosamente ad acquisire spazio nella mia cerebralità. Tuttavia, il mio incrollabile ottimismo vitale continua a voler dar segni di presenza. Quindi non mi arrendo, anche se la somma di cattiverie e violenze, soprusi e delitti, egoismi e stupidità, ignoranza e malcostume, maleducazione ed ineducazione dell’essere umano, tende a tramortirmi lasciandomi inebetito, stordito, intontito.
      Penso, tuttavia, che sia giusto continuare a combattere per un futuro in cui l’uomo potrà definirsi essere pensante e dialogante e non bestia feroce ed arrogante.
      Un Uomo con la U maiuscola, degno di questo nome, un Uomo che possa allegramente specchiarsi di fronte alla propria coscienza. Sempre.
      Un Uomo con la U maiuscola, degno di questo nome, un Uomo che possa mostrare il meglio di se stesso. Sempre.
      Insomma un Uomo. Perché stupirsi?

      Abbandoniamo, per qualche decina di pagine, il buonismo dei testi precedenti e procediamo ad un viaggio sconveniente, scomodo, a tratti umiliante ed a volte persino comico.
      Un viaggio che forse sarebbe meglio evitare, al limite posticipare, ma il cui depliant illustrativo è costantemente sotto gli occhi di tutti (coloro che notano ed annotano e forse anche degli altri…boh?).
      Un viaggio che mostrerà brutture e vergogne e non meravigliosi scorci di isole caraibiche o maldiviane.
      Un viaggio che costa molto poco dal punto di vista economico (nove euro…iva compresa per il testo stampato, in questo caso è gratuito!!) ma che costa molto dal punto di vista dell’avvilimento comportamentale in cui l’uomo è scivolato.
      Un viaggio che potrà essere definito esageratamente pessimista e pessimisticamente esagerato, ma nella realtà è un viaggio penosamente realista e realisticamente penoso.
      Concludendo, non posso che essere ottimista (!), quando si è toccato il fondo, non si può che risalire o almeno tentare di farlo….

      Serviti di tutto ciò che può contribuire a migliorarti e a rendere gli altri migliori ed evita tutto ciò che può portare a effetti contrari.
      Stewart, Elaine

      Capitoli

      1) L’uomo violento

      2) Ale Venz propone

      3) Breve conclusione

      1) L’uomo violento

      Alevenz non capisce:

      -come un uomo possa scendere dalla propria vettura per colpire, con un violento pugno in faccia, uno sbandato barcollante che si permette di rivolgergli un epiteto. Abbandonando sull’asfalto una persona sconfitta, sfortunata e, ora, persino fratturata.

      -come possa essere possibile che un uomo, probabilmente spinto a ciò dall’abuso di alcool e/o di droghe, pesti a sangue la propria convivente giungendo a farla vomitare dai calci inferti allo stomaco.

      -come il litigio tra una coppia possa portare uno dei due contendenti a suicidarsi, dopo aver colpito a morte con un coltello affilato i propri due figli gemelli di nove anni. Probabilmente accecato dall’odio verso il proprio/a convivente e/o sposo/a. Comunque una persona che è stata scelta come compagna di vita e che, per qualche motivo, è diventata un’entità insopportabile che va punita in qualche misura eliminando ogni traccia del presente e del futuro.

      -come possa una madre giungere ad uccidere la propria creatura, colpendola decine di volte con una rabbia incontrollabile. Forse accecata dall’odio accumulato per le più svariate ragioni (nervosismi, ansie, fatiche). Un odio che scatta, apparentemente, dal nulla e che, in pochi secondi, spezza il sogno vitale di un bimbo che non potrà veder più l’alba di ogni giorno.

      -cosa possa spingere un gruppo di ragazzi a picchiare, a sangue provocandone lo stato di coma, un coetaneo solo per un diniego ed a lasciarlo agonizzante a terra.
      Per una semplice battuta, per un iniziale stupidaggine dialettico-comportamentale che si trasforma in un barbaro omicidio.

      -come possa un padre arrivare a picchiare selvaggiamente la propria figlia di pochi anni battendole ripetutamente la testa sulla scalinata di un monumento. Fino a provocarle ematomi alla testa di una gravità inaudita. Forse una depressione molto seria, forse un momentaneo stato di grave disagio esistenziale. Qualcosa di talmente grave da spingere un padre a far del male ad una creatura che dovrebbe difendere da tutto e da tutti con tenacia ed amore sconfinato.

      -come un gruppo di ragazzi possa decidere d’interrompere il proprio meraviglioso cammino vitale suicidandosi. Aspirando il monossido sprigionato dal tubo di scarico inserito nell’abitacolo della autovettura scelta per questo gesto di autoviolenza preordinato, ragionato e valutato. Come può, una somma di menti (alcune pensanti, altre succubi delle prime) decidere di arrivare sino a ciò chiudendo gli occhi di fronte alla luce dell’esistenza?

      -come possa un ragazzo diciottenne uccidere con una coltellata al ventre un coetaneo in una disfida improvvisata su un piazzale di fronte allo stadio di quella che dovrebbe essere una semplice partita di calcio tra 22 ragazzotti che tirano calci ad un pallone, spezzando per sempre la vita di un ragazzo. Rovinando per sempre la propria. Condannando i parenti, amici e conoscenti ad un pianto prima bagnato e poi senza lacrime per tutta la loro esistenza. Rovinando una festa sportiva, un’occasione per conoscersi e, al limite, sfidarsi goliardicamente e sportivamente.

      -come gruppi di scalmanati, approfittando del disordine e del caos di un G8 genovese degenerato, possano aver capovolto macchine, sfondato portoni, sfasciato vetrine e danneggiato il bene pubblico. Per il puro piacere di provocare danni e di aggiungere caos al caos, violenze alle violenze.

      -come poliziotti esperti ed autorevoli abbiano potuto irrompere in una scuola temporaneamente frequentata da no global disarmati, per portar a termine atti di violenza paragonabili a quelli delle polizie dei regimi sudamericani del secolo scorso.
      Forse eccesso di protagonismo? Eccesso di nervosismo? Forse terribili serie di equivoci evitabili?

      -come, a volte, semplici polemiche tra vicini di casa possano sfociare in litigi, violente risse verbali, fino ad arrivare a terribili atti criminali, in alcuni dei quali si giunge persino al sacrilegio di sgozzare un bimbo di tre anni.
      Ma allora il diavolo esiste! Per davvero.

      -come si possa massacrare di botte ed uccidere un bimbo di tre anni, seppellendone il cadavere sotto un mucchio di fieno. Un bimbo colpevole di volere sfuggire ad un rapimento.
      Dopo ciò, continuare a condurre una vita quasi normale, è ciò m’inquieta e mi porta a confermare…si è vero, il diavolo esiste!

      -come gruppetti di ragazzi violenti e spregiudicati possano prendere di mira un loro coetaneo, diversamente abile, costringendolo a subire umiliazioni di ogni genere. Il tutto videofilmato e propagandato. A perenne memoria (della loro idiozia).

      -come si possa massacrare di botte, in un convento, quattro frati colpevoli di essere buoni. Con quale coraggio si possa entrare nella Casa del Signore per commettere tali violenze e non avere scrupoli di coscienza per aver malmenato così violentemente un essere umano fino a provocarne lo stato di coma.

      -come si possa seguire un’anziana, tentare di portarle via la borsetta, e di fronte ad una sua resistenza, strattonarla e spingerla con la forza sino a trascinarla per decine di metri sull’asfalto. Per poi lasciarla tramortita, sanguinante ed agonizzante per terra. Per un bottino di poche decine di euro. Per poter avere qualcosa di più, per comperare magari un cd.

      -come, di concerto con il proprio amichetto, si possa arrivare ad uccidere il fratellino e la madre con decine di coltellate provocando una strage nell’appartamento della propria gioiosa gioventù. Come è possibile, mi domando, non pentirsi (o poco dopo), e non chiedere perdono a Dio per poter avere la forza di continuare a pensare al proprio diritto alla vita ed all’esistenza di una coscienza, uno spirito, un cuore?

      -come si possa inseguire e picchiare a morte un “negro” solamente per punirlo del furto di…un pacco di biscotti!

      -come si possa picchiare un vigile urbano (donna) solo perché irretiti fortemente dal suo rigore comportamentale nel voler sanzionare un infrazione incontestabile.

      -come si possa spingere e far cadere per terra un verificatore di biglietti solamente perché si è deciso di risparmiare Euro 1,20?

      -come si possa, in certi quartieri a rischio, circondare minacciosamente una “pantera” intervenuta per sedare una rissa tra personaggi ubriachi, molesti e potenzialmente pericolosi.

      -come si possa colpire a morte un ispettore di polizia in occasione di una semplice sfida sportiva, privando una moglie ed un figlio di un affetto così importante?

      -come un poliziotto possa sparare in direzione di una macchina(ferma ed inoffensiva), uccidendo un ragazzo colpevole di trovarsi al posto sbagliato nel momento sbagliato?

      -come possano, ragazzi di “buona famiglia”, appiccare il fuoco…a un barbone per divertimento. Forse per vedere l’effetto della luce della fiamma nel buio della notte…

      Ale Venz a volte è molto triste, (non abbattuto) poiché capisce che forse è tutto inutile. Forse la malvagità non può non albergare nella coscienza di alcune persone. E’ come se fosse una pioggia fatale che non può non cadere da qualche parte e su qualcuno.
      Altre volte, invece, Ale Venz riacquista fiducia pensando che, per certi versi, abbiamo toccato il fondo, e non si può che risalire con il giusto convincimento ottimistico-esistenziale.

      Queste poche ma variegate situazioni di violenza sono più che sufficienti per poter parlare di un universo di odio, cattiverie, soprusi che si stentano a comprendere ma che purtroppo si tendono a considerare come un qualcosa di inevitabile.
      Proprio in questo si annida il pericolo, il dare per scontata la violenza significa, per certi versi, considerarla una delle ipotesi in un ventaglio di possibilità. Non basta prenderne atto, è insufficiente rimanere allibiti. Sbagliato l’immobilismo. Bisognerebbe creare una società più aperta, più colloquiante, più serena.
      Ciascuno di noi è chiamato ad intervenire allo scopo di dare il proprio, seppur modestissimo, contributo per (almeno) tentare di cercare di disattivare questa tensione generalizzata.
      L’indifferenza comportamentale, la non voglia di rapportarsi con gli altri allo scopo di capire eventuali variazioni dagli schemi “normali”, è una sconfitta che appartiene a ciascuno di noi.
      Cerchiamo di aiutare chi è in procinto…di sbagliare, non limitiamoci a condannarne preventivamente e successivamente le azioni sbagliate.
      Bisogna cercare di avvicinarsi alle persone, di capire le loro esigenze ed i loro momenti di sconforto. Insomma, bisognerebbe imparare a dialogare…anche con il vicino di casa! Con gli inquilini del proprio palazzo, come capita…nei villaggi!
      Cercare di creare una società in cui gli individui possano stare più in contatto, senza secondi fini e senza obblighi ma con la gioia di poter condividere con i propri simili il percorso esistenziale. Così comportandosi, si potrebbero anche captare eventuali spie di malessere esistenziale che potrebbero tramutarsi in episodi di violenza anche molto grave.
      Non è venuto quindi il momento di ricreare una società con basi diverse. Più vicine a Madre Natura piuttosto che a padre Consumismo?
      Non è forse il caso di fermarsi a riflettere per tentare di capire le radici profonde del male e non limitarsi a tagliare i rami pericolanti?

      Per far ciò non è necessario essere od apparire presuntuosi. Al limite il contrario.
      Non è forse il caso di ritornare alla campagna abbandonando la città delle bevute esagerate dei pub, della cocaina ai party, dell’indifferenza a tutti e a tutto?
      Si obietterà che la vita agreste è un pochino noiosa, ma è forse più divertente rischiare di morire per una pillola da sballo in una discoteca, o passare una serata divertente con i propri amici osservando, tra un bicchiere di vino ed un altro, le stelle del cielo (visibili poiché in assenza di inquinamento luminoso metropolitano)?

      Si obietterà che la vita in campagna a tratti è noiosa. La vita in città, invece, con slalom giornalieri tra decibel di inquinamento acustico e nanoparticelle di monossido di carbonio è divertente?
      Ale Venz non riesce più ad ascoltare la consueta razione di cronaca nera da assorbire quale digestivo. Ale Venz propone…..

      2) Ale Venz propone:

      -una società nella quale l’uomo tenti di migliorare la propria situazione paragonando il proprio stato con chi sta peggio, trovando così nella propria interiorità, una ragione per essere ottimista.

      -una società ove prima d’agire, e poi pentirsi amaramente, l’uomo rifletta anticipatamente ed intensamente sulle conseguenze delle proprie azioni.

      -una società ove l’uomo ricerchi con maggior convinzione la saggezza, la spiritualità, anche l’episodico isolamento al fine di scavare in se stesso.

      -una società nella quale siano rispettati i sentimenti delle persone. Amore, stima, affetto non dovrebbero essere solamente parole vuote, bensì anche ragioni di vita per ciascuno di noi.

      -una società pulita ed ordinata, basata sul concetto che può essere sufficiente un buon sapone (non testato su animali) con un deodorante (no gas).

      -una società meno attenta all’aspetto esteriore e ai cosiddetti “status symbol” e molto più concentrata sull’essere più che sull’avere. Sull’essere più che sull’apparire.

      -una società più lenta, più tranquilla, molto più slow, serena e rasserenante.

      -una società nella quale le persone non si fermino dall’altra parte della corsia ad assistere allo “spettacolo” offerto dall’incidente appena verificatosi. Morbosità inutile e pericolosa per la propria e per l’altrui incolumità.

      -una società nella quale vi sia una scuola più severa. Per formare persone istruite. Per davvero!
      Da: SCUOLA & GIOVANI Pubblicata la prima edizione delle "Cento statistiche per il Paese". Rimane elevato
      il tasso di abbandono scolastico: l’11,1% lascia al primo anno delle superiori

    22. 273
      Unità scrive:

      Per 272

      Il Pd è nel fosso, parliamo di questo Giovanna, c’è già Gad che censura la sinistra extraparlamentare ed il crollo del Pd con
      puntate davvero zzzzzzzzzzzzzzzz come questa. Ma vorrei proprio vederli in faccia coloro che riescono a seguire una puntata così mortifera; ma neppure se fossi di an riuscirei a seguire, Gad Lerner
      oltre che noioso è diventato odioso, se ne frega del blog ed è noiosissimo,gli ospiti idem le stesse stantie facce, discussioni sul nulla.
      E’ un vero peccato perchè questo blog è la sola cosa interessante e democratica. gad continua ad ignorare i centri sociali e gli ex brigatisti, il nostro odio non può che aumentare e così la nostra determinazione nel sconfiggere il Pd ed i criminali nazisti usa.

    23. 272
      giovanna scrive:

      per gad lerner :
      come mai non parla mai del campo di concentramento di fossoli
      sono la nipote giovanna di don zeno saltini.. chi l ‘ ha annientato questo campo? chi vi ha ridato la vita mantenendo 6500 ragazzi orfani e in miseria ? se vuole una risposta gliela do io sulla storia di fossoli

    24. 271
      enrico gizzi scrive:

      Cari signori,il problema,in tutti i lavori,non solo x i giornalisti,chi ha un datore di lavoro,un capo,un superiore gerarchico limita inevitabilmente la propria liberta’; avere un capo ci pone spesso dei sacrifici et anche purtroppo dei compromessi e a schiacciare il proprio orgoglio professionale.

      In un monento economico cosi’ e’ difficile rinuziare allo stipendio od ad un emolumento x seguire la strada difficoltosa della liberta’di espressione dei propri convincimenti.
      Chi scrive ai primi del ‘92 un po’spinto dalla societa’ in modi scorretti,,allora non vi era legge sul mobbing,ma mi sono difeso da solo,sia xche’ non ho mai chinato la testa davanti a nessuno,se ho ragione,e’ ovvio, si e’ dimesso da un buona posizione di manager proprio xche’ mi sentivo schiacciato W la liberta’! Mi e’ costato certo et anche oggi mi costa,essermi dimesso da quella posizione!

      Non biasimo nessuno ne’ Feltri ne’ Lerner,ma se rispondi ad un editore,e sei un libero pensatore i condizionamenti ci sono e lo scontro e’ inevitabile e sappiamo alla fine chi vince! E’un comportamento umano,vi e’ qualcosa da vergognarsi? Feltri nell’abito del superuomo alle porte di Vienna che combatte a spada tratta x la liberta’lo vedo poco.Ultimamente mi sembra piu’ un direttore da scoop,scandalo a tutti costi..xche’ non va su novella 2000 o su Chi?? Forse l’emolumento sarebbe + basso??
      Dopo questa mia avro’un altro nemico,non mi fa proprio paura anzi,
      poi "molti nemici molto odore!" Si’ odore dico sempre cosi’, non onore di solito i miei si spaventano sino a c….adosso!!

      Sullo share dell’Infedele,beh trasmissione di nicchia mica il grande fratello o inter-milan,o San Remo…che paragoni sono!
      Sara’ anche una trasmissione anche da intellettuali, ma in questo "mare magnum" della sotto cultura che e’ diventata la televisone anche quella di stato. Ben venga l’Infedele. W l’approdo! Vecchia trasmissione rai che forse vedevamo in 10..ma non si puo’paragonare a canzonissima!

      cordialmente vs .

    25. 270
      Lukka scrive:

      Gad di a Sallusti che l’atacco di Feltri contro Boffo si basava su un pezzo di carta senza valore spacciato come una informativa dei carabinieri in cui "il soggeto (Boffo) era conosciuto dai carabinieri come molestatore di bambini".E poi Feltri non era sensibile alla Pedofilia ma alla critica piccola che ha fato Boffo al suo padrone,Berlusconi…

    26. 269
      cesca scrive:

      Il suo modo di far stare zitto Sallusti è ammirevole, con classe ed eleganza che certamente lui questi 2 aggettivi neanche sa che esistono

    27. 268
      cesca scrive:

      Caro Sallusti, cerchi di essere sincero e meno strisciante, ma si informasse prima di aprire bocca, parla e vomita parole a vanvera volendo mettere in risalto il suo giornale dove raccontano tante balle e come lui fa il loro amico Belpietro.

    28. 267
      cesca scrive:

      I prelati del Vaticano cercano di difendere l’indifendibile, ma si rendono conto che tutto questo è stato subito dai bambini?
      Vorrei dire a Sallusti ma le notizie bufale che loro hanno pubblicato?
      Fate stare zitto quell’essere infame che difende quei stupratori.
      Ma ci pensa prima di aprire quella fogna di bocca che si ritrova?

    29. 266
      cesca scrive:

      Le cifre di Sallusti fanno ridere, vorrei vedere lui se dovesse succedere ad un suo figlio cosa farebbe? Come sempre i suoi interventi sono campato in aria e senza senso, le sue statistiche sono come del PdL e cioè perdenti

    30. 265
      argirus scrive:

      Sto seguendo L’Infedele, a proposito delle percentusli di Sallusti, vorrei dire che quelle da lui fornite, ammesso che siano esatte, si riferiscono soltanto ai casi emersi. Quanti altri non sono mai venuti alla luce? Inoltre cosa vuole dire Sallusti? Forse che siccome si tratta di percentuali molto basse bisogna ignorarle? Grazie.
      Argirus

    31. 264
      sensodellavita scrive:

      Gentilissimi,
      con questa mia voglio portare a vostra conoscenza, affinchè possiate intervenire presso la7, dello stato in cui versa il forum di la7 sezione attualità.
      Da mesi un troll scrive articoli inneggianti al razzismo, al nazifascismo, insulta la resistenza, insulta tutti gli altri forumers rei, secondo lui, di essere di sinistra.
      Le lamentele copiose alla redazione sia tramite mail che come messaggio privato sul forum non sono serviti a nulla
      Anzi, un moderatore (mod_Norv) cancella i topic sulla resistenza e lascia le scritte deliranti inneggianti al fascismo e al razzismo.
      Un gruppo di forumers si è rivolto alla polizia postale denunciando tale grave stato del forum stesso.
      Vogliate, quali collaboratori di la7, se possibile inoltrare formale protesta verso la dirigenza della testata sincerandovi coi vostri occhi dell’allucinante situazione.
      Grato per l’attenzione, saluto cordialmente

    32. 263
      Sulla puntata porcheria di ieri scrive:

      Per 262

      Waltr hai fotografato bene la vergognosa puntata di ieri dell’Infedele. C’ è da chiedersi infedel rispetto a cosa
      dato che a giudicare da quello visto ieri è la tipica trasmissione
      del regime con le destre e la finta sinistra a blaterare il nulla
      e gli operai trattati come mucche per l’effetto scenografico.

      Tra le tante oscenità oltre alle mummie della casta riproposte
      per l’ennesima volta, i triti spot per le case editrici di libri
      squallidi che non compra nessuno.

      Mi sono chiesto quali interessi vi siano dietro a questo davvero noiosissimo, e diciamolo stantio e raccapricciante spettacolo.

      L’interesse del Pd a nascondere la disfatta o un grande spot per ingraziarsi la lega ed il potente ministro dell’agricoltura mi sono parsi i moventi più plausibili della commissione di questa nefandezza.

      Tutto aveva il sapore del cimitero ieri o della casa di riposo per anziani poveri soprattutto mentalmente, direi affetti anche da halzeimer. Le mummie non fanno certo alzare gli ascolti e certamente neppure uno spot a senso unico pro lega di una noia allucinante.
      Non mi sono mai messo nell’aberrante ruolo di un elettore leghista o di un elettore del tappo malefico ma ieri penso che se anche fossi stato un fanatico leghista non avrei ascoltato ugualmente quello che blaterava tosi o le mummie incartapecorite del nano.

      Con affetto e sincerità mi sento di dire a Gad che ieri quella puntata dell’Infedele è stat una vera porcheria non per quello che hanno detto di grave ma per lo squallore del tutto: gli ospiti, questo continuo blaterare da primo della classe con tue osservazioni, la presentazione liturgica dei libri con la finta riflessione seguendo un canovaccio già programmato come le marionette del nano
      e di bersani programmate a ripetere meccanicamente le solite frasi.

      Gad manda aff. prodi ed reazionari piddini collaborazionisti, parla degli eccidi nazisti usa, della disfatta di una falsa sinistra che è diventata una pu.ttana degli usa e dei famelici imprenditori non solo quelli immondi della tav per i quali i regimi prodi e berlusconi hanno scatenato feroci e sanguinose repressioni di piazza.

      Gad non renderti complice dell’apparato!

    33. 262
      Walter scrive:

      Ieri (5/4) stavo seguendo l’Infedele, mi sono vergognato ed ho cambiato canale.
      Non potevo continuare ad assistere al solito teatrino autoreferenziale dei politici di turno, mentre con evidente fastidio veniva concesso pochissimo tempo ad un gruppetto di lavoratori che stava perdendo il posto di lavoro.

      Mi sembrava di essere ad un funerale dove i convenuti, dopo aver porto le condoglianze, si appartano a fumare e a discutere su chi ha ragione fra Mourihno e Balotelli e se Moggi ha ragione o no a coinvolgere l’Inter nella Calciopoli napoletana.

      Mi sono veramente vergognato a seguire questo schifo di teatrino.

      Vorrei che l’Infedele, così come tutte le altre trasmissioni di informazione politica, facessere più informazione, più inchiesta e meno teatrino. Insomma fate il vostro mestiere di giornalisti e lasciate ai vari Arlecchino e Pulcinella interpretare la triste commedia di questo periodo buio della nostra Italia.

    34. 261
      Vincenzo scrive:

      Io capisco che ci siano tifosi della politica, che votano in base
      alla bandiera che hanno sul balcone. Non li biasimo. So che esistono, so che il loro voto vale quanto quello di quelli che di politica ne sanno qualcosa, so che sono tantissimi e lo devo accettare. Quello che però non capisco, è il giornalista, uno come Feltri p. es., uno che culturalmente si piazza anche ai livelli alti, che però assolutamente non riesce ad ammettere, a priori, che qualche volta, fosse anche una volta su mille, i suoi abbiano detto o fatto una stupidagine. Capisco che lavori per qualcuno che di "destra" ci vive, ma caspita, "fai finta almeno di essere solo leggermente critico, quindi giornalista, qualche volta". Non credo lo licenzino per questo.

    35. 260
      Franco scrive:

      Buonasera
      sto seguendo l’infedele del 5 aprile
      Il sindaco Tosi D’accordo con Cota sta dicendo che la Lega vince le elezione perchè stà in mezzo alla gente invece che frequentare salotti radical chic
      Chieda a tosi se sa come è finita a Lecco
      A lecco Castelli ha snobbato la campagna elettorale
      risultato ha vonto il rappresentante del PD Virginio Brivio
      Ora se la sente Tosi di definire Castelli
      " FIGHETTA RADICAL CHI" ?antonellazappa

    36. 259
      anna scrive:

      IO NON SEMPRE CONDIVIDO QUELLO CHE FA O DICE O..L’INFEDELE, PERCHè ESSENDO UMANI NON ABBIAMO I CERVELLI EGUALI, MA PUTA CASO A MEDIASET LI HANNO EGUALI E COME,SEMBRANO LE PAPERE APPENA NATE CHE VANNO DIETRO ALLE PRIME SCARPE QUELLE DEL BERLUSCA, FELTRI PER ME S’è VENDUTO, LUI ED ALTRI E POI ANCHE IN RAI, CASO ECLATANTE MINZOLIN , PER POI ALTRI CHE STRISCIANO FINO A QUANDO BERLUSCONI SARà POTENTE, IO SPERO PER NANOSECONDI,PER POI QUANO ALTRI SARANNO POTENTI CAMBIARE SCODINZOLII E FARE FINTA DI NIENTE, ALLORA IO CHE DI QUESTO HO OCCHI ED ORECCHIE PIENE ,CHIEDENDOMI MA CHI SONO E COSA SONO, RINGRAZIO IL FATTO CHE CI SIA L’INFEDELE, ANNO ZERO, REPORTER, BALLARO, PRESA DIRETTA, INSOMMA CHE CI SIA INFORMAZIONE, PER I LECCHINI DI BERLUSCONI DICO AVETE I SOLDI NON POTETE PRETENDERE ANCHE RISPETTO, IO LA PROPOSTA L’HO FATTA VIA LA RAI, CHE SIA PRIVATIZZATA, VEDRESTI SPARIRE I MINZOLIN E I LECCHIN IN QUANTO LA RAI SI DEVE MANTENERE,FARE ASCOLTI, E MEDIASET SAREBBE RIDIMENSIONATA IN QUANTO AVREBBE CONCORRENZA, E NOI 100 EURO LI SPENDEREMMO IN ALTRE COSE, CHE NON SIA IL MANTENERE I MINZOLIN LECCHINI
      ANNA QUERCIA

    37. 258
      Romano scrive:

      Berlusconi è molto più banale di come viene delineato nei dibattiti galattici sulla sua persona (e che fanno ancora il suo gioco).
      Un giorno ha pensato: "sono un imprenditore di successo, devo scendere in politica per tutelare i miei interessi; per avere successo devo semplicemente attingere ai fondamentali di managemente aziendale (che s’insegnano nei training full-immersion per i manager) e trasferirli in politica.
      Ecco allora gli obiettivi CONCRETI e MISURABILI del suo programma di governo (…se non esprimiamo un obiettivo in termini concreti e misurabili produciamo solo aria fritta…)
      Ecco che i messaggi sono strutturati per essere compresi dall’elettore medio (…il vostro cliente medio ha la mente di un ragazzo di 14 anni, nemmeno troppo intelligente..)
      Ecco che i momenti di crisi, come terremoti, alluvioni, divorzio da V.,
      attentati personali, indagini della magistratura, sono OCCASIONI per guadagnare maggio consenso (…considerate sempre il RECLAMO del cliente non un problema ma un’OPPORTUNITA’ per procurare nuovo profitto all’azienda…)
      Come guadagnare voti (profitto) dagli elettori (clienti).
      A chi pensa prima di tutto l’elettore? (cliente)?
      A se stesso. E poi? A se stesso. E poi? A se stesso.
      Ecco che viene promesso di togliere l’ICI dalla prima casa. Puntuale arriva la vittoria elettorale.
      Dove è il problema?
      A parte il mettere una pesante ipoteca sulla finanza pubblica delle prossime generazioni, a parte il fatto di far sentire gli italiani dipendenti dell’Azienda Italia (e ai più questo importa poco).
      In fin dei conti una gestione di tipo aziendale può avere molti aspetti positivi.
      MA E’ PROPRIO QUESTO IL PUNTO.
      Nel vocabolario, nella cultura aziendale si trovano termini quali: fatturato, volume delle vendite, produttività, profitto netto, ritorno degli investimenti, redditività, ecc.
      NON SONO PRESENTI termini come: solidarietà, volontariato, sussidiarietà, ambientalismo, ecologia, sostegno generazionale, ecc.
      Tragedie come quelle di Haiti, passano sopra SB come acqua sulle pietre.
      Se, per ipotesi, il soprammobile di resina avesse colpito il volto di un esponente dell’opposizione, il primo pensiere che sarebbe venuto in mente a SB sarebbe stato: "quale percentuale di consenso mi costerà questo evento?
      E’ QUESTO CHE MI FA PAURA.
      Penso a mia figlia, a mio nipote ed a tutti i bambini come lui.
      Non basta toglirmi l’ICI e qualche tassa; ci sono cose che non hanno prezzo.

    38. 257
      marcella rao scrive:

      Veneziani e l’espressione tipica dell’intellettuale che si arrampica sugli specchi per camuffare la sua sublime capacita’di mistificare Ma cosa si crede che tutti gliitaliani di lasciano ingannare dalla sua ” agitata”e nervosa loquela?

      Gramellini e’ lucido ed intelligente
      Gad ha il senso dell’umorismo degli ebrei .Grande quando hai detto al politico PDL ” Non si buti a terra , la prego” grande , grande , grande

    39. 256
      Pino Cucci scrive:

      Berlusconi ed il tumore:
      Secondo me ha parlato con cognizione di causa sapendo questo:
      http://www.facebook.com/group.php?gid=376180226645

    40. 255
      gianni scrive:

      Non confondete il disprezzo con l’invidia! Fini, ad esempio, certamente non invidia Berlusconi, ma sicuramente lo disprezza insieme a moltissimi italiani di destra e di sinistra.

    41. 254
      cortesepassatore scrive:

      se c’e’ uno che scodinzola e’ feltri…basta aprire il suo "giornale" x capirlo…

    42. 253
      alessandro venzano scrive:

      L’ORFANOTROFIO DELL’ISOLA
      BLU

      RACCONTO DI ALESSANDRO VENZANO

      Il mare attorno all’Isola Blu, nel centro del Mar Mediterraneo, è, quasi dovunque, così azzurro come la fotografia iniziale testimonia. Tuttavia, questo minuscolo fazzoletto di terra, poco più di trenta ettari di soggetti e complementi oggetto, posto a sud tra l’Isola di Linosa e l’isola di Malta, deliziosamente incastonato in un oceano delimitato, è protagonista di un breve romanzo. Si trova a 160 chilometri dalla Sicilia e a 94 da Tunisi, con cui condivide la stessa latitudine.
      Racconto di vita e di storie, d’arrivi e di partenze. E inevitabili ritorni presso Madre Patria. Patria di coerenza e allegro vivere sociale: l’isola Blu. Una dimensione particolare che dovrebbe, invece, rappresentare la normalità degli eventi. Così non è, purtroppo. O per fortuna.

      Ma proviamo ad avvicinarci.

      Guardandola dall’alto non è difficile coglierne l’asprezza. Un isola montuosa d’origine vulcanica, con strapiombi su un mare che sembra accarezzarle le coste, praticamente deserte. Non è, per sua fortuna, isola turistizzata, fenomeno geografico da baraccone. È un’isola vulcanica d’origine recente formatasi nell’era Quaternaria, nel margine di contatto tra il continente africano e quello europeo.
      L’ultima eruzione risale al 1861. Attualmente sull’isola sono presenti solo fenomeni vulcanici secondari come sorgenti termali, mofete e fumarole.
      L’isola blu risulta abitata da tempi remoti proprio per la sua centralità nel Mar Mediterraneo. Importanti tracce della presenza di uno dei cosiddetti "popoli del Mare", forse liguri, che colonizzò l’isola, è testimoniato dai resti di mura ciclopiche di difesa nella zona del porticciolo. Importanti resti anche di abitazioni comuni e soprattutto di un particolare tipo di grandi tombe, costruite in pietra lavica a secco a forma tondeggiante con cunicolo di ingresso. Molte di queste sono state nel tempo riutilizzate per abitazione, e quindi danneggiate archeologicamente, ma ne rimane una in ottimo stato nei pressi delle fontane pubbliche. Gli antichi abitanti vi s’ insediarono a scopo commerciale in quanto l’isola essendo vulcanica aveva grandi quantità di ossidiana, la pietra vetrosa vulcanica era ricercata in tutto il Mediterraneo per farne arnesi da taglio ed essi vi stabilirono commerci con tutte le località. Rimase uno scalo intermedio tra l’Africa e Sicilia e divenne presto un caposaldo fondamentale per il commercio col Levante. Insomma, liguri, cartaginesi fino alla seconda guerra punica, romani nel 200 circa dopo cristo, arabi nel settecento, ed infine normanni nel 1100 circa.
      Via vai interessante.
      E’ semplicemente luogo di vite qualunque, anonime e forse per questo straordinarie. Antipatica, si, a prima vista non attira certamente, tale severità geometrica. Tagli perpendicolari di rocce vulcano-granitiche, spiagge invase da rugose pietre nero-laviche. Solamente in parte levigate dal Dio Nettuno. Una roccia solcata fino al mare dalle barranche, scoscese gole rocciose che si alternano ai torrioni di pietra e, su tutto, una serie ininterrotta di splendide grotte con stalattiti dai colori insuperabili.
      Sul lato sud, vi è una particolarità: una cascata di bianca pomice che ingentilisce i tratti dell’isola Blu. Un tempo si pensava che questa pietra potesse attrarre il commercio e l’industria, ma per fortuna dei locali non andò così. Caos risparmiato, inquinamento acustico-ambientale spergiurato. La pomice è una roccia magmatica effusiva, leggerissima per l’elevatissima porosità che si forma principalmente da eruzioni di tipo esplosivo, quindi da magmi acidi, silicatici o felsici. La sua porosità è dovuta alla formazione di bolle di gas di struttura simile alla schiuma nella matrice vetrosa della roccia e grazie a ciò, è l’unica pietra a galleggiare nell’acqua. E, in effetti, a volte si notano sullo specchio acqueo antistante tante piccole micro imbarcazioni di sughero bianco. Originale.
      Sul lato ad est, quello che guarda verso l’isola di Malta, centinaia di strisce strappate con fatica al taglio secco del monte. Lavoro immane, quello dei viticoltori locali. A proposito di fatiche, molto diffuso fino a qualche decennio fa e molto forte, l’asino locale riusciva a trasportare carichi pesantissimi lungo i sentieri dell’isola. In passato questa razza rappresentava per l’isola un’importante risorsa; i suoi muli erano molto apprezzati anche nella vicina Tunisia.
      Ma torniamo ai vigneti: quale superbo piacere, per i locali, poter assaggiare, dopo ogni raccolto e successivo imbottigliamento, il delizioso moscato passito dell’isola Blu. Una particolarità contraddistingue tale dolce liquido: non lo si esporta. Lo si assapora solamente presso l’isola: perché consumare tal essenza nelle grigie città metropolitane? Questo fazzoletto di terra presenta un paesaggio molto singolare in cui agli elementi naturali si uniscono costruzioni umane, costruzioni cilindriche in pietra lavica che servono a proteggere gli agrumi dal vento, presente sull’isola tutto l’anno e caratteristiche abitazioni dell’isola costruite con pietre laviche, con tetto a cupola imbiancato a calce.
      I terreni sono coltivati a capperi, che vengono considerati i migliori al mondo, e a vigneti soprattutto di uva Zibibbo, dalla quale si produce uva passa e vini come il moscato passito già precedentemente citato. Ad ovest, il Monte più alto: Monte Isolato, 1231 metri, così recita l’atlante geografico che aggiunge: trattasi di aspro monte che domina l’isola Blu la cui vetta costeggia un piccolo cono vulcanico, sempre ribollente anche se sembra dormiente. Più propriamente il Vulcano ha una forma di un Tronco di Cono, poichè il vertice è tagliato appunto dal cratere. Nella parte intermedia della Montagna rimane solo il pino marittimo con un sottobosco ricco di muschi e licheni.
      A nord, infine, alcuni chilometri di spiagge che guardano l’italica Sicilia. Non con invidia, sono le più sferzate dai venti del mediterraneo, ed infatti, quei pochi alberi che stazionano in zona, soffrono di mal di schiena, poveretti. Piegati da tramontane soffiate dal golfo di Agrigento, resistono. Nonostante tutto, eroicamente.
      Scomparsa la macchia mediterranea, oggi la forma di vegetazione prevalente nell’isola è la gariga, costituita da asfodeli, e distese di Scilla marittima. S’individuano, poi, il camedrio, il the siciliano, il Ginepro fenicio, il Carrubo e rari oleastri.
      Importante è il contingente di specie endemiche, nonché la presenza di specie rare che testimoniano i collegamenti che l’isola ha avuto sia con l’Africa, sia con la Sicilia.
      L’ambiente più a ridosso delle scogliere è dominato da due specie endemiche dell’isola: il perpetuino e la violacciocca.
      Anche la fauna ha un’ evidente impronta nordafricana. Di grande interesse biogeografico è la presenza dei Colubro lacertino e dei Colubro dal cappuccio, due serpenti a distribuzione nordafricana. Sulle falesie a picco sul mare nidificano il Falco della regina , Falco pellegrino, il raro Marangone dal ciuffo, il Gabbiano reale. Grandi sorprese riservano gli Insetti, per la gran varietà di specie presenti e la notevole componente di endemismi, tra i quali una grossa cavalletta priva di ali e un coleottero dalla splendida livrea iridescente.
      La spiaggia delle Arpe, infine, è sito di ovodeposizione della tartaruga marina: le uova deposte all’inizio dell’estate schiudono dopo circa due mesi ed i piccoli, appena fuori dal nido, si dirigono subito verso il mare attorno all’isola. Che ricchezza, che meraviglia, quale incanto della natura, caro lettore!
      L’isola Blu si caratterizza per la straordinaria singolarità del suo paesaggio, nel quale agli elementi naturali, tavolieri di colate laviche, cale e faraglioni, si aggiungono tipici manufatti creati dall’uomo per vivere: muri a secco, con la funzione di utilizzare il pietrame esistente, bonificando e contenendo il terreno coltivabile e delimitando la proprietà fondiaria, i giardini panteschi (tipiche costruzioni cilindriche in muratura di pietra lavica a secco con la duplice funzione di bonificare il terreno dall’eccesso di pietrame e di proteggere gli alberi di agrumi piantati all’interno dal vento e dalla salsedine), fabbricati rurali di pietra lavica, cubici, con aperture ad arco a tutto sesto e tetti bianchi a cupola costruiti in modo da raccogliere l’acqua piovana.
      Al centro dell’isola vi è un delizioso paesino abitato da circa trecentocinquanta anime mediterranee, composto da alcune casette di media grandezza con l’originale tetto a cupola imbiancato a calce, e una quantità impressionante di ex piccoli casolari ristrutturati rispettando la bellezza del posto. Vi è poi il Municipio, una Chiesetta e una Moschea poste una di fronte all’altra, nella piazza principale, Piazza Arcobaleno. Una specie di gaio eterno presepe vivente ed operante. Con serenità.
      A breve distanza dall’ombelico isolano, non più di due chilometri, si erge, tra macchie di eriche e rigonfiamenti di ginestre che vegetano formando da sole o con altre specie macchie fitte ed impenetrabili, una piccola costruzione, abbandonata, a due piani: l’ ex orfanotrofio dell’isola. Ormai preda di erbaccie, assalito da arbusti, abbracciato dal disordine della flora locale. Una storia particolare, quella dell’orfanotrofio. Un ricordo commovente che riprenderò in seguito. E’ l’unico palazzo dell’isola che non è mai stato ristrutturato, forse per rispettarne il passato. Bene così. Ma torniamo all’ombelico.

      La casa del sindaco si trova a pochi metri da Piazza Arcobaleno, è un bilocale altezza strada con ampie vetrate. Così decise il primo sindaco, anni orsono. Così continuarono a vivere i suoi successori, nel corso degli anni e dei mandati elettorali. Eletti e persone serie senza secondi fini, con la coscienza a posto. Grandi lavoratori che, sin dall’inizio di ciascun mandato, decisero di devolvere il 40% dei loro emolumenti a favore dell’orfanotrofio. Il 40% sul totale delle loro entrate, non sull’imponibile, come alcuni colleghi onorevoli della terraferma. Un sistema creato e mantenuto così, al fine di evidenziare la vicinanza del Primo cittadino ai propri cittadini, ai propri amici: abitanti dell’isola, non
      Uno dei moli d’attracco

      sudditi privi del diritto di scelta dei loro rappresentanti. Casa
      a vetri, quella del sindaco, simbolo di purezza e di sincerità. Vera. Appartamento di un eletto dal popolo che non desidera avere scandalose ed inammissibili facilitazioni. Una volta terminato il mandato, via, si torna a zappare la terra, o a pescare tonni o a, chissà, dar consigli alla locale ProLoco. Non a caso, tutti i precedenti sindaci dell’isola Blu sono rispettati e non considerati casta o ex casta.

      Il Parroco, Don Luigi, è veramente buono, sperdutamente pulito. Dentro. Crede nella sua missione ed è pronto a tutto affinché le anime dell’isola Blu si avvicinino a Dio.

      L’Imam, Abdul Kharsai, è una persona meravigliosa, socievole e pronta al dialogo interreligioso, a prescindere da.

      Il lettore si chiederà il perché di questa stranezza: un paesino con trecento anime circa, una piazza e due credo religiosi differenti.

      Nella stessa piazzetta, a poche decine di metri l’uno dall’altro. Ma ciò capita nell’isola Blu. Da notare che i due religiosi si…scambiano i luoghi sacri! E’ vero, credetemi. E’ la verità! Le due comunità si scambiano gli edifici, è incredibile, è vero, ma è stupendo. Ciò rappresenta una sorta di reciproco rispetto e di vera coscienza interreligiosa. Una domenica al mese i credenti cristiani, eminentemente cattolici, si recano presso la Moschea, e l’ultimo venerdì di ogni mese, tutti gli isolani mussulmani presenti entrano nella Chiesetta settecentesca. Un modo come un altro per avvicinarsi con serenità ad un mondo che si credeva diverso ed è invece molto simile. Amare: la parola d’ordine cha sorpassa ogni ostacolo, ogni divisione, qualunque polemica ed un mare di razzismo religioso multilaterale. Una lezione per la terraferma, per le terreferme, pronte a litigare, a screditarsi vicendevolmente senza conoscersi, basandosi su luoghi comuni dettati dall’ignoranza, quella con la I maiuscola. I credenti cristiano-cattolici, così, si avvicinano al Corano, con curiosità e rispetto. I mussulmani ascoltano il Vangelo, con attenzione e riverenza. Insomma, tutti soddisfatti poiché istruiti, o quantomeno maggiormente istruiti rispetto a chi, a sud e a nord dell’isola, critica senza conoscere. Ignorante, poc’altro da aggiungere. Scusate l’insistenza.
      Naturalmente le divisioni esistono, le differenze si eccitano al confronto tra le religioni. Alcune polemiche emergono, certe discussioni si animano. Ma finisce tutto, come si suol dire, a tarallucci e vino. Sempre con la volontà di costruire e non di distruggere. Non si critica ciò che non si conosce, non si giudica ciò che è lontano ed incomprensibile.
      Del resto l’isola blu ha visto arrivare, in questi secoli sui propri lidi cristiani cattolici, maghrebini musulmani, nigeriani atei, libanesi cristiani, sudanesi animisti, iracheni sciti e via discorrendo. Un impressionante mix di culture e di religioni. Varie lingue e dialetti: arabo, turco, maltese, hindi, siciliano, persino l’aramaico parlato da una famiglia proveniente dal villaggio siriano cristiano di Maaloula, vicino a Damasco. Ciascuno, tuttavia, una volta arrivato sull’isola Blu ha capito l’antifona; anche se dimorante per poco o per la propria effimera eternità, bando alle polemiche, guai agli scontri. E’ la legge dell’isola Blu. Una legge di buon senso che non è scritta su alcun documento che tra l’altro, nel continente, è spesso considerata carta straccia. Codici stampati, d’accordo. Ma chi li rispetta?
      L’isola blu è abituata, così, a ciò che potrebbe apparire strano ai continentali: miscelarsi come un mix di caffè pregiati che alla fine formano una tazzina profumata. Dopo tutti i movimenti, alla fine ne sono rimasti solamente due, di credo religioso. Ma sono tutti felici. Chi eventualmente rimane fuori, è lieto di partecipare agli eventi principali della piazzetta. E’ se lo desidera, rimane a casa nella propria intimità, ed invoca Dio, o Abramo, o il Suo Dio, o i suoi Dei o nessuno, affari suoi.
      Non esistono televisioni sull’isola, lo spettacolo è offerto da coloro che, raggiungendola, raccontano i fatti che accadono nei vari continenti. Incontri sinceri e coinvolgenti che si tengono presso la seconda Piazzetta del Paese denominata la Conchiglia dei racconti. Ad ogni incontro, il Paese si riunisce, la curiosità di conoscere attira gli isolani, gente semplice per molti versi, ma intelligente e desiderosa di crescere e capire. Si occupa diligentemente posto nell’anfiteatro ed ecco echi di guerre lontane e vicine, racconti di desolazioni viste ed udite, di terribili crisi economiche dovute all’avidità, alla scorrettezza dell’uomo moderno che giunge a dilapidare oltre cinquantamila miliardi di dollari in due anni. Racconti molto seguiti di migranti a nord che sono fuggiti da lassù poiché non riuscivano a vivere in contesti degradati vicini a cupe città grigie, malinconiche, ripiegate su loro stesse. Vagabondaggio tra rovine, insegne commerciali multicolori, targhe stradali, polvere e caos: errante vagare in un presente opaco, distante, geroglifico. Transumanze alla ricerca del cibo, come le mucche: un mese in Campania, poi alla volta dei pomodori pugliesi e poi, via, velocemente per le patate siciliane, sempre che non piova troppo e quindi salti la raccolta. E’ con essa la possibilità di guadagnare qualche decina di eurini giornalieri, in nero naturalmente. Dopo essersi fatti accompagnare presso il luogo di lavoro da marocchini ormai esperti. Che situazione. Ma almeno i locali contadini meridionali sono gentili. Gente semplice che conosce la fatica, risvolto positivo nella negatività del vivere precario di questo popolo migratore.
      Nelle città, tessuti urbani sfasciati, polveri sottili scambiate per la nebbia dei film di Visconti ed Olmi. Rigurgiti d’odio nazista, violenze terrificanti d’ubriaconi rumeni che infangano l’orgoglio del proprio popolo con gesti disumani. Insomma, incubi e utopie cittadine che, agli isolani, sembrano lontani anni luce, e invece distano solamente poche centinaia di chilometri a nord. Per fortuna il mare li separa…da quel civilizzato mondo di pazzi, nevrotici ed egoisti.

      A volte, dopo l’ennesimo racconto noir di un superstite del mondo civile deciso di rientrare nella selvaggia Isola blu dopo l’esperienza da non ripetere, si sente l’ululato della folla che forse, ingenuamente, non riesce a capire come possano vivere, lassù a nord, tra smog incontrollabile, scandali giornalieri e truffe settimanali, ricavi illeciti e connivenze politiche, tripudio di tette e di culi (e non sono un bacchettone), corruzioni ed intrecci immateriali tra corpi e cravatte, imprenditori furfanti e posteggiatori abusivi, finti odontoiatri, centraline taroccate, tumulti dopo derby siciliani, falsi d’autore, analisi false su rifiuti, rimborsi incontrollati di parlamentari anglosassoni, egoismo sociale impetuoso e crescente che si ciba d’indole superindividualista, una democrazia si, ma castale. Fondamentale trovare il pacco giusto nella trasmissione coinvolgente. Fumi irrespirabili e tentativi, spesso ridicoli, di imporre l’ISO a qualsiasi azione dell’uomo. Senza pensare che l’uomo è per certi versi irrecuperabile, l’ISO dovrebbe inserirla nel proprio cervello. Incastonarla come un micro-chip. Lassù. Perbenismo borghese e scompostezza plebea? Possibile? Boh, onestamente non lo so, o forse lo capisco benissimo.

      Niente male, complimenti.

      Si narrano, per fortuna, anche storie a lieto fine, d’allegria e di correttezza provenienti dal sud e dal nord del mondo mediterraneo. Non vola una mosca, durante tali sessioni di vita, tutti ascoltano e cercano di capire, al fine di formarsi un giudizio, o forse sarebbe meglio dire, un’idea. Perché sull’isola nessuno vuole giudicare. Del resto, giudicare non dovrebbe spettare agli uomini, gente fallace. Tra l’altro, nell’isola Blu, a nessuno verrebbe mai in mente di decidere sulla sorte finale dell’uomo. Nessuno si permetterebbe mai di varcare la soglia del dolore precedente la dipartita per imporre leggi o normative sul fine vita. Che tristezza. Davvero.

      Vi è una sola farmacia, nell’isola blu. Gestita da una coppia di farmacisti atei provenienti da Tripoli. Nipoti di beduini pesantemente malmenati il secolo scorso dalle truppe fasciste. Essi vivono, tuttavia, senza rancori nei confronti di chi tanto male ha portato nei loro deserti. Sono benvoluti da tutti, italiani in primis. Presso il loro luogo di lavoro vi è una particolarità, non hanno a scaffale medicinali da noi onnipotenti, quali, ad esempio, ansiolitici ed antidepressivi. Sapete perché?
      Semplice, nessuno li richiede, all’isola Blu. Nessuno ha bisogno di chimica liquida (o solido-granulosa). Per fortuna.
      Termini quali la disforia, ad esempio, cioè un disturbo diffuso nelle società “evolute”, caratterizzato da malinconia, insofferenza e scarsa capacità di controllo, sono incomprensibili, da queste parti. Purtroppo lo stesso non possiamo affermare, noi ricchi occidentali (ricchi esteriormente, ma pesantemente poveri di spirito e lacunosi, terribilmente lacunosi, in filosofia di vita vincente).
      Nella piazza arcobaleno, a fine pomeriggio le varie comunità s’incontrano e si scambiano saluti. Una volta la festa degli aquiloni, un’altra la festa della divinità indù con meravigliosi sari multicolori, a volte la commemorazione del santo, un’altra ancora il festival della zucchina siciliana, insomma si miscela sacro e profano, con grande rispetto e con profonda allegria esistenziale. Persone stanche dopo una giornata di lavoro faticoso, che sorridono. A volte tavolate lunghissime per cene senza fine con vassoi e piatti che formano uno ziggurat commestibile: pasticci di carne macinata, piatti di pesce marinati in aceto, pescespada alla messinese, vassoi marocchini con piccoli piccioni speziati, agnello arrosto, stufati di gallina bollita, spiedini georgiani, pesto siculo e melanzane di Salina con salse alla menta e, infine, cous cous marocchino preparato dal mitico Chef Mustafà: un personaggio enorme dal collo taurino, ma dai modi semplici e cortesi. Tutti assieme, appassionatamente. Religiosi e atei, bambini ed anziani, visi scoperti e…visi pallidi, visi coperti e visi con la carne bruciata dal sole quasi nordafricano. Che meravigliosa confusione.
      Particolare la festa ebrea definita Chanukkà , durante la quale ci si scambia doni e si mangiano dolci tipici della festa, come le fettine di mele fritte cosparse di zucchero e cannella o i latkes israeliani. I bambini giocano con le dreidl, termine yiddish che indica la tradizionale trottola a quattro facce.
      Chanukkà (letteralmente dedicazione, inaugurazione) è una festa molto attesa dagli ebrei (non più di sei famiglie sull’isola), in modo particolare dai bambini, che nei giorni precedenti preparano le chanukkioth, lampade simboliche a otto lumi tipiche di questa festa, ottenute con tutti i materiali possibili (legno, vetro o ceramica ma anche tappi a pressione di bottiglie allineati e fissati su un supporto). In questo periodo, in ogni parte del mondo ebraico, le donne ebree di tutte le età accendono candele e lampade a olio che sistemano poi vicino le porte o sulle finestre, così che siano ben visibili a tutti. L’accensione dei lumi è il rituale più importante della festa: ogni sera la famiglia riunita, dopo il tramonto, accende un lume. L’ottavo giorno si completa l’accensione di tutti gli otto lumi della chanukkià.

      I cristiano cattolici dell’Isola Blu, comunità largamente preponderante, celebrano la Festa della Madonna, Santa Patrona dell’Isola, ogni fine giugno: i paesani s’incontrano tutti nella Piazza principale per sentir celebrare la SS. Messa poi in processione portano la statua della Madonna addobbata a fiori per le chiese del paese. Arrivati in centro del paese festeggiano con gare, giochi, danze, musiche tradizionali del posto e sfornano i gustosissimi "mustaccioli " fatti con il miele di uva. La festa si conclude riportando la statua nella chiesa di provenienza, con fuochi artificiali e musica.

      Il 22 marzo di ogni anno, infine, si tiene una festa mussulmana che viene celebrata dalla comunità albanese presente sull’isola (circa 40 persone). La mattina ci si scambia gli auguri di primavera mentre la scuola organizza pic-nic per le scolaresche. Durante questa festa ogni famiglia prepara il kulaç, un pane fatto in casa, dove si mette una monetina, il lek. Questo pane viene tagliato in parti corrispondenti al numero dei famigliari: chi trova la monetina sarà fortunato per tutto l’anno!

      Per la gioia di tutte le altre comunità, le quali assistono alle celebrazioni diverse dalle proprie con piacere e curiosità.

      Insomma, sull’isola gruppi in un certo senso distinti ma con qualcosa in comune: vivere in pace nello stesso periodo la propria vita. Non è poco.
      Nel vicino orfanotrofio, tante commoventi storie d’esistenze sfortunate, indubbiamente. Ma nella terribile sorte loro segnata, i bimbi ospiti della casa a due piani poco distante dall’ombelico dell’isola blu, vi è un importante elemento di positività: capire, sin da piccoli, la sofferenza. Avere, sin da ragazzi, la percezione d’essere lasciati soli, abbandonati, quindi terribilmente bisognosi d’affetto. Il lettore potrebbe accusarmi di masochismo, ma non è così. Questi bimbi, ora cresciuti, portano con sé sofferenze e tristezza, ma anche amore per la vita, per ciò che essa può dare: un abbraccio di un amico, il bacino di una fidanzatina, il rispetto dei propri figli. Insomma, nulla è perduto. Erano bimbi sfortunati, sino a trent’anni fa quando l’orfanotrofio ospitava reduci da sbarchi di clandestini che non erano riusciti a raggiungere il continente, lassù in alto. Poi la rotta degli emigranti in canotto cambiò coordinate geografiche e l’isola Blu rimase ancora più isolata. Con gioia, ma forse anche con dolore, per non avere potuto più dar asilo a sfortunati, a sconfitti, a disgraziati abbandonati. Con carichi di famiglie mal assortite, per impietosire lo sguardo dell’occidentale, disgrazie accidentali, a volte provocate, ed ecco che pochi innocenti uomini – bimbi arrivavano all’isola Blu. Ma ora è tutto cambiato, alcuni ex profughi lavorano sull’isola, altri sono rimasti per pochi anni per poi andare a nord. Ma due ragazzi, Shalom l’ ebreo, e l’altro mussulmano, Ismail, entrambi ospiti tanti anni fa dell’orfanotrofio, ora vivono felicemente sull’isola. Il primo pescatore ed il secondo, insegnante, l’unico docente di cultura mediterranea presso l’unica scuola dell’isola. Scuola elementare, media, liceo, università…..insomma super scuola…o mini Università, Università della vita.
      Entrambi hanno messo su famiglia, come si suol dire. Entrambi non sanno cosa significhi la parola odio, per fortuna, forse perché entrambi hanno sofferto, aspettato invano l’arrivo di padri attenti e madri premurose. Ma hanno avuto l’affetto di un popolo sterminato: le trecento anime dell’isola Blu. Fortunati. Cerchiamo di tornare in quell’orfanotrofio, grazie alla memoria, alla buona memoria di Ismail e Shalom.

      Aspettavamo per ore e giorni l’arrivo di nuovi ospiti, esordisce l’ex ospite ebreo dell’orfanotrofio, a volte, quando si presentava qualche nuovo assistente sociale…ci si precipitava a dargli bacini sul collo e sul viso. Lui si chinava verso di noi, eravamo almeno venti, e tentava di cingerci con un abbraccio corale, senza riuscirvi. Alcuni bimbi, più scaltri, salivano sulle sue ginocchia per sentire il calore del nuovo arrivato ed altri, più timidi, assistevano pochi passi più in là. Forse speranzosi nel prossimo arrivo, nel prossimo incontro, nel successivo possibile alito di affetto umano.
      Capitava che presso l’orfanotrofio arrivassero anche volontari e rappresentanti dell’Unicef, della Caritas e di altri Enti e Istituzioni ed allora…apriti cielo..un tentativo di mettersi innanzi, una speranza d’esser scelti come destinatari d’affetto. Di quell’affetto che miliardi di bimbi hanno ricevuto nel corso dei decenni. Beati loro. A volte, ad esser sinceri, anche se fisicamente presenti i genitori possono essere assenti, lontani, come capita in alcune società occidentali. Possono litigare in continuazione ed essere di pessimo esempio. In altri casi possono arrecare danni, possono non essere all’altezza del compito di papà e mamma, è indubitabile.
      Ma Ismail e Shalom, i genitori, non li hanno mai conosciuti e desiderano che non si parli del loro passato, al limite rievocano con serenità gli anni passati all’orfanotrofio dell’isola blu. Per poi esaltare il loro radioso presente sull’isola.
      L’orfanotrofio era piuttosto malridotto, aggiunge Ismail, presso il Laboratorio delle analisi, a piano terra, vi era un microscopio somigliante a quelli che usavano i bimbi né Il piccolo chimico. Tuttavia il Direttore, Dott.Cumari, proveniente da Trapani, era assai dolce e disponibile è cercava di fare il possibile per ciascuno di noi. Si lamentava sempre, mi ricordo, per l’eccessiva burocrazia che rallentava o addirittura ostacolava, le adozioni. Naturalmente non di fronte a noi, si chiudeva nel suo ufficio e passava ore intere a telefonare ad enti, istituzioni, politici per cercare di smuovere le acque…del mar mediterraneo! E noi, si origliava da dietro la porta. Tuttavia il Dottore cercava costantemente di infondere fiducia all’ambiente e ci diceva sempre “ Animo, bambini, animo! Prima o poi il Cavaliere arriva!” (Cavaliere nel senso di aspirante papà….).
      Quando qualcuno di noi era tra gli eletti e spiccava il volo verso la felicità dell’affetto di “nuovi” genitori, piangevamo subito di tristezza per non essere stati scelti dal destino, ma poi versavamo lacrime d’allegria sui nostri volti perché ci si rendeva conto che un nostro amico, un nostro fratello aveva trovato la via maestra per la felicità. Si trattava di continuare ad osservare le stelle, con ottimismo.

      Shalom aggiunge con un sorriso malcelato: “Alla fine eravamo rimasti in pochi, non erano più sbarcati orfani, i finanziamenti erano finiti e il Direttore ci comunicò che l’orfanotrofio doveva chiudere. Subito il mondo ci crollò addosso, ma dopo poco tempo venimmo a sapere che s’apriva un mondo per noi quattro rimasti (gli altri due, in seguito, partirono alla volta del lontano Libano per raggiungere parenti che riuscirono a recuperarli dopo tanti anni. Miracolo del Paese dei cedri.
      Il Paese, si, l’intero paese ci avrebbe accolti, un giorno dalla famiglia Peschici, un altro dalla famiglia Malhubuth, un altro ancora dai pescatori d’origine albanese nel porticciolo, famiglia numerosissima ma sempre pronta ad ospitare. Della serie aggiungi, con entusiasmo, un posto a tavola. Insomma, eravamo noi a dire di no, un attimo, oggi non possiamo, siamo stanchi. Che strana la vita. Da orfani abbandonati tra quattro mura a figli…di tutto il mondo isolano. Ci sentivamo veramente protetti e ritenevamo di avere cento fratelli, settanta sorelle a testa. Pranzi a base di pesce dai pescatori del porticciolo e cene a base di selvaggina dalla famiglia Telvaggi, cacciatori da generazioni. Pomeriggi passati a studiare con i fratelli mussulmani e cristiani e, dopo gli studi, tutti a giocare per strada, nei cortili, nelle piazzette dell’isola blu. E noi salutavamo, ringraziavamo, baciavamo. Ricevevamo carezze genuine, abbracci calorosi, strette di mano calde (non fredde come capita su a Nord…dell’isola Blu). Inviti continui, sinceri giungevano da ogni dove.

      Che meraviglia tali inviti, com’è bello, umanamente apprezzabile che esseri umani accolgano altre anime presso le loro, a volte spartane e semplici, dimore. Che insegnamento per coloro che, egoisticamente, pensano solamente a se stessi senza provare a fare due cose: aiutare, tutti assieme, l’uomo onesto in difficoltà, dovunque esso sia, da dovunque arrivi e dovunque sia diretto. Da ricordare che il mondo non è chiuso a scompartimenti stagni, bensì è circolare. Esigere, inoltre, che i governi dei Paesi di provenienza dei popoli migratori del sud del mondo rispettino i diritti dell’uomo, dal primo all’ultimo essere umano. Dal primo all’ultimo codice penale e civile.

      Da allora, molti anni orsono, d’acqua sotto il ponte della vita n’ è passata, aggiunge Ismail e, dopo aver entrambi incontrato l’amore, ci siamo sposati ed abbiamo due famiglie che abitano l’una vicino all’altra, a due passi dalla Piazza dell’Arcobaleno, da noi soprannominata la Piazza dei Miracoli. Religioni differenti, usi e costumi diversi ma sempre un gran rispetto. Anche se ci giunge eco di popoli in continuo stato di malessere esistenziale.

      Noi non capiamo… forse chi decide per queste popolazioni sbaglia, forse non è sufficientemente saggio. Probabilmente a volte è persino sordo ai lamenti di chi desidera avere semplicemente uno Stato degno di tale nome e di chi esige di poter vivere in pace senza rischiare di morire spappolato da una bomba su un autobus troppo poco blindato.

      Noi non capiamo, da noi sull’isola il Sindaco si comporta bene ed è esempio di onestà intellettuale e comportamentale, riprende Shalom, non vi è tensione sociale e non vi sono furti. A scuola la cultura e multirazziale poiché la nostra è una società multirazziale. La gente vive di quello che ha e non desidera avere niente di più di ciò che non si può permettere. Le persone non sono ipocrite, se seguono i dettami della propria religione….li seguono per davvero. Tutti. Non si aspira a sogni televisivi ma si tende ai veri rapporti umani: quelli tra anziani e giovani che si frequentano con piacere e rispetto (senza provocare l’ilarità come capita a nord, nel continente, dove desta scalpore il fatto che un ragazzo quarantaduenne desideri passare parte del proprio tempo libero con persone ottantenni per scambiarsi opinioni e valutazioni), tra pescatori e cacciatori, tra atei e religiosi, tra ebrei e mussulmani…

      Non viviamo di sogni, lo incalza Ismail, viviamo un sogno chiamato Vita. Nel rispetto, non è cosa normale? Nell’aiuto reciproco, non è umano? La religione, per noi, è la religione dell’amore. Quello con l’A maiuscola. E’ così difficile? E poi abbiamo alcuni punti fermi, per noi bastano. Mi sembrano inutili, invece, i voli pindarici di popolazioni che si considerano religiose e poi…non conoscono neanche il Verbo. E se lo conoscessero, non si comporterebbero come si comportano, cioè massima riverenza al DIO DENARO.

      Shalom “ Hai ragione caro compagno d’una vita di solitudine e di speranza, di dolori e di gioie. Ti voglio bene!”.

      Intanto arrivano i loro tre figli, due di Ismail e uno di Shalom. Giocano allegramente. L’allegra comitiva ebreo-mussulmana si abbraccia e torna a casa ridendo. Beati loro.

      Chissà, magari i loro figli seguiranno le loro orme, oppure si sposteranno nelle terreferme agitate. O forse decideranno di continuare un’esistenza genuina rimanendo sull’isola blu, lontano da contaminazioni. Spero che propendano per l’ultima scelta.

      Confesso che la storia dell’orfanotrofio mi ha un pochino emozionato, forse perché da me vissuta in un lontano pomeriggio di tanti anni fa dando un piccolo contributo alla causa.
      Vedete, cari lettori, noi siamo terribilmente fortunati da un verso e maledettamente sfortunati dall’altro. Abbiamo avuto tutto e non ci rendiamo conto di quello che c’è mancato: la sofferenza, la tristezza, la speranza in un futuro migliore, l’attesa per un affetto che magari non sarebbe mai arrivato. Comunque la speranza. Solo in tal modo, forse, avremmo potuto essere più felici anche e soprattutto per le piccole cose di ogni giorno e ringraziare Iddio…oh…scusate ringraziare DIO ALLAH ABRAMO..o per chi non crede ringraziare..chi o cosa desidera (sinceramente sono affari suoi).

      Il lago Specchio di Venere è l’unico lago dell’isola: si trova nella parte centro-settentrionale ed è alimentato in parte dalle precipitazioni atmosferiche e in parte da sorgenti sotterranee ricche di sali.
      Presenta, sulle sue rive, delle sorgenti di acque termali calde.

      Proviamo tutti a specchiarci dentro e vediamo che ritratto n’esce…

      FINE

    43. 252
      Tabbaccar scrive:

      Sto seguendo la trasmissione di questa sera, dottor Lerner, quella del 15 marzo 2010… il tutto mi appare ridicolo, in specie quando si usa il termine "storico" o si parla di popolo italiano"…
      Faccia per cortesia (quando vuole…il lunedì lo scelga Lei !)ai suoi coltissimi e preparatissimi ospiti le seguenti domande, se ne ha il fegato… sull’Unità d’Italia.
      1. Come mai il Capobanda (ormai sudamericano) Peppino Garibaldi per conquistare Napoli sbarca a Marsala (i suoi Mille ah ah ah allora andavano a piedi o mi sbaglio ?),
      2. Chi lo attendeva evidentemente in quel porto ?
      3. Come mai dopo una riga del loro ancora attuale libro di storielle siamo già a Teano ?!
      4. Quando si fecere le prime elezioni nazionali e chi inventò dal nulla gli avversari del Partito Liberale, cioè il Partito socialista ?
      5. Come mai a Palermo furono eletti alle prime elezioni 16 senatori liberali e 8 socialisti (Presidente eletto : Cavour), ma don Peppino Garibaldi e don Giovanni suo egregio compare palermitano, furono senatori sì ma socialisti ?
      6. Come mai solo pochi mesi dopo ci fu necessità di fare seconde elezioni nazionali nelle quali a Palermo furono eletti 24 senatori su 24 socialisti (2o Presidente "regolarmente" eletto : tale Francesco Crispi, anvedi palermitano e socialista, cioè di sinistra e popolare ???!!!)
      7. Non ne siamo mai usciti ad oggi da tale trappola TO-MI-BO con ausilio armato di mafiosi siculi e dei loro capi !!!
      Portavano elmi con corna già 3mila anni fa e ancora quelli indossano !!!
      8. A quando uno sceneggiato veritiero !!! sulla vita di tale Giovanni CORRAO da Palermo e la sua ovvia morte ?
      9. E poi, poi, poi, il Direttore socialista del giornale "Avanti" socialista che si inventa fascista, l’ottimo Benito…
      9 bis Perchè mai ve la volete prendere giusto con il compare del buon Bettino socialista, oggi fiero capo di destra e degli Italiani "liberi"?
      10. Un film sulle centinaia di migliaia di "Briganti" dell’Italia vera, loro ovviamente, morti combattendo tra il 1860 e i dieci anni successivi, uno solo eh, poi potete continuare con le sciocchezze sui vostri quattro "Resistenti" : giratelo orsù…
      Continui pure nel suo ottimo "servire" dottor Lerner e poi… tutti ! ma proprio tutti eh, il 100% a vedersi il Grande Fratello !!!
      FDM

    44. 251
      pasquale scrive:

      Vorrei ricordare a V.Feltri…il quale anni a dietro si dichiarava un "anarchico di destra",senza padroni e compromessi…dove è finita la sua coscienza-anarchica…è finito a fare il cagnolino del padrone…e sopratutto che tipo di padroneeeee!?!Vergognatiiii…..

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